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Cultura popolare, i Cantori di Carpino premiati a Bra

I cantori di Carpino sono stati premiati a Bra, in provincia di Cuneo, nell´ambito del premio ‘Testimoni della cultura popolare’ previsto nel Festival delle Province 2005. Una manifestazione che ha come obiettivo la valorizzazione di feste, riti, esibizioni e azioni, espressione della storia del territorio. A leggere la motivazione e a consegnare il premio a Andrea Sacco, Antonio Piccininno, Antonio Maccarone, è stato l´assessore provinciale Giuseppe Calamita. ‘Il riconoscimento ai Cantori – afferma l´assessore – è un riconoscimento a tutta la cultura di Capitanata, un territorio ricchissimo di tradizioni e di risorse culturali".La Provincia di Foggia è socio sostenitore del comitato del Festival delle Province. Il Comitato nato nel 2004, è una rete di enti pubblici e privati; tra i soci fondatori le Province di Torino, Cuneo, Perugia, Rieti, la Regione Piemonte e l´Associazione Teatro delle Forme. Daniela Zazzara

Discussione

2 pensieri su “Cultura popolare, i Cantori di Carpino premiati a Bra

  1. Avatar di Sconosciuto

    Testimoni della cultura popolare
    «Li abbiamo scovati tra coloro che hanno saputo salvare la tradizione, tutelarla, reinterpretarla, innovarla…
    Abbiamo deciso di portarli alla ribalta, di dare loro il giusto riconoscimento che è, simbolicamente, un grazie collettivo loro dovuto per ciò che hanno fatto e continuano a fare.
    Sono i “Testimoni della cultura popolare”, che avranno il loro riconoscimento a partire da questa edizione.
    Grazie a loro un Festival come il nostro sa di poter contare sul suo presente e sul suo futuro, con la capacità di unire tradizione e innovazione, in una dinamicità culturale che contrappunta con forza la creatività del territorio, fuori da modelli di importazione o drogati dall’industria della comunicazione.
    Loro rappresentano l’autenticità delle radici, una convinzione forte, che non si è mai vergognata di attingere a una storia che viene da lontano, spesso dalla povertà, ma che mai ha abdicato la sua dignità, sicura che il tempo le avrebbe dato ragione.
    Ed il tempo è oggi; stanchi di modelli preconfezionati cerchiamo quell’autenticità cui spesso abbiamo rinunciato, inseguendo una modernità solo di facciata.
    Abbiamo reciso il cordone ombelicale con ciò che siamo stati e questo rischia di disorientare, sottraendoci mappe per il futuro che abbiamo ritenuto superate e che invece sono lì, a dimostrarci che i valori, i punti di riferimento, sono già segnati.
    “I testimoni della cultura popolare” non sono caduti nella trappola.
    Con ostinata continuità hanno atteso che la follia collettiva finisse con l’inseguire il labile, l’effimero, per recuperare il vissuto collettivo e riannodare il filo reciso con la nostra storia, con le nostre radici.
    Il Festival delle Province vuole rendere onore a quelli che sono gli ingredienti fondamentali e fondanti per cui è nato, raccogliendo con lungimiranza bisogni che stanno riemergendo.
    I Testimoni sono le persone che hanno rese possibili le edizioni fin qui svolte, regalando a tutti noi percorsi artistici dedicati alla tradizione, che spesso sono durati una vita.
    Avremmo voluto chiamarli “Presidi”, in analogia e quei gioielli dell’enogastronomia che “Slow Food” ha voluto salvare. Ne hanno eguali caratteristiche: la preziosità e il rischio di perdita e rappresentano quelle autentiche, fragilissime “biblioteche viventi”, come ebbe a definirli il grande Jorge Luis Borges.

    Per noi sono “Testimoni”, a significare la loro capacità, di testimoniare la cultura che hanno avuto in eredità raccogliendo un testimone che si preparano a trasmettere alle nuove generazioni. In questo passaggio vi è, metaforicamente, anche quella capacità di trasformazione che significa dinamicità, evoluzione, modernità, tendenza all’introduzione di elementi innovativi capaci di innestare sulla pianta madre della tradizione -in piena compatibilità e sintonia, a prova di “rigetto”- germogli di futuro.
    Sono “innesti” nati dal contatto dei giovani con i “Testimoni”, che hanno trasferito il testimone del loro sapere, con generosità.
    Un contatto che favoriremo anche in futuro. Perché i “Testimoni” li porteremo in cattedra, approfittando della loro disponibilità a riversare le culture e i saperi della tradizione a coloro che, sempre di più sono disponibili ad accoglierli.
    Il progetto delle “Cattedre ambulanti della tradizione popolare” che intendiamo attivare, con la supervisione del nostro Comitato scientifico, daranno risposta a questo bisogno di comunicazione intergenerazionale».

    Walter Giuliano, Presidente del Comitato Festival delle Province

    1. Coro Bajolese – Diretto da Amerigo Vigliermo, è sorto nel 1966 e da allora si dedica alla ricerca e raccolta della tradizione orale del Canavese, regione a nord-est di Torino. Il coro è stato fondatore nel 1975 del Centro Etnologico Canavesano ed oggi, grazie ad una lunga e sistematica ricerca sul campo, ha in repertorio moltissimi canti appresi direttamente dalla Gente. La sua principale missione è far prendere coscienza alla propria comunità dell’identità culturale che la contraddistingue, valore assolutamente unico e importante.

    2. Gruppo Spontaneo di Magliano Alfieri – Nato nel 1965, la sua prima operazione fu quella di riproporre la questua delle uova, recuperando una tradizione quasi dimenticata. Da allora il Gruppo si è dedicato con impegno e rigore ad una ricerca sempre aperta sulle tradizioni del mondo contadino, con la raccolta di testimonianze, immagini, manufatti e centinaia di canti popolari, oltre ad un’attenzione particolare all’ecologia legata al paesaggio agrario. I risultati più tangibili sono a Magliano Alfieri: una raccolta etnografica con relativa biblioteca, il Museo dei Gessi, la riproposta di diverse usanze performative, ma anche uno spettacolo musicale e didattico presentato in Italia ed all’estero.

    3. Il Gruppo spontaneo di Canti a Braccio in ottava – Sono i Poeti Pastori, ovvero persone che passando le giornate tra le greggi hanno letto classici in rima come Dante, Ariosto o Tasso. Oggi sono in pochi a conoscere l’arte dei canti a braccio, poesie improvvisate seguendo le complesse regole dell’ottava rima, solitamente passandosi la palla senza mai perdere il filo della composizione. Un’arte antica tramandataci da questi colti pastori della parola non scritta.

    4. Uccio Aloisi – Grande portavoce del canto popolare salentino, di cui è uno dei più vigorosi interpreti, nonostante i suoi 75 anni passati a lavorare e cantare. E’ un sicuro punto di riferimento per le nuove generazioni.

    5. I Cantori di Carpino – Uno dei pilastri della musica popolare della nostra penisola. L’età dei due componenti storici di questo gruppo del Gargano va dagli 85 ai 94 anni, ed è garanzia di originalità della loro musica, veramente tradizionale, testimonianza autentica di un patrimonio di cui sono i più genuini interpreti. Tra i brani del loro repertorio spiccano esempi della forma più tipica del canto carpinese, il sonetto, che rientra nel modello dello strambotto meridionale. La parte centrale dell’intera esecuzione, detta Canzone, rappresenta la serenata vera e propria e si avvale di un’ampia libertà vocale consentita dalle particolari tonalità della chitarra battente, magnifico strumento della cultura meridionale. Si tratta di una rara occasione per ascoltare e vedere nel nord la formazione che riceverà il riconoscimento di testimone della cultura di tradizione popolare

    6. L’ Opera dei Pupi Turi Grasso – Discendente della famiglia che per prima diede ai pupi siciliani l’aspetto guerriero che oggi conosciamo, Turi da quarant’anni porta nelle piazze quest’arte dalle antiche origini. E’ il vero rappresentante della tradizione pupara di Acireale.

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    Pubblicato da festival | settembre 22, 2005, 7:53 am
  2. Avatar di Sconosciuto

    “Il premio come testimoni della Cultura Popolare 2005 – spiega Calamita – è stato assegnato ai Cantori di Carpino (Andrea Sacco, Antonio Piccininno, Antonio Maccarone) in quanto interpreti e garanti di una musica sempre nuova e originale, testimonianza autentica di un patrimonio del quale sono i più genuini interpreti”.

    “Il riconoscimento ai Cantori – precisa l’assessore – è un riconoscimento a tutta la cultura di Capitanata”.
    “La Provincia di Foggia rappresenta un territorio ricchissimo di tradizioni e di risorse culturali. L’attività dei Cantori di Carpino è un potente viatico per far conoscere e conservare la nostra identità storico-culturale”, afferma il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone.

    La Provincia di Foggia è socio sostenitore del comitato del Festival delle Province. Il Comitato nato nel 2004, è una rete di enti pubblici e privati che ha segnato l’inizio di un nuovo modello culturale, dove ricerca, spettacolo, turismo e valorizzazione delle risorse locali si contaminano per dar vita ad una proposta culturale unica nel suo genere. Soci fondatori dell’organismo sono le Province di Torino, Cuneo, Perugia, Rieti, la Regione Piemonte e l’Associazione Teatro delle Forme.

    Una delle iniziative di maggior prestigio del Festival è il premio “Testimoni della Cultura Popolare”, che ha come obiettivo la valorizzazione di feste, riti, esibizioni e azioni, espressione della storia del territorio.

    Il premio consiste in una valorizzazione e nella promozione dei testimoni della cultura popolare attraverso la consegna dell’opera d’arte “Testimoni” realizzata dal fabbro-artista Guido Giovetti; la docenza della cattedra ambulante della Cultura Popolare; il diritto all’utilizzo del marchio di “Testimone della Cultura Popolare”; la pubblicazione di progetti; la presenza nelle più significative manifestazioni nazionali; la pubblicazione di una delle migliori tesi di laurea che hanno come oggetto uno o più testimoni della cultura popolare.

    L’edizione del 2005 sancisce, per il Comitato Festival delle Province, la collaborazione con “Slow Food” e “Notte della Taranta”.
    Il comitato è nato con l’obiettivo di realizzare una Fondazione per la promozione e la diffusione del Festival delle Province e per il recupero e la valorizzazione di proposte culturali e delle Tradizioni Popolari.

    Le Province aderenti al comitato costituiscono una rete di attività volte sinergicamente alla creazione di un centro di documentazione, di una banca dati, di una comunicazione mirata e articolata, con azioni volte allo sviluppo di un turismo sostenibile legato ai siti di provenienza dei soci.
    Tali attività sono affiancate da azioni mirate a favorire progetti didattici per la conoscenza delle peculiarità culturali delle tradizioni popolari.

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    Pubblicato da festival | settembre 22, 2005, 3:33 PM

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