Marengo, pellegrino eretico di Puglia
Alle Giornate degli autori, il film «Craj» con le sue notti musicali tra tarante e orge bacchiche
ROBERTO SILVESTRI
INVIATO A VENEZIA
Chiude in bellezza le Giornate degli Autori Craj’ (Domani), diretto da Davide Marengo, che si fa «pellegrino eretico di Puglia». Occhio illuminista e documentaristico che, fiancheggiando Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti nel loro omonimo tour eco-acustico in sud-est, in duetto scenico al termine della notte musicale, viaggia da Foggia al Salento, dalla radiante tarantella spagnola alla più bacchica taranta grecanica, e lascia a poco a poco le sue lenti di sicurezza iniziando a vedere e ascoltare con il «cuore a contatto». E trasforma in commedia dell’arte il genere «Buena Vista Social Club», diventando parte di una «Armata Brancaleone» che ha solo iniziato la sua anti-crociata, formata dai cantori di Carpino, dal monello Matteo Salvatore, dal violinista trans H.E.R., dai tamburelli erotici di Cutrufiano, da Uccio Aloisi e da Enzo Del Re. Film così danno cibo al mondo che non mangia, danzano in omaggio di chi ha fame, e andrebbero messi in concorso, perché sono impropri, apocrifi, misteriosi. Non si avessero le mani legate… Solare giornata di fine festival, comunque, dopo la tempesta, e primi bilanci di questa edizione 62 moscia e calma (la 61 fu medio-isterica).
Craj nasce ispirandosi all’omonima opera teatral-musicale ideata e diretta da Teresa De Sio e scritta in collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti, della quale ricalca la struttura principale. Il film racconta del viaggio del Principe Froridippo (Giovanni Lindo Ferretti) e del suo servo Bimbascione (Teresa De Sio) attraverso la Puglia. Tutto comincia con uno strano sogno fatto dal Principe, nel quale incontra un grande ragno che lo attira inspiegabilmente verso sud.
Il viaggio dal Gargano al Salento è lungo e i due protagonisti, accompagnati dal cavallo Toledo, si fermano tre volte per riposarsi: a Carpino dove pranzano con I Cantori, a Foggia dove conoscono Matteo Salvatore e a Cutrufiano dove ballano con Uccio Aloisi. Ogni tappa diventa per una scoperta: i Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e Uccio Aloisi, ovvero i principali maestri della musica tradizionale pugliese, testimoni di antiche tradizioni popolari e musicali. Tradizioni che conosciamo meglio attraverso interviste e immagini di vita quotidiana, alternate al “live” dei loro concerti. A curare la regia di questa contaminazione tra cinema, teatro, documentario e fiaba popolare, Davide Marengo, esordiente alla regia di un lungometraggio dopo una serie di fortunati corti.
Cosa la interessava di più catturare dello spettacolo originale?
La sua grande forza emotiva. Volevo ricreare l’atmosfera che avevo provato come spettatore vedendo lo spettacolo che mi aveva completamente ipnotizzato.
Come definirebbe Craj?
Un film che appartiene ad un genere ibrido tra documentario, fiction e film musicale. E’ un po’ tutte e tre le cose e al tempo stesso nessuna di tutte e tre. Mi piacerebbe pensare che Craj segni la nascita di un nuovo genere, una sorta di “film popolare”.
I suoi cortometraggi erano fortemente caratterizzati dall’elemento di fiction: qual è la sua fascinazione nel flirtare con un genere molto vicino al documentario?
E’ stata la musica a colpirmi innanzitutto. Mio padre era un produttore di artisti come la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Eugenio Bennato e Toni Esposito. Da piccolo ho vissuto in prima persona la fascinazione per un recupero colto della musica popolare meridionale e – in particolare – napoletana. Sono cresciuto con i ritmi del Sud e – per questo motivo – lo spettacolo ha suscitato in me una reazione emotiva di natura personale che mi ha convinto a mettermi completamente a disposizione del suo sviluppo dal punto di vista cinematografico.
Quindi è una tematica cui era già interessato…
Più volte, come amante della pizzica, avevo avuto idea di esplorare questo mondo così peculiare con un documentario. Non avevo ancora avuto l’idea giusta per avvicinarmi a questo tipo di ritmi. La chiave di tutto è stata andare a vedere lo spettacolo di Teresa e Giovanni. Craj mi ha dato il ‘la’ per gettarmi a capofitto in questa avventura.
Edoardo Winspeare aveva già lavorato in questa direzione.
E’ vero: Sangue vivo è un film straordinario, così come lo è Pizzicata. Pino Zimba, il suo protagonista, suona nel gruppo di Teresa De Sio. Io, però, ho voluto fare qualcosa di differente dal cinema di Edoardo puntando ad una certa curiosità e non ad un’analisi.
Perché questo titolo?
Craj significa “domani”. E’ il senso del proseguimento della memoria che Teresa De Sio ha voluto citare a partire proprio dal titolo. Per me era importantissimo potere mostrare i protagonisti di questa storia che con la loro grande semplicità e umanità rappresentano una gioia di vivere che ha in sé qualcosa di davvero unico.
I materiali per il Dvd saranno tantissimi…
Sì è vero. Abbiamo girato molti materiali in più, cui abbiamo dovuto rinunciare per la sala e che speriamo di potere recuperare per il dvd. Ci sono alcune testimonianze molto preziose e molto belle…
Davide Marengo, regista, e Paola Papa, sceneggiatrice
20 Settembre 2005
Un debutto picaresco
Craj, viaggio musicale sotto forma di documentario attraverso la Puglia, scritto da Davide Marengo, ha appena ricevuto il premio Lino Micciché del CSC come miglior opera prima, dopo la presentazione ai Venice Days. La bellezza di questo omaggio alle tradizioni supera quella del contenuto; la forma stessa di questo documentario picaresco sperimentale che riunisce diversi materiali e molteplici arti visive, costituisce il più bel tributo alla tradizione orale (cfr news del 12/9). Cineuropa ha incontrato il regista e la co-sceneggiatrice Paola Papa a Venezia.
Perché avete scelto di mettere in scena questo viaggio musicale attraverso la regione della Puglia?
Davide: Ho pensato chiaramente a Don Quixote, ma le mie influenze sono puramente emotive. Sono un napoletano che si è innamorato della Puglia. L’idea di realizzare un film è arrivata molto spontaneamente un anno fa; dovevamo comunque sbrigarci, perché i concerti erano già in calendario. Abbiamo iniziato adattando lo spettacolo dal vivo di Teresa De Sio e filmando l’estate scorsa.
Vi siete divisi il lavoro o avete fatto tutto insieme?
Davide and Paola (in una sola voce): Tutto insieme!
Paola: Abbiamo scritto davvero tutto insieme, sedendoci attorno ad un tavolo, in costume da bagno, in una casa in Basilicata (in provincia di Potenza).
Quello che colpisce, qui, è il fatto che anche i giovani si sentono legati a questa tradizione musicale —ci sono tantissimi giovani che ballano durante il concerto.
Davide: Questo fatto è tipico. Ovunque vai in Puglia, bambini e ragazzi amano la musica tradizionale. Ed è così comunicativa che tutto il pubblico italiano l’ha adorata nel corso del tour (il concerto che abbiamo filmato si è svolto in Abruzzo). Questa tradizione è bella perché unisce davvero tutte le generazioni. Questo, il personaggio di Froridippo lo esprime in modo lirico: esce dall’oscurità e va verso la luce della tradizione.
Paola: naturalmente, all’interno della tradizione, ci sono delle differenze. A Carpino, le parole sono gioiose ed edonistiche; parlano di amore, bere, sono più grevi. A Foggia, parlano solo di povertà. E così anche a Cutrufiano, sono realisti ma più romantici.
Il prossimo progetto?
Paola: Un documentario su un ballerino colombiano che insegna ai bambini delle favelas.
Davide: Un thriller (ho ottenuto i finanziamenti dal Ministero), ma mi piacerebbe anche essere coinvolto nel progetto di Paola.
Bénédicte Prot
CRAJ
Cinema Elio
Calimera (Le)
Da venerdì 30 settembre
Arriva in anteprima nazionale al Cinema Elio di Calimera, CRAJ.
Craj, diretto da Davide Marengo e interpretato da Teresa DE Sio, Giovanni Lindo Ferretti, I Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e Uccio Aloisi, è reduce dal grande successo ottenuto alla 62. edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
In occasione del Festival di Venezia, è intervenuto il presidente della Regione Puglia Vendola, il quale prendendo spunto da Craj, ha delineato la “missione” della Puglia d’oggi: forte della memoria e delle tradizioni, è ormai proiettata verso uno scenario mediterraneo.
Sempre a Venezia il film ha ricevuto il Premio Lino Miccichè per la migliore opera prima.
La presentazione nazionale del film si è tenuta nell’auditorium Parco della Musica di Roma.
Particolarmente sentita è stata a Bari, in Piazza Mercantile , la presentazione pugliese.
Infatti, come sottolineato dal direttore commerciale della Pablo Alessandro Contessa, era necessario regalare la prima visione al pubblico con una proiezione gratuita, questo per rispettare lo spirito popolare del film.
Subito dopo il film, la festa è continuata con il concerto dei Cantori di Carpino, paladini del pubblico (presenti il Presidente Vendola,il Sindaco di Bari Emiliano, e il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Patrono) i due grandi anziani del gruppo Piccininno e Maccarone.
Così come in occasione del Festival di Venezia, anche l’anteprima di Calimera sarà dedicata alla memoria di Matteo Salvatore.
Programma del Cinema Elio di Calimera
Venerdì 30 interverrà prima dello spettacolo delle 20.30 e delle 22.30, il regista Davide Marengo, e il direttore commerciale della Pablo distribuzione Alessandro Contessa.
Giovedì 6 ottobre ospite della serata Uccio Aloisi .
Giovedì 13 ottobre ospite della serata Teresa De Sio
IL FILM
Ormai definito il Buena Vista Social Club italiano “CRAJ” è un viaggio ideale attraverso il profondo Sud e la cultura popolare, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano nelle campagne della Puglia alla ricerca della grande tarantola sognata da Floridippo. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino (Antonio Maccarone e Antonio Piccininno), nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.
Quattro maestri ottantenni che con i propri volti, i racconti e i ricordi, ci conducono in un incredibile, appassionante, girandola di ballate, pizziche, tarantelle, che trasporteranno il pubblico verso un’entusiastica speranza per un domani più sereno.
La Festa di Craj al Santa Lucia di Lecce
La Festa di Craj, martedì 11 ottobre ore 20.30 al Cinema Santa Lucia di Lecce si svolgerà la proiezione del film “Craj”, il concerto de I Cantori di Carpino e un buffet a cura di Slow Food. Ingresso € 4.50.
Ormai definito il Buena Vista Social Club italiano CRAJ è un viaggio ideale attraverso il profondo Sud e la cultura popolare, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano nelle campagne della Puglia alla ricerca della grande tarantola sognata da Floridippo. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino (Antonio Maccarone e Antonio Piccininno), nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.
Quattro maestri ottantenni che con i propri volti, i racconti e i ricordi, ci conducono in un incredibile, appassionante, girandola di ballate, pizziche, tarantelle, che trasporteranno il pubblico verso un’entusiastica speranza per un domani più sereno
Marengo, pellegrino eretico di Puglia
Alle Giornate degli autori, il film «Craj» con le sue notti musicali tra tarante e orge bacchiche
ROBERTO SILVESTRI
INVIATO A VENEZIA
Chiude in bellezza le Giornate degli Autori Craj’ (Domani), diretto da Davide Marengo, che si fa «pellegrino eretico di Puglia». Occhio illuminista e documentaristico che, fiancheggiando Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti nel loro omonimo tour eco-acustico in sud-est, in duetto scenico al termine della notte musicale, viaggia da Foggia al Salento, dalla radiante tarantella spagnola alla più bacchica taranta grecanica, e lascia a poco a poco le sue lenti di sicurezza iniziando a vedere e ascoltare con il «cuore a contatto». E trasforma in commedia dell’arte il genere «Buena Vista Social Club», diventando parte di una «Armata Brancaleone» che ha solo iniziato la sua anti-crociata, formata dai cantori di Carpino, dal monello Matteo Salvatore, dal violinista trans H.E.R., dai tamburelli erotici di Cutrufiano, da Uccio Aloisi e da Enzo Del Re. Film così danno cibo al mondo che non mangia, danzano in omaggio di chi ha fame, e andrebbero messi in concorso, perché sono impropri, apocrifi, misteriosi. Non si avessero le mani legate… Solare giornata di fine festival, comunque, dopo la tempesta, e primi bilanci di questa edizione 62 moscia e calma (la 61 fu medio-isterica).
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Pubblicato da festival | settembre 14, 2005, 3:42 PMDomani (non) è un altro giorno
Craj nasce ispirandosi all’omonima opera teatral-musicale ideata e diretta da Teresa De Sio e scritta in collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti, della quale ricalca la struttura principale. Il film racconta del viaggio del Principe Froridippo (Giovanni Lindo Ferretti) e del suo servo Bimbascione (Teresa De Sio) attraverso la Puglia. Tutto comincia con uno strano sogno fatto dal Principe, nel quale incontra un grande ragno che lo attira inspiegabilmente verso sud.
Il viaggio dal Gargano al Salento è lungo e i due protagonisti, accompagnati dal cavallo Toledo, si fermano tre volte per riposarsi: a Carpino dove pranzano con I Cantori, a Foggia dove conoscono Matteo Salvatore e a Cutrufiano dove ballano con Uccio Aloisi. Ogni tappa diventa per una scoperta: i Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e Uccio Aloisi, ovvero i principali maestri della musica tradizionale pugliese, testimoni di antiche tradizioni popolari e musicali. Tradizioni che conosciamo meglio attraverso interviste e immagini di vita quotidiana, alternate al “live” dei loro concerti. A curare la regia di questa contaminazione tra cinema, teatro, documentario e fiaba popolare, Davide Marengo, esordiente alla regia di un lungometraggio dopo una serie di fortunati corti.
Cosa la interessava di più catturare dello spettacolo originale?
La sua grande forza emotiva. Volevo ricreare l’atmosfera che avevo provato come spettatore vedendo lo spettacolo che mi aveva completamente ipnotizzato.
Come definirebbe Craj?
Un film che appartiene ad un genere ibrido tra documentario, fiction e film musicale. E’ un po’ tutte e tre le cose e al tempo stesso nessuna di tutte e tre. Mi piacerebbe pensare che Craj segni la nascita di un nuovo genere, una sorta di “film popolare”.
I suoi cortometraggi erano fortemente caratterizzati dall’elemento di fiction: qual è la sua fascinazione nel flirtare con un genere molto vicino al documentario?
E’ stata la musica a colpirmi innanzitutto. Mio padre era un produttore di artisti come la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Eugenio Bennato e Toni Esposito. Da piccolo ho vissuto in prima persona la fascinazione per un recupero colto della musica popolare meridionale e – in particolare – napoletana. Sono cresciuto con i ritmi del Sud e – per questo motivo – lo spettacolo ha suscitato in me una reazione emotiva di natura personale che mi ha convinto a mettermi completamente a disposizione del suo sviluppo dal punto di vista cinematografico.
Quindi è una tematica cui era già interessato…
Più volte, come amante della pizzica, avevo avuto idea di esplorare questo mondo così peculiare con un documentario. Non avevo ancora avuto l’idea giusta per avvicinarmi a questo tipo di ritmi. La chiave di tutto è stata andare a vedere lo spettacolo di Teresa e Giovanni. Craj mi ha dato il ‘la’ per gettarmi a capofitto in questa avventura.
Edoardo Winspeare aveva già lavorato in questa direzione.
E’ vero: Sangue vivo è un film straordinario, così come lo è Pizzicata. Pino Zimba, il suo protagonista, suona nel gruppo di Teresa De Sio. Io, però, ho voluto fare qualcosa di differente dal cinema di Edoardo puntando ad una certa curiosità e non ad un’analisi.
Perché questo titolo?
Craj significa “domani”. E’ il senso del proseguimento della memoria che Teresa De Sio ha voluto citare a partire proprio dal titolo. Per me era importantissimo potere mostrare i protagonisti di questa storia che con la loro grande semplicità e umanità rappresentano una gioia di vivere che ha in sé qualcosa di davvero unico.
I materiali per il Dvd saranno tantissimi…
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Pubblicato da festival | settembre 14, 2005, 3:46 PMDavide Marengo, regista, e Paola Papa, sceneggiatrice
20 Settembre 2005
Un debutto picaresco
Craj, viaggio musicale sotto forma di documentario attraverso la Puglia, scritto da Davide Marengo, ha appena ricevuto il premio Lino Micciché del CSC come miglior opera prima, dopo la presentazione ai Venice Days. La bellezza di questo omaggio alle tradizioni supera quella del contenuto; la forma stessa di questo documentario picaresco sperimentale che riunisce diversi materiali e molteplici arti visive, costituisce il più bel tributo alla tradizione orale (cfr news del 12/9). Cineuropa ha incontrato il regista e la co-sceneggiatrice Paola Papa a Venezia.
Perché avete scelto di mettere in scena questo viaggio musicale attraverso la regione della Puglia?
Davide: Ho pensato chiaramente a Don Quixote, ma le mie influenze sono puramente emotive. Sono un napoletano che si è innamorato della Puglia. L’idea di realizzare un film è arrivata molto spontaneamente un anno fa; dovevamo comunque sbrigarci, perché i concerti erano già in calendario. Abbiamo iniziato adattando lo spettacolo dal vivo di Teresa De Sio e filmando l’estate scorsa.
Vi siete divisi il lavoro o avete fatto tutto insieme?
Davide and Paola (in una sola voce): Tutto insieme!
Paola: Abbiamo scritto davvero tutto insieme, sedendoci attorno ad un tavolo, in costume da bagno, in una casa in Basilicata (in provincia di Potenza).
Quello che colpisce, qui, è il fatto che anche i giovani si sentono legati a questa tradizione musicale —ci sono tantissimi giovani che ballano durante il concerto.
Davide: Questo fatto è tipico. Ovunque vai in Puglia, bambini e ragazzi amano la musica tradizionale. Ed è così comunicativa che tutto il pubblico italiano l’ha adorata nel corso del tour (il concerto che abbiamo filmato si è svolto in Abruzzo). Questa tradizione è bella perché unisce davvero tutte le generazioni. Questo, il personaggio di Froridippo lo esprime in modo lirico: esce dall’oscurità e va verso la luce della tradizione.
Paola: naturalmente, all’interno della tradizione, ci sono delle differenze. A Carpino, le parole sono gioiose ed edonistiche; parlano di amore, bere, sono più grevi. A Foggia, parlano solo di povertà. E così anche a Cutrufiano, sono realisti ma più romantici.
Il prossimo progetto?
Paola: Un documentario su un ballerino colombiano che insegna ai bambini delle favelas.
Davide: Un thriller (ho ottenuto i finanziamenti dal Ministero), ma mi piacerebbe anche essere coinvolto nel progetto di Paola.
Bénédicte Prot
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Pubblicato da festival | settembre 22, 2005, 7:55 amCRAJ
Cinema Elio
Calimera (Le)
Da venerdì 30 settembre
Arriva in anteprima nazionale al Cinema Elio di Calimera, CRAJ.
Craj, diretto da Davide Marengo e interpretato da Teresa DE Sio, Giovanni Lindo Ferretti, I Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e Uccio Aloisi, è reduce dal grande successo ottenuto alla 62. edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
In occasione del Festival di Venezia, è intervenuto il presidente della Regione Puglia Vendola, il quale prendendo spunto da Craj, ha delineato la “missione” della Puglia d’oggi: forte della memoria e delle tradizioni, è ormai proiettata verso uno scenario mediterraneo.
Sempre a Venezia il film ha ricevuto il Premio Lino Miccichè per la migliore opera prima.
La presentazione nazionale del film si è tenuta nell’auditorium Parco della Musica di Roma.
Particolarmente sentita è stata a Bari, in Piazza Mercantile , la presentazione pugliese.
Infatti, come sottolineato dal direttore commerciale della Pablo Alessandro Contessa, era necessario regalare la prima visione al pubblico con una proiezione gratuita, questo per rispettare lo spirito popolare del film.
Subito dopo il film, la festa è continuata con il concerto dei Cantori di Carpino, paladini del pubblico (presenti il Presidente Vendola,il Sindaco di Bari Emiliano, e il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Patrono) i due grandi anziani del gruppo Piccininno e Maccarone.
Così come in occasione del Festival di Venezia, anche l’anteprima di Calimera sarà dedicata alla memoria di Matteo Salvatore.
Programma del Cinema Elio di Calimera
Venerdì 30 interverrà prima dello spettacolo delle 20.30 e delle 22.30, il regista Davide Marengo, e il direttore commerciale della Pablo distribuzione Alessandro Contessa.
Giovedì 6 ottobre ospite della serata Uccio Aloisi .
Giovedì 13 ottobre ospite della serata Teresa De Sio
IL FILM
Ormai definito il Buena Vista Social Club italiano “CRAJ” è un viaggio ideale attraverso il profondo Sud e la cultura popolare, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano nelle campagne della Puglia alla ricerca della grande tarantola sognata da Floridippo. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino (Antonio Maccarone e Antonio Piccininno), nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.
Quattro maestri ottantenni che con i propri volti, i racconti e i ricordi, ci conducono in un incredibile, appassionante, girandola di ballate, pizziche, tarantelle, che trasporteranno il pubblico verso un’entusiastica speranza per un domani più sereno.
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Pubblicato da festival | settembre 29, 2005, 7:24 PMLa Festa di Craj al Santa Lucia di Lecce
La Festa di Craj, martedì 11 ottobre ore 20.30 al Cinema Santa Lucia di Lecce si svolgerà la proiezione del film “Craj”, il concerto de I Cantori di Carpino e un buffet a cura di Slow Food. Ingresso € 4.50.
Ormai definito il Buena Vista Social Club italiano CRAJ è un viaggio ideale attraverso il profondo Sud e la cultura popolare, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano nelle campagne della Puglia alla ricerca della grande tarantola sognata da Floridippo. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino (Antonio Maccarone e Antonio Piccininno), nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.
Quattro maestri ottantenni che con i propri volti, i racconti e i ricordi, ci conducono in un incredibile, appassionante, girandola di ballate, pizziche, tarantelle, che trasporteranno il pubblico verso un’entusiastica speranza per un domani più sereno
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Pubblicato da festival | ottobre 12, 2005, 4:32 PM