Provo a fare una proposta che potrebbe essere interessante per il prossimo CARPINO FOLK FESTIVAL 2006
Quest’estate dopo Carpino sono stato in giro per la Notte della Taranta nel Salento e poi ho proseguito per il festival folk a Caulonia(Calabria ionica) dove tra gli spettacoli c’erano anche i Cantori di Carpino(complimenti ai musicisti perchè non è semplice accompagnare i due vecchietti)
Il festival di Caulonia è abbastanza simile a Carpino con tutte le differenze logistiche dei due paesi,comunque è stata una bella esperienza,ma vorrei in questo momento parlare della NdT che come molti sappiamo si è svolta dal 12 al 27 in quasi tutta la zona della Grecìa salentina quindi un girovagare tra tutti paesi con concerto finale l’ultima serata a Melpignano,io sono stato in zona fino al 15.8 e ho partecipato a tre serate in altrettanto paesi(volendo se qualcuno è interessato potrei argomentare di più sulle due esperienze).Arrivo alla proposta:
Proporrei l’esempio della NdT (non bisogna vergognarsi di imitare dei progetti riusciti benissimo) anche a Carpino e penso ad alcuni paesi lontani dal mare(meno turisti…)tipo CARPINO-CAGNANO V.-ISCHITELLA-SAN MARCO IN L.-S.GIOVANNI R.-VICO. In alcuni di questi paesi le persone ci vanno solo per motivi specifici, con dei progetti di musica popolare ci saranno anche altre persone (aumento turisti)…Premetto che sono di Carpino e capisco la difficoltà a pensare di portare negli altri paesi la bella esperienza del Carpino folk festival,però siamo generosi quindi possiamo anche condividerla con gli altri e nello stesso tempo ricevere altre generosità…..Immagino anche le difficoltà di Luciano e Mattea a lunghissime discussioni con altre realtà simili esistenti negli altri paesi. Ci sarà anche un impegno dei vari Amministratori comunali per l’ospitalità,la ridisegnazione delle strutture stradali di collegamento dei vari paesi-movimento di delegazioni ,decidendo dove fare l’ultima serata,oppure fare più serate,ma credo che si ha abbastanza tempo per organizzarsi,visto che(a sentire) a Carpino le giornate di inverno sono noiose . Intanto io lancio l’idea,in seguito sono propenso per arrichire questa proposta,perchè ho notato delle cose negative nella NdT che si potrebbero evitare. Michele Russi
Per quanto mi riguarda rifarmi alle manifestazioni maggiormente riuscite non mi sconvolge affatto, anzi credo che possano costituire un forte stimolo al miglioramento.
Sono convinto che un festival itinerante possa portare benefici a più località, ma bisogna anche ammettere che alla fine la Notte della Taranta è il concertone finale e tutte le altre serate non sono altro che un appropriazione indebita di feste, sagre e cose del genere che esistevano prima, forse con peculiarità un po diverse.
Personalmente ho assistito in questi anni all’etichettamento di ogni genere di riunione o assembleamento di persone, che si voglia, sotto i simboli della tradizione della cultura popolare. Va bene tutto ma ad es. la festa dell’ambiente resta la festa dell’ambiente anche se a fine serata o in uno dei dibattiti si discutte sulla musica popolare.
A Carpino stesso, l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival non si è neanche sognata lontanamente di dire che la sagra delle fave e dell’olio d’oliva rientra nella manifestazione del Carpino Folk Festival o che la festa di San Rocco è il culmine dell’intera rassegna, e per una ragione che ritengo fondamentale, il Carpino folk festival non è il programma estivo di un paese perché se cosi fosse non si capirebbe per quale ragione molta gente dovrebbe venire proprio a Carpino. Voglio ricordare che tutti gli artisti che intervengo a Carpino fanno molte altre serate in molte altri paesi e città, ma perché molta gente decide di venire a vederli (o rivederli) proprio a Carpino?
Ecco se riusciamo a dare una risposta a questa domanda, allora, credo, forse riusciremmo a fornire importanti spunti e contributi per uno sviluppo positivo della manifestazione dei prossimi anni, anche perché l’undicesima edizione non potrà essere uguale a tutte quelle già realizzate, siamo ormai nel secondo decennio.
Vi propongo un’altro argomento di discussione collegato a questo.
Voi credete che un festival nel Gargano possa raggiungere il livello della Notte della Taranta del Salento?
Io credo che prima che ciò possa accadere occorre creare una forte identità nel Gargano, credo infatti che mentre esista la comunità Salentina non esista la comunita garganica e che questa situazione generi un blackout disastroso fra i nostri paesini e gli enti politici territoriali maggiori. Che io sappia non abbiamo un nostro rappresentante (di qualsiasi estrazione politica) nel parlamento nazionale, o quanto meno nel governo regionale, forse qualcuno nella provincia.
Capite è difficile trovare sempre qualcuno disponibile a prendere a cuore le nostre sorti, devo dire che la nostra manifestazione almeno fino all’ambito provinciale qualche forma di solidarietà l’ha trovata (e si questo ne siamo molto riconoscenti) però ora credo che occorra qualcos’altro.
Vi prego di credermi che non la sto mettendo in politica.
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Pubblicato da festival | settembre 10, 2005, 4:05 PMHo riletto questa sera l’unico commento,rivoglio rispondere
Credo che una identità del Gargano si potrebbe trovarla nella musica,potrebbe
essere la tarantalla del Gargano….ta-ta-ta ta ta ta ta ta ta ta …legata a tutti i paese della zona
Vorrei che qualche musicista o lo stesso Luciano ci dica la differenza della ”Ruriana” ”Muntanara” ”Sangiuvannara”(conosco la differenza musicalmente)non ci sono forse delle accomunanze; e se ci sono perchè non sviluppare una identità garganica.
Perchè deve essere Teresa De Sia(massimo rispetto!!) con craj a collegare le varie realtà pugliesi e il folk carpino folk festival non deve porsi il problema di mettere insieme i paesi del Gargano…..
Il rappresentante eventuale politico nazionale può venir fuori anche a Carpino,bisogna lavorarci……
nessuno regala niente…
I nostri genitori-nonni ci insegnano cosa vuol dire la proprietà che è costata fatica…A me raccontano di alcuni miei avi che avevano deciso di non far sposare le sorelle per paura di dividere le terre della famiglia…
Perchè lavorare la terra è faticoso…ma i risultati poi si vedono..Michele Russi
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 17, 2005, 8:06 PM