//
you're reading...
Tutti i post

La centrale per la produzione d’idrogeno a Carpino

CARPINO – Un impianto per la produzione di idrogeno da utilizzare come combustibile per caldaie a vapore abbinate a turbine a gas e pile a combustibile potrebbe nascere a Carpino, il tutto finalizzato alla produzione di energia elettrica che, oltre ad alimentare i costi energetici dello stesso impianto, produce un surplus da destinare alla vendita.

Discussione

11 pensieri su “La centrale per la produzione d’idrogeno a Carpino

  1. Avatar di Sconosciuto

    Il progetto è stato presentato agli amministratori comunali da parte dei dirigenti dell’Hidrogenesys s.r.l., società che ha la sua sede a Casteggio, in provincia di Pavia. Cifre da capogiro quelle previste per quanto riguarda occupazione e investimenti. Numeri che danno la dimensione di un progetto megagalattico. Gli investimenti. Le cifre che girano sono quelle da Paperone dei Paperoni: centoventimilioni di euro che equivalgono a una montagna delle vecchie lire. L’occupazione. Il progetto prevede, nell’immediato, l’assunzione di un centinaio di persone, mentre, una volta a regime, si parla di trecento posti di lavoro, e questo grazie alla all’indotto. La proposta è talmente ghiotta che gli amministratori comunali non vogliono assolutamente perdere un’occasione che potrebbe essere più unica che rara. In un piccolo Comune come Carpino che, da un giorno all’altro, si trova al centro di un progetto, che potrebbe cambiarne il volto, in effetti, si crea apprensione, non solo in chi è chiamato a prendere decisioni importantissime, ma anche nei cittadini. Intanto c’è da dire che si vogliono bruciare i tempi per avviare l’iter procedurale: dalle autorizzazioni allo studio di impatto ambientale a tutto quanto è necessario per partire. E’ stata indicata anche una data: a metà agosto in occasione delle manifestazioni del Carpino Folk Festival la cerimonia della posa simbolica della prima pietra. Quello che viene delineato è uno scenario al quale guardare con gli occhi disincantati di chi, da un giorno all’altro, dopo aver speso qualche decina di euro, si trova, quasi per incanto, ad essere il vincitore di qualche milione di euro. Se poi, ad essere baciata dalla «dea fortuna», è addirittura un’intera, anche se piccola, comunità, si può ben comprendere come siano in tanti a non essere più nella loro pelle e a premere perchè venga messo nero su bianco e, quindi, di qui l’invito a sindaco, giunta e consiglio comunale a chiudere l’accordo con l’Hidrogenesys s.r.l., società che, vogliamo ricordare, ha la sua sede a Casteggio, in provincia di Pavia. Ma c’è chi invita ad una certa prudenza. Anche se non ci sono particolari prese di posizione, c’è da sottolineare che, nello stesso momento, non si sta con le mani in mano. Tutt’altro, infatti, si sta cercando di raccogliere dati conoscitivi per comprendere la portata del progetto, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale, considerato che l’intero territorio è ad alta vocazione agricola. In particolare, le forze politiche locali vogliano andare con i piedi di piombo prima di dire sì. Sposare il progetto, senza aver effettuato una prima e attenta analisi, non solo per quanto riguarda la proposta in sè, ma soprattutto per capire quali potrebbero essere le conseguenze sotto l’aspetto ambientale, non sarebbe – dicono in molti – certamente utile a nessuno, anzi, creerebbe quel clima di tensione e diffidenza che non consentirebbe un confronto sereno per arrivare a una decisione condivisa. Francesco Mastropaolo

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 7, 2005, 3:49 PM
  2. Avatar di Sconosciuto

    CARPINO.«Nessun impianto per la produzione di idrogeno, se non ci saranno date tutte le garanzie per quanto riguarda sicurezza e impatto ambientale». Il sindaco di Carpino, Nicola Maria Trombetta, taglia corto per evitare che possano nascere equivoci su quello che sta diventando un vero e proprio rompicapo per amministratori comunali e cittadini alle prese con la proposta dei dirigenti dell’Hydrogenesis s.r.l., con sede a Casteggio, in provincia di Pavia, di realizzare nel centro garganico un impianto per la produzione di idrogeno da utilizzare come combustibile per caldaie a vapore abbinate a turbine a gas e pile a combustibile per la produzione di energia elettrica che alimenterebbe lo stesso impianto, e il surplus di energia verrebbe destinato alla vendita. Il sindaco esclude nel modo più assoluto che possa assumersi sulle sue spalle il peso della decisione, in assenza di una condivisione, la più larga possibile, se non proprio di una completa adesione alla realizzazione del progetto da parte di tutte le forze politiche cittadine. L’impianto dovrebbe produrre idrogeno basandosi – si legge nella relazione che l’Hydrogenesis ha presentato agli amministratori – «sul principio della pirolesi che è un processo chimico conosciuto da tantissimi anni e applicato a far luogo dalla produzione del gas di città nell’ottocento utilizzando carbone e acqua (famoso gas d’acqua)». Viene esclusa qualsiasi formazione di diossine, in quanto – garantiscono i tecnici della società pavese, il ciclo termodinamico della pirolesi esclude che possano esserci formazione di gas tossici. Il sindaco, che ha già informato dell’iniziativa il consiglio comunale, anche se non nasconde di avere le sue riserve, parla di una «tecnologia innovativa, di una produzione di energia pulita, in quanto il ciclo di produzione non prevede l’immissione all’esterno di sostanze inquinanti». Ma nonostante tutti questi elementi rassicuranti, il primo cittadino «esclude nella maniera più assoluta che possano esserci forzature per la realizzazione dell’impianto, in assenza di un accordo pieno con tutte le forze politiche cittadine». Dunque, nessuna decisione a colpi di maggioranza, ma la ricerca di tutte le informazioni scientifiche e la comparazione dei dati con quelle che sono esperienze similari. Non c’è dubbio che il progetto sia di quelli da far rizzare i capelli e tremare i polsi, in quanto si parla di un investimento di ben 120 milioni di euro, di dar lavoro, una volta che l’impianto sarà a regime, a circa quattrocento persone, e una ricaduta in termini di risorse finanziarie per la comunità locale abbastanza significativa.. Individuata anche la località dove potrebbe sorgere l’impianto, si tratta di un’area dove sono previsti insediamenti artigianali, nota come «Zona difesa», nell’immediata periferia del centro abitato. Il sindaco Trombetta ci dice che della questione ha interessato, tra gli altri, anche tecnici e associazioni ambientaliste, come Legambiente. «Stiamo muovendoci con la cautela che l’eventuale realizzazione dell’impianto indiscutibilmente richiede, per evitare che l’entusiasmo per un progetto che, è inutile nasconderlo, non possiamo lasciar cadere senza una sua corretta valutazione. Nello stesso tempo sono anche convinto che, fra due anni, non potrò continuare ad essere il sindaco di Carpino, avendo completato il mio secondo consecutivo mandato, ma che, comunque, continuerò a vivere, insieme alla mia famiglia, a Carpino e, certamente, vorrò continuare a respirare la stessa aria buona di oggi». Fra. Mas.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 7, 2005, 3:49 PM
  3. Avatar di Sconosciuto

    CARPINO – Il presidente provinciale dell’associazione ambientalista “Ambiente & Vita”, Primiano Schiavone, con una nota stampa diffusa questa mattina, prende le distanze da tutti coloro che vogliono impiantare la centrale ad idrogeno nella piana di Carpino, nel Parco Nazionale del Gargano. “Questi signori – afferma Schiavone – pare stiano accelerando un po’ troppo i tempi, senza rendersi conto di quelle che potrebbero essere le conseguenze per l’ambiente. I politici di turno, non solo quelli comunali, hanno aperto la propria campagna elettorale sfruttando l’ennesima occasione per catalizzare le attenzioni dei poveri cittadini. E’ pur vero che la centrale in questione è a basso impatto ambientale, ma l’ubicazione a ridosso di un’area protetta come il parco del Gargano, rende il tutto ridicolo e rischioso per l’habitat circostante. Sono molto preoccupato sugli effetti che la centrale potrebbe produrre. Invito le istituzioni locali a non farsi ingannare da chi vuole impiantare questo sito industriale nel nostro Gargano, pochi posti di lavoro non valgono la deturpazione del
    territorio. Non oso nemmeno immaginare – conclude il rappresentante ambientalista e consigliere dell’Ente Parco – il via vai di camion o vagoni merci carichi di immondizia e di rifiuti speciali attraversare il Parco del Gargano (Saverio Serlenga per Garganopress).

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 7, 2005, 3:50 PM
  4. Avatar di Sconosciuto

    Produzione di idrogeno? No
    Sulla proposta di realizzare un impianto nel territorio

    CARPINO.Sulla proposta di realizzazione, a Carpino, di un impianto per la produzione di idrogeno, sta arrivando una pioggia di no che lascia chiaramente intendere che della questione, di qui a qualche giorno, non se ne parlerà più e il ricordo della querelle di questi giorni si disperderà, appunto, come una nuvola di gas, priva, cioè, di consistenza. Il sindaco aveva chiesto che sulla questione dovessero esprimersi tutte le forze politiche locali, ed è proprio dai partiti che arriva la più sonora bocciatura. Da oltre una settimana politici, associazioni e semplici cittadini sono alle prese con quello che è diventato il tormentone dell’estate ovvero la realizzazione nel centro garganico di un impianto per la produzione di idrogeno da utilizzare come combustibile per caldaie a vapore abbinate a turbine a gas e pile a combustibile per la produzione di energia elettrica che alimenterebbe lo stesso impianto, e il surplus di energia verrebbe destinato alla vendita. Il progetto di una ditta della provincia di Pavia, la Hidrogenesys s.r.l., con sede a Casteggio, illustrato agli amministratori i quali, dopo l’entusiasmo iniziale, spiegabile con l’allettante proposta di un investimento di ben 220 milioni di euro e la prospettiva di un’occupazione che avrebbe sfiorato le quattrocento unità, stanno man mano rivedendo il tutto, anche alla luce di quella che è la presa di posizione di partiti e cittadini i quali, a chiare lettere, dicono che la «centrale a gas non si deve fare». I Ds hanno avuto parole durissime. Sono scesi in campo i dirigenti del partito, Michele Pizzarelli e Rocco Di Brina, per bocciare quella che hanno liquidato come una «vera e propria aggressione al territorio per i rischi che rappresenterebbe per l’ambiente la ventilata ubicazione della centrale a Carpino». Gli esponenti diessini hanno rigettato l’idea stessa della realizzazione dell’impianto vista la vocazione del territorio, che non è certamente quella di far vivere i cittadini con sulla testa la spada di Damocle di un disastro ecologico dalle proporzioni inimmaginabili. Pizzarelli, in particolare, ha sollevato il problema della genericità del progetto, che mancano studi comparati, ancora più grave poi il fatto – ha detto – che quello che si propone di realizzare a Carpino sarebbe il primo impianto del genere in Italia, se non proprio a livello europeo. Inspiegabile, ancora, il fatto che la scelta sia caduta su Carpino, evidentemente – ha sottolineato Pizzarelli – qualcuno ha pensato che manchiamo di spina dorsale. Piuttosto – ha concluso – non ci stancheremo mai di ripetere che il nostro territorio ha una sua vocazione, che è quella agricola, ma anche culturale e ambientale. Per esempio, come l’annunciata, ma mai realizzata, fabbrica del legno andava nella giusta direzione. In questo senso, dunque, vanno orientati progetti e sforzi da parte di tutti. Il resto è soltanto fuorviante. Il responsabile locale di Rifondazione comunista, Nicola Mitrione, ha investito della questione il dirigente dell’assessorato regionale all’ecologia, Michele Armenise, al quale ha inviato copia del progetto presentato dalla Hidrogenesys s.r.l. per avere – scrive Mitrione – indicazioni e ragguagli in merito alla eventuale fattibilità del progetto in tempi brevi». Francesco Mastropaolo (f.mastropaolo@libero.it)

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 8, 2005, 12:55 PM
  5. Avatar di Sconosciuto

    Domenica 10.07.2005 alle ore 21.15 in piazzetta, pubblico comizio. Parleranno Santino Basanisi e Nicola Mitrione. L’argomento di discussione di questi ultimi giorni verrà chiarito con documenti alla mano. Sarebbe bello intervenire con domande e interrogazioni.

    "Mi piace"

    Pubblicato da utente anonimo | luglio 9, 2005, 6:52 am
  6. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente spero che qualunque sia la decisioni che verrà presa essa sia frutto del pragmatismo, ossia del reale bisogno di Carpino e dei Carpinesi. Non sia insomma il solito ballettino della politica.
    Osserverei tuttavia che altri trecento posti di lavoro sorsero dal nulla in occasione dell’apertura di una recente campagnia elettorale, ecco non vorrei che tutti noi stessimo qui a discuttere di nulla. Lo spero per Carpino e per i Carpinesi.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 9, 2005, 4:16 PM
  7. Avatar di Sconosciuto

    CARPINOAltro no alla ubicazione a Carpino di un impianto per la produzione di idrogeno. Insieme alla locale sezione dei Ds, anche il Circolo della Margherita ha posto il suo veto alla sua realizzazione. Il responsabile del partito di Rutelli, Domenico Delle Fave, ritiene che vi siano «reali e seri rischi per la salute e la vita dei cittadini, di inquinamento dell’aria e delle falde acquifere, a causa degli scarichi tossici che, inevitabilmente, ci sarebbero». Delle Fave fa un passo indietro di un po’ di anni per ricordare che la stessa amministrazione comunale e i cittadini non consentirono la realizzazione della discarica comprensoriale per il conferimento dei rifiuti, quindi – sottoloninea l’esponente della Margherita – a maggior ragione non va impiantata questa struttura, in quanto sarebbe un vero e proprio paradosso. Il rischio che si correrebbe – a parere di Delle Fave – sarebbe quello di vedere oltre 1200 imprenditori agricoli cessare la propria attività per far posto alla «fabbrica della plastica», la cui realizzazione farebbe pagare al territorio costi altissimi, a fronte dei presunti benefici che ne deriverebbero. Il segretario della Margherita denunciando un certo disinteresse da parte dell’opinione comunale, invita amministrazione e forze politiche a mobilitarsi per dire no all’impianto e ad agire con la stessa determinazione con la quale ci si oppose alla localizzazione sul territorio comunale della discarica comprensoriale. In particolare, Delle Fave richiama l’attenzione di sindacati, associazioni, mondo della scuola, Azienda sanitaria locale, artigiani, commercianti, agricoltori e della stessa chiesa locale. L’impianto per la produzione di idrogeno verrebbe ubicato in località «Difesa», cioè, nella vecchia e dismessa discarica comunale, area che l’amministrazione comunale ha individuato come zona di espansione, destinandovi la «167» e gli insediamenti artigianali produttivi. Il responsabile della Margherita di Carpino assicura che della questione investirà gli organi provinciale e regionale del partito, lo stesso presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, della provincia, Carmine Stallone, del parco nazionale del Gargano, Giandiego Gatta, e della comunità montana del Gargano, Antonio Mazzamurro, oltre che i sindaci dei comuni limitrofi. Il progetto di cui si parla a Carpino è quello di una ditta della provincia di Pavia, la Hidrogenesys s.r.l., con sede a Casteggio, e prevede la realizzazione nel centro garganico di un impianto per la produzione di idrogeno da utilizzare come combustibile per caldaie a vapore abbinate a turbine a gas e pile a combustibile per la produzione di energia elettrica che alimenterebbe lo stesso impianto, e il surplus di energia verrebbe destinato alla vendita. Si prevede un investimento di ben duecentoventimilioni di euro e la prospettiva di un piano occupazionale di quattrocento unità. L’opinione corrente è che con la realizzazione dell’impianto ci sarebbe una «vera e propria aggressione al territorio per i rischi che rappresenterebbe, vista la vocazione agricola e culturale, oltre che ambietale del centro garganico». Fr. Mas.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 11, 2005, 3:41 PM
  8. Avatar di Sconosciuto

    “E’ vero, la Direzione nazionale di Legambiente è stata consultata la scorsa estate dall’amministrazione comunale di Carpino sulla proposta dell’impianto di pirolisi proposto da Hidrogenesis. Ma la nostra risposta è stata un secco no”. L’associazione ambientalista replica in questo modo con una nota alle notizie di stampa uscite nei giorni scorsi sul suo interessamento relativamente alla vicenda centrale ad idrogeno.
    “Sono diverse le aziende italiane e straniere che si stano lanciando sul nostro mercato, con brevetti e tipologie impiantistiche finora mai utilizzate sui rifiuti a scala industriale. Tra queste gli impianti di gassificazione e di pirolisi. Ma non è questa la soluzione all’emergenza rifiuti che ormai grava da troppi anni (undici in Puglia) nelle regioni meridionali. La risposta al caos dei rifiuti che grava in diverse parti d’Italia, e tra queste la Puglia, non sta in una tecnologia “miracolosa” ma nella formula magica del “principio delle 4 R”, evocato dalle direttive europee sui rifiuti e ripreso dal Decreto Ronchi che le ha recepite. Occorre partire da politiche di riduzione, già praticate in molti comuni italiani, come programmi di compostaggio domestico o il passaggio da tassa a tariffa. Poi si devono praticare seriamente le raccolte differenziate, possibilmente con i metodi innovativi del porta a porta, laddove possibile, che permettono di intercettare grandi quantità con elevate qualità. A quel punto si può recuperare energia dai rifiuti, dalla frazione combustibile che altrimenti finirebbe inutilmente in discarica”.
    “E allora vorremmo da subito più impianti di selezione di rifiuti da raccolta differenziata, di riciclaggio, a partire da quelli di compostaggio veri, più isole ecologiche, più impianti di pretrattamento dei rifiuti prima del conferimento in discarica. Insomma quegli impianti che permetterebbero veramente alla Puglia di superare l’emergenza cronica in cui versa. Quello proposto a Carpino invece non risolverebbero nulla di tutto ciò”

    Legambiente Gargano

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 13, 2005, 2:17 PM
  9. Avatar di Sconosciuto

    CARPINO«L’impianto che l’Hidrogenesys s.r.l. di Casteggio, in provincia di Pavia, vorrebbe realizzare a Carpino è un sistema brevettato per trasformare i rifiuti a componente organica in energia elettrica e termica senza immettere in ambiente prodotti indesiderati; l’obiettivo è di avere emissioni zero». Per questo motivo, Fabrizio Casimiri della Hidrogenesys non si spiega la rigidità con la quale è stata accolta la proposta di ubicazione nel centro garganico dell’impianto per la produzione di energia elettrica, frutto – a suo parere – evidentemente, di una scarsa informazione e, soprattutto, di assoluta mancanza di conoscenza del processo che è alla base del sistema che porta il nome della stessa società che l’ha brevettato, e il cui prototipo di mini impianto, che è in funzione nel comune del pavese, attualmente smaltisce circa tre chilogrammi all’ora. Quello di Carpino sarebbe il primo impianto a livello mondiale. E ciò, insieme a tantissime altre valutazioni, sconcerta cittadini e forze politiche del centro garganico, dove viene anche ventilata la possibilità di organizzare una sorta di mobilitazione generale per scongiurare quella che – a più voci – viene descritta come una «vera e propria aggressione al territorio per i rischi che rappresenterebbe per l’ambiente». Casimiri, a questo proposito, rassicura che «tutte le garanzie passano attraverso una valutazione della documentazione da parte degli enti preposti a concedere le autorizzazioni. Infatti – aggiunge – il progetto è già stato esaminato a livello interministeriale nel corso di un incontro al quale erano presenti dirigenti dei Dicasteri dell’Ambiente e delle Attività produttive, e lo stesso sindaco di Carpino, Nicola Maria Trombetta». Il processo alla base del funzionamento dell’impianto è quello chimico della pirolisi, conosciuto da tantisimi anni e applicato per la produzione del gas di città nell’ottocento, utilizzando carbone e acqua. «Tutta la tecnologia – precisa Casimiri – è già presente sul mercato. Il fatto innovativo è rappresentato, appunto, dall’hidrogenesys, il cui processo di lavorazione esclude qualsiasi passaggio che possa far pensare all’emissione di sostanze nocive in quanto il materiale inerte, dopo essere stato macinato sotto vuoto, passa in un contenitore che dà come risultato finale idrogeno da una parte e di anidrida carbonica dall’altra. Il tutto senza emissione all’esterno di fumi e, ancor meno, di diossina». L’investimento previsto per la realizzazione dell’impianto ammonta a ben duecentoventimilioni di euro, somma interamente garantita da privati. Casimiri assicura anche una occupazione iniziale di centodue unità lavorative, a regime, il numero totale si attesterebbe sulle quattrocento. L’altro dato significativo è che a fianco all’attività strettamente connessa alla produzione, verrebbero collegate altre iniziative, tra cui quella della attivazione di corsi di formazione. Al momento contatti con la regione non ce ne sono stati, in quanto – dice Casimiri – attendiamo l’esito degli incontri che avremo con gli amministratori comunali di Carpino, cittadini, forze politiche locali (alle quali abbiamo fatto pervenire tutta la documentazione per invitarle ad approfondire tutta la materia presso tecnici di fiducia) prima di sottoporre il nostro progetto agli organi regionali.f.m.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 15, 2005, 7:38 PM
  10. Avatar di Sconosciuto

    CARPINO – Costituito un comitato per dire no alla ventilata ubicazione a Carpino di un impianto per la produzione di idrogeno. In una nota, le forze politiche locali scrivono che l’ipotesi di «piazzare» nel centro garganico una «megadiscarica di rifiuti di plastica e così macchinari per il trattamento degli stessi rifiuti, costituisce e suona come un’offesa ed un insulto grave per i cittadini». Inoltre, fanno presente che «Carpino ha subito (e subisce) molti torti, derivanti da scelte politiche di enti sovracomunali che hanno penalizzato e penalizzano lo stesso paese: dalla dislocazione di uffici pubblici sul territorio ai finanziamenti pubblici, ai ritardi cronici negli adempimenti di atti amministrativi di interessi pubblici e generali, Prg e non solo. Pertanto, non sono più disposti a transigere e a cedere di un millimetro quando si tratta di difendere il proprio territorio e la propria immagine e la propria dignità. Abbiamo impedito lo scempio della megadiscarica di rifiuti organici, impediremo lo scempio della megadiscarica dei rifiuti di plastica». I responsabili delle segreterie politiche invitano ente parco, comunità montana del Gargano, amministrazione provinciale, regione a non concedere alcuna autorizzazione. Ancora, esprimono amarezza, dissenso e contrarietà nei confronti di una amministrazione comunale, quale quella di Carpino, che con tanta disinvoltura passa da temi quali «Carpino città dell’olio», «Carpino, patria del biologico», delle «Fave di Carpino» e della «Difesa delle tradizioni di Carpino» allo smaltimento della plastica. Infine, ribadiscono che la zona «Difesa», indicata per la realizzazione dell’impianto, è destinata allo sviluppo del Pip e non a megadiscariche di qualsiasi natura. Si dà lavoro – concludono – ai giovani e ai disoccupati sviluppando l’artigianato e le industrie locali e non accogliendo migliaia di tonnellate di rifiuti nocivi e cancerogeni. Viene anche ricordato a sindaco e maggioranza che il progetto della Hydrogeneys è stato presentato agli amministratori comunali. da circa un anno. Ma nonostante ciò i consiglieri di minoranza sono stati informati soltanto da poche settimane. E ciò denota la totale mancanza di correttezza politica e istituzionale e l’assenza di qualsiasi principio di democrazia partecipativa, da parte dell’attuale maggioranza.Il comitato per il no alla Hydrogenesys di Pavia è stato promosso da Matteo Silvestri (Sdi), Mimmo Delle Fave (Margherita), Giovanni Di Mauro (Asociazione culturale «La costituenda”), Michele Tabacco (consigliere comunale), Michele Di Viesti (Ds). Si allarga, dunque, sempre più il fronte del no alla realizzazione dell’impianto che, secondo la proposta della ditta di Pavia porterebbe sul territorio investimenti per oltre duecentomilioni di euro e prospettive occupazionali molto importanti: circa trecento posti di lavoro. Francesco Mastropaolo

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | luglio 19, 2005, 3:13 PM
  11. Avatar di Sconosciuto

    Che idea!!!
    ma non’è che qualcuno ci guadagna??
    Impiantare una cosa del genere in una zona agricola a grandissima produzione di olio è imbarazzante!!

    "Mi piace"

    Pubblicato da utente anonimo | agosto 30, 2005, 4:50 PM

Scrivi una risposta a utente anonimo Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Archivi