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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno

Carpino – Presto il Carpino Folk Festival, la manifestazione estiva sulla riproposta delle tradizioni popolari della Montagna del Sole, che ha luogo nel piccolo centro garganico ogni anno nella prima decade di agosto, potrebbe essere gestita da un’apposita Fondazione.
02/06/2005

Discussione

11 pensieri su “Dalla Gazzetta del Mezzogiorno

  1. Avatar di Sconosciuto

    E’ quanto si sostiene da più parti nel centro carpinese, dove l’omonima associazione, presieduta dal dimissionario Michele Ortore e foraggiata dall’entusiasmo dei giovani presenti al suo interno, non sarebbe più in grado di sostenere gli enormi sforzi economici, logistici ed organizzativi legati all’importante evento canoro-musicale. Per l’edizione 2005, ad esempio, la Comunità Montana del Gargano ha stanziato un contributo di 8 mila euro per la coorganizzazione del Carpino Folk Festival, altri enti starebbero per elargire ulteriori contributi, ma è ancora poco. Tutto si gioca sul filo del rasoio, con le spese che, puntualmente ogni anno, quasi mai si parificano ai finanziamenti ottenuti. Sulla questione è intervenuto Rocco Ruo, vice-presidente dell’ente montano e presidente del consiglio comunale in quel di Carpino. «La Comunità montana ha inserito la manifestazione folk carpinese nel piano annuale dei beni immateriali – spiega Ruo – considerando l’evento come fiore all’occhiello tra le manifestazioni ricadenti nel territorio dei comuni garganici. E’ necessaria, tuttavia, una maggiore sensibilità da parte degli altri enti e soprattutto dell’amministrazione comunale di Carpino, maggioranza ed opposizione, senza pregiudizi da parte degli eletti. Sono convinto che con la collaborazione e con l’amore per il proprio paese si possono superare tutte le difficoltà». Per prima cosa, come accennavamo all’inizio, vista la sempre crescente notorietà del Carpino Folk Festival e il continuo lievitare dei costi, occorrerà fin da questa estate munirsi di una struttura giuridica più adatta alle nuove esigenze, che sono tutte di mercato. Banche, enti, sponsor pubblici e privati hanno bisogno di sempre maggiori garanzie rispetto ai fondi elargiti. La Fondazione «Carpino Folk Festival» potrebbe essere la soluzione più immediata, ma dovrà essere l’assemblea dell’Associazione C.F.F. a decidere in tale direzione. Al suo interno potrebbero confluire il comune, la Provincia, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano e persino l’ente Regione, che potrebbe fare da supervisore. Già qualche anno fa, come noto, ci fu un drammatico incontro presso la casa municipale di Carpino, a cui presero parte l’amministrazione comunale, l’ente montano, il presidente uscente dell’associazione C.F.F. Michele Ortore (dimissionario da due anni), la Provincia e la Regione Puglia, dove si rischiò di mandare tutto per aria. Anche in quell’occasione venne affacciata l’ipotesi di realizzare una fondazione, poi non se ne fece inspiegabilmente più nulla. Oggi il problema ritorna drammaticamente a galla, le necessità aumentano e la buona volontà dei giovani dell’associazione non può più reggere, sia dal punto di vista economico, che da quello puramente strutturale. E non è tutto, il Carpino Folk Festival ha anche bisogno di una direzione artistica di qualità (senza nulla togliere a chi ha ricoperto quel ruolo finora), di un professionista che conosca veramente le tradizioni popolari del Gargano e sappia riproporle, in mancanza dei testimoni diretti (ormai quasi tutti ultra-ottantenni), con scientificità assoluta e soprattutto con le sonorità di una volta. La qualità è un problema fondamentale, dettato dalle esigenze del pubblico, sempre più colto e fruitore puntuale del festival estivo più importante del Sud, che nulla ha da invidiare a quelli più pubblicizzati del Salento. Sulla questione è stato interessato anche il neo governatore della Puglia, Nichi Vendola, che già qualche mese addietro aveva offerto tutto il suo appoggio all’evento. A.D.V.

    02/06/2005

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    Pubblicato da festival | giugno 2, 2005, 1:35 PM
  2. Avatar di Sconosciuto

    Eccolo puntuale l’ultimo articolo sulle difficolta della’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
    Consapevoli che tante sono le cose da fare proviamo a dare una risposta sistematica all’articolo distinguendo diversi livelli.
    Sicuramente molte cose deve farle l’associazione culturale carpino folk festival: aprirsi all’esterno, sprovincializzarsi acquisendo una visione quantomeno regionale, creare una maggiore aggregazione, istituire al proprio interno un comitato tecnico scientifico con gli esperti nel campo della musica e della danza popolare, discutere con tutti gli interlocutori e quindi porre in essere le più idonee linee programmatiche.

    Sicuramente è anche compito dell’associazione quello di creare una fitta rete: a livello locale coinvolgendo con tutti gli operatori del settore, penso all’Università di Foggia, al Conservatorio di Rodi Garganico, al Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, a tutti gli organizzatori di eventi del medesimo genere e non, alla Proloco di Carpino, alle scuole, alle bande musicali, agli operatori turistici, all’ATP di Foggia ecc ecc; a livello regionale, instaurare rapporti con l’analoga manifestazione di Melpignano.

    Infine dovrebbe contattare le grandi multinazionali che operano in Italia per concludere con loro operazioni di sponsorizzazione, penso ad esempio all’Heineken, alla Birra Moretti o ad altre multinazionali attente al pubblico giovanile.

    Il Comune di Carpino e gli altri enti locali (Parco, Comunità Montana a seconda delle competenze) dovrebbero innanzitutto individuare uno spazio pubblico funzionale all’organizzazione di un grande evento (utilizzabile non solo per il nostro evento) cioè un’Arena, un area parcheggi, un centro servizi, l’individuazione delle case sfitte, e fornire le infrastrutture minime indispensabili per ogni comunità.

    La Provincia di Foggia e la Regione Puglia, con l’Associazione, dovrebbero individuare le linee di intervento su cui fare leva per assicurare le risorse economiche necessarie, suggeriamo i fondi strutturali europei (formazione, sviluppo del territorio), Fondo unico nazionale per lo spettacolo, il Fondo unico regionale dello spettacolo, oppure i fondi destinati allo sviluppo turistico e territoriale, nonché quelli per il tempo libero.

    Chi, 10 anni fa, concepì l’idea di un folk festival in omaggio alla tradizione musicale popolare aveva almeno due obiettivi. Il primo, in avanzato stadio di compimento, era quello di stimolare la gente garganica a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata. Il secondo era quello dello sviluppo economico e occupazione di un’idea tanto semplice eppure con enormi potenzialità.
    Un teatro, un anfiteatro, un centro studi, una casa discografica, una scuola, un polo, un circuito turistico regionale della musica popolare (quantomeno).

    Apprezzato per le sue tradizioni, i suoi suoni e la sua cultura, Carpino ha l’obbligo di proporsi come una delle capitali della musica popolare e tradizionale italiana ed europea.

    Un progetto a lungo raggio che necessità di molti anni, ma potrebbe essere il progetto giusto ed è per questo che merita molte riflessioni. Insomma ora per lo sviluppo del Gargano, grazie a questo progetto, c’é anche la “Via delle musica popolare”.

    Come capite molte sono le cose da fare. Pur tuttavia, mentre l’associazione sta organizzando una conferenza stampa per lanciare il suo ultimo progetto, l’organizzazione del decimo anniversario del carpino folk festival, puntualmente come ogni anno si affacciano le nubi nere di coloro che nessun interesse hanno per Carpino e per il suo festival e che anzi sperano nella fine di questo progetto per assicurarsi anche i suoi finanziamenti (leggi Angelo del Vecchio e Salvatore Villani).

    Rocco Ruo, vice-presidente dell’ente montano e presidente del consiglio comunale di Carpino, ma soprattutto e principalmente grande appassionato di musica popolare e legatissimo al suo paese e alle sue tradizioni con il suo intervento, inconsapevolemte ne siamo pienamente convinti, fa da spalla a coloro ad esempio che per aiutare il carpino folk festival mettono in dubbio le garanzie che per anni (ormai siamo al decimo) l’associazione fornisce a banche, enti, sponsor pubblici e privati rispetto ai fondi elargiti (chi sa perchè al Carpino Folk Festival si decide di dare il contributo pubblico e al Tarantella Folk Fest invece nessun contributo, chi sa, chi sa).
    A coloro che si autodefiniscono professionisti, che conoscendo veramente le tradizioni popolari del Gargano, sanno riproporle, in mancanza dei testimoni diretti (ormai quasi tutti ultra-ottantenni) (?), con scientificità assoluta(?).

    Ciò perchè, ci spiegano, la qualità è un problema fondamentale, dettato dalle esigenze del pubblico, sempre più colto e fruitore puntuale del festival estivo più importante del Sud.

    A coloro quindi che non riescono a farsi una ragione del perchè la direzione artistica “non di qualità” (?) riesca puntualmente ogni anno nonostante le difficolta economiche a realizzare “il festival estivo più importante del Sud”, delle due l’una.

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    Pubblicato da festival | giugno 2, 2005, 5:57 PM
  3. Avatar di Sconosciuto

    Belle parole e tanta ipocrisia nell’affermare l’attaccamento alle proprie tradizioni e al bene del proprio paese da parte di qualcuno che attraverso la stampa vuole essere come il deus ex machina. Aggiungo che la sua presenza alle manifestazioni della sua Comunità Montana insieme al suo provvisorio compare è il momento di sedere a tavola per mangiare e bere alla faccia di tutti. L’ultima volta è successo presso l’agriturismo Tarolla con gli ospiti Pizzolani che li hanno visti mangiare mentre davanti a loro tavoli passavano i vassoi di carne MONTANA………

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 4, 2005, 3:12 PM
  4. Avatar di Sconosciuto

    ho letto anch’io l’articolo della gazzetta del mezzogiorno, e per la verità sono rimasto un pò sorpreso. ero a conoscenza di qualche contrasto esistente in seno al comitato, ma non avrei mai creduto che il tutto potesse prendere questa piega “polemica”. per la verità, io vorrei piuttosto spostare l’attenzione sull’evento in sè, sulla capacità di attrarre pubblico e riconoscimenti, sulla visibilità di un festival il cui nome è fortunatamente molto noto agli appassionati di musica etnica.
    un termine ho visto ripetere da molti, e che io vado ribadendo senza paura: SPROVINCIALIZZARE. e’ un’operazione difficile, richiede tempo, sforzi, passione….sono stato a melpignano l’estate scorsa: ebbene ciò che ha colpito è il fatto che fosse coinvolto nella festa un intero paese; tutti erano pronti ed a disposizione della organizzazione per rendere piacevole il soggiorno agli intervenuti…tutti ballavano e cantavano al ritmo della taranta, ma, aspetto direi fondamentale,nessuna ha sentito tradite le proprie origini salentine, per il sol fatto che vi fosse quale maestro concertatore ambrogio sparagna da maranola provincia di latina, e non solo. la notte della taranta è anche festa itinerante, nel senso che concerti si svolgono dalla metà di luglio circa,sino alla data della notte fatidica, in tutti i paesi della grecìa salentina. e tutti si sentono coinvolti e nello stesso tempo protagonisti dell’evento, sia che gli artisti provengano dalla terra natìa, sia che provengano da altre regioni d’italia.
    ecco dunque coinvolgimento, scelte meditate e condivise, utilizzo dei fondi in modo che nessuno possa lamentare trattamenti poco corretti, rendere protagonista un’intero paese ed un’intera provincia, intervento di personaggi di alto spessore musicale e culturale che possano rendere la festa davvero “evento” in tutti i sensi.
    spero fortemente che l’edizione di quest’anno possa rispecchiare queste mie considerazioni e che possa rimanere il fiore all’occhiello di una provincia che se si eccettua l’orsara jazz festival e qualche altro piccolo intervento locale (san marco in lamis, orsara,ecc..) non lascia molte speranze per il futuro……..

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 7, 2005, 7:41 am
  5. Avatar di Sconosciuto

    Spero proprio che per il bene del Carpino Folk Festival non si continui ad additare questo o quello, ma si prenda coscienza dei limiti di qualcuno. Accetto le critiche, ma non le accuse (soprattutto da parte di anonimi) di voler infangare il CFF per “fregarmi” i soldi degli Enti. Non ho intenzione di infangare nussuno e tanto meno gli organizzatori dell’evento. Una precisazione però lasciatemela fare: il Tarantella Fest Gargano è un progetto assai differente dal Carpino Folk Festival, è come avere una Ferrari e una Lamborghini: tutte e due bellissime auto, ma con differenze sostanziali che le rendono uniche. Ora smettiamola con le polemiche (le verità scritte dal sottoscritto in quell’articolo hanno potutto colpire qualcuno, lo capisco, ma basta con i mugugni e gli additamenti…) e cerchiamo di lavorare tutti assieme per il bene del Gargano. Salento docet…

    In bocca al lupo per l’edizione 2005
    Angelo Del Vecchio

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    Pubblicato da borgoreggae | giugno 9, 2005, 7:30 am
  6. Avatar di Sconosciuto

    Bene se le cose stanno cosi anche noi vi facciamo tanti in bocca al lupo, del resto mai ci siamo sognati di fare apprezzamenti, critiche e cose del genere nei confronti del vostro festival, ti sfido a pubblicarci un testo o comunicato stampa in cui si dice il contrario.

    Però sui “limiti di qualcuno” come tu dici lasciamoli valutare dalla gente che ci segue.
    Voi siete al terzo anno, noi al decimo. quando sarete arrivati anche voi al decennale ne parleremo.

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    Pubblicato da festival | giugno 9, 2005, 11:08 am
  7. Avatar di Sconosciuto

    Si lavora all’organizzazione della rassegna
    Carpino/ Zimba al Folk Festival
    Attesi tanti ospiti. E si spera nella Fondazione
    Carpino. Si lavora per l’edizione 2005 del Folk Festival. Tante le novità previste, come il possibile arrivo del salentino Pino Zimba, già ospite l’anno scorso al San Giovanni Rotondo Popolar Festival e al Tarantella Fest Gargano. Tantissimi gli altri «big» invitati, mentre si attende di sapere se nascerà la Fondazione «Carpino Folk Festival», che dovrebbe sostituire l’omonima associazione, presieduta da Michele Ortore (che più volte si era dichiarato «dimissionario»). Con la Fondazione si potrebbe dare all’evento quel salto di qualità che merita. Per il 2005 la Comunità Montana del Gargano ha stanziato un contributo di 8 mila euro per la coorganizzazione del Carpino Folk Festival, altri enti starebbero per elargire ulteriori contributi, ma è ancora poco. «La Comunità montana ha inserito la manifestazione folk carpinese nel Piano annuale dei beni immateriali – spiega Ruo – considerando l’evento come fiore all’occhiello tra le manifestazioni ricadenti nel territorio dei comuni garganici. E’ necessaria, tuttavia, una maggiore sensibilità da parte degli altri enti e soprattutto dell’Amministrazione comunale di Carpino, maggioranza ed opposizione, senza pregiudizi da parte degli eletti. Sono convinto che con la collaborazione e con l’amore per il proprio paese si possono superare tutte le difficoltà». Per prima cosa, vista la sempre crescente notorietà del Carpino Folk Festival e il continuo lievitare dei costi, occorrerà fin da questa estate munirsi di una struttura giuridica più adatta alle nuove esigenze, che sono tutte di mercato. Banche, enti, sponsor pubblici e privati hanno bisogno di sempre maggiori garanzie rispetto ai fondi elargiti. La Fondazione «Carpino Folk Festival» potrebbe essere la soluzione più immediata, ma dovrà essere l’assemblea dell’Associazione a decidere in tale direzione. Al suo interno potrebbero confluire il comune, la Provincia, la Comunità Montana e il Parco del Gargano e persino l’ente Regione, che potrebbe fare da supervisore. A.D.V.

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    Pubblicato da festival | giugno 12, 2005, 1:10 PM
  8. Avatar di Sconosciuto

    Non escludiamo che l’anno scorso Pino Zimba sia stato al San Giovanni Rotondo Popolar Festival e al Tarantella Fest Gargano, pur tuttavia i frequentatori del CarpinoFolkFestival ricorderano che l’artista fu a Carpino nel lontano 1999 con gli OFFICINA ZOE’ dove si esibi dopo aver partecipato al dibattito pubblico sul fenomeno del Tarantismo.
    Si predica bene, ma si continua a razzolare male.
    A.D.V. ti voglio raccontare una storiella di quelle che tanto ti piace raccontare.
    “La fiamma di una candela è luminosa di per sé stessa; il filamento di una lampadina accesa emette luce da solo; il Sole, come tutte le stelle, splende di luce propria. Tutti questi oggetti sono sorgenti luminose ed il loro colore dipende dalla composizione della luce irradiata e solo da essa”.

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    Pubblicato da festival | giugno 12, 2005, 1:21 PM
  9. Avatar di Sconosciuto

    Non voglio rispondere, mi limito a dire a Luciano (e non a Rocco, come erroneamente scritto in un mio comunicato per Garganopress) di evitare polemiche inutili, qualche refuso può esserci, ma pensare a dietrologie e a “dimenticanze” volute è francamente ridicolo. Il Carpino Folk Festival è ormai una istituzione, è un punto di riferimento per la riproposta della tradizione canoro-musicale carpinese, garganica e italiana, le “auto-polemiche” non servono a nessuno, tanto meno a mascherare ciò che non è mascherabile. Pensate ad organizzare un buon festival e avrete tutti gli elogi che meriterete. Un in bocca al lupo a Luciano, a cui do’ appuntamento a Roma dal 16 al 19 giugno.

    Angelo Del Vecchio
    http://www.garganopress.net
    angelodv@libero.it

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    Pubblicato da borgoreggae | giugno 13, 2005, 8:08 am
  10. Avatar di Sconosciuto

    Se le intenzion sono queste come avevamo gia scritto “sotterriamo lascia…”.
    Anzi vi invitiamo tutti a verificare la buona o cattiva organizzazione del festival il prossimo agosto.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 13, 2005, 9:53 am
  11. Avatar di Sconosciuto

    ma cosa dovebbero mascherare e non ci riescono ?

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 13, 2005, 10:28 am

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