Articolo tratto dal "corriere del Mezzogiorno" di Venerdì 20 Maggio
APRICENA – Si torna a parlare di Maetto Salvatore. Di quel pezzo di storia di Puglia dimenticato dalle istituzioni. E lo si fa a partire proprio da una lettera inviata dal sindaco di Apricena – dove l’anziano cantastorie è nato – al presidente della Regione Nichi Vendola e a quello della Provincia di Foggia Carmine Stallone.
«Oggi il nostro menestrello vive a foggia solo e, forse, dimenticato da molti: sicuramente non vive giorni molto sereni», scrive Antonio Zuccarino. «L’età e la cagionevole salute non gli permettono di fare più concerti. Le sue uscite si limitano ormai a brevi esibizioni per arrotondare la sua pensione di 900 euro, che spende quasi interamente per la pigione di casa, l’assistenza e l’acquisto di medicinali. Quello che resta indubbiamente, non gli permette di vivere decorosamente gli ultimi anni della sua vita».
Come da anni periodicamente si invoca, il sindaco di Apricena chiede quindi che le amministrazioni regionale e provinciale si facciano carico dell’assistenza e dei rimborsi spese necessari a garantire a Matteo Salvatore un’esistenza decorosa, come è dovuto ad un personaggio che attraverso la propria storia musicale è riuscito a dare corpo – e a conservare la memoria – di una pugliesità ormai scomparsa. Zuccardino chiede poi un contrubito per la realizzazione del progetto «che Alessandro Piva ha elaborato per festeggiare il cinquantesimo compleanno artistico di Matteo Salvatore», un progetto che si articola in tre diversi momenti: un concerto, un film e un dvdper realizzare il quali sarebbero sufficenti 25mila euro. La missiva del sindaco si conclude poi con una citazione celebre: «le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare». Lo diceva qualche anno fa Italo Calvino. Che qualcuno ci creda, oggi.
Ro.Tra.
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Pubblicato da festival | Maggio 23, 2005, 4:40 PM