Si è parlato di strategie di studio e progettazione, oltre che dello sviluppo economico legato all’agrumicoltura del Parco Nazionale del Gargano, nel corso di una riunione organizzata nella sede dell’Ente Parco a Monte Sant’Angelo, e alla quale hanno preso parte, oltre al Presidente del Parco, Giandiego Gatta, e la direttrice Filomena Tanzarella, i rappresentanti delle altre istituzioni, dalla Comunità Montana, al Consorzio Gargano Agrumi ai comuni di Rodi Garganico e Vico del Gargano, all’Amministrazione provinciale di Foggia.
Tutti d’accordo nel dire che il Pis Gargano ha dato ampio respiro agli agrumeti dell’oasi del Parco, favorendo la tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale e quindi degli agrumi che finalmente possono essere annoverati tra i prodotti di qualità del Parco Nazionale del Gargano in grado di far lievitare l’economia agricola. Ora occorre rimboccarsi le maniche e gestire le risorse messe a disposizione del Pis Gargano. E’ necessario che ogni azione sia calibrata, ogni intervento sia programmato in un vero e proprio piano di recupero condiviso, il cui obiettivo dovrà essere il restauro del paesaggio dell’oasi. Urge un piano di recupero a scala comprensoriale capace di risolvere i problemi dei diversi regimi urbanistici dei tre comuni in cui ricade l’area dei giardini; di studiare le relazioni tra l’oasi, la costa ed i centri urbani che le fanno da corona; di individuare e quantificare i servizi a completamento della struttura per l’ospitalità diffusa; di organizzare in sistemi le unità messe a disposizione per l’ospitalità. Per il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta, l’oasi agrumaria del Parco rappresenta un modello ambientale, sociale e soprattutto economico in grado di dare una sferzata allo sviluppo dell’intero Promontorio. ” L’oasi agrumaria – ha detto Gatta – è l’espressione di massima integrazione tra le attività umane e le dinamiche naturali, utili a far decollare non solo il comparto agricolo, ma soprattutto quello turistico, basti pensare alla suggestiva fascia costiera che va da Rodi Garganico a San Menaio, regno della biodiversità e dei giardini di arance tra i più belli del Mediterraneo. E’ su questi fronti che il Parco deve muoversi, per essere non solo strumento di tutela e di conservazione, come è ovvio che sia, ma volano di una nuova stagione di risveglio della imprenditoria locale” (Saverio Serlenga per Garganopress).
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Pubblicato da festival | gennaio 26, 2005, 11:59 am