Meno caviale e champagne, più vino e prodotti tipici locali sulle tavole dei pugliesi durante le passate festività natalizie e di Capodanno. Lo ha rilevato la Coldiretti Puglia tracciando un primo bilancio ufficioso sui consumi del Natale 2004 e delle festività per il nuovo anno, che hanno visto notevolmente aumentare gli acquisti alimentari Doc made in Gargano. L’acquisto più gettonato è stato il famoso cesto natalizio che finalmente è stato riempito con caciocavallo podolico di Rignano e del Gargano, fave di Carpino, musciska, olio extravergine di oliva, marmellate di frutta e tante altre leccornie locali.
Questi prodotti hanno
scalzato il classico panettone, il caffè, il parmigiano reggiano. Un
dato che inorgoglisce i produttori del Gargano e lo stesso Ente
Parco che sin dall’inizio ha portato avanti la linea della
valorizzazione e del sostegno dell’agricoltura di qualità. I
cittadini pugliesi e meridionali, secondo Coldiretti, stanno
diventando sempre di più “tipico-dipendenti”. Le fave di Carpino, le
marmellate dell’oasi agrumaria di Rodi Garganico e Vico del Gargano,
l’olio di Carpino o di Mattinata, il formaggio pecorino, il caprino
della capra garganica, la musciska di vitello, capra e pecora, e
l’ormai richiestissimo caciocavallo podolico rignanese, sammarchese
e montanaro, sono solo alcuni dei tanti prodotti che le massaie
hanno acquistato per i pranzi speciali dei giorni di festa. Ormai
acquistare questi prodotti è diventato più semplice grazie agli
spacci aziendali e alla loro presenza in negozi specializzati sparsi
un po’ ovunque in Capitanata e in Puglia. Il Parco Nazionale del
Gargano, collaborando con le Associazioni Professionali Agricole
(Confederazione Italiana Agricoltori, Confederazione Coltivatori
Diretti, Confederazione Generale Agricoltura Italiana, Associazione
Allevatori di Capitanata) è diventato un laboratorio di recupero
ambientale, introducendo sul territorio attività innovative di
ricerca scientifica per il recupero di specie autoctone sia vegetali
che animali (in collaborazione con l’Università degli Studi di
Foggia) e puntando al miglioramento qualitativo dell’agricoltura e
dell’allevamento. La ricerca della qualità, ma anche
un’alimentazione sana e un servizio conveniente, sono i valori di
riferimento dei consumatori. L’apprezzamento per i prodotti
alimentari tipici e la riscoperta culturale, di cui il Parco è stato
il maggiore artefice, rappresenta il nuovo atteggiamento dei
consumatori che va sempre più affermandosi quale occasione di
scoperta, di avventura culturale e sensoriale, ma anche di ritorno
alla tradizione. La qualità, quindi, diventa fattore strategico per
la competitività delle aziende agricole e zootecniche del Gargano,
da ricercare con adeguati livelli di specializzazione. I prodotti
locali del Gargano, per finire, si trovano sempre più spesso in
fiere, manifestazioni popolari e convegni tematici, che stanno
alimentando tra l’altro un turismo prima inesistente sul
Promontorio, quello basato sulla ricerca delle produzioni di nicchia
e di alta qualità. Per concludere, rimane un “neo” difficile da
superare: la produzione, vista l’enorme richiesta, spesso appare
monca o insufficiente a soddisfare le continue richieste d’acquisto
(Fonte Garganopress).
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Pubblicato da festival | gennaio 15, 2005, 1:55 PMQuesti prodotti hanno
scalzato il classico panettone, il caffè, il parmigiano reggiano. Un
dato che inorgoglisce i produttori del Gargano e lo stesso Ente
Parco che sin dall’inizio ha portato avanti la linea della
valorizzazione e del sostegno dell’agricoltura di qualità. I
cittadini pugliesi e meridionali, secondo Coldiretti, stanno
diventando sempre di più “tipico-dipendenti”. Le fave di Carpino, le
marmellate dell’oasi agrumaria di Rodi Garganico e Vico del Gargano,
l’olio di Carpino o di Mattinata, il formaggio pecorino, il caprino
della capra garganica, la musciska di vitello, capra e pecora, e
l’ormai richiestissimo caciocavallo podolico rignanese, sammarchese
e montanaro, sono solo alcuni dei tanti prodotti che le massaie
hanno acquistato per i pranzi speciali dei giorni di festa. Ormai
acquistare questi prodotti è diventato più semplice grazie agli
spacci aziendali e alla loro presenza in negozi specializzati sparsi
un po’ ovunque in Capitanata e in Puglia. Il Parco Nazionale del
Gargano, collaborando con le Associazioni Professionali Agricole
(Confederazione Italiana Agricoltori, Confederazione Coltivatori
Diretti, Confederazione Generale Agricoltura Italiana, Associazione
Allevatori di Capitanata) è diventato un laboratorio di recupero
ambientale, introducendo sul territorio attività innovative di
ricerca scientifica per il recupero di specie autoctone sia vegetali
che animali (in collaborazione con l’Università degli Studi di
Foggia) e puntando al miglioramento qualitativo dell’agricoltura e
dell’allevamento. La ricerca della qualità, ma anche
un’alimentazione sana e un servizio conveniente, sono i valori di
riferimento dei consumatori. L’apprezzamento per i prodotti
alimentari tipici e la riscoperta culturale, di cui il Parco è stato
il maggiore artefice, rappresenta il nuovo atteggiamento dei
consumatori che va sempre più affermandosi quale occasione di
scoperta, di avventura culturale e sensoriale, ma anche di ritorno
alla tradizione. La qualità, quindi, diventa fattore strategico per
la competitività delle aziende agricole e zootecniche del Gargano,
da ricercare con adeguati livelli di specializzazione. I prodotti
locali del Gargano, per finire, si trovano sempre più spesso in
fiere, manifestazioni popolari e convegni tematici, che stanno
alimentando tra l’altro un turismo prima inesistente sul
Promontorio, quello basato sulla ricerca delle produzioni di nicchia
e di alta qualità. Per concludere, rimane un “neo” difficile da
superare: la produzione, vista l’enorme richiesta, spesso appare
monca o insufficiente a soddisfare le continue richieste d’acquisto
(Fonte Garganopress).
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Pubblicato da festival | gennaio 15, 2005, 1:55 PMQuesti prodotti hanno
scalzato il classico panettone, il caffè, il parmigiano reggiano. Un
dato che inorgoglisce i produttori del Gargano e lo stesso Ente
Parco che sin dall’inizio ha portato avanti la linea della
valorizzazione e del sostegno dell’agricoltura di qualità. I
cittadini pugliesi e meridionali, secondo Coldiretti, stanno
diventando sempre di più “tipico-dipendenti”. Le fave di Carpino, le
marmellate dell’oasi agrumaria di Rodi Garganico e Vico del Gargano,
l’olio di Carpino o di Mattinata, il formaggio pecorino, il caprino
della capra garganica, la musciska di vitello, capra e pecora, e
l’ormai richiestissimo caciocavallo podolico rignanese, sammarchese
e montanaro, sono solo alcuni dei tanti prodotti che le massaie
hanno acquistato per i pranzi speciali dei giorni di festa. Ormai
acquistare questi prodotti è diventato più semplice grazie agli
spacci aziendali e alla loro presenza in negozi specializzati sparsi
un po’ ovunque in Capitanata e in Puglia. Il Parco Nazionale del
Gargano, collaborando con le Associazioni Professionali Agricole
(Confederazione Italiana Agricoltori, Confederazione Coltivatori
Diretti, Confederazione Generale Agricoltura Italiana, Associazione
Allevatori di Capitanata) è diventato un laboratorio di recupero
ambientale, introducendo sul territorio attività innovative di
ricerca scientifica per il recupero di specie autoctone sia vegetali
che animali (in collaborazione con l’Università degli Studi di
Foggia) e puntando al miglioramento qualitativo dell’agricoltura e
dell’allevamento. La ricerca della qualità, ma anche
un’alimentazione sana e un servizio conveniente, sono i valori di
riferimento dei consumatori. L’apprezzamento per i prodotti
alimentari tipici e la riscoperta culturale, di cui il Parco è stato
il maggiore artefice, rappresenta il nuovo atteggiamento dei
consumatori che va sempre più affermandosi quale occasione di
scoperta, di avventura culturale e sensoriale, ma anche di ritorno
alla tradizione. La qualità, quindi, diventa fattore strategico per
la competitività delle aziende agricole e zootecniche del Gargano,
da ricercare con adeguati livelli di specializzazione. I prodotti
locali del Gargano, per finire, si trovano sempre più spesso in
fiere, manifestazioni popolari e convegni tematici, che stanno
alimentando tra l’altro un turismo prima inesistente sul
Promontorio, quello basato sulla ricerca delle produzioni di nicchia
e di alta qualità. Per concludere, rimane un “neo” difficile da
superare: la produzione, vista l’enorme richiesta, spesso appare
monca o insufficiente a soddisfare le continue richieste d’acquisto
(Fonte Garganopress).
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Pubblicato da festival | gennaio 15, 2005, 1:55 PM