A un piaio di chilometri da Vico Garganico c’è – a ridosso di una piccola selva di castagni selvatici – una vallata dove sorge una fontana. Nello stesso luogo si leva una chiesa dedicata alla Madonna dell’Angelo che si caratterizza per una bella cupola, snella e graziosa, alla cui estremità appare un uccello di pietra.
A un piaio di chilometri da Vico Garganico c’è – a ridosso di una piccola selva di castagni selvatici – una vallata dove sorge una fontana. Nello stesso luogo si leva una chiesa dedicata alla Madonna dell’Angelo che si caratterizza per una bella cupola, snella e graziosa, alla cui estremità appare un uccello di pietra. Il pennuto scolpito nel duro calcare di questa terra guarda verso il pendio del monte vicino, quasi sia a guardia di chissà quale misterioso sito. La voce popolare dà una spiegazione a quella scultura dallo sguardo diretto verso un punto preciso. E’ antica credenza difatti che nelle pendici del monte stia nascosto un tesoro. Il luogo esatto è misterioso; ma la voce popolare vuole che chi riesca a stabilire dove esattamente si fissi lo sguardo opaco dell’uccello di pietra, troverà il luogo impenetrabile e diventerà padrone di tutti i tesori nascosti nella dura terra. Ci fu un temo in cui molti poveracci si dettero a guadare e a studiare e ad esaminare dove si fissasse lo sguardo di pietra. Quand’erano convinti di aver indovinato dove si posassero quegli occhi di pietra, scavavano scavano scavavano. Ma il tesoro non veniva mai fuori. C’è ancora oggi qualcuno che crede che il tesoro esista veramente. Difficile però capire l’esatta direzione di quegli impietosi occhi di pietra dell’uccello sul campanile.
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Pubblicato da festival | novembre 15, 2004, 3:33 PM