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Al Salone del Gusto di Torino perdono colpi i prodotti del Gargano

Al Salone del Gusto di Torino perdono colpi i prodotti del Gargano.
A gonfie vele il resto della Puglia ben supportata dalle istituzioni territoriali

Discussione

3 pensieri su “Al Salone del Gusto di Torino perdono colpi i prodotti del Gargano

  1. Avatar di Sconosciuto

    SAN GIOVANNI ROTONDO – L’assenza totale delle istituzioni garganiche
    al Salone Internazionale del Gusto di Torino ha notevolmente
    penalizzato le produzioni tipiche della Montagna del Sole che
    proprio negli stand del Lingotto Fiere due anni fa eccelsero nel
    campo dell’agro-alimentare di qualità. Nessuno dei due enti
    sovracomunali, Comunità Montana e Parco del Gargano, hanno creduto
    alla kermesse organizzata da Slow Food e dal Ministero delle
    Politiche Agricole e Forestali. Ci ha creduto, invece, la Regione
    Puglia che con l’Assessore Nino Marmo ha catalizzatol’attenzione di
    migliaia e migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, nei
    confronti del vasto panorama di prodotti tipici con cui era presente
    la Regione. Scontata la massima attenzione nei confronti di quelle
    produzioni prettamente provenienti dalla terra di Bari, terra dalla
    quale proviene il pur bravo assessore Marmo che più di tutti ha
    capito l’importanza della manifestazione. E cosi spazio alla burrata
    di Andria, alla Cipolla di Acquaviva delle Fonti, ai formaggi e alle
    carni dell’Alta Murgia, per carità, tutti prodotti squisiti, ma che
    sicuramente non hanno nulla di più del caciocavallo podolico di
    Rignano Garganico, del Pane di Monte, della mozzarella di bufala di
    San Giovanni Rotondo e di Manfredonia, degli agrumi di Rodi e Vico
    del Gargano, delle fave di Carpino. Alcuni di questi nostri prodotti
    erano pure presenti al salone del Gusto, ma evidentemente non erano
    sostenuti dalle istituzioni locali, tant’è che sono stati ignorati
    dalla stampa internazionale e persino da quella locale che
    l’Assessore Marmo, da ottimo manager del marketing politico, si è
    portato con sé nel capoluogo piemontese. A Torino c’era il Principe
    d’Inghilterra, c’erano anche numerosi personaggi del mondo dello
    spettacolo e della televisione, in primis Mara Venier che sostava
    quasi sempre dalle parti degli stand della Regione Puglia ad
    assaggiare, burrata e formaggi della Murgia e ad elevare
    all’ennesima potenza la cipolla rossa di Acquaviva e il Pane di
    Altamura. E le favedi Carpino? La carne di bovino podolico? Il
    caciocavallo del Gargano? Alle fiere locali.
    E i nostri produttori come l’hanno presa? Tutti delusi, almeno
    quelli che puntavano a dare una continuità all’immane lavoro fatto
    due anni fa quando alla manifestazione di Slow Food i loro prodotti
    furono valutati per cinque volte il normale valore di
    mercato. “Peccato – racconta la signora Grazia Di Bari, produttrice
    di mozzarelle di bufala a San Giovanni Rotondo – una ghiotta
    opportunità perduta, come si fa ad ignorare una fiera importante
    come il Salone del Gusto. Dico solo che grazie alla partecipazione
    consorziata di due anni fa insieme al Parco del Gargano, la nostra
    azienda è riuscita a sfondare mercati internazionali inaspettati. Fu
    proprio a Torino che abbiamo preso contatti con altre nazioni
    d’Europa e del Mondo, ed oggi il nostro prodotto se arriva in Gran
    Bretagna, in Belgio e in America non è certamente per la sagra
    paesana di Cagnano o San Giovanni, ma per l’ottimo e proficuo lavoro
    svolto tutti insieme al Salone del Gusto”.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | ottobre 27, 2004, 4:12 PM
  2. Avatar di Sconosciuto

    SAN GIOVANNI ROTONDO – L’assenza totale delle istituzioni garganiche
    al Salone Internazionale del Gusto di Torino ha notevolmente
    penalizzato le produzioni tipiche della Montagna del Sole che
    proprio negli stand del Lingotto Fiere due anni fa eccelsero nel
    campo dell’agro-alimentare di qualità. Nessuno dei due enti
    sovracomunali, Comunità Montana e Parco del Gargano, hanno creduto
    alla kermesse organizzata da Slow Food e dal Ministero delle
    Politiche Agricole e Forestali. Ci ha creduto, invece, la Regione
    Puglia che con l’Assessore Nino Marmo ha catalizzatol’attenzione di
    migliaia e migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, nei
    confronti del vasto panorama di prodotti tipici con cui era presente
    la Regione. Scontata la massima attenzione nei confronti di quelle
    produzioni prettamente provenienti dalla terra di Bari, terra dalla
    quale proviene il pur bravo assessore Marmo che più di tutti ha
    capito l’importanza della manifestazione. E cosi spazio alla burrata
    di Andria, alla Cipolla di Acquaviva delle Fonti, ai formaggi e alle
    carni dell’Alta Murgia, per carità, tutti prodotti squisiti, ma che
    sicuramente non hanno nulla di più del caciocavallo podolico di
    Rignano Garganico, del Pane di Monte, della mozzarella di bufala di
    San Giovanni Rotondo e di Manfredonia, degli agrumi di Rodi e Vico
    del Gargano, delle fave di Carpino. Alcuni di questi nostri prodotti
    erano pure presenti al salone del Gusto, ma evidentemente non erano
    sostenuti dalle istituzioni locali, tant’è che sono stati ignorati
    dalla stampa internazionale e persino da quella locale che
    l’Assessore Marmo, da ottimo manager del marketing politico, si è
    portato con sé nel capoluogo piemontese. A Torino c’era il Principe
    d’Inghilterra, c’erano anche numerosi personaggi del mondo dello
    spettacolo e della televisione, in primis Mara Venier che sostava
    quasi sempre dalle parti degli stand della Regione Puglia ad
    assaggiare, burrata e formaggi della Murgia e ad elevare
    all’ennesima potenza la cipolla rossa di Acquaviva e il Pane di
    Altamura. E le favedi Carpino? La carne di bovino podolico? Il
    caciocavallo del Gargano? Alle fiere locali.
    E i nostri produttori come l’hanno presa? Tutti delusi, almeno
    quelli che puntavano a dare una continuità all’immane lavoro fatto
    due anni fa quando alla manifestazione di Slow Food i loro prodotti
    furono valutati per cinque volte il normale valore di
    mercato. “Peccato – racconta la signora Grazia Di Bari, produttrice
    di mozzarelle di bufala a San Giovanni Rotondo – una ghiotta
    opportunità perduta, come si fa ad ignorare una fiera importante
    come il Salone del Gusto. Dico solo che grazie alla partecipazione
    consorziata di due anni fa insieme al Parco del Gargano, la nostra
    azienda è riuscita a sfondare mercati internazionali inaspettati. Fu
    proprio a Torino che abbiamo preso contatti con altre nazioni
    d’Europa e del Mondo, ed oggi il nostro prodotto se arriva in Gran
    Bretagna, in Belgio e in America non è certamente per la sagra
    paesana di Cagnano o San Giovanni, ma per l’ottimo e proficuo lavoro
    svolto tutti insieme al Salone del Gusto”.

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    Pubblicato da festival | ottobre 27, 2004, 4:12 PM
  3. Avatar di Sconosciuto

    amo tutto ciò che è folk

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    Pubblicato da sr.consult | ottobre 27, 2004, 4:17 PM

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