Al Salone del Gusto di Torino perdono colpi i prodotti del Gargano.
A gonfie vele il resto della Puglia ben supportata dalle istituzioni territoriali
Al Salone del Gusto di Torino perdono colpi i prodotti del Gargano.
A gonfie vele il resto della Puglia ben supportata dalle istituzioni territoriali
SAN GIOVANNI ROTONDO – L’assenza totale delle istituzioni garganiche
al Salone Internazionale del Gusto di Torino ha notevolmente
penalizzato le produzioni tipiche della Montagna del Sole che
proprio negli stand del Lingotto Fiere due anni fa eccelsero nel
campo dell’agro-alimentare di qualità. Nessuno dei due enti
sovracomunali, Comunità Montana e Parco del Gargano, hanno creduto
alla kermesse organizzata da Slow Food e dal Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali. Ci ha creduto, invece, la Regione
Puglia che con l’Assessore Nino Marmo ha catalizzatol’attenzione di
migliaia e migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, nei
confronti del vasto panorama di prodotti tipici con cui era presente
la Regione. Scontata la massima attenzione nei confronti di quelle
produzioni prettamente provenienti dalla terra di Bari, terra dalla
quale proviene il pur bravo assessore Marmo che più di tutti ha
capito l’importanza della manifestazione. E cosi spazio alla burrata
di Andria, alla Cipolla di Acquaviva delle Fonti, ai formaggi e alle
carni dell’Alta Murgia, per carità, tutti prodotti squisiti, ma che
sicuramente non hanno nulla di più del caciocavallo podolico di
Rignano Garganico, del Pane di Monte, della mozzarella di bufala di
San Giovanni Rotondo e di Manfredonia, degli agrumi di Rodi e Vico
del Gargano, delle fave di Carpino. Alcuni di questi nostri prodotti
erano pure presenti al salone del Gusto, ma evidentemente non erano
sostenuti dalle istituzioni locali, tant’è che sono stati ignorati
dalla stampa internazionale e persino da quella locale che
l’Assessore Marmo, da ottimo manager del marketing politico, si è
portato con sé nel capoluogo piemontese. A Torino c’era il Principe
d’Inghilterra, c’erano anche numerosi personaggi del mondo dello
spettacolo e della televisione, in primis Mara Venier che sostava
quasi sempre dalle parti degli stand della Regione Puglia ad
assaggiare, burrata e formaggi della Murgia e ad elevare
all’ennesima potenza la cipolla rossa di Acquaviva e il Pane di
Altamura. E le favedi Carpino? La carne di bovino podolico? Il
caciocavallo del Gargano? Alle fiere locali.
E i nostri produttori come l’hanno presa? Tutti delusi, almeno
quelli che puntavano a dare una continuità all’immane lavoro fatto
due anni fa quando alla manifestazione di Slow Food i loro prodotti
furono valutati per cinque volte il normale valore di
mercato. “Peccato – racconta la signora Grazia Di Bari, produttrice
di mozzarelle di bufala a San Giovanni Rotondo – una ghiotta
opportunità perduta, come si fa ad ignorare una fiera importante
come il Salone del Gusto. Dico solo che grazie alla partecipazione
consorziata di due anni fa insieme al Parco del Gargano, la nostra
azienda è riuscita a sfondare mercati internazionali inaspettati. Fu
proprio a Torino che abbiamo preso contatti con altre nazioni
d’Europa e del Mondo, ed oggi il nostro prodotto se arriva in Gran
Bretagna, in Belgio e in America non è certamente per la sagra
paesana di Cagnano o San Giovanni, ma per l’ottimo e proficuo lavoro
svolto tutti insieme al Salone del Gusto”.
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Pubblicato da festival | ottobre 27, 2004, 4:12 PMSAN GIOVANNI ROTONDO – L’assenza totale delle istituzioni garganiche
al Salone Internazionale del Gusto di Torino ha notevolmente
penalizzato le produzioni tipiche della Montagna del Sole che
proprio negli stand del Lingotto Fiere due anni fa eccelsero nel
campo dell’agro-alimentare di qualità. Nessuno dei due enti
sovracomunali, Comunità Montana e Parco del Gargano, hanno creduto
alla kermesse organizzata da Slow Food e dal Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali. Ci ha creduto, invece, la Regione
Puglia che con l’Assessore Nino Marmo ha catalizzatol’attenzione di
migliaia e migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, nei
confronti del vasto panorama di prodotti tipici con cui era presente
la Regione. Scontata la massima attenzione nei confronti di quelle
produzioni prettamente provenienti dalla terra di Bari, terra dalla
quale proviene il pur bravo assessore Marmo che più di tutti ha
capito l’importanza della manifestazione. E cosi spazio alla burrata
di Andria, alla Cipolla di Acquaviva delle Fonti, ai formaggi e alle
carni dell’Alta Murgia, per carità, tutti prodotti squisiti, ma che
sicuramente non hanno nulla di più del caciocavallo podolico di
Rignano Garganico, del Pane di Monte, della mozzarella di bufala di
San Giovanni Rotondo e di Manfredonia, degli agrumi di Rodi e Vico
del Gargano, delle fave di Carpino. Alcuni di questi nostri prodotti
erano pure presenti al salone del Gusto, ma evidentemente non erano
sostenuti dalle istituzioni locali, tant’è che sono stati ignorati
dalla stampa internazionale e persino da quella locale che
l’Assessore Marmo, da ottimo manager del marketing politico, si è
portato con sé nel capoluogo piemontese. A Torino c’era il Principe
d’Inghilterra, c’erano anche numerosi personaggi del mondo dello
spettacolo e della televisione, in primis Mara Venier che sostava
quasi sempre dalle parti degli stand della Regione Puglia ad
assaggiare, burrata e formaggi della Murgia e ad elevare
all’ennesima potenza la cipolla rossa di Acquaviva e il Pane di
Altamura. E le favedi Carpino? La carne di bovino podolico? Il
caciocavallo del Gargano? Alle fiere locali.
E i nostri produttori come l’hanno presa? Tutti delusi, almeno
quelli che puntavano a dare una continuità all’immane lavoro fatto
due anni fa quando alla manifestazione di Slow Food i loro prodotti
furono valutati per cinque volte il normale valore di
mercato. “Peccato – racconta la signora Grazia Di Bari, produttrice
di mozzarelle di bufala a San Giovanni Rotondo – una ghiotta
opportunità perduta, come si fa ad ignorare una fiera importante
come il Salone del Gusto. Dico solo che grazie alla partecipazione
consorziata di due anni fa insieme al Parco del Gargano, la nostra
azienda è riuscita a sfondare mercati internazionali inaspettati. Fu
proprio a Torino che abbiamo preso contatti con altre nazioni
d’Europa e del Mondo, ed oggi il nostro prodotto se arriva in Gran
Bretagna, in Belgio e in America non è certamente per la sagra
paesana di Cagnano o San Giovanni, ma per l’ottimo e proficuo lavoro
svolto tutti insieme al Salone del Gusto”.
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Pubblicato da festival | ottobre 27, 2004, 4:12 PMamo tutto ciò che è folk
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Pubblicato da sr.consult | ottobre 27, 2004, 4:17 PM