Quando qualcosa di bello finisce si stringe sempre il cuore. La festa della musica popolare e delle sue contaminazioni anche quest’anno si è conclusa e a distanza di un mese restano i ricordi dei momenti più belli, vissuti con maggiore intensità.
Quando qualcosa di bello finisce si stringe sempre il cuore. La festa della musica popolare e delle sue contaminazioni anche quest’anno si è conclusa e a distanza di un mese restano i ricordi dei momenti più belli, vissuti con maggiore intensità.
Carpino Folk Festival : nuovi tempi e altri segni da percepire, un progetto da proporre, discutere e infine realizzare.
Quando qualcosa di bello finisce si stringe sempre il cuore. La festa della musica popolare e delle sue contaminazioni anche quest’anno si è conclusa e a distanza di un mese restano i ricordi dei momenti più belli, vissuti con maggiore intensità. Un Carpino Folk Festival dalle differenze valoriali, dai molteplici aspetti, dalle differenziazioni organiche e stilistiche, dai profili inusitati, dalle invasioni serali.
Nove (anni di svolgimento del Festival) è sinonimo di svolta definitiva verso una manifestazione con i suoi tratti distintivi, con i suoi simboli e i suoi idoli, nuovi per la storia che negli ultimi sessant’anni ha caratterizzato le ritualità della musica italiana.
Un altro festival è possibile?
Con una serie di equidistanze e di puntualizzazioni sicuramente si.
Vorremo parlare di “altra” programmazione musicale o della percezione di un senso comune che forse di “altro”, di nuovo, necessità, vorremo parlare di quanto il Carpino Folk Festival sia riuscito a intercettare quel rinnovato spirito di curiosità che molti fattori stanno ad indicare nei confronti della musica popolare e delle tradizioni in genere. Ma purtroppo l”altro” di cui dobbiamo parlare è un altro.
I numeri dell’edizione 2004 del resto parlano di un grande successo in termini di quantità. I toni insomma sono quelli entusiastici di un consuntivo brillante, ma i sorrisi dei dirigenti dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sembrano spegnersi di fronte al problema perenne che affligge la manifestazione, quello del reperimento delle risorse.
È tempo di programmare la nuova edizione, quella del 2005, quella del decennale, ma intanto i contributi deliberati per il 2004 non sono ancora pervenuti, ed allora si capisce quanto sia veramente difficile pensare al futuro.
Sono diversi anni che ormai si chiede un intervento diretto alle amministrazioni locali e regionali, tre anni fa era spuntata l’idea di una Fondazione poi però nulla è stato fatto. Allora bisognerebbe capire quanto in realtà i nostri amministratori tengano al Carpino Folk Festival.
Intendiamoci Comune di Carpino, Comunità Montana del Gargano, Ente Parco Nazionale del Gargano, Provincia di Foggia e Regione Puglia hanno sempre dato il loro contributo per la buona riuscita della manifestazione e di questo bisogna veramente esserne grati. Quello però che è sempre mancato è la compartecipazione e la condivisione, l’unica forma che può dare stabilità e quindi continuità, alla manifestazione, che tanto successo ha avuto in questi anni, e ai progetti dell’associazione.
Chi, quasi 10 anni fa, concepì l’idea di un folk festival in omaggio alla tradizione musicale popolare aveva almeno due obiettivi. Il primo, in avanzato stadio di compimento, era quello di stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata. Il secondo era quello dello sviluppo economico e occupazione di un’idea tanto semplice eppure con enormi potenzialità.
Un’arena, un teatro, un anfiteatro, un centro studi, una casa discografica, una scuola, un polo, un circuito turistico regionale della musica popolare (quantomeno).
Apprezzato per le sue tradizioni, i suoi suoni e la sua cultura, Carpino ha l’obbligo di proporsi come una delle capitali della musica popolare e tradizionale italiana ed europea.
Certo tutto ciò è veramente ambizioso, ma questo però è un progetto. Senza ambizione non ci sono progetti.
Ecco quello che si chiede alle nostre amministrazioni locali e regionali è di aderire ad un progetto tanto ambizioso, a pensarlo, a renderlo fattibile e a coglierne tutte le potenzialità.
In particolare cogliere le opportunità dei fondi strutturali, il fondo unico nazionale per lo spettacolo, la nuova disciplina regionale in materia, ma anche tutte le molte opportunità del settore turistico.
Certo è un progetto a lungo raggio, necessità di molti anni, ma potrebbe essere il progetto giusto ed è per questo che merita molte riflessioni.
Insomma d’ora in poi per lo sviluppo del Gargano, grazie a questo progetto, c’é anche la “Via delle musica popolare”.
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Pubblicato da festival | settembre 11, 2004, 1:57 PMCarpino Folk Festival : nuovi tempi e altri segni da percepire, un progetto da proporre, discutere e infine realizzare.
Quando qualcosa di bello finisce si stringe sempre il cuore. La festa della musica popolare e delle sue contaminazioni anche quest’anno si è conclusa e a distanza di un mese restano i ricordi dei momenti più belli, vissuti con maggiore intensità. Un Carpino Folk Festival dalle differenze valoriali, dai molteplici aspetti, dalle differenziazioni organiche e stilistiche, dai profili inusitati, dalle invasioni serali.
Nove (anni di svolgimento del Festival) è sinonimo di svolta definitiva verso una manifestazione con i suoi tratti distintivi, con i suoi simboli e i suoi idoli, nuovi per la storia che negli ultimi sessant’anni ha caratterizzato le ritualità della musica italiana.
Un altro festival è possibile?
Con una serie di equidistanze e di puntualizzazioni sicuramente si.
Vorremo parlare di “altra” programmazione musicale o della percezione di un senso comune che forse di “altro”, di nuovo, necessità, vorremo parlare di quanto il Carpino Folk Festival sia riuscito a intercettare quel rinnovato spirito di curiosità che molti fattori stanno ad indicare nei confronti della musica popolare e delle tradizioni in genere. Ma purtroppo l”altro” di cui dobbiamo parlare è un altro.
I numeri dell’edizione 2004 del resto parlano di un grande successo in termini di quantità. I toni insomma sono quelli entusiastici di un consuntivo brillante, ma i sorrisi dei dirigenti dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sembrano spegnersi di fronte al problema perenne che affligge la manifestazione, quello del reperimento delle risorse.
È tempo di programmare la nuova edizione, quella del 2005, quella del decennale, ma intanto i contributi deliberati per il 2004 non sono ancora pervenuti, ed allora si capisce quanto sia veramente difficile pensare al futuro.
Sono diversi anni che ormai si chiede un intervento diretto alle amministrazioni locali e regionali, tre anni fa era spuntata l’idea di una Fondazione poi però nulla è stato fatto. Allora bisognerebbe capire quanto in realtà i nostri amministratori tengano al Carpino Folk Festival.
Intendiamoci Comune di Carpino, Comunità Montana del Gargano, Ente Parco Nazionale del Gargano, Provincia di Foggia e Regione Puglia hanno sempre dato il loro contributo per la buona riuscita della manifestazione e di questo bisogna veramente esserne grati. Quello però che è sempre mancato è la compartecipazione e la condivisione, l’unica forma che può dare stabilità e quindi continuità, alla manifestazione, che tanto successo ha avuto in questi anni, e ai progetti dell’associazione.
Chi, quasi 10 anni fa, concepì l’idea di un folk festival in omaggio alla tradizione musicale popolare aveva almeno due obiettivi. Il primo, in avanzato stadio di compimento, era quello di stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata. Il secondo era quello dello sviluppo economico e occupazione di un’idea tanto semplice eppure con enormi potenzialità.
Un’arena, un teatro, un anfiteatro, un centro studi, una casa discografica, una scuola, un polo, un circuito turistico regionale della musica popolare (quantomeno).
Apprezzato per le sue tradizioni, i suoi suoni e la sua cultura, Carpino ha l’obbligo di proporsi come una delle capitali della musica popolare e tradizionale italiana ed europea.
Certo tutto ciò è veramente ambizioso, ma questo però è un progetto. Senza ambizione non ci sono progetti.
Ecco quello che si chiede alle nostre amministrazioni locali e regionali è di aderire ad un progetto tanto ambizioso, a pensarlo, a renderlo fattibile e a coglierne tutte le potenzialità.
In particolare cogliere le opportunità dei fondi strutturali, il fondo unico nazionale per lo spettacolo, la nuova disciplina regionale in materia, ma anche tutte le molte opportunità del settore turistico.
Certo è un progetto a lungo raggio, necessità di molti anni, ma potrebbe essere il progetto giusto ed è per questo che merita molte riflessioni.
Insomma d’ora in poi per lo sviluppo del Gargano, grazie a questo progetto, c’é anche la “Via delle musica popolare”.
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Pubblicato da festival | settembre 11, 2004, 1:57 PMDopo l’ultima news molti hanno chiesto cosa fare nell’immediato?
Tante sono le cose da fare e non è il caso di fare un elenco tassativo, tuttavia proviamo a dare una risposta sistematica distinguendo i livelli.
Sicuramente molte cose deve farle l’associazione culturale carpino folk festival: aprirsi all’esterno, sprovincializzarsi acquisendo una visione quantomeno regionale, creare una maggiore aggregazione, istituire al proprio interno un comitato tecnico scientifico con gli esperti nel campo della musica e della danza popolare, discutere con tutti gli interlocutori e quindi porre in essere le più idonee linee programmatiche.
Sicuramente è anche compito dell’associazione quello di creare una fitta rete: a livello locale coinvolgendo con tutti gli operatori del settore, penso all’Università di Foggia, al Conservatorio di Rodi Garganico, al Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, a tutti gli organizzatori di eventi del medesimo genere e non, alla Proloco di Carpino, alle scuole, alle bande musicali, agli operatori turistici, all’ATP di Foggia ecc ecc; a livello regionale, instaurare rapporti con l’analoga manifestazione di Melpignano.
Infine dovrebbe contattare le grandi multinazionali che operano in Italia per concludere con loro operazioni di sponsorizzazione, penso ad esempio all’Heineken, alla Birra Moretti o ad altre multinazionali attente al pubblico giovanile.
Il Comune di Carpino e gli altri enti locali (Parco, Comunità Montana a seconda delle competenze) dovrebbero innanzitutto individuare uno spazio pubblico funzionale all’organizzazione di un grande evento (utilizzabile non solo per il nostro evento) cioè un’Arena, un area parcheggi, un centro servizi, l’individuazione delle case sfitte, e fornire le infrastrutture minime indispensabili per ogni comunità. Per l’arena concerti, per non saper ne leggere e ne scrivere suggerirei un area fortemente suggestiva come lo è l’altopiano di Pastromele (piana di Carpino, lago Varano, mare Adriatico, Tremiti e, se buontempo, la Maiella come sfondo, oltre a tutta la macchia mediterranea), se fosse idonea allora sarebbe bene portarci subito acqua e luce.
La Provincia di Foggia e la Regione Puglia, con l’Associazione, dovrebbero individuare le linee di intervento su cui fare leva per assicurare le risorse economiche necessarie, suggerivo i fondi strutturali europei (formazione, sviluppo del territorio), Fondo unico nazionale per lo spettacolo, il Fondo unico regionale dello spettacolo, oppure i fondi destinati allo sviluppo turistico e territoriale, nonché quelli per il tempo libero.
Come capite molte altre sono le cose da fare, proviamo a suggerirne delle altre.
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Pubblicato da festival | settembre 11, 2004, 1:58 PMDopo l’ultima news molti hanno chiesto cosa fare nell’immediato?
Tante sono le cose da fare e non è il caso di fare un elenco tassativo, tuttavia proviamo a dare una risposta sistematica distinguendo i livelli.
Sicuramente molte cose deve farle l’associazione culturale carpino folk festival: aprirsi all’esterno, sprovincializzarsi acquisendo una visione quantomeno regionale, creare una maggiore aggregazione, istituire al proprio interno un comitato tecnico scientifico con gli esperti nel campo della musica e della danza popolare, discutere con tutti gli interlocutori e quindi porre in essere le più idonee linee programmatiche.
Sicuramente è anche compito dell’associazione quello di creare una fitta rete: a livello locale coinvolgendo con tutti gli operatori del settore, penso all’Università di Foggia, al Conservatorio di Rodi Garganico, al Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, a tutti gli organizzatori di eventi del medesimo genere e non, alla Proloco di Carpino, alle scuole, alle bande musicali, agli operatori turistici, all’ATP di Foggia ecc ecc; a livello regionale, instaurare rapporti con l’analoga manifestazione di Melpignano.
Infine dovrebbe contattare le grandi multinazionali che operano in Italia per concludere con loro operazioni di sponsorizzazione, penso ad esempio all’Heineken, alla Birra Moretti o ad altre multinazionali attente al pubblico giovanile.
Il Comune di Carpino e gli altri enti locali (Parco, Comunità Montana a seconda delle competenze) dovrebbero innanzitutto individuare uno spazio pubblico funzionale all’organizzazione di un grande evento (utilizzabile non solo per il nostro evento) cioè un’Arena, un area parcheggi, un centro servizi, l’individuazione delle case sfitte, e fornire le infrastrutture minime indispensabili per ogni comunità. Per l’arena concerti, per non saper ne leggere e ne scrivere suggerirei un area fortemente suggestiva come lo è l’altopiano di Pastromele (piana di Carpino, lago Varano, mare Adriatico, Tremiti e, se buontempo, la Maiella come sfondo, oltre a tutta la macchia mediterranea), se fosse idonea allora sarebbe bene portarci subito acqua e luce.
La Provincia di Foggia e la Regione Puglia, con l’Associazione, dovrebbero individuare le linee di intervento su cui fare leva per assicurare le risorse economiche necessarie, suggerivo i fondi strutturali europei (formazione, sviluppo del territorio), Fondo unico nazionale per lo spettacolo, il Fondo unico regionale dello spettacolo, oppure i fondi destinati allo sviluppo turistico e territoriale, nonché quelli per il tempo libero.
Come capite molte altre sono le cose da fare, proviamo a suggerirne delle altre.
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Pubblicato da festival | settembre 11, 2004, 1:58 PMCredo sia importante iniziare a coinvolgere TUTTO il paese (bisogna iniziare a settembre) che sò mettere in competizione i vari quartieri, pensare a luoghi alternativi per i concerti decentrandoli nel paese e fuori (Lago, Pastromele, Cava Sant’Anna ecc.) caratterizzare le serate, cercare di essere all’altezza della Fama (secondo me spropositata) del Meridione accogliente aperto.
Credo sia arrivata l’ora di incominciare a cambiare o perlomeno a variare il pubblico cercando (anche ) di elittizzare lo stesso, pubblicizzare meglio e fuori porta avvalersi di strumenti mediatici arrivando anche a compromessi di cui bisogna turarsi il naso.
L’organizzazione del Festival DEVE comprendere anche lòe istituzioni (Comune- Pro Loco- ed altre) senza diventa impossibile. Sfruttare meglio le opportunità Legislative (Comunità Europea- Ministero – Regione -Provincia- Comune Comunità Montana – Ente Parco) sfruttare meglio i Mass Media (Televisione- Radio) cercare di coinvolgere Artisti Nazionali in un progetto qualificato. Lo sò è troppo e voi pochi ma bisogna farlo se no non si sopravvive.
Un altra idea coinvolgere gli Universitari Fuori sede creare un laboratorio permenente che sia integrato al tessuto sociale.
Sfruttare le strutture presenti sul territorio (Campo Sportivo),coinvolgere i genitori dei bambini a partecipare all’organizzazione della Manifestazione, riscoprire tradizioni perse, fare ricerca storica sulla musica popolare e sulle tradizioni da far rivivere (che sò la mietitura).
E’ difficile, improbo ma qualcosa bisogna fare e a Carpino ci siete voi.
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 4, 2004, 2:01 PMCredo sia importante iniziare a coinvolgere TUTTO il paese (bisogna iniziare a settembre) che sò mettere in competizione i vari quartieri, pensare a luoghi alternativi per i concerti decentrandoli nel paese e fuori (Lago, Pastromele, Cava Sant’Anna ecc.) caratterizzare le serate, cercare di essere all’altezza della Fama (secondo me spropositata) del Meridione accogliente aperto.
Credo sia arrivata l’ora di incominciare a cambiare o perlomeno a variare il pubblico cercando (anche ) di elittizzare lo stesso, pubblicizzare meglio e fuori porta avvalersi di strumenti mediatici arrivando anche a compromessi di cui bisogna turarsi il naso.
L’organizzazione del Festival DEVE comprendere anche lòe istituzioni (Comune- Pro Loco- ed altre) senza diventa impossibile. Sfruttare meglio le opportunità Legislative (Comunità Europea- Ministero – Regione -Provincia- Comune Comunità Montana – Ente Parco) sfruttare meglio i Mass Media (Televisione- Radio) cercare di coinvolgere Artisti Nazionali in un progetto qualificato. Lo sò è troppo e voi pochi ma bisogna farlo se no non si sopravvive.
Un altra idea coinvolgere gli Universitari Fuori sede creare un laboratorio permenente che sia integrato al tessuto sociale.
Sfruttare le strutture presenti sul territorio (Campo Sportivo),coinvolgere i genitori dei bambini a partecipare all’organizzazione della Manifestazione, riscoprire tradizioni perse, fare ricerca storica sulla musica popolare e sulle tradizioni da far rivivere (che sò la mietitura).
E’ difficile, improbo ma qualcosa bisogna fare e a Carpino ci siete voi.
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 4, 2004, 2:01 PMnon è pensabile spostare i concerti dalla piazza del popolo. é tutta lì la tradizione e il significato del festival. il pubblico è tutto bene accetto ma è nel paese che si deve svolgere l’evento, in mezzo alla gente che ha dentro la tradizione e conosce il significato del folklore carpinese. la piazza poi non è che si riempia al punto tale da non potere ospitare altra gente quindi per di più non ce ne sarebbe neanche bisogno.
il vero problema è che manca della gente che abbia voglia di lavorare, ma si capisce, senza un serio appoggio da parte di nessuno (money) nessuno è attirato, si ottiene l’appoggio solo quando ci si deve prendere la gloria.
Ho visto nel 2004 a carpino una scena che mi ha colpito molto: un politico sul palco che si sciaquava la bocca, per di più anche molto lontano politicamente da quello che la musica folk casomai gradirebbe…
scene raccapriccianti con l’assenso obbligato da parte di chi lavora e non può fare altro che prendere quel poco che si può da ogni parte. ogni tanto dico: come fa a sopravvivere una manifestazione così? poi mi ricordo che c’è un direttore artistico che praticamente fa tutto da solo e penso che questo è un pazzo (nel senso buono del termine).
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Pubblicato da utente anonimo | dicembre 21, 2004, 11:44 PMnon è pensabile spostare i concerti dalla piazza del popolo. é tutta lì la tradizione e il significato del festival. il pubblico è tutto bene accetto ma è nel paese che si deve svolgere l’evento, in mezzo alla gente che ha dentro la tradizione e conosce il significato del folklore carpinese. la piazza poi non è che si riempia al punto tale da non potere ospitare altra gente quindi per di più non ce ne sarebbe neanche bisogno.
il vero problema è che manca della gente che abbia voglia di lavorare, ma si capisce, senza un serio appoggio da parte di nessuno (money) nessuno è attirato, si ottiene l’appoggio solo quando ci si deve prendere la gloria.
Ho visto nel 2004 a carpino una scena che mi ha colpito molto: un politico sul palco che si sciaquava la bocca, per di più anche molto lontano politicamente da quello che la musica folk casomai gradirebbe…
scene raccapriccianti con l’assenso obbligato da parte di chi lavora e non può fare altro che prendere quel poco che si può da ogni parte. ogni tanto dico: come fa a sopravvivere una manifestazione così? poi mi ricordo che c’è un direttore artistico che praticamente fa tutto da solo e penso che questo è un pazzo (nel senso buono del termine).
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Pubblicato da utente anonimo | dicembre 21, 2004, 11:44 PMNon sono d’accordo sull’accettazione del pubblico, siamo provincialisti e difficilmente accettiamo qualcuno diverso da noi, accettiamo con difficoltà i nostri compaesani che vivono all’estero o a Torino Milano ecc. figurati alcune centinaia di no-global (termine coniato dai carpinesi).
Per quanto riguarda l’ubiacazione della manifestazione la stessa serve da traino alla miriade di bar e negozi di alimentari nelle vicinanze della Piazza per il resto tutta la manifestazione è sopportata.
I politici?? si sa salgono sempre sul carro buono salvo poi abbandonarlo per uno migliore, ma la qualità della manifestazione deve sopravvivere e migliorarsi oltre che sfruttare le opportunità anche politiche che vengono offerte.
Ovvimanete serve il contributo di tutti, ma se uno non sente la manifestazione propria mi dite come fà a collaborare?? bisogna investire nella scuola coinvolgere i bambini e forse qualcosa cambierà
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Pubblicato da utente anonimo | gennaio 18, 2005, 4:12 PMNon sono d’accordo sull’accettazione del pubblico, siamo provincialisti e difficilmente accettiamo qualcuno diverso da noi, accettiamo con difficoltà i nostri compaesani che vivono all’estero o a Torino Milano ecc. figurati alcune centinaia di no-global (termine coniato dai carpinesi).
Per quanto riguarda l’ubiacazione della manifestazione la stessa serve da traino alla miriade di bar e negozi di alimentari nelle vicinanze della Piazza per il resto tutta la manifestazione è sopportata.
I politici?? si sa salgono sempre sul carro buono salvo poi abbandonarlo per uno migliore, ma la qualità della manifestazione deve sopravvivere e migliorarsi oltre che sfruttare le opportunità anche politiche che vengono offerte.
Ovvimanete serve il contributo di tutti, ma se uno non sente la manifestazione propria mi dite come fà a collaborare?? bisogna investire nella scuola coinvolgere i bambini e forse qualcosa cambierà
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Pubblicato da utente anonimo | gennaio 18, 2005, 4:12 PM