Roma, al Parco della Musica imponente repertorio storico
(ANSA) – ROMA, 22 NOV -120.000 volumi, 20.000 foto, 1000 registrazioni di concerti, sono alcuni dei dati della Bibliomediateca dell’Accademia nazionale di S.Cecilia. Inaugurata al Parco della Musica di Roma dal sovrintendente Bruno Cagli, la struttura ha trovato posto in una intera ala dell’auditorium di Renzo Piano in modo da permettere al pubblico la consultazione di archivi, partiture e documenti sonori che costituiscono la riserva di documenti storici dell’Accademia ceciliana, dal 1650 ad oggi mai resi pubblici.
Proponiamo qui il saggio che Lomax pubblicò sul numero 17-18 (1956) di "Nuovi argomenti", l’importante rivista allora diretta da Alberto Moravia e Alberto Carocci. Il saggio era diviso in due e la seguente seconda parte è quella più strettamente inerente al canto folcloristico italiano essendo la prima una trattazione generale sulla musica popolare (il titolo completo del saggio collocava infatti il caso italiano "nel quadro della musica popolare mondiale"). Il saggio ha di che sembrare oggi datato e alquanto schematico, ciò nonostante sembra evidente come Lomax intendesse guardare alle differrenze regionali italiane senza alcun pregiudizio.

Fotografie dagli anni 50 del secolo scorso
Il 2 novembre 2005 si è aperta la mostra di foto in bianco/nero prese sul campo da A. Lomax e D. Carpitella durante la campagna degli anni ’50 del secolo scorso. La mostra è curata da Luisa del Giudice e Goffredo Plastino per conto dell’Istituto Italiano di Cultura in Los Angeles.
Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.
Ecco un disco insolito: pochissime invenzioni o “sperimentazioni”, arrangiamenti scarni, essenziali, pochi colpi a effetto o assoli, eppure un’atmosfera ricca, piena di sfumature emotive, che rimandano alla semplicità della musica tradizionale.
Sarà merito delle voci, dai timbri interessanti e codici propri della musica contadina, più vicine alle voci dei vecchi che a quelle della musica di riproposta.
I brani sono interamente pugliesi: alle pizziche e tarantelle del Gargano e del Salento si aggiungono bellissimi canti di sole voci, imparati tutti direttamente dai vecchi cantori frequentati negli anni.
DANIELE SEPE
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Girovagado nella rete come ormai faccio quotidianamente, mi sono imbattutto (nel sito di www.pizzicata.it che vi consiglio di visitare) in una esilarante classificazione effettuata da Ialma. Ve la ripropongo sul nostro blog.
Le leggi di mercato che hanno sdoganato la piSSIca al grande pubblico hanno creato delle interessantissime categorie antropologiche che potrebbe essere interessante esaminare più approfonditamente. Le ripropongo nei commenti seguenti:
"L’attacco allo spettacolo contenuto nella Finanziaria 2006 provocherà una drastica contrazione delle attività e metterà in pericolo oltre 60 mila posti di lavoro".
Venerdì 14 ottobre manifestazione nazionale di protesta a Roma e chiusura di tutte le attività
MACERATA – La XVII edizione di Musicultura – Festival della Canzone Popolare e d’Autore (già Premio Recanati) ha preso il via, con il nuovo bando di concorso per la selezione dei migliori cantautori ed esponenti della musica popolare emergenti in Italia. Iniziano le selezioni per la XVII Edizione di Musicultura – Festival della Canzone Popolare e d’Autore: dopo Povia (2003), Giua (2004) e Cristicchi (2005) inizia la ricerca del nuovo vincitore.
PRO LOCO DI POFI
ASSOCIAZIONE “MUSICISTI BASSO LAZIO”
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI ROMA TOR VERGATA
PRESENTANO
“La Tarantella Del Gargano“
Concerto del gruppo “Rione Junno”
Pofi – Domenica 2 Ottobre 2005
Piazza V.Emanuele – ORE 21.00
Info : Pro Loco Pofi Tel. 3471098810
Art Director : Benedetto Vecchio Tel. 3394537358
Il Premio Nobel si e’ cimentato, con il suo formidabile grammelot, nell’interpretazione di alcune canzoni ispirate a laudi e canti della tradizione popolare italiana medievale, sorrette da un elegante tappeto sonoro realizzato dalle Nacchere Rosse. Le canzoni saranno contenute in un CD, in vendita nelle edicole il 23 settembre al prezzo di 7,90 euro, in allegato al primo numero di ‘Indie, la musica indipendente’, rivista di Rai Trade ed Helikonia.
"La baronessa di Carini"
| "Vju viniri ‘na cavalleria chistu è mè patri chi veni pri mia! Signuri patri, chi vinistivu a fari? Signura figghia, vi vegnu a ‘mmazzari. Signuri patri, aspettatimi un pocu Quantu mi chiamu lu me cunfissuri. – Habi tant’anni ch’un t’ha confissatu, ed ora vai circannu cunfissuri? E, comu dici st’amari palori, tira la spata e cassaci lu cori; tira cumpagnu miu, nun la sgarràri, l’appressu corpu chi cci hai di tirari! Lu primu corpu la donna cadìu, l’appressu corpu la donna muriu." |
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Voglio iniziare con lo "strano caso" della Baronessa di Carini, e non è un caso, una nuova sezione che chiamiamo "letteratura popolare", ossia quella parte della letteratura che si occupa della poesia popolare, da non confondersi con la poesia dialettale.