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Il Carpino Folk Festival, il Festival di Sanremo, il Premio “Andrea Sacco”, ecc.ecc.

Il Festival di Sanremo, il Premio "Andrea Sacco", ecc.
Sono molti coloro che in questi giorni ci invitano a dire la nostra su argomenti diversi, ad es. Sanremo (ma cosa ci centriamo?) oppure ci invitano ad entrare di petto in polemiche pretestuose e a volte inutili, l’ultima in ordine di tempo sul Premio La Voce del Gargano "Andrea Sacco".
Non è detto assolutamente che l’associazione culturale carpino folk festival debba necessariamente dire la sua su ogni tipo di argomento.
Questa volta lo facciamo e cosi mettiamo un po di ordine.
Il Festival di Sanremo?
Per i temi trattati, ed è un giudizio personale, lo vincono due donne: tra i big, Tosca con "il terzo fuochista" e tra i giovani, Mariangela con la sua "ninna nanna". Entrambi, due testi tipici dei canti popolari su sfondi che riecheggiano la musica dei nostri contadini.
Polemica inutile.
Esiste oppure no una Tarantella del Gargano?
Certamente no.
Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Le chitarre battenti del liutaio Gabriele Orlando alla borsa internazionale del turismo di Milano 2007

Guitar player, Cagnano, Puglia, Italy, August 1954Le chitarre battenti del liutaio rignanese Gabriele Orlando alla 27° Borsa Internazionale del Turismo di Milano, che avrà luogo nel capoluogo lombardo dal 22 al 25 febbraio 2007.
Un tempo la chitarra battente del Gargano era diffusa lungo tutta la Montagna del Sole, da Cagnano a Carpino, da Ischitella a Monte Sant’Angelo, da Mattinata a San Giovanni Rotondo, da Rignano a Peschici e via dicendo. da garganopress

La Comunita’ Montana del Gargano sposa le “bandiere arancioni” del touring club – possibilita’ per Carpino, Rignano e Ischitella

CARPINO. Intesa tra la Comunità Montana del Gargano e il Touring Club Italiano per dotare della "Bandiera Arancione" i comuni garganici dell’entroterra. Tra i "nominati" risultano Rignano Garganico, Ischitella e Carpino. E’ quanto emerso l’altra mattina a Monte Sant’Angelo al termine di un incontro tra il presidente dell’Ente Montano Nicola Pinto e i delegati del TCI Enzo D’Onofrio e Severino Cannelonga. L’idea è quella di dare un sigillo di qualità e garanzia ai tre piccoli comuni, tutti dotati di specifiche peculiarità e rispettosi dell’ambiente che li circonda. La "Bandiera Arancione" è il marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra del Touring Club Italiano. Viene attribuita alle località che soddisfano criteri di analisi correlati allo sviluppo di un turismo di qualità. La valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici sono solo alcuni degli elementi chiave per ottenere il marchio. Il Tci da sempre opera per lo sviluppo del turismo di qualità e per la valorizzazione delle risorse e del patrimonio culturale e ambientale italiano. La BANDIERA ARANCIONE, è uno degli strumenti con il quale il Touring offre ai turisti una garanzia di qualità e alle località uno strumento di valorizzazione. Grotta Paglicci a Rignano, i Cantori di Carpino e le Cruedde di Ischitella saranno utilizzati come "bigliettino da visita" per la decisione finale, che non potrà prescindere dalle decisioni e dalle garanzie offerte da Enti sovraterritoriali come la Comunità Montana del Gargano e il Parco Nazionale del Gargano. Pinto si è detto soddisfatto per la decisione del TCI e ha offerto tutta la collaborazione dell’Ente da lui presieduto, che sarà presente alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano a fine febbraio.
Il Gruppo di Lavoro dell’Ufficio di Presidenza della Comunità Montana del Gargano

Pinto non perde occasione per promuovere il Carpino Folk Festival

Il presidente della Comunità Montana del Gargano, Nicola Pinto, e stato ospite questa sera (13 febbraio 2007), alle ore 18.30, di Radiouno per presentare il Piano Strategico di Marketing Turistico del Gargano agli italiani per il rilancio turistico e d’immagine delle nostre terre e del loro patrimonio materiale e immateriale. Anche in questa circostanza il Presidente, sotto le note della mondanara, non ha perso l’occasione per invitare tutti gli ascoltatori al festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, il Carpino Folk Festival 2007. Ascolta l’intera intervista.

Magazine un programma di Claudio Mantovani dedicato ai viaggi, al costume, alle tendenze, alle anticipazioni sulle mode e sui comportamenti giovanili.

Domani forum e convegno sulle politiche di valorizzazione del patrimonio tradizionale pugliese

Il Comune di Alessano e  la webcommunity Pizzicata.it in collaborazione con Res Tipica Srl – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – con il patrocinio della Provincia di Lecce organizzano ad Alessano (LE), per domani 2 febbraio 2007, il Convegno di Studi dal titolo Puglia terra di musica –
Politiche di tutela e valorizzazione dei patrimoni tradizionali

A partire dalle ore 16.00, interverranno:

Luigi Nicolardi, Sindaco di Alessano
Mauro Alba, Assessore alla Cultura comune di Alessano
Giovanni Pellegrino, Presidente Provincia di Lecce
Sergio Blasi, Presidente Istituto Diego Carpitella
Sergio Torsello. Resp. scientifico Istituto Diego Carpitella
Michele Porcari, Sindaco di Matera, resp. Cultura ANCI e presidente di Res Tipica
Donato Margarito, Consigliere provinciale
Vincenzo Santoro, resp. Ufficio Cultura ANCI
Walter Giuliano, Assessore alla Cultura provincia di Torino
Gianni Rinaldi, Casa Di Vittorio – Cerignola
 
Conclude
Silvia Godelli, assessore alla cultura Regione Puglia

Ci siamo con il Piano strategico di marketing turistico del Gargano

Con il Piano strategico di marketing turistico del Gargano, la Comunità Montana del Gargano si mostra sensibile ai temi posti dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
In questi giorni nella provincia di Foggia si fa un gran parlare di turismo e di "fare sistema", la nostra Associazione è convinta che ogni impulso dato alla cultura induce un effetto economico, di lavoro, di imprenditorialità e di occupazione non affatto trascurabile e poiché ogni investimento nella cultura è un moltiplicatore di interesse del turismo locale e mondiale, con la sua attività è impegnata a raggiungere l’idea che quando si pensa al Gargano il riferimento prioritario sia quello delle mille opportunità che esso offre: risorse storico-artistiche, culturali e ambientali, itinerari, luoghi di divertimento e tempo libero, trasporti, servizi di pubblica utilità, strutture ricettive e ristorazione.
Per questa ragione confida da tempo sul fatto che sempre più il Carpino Folk Festival diventi per la nostra comunità un’occasione di vero confronto tra gli imprenditori e gli amministratori locali cosi come avviene altrove. Confida, soprattutto, che oltre al contributo finanziario (senza il quale la nostra manifestazione non potrebbe esistere), si pongano in essere anche campagne di comunicazione sui network locali, nazionali ed internazionali e sulla stampa; campagne di sensibilizzazione nei confronti del sistema imprenditoriale e delle comunità locali con un intensa e costante attività di relazioni pubbliche che facciano risaltare il ruolo di “volano” del nostro evento; che vengano organizzati incontri e conferenze in collaborazione con un ospite/opinion leader, artisti o soggetti molto noti perché la stampa ne parli; che vengano proposti pacchetti di ospitalità + viaggio (magari proponendo treni con corse speciali e/o un sistema integrato treno più autobus che da tutto il territorio garganico facciano la spola da e per Carpino per tutta la durata della manifestazione); che vengano organizzate fiere e mostre a tema; che vengano attuati strumenti di promozione in loco quali segnaletiche, guide turistiche, mappe e brochure di orientamento al territorio e ai suoi prodotti e che vengano prodotti e distribuiti materiali dotati di appeal, magari con il ricorso ai nostri prodotti tipici.
Leggi il PIANO STRATEGICO DI MARKETING TURISTICO DEL GARGANO

La Bella Che Dormiva – La Ballata Popolare Nell’Italia Del Nord – STRAULINO LINO

Neanche un anno dopo "Blu", Lino Straulino torna tra noi con un’altra piccola perla. "La bella che dormiva" è una raccolta di ballate popolari del nord Italia e in particolare del Nord-Est, cantate in italiano. "E’ un’operazione decisamente demodé – scrive Ignazio Macchiarella nelle note introduttive dell’album – poco attraenti musicalmente (melodie assia semplici, continuamente ripetute) e con i testi sempre quelli su donnelombarde, cecilie e pescatori". Qual è allora il motivo di questo interesse continuo? Il fatto che la ballata è l’emblema del raccontar cantando è il primo passaggio obbligato di chi pensa di aver qualcosa da dire (come dimostrano le ballate politiche o di protesta). Il valore, conclude Macchiarella, sta nell’esecutore. Non son d’accordo quasi in niente col Macchiarella, se non in punto: il valore sta nell’esecutore. E Lino Straulino è un grande performer.

In merito ad una presunta polemica innescata ad arte per boicottare il Carpino Folk Festival

L’Ass. Culturale Carpino Folk Festival con la presente ringrazia il Presidente del Gal Gargano, Nicola Abatantuono, per l’attestazione di stima manifestata nei nostri confronti e si augura, e ne è certa, che saprà distinguere i giornalisti dai giornalai. Infatti l’Ass. ha manifestato amarezza per non aver visto finanziato un proprio progetto a cui tiene in modo particolare, ma nel nostro comunicato stampa (di cui è possibile leggere a questo indirizzo: http://carpinofolkfestival.splinder.com) non vi era da parte nostra nessuna vena polemica.
Quindi precisiamo che la locuzione "boicottare" non è, dalla nostra associazione, mai stata utilizzata, anche perchè sarebbe veramente inopportuna. Essa è stata invece utilizzata da un vero e proprio giornalaio, il solito veramente interessato a boicottare il nostro festival a vantaggio di altre manifestazioni da lui stesso organizzate con evidente conflitto di interessi.

Ufficio Stampa
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

Il GIUDIZIO UNIVERSALE, prodotto dall’etichetta POLOSUD, è il nuovo cd dell’allegro ensemble napoletano Contrabbanda

A quattro anni di distanza dall’omonimo album di debutto, ecco un nuovo disco di cover riarrangiate da una banda di ottoni e percussioni formata da musicisti giovanissimi, una trentina di elementi messi insieme dal maestro Luciano Russo, con la collaborazione e benevola protezione di Daniele Sepe. Questa volta non poteva mancare la magistrale versione della Tarantella del Gargano.
Una banda etno-metropolitana itinerante con un repertorio tra i più vari, divertenti e improbabili, che spazia da Nino Rota a Bob Marley, da Viviani a Prince passando per Jannacci e J. Brown; ed è proprio grazie a questa grande varietà che il nuovo disco la cattura fin dal primo ascolto, un risultato nient’affatto scontato per una banda di ottoni.
La Contrabbanda, nata d’impulso, durante un sogno su un tavolino di piazza Bellini, in un freddo febbraio del 2000, riunisce 26 ragazzi educati alla musica da Luciano stesso in una piscina senz’acqua.
L’ensemble napoletano è composto da non professionisti che suonano però sul serio, studiando e provando ore ed ore mossi da una sola pulsione – l’amore per la musica – ed un unico sogno comune quello di creare una grande banda metropolitana di strada.

La Notte di chi Ruba Donne a Carpino anche senza i finanziamenti del Gal Gargano

Foto di Angelo TundisIl GAL Gargano ha pubblicato le graduatorie dei beneficiari ammessi a finanziamento nell’ambito delle Misure del Piano di Sviluppo Locale. Non c’è il progetto dell’Ass. Culturale Carpino Folk Festival.
Il nostro progetto prevedeva di realizzare nell’ambito della XII edizione del Carpino Folk Festival un omaggio alla Tarantella del Gargano di modo da costringere tutti a rifare i conti con la tradizione di Carpino e dei comuni del Gargano, confrontandola con le tradizioni di altre aree geografiche dell’Italia. L’omaggio si doveva concretizzare nella realizzazione di una serata magica, in cui partendo dalle Terre del Gargano si voleva ripercorrere modi e forme espressive del patrimonio etnomusicale di gran parte dell’Italia che, nella pur grande varietà di espressioni regionali, sono comuni alla storia e alla cultura delle tradizioni popolari.
La serata magica, denominata “La Notte di chi Ruba Donne”, è quella in cui a Carpino si gira (va) per il paese a “fare innamorare le donne alla finestra", la notte dei sonetti fatti a serenate.
È questa la sezione del Carpino FOlk Festival in cui si intende dare ampio spazio alla musica popolare amata dagli studiosi, quella degli autentici interpreti, che in gergo sono definiti, “i cantori” o i “cantatori”. È in questa sezione che si possono realizzare le migliori condizioni per mettere a loro agio gli anziano cantori non abituati alla carnalità del grande pubblico che tuttavia con essi vuole ad ogni costo interloquire.
Niente da fare, il contributo richiesto al Gal Gargano per coprire i costi di questa notte magica non è arrivato – altri sono i progetti considerati prioritari dalla commissione di esperti chiamati a giudicare.
Ma tranquilizziamo tutti, l’Ass. Culturale Carpino Folk Festival pur fortemente amareggiata non demorde "La Notte di chi Ruba Donne" si farà lo stesso, non si può negare a Carpino, ai suoi Cantori e ai loro appassionati questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane. La scorsa edizione de La Notte di chi ruba donne ha registrato un’eccezionale successo di pubblico, portando migliaia di visitatori nel nostro paese testimone della maggior parte delle raccolte etnomusicologiche di maggiore rilievo operate sul Gargano, dando vita ad un’esperienza collettiva unica, che ha messo in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare di questo territorio.
Dite la vostra nella Comunità del Carpino Folk Festival
Foto di Angelo Tundis

Fusco – Conserto Vago – Lonardi – “Villanelle alla Napolitana” (CD – Amadeus AMJ 006-2, Italia 2006)

Sotto la direzione di Massimo Lonardi Conserto Vago propone una scelta di diciotto ‘villanelle’ dall’ampio repertorio risalente alla prima metà del Cinquecento. L’iniziativa, prodotta dalla rivista di musica classica Amadeus (edizione speciale allegata al n. 12/2006 in edicola proprio in questi giorni), presenta una registrazione inedita dell’ottobre 2005 suonata dal gruppo con “l’utilizzo di strumenti antichi suonati secondo la prassi esecutiva dell’epoca” (Lonardi), frutto di una approfondita ricerca “delle fonti musicali, letterarie e iconografiche originali”. Affidate alla voce soprano di Renata Fusco, già nel gruppo di Roberto de Simone, alcune delle villanelle (“Che sia maledetta l’acqua sta matina”, “Madonna tu mi fai lo scorrucciato”, “O vecchia tu che guardi le stelle”…) impongono fatalmente un raffronto con le conosciute versioni rese celebri dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare negli anni settanta (*) e dallo stesso de Simone in questi ultimi anni: e se nella rielaborazione ‘folk’ del grande ricercatore napoletano era risultata assolutamente preponderante l’espressività ‘fisica’ nell’interpretazione, qui è l’esecuzione controllata a caratterizzare i brani, la ricerca di un equilibrio prima formale.
Due concezioni della rielaborazione musicale agli antipodi, entrambe comunque convincenti, sebbene l’operazione di Amadeus, nel tentativo di restituirci “una veste sonora stilisticamente adeguata” (ancora Lonardi) riproponga una volta di più l’annosa questione filologica dell’”originale” e della sua “corretta” esecuzione. Del ‘significato’ stesso dell’iniziativa, dal momento che con essa si intende dimostrare che la ‘villanella’ è forma colta, nata nelle corti e diffusasi in seguito tra il popolo (nel fascicolo che si accompagna al CD la dimostrazione è affidata a Michele Rak) e non popolare, come sembrava acquisito da tempo.
Resta indiscutibile, comunque, che la villanella mantiene ancora oggi intatta la sua straordinaria potenza comunicativa, la sua seducente sensualità profana.
(17 dicembre 2006) Luca Ferrari

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