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letteratura popolare

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A distanza di un mese il resoconto della XI edizione del Carpino Folk Festival.

Oltre 50 mila le presenze complessive e oltre 80 i volontari impegnati. Sono i numeri della 11ma edizione del Carpino Folk Festival forniti dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
L’edizione di questo anno ha fatto registrare il "tutto esaurito" in tutte le sette serate del festival.
La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per questa unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie tradizioni senza cadere in scontati cliché, sono stati alla fine gli ingredienti giusti del successo della XI edizione del Carpino Folk Festival.

"Era difficile uguagliare i numeri delle decima edizione, quella della Reunion – ha detto la Presidente dell’Associazione Mattia Sacco – ma il pubblico, nonostante il rischio di pioggia che ha caratterizzato questa edizione, ancora una volta ci ha premiati e questa undicesima edizione si chiude consegnandoci nuova linfa per poter svolgere e raggiungere i nobili obiettivi che ci siamo posti.
Ora tocca rimetterci al lavoro, non staccare la spina con le istituzioni, in particolare con la Regione Puglia affinché insieme alla Provincia di Foggia, al Parco Nazionale del Gargano, alla Comunità Montana del Gargano e al Comune di Carpino si arrivi a dare stabilità alla nostra manifestazione che con gli anni è riuscita come poche altre ha stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata.
Ormai sono undici anni che mostriamo di saperci fare e di essere la parte sana e attiva del Gargano. Non è da tutti gestire cosi tanti eventi e artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna società di management e di produzioni culturali alle spalle.
Ringrazio tutte le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, le migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino, tutti i ragazzi che volontariamente hanno contribuito con il proprio lavoro, privandosi di un mese di ferie, alla riuscita della manifestazione e infine tutti gli artisti che hanno accettato il nostro invito. Grazie, grazie a tutti."
Ufficio Stampa
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

Carpino: Terra di Esplorazione, Espropriazione e Riappropriazione della propria identità Culturale

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano e il Parco Nazionale del Gargano
e con il patrocinio
dell’Associazione Pugliese di La plata Argentina

è lieta di invitarti al

Convegno dal tema “Carpino: Terra di Esplorazione, Espropriazione e Riappropriazione della propria identità Culturale”– 2 Agosto 2006 a Carpino in occasione della XIª edizione del Carpino Folk Festival

Sponsor ufficiale della manifestazione Birra Peroni

La XIª edizione del festival è la prima dopo la scomparsa del maggiore esponente delle musica popolare garganica: Andrea Sacco. Una lunga vita trascorsa a cantare e suonare la musica della sua terra. Un artista non valutabile né dal punto di vista della poesia "pura", ne tanto meno come "pura" musica, infatti in quanto vero cantore di musica popolare, in Andrea Sacco la musica e la poesia non si sono mai costituiti come mezzi autonomi di espressione. In Andrea Sacco era inscindibile la rappresentazione mentale della poesia, la rappresentazione sonora della musica e la rappresentazione visiva dell’azione drammatica. Il suo canto popolare esprimeva in un certo senso la sua e la nostra esistenza. Una storia unica al mondo.
Per omaggiare questo nostro artista l’associazione ha deciso di organizzare un convegno dal tema “Carpino: Terra di Esplorazione, Espropriazione e Riappropriazione della propria identità Culturale”, che si svolgerà a Carpino il 2 Agosto 2006.
Sull’esperienza di ricerca, sullo studio dei repertori musicali e della cultura che li contiene, sulla loro riutilizzazione, contaminazione e spettacolarizzazione, ma anche sulla destinazione, pubblicazione e fruizione si avverte oggi la necessità di una riflessione e di un confronto.

Ritorna il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

L’ Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano e il Parco Nazionale del Gargano
presenta
CARPINO FOLK FESTIVAL 2006 – XIª EDIZIONE – DAL 31 LUGLIO AL 6 AGOSTO MUSICA E CULTURA DALLO SPERONE D’ITALIA CON I SUOI SPLENDIDI SCENARI STORICI, RELIGIOSI E AMBIENTALI.
Come ogni volta il Carpino Folk Festival si ritrova nella condizione, voluta o casuale, di superare gli standards delle edizioni precedenti. Per quest’anno parla il programma. Dal 31 luglio al 06 agosto Carpino ospiterà decine di artisti che riempiranno di suoni il suo centro storico, secondo la formula consolidata nel tempo di una città totalmente immersa nella musica e nelle tradizioni. Il programma prevede, nelle intenzioni dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival e del direttore artistico, Luciano Castelluccia, un mix di jazz e folk : un occhio all’ ortodossia delle tradizioni, che il festival non intende, nel presente e nel futuro, sottodimensionare, ed un altro ai grandi nomi dello show business del settore, secondo una formula battezzata nel 1996 (l’ anno della prima edizione) e poi successivamente confermata.

Quando sul Gargano c’era lo sciarabba’

Libro di viaggio del 1907 scritto da Beltramelli e riproposto da Giuliani
Un viaggio nel Gargano di inizio Novecento con la penna del giornalista-scrittore Antonio Beltramelli. Sulle su orme si ripropone Francesco Giuliani che ha curato l’edizione moderna del testo scritto dall’autore romagnolo (nacque a Forlì nel 1979, morì prematuramente nel 1930).
Sceso dalla stazione ferroviaria di Apricena (quella lungo la linea del promontorio), lo scrittore-giornalista si sposta a San Marco in Lamis e poi visita San Giovanni Rotondo, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rodi Garganico, Vieste, la Foresta Umbra, la zona dei laghi di Varano e Lesina ama anche Vico, Ischitella, Carpino, Cagnano Varano e Sannicandro. «Ovunque – sottolinea Giuliani – vuole conoscere e approfondire, soffermandosi anche sui mietitori, i pescatori, i poveri che abitano nelle caverne.

Suoni canti e danze dal sud Italia per ricordare il Grande Cantastorie Matteo Salvatore

Il 9 giugno a partire dalle ore 20 presso la Fabbrica del Vapore di Via Procaccini 4 a Milano
Matteo salvatore è stato uno dei più grandi cantastorie di tutto il sud Italia. Ha cantato, l’amore, la morte, la lotta, il lavoro, e tutti gli aspetti della vita della gente, in particolare della Daunia, unendo sapientemente i versi e i suoni della tradizione orale con i suoni e le parole che nascevano dalla sua vita. L’associazione “che non c’è”, cogliendo al volo la disponibilità dell’unico allievo di Matteo, Nicola Briuolo, in collaborazione con Africa-Milano ha deciso di unire i maggiori esponenti dei suoni, dei canti, delle danze e di tutta la Cultura della gente del sud per rendere omaggio al grande Matteo deceduto lo scorso agosto.

Dal Gargano lacrime con lucciole

«Storie» di Joseph Tusiani : Raccolte tute le sue liriche in vernacolo, dal 1955 al 2005
Tutte le parole che avrebbe voluto pronunciare nella lingua materna e che avrebbero potuto perdersi in tanti decenni di emigrazione in America, Joseph Tusiani le ha affidato al suo fertile mondo fantastico. Dal 1955 al 2005 ha pubblicato ben sedici libri piccoli e grandi di poesia dialettale. Che significato ha mai potuto avere per lui scavare le voci del suo dialetto garganico, inseguire tenacemente l’eco di una «matria» lasciata a 23 anni e restituita in suoni e canti che nulla avevano da spartire con la lingua e la cultura anglosassone? Oggi che abbiamo le coordinate di un’intera vita espressiva si scioglie di più il dilemma delle tante strade percorse, si staglia preciso l’itinerario di uno scrittore che accanto all’inglese e al latino (e al più scontato italiano, quindi in un’attiva dimensione plurilinguistica) ha fatto emergere l’alternativa radicale dell’idioma originario. L’istinto artistico ha portato Tusiani a conservare gelosamente il nocciolo duro della sua identità e a farne uno scudo sentimentale e un ponte flessibile nei tanti frangenti della sua lunga esperienza. Non chiusure o ghetti, bensì orti e giardini di memoria esposti all’ossigeno di altri cieli. Storie dal Gargano. Poesie e narrazioni in versi (1955-2005) raccoglie in quasi 1400 pagine di un’elegante edizione rilegata (edita da Quaderni del Sud, finanziata dalla Comunità montana del Gargano – Parco letterario «J. Tusiani», e curata da Antonio Motta, Anna Siani, Cosma Siani), cinquant’anni di affabulazione e incantamento nella lingua più antica, più segreta. Nel libro c’è, caldo di umori ancor vivi, un intero monumento alla memoria ancestrale, ad una dimensione incoercibile dello spirito, non per questo meno miracolosamente dialogante con le vie perpendicolari e tentacolari di Manhattan. Dalla prima raccolta dialettale di Tusiani, Làcreme e sciure («Lacrime e fiori», 1955), all’ultima (diciassettesima!), rimasta inedita fino ad ora, Li lucernèdde («Le lucciole», 2005), si stende una corrente tutta cristiana di intima pietas, con l’autore che, fatto esule dalla vita e straniero ai suoi monti, certifica ancor più questa sua realtà spirituale, questo saporoso e nutriente pane di certezze e di consolazioni. «Ce sta nu cante che m’unneja ‘mpètte» (C’è un canto che mi ondeggia nel petto), scrive Tusiani in Bronx, America (1991), quando più pressante ormai si fa il richiamo della «matria» e dai viaggi di ritorno distanziati nel tempo (a cominciare dal primo avvenuto nel 1954) egli passa all’annuale appuntamento con Via Palude (la piazzetta del centro storico di San Marco in Lamis, dove aveva abitato da bambino e dove ha preso casa durante il suo soggiorno primaverile). È qui che il nostro ritrova la musica del cuore, l’alfabeto primitivo di un mondo che va ricomponendo idealmente con sottile e tenace legame religioso. Risuscitano i riti, le tradizioni, le credenze, i mestieri, i personaggi piccoli e grandi, le movenze e gli abitanti dell’antica natura: tutto si carica di mito, si colora di sacrale memoria e accresce la coscienza di un viaggio nell’alterità. Queste «storie» garganiche di Tusiani sono, appunto, quasi il reportage da un’altra dimensione dell’uomo, la confessione al proprio io di un’altra lingua. Confermano, infine, un’esigenza, quella di non abolire il proprio passato, portando con sé l’identità popolare fino nei tunnel più intricati e alienanti della metropoli. gazzetta del mezzogiorno – Sergio D’Amaro

I DIALETTI D ITALIA PROTAGONISTI A ISCHITELLA

Verso il Premio di poesia “Ischitella – Pietro Giannone” 2006
Ci sarà anche il poeta italo americano Joseph Tusiani, in veste di ospite d’onore, alla cerimonia di premiazione dell’artista catanese Renato Pennisi, vincitore della terza edizione del Premio di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2006. Con la raccolta inedita in dialetto siciliano “Menzi storii” (Mezze storie), il 49enne poeta ha, infatti, preceduto il romano Pier Mattia Tommasino (2°)…

…il friulano Giacomo Vit (3°), il sassarese Giuseppe Tirotto (4°) e Lia Cucconi (5°, con una raccolta in dialetto di Carpi, MO).

Gargano letterario

Ciclo di incontri ad Apricena con gli scrittori Garganici

La libreria Mediabooks di Apricena, dopo la scorsa esperienza dei ‘Giovedì letterari’, si presenta al 2° appuntamento con un nuovo ciclo di incontri, questa volta puntando i riflettori sulla dimensione letteraria garganica.
‘Gargano letterario’ è il titolo della rassegna che intende mettere in luce alcuni nomi tra i cultori e i fautori di questa scuola.
Si tratta di tre appuntamenti in successione con la letteratura e un reading di poesie a cura di C. L. Torelli (voce) e N. Contegreco (piano).
Sulla scia delle coordinate tracciate ad agosto di quest’anno a Rodi, nel corso della ‘Settimana della cultura’ e, per nulla insensibili all’accorato appello di proseguire il sogno interrotto di Filippo Fiorentino sul ‘Parco letterario del Gargano’, la rassegna apricenese si apre proprio con un ricordo dello studioso scomparso e la presentazione dell’ultimo libro ‘l’Accademia degli eccitati viciensi’, ed. del Rosone.

Nuova ipotesi sul canto folcloristico italiano

Proponiamo qui il saggio che Lomax pubblicò sul numero 17-18 (1956) di "Nuovi argomenti", l’importante rivista allora diretta da Alberto Moravia e Alberto Carocci. Il saggio era diviso in due e la seguente seconda parte è quella più strettamente inerente al canto folcloristico italiano essendo la prima una trattazione generale sulla musica popolare (il titolo completo del saggio collocava infatti il caso italiano "nel quadro della musica popolare mondiale"). Il saggio ha di che sembrare oggi datato e alquanto schematico, ciò nonostante sembra evidente come Lomax intendesse guardare alle differrenze regionali italiane senza alcun pregiudizio.

‘A livella (A. DeCurtis – Toto’)

Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

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