La quindicesima edizione del tradizionale concerto di Natale quest’anno si è tenuta a Verona. Dopo le tredici edizioni svolte in Vaticano, nell’aula Paolo VI, e quella a Montecarlo dello scorso anno, quest’anno è stata la volta di Verona.
Il 9 dicembre, al Teatro Filarmonico, Roberto Mennona con Eugenio Bennato insieme ad artisti internazionali si sono esibiti interpretando brani della propria tradizione natalizia e del miglior patrimonio musicale mondiale; a dirigere l’orchestra dell’ Arena il maestro Renato Serio.
Il concerto, presentato dalla conduttrice Mara Venier e stato trasmesso su Rai2 ieri sera, 24 dicembre.
L’elenco degli artisti
Michael Bolton – Niccolò Fabi – Anggun – Eugenio Bennato (Roberto Mennona) – Massimo Ranieri – Ron – Mario Biondi – Giovanni Allevi – Francesco Malapena – Mika Kunii – Gerardina Trovato – Helena Hellwig – Lighea – Ornella Vanoni – Serena Autieri – Matia Bazar – Mattafix – RyanDan – Rev.do Everett Jenkins and The Virginia Gospel Choir – Coro Summertime – I Piccoli Musici – Coro di Voci Bianche "A.d’A.MUS" di Verona diretto dal Maestro Marco Tonini
Roberto Mennona, ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, Andrea Sacco.
Nei concerti di Eugenio Bennato e nei corsi che dirige al Carpino Folk Festival il suo compito è quello di trasmettere le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del gargano.
Natale a Peschici
di TERESA MARIA RAUZINO
Come in tutta la Puglia, per tutto il tempo di Natale, le case di Peschici erano allietate da canzoni sul tema, intonate a varie riprese, da tutti i componenti della famiglia, e in particolare dai bambini. Oggi se ne ricordano quattro, in particolare. Leggi ancora…
Il Gargano ha conosciuto, nel 2007, il momento più nero degli ultimi dieci anni. Devastato dagli incendi boschivi, dilavato dalle piogge battenti, vittima anche di una recrudescenza dei fenomeni criminali legati alla mafia garganica.
Un’emergenza figlia anche delle carenze di un Parco Nazionale ostaggio della politica e incapace di condurre a termine i processi necessari a dotare il Parco stesso di strumenti minimi di gestione.
Il Piano del Parco è latitante, vittima del fuoco incrociato dei comuni, sempre più insofferenti a qualsiasi strumento di pianificazione nella gestione del territorio. Vittima anche del “parolismo” di una gestione inconcludente e troppo attenta alle campagne elettorali nelle quali il Presidente si espone oltre il dovuto per chi rivesta cariche istituzionali. Il Piano nella sua versione definitiva è stato consegnato da più di due anni dalla società incaricata della sua redazione che, a valle di tutti gli studi, le concertazioni e le consultazioni, ha elaborato un documento che merita solo di essere adottato in via definitiva. Cosa che, come è evidente, non accade.
A questo si aggiunge la mancanza di iniziative sul fronte del contenimento dell’abusivismo edilizio: da quattro anni giacciono 500mila euro nelle casse del parco in attesa di essere utilizzati per gli abbattimenti degli immobili abusivi. I soldi non vengono spesi e, nel frattempo, il parco non avanza richiesta per incassare ulteriori somme che il Ministero dell’Ambiente gli ha messo a disposizione. Tutto questo aggravato da irresponsabili dichiarazioni rese dai vertici del parco, evidentemente mirate a tranquillizzare il popolo degli abusivi.
Un Parco drammaticamente inattivo sul fronte dell’accoglienza turistica. Nonostante la propaganda che mira a far credere il Parco del Gargano un modello da imitare, ascrivendo a merito della gestione del parco i flussi storici di turismo religioso legati ai culti di Padre Pio e di San Michele e quelli consolidati del turismo balneare sulla fascia costiera, l’amara verità è un’altra: i centri visite per l’accoglienza dei visitatori del parco sono tutti chiusi,fatta eccezione per quello di Monte Sant’Angelo. Chiuso quello di Manfredonia. Nonostante la società Oasi Lago Salso si sia fatta avanti per una gestione competente, il Parco non si decide per l’affidamento del servizio, e la struttura patisce l’inattività. Ha chiuso i battenti anche il centro visite di Lesina, il primo ad aver iniziato l’attività una decina di anni fa. Non decolla quello di Borgo Celano, affidato a trattativa privata a una associazione vicina al presidente. Non apre più neanche quello di Rodi Garganico, inaugurato in pompa magna. La mancanza totale della rete infrastrutturale di accoglienza turistica del parco è alla base del crollo di occupazione degli operatori dei servizi turistici ed educativi legati alla fruizione dei beni ambientali e culturali del Gargano: delle decine di imprese di servizi fondate negli anni dell’istituzione dell’area protetta ne sopravvivono poche, e con grandi difficoltà.
Una gestione completamente inadeguata e colpevolmente involuta in dinamiche politiche di parte, che purtroppo, in alcuni casi, fanno essere il Parco Nazionale del Gargano il contrario di quello che dovrebbe essere.
Sul fronte della speculazione edilizia le cose non sono più confortanti. Crescono gli interventi di cementificazione selvaggia, con operazioni speculative di grandissima portata, che si affiancano alla piccola speculazione.
Esplode il caso San Giovanni Rotondo con 1400 abusi edilizi tra accertati e presunti, secondo le stime del politecnico di Milano incaricato della redazione del nuovo PUG, che si aggiungono ai 101 alberghi costruiti in deroga nell’anno del giubileo nella città di San Pio, con molti imprenditori che fanno pressione sulla politica affinché sia reso possibile un cambio di destinazione d’uso da turistico ad abitativo. Legambiente è contraria che, dopo uno scempio come quello perpetrato ai danni del paesaggio, si finisca per legittimare, con il cambio di destinazione, la strategia dei furbi.
Saltano agli occhi il caso Monte Sant’Angelo, con un boom edilizio degno degli anni cinquanta in un periodo di evidente decremento demografico, e quello di Cagnano Varano, che decide di non bloccare l’iter che potrebbe portare alla costruzione di due ecomostri senza precedenti proprio sulle rive del lago costiero di Varano. Mattinata, Vieste e Peschici, che continuano ad approvare lottizzazioni in luoghi ambientalmente e paesaggisticamente rilevanti. Con un caso scandaloso come quello di Peschici, in cui si continua ad utilizzare, senza volontà alcuna di procedere all’elaborazione di un nuovo strumento urbanistico, un piano di fabbricazione anni ’70, che prevede l’edificazione indiscriminata, specie nelle aree adiacenti a quelle costiere.
Una novità per quanto riguarda il caso di Torre Mileto, il più imponente abuso edilizio italiano, che con l’approvazione del PIRT da parte della Regione Puglia, dovrebbe subire centinaia di abbattimenti di villette abusive, con azioni di riqualificazione naturalistica e urbanistica dei luoghi. La vicenda dell’abusivismo a Torre Mileto non ha mancato di mettere in evidenza, anche in tempi recentissimi, il sistema di complicità e connivenza tra il popolo degli abusivi e importanti segmenti della politica locale, che hanno sfruttato gli umori degli abusivi a fini elettorali. E’, per questo, importante che non si abbassi la guardia, affinché il PIRT non resti lettera morta.
Nulla di nuovo per quanto riguarda gli ecomostri storici: il Centro direzionale a Baia dei Campi, di proprietà della Regione Puglia e la Masseria Pilota Agropolis di proprietà della Comunità Montana del Gargano rappresentano due monumenti allo sperpero del denaro pubblico e allo sfregio del paesaggio. Vanno abbattuti, senza tentennamenti.
Evidente il ritardo delle istituzioni anche nelle iniziative di salvaguardia dei beni culturali. Nelle vicende dell’abbazia di Càlena a Peschici, dell’abbazia di San Leonardo nei pressi di Manfredonia, del centro storico di Monte Sant’Angelo e del sistema delle masserie fortificate della zona nord del Gargano, specie in territorio di Sannicandro Garganico, Legambiente ha lamentato più volte l’assenza della Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici, che ha giocato un ruolo non del tutto convincente, lasciando mano libera ai comuni ed ai privati.
Nelle aree interne crescono i fenomeni dei tagli abusivi del patrimonio boschivo, la pressione venatoria dovuta al bracconaggio, mentre continuano fenomeni di sconfinamento da parte di allevatori senza scrupoli, che rendono difficile la crescita delle economie sostenibili legate al Parco. Il numero dei forestali nel Gargano è ampiamente sott’organico e resta un evidente mancanza di presidio del territorio interno. Occorrono azioni di più forte contrasto del controllo criminale sulle aree rurali, che rende ancora oggi insicure le campagne e le aree boschive, e finisce per scoraggiare dinamiche di sviluppo sostenibile.
In tutto questo scenario merita particolare considerazione il caso di Manfredonia, un vero campionario di disastri ambientali. Con i ritardi della bonifica della zona ex enichem e la condanna UE per la mancata bonifica delle discariche. La condanna UE per gli effetti della reindustrializzazione voluta con il Contratto d’Area in pieno SIC Steppe pedegarganiche. Gli errori evidenti nelle scelte industriali del contratto d’area, che vedono oggi una parte delle imprese chiudere e licenziare dopo aver incassato i finanziamenti dello stato, e un’altra fetta consistente sopravvivere a stento, a volte anche a danno del rispetto dei diritti dei lavoratori, in un quadro economico globale facilmente prevedibile che avrebbe potuto ispirare iniziative di sviluppo più solide. Non mancano iniziative industriali convincenti sia sul piano economico produttivo che su quello ambientale, ma nel complesso il contratto d’area rimane in una situazione di criticità generale. Sempre tra le iniziative del Contratto d’Area il finanziamento e la costruzione di alcuni alberghi, paesaggisticamente impattanti e poco utili alla collettività, e di due porti turistici a poco più di un chilometro e mezzo l’uno dall’altro che ci si accinge a costruire su un fronte mare che già contiene infrastrutture portuali inutilizzate e fatiscenti. A proposito della portualità di Manfredonia Legambiente si è sempre espressa per la riqualificazione e l’utilizzazione razionale dell’esistente porto di Manfredonia, più che sufficiente per supportare il traffico peschereccio e turistico, se opportunamente ammodernato, e nel contempo ha sostenuto la necessità di rilanciare in tempi rapidi il porto industriale, con l’utilizzo delle aree retroportuali ad esclusivo vantaggio dell’infrastruttura. Il nuovo porto turistico di Manfredonia in procinto di essere costruito risponde a evidenti spinte speculative, alimentate anche dalla presenza di ingenti risorse provenienti dai finanziamenti messi a disposizione dal contratto d’area.
Il quadro è fosco. Speriamo in un futuro immediato capace di donarci novità interessanti. Sul Gargano è importante inaugurare una nuova fase di protagonismo in cui la gente di buona volontà, le imprese, le istituzioni, il mondo delle associazioni contribuiscano alla creazione di una vasta rete virtuosa per promuovere azioni sociali di vasta portata, per alzare il tiro contro il degrado sociale e ambientale del territorio, e contro i fenomeni criminali. Che l’anno 2008 sia quello giusto per risalire la china!
Non ho altri commenti da fare, questo è quanto! Spero solo che non sia un de profundis, ma, come termina il comunicato di Legambiente, un punto da cui invertire la marcia.
Si terrà quest’anno a Castelluccio dei Sauri, dal 27 dicembre al 3 gennaio "Capodanze", il festival di musiche e danze popolari organizzato dall’Associazione Culturale Carovana Folkart, con il patrocinio dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione e del Comune.
Capodanze è un festival da "ballare" e non solo da ascoltare o da guardare. Centinaia i corsisti attesi da tutte le regioni d’Italia e dall’estero. Collaudata la formula: ogni giorno corsi di danze popolari (pizziche, tammurriate, tarantelle, occitane, francesi, greche, balcaniche, ecc.) suddivisi in quattro turni da un’ora e mezza ciascuno per un totale di sei ore di lezioni e, dopo cena, concerti e spettacoli fino a notte inoltrata durante i quali gli allievi ballano insieme ai gruppi folk, ai musicisti e agli insegnanti, anche loro provenienti da tutta l’Italia e dall’estero.
Capodanze si propone come vetrina folk internazionale di musiche, canti e danze popolari della tradizione, che in questa edizione è testimoniata dagli anziani, oltre che da musicisti che dagli anziani hanno appreso direttamente e che con loro continuano a suonare, a cantare, a ballare, nelle feste tradizionali della Campania, del Salento e del Gargano.
Il doveroso omaggio che la provincia di Foggia deve ai suoi due più grandi interpreti della musica popolare, i compianti Andrea Sacco e Matteo Salvatore, è affidato direttamente al gruppo dei Cantori di Carpino, di cui Andrea è stato il principale ispiratore, e a Nicola Briuolo, unico allievo di Matteo Salvatore e che tanto gli assomiglia, oltre che nello stile musicale, anche in quello di vita.
Come sempre il festival non farà mancare ai suoi partecipanti pizziche, tammurriate e tarantelle, eseguite da Cinzia Villani e Ballati Tutti Quanti dal Salento, Damadakà e La Tammorra di Monte Coppola dalla Campania. Per le danze occitane, francesi, basche, ci saranno gli Stygiens, Yves Leblanc, Maurizio Diamantini e Andrea Capezzuoli & compagnia dalla Lombardia.
Potrebbe essere Vinicio Capossela ad intonare per la prima volta "L’uomo del Tavolere", una canzone inedita di Matteo Salvatore, una delle poche scritte in italiano. Un testo che ha anche una musica, ma che per questioni di tempo il cantastorie di Apricena non è riuscito ad incidere. Parole che dimostrano come Matteo Salvatore canti della sua terra anche quando canta d’amore così come quando associa il cuore ad una zolla fiorita di grano e la fine di un amore al sole che se ne va.
A preannunciare il papabile interprete, Enrico De Angelis, presidente del club Tenco Sanremo ieri durante la conferenza stampa di presentazione della III edizione del premio Matteo Salvatore. Non è un caso infatti che il manifesto dell’evento metta in primo piano una cassetta 60, ora in disuso, sulla cui etichetta c’è scritto "L’uomo del Tavoliere", il titolo della canzone che, forse nel 2008, avrà una voce anche grazie a "Suoni dal Mondo", l’agenzia di produzione del Premio Matteo Salvatore. La manifestazione avrà inizio questa sera alle 20.30 al Teatro del Fuoco. Tra i premiati di quest’anno il percussionista pastore Alfio Antico, il guitar degli Avion Travel Fausto Mesolella e Teresa De Sio che ha raccontato Matteo Salvatore anche nel suo ultimo spettacolo dedicato alla musica popolare Craj che, tradotto in film, è stato premiato anche al Festival del cinema di Venezia.
Vico del Gargano con il suo centro storico, è considerato da tutti un "Presepe Naturale".
Visitarlo nell’atmosfera delle feste natalizie sarà la migliore occasione per scoprirlo ed ammirare i tanti presepi allestiti nelle tredici chiese, nella Mostra-Concorso nel Palazzo della Bella e nel centro storico. Sarà possibile visitare l’arte dei presepi tutti i giorni dal 22 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008, dalle ore 18,00 alle ore 20,00 e anche dalle 10 alle 12 nei giorni festivi
Mercoledì 19-
ore 17,30: Auditorium Comunale, in collaborazione con il “Centro Anziani” di Vico del Gargano e l’Associazione vichese dei Cuochi di Capitanata, “W gli anziani”, serata in allegria con gli anziani di… tutte le età.
Giovedì 20 –
ore 10,00: Auditorium, in collaborazione con il “Consiglio comunale dei ragazzi”, “Auguri Malawi”, iniziativa di solidarietà a favore dei ragazzi del Malawi (Africa) con varie iniziative.
ore 10,00: Convento dei Cappuccini: “Greccio come Betlemme” a cura della Scuola dell’Infanzia – Istituto Comprensivo
ore 17,00: Auditorium – “Concerto di Natale” con i ragazzi del Corso di strumento musicale dell’Ist. Comprensivo “Manicone”
Venerdì 21
Bentornato Cinema! Inizio proiezioni presso l’Auditorium Comunale in via Aldo Moro con il film “I Vicerè” di Roberto Faenza.
Sabata 22-
ore 17,30: Palazzo della Bella inaugurazione della mostra- concorso “PresepiAMO a Vico del Gargano” e presentazione della ” Via dei Presepi” itinerario delle 13 chiese, centro storico e non solo.
ore 18,00: In collaborazione con l’ Associazione ‘Giacche Verdi’ e con i suoi Elfi. Tutto il giorno con noi, e gran finale in piazza San Domenico per la gioia dei piccoli e dei. .grandi!
Inizio “Torneo natalizio di tennistavolo” presso la palestra della Scuola Elementare in collaborazione con il Tennis club “Ivan Lendl”.
Domenica 23-
ore 14,30: Campo sportivo “ Monte Tabor” incontro di calcio “Vecchie glorie-Sporting club”, (l’incasso sarà devoluto in beneficienza).
ore 19,30: Parrocchia di San Marco Evangelista “Meditando…sul Natale!!!”, riflessioni e filastrocche, organizzato dai ragazzi della parrocchia.
Lunedì 24-
ore 19,00: Le Confraternite “anticipano” la Nascita cantando nelle vie del paese con “I Bambinelli”;
ore 20,00: Raduno in piazza San Domenico davanti alla “Santa Grotta”;
ore 23,00: Santa Veglia di Natale nelle parrocchie della Chiesa Madre, San Pietro e Paolo (San Domenico) e San Francesco di San Menaio e nelle Chiese del SS. Crocifisso del Convento e di San Pietro (Tabor)
Sabata 29
ore 11,00: Presso la palestra Scuole medie, in collaborazione con la Polisportiva “San Pietro” “Quadrangolare di Pallavolo Femminile”
Venerdì 4 gennaio 2007
– ore 20,00: Auditorium comunale “Concerto di Natale” del trio musicale “Adriatico”; al pianoforte m.° M. Notarangelo, al violino M.° E. Caputo, al violoncello M.° S. Tucci e il soprano Nadia Iannantuoni.
Concerti di Canti Natalizi tradizionali e in dialetto a cura delle Confraternite
13 dicembre Palazzo Dogana Foggia, 1^ Giornata Rete Italiana Cultura Popolare
23 dicembre Chiesa di San Giuseppe, ore 19,00
24 dicembre Piazza San Domenico, ore 20,00
26 dicembre Chiesa del Purgatorio, ore 19,00
28 dicembre Chiesa di San Nicola, ore 19,00
30 dicembre Chiesa della Misericordia, ore 19,00
2 gennaio Chiesa Madonna del Carmine, ore 19,00
5 gennaio Chiesa di Santa Maria Pura, ore 19,00
di Leonarda Crisetti
“Oggi il lago è un deserto – considera un pescatore in un’intervista del 1999 – eppure, basta guardarlo, per immaginare la grandezza perduta. […]. Mi piace ricordare la pesca delle anguille “maretiche” effettuata con il gruppo della Collettiva verso la Foce di Capojale, dove si costruivano decine e decine di paranze per catturare le anguille impegnate a migrare verso il mare. […].
In autunno trecento pescatori associati nel Collettivo iniziavano la pesca delle anguille che si chiudeva nel periodo natalizio. L’acqua era sorteggiata dalla Commissione formata dagli stessi pescatori. Si andava d’accordo allora: si rispettavano le regole e i capigruppo. Si eleggevano anche il corpo di guardia e il corpo di servizio, che ritirava il prodotto pescato e lo portava a Bagno, dove c’erano i commercianti che, rilasciavano la bolletta.
A “Crona”, da “Tranese”, a “Zappitello” c’erano i corpi di guardia con i pagliai costruiti dai collettivisti. Il personale di guardia, trascorreva la notte accanto al fuoco per fare la guardia alle “marotte” piene di anguille. Ogni “marotta” ne conteneva oltre 4 quintali. Queste casse bucherellate e ben sigillate erano sistemate le une accanto all’altra, in fila per 10. Galleggiavano a pelo d’acqua, dopo essere state fissate ad un palo.
Le “marotte” venivano controllate sistematicamente fino al giorno dell’Immacolata, quando gran parte delle anguille veniva pesata e venduta ai commercianti che le portavano sui mercati. Un’altra parte di anguille continuava a stare nelle “marotte”, per essere venduta il giorno della vigilia di Natale: circa 40 quintali erano, infatti, destinati al popolo di Cagnano, che a Natale doveva mangiare anguille e capitoni.
Anche nella nostra cooperativa le giornate sotto Natale erano movimentate: un quintale di anguille veniva regalato, distribuito tra gli amici di Cagnano, di Manfredonia e di Foggia.
L’ultima pesa delle anguille cadeva alla terza “scurda” (novilunio), il giorno di Capodanno. Di tutto questo ora è rimasto solo il ricordo”.
Il piatto della tradizione natalizia: “li gnidde arrestute” e “li sìnepe pe l’agnidde”,
Un antico adagio cagnanese recita:
Natale jè arruate
La marotta amma grapi’
Li gnidde ànna scì.
(È arrivato Natale, bisogna aprire le “marotte” e far uscire le anguille).
La giornata che precede la Natività in contrada “Pannune”, riva sud del lago, era un via vai di gente, persone che raggiungevano la sorgente di “Caperale”, per fare incetta di anguille, che costituiscono tuttora il piatto della tradizione.
“Capetune” e “capemazze”, anguille maretiche e pantanine sono, infatti, anche oggi, preparate arrosto o con la verdura: nel primo caso si scelgono le più grosse, s’incidono lungo il dorso, si sventrano, si lavano accuratamente, si asciugano, si salano e si aromatizzano con semi di finocchio selvatico, quindi si passano sui carboni ardenti [una vera leccornia!]; nel secondo caso si utilizzano anguille di media e piccola taglia, accompagnandole con “li sìnepe”, una verdura dal sapore leggermente amarognolo che ben si sposa con il grasso dell’anguilla. “Li gnidde arrestute” e “li sìnepe pe l’agnidde” costituiscono, dunque, il piatto della tradizione.
Il mercato delle anguille del Varano nel secolo XX.
Il pescato delle anguille ha costituito una voce molto importante della pesca in laguna, seguendo un andamento irregolare. Il mercato delle anguille è passato, infatti, dal 46% del pescato negli anni 1926-1935 al 32% nel decennio 1951/60, ascendendo al 43% nel decennio 1961/70, attestando il 28% negli anni 1971/1985. Dopodichè non si è riuscito a sapere più nulla, a causa dell’allentarsi delle regole e della rinuncia del Comune, sia ad esigere le gabelle, sia ad investire sulla laguna.
Laguna di Varano: il pescato e l’economia
Il lago di Varano, prima, la Laguna di Varano, poi, ha costituito una risorsa non trascurabile dell’economia di Cagnano, come degli altri paesi rivieraschi, Carpino e Ischitella.
Le casse del comune di Cagnano Varano si sono impinguate dai profitti afferenti ai diritti di pesca e alla gabella sul pescato, sia da quelli provenienti da canne, paglie, giunchi e sorgenti. Abbondante anche la pesca di uccelli acquatici (folaghe soprattutto) e di sanguisughe.
Il lago ha rappresentato una risorsa pure per i cittadini, che hanno tratto discreti profitti dalla pesca autunnale, dato che dopo Natale giungevano, puntuali, “il freddo e la fame”.
Il ventennio 60-80 del secolo scorso è stato particolarmente generoso, facendo registrare il maggiore prodotto pescato, che vedeva ai primi posti anguille, pesce azzurro e pesce bianco.
Gli introiti, d’altro canto, spingevano gli amministratori ad investire, col proposito di migliorare, insieme alle condizioni della pesca, quelle dei pescatori. I primi cittadini del paese dovettero, pertanto, prodigarsi periodicamente a realizzare e tenere pulite le foci, a costruire e ammodernare le griglie, a ideare e a realizzare progetti di bonifica, utilizzando anche contributi di altri enti.
Fu così che la laguna fino agli anni Ottanta è riuscita a dare lavoro a diverse centinaia di pescatori e a soddisfare i bisogni materiali di migliaia di cittadini.
Gli anni d’oro poi cessarono, assistendo, insieme al calo del pescato, il decremento del numero degli addetti alla pesca. Dal 1993 i pescatori si riconvertirono in mitilicoltori, spostando gli impianti in mare, senza tuttavia abbandonare la pesca in laguna.
L’autunno 2007 prospetta un bilancio negativo, dato che la laguna sembra essere stata particolarmente avara, … e non solo di anguille, tradendo le attese di numerosi pescatori e cittadini che attivano la pesca. Ogni volta che si recano alle loro “paranze” e visitano i “lupi” (trappole per la pesca delle anguille), la stessa domanda:- Dove sono andate a finire le anguille?
Conferiti, riconoscimenti a imprenditori e maturanti degli istituti superiori Si è svolta domenica 16 dicembre a Peschici, nella sala convegni dell’Hotel D’Amato la cerimonia di premiazione della terza edizione del “Premio A. Saccia” ovvero “ IL GARGANO CHE LAVORA”. La manifestazione ideata e organizzata dal periodico di informazione locale “IL BELVEDERE” ha ancora una volta accolto , nonostante le difficoltà nei collegamenti stradali a causa della nevicata, un numeroso pubblico proveniente dai centri del Gargano.
Sono stati premiati gli imprenditori e anche coloro che con il proprio lavoro hanno dato forza e impulso alla crescita economica e sociale del territorio.
Quest’anno, il Premio è stato integrato, grazie alla sensibilità degli eredi di Antonio SACCIA, l’imprenditore scomparso a cui è intitolato l’evento, da 10 borse di studio che sono tate assegnate ad altrettanti studenti del quinto anno degli istituti superiori del gargano, selezionati da una giuria qualificata in base alla stesura di un elaborato sul tema “TURISMO”, che è stato svolto contestualmente, da tutti i partecipanti nel mese di ottobre.
I lavori sono stati valutati, in base ai concetti espressi da una giuria composta dal prof. Rino CAPUTO, preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Tor Vergata- ROMA, dal prof. Ernesto DI RENZO docente di storia delle tradizioni popolari e antropologia del turismo della stessa università, dalla prof.ssa Maria Fiori Ordinaria di Geografia Economica e Marketing dell’università di Bari, dalla prof.ssa Isabella VARRASO vice Preside della Facoltà di Economia del’Università di Foggia, e dal prof. Rocco Guerra dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Ischitella,che ha anche coordinato i lavori.
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE “ENRICO MATTEI” VIESTE
1)VINCITORE: ILARIA CORSO
ISTITUTO D’ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
“DOMENICO FIORITTO”
2)VINCITORE: MIMMO GIANFELICE
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA
“M. DEL GIUDICE” RODI GARGANICO
3)VINCITORE: DONATELLA SACCIA
LICEO CLASSICO DI VICO DEL GARGANO
4)VINCITORE: ROBERTA D’AVOLIO
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA
“M. DEL GIUDICE” DI ISCHITELLA
5)VINCITORE: MARIA TERESA DE FILIPPIS
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “GENEROSO DE ROGATIS”
DI SAN NICANDRO GARGANICO
6)VINCITORE: SERGIO TOGNARELLI
ISTITUTO “DE ROGATIS” DI SANNICANDRO G. SEDE DI CAGNANO V.
7)VINCITORE: ROSANNA PELUSI
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA “L. FAZZINI” DI VIESTE
8)VINCITORE: VIVIANA DELLI SANTI
LICEO SCIENTIFICO DI PESCHICI
9)VINCITORE: ELIA MASTROMATTEO
LICEO SCIENTIFICO SEDE DI CARPINO
10)VINCITORE: MARIANGELA PINTO
ai giovani maturandi è stato consegnato un personal computer portatile ed una pergamena riportante le motivazioni di merito.
Tutte le opere selezionate saranno raccolte in una pubblicazione di prossima edizione.
La manifestazione è stata allietata da brani eseguiti dagli allievi del conservatorio U. Giordano, musiche di Morricone e Piovani eseguite dalla Prof.ssa Teresa Salvemini al flauto , da Vanessa di Fine al violino, e da Maria Di Blasio al pianoforte, da EriKa Lo Mele alla viola e da Davide Dattoli al violoncello.
Sono intervenuti i sindaci e gli amministratori di numerosi centri Garganici chiamati anche a consegnare le targhe , a sottolineare il valore del Premio e la stima delle rispettive comunità.
I premi “ Antonio Saccia 2007 “ sono andati a :
Angela Traja Notarangelo, Centro Turistico GATTARELLA spa -Vieste-
Benito Ballarini, sala ricevimenti “da Beny” – Ischitella
Libero Mario Carnevale, Villaggio “Ripa” – Rodi G.co”
Carlo Cataneo, “Eurotouring” spa Peschici
Mario Ortore , az. Agricola omonima – Carpino;
Soc. Metal Globo srl, carpenteria metallica – Vico G.no
Soc. Guerrieri srl, produzione fiori secchi – Sannicandro
Soc Coop O.P.M. “Uria”, maricoltura – Cagnano V.no
Prof. Rino Caputo, preside della facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Tor Vergata – Roma-Ischitella-
Associazione cuochi del Gargano e della Capitanata.
Il premio alla “memoria 2007” al maestro Alfredo Bortoluzzi ed il premio speciale del Belvedere a Matteo Delli Muti, giovane peschi ciano che con la sua imbarcazione, nonostante un grave Handicap fisico, ha tratto in salvo numerose persone in pericolo durante l’incendio che ha devastato le pinete di Peschici.
Momenti di commozione al termine della cerimonia quando la sig.ra Libera Saccia , Vedova del tenace imprenditore scomparto, è salita sul palco per ricevere dal sindaco di Peschici, Franco Tavaglione, una scultura bronzea donata dall’amministrazione comunale in segno di stima e riconoscenza.
La prossima edizione del premio sarà ospitata a Vieste.
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| Foto di giuli@ |
Mi auguro che, al più presto, il sito del Comune di Carpino diventi il più possibile trasparente con la pubblicazione integrale di tutte le delibere, di Consiglio e di Giunta comunale oltre che delle Determine dei vari uffici, come avviene in comuni vicini a noi.
Per notizia a di chi sta fuori Carpino, il comitato civico Rinascita ha chiuso per problemi economici e fra non molto, probabilmente, per gli stessi motivi, chiuderà anche informaCarpino, che in questi anni ha cercato, di interpretare e notiziare i cittadini di quello che accadeva nel nostro paese, senza se e senza ma, ne con tizio, ne contro caio; con grande soddisfazione per qualcuno, certamente non per le tante persone che hanno a cuore le sorti del nostro amato paese, alle quali va il mio più incondizionato ed affettuoso ringraziamento. Sarebbe opportuno, per tutti, che usassimo, il nostro cognome e nome, nel dare suggerimenti, idee, almeno via internet. Un abbraccio e Buon Natale e Felice 2008 a tutti i Carpinesi e non, vicini e lontano. Cordialmente Santino Basanisi
Ciao Santino
ho voluto riportare la tua notizia in prima pagina per darne il giusto risalto.
Ti chiedo cosa possiamo fare per evitare la chiusura di InformaCarpino? se si tratta di un problema economico vuoi fornirci le coordinate bancarie di modo che chi vuole possa darti una mano?
Non mi trovo il bollettino che di solito allegate.