Conferenza di fine anno del presidente della Giunta regionale: «Dopo due anni e mezzo la regione è uscita dal tunnel. Nel Sud siamo in testa». Due brutti ricordi: gli anziani morti nell’ospedale di Castellaneta e gli incendi sul Gargano
Nichi Vendola BARI – Dopo due anni e mezzo di governo della Giunta Vendola la Puglia è uscita dal tunnel. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha affermato durante la conferenza stampa di bilancio del 2007 elencando alcuni dei principali fattori di novità e di miglioramento prodotti dalla sua azione di governo. «È l’insieme di questi fattori – ha spiegato – che ci fa dire: siamo usciti dal tunnel» perché «tutti i dati dicono che la Puglia è alla testa di tutte le regioni del Mezzogiorno» anche grazie alla stabilità della giunta regionale: «non c’è nessuna regione d’Italia – ha sottolineato il presidente – che possa vantare questo livello di tenuta della maggioranza». «Credo – ha detto Vendola rispondendo ad una domanda – sia il quadro di più forte stabilità del Paese», a fronte delle crisi che hanno vissuto «tutte le regioni italiane».
Secondo Vendola c’è «una Puglia che può guardare al futuro. Che sta cambiando che è già una Puglia migliore». La Puglia – ha aggiunto – «può uscire, sta uscendo, è uscita fuori dal tunnel». La strada, secondo il presidente, è ancora tutta in salita però «quella del 2007 è una Puglia dove troupe cinematografiche girano coproduzioni internazionali. È una Puglia che sta traendo investimenti da tante parti del mondo che sta diventando regione leader nelle energie rinnovabili, che ha abbattuto del 30% la disoccupazione, che vede il proprio prodotto interno lordo tornare a crescere, mentre prima era stato mortalmente bloccato. È una Puglia – ha continuato il presidente Vendola – che finalmente fa i parchi, tanti: 12 parchi. Cioè sottrae porzioni di territorio alla speculazione. È una Puglia che si occupa della messa a norma nelle scuole, negli ospedali, che prova a civilizzare le proprie strutture, che vede crescere il traffico passeggeri negli aeroporti, come in nessun altra regione: Bari nel 2007 fa + 22% e di Brindisi il +12%, cifre record in Italia».
• «Che cosa mi ha fatto più gioire nel 2007? Tante piccole cose, ma tra tutte la lettera di un precario che mi è giunta nei giorni scorsi. Un padre di tre figli che mi ha scritto che questo è il primo Natale, dopo tanti, in cui sente di poter garantire un futuro ai suoi figli. Questo mi ha fatto pensare: ne valeva la pena» ha poi detto il presidente Vendola.
«Quello che mi ha fatto maggiormente soffrire – ha aggiunto – sono stati due fatti: gli otto anziani morti nell’ospedale di Castellaneta, anziani che volevano guarire e invece hanno trovato la morte, e gli incendi che hanno sfregiato il Gargano».
“Una Provincia capace di raggiungere vette di eccellenza, di dare un volto nuovo alla Capitanata e di rafforzare la concertazione sul territorio”. Con queste parole il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha sintetizzato gli obiettivi raggiunti dalla Provincia di Foggia nel periodo 2003-7 nel corso della conferenza stampa di fine anno alla quale hanno partecipato anche tutti gli assessori e i dirigenti dell’Amministrazione.
Stallone ha ricordato con commozione il momento del suo insediamento, il 3 giugno 2003: “Lo dico con la franchezza che credo mi sia universalmente riconosciuta, non avevo compreso fino in fondo ciò che mi attendeva. Non credevo che le mie giornate sarebbero diventate, da quel momento, di quindici ore filate di lavoro. E, soprattutto, non credevo di poter amare questa terra più di quanto già la amassi. E invece è stato così. Il lavoro non mi ha mai spaventato, io appartengo a quella categoria di persone per le quali l’inattività, anche solo di poche ore, si traduce in noia. Quanto all’amore per questa terra, quella sì, è stata una scoperta di rara intensità. Ho lavorato credendo fino in fondo in ciò che stavamo facendo, ho lavorato con ardore e passione per questa nostra bellissima Capitanata”.
Passando all’analisi dei risultati conseguiti, il Presidente della Provincia di Foggia ha rimarcato come “La Provincia di Foggia ha più di un primato a livello nazionale. Abbiamo raggiunto punte di eccellenza che hanno portato la nostra Amministrazione a svettare tra gli enti intermedi italiani. Siamo stati il primo ente in Italia ad istituire la figura del garante dei minori, siamo la prima Provincia in Italia in materia di servizio civile, la prima in Puglia e la quarta in Italia ad aver stabilizzato un numero così elevato di precari, abbiamo una Biblioteca provinciale che, per moltissimi aspetti, oggi può considerarsi tra le migliori in Italia, prima in assoluto in molti settori”.
Proseguendo Stallone ha sottolineato che la Provincia di Foggia è “stata il secondo ente in Italia ad avere la certificazione di qualità per alcuni nostri settori rilasciata dal colosso americano “Perry Johnson”. Siamo la prima Provincia in Puglia ad aver ottenuto da Moody’Investor service il rating “A2” con prospettive stabili; la prima nel mezzogiorno ad aver emanato un bando per il collocamento mirato dei disabili; la prima in Puglia ad aver avviato corsi di formazione dei dipendenti nell’ottica del trasferimento di deleghe dalle Regioni agli enti intermedi”.
“Inoltre, con i corsi in materia di programmazione negoziata abbiamo fatto della scuola di Pubblica Amministrazione “Francesco Marcone” il punto di riferimento per i percorsi formativi del personale di tutti gli enti locali pugliesi. Abbiamo ottenuto risultati di eccellenza in materia di politiche ambientali, dissesto idrogeologico, rimboschimento e abbiamo trasformato una delega tradizionalmente considerata di serie “C”, come l’agricoltura in una delega di serie “A”. Abbiamo implementato un percorso virtuoso di riforma della tecnostruttura e di riqualificazione del personale. Il Gargano e l’Appennino Dauno sono diventati il cuore pulsante della nostra programmazione grazie ad un’inversione di tendenza che non ha precedenti qui in Capitanata”, ha aggiunto Stallone che ha quindi sottolineato come in quattro anni e mezzo non sia mai stato aumentato il livello delle imposte locali che resta fermo ai parametri del 2003”.
Tra i risultati di grande rilievo raggiunti Stallone ha ricordato “l’assegnazione dell’Authority sulla sicurezza alimentare, l’avvio del percorso per l’istituzione della sede distaccata della Corte d’Appello, lo sblocco dei finanziamenti per il completamento della strada a scorrimento veloce del Gargano, la Padesubappenninica e la Pedegarganica. Così come è stata la Provincia di Foggia a dare il là al percorso di lungo termine che, iniziato con la difesa dei livelli occupazionali dello zuccherificio, è sfociato nella progettualità presentata dalla Sfir per la realizzazione della piattaforma integrata della Capitanata per logistica e servizi”.
“E oggi – ha proseguito Stallone – mi sento di dire che le promesse fatte agli elettori sono state mantenute. Oggi mi sento di dire che, tra un paio d’anni, la nostra provincia avrà un altro volto”. A tale proposito il presidente ha evidenziato “con il global service, abbiamo posto le condizioni per il superamento delle logiche emergenziali e per l’implementazione di una programmazione che avrà i suoi punti di forza nella manutenzione di arterie di interesse regionale, negli interventi per il rimboschimento e per il contenimento del rischio idraulico”.
Sul tema delle infrastrutture per Stallone “la Provincia di Foggia ha saputo costruire un disegno virtuoso di sviluppo. Con pazienza abbiamo posto tasselli di alto spessore e valenza strategica: l’accordo di programma quadro, la pianificazione strategica, il piano territoriale di coordinamento, i progetti integrati territoriali e settoriali, i piani agricolo e ambientale. Infrastrutture strategiche come il porto di Manfredonia, l’aeroporto, il raccordo di frattarolo, l’area Asi di Borgo-Incoronata e tutte le aree produttive della Capitanata, hanno trovato una nuova meritoria collocazione dentro questo ambizioso disegno. Un disegno che punta a valorizzare le vocazioni del territorio e che oggi può vantare risultati notevoli”.
Affrontando una riflessione politica, il Presidente ha rimarcato come “questi quattro anni e mezzo hanno dimostrato in particolare che esiste ancora una politica buona e virtuosa. Una politica che è in grado di produrre risultati concreti per il bene del territorio e dei suoi cittadini”.
Per il Presidente “La Provincia di Foggia ha sfruttato nella migliore delle maniere possibili le prerogative costituzionali di ente intermedio. Uno dei dati salienti è l’inversione di tendenza nel rapporto con l’Amministrazione Regionale. La Capitanata ha ottenuto grandi risposte e notevole considerazione dalla Giunta Vendola. Risposte che sono il chiaro riconoscimento della forza delle nostre progettualità e della nostra capacità di svolgere un ruolo di rappresentanza di tutto il territorio e a tutti i livelli istituzionali”.
Quanto agli investimenti complessivi, il presidente della Provincia ha illustrato che “in quattro anni e mezzo sono stati calamitati, attraverso le nostre progettazioni, investimenti regionali, statali ed europei per 259 milioni di euro. Più di cinquanta milioni di euro (100 miliardi di vecchie lire) all’anno”. Risultati che, secondo il Presidente, sono stati raggiunti “attraverso la capacità di confrontarsi con la Regione e con gli enti locali e di tradurre in orientamenti operativi le istanze del territorio”.
Sulla stabilità dell’Amministrazione Provinciale uscente, il Presidente della Provincia di Foggia ha fatto notare come “l’Ente ha vissuto, qualche banale momento di fibrillazione. Ma, nel complesso, la solidità polita c’è stata. Nel complesso, si può dire che questa sia stata l’unica amministrazione targata centrosinistra a non aver registrato mai autentiche crisi o battute d’arresto. Qui, a Palazzo Dogana, il centrosinistra nella sua interezza ha dato il meglio di sé producendosi in uno sforzo progettuale non comune. Qui in Provincia di Foggia ha saputo tradurre in risposte concrete la necessità di un cambiamento e di una profonda trasformazione virtuosa del territorio e delle sue forze rappresentative”.
Sul riassestamento delle forze di centrosinistra , Stallone ha rimarcato: “Siamo certi che il Pd, così come la costituente socialista e la federazione della sinistra, daranno l’impulso decisivo alla riduzione della frammentazione del quadro politico italiano e al completamento dei processi di riforma e di modernizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione italiana.
Tutto questo, è ovvio nel rispetto, delle formazioni cosiddette minori che qui, a Palazzo Dogana, sono state parte di tutti i più importanti processi decisionali e hanno dato un contributo fondamentale alla realizzazione degli obiettivi di governo”, ha quindi aggiunto Stallone.
Concludendo il presidente della Provincia ha affermato: “Siamo certi di aver ben governato. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche e a continuare e migliorare il buon lavoro svolto in questi anni. Siamo pronti a confrontarci e a raccogliere il contributo di tutti. Siamo pronti a trasformare le speranze più ottimistiche in nuovi obiettivi da raggiungere insieme”.
Stallone ha, infine, ringraziato tutti i suoi collaboratori, gli assessori, i dirigenti e il personale di Palazzo Dogana.
Le ultime notizie che interessano le sorti dell’area protetta più importante della Puglia (una delle più rappresentative dell’intera Italia), evidenziano ciò che da lungo tempo, il Centro Studi Naturalistici Onlus e Pro Natura avevano predicato, era inevitabile che il Ministero dell’Ambiente ponesse attenzione sullo stato di abbandono delle risorse ambientali del Gargano, gli episodi piccoli e grandi occorsi in questi ultimi anni hanno dimostrato la incapacità, ma anche la non volontà a gestire in maniera oculata un parco nazionale.
La diminuzione di unità nel CTA (coloro che devono controllare il territorio), l’abusivismo edilizio, l’illegalità diffusa (dal bracconaggio al taglio del legname), la sostanziale assenza di gestione naturalistica, lo stato di abbandono del Centro Fauna Selvatica, evidente anche solo a vederlo (con casi di illegalità di ordine sanitario vedi la mancata adozione di misure anti influenza aviaria), gli immani incendi che hanno quasi completamente distrutto le uniche pinete italiane pure di Pino d’Aleppo, e poi la mancanza di dialogo e concertazione con le associazioni ambientaliste (come fa un’area protetta a vivere senza il confronto con la società civile, le associazioni ambientaliste, etc.), la mancata adozione del piano come strumento fondamentale per la gestione di un’area protetta, l’immondizia che ormai invade ogni angolo più remoto, i milioni di euro per progetti di conservazione della fauna da liquidare nel giro di qualche mese (è evidente che scientificamente nonchè praticamente, tali progetti non avranno alcun risultato se non quello di spendere soldi), ma l’elenco è troppo lungo per essere descritto in questa sede.
Quello che ci preme è il fatto che, sebbene attualmente il Parco del Gargano è come se non esistesse, la volontà nostra, come associazione che per prima in Italia (Pro Natura) si è occupata della conservazione della natura, sarà tesa a sperare in un nuovo Gargano, dove la natura sia al primo posto, dove non si spendano soldi per sagre (l’ultima gaffe evitata in extremis dal parco prevedeva una serata con cena a base di folaga!!!) o manifestazioni canore fini a se stesse, dove i progetti di conservazione della natura vengano realizzati limpidamente e realmente (vedi lo stato attuale dei progetti PIS sulla conservazione della Fauna a pochi mesi dal loro termine e non ancora realmente attivati e se verranno attuati comporteranno l’ennesimo sperpero di denaro pubblico, quasi 2.000.000 di euro da spendere in meno di sei mesi per ricerche scientifiche, che visto l’esiguità del tempo non saranno affatto scientifiche.
Avevamo più volte chiesto di bloccare tale sperpero è convertilo in azioni di maggiore utilità come l’acquisto di terreni in modo da esercitare una vera azione concreta di salvaguardia. Ma ovviamente, la risposta non si è mai avuta….
Ora ci si aspetterebbe che, da persone responsabili, i vertici del parco rassegnassero le dimissioni, noi non sappiamo che decisioni prenderanno, ma di una cosa siamo sinceramente convinti che questa gestione passerà alla storia per essere stata i peggiore per questa importantissima area protetta e che le azioni intraprese o non intraprese dalla gestione Gatta richiederanno un duro lavoro per essere sanate.
La candidatura sarà presentata il 9 gennaio con altre 5 città Conto alla rovescia per l’ufficializzazione della candidatura di Monte Sant’Angelo nell’elenco dei luoghi considerati patrimonio mondiale dell’Unesco. Si punta a far diventare la cittadina dell’Arcangelo, una città di storia e cultura e per fare ciò, si è intrapreso un percorso comune con altre cinque città: Benevento, Brescia, Cividale del Friuli (Ud), Castelseprio (Va), Spoleto, che come Monte conservano preziose testimonianze della cultura longobarda in Italia. Il progetto è denominato Italia Langobardorum. Centri di culto e di potere (568-774 d.C.. Si tratta dunque una candidatura seriale ed è già stato elaborato un logo comune per le sei città.
La data storica da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 9 gennaio 2008, è infatti prevista per quel giorno la firma dell’intesa istituzionale per ufficializzare la candidatura.Fra poco meno di un mese, tutto il Gargano che conta, in termini di istituzioni e rappresentanti di enti locali (saranno presenti il Direttore Regionale della Puglia, il Presidente della Regione Puglia, quello della Provincia di Foggia, il sindaco del Comune di Monte SanfAngelo, il Rettore della Basilica di San Michele Arcangelo, il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, l’ente montano e il Direttore del Centro di Studi Micaelici e Garganici) sarà a Roma per la firma. La candidatura sarà formalizzata i19 gennaio ma la procedura si concluderà presumibilmente nel mese di luglio del prossimo anno, quando si riunirà a Parigi il Comitato del patrimonio mondiale per le proprie determinazioni. Il complesso preso in considerazione è quello della Basilica di San Michele Arcangelo ed il centro storico del comune garganico. Per sostenere tale candidatura il Comune di Monte, assieme agli altri soggetti istituzionali competenti sul territorio, si impegnerà alla tutela, conservazione, valorizzazione e gestione del monumento e alla creazione di una fascia di protezione attorno ad esso. Una intesa era già stata perfezionata in una precedente riunione tenutasi a Benevento. Per potersi presentare deve avere determinati requisiti: parcheggi, miglioramento del centro storico, qualità dei servizi. «E’ una grossa opportunità per aggiornare e riqualificare la storia di Monte Sant’Angelo», spiega il sindaco Andrea Ciliberti. «La città potrebbe avere un ritorno non solo di immagine, ma anche economico. Le possibilità ci sono. Monte dopo Alberobello e Castel del Monte, anche la Puglia ne guadagnerebbe. C’è stato già un sopralluogo e abbiamo avuto degli incontri- incalza Andrea Ciliberti- Adesso dobbiamo recuperare il tempo perduto. Ma abbiamo la consapevolezza e che Monte Sant’Angelo, rispetto ad altri centri dispone di maggiori riferimenti sui longobardi. Tutto ciò che di micaelitico c’è nel mondo è successivo a San Michele, la cui costruzione della basilica risale al 492 dopo Cristo. Oltre quindici secoli. Infatti nel 92 abbiamo festeggiato il quindicesimo centenario. Dopo le apparizioni».
Il Consiglio del Parco del Gargano difende Gatta
«Gatta non si tocca»: insorgono i componenti del consìglìo direttivo del Parco del Gargano contro il paventato commissariamento del Parco da parte del ministro Pecoraro Scanio. Non ci stanno i membri del Consiglio a subire l’attacco di Legambiente e ad attendere passivamente il minacciato provvedimento di revoca della nomina a presidente di Giandíego Gatta e dì scioglimento del consiglio direttivo da parte del ministro, avvenuto con lettera notificata il 20 dicembre scorso proprio presso la sede dell’Ente di via S. Antonio Abate e passano al contrattacco.
«È chiaro come la luce del sole che le critiche di Legambiente fungono da apripista ad un provvedimento di vera e proprìa epurazione ideologica da parte del ministro Pecoraro Scanio», afferma Franco Tavaglione, sindaco di Peschici e vicepresidente dell’Ente Parco, che aggiunge: «si tratta di un cumulo di addebiti pretestuosi e strumentali mossi ad un parco tra i più dinamici e virtuosi e alla cui presidenza vi è un uomo, Giandìego Gatta, che ha l’unico torto di essere schierato politicamente con il centrodestra, e pertanto inviso al ministro in carica, che non gli perdona l’attacco sferratogli all’indomani del disastroso incendio di Peschici». «La verità è che prima di morire politicamente – gli fa eco Peppino Calabrese, sindaco delle Isole Tremiti e componente della giunta esecutiva del Parco – questo governo vuole disfarsi degli oppositori politici. È da aprile del 2005 che la dirigenza del Parco è letteralmente sotto assedio politico. Non vi,sono mai state risposte adeguate alle nostre richieste di avere più fondi, più personale, più mezzi. Il Parco del Gargano e la riserva marina delle Tremiti sono stati letteralmente abbandonati dagli ambienti ministeriali».
Neanche il sindaco di Lesina, Giovanni Schiavone, si risparmia: «vorrei sapere cosa ha fatto questo governo ed il ministro dell’Ambiente per il territorio lagunare. L’unica politica per la valorizzazione dei prodotti lagunari e per la divulgazione delle nostre eccellenze naturalistiche è stata svolta dall’ente parco. Non ricordo di associazioni ambientaliste che si siano prese cura di promuovere mai il nostro territorio». Luigina Totaro, altro componente della giunta esecutiva del Parco aggiunge che «prima dell’insediamento di Gatta alla presidenza del Parco del Gargano, questo Ente era un pianeta sconosciuto a tutti. Oggi è conosciuto dappertutto, anche all’estero. Non importa se Gatta ha lavorato bene. È la logica dell’eliminazione dell’avversario scomodo. E Gatta ha poi la "colpa" di avere dimostrato che si può fare del bene per l’ambiente anche da centrodestra, demolendo impietosamente un luogo comune che voleva il valore-ambiente appannaggio culturale solo della sinistra rosso-verde. Spero che il presidente Gatta voglia dare battaglia, come è nella sua indole. Avrà tutto il nostro incondizionato sostegno».
Anche il presidente provinciale dell’associazione ambientalista «Ambiente è vita», Primiano Schiavone, altro membro del consiglio direttivo del Parco, preannuncia battaglia contro la paventata ipotesi di comrnissariamento dell’ente.
Intanto Gatta tace, e prepara scritti difensivi. «Parlerò, parlerò, figuriamoci se mi faccio massacrare ingiustamente. Questa volta la partita la giocheremo fino alla fine», dice il presidente.
Fonte Ondaradio.info
Ieri, 27 dicembre 2007, la Soprintendenza ai Beni Culturali della Puglia ha notificato ufficialmente al Comune di Peschici che l’abbazia di Càlena è stata sottoposta a vincolo integrale. E’ una notizia che attendevamo da tempo, visto che eravamo stati proprio noi del Centro Studi Martella insieme a Italia Nostra, a chiedere questa misura, facendo sottoscrivere l’istanza in primis all’arcivescovo Domenico D’Ambrosio e a vari Enti, Istituzioni e studiosi che parteciparono al Convegno “Insieme per Kàlena” svoltosi il 26 febbraio scorso a Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia.
Un passo senza dubbio importantissimo nel difficile iter che vede da dieci anni la nostra Associazione in prima fila per la risoluzione dell’annosa questione.
Lo stato attuale dell’Abbazia, di proprietà della famiglia Martucci, è così descritto nella nostra ultima comunicazione (del 16 settembre scorso) al Soprintendente Ruggero Martines : «Càlena, lo abbiamo verificato l´8 settembre 2007, unico giorno dell’anno in cui è aperta al pubblico per la festa della Madonna, sta cadendo proprio a pezzi. E’ sempre più soggetta a vandalismi e a furti: lo stemma del portale del lato sud, chiuso e interrato, mostra segni abrasivi sui simboli dei Canonici Lateranensi; è appena sparito, nella chiesa nuova, quella con la campata principale en plein air, il lastrone di pietra che chiudeva l’ipogeo della cripta. Se non si agirà nel più breve tempo possibile, la copertura lignea dell’abside crollerà (una trave di legno è in bilico); il campanile a vela, che ospita un prezioso bassorilievo di Madonna orante risalente al 1393 è completamente ricoperto da vegetazione invasiva e sta letteralmente sgretolandosi. La chiesa antica, risalente all´XI secolo, segnalata da Emile Bertaux all´inizio del Novecento per una rarissima tipologia di cupole in asse, divisa in due ambienti separati, continua ad “ospitare” attrezzi agricoli».
E’ dal 1997, anno della sua istituzione, che il Centro Studi “Martella” sta sensibilizzando l’opinione pubblica al recupero dell’antica abbazia dell’872 d.C. Si è fatto portavoce di un forte movimento di opinione che chiede di “salvare dalla lunga agonia di pietra” questa importante testimonianza della cultura della Capitanata e del Sud Italia. Un movimento che ha raggiunto una dimensione nazionale, come hanno dimostrato le migliaia di adesioni alle varie petizioni “Pro Kàlena”, giunte anche via Internet da tutta Italia.
Vari convegni, giornate di studio e il libro/denuncia del Centro Studi Martella “Salviamo Kàlena. Un’agonia di pietra”, hanno posto all’attenzione di tutti la storia millenaria dell’abbazia, dando una visione d’insieme alle varie problematiche, per sensibilizzare le varie Istituzioni alla tutela del monumento, affinché cercassero, tutte insieme, le soluzioni concrete e più opportune per il restauro di questa notevole struttura architettonica.
Per realizzare un sogno: che finalmente Càlena sia restituita alla fruizione collettiva non soltanto dei residenti, ma dei numerosi cittadini del mondo che scelgono il Gargano come meta preferita delle proprie vacanze non solo per il mare incontaminato e lo splendido paesaggio, ma per l’originale storia e cultura di cui è stato protagonista nel corso dei secoli.
Il presidente del Centro Studi "Martella"
prof.ssa Teresa Maria Rauzino
“Un ulteriore tassello che si aggiunge ad altri importanti strumenti per comporre quello scenario di programmazioni necessarie ad attivare una serie di finanziamenti e ridare slancio all’economia di una estesa area sovracomunale”.
Così il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, ha commentato l’atto di ratifica della convenzione firmata da 31 municipalità (tra cui il Comune di Foggia, ente capofila), oltre a Provincia, Parco e Comunità montana del Gargano, sulla pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020”, approvato a maggioranza nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale. Dopo il sigillo di tutti i 31 consigli comunali, può avviarsi il processo di pianificazione che riguarderà un’area della provincia di Foggia che si estende su 4.691,45 chilometri quadrati di superficie e che è popolata da 541.925 abitanti.
L’ obiettivo è ottimizzare le politiche di investimento pubblico e privato e ridurre le situazioni e le condizioni di sviluppo ‘frammentato’ che caratterizza la Capitanata, nonché garantire una forma di sviluppo sostenibile, ossia attento agli aspetti sociali ed ambientali, oltre che economici. La pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” coinvolge le città di Apricena, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Cerignola, Chieuti, Foggia, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Ordona, Orta Nova, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, San Severo, Serracapriola, Stornara, Stornarella, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.
Splinder (26/12/2007) L’opera di Domenico Sangillo analizzata dalla critica d’arte Santa Fizzarotti Selvaggi in una pubblicazione dell’Università degli Studi Bari interamente dedicata al grande artista di Rodi Garganico, insignito del “Sigillo d’argento” dell’Ateneo barese Leggi ancora…
INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALE ESTENSIVE CON TECNICHE DI INGEGNERIA NATURALISTICA PER IL RIPRISTINO DELLA VEGETAZIONE DUNALE E CONTRO L’EROSIONE EOLICA DELLA PREDUNA DEL LAGO VARANO
Obiettivo principale dell’intervento : contrastare fattori di degrado di natura meteorica e biotica, nonché di natura antropica, con le finalità di: ricostruire l’integrità del corpo delle dune e della loro efficacia; – difesa dei complessi turistici e dei coltivi a ridosso dei cordoni dunosi dalla minaccia dell’azione eolica; – riqualificazione dell’area dal punto di vista paesaggistico ed igienico-ricreativo; contenimento dell’arretramento della linea di costa.
Importo: € 335.105,86 – scarica bando

L’anno, l’ottavo del Terzo millennio, che sta per far sentire il suo primo vagito, dovrà rappresentare una svolta per il Gargano, se non vogliamo che la forbice tra sviluppo e perdita di posizioni, si allarghi sempre di più. Sviluppo al quale dobbiamo guardare con la consapevolezza che è legato a opportunità che, fortunatamente, sono ancora alla nostra portata ma che se non sapremo cogliere diffi cilmente potremo recuperare nel futuro immediato il terreno che, oggi, sta scivolando sotto i nostri piedi.
L’equazione è presto fatta. Se altre realtà viaggiano a “velocità della luce” e noi, al contrario, siamo ancora affezionati ai tempi scanditi da orologi “d’epoca”, continueremo a non comprendere il perché di una svolta da sempre auspicata ma ancora di là da venire. Siamo troppo legati ad un modello di sviluppo che, in parte, ha deluso le aspettative di quanti auspicavano una crescita in termini di cifre pesanti per le popolazioni della “Montagna del sole”. Purtroppo, quel modello trovava la sua centralità in una proposta che aveva più punti deboli che pilastri solidi.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un turismo che consuma e si consuma nell’arco di tempo di pochi mesi. Una vacanza “mordi e fuggi” che ha penalizzato un territorio, ferendolo proprio in quelle che erano (e sono) le sue peculiarità. Parliamo di un ambiente unico; di una costa tra le più apprezzate; di un entroterra da sogno; di una vegetazione che soltanto menti distorte possono voler cancellare, con i suoi colori e i suoi profumi; di un patrimonio culturale mai abbastanza valorizzato, se non proprio seppellito sotto l’indifferenza.
Tutto questo ha fatto sì che per il Gargano si spegnesse quella luce di speranza che per tanti ha rappresentato il punto di partenza per un percorso virtuoso. Oggi, siamo a leccarci le ferite inferte al nostro patrimonio, senza che si sia fatto nulla perché ciò non accadesse.
Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e “ridisegnare” un nuovo modello di sviluppo. Per far questo è necessario che si esca dall’improvvisazione. Diversamente, si commetterebbe l’ennesimo errore che, già in partenza, consumerebbe qualsiasi idea e risorsa. Occorre ritornare alle radici della nostra storia per ripensare al nostro patrimonio come ad un “unicum” al quale guardare con rispetto sì, ma anche con molta concretezza.
Torniamo a ripetere che abbiamo risorse ed energie per risollevarci da una sorta di indifferenza, come se tutto ciò che ci ruota attorno non ci appartenesse o, ancora peggio, che non ci toccasse più di tanto. E’ vero esattamente il contrario. Non crediamo che, dal 24 luglio a questa parte, cioè a distanza di ben sei mesi, le cose siano cambiate più di tanto, nonostante promesse e garanzie date con tanta generosità, da quanti, in quei giorni, s’avvicendavano sul palcoscenico dei media. Ma non possiamo neppure sottacere che, da parte di amministrazioni comunali, ente parco, comunità montana e, chi più ne ha più ne metta, siano state fornite testimonianze tali da far ritenere che la “lezione” sarebbe servita a far sì che si creassero le sinergie da sempre invocate. In poche parole, che, fi nalmente, si parlasse una “sola lingua” e che, tutti insieme, si adoperassero per gettare le basi per la nascita di un nuovo “Progetto Gargano”.
Vorremmo continuare a credere che ciò che, fi nora, non c’è stato, possa concretizzarsi nel prossimo anno. Se così fosse, sarebbe il più bel regalo per il Gargano e le sue comunità.
da
Il Gargano Nuovo

Le temperature scenderanno oggi fino a meno sette sul Gargano, zero gradi invece lungo la costa. Non accenna ad allentare la sua morsa il gelo che in queste ore ha colpito la Puglia. Per oggi si prevede cielo nuvoloso con neve soprattutto nelle zone interne. Forti venti dal nord est.
«Le temperature scenderanno ancora al di sotto della media stagionale soprattutto a Monte Sant’Angeto sul Gargano», spiega Antonio Laricchia, colonnello dell’ufficio metereologico dell’aeronautica di Gioia del Colle. I primi miglioramenti si cominceranno a vedere da domani mattina: continueranno le piogge su tutta la regione con temperature molto basse, ma terminerà l’emergenza neve anche nelle zone più interne.
Secondo le previsioni, il bel tempo tornerà a partire da mercoledì prossimo e durerà almeno fino al week end. «Si preannunciano – conclude Laricchia – ampie schiarite su tutta la regione almeno fino a sabato».
A Carpino aperti i cancelli dello stabilimento sciistico con tanto di skypass direttamente dalla piazza principale. L’unico stabilimento del Gargano, aperto subito dopo le ultime elezioni amministrative, è preso d’assalto fin dalla prime ore del mattino per la gioia dei grandi e dei piccini.
Proprio un ottima inziativa, mai si erano visti tanti turisti da queste parti. Il tragitto preferito dagli habitué dello stabilimento è quello lungo 9 km da un manto bianco morbidissimo che parte dalla località “Lardicchia” e attraversando tutto Pastromele porta le migliaia di sciatori in soli 27 secondi in località Marasciallo per un breve rallentamento in una zona calda e accogliente e poi, dopo la dovuta visita alla caratteristica chiesetta della Santa Croce ci si infila nella via che porta fino a Piazza del Popolo. Qui vi aspettano i Cantori con le loro arcaiche tarantelle.
Ma la parte del tragitto più tortuoso inizia a questo punto quando si prende la discesa detta di “Sciaquett” dove tra locande e ristori vari si viene tentati dalle mille leccornie natalizie locali, fino alla fontana di “Sgrambin”.
La discesa termina in località “Piano” dove gli scavi del 1953 portarono alla luce le terme e la necropoli altomedievale della villa romana di Avicenna.
Cosa consigliamo per questa stagione invernale? Naturalmente, una bella ed economica settimana bianca per sciare, per godersi il sole caldo del Gargano, per ammirare il panorama incredibile dei nostri laghi.
Un soggiorno all’insegna delle tradizioni culinarie, del confort e del relax in un elegante hotel di Carpino è quello che vi occorre per ritrovare la carica e iniziare con grinta il nuovo anno che è alle porte.
Carpino è diventata, senza ombra di dubbio, una delle mete più gettonate dei turisti che amano le vacanze sulla neve. Nota a tutti per essere “il paese dei cantori” e la “porta nord del Parco Nazionale del Gargano”, Carpino vi aspetta con il suo mercatino di Natale, il Presepe e per sciate indimenticabili lungo le pendici di Pastromele.
Ma il Sindaco di questo piccolo paese, contrariato da questo successo tutto suo, intima “La dovete finire di attribuire a me questa tragedia, – poi rivolto ai singoli visitatori – la gente di Carpino sale tutta sul Comune a protestare ed è da questa mattina che non riesco a fare null’altro. Siete in un luogo dove il silenzio è sacro e dove tutti devono rispetto“. Da sindaco che non si lascia passare neanche una mosca sotto il naso dà ordine e disciplina alle 5 lunghissime fila di Snowboards. Contestualmente rivolgendosi a noi giornalisti ci invita a scrivere di far sapere agli italiani di rimanere a casa e di non mettersi in viaggio per Carpino in quando “il pane e pomodoro è ormai finito e il companatico rimasto è solo per i paesani che vivono nel paese. Sono loro i miei elettori e per loro metterò al bando chiunque disturba la nostra quiete pubblica“.
Incredibile a credersi, questa cittadina, famosa per le sue tradizioni popolari, oggi si trova a combattere con il turismo di massa e i suoi problemi. Nessuno lo avrebbe detto solo qualche mese fa, neanche l’attuale amministrazione artefice di questo progetto, ma siamo convinti che non si deve assolutamente perdere questa nuova occasione per il benessere e l’economia di tutta la Capitanata, almeno cosi la pensano i colleghi Sindaci di Monte S. Angelo, San Giovanni Rotondo, Peschici e Vieste che assistono da lontano questa inaspettata ondata di turisti : siamo solidali con i cittadini di Carpino e non li lasceremo soli, per la prossima stagione invernale effettueremo tutti gli investimenti necessari per svuotare Carpino da questi vandali della neve, anche perché questa ridente cittadina non è proprio adeguata a questo tipo di sviluppo.
Promesse d’aiuto arrivano anche dal presidente del Parco del Gargano. Con tutti gli investimenti che stiamo operando a Vieste e Manfredonia, non doveva proprio accadere quello che si sta verificando a Carpino. E’ una vera sciagura. Carpino e i Carpinesi non sono preparati, troppo legati alle tradizioni per poter sopportate questo tipo di turismo. Adesso speriamo solo che questa gente non si riversi nei paesi immediatamente vicini, penso a Cagnano, Vico, Ischitella. Il progetto di Carpino si è mostrato vincente, ci ha mostrato come il Gargano può competere con le alpi e gli appennini per il turismo invernale ed allora dobbiamo esportare lo stabilimento a Peschici e poi a Vieste fino a Mattinata. Per questa stagione quello che possiamo fare è organizzare altri grandi eventi lontano da qui. Ormai si pone il problema del riflusso dei turisti dall’entroterra al mare, bisogna riequilibrare la situazione nel più breve tempo possibile. Il Governo e la Regione Puglia ci devono dare una mano è da tempo che dico che abbiamo bisogno di Canader, se ne fossimo dotati potremmo spostare tutta questa gente in poco tempo e in un tempo ancora minore potremmo far sciogliere tutta questa neve.
Ancora una volta siamo lasciati soli, conclude il sindaco di Carpino, adda veni baffone!
dal nostro inviato Saverio Seer Lenga : Buon Natale a Tutti