Pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione n. 176 supplemento del 13 novembre 2008 l’Avviso n. 3/2008 per il finanziamento di borse di studio post lauream, in favore di studenti pugliesi che intendano completare la loro formazione nelle Università di Adelaide, previsto dal Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo 2007-2013.
L’intervento rientra in una serie di iniziative finalizzate ad incentivare la mobilità fra studenti, ricercatori e personale docente ed a sostenere progetti di ricerca su aree tematiche strategiche di interesse comune per la Regione Puglia e il Governo del Sud Australia che, da tempo, intrattengono rapporti diplomatici e di collaborazione.
Le risorse disponibili per l’intervento ammontano a 250.000,00 euro. La Regione riconoscerà una borsa di studio, al lordo delle ritenute fiscali, pari a 41.666,00 euro.
I soggetti in possesso dei requisiti richiesti dal bando devono far pervenire la domanda di finanziamento alla borsa di studio entro le ore 12,00 del 2 dicembre 2008, completa di documentazione e con le modalità previste, ai seguenti indirizzi:
– a mano oppure con corriere espresso a:
Regione Puglia
Assessorato alla Formazione Professionale
Servizio Formazione Professionale
Viale Corigliano n. 1 – zona industriale
70123 Bari
– tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a:
Regione Puglia
Settore Formazione Professionale
Casella Postale n. 5 c/o Ufficio Bari 8
Via Matteotti
70121 Bari.
Tutti i dettagli sui criteri e le modalità per la partecipazione sono contenuti nell’Avviso disponibile in questa pagina.
Ulteriori informazioni sono reperibili nella sezione FAQ del portale http://formazione.regione.puglia.it o possono essere richieste:
– all’indirizzo di posta elettronica sudaustralia@regione.puglia.it
– al numero telefonico 0805405430
– presso gli uffici del Servizio Formazione Professionale – viale Corigliano n. 1 z.i. Bari – nelle giornate di martedì e giovedì dalle ore 10,00 alle ore 13.00.
Il Global Service stradale è ormai roba passata. Vito Guerrera lo aveva detto prima della vittoria alle elezioni e oggi, da assessore ai Lavori pubblici ha mantenuto la promessa.
Il progetto è stato “congelato” e il fondo di due milioni di euro stanziato ad hoc dal suo predecessore Antonello Summa è stato per interventi d’urgenza su alcune strade del Subappennino. Un milione di euro vanno alla S.P. 130, per il tratto che collega Roseto Valfortore alla Campania, 500mila euro per la sistemazione di una grossa frana sulla S.P. 125, alle porte di Faeto. Gli altri 500mila se li divideranno la S.P. 136 bis, nel tratto che collega Monteleone di Puglia al confine campano e il ponte sulla S.P. 13,vicino Lucera. Nessuna reazione dal Pd né da altre voci della minoranza. Antonio Prencipe, capogruppo dei democratici, però si è detto preoccupato della poca attenzione nei confronti del Gargano.
Oggi, Rocco Ruo della lista del presidente, eletto nel collegio di Carpino, risponde al collega. “Ho letto che Prencipe ha parlato di un abbandono da parte dell’amministrazione provinciale della strada tra Carpino e Monte Sant’Angelo. Io credo che il collega consigliere non si sia reso conto che la campagna elettorale si è conclusa da tempo e che ora a governare è Antonio Pepe e la sua nuova giunta”.
Fa specie continua Ruo “che Prencipe si ricordi ora delle aree interne del Gargano e dei loro problemi di viabilità. Proprio lui che fa parte di una coalizione che quando ha diretto Palazzo Dogana ha dimenticato un paese come Carpino”. Non un soldo è stato speso per quella zona dice il consigliere di maggioranza. “Al contrario nostro. Guerrera si sta apprestando a stanziare in programmazione i fondi necessari per la Carpino Monte Sant’Angelo”.
Ma che ci sia una particolare attenzione per il Subappennino Ruo lo riconosce. “E’ normale che si guardi alle zone abbandonate dei Monti Dauni, ma siamo estremamente attenti anche al resto del territorio, e lo vedrete con la pianificazione della manutenzione ordinaria della rete viaria”.
Francesco Bellizzi
Presa di posizione dell’amministrazione comunale delle Isole Tremiti sulla possibilità di realizzare un ponte in legno sull’arcipelago diomedeo. Per il sindaco Peppino Calabrese, le priorità sono altre, ad iniziare dalla difesa del suolo e dal rilancio della Riserva Marina.Di seguito il video:
http://www.corrieredelgargano.it/multimedia/video/Rispostasindacosuponteisoletremiti-GTV-.wmv
corrieredelgargano.it
Il 10 Novembre, in occasione del compleanno di sua maestà la Regina Elisabetta II, inizieranno a San Giovanni Rotondo, nel Parco Nazionale del Gargano, la piantumazione dei primi cinque alberi del piano di rimboschimento donato al nostro territorio.
L’idea nasce nel 2004 proprio dall’Ambasciata Britannica in Italia che decise di organizzare un gruppo dedito alle tematiche di tipo ambientale. Il progetto chiamato "Think Green " deve sensibilizzare alla tutela del territorio e incoraggiare altri enti ad attuare programmi di tutela ambientale e di rimboschimento al fine di ridurre e compensare i gas serra emessi dal territorio italiano.
L’iniziativa è stata promossa, infatti, oltre che dalla Ambasciata Britannica a Roma, anche dal Dipartimento di Protezione Civile e dai consolati Britannici presenti a Bari, Napoli e Milano. Il progetto rientra nel più ampio piano di rimboschimento e di sistemazioni idrauliche e forestali che interessano il Vallone Portomisuso, già attuato dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano.
Alla manifestazione sarà presente il capo del dipartimento di Protezione Civile, il sottosegretario Guido Bertolaso, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano Giampiero Gatta e tutte le autorità del luogo. Parteciperanno, inoltre, associazione di Protezione Civile: Gamma 27 di San Giovanni Rotondo, l’Unione Garganica Radio 27 di Monte Sant’Angelo, la PASER di Manfredonia, Radio Club Marconi di Foggia e S.M. 27 di San Marco in Lamis.
ildiariomontanaro.it
Oltre al Gargano che tutti conoscono per le attrattive turistiche e la sacralità dei siti religiosi, esiste un altro aspetto di questa montagna meno noto. E’ il Gargano carsico, con le sue nude distese di bianche rocce calcaree, i caratteristici altopiani a doline ed il suo affascinante mondo sotterraneo.
Monte Spigno (Gargano).
Il promontorio del Gargano è costituito da un’impalcatura di rocce calcareo-dolomitiche riferibili principalmente all’Era Mesozoica. Lo sviluppo del carsismo ha caratterizzato il Gargano con una serie di morfologie epigee e profonde quali valli carsiche percorse da brevi corsi d’acqua a regime torrentizio, ampie conche carsico-tettoniche (denominate polje), estesi pianori a doline (superfici d’altipiano crivellate da centinaia di depressioni chiuse), campi solcati (aree contraddistinte da una moltitudine di solchi paralleli tra loro), grotte e voragini.
Doline in località Piana della Grava (S. Giovanni R.)
Oltre quanto ci è dato vedere alla luce del sole, i territori carsici celano nel sottosuolo un mondo sconosciuto e misterioso, talvolta molto suggestivo, sempre comunque in netta antitesi con l’ambiente esterno. Le grotte carsiche, infatti, sono caratterizzate da un paesaggio quasi del tutto minerale, immerso nel buio più assoluto, dove l’acqua che all’esterno scarseggia, si rinviene in abbondanza. Nel Gargano si conoscono attualmente oltre 700 cavità naturali comprese le grotte costiere. Le manifestazioni carsiche ipogee sono diffuse praticamente ovunque, ma le più interessanti sono ubicate nel settore centro occidentale del Promontorio, laddove il carsismo profondo è correlato alla presenza di estesi campi di doline. Tra le doline del Gargano quella di "Pozzatina" (a sud di San Nicandro Garganico) è senz’altro la più imponente e spettacolare. La conca, che misura un perimetro di circa 1.850 metri ed ha una profondità di oltre 100, è la più profonda dolina pugliese ed una delle maggiori d’Italia.
Dolina Pozzatina (S. Nicandro G.co).
La stragrande maggioranza delle grotte garganiche presenta un andamento prevalentemente verticale e si sviluppa in accordo con le principali lineazioni tettoniche che interessano il Promontorio. La più importante tra tutte è la Grava di Campolato (presso San Giovanni Rotondo), la cavità naturale più profonda sinora esplorata in Puglia. E’ costituita da un pozzo iniziale profondo 100 metri da cui si stacca un’alta e lunga galleria meandriforme intervallata da ampie sale, laghetti ed altri salti minori. La grotta s’inoltra nel sottosuolo per oltre un chilometro raggiungendo la profondità di
-303 metri dal piano di campagna.
Grava di Campolato (S. Giovanni R.). Sala alla base del P. 100 iniziale.
Nel territorio di San Nicandro Garganico si apre l’imbocco di una delle cavità più suggestive e spettacolari dell’intero Gargano: la grotta di Pian della Macina. Una galleria giunge alta su un’ampia caverna in cui si scende tramite un pozzo-scivolo profondo 15 metri. La sala è adorna di stupende concrezioni stalatto-stalagmitiche, colonne e drappi. Al termine della caverna, un angusto passaggio tra le concrezioni, consente di giungere nell’ultima parte della grotta: un autentico scrigno d’incomparabile bellezza, sia per la purezza delle concrezioni, sia per la tipologia (si tratta principalmente di stalattiti eccentriche e infiorescenze costituite da grossi cristalli di calcite)
Grotta Pian della Macina (S. Nicandro G.)
Presso San Marco in Lamis si apre la grava di Zazzano, maestosa cavità caratterizzata da un grandioso imbocco che sprofonda nel buio e che da sempre ha suscitato interrogativi e curiosità nei locali. Il grande pozzo è profondo 95 metri e immette in una galleria suborizzontale che prosegue per oltre 60 metri.
Grava di Zazzano (S. Marco in Lamis).
La grotta dei Pilastri, presso Rignano Garganico, è il relitto di un ben più esteso sistema sotterraneo cui apparteneva anche la vicina grotta Paglicci, l’importantissimo sito preistorico noto soprattutto per le sue pitture parietali paleolitiche. La grotta di Montenero, presso San Marco in Lamis è una della più famose e conosciute cavità naturali del Gargano.
Grotta di Montenero (S. Marco in Lamis).
Un’ampia descrizione di questa grotta risale ai primi dell’Ottocento. Ne la "Fisica Appula" (1806), Padre M. Michelangelo Manicone da Vico del Gargano scrive: "Evvi poi nella Difesa della regia badia di San Marco in Lamis una grotta che riesce gradevolissima agli occhi del viaggiatore. Chiamasi la grotta di Montenero. E’ lunga un miglio e mezzo in circa, è divisa in molti cameroni e si passa da un camerone all’altro per larghi buchi. Le volte e le pareti di detti cameroni sono rabescati di stalattitiche concrezioni le quali formano gallerie, cupole, teatri, mammelle, alberi ed altre bizzarre figure. Dentro quest’antro evvi una fresca e dolce acqua che distilla dai sassi, io la bevvi nell’arsa ‘state e, sovvienmi che riuscì gustosa al mio palato". E poi ancora l’abisso Cinese (-120 metri), il buco del Serpente (-160 metri ), la grava di Coppa Grande (-120 metri), l’abisso delle Volpi (-120 metri), nonché importantissime grotte archeologiche quali ad esempio la grotta Scaloria (Manfredonia). L’elenco è lungo ed ogni anno si arricchisce di nuove scoperte.
In questo contesto il Gruppo Speleologico Dauno ONLUS di Foggia opera da circa un trentennio, sempre animato da una grande passione e con obiettivi primari quali lo studio e la ricerca, la tutela dell’ambiente carsico, la denuncia di situazioni a rischio e, soprattutto, la diffusione della speleologia. Con pubblicazioni, mostre, convegni e corsi, il Gruppo Speleologico Dauno ha ottemperato e ottempera alla sua vocazione primaria di far conoscere, nel territorio del Parco Nazionale del Gargano ed oltre, le straordinarie bellezze e le peculiarità
fonte:http://digilander.libero.it/gsdauno/gsd/legrotte.htm
e noi andiamo alle grotte di castellana in gita….riflettere gente…riflettere!
Bando di Unioncamere Puglia, CCIAA di Foggia e Isnart
Un marchio che certifichi in Puglia la buona "Ospitalità Italiana". E’ un’iniziativa di Unioncamere Puglia e della Camera di Commercio di Foggia, in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ricerche turistiche (Isnart), nell’ambito di un progetto co-finanziato dal fondo di perequazione nazionale di Unioncamere. Possono concorrere a richiederlo hotel, masserie, ristoranti, agriturismi operanti nella provincia di Foggia.
Il marchio "Ospitalità italiana", nato nel 1997, ha l’obiettivo di valorizzare il settore turistico pugliese attraverso la conoscenza, la crescita e l’innovazione dei servizi offerti e conferisce all’imprese che lo ottengono un significativo ritorno sia in termini di immagine che di qualificazione delle strutture turistiche operanti sul territorio.
Copia integrale dei bandi e moduli di adesione al progetto sono disponibili sui siti: http://www.unioncamerepuglia.it e sul sito camerale http://www.fg.camcom.it.
Le adesioni possono essere presentate alle Camere di Commercio di competenza secondo le modalità contenute nei bandi entro e non oltre il 31 ottobre 2008.
A chi rivolgersi:
dott. Michele Tamburrelli
Via Dante Alighieri, 27 71100 Foggia,
fax n. 0881/726046, tel. 0881/797264.
email michele.tamburrelli@fg.camcom.it
Modulistica e documenti
* scheda adesione strutture agrituristiche (formato pdf)
* bando strutture agrituristiche (formato pdf)
* scheda adesione strutture alberghiere (formato pdf)
* bando strutture alberghiere (formato pdf)
* scheda adesione ristoranti (formato pdf)
* bando ristoranti (formato pdf)
Link ad argomenti correlati
* http://www.premiospitalita.it/2008/ita/index.htm
* http://www.isnart.it
In Merito al post “OGNUNO PERSO DENTRO I FATTI SUOI” del 31/10/2008 in questa stessa categoria, ci scrive Antonio V. Gelormini.
“Caro Piero, come non concordare con Berthoud, e sai quanto possa essere musica per le mie orecchie la sua analisi. Forse è il caso che le Associazioni sul territorio comincino a riempire i vuoti di cosiddetta sensibilità istituzionale, in maniera pro-attiva, e si facciano carico del lavoro di stimolo alla consapevolezza delle rispettive potenzialità di attrazione.
“Diventare attori protagonisti del nostro futuro, senza aspettare le risorse di un produttore che non si manifesta, potrebbe diventare motivo di nuova attenzione e forza gravitazionale per orbite non ancora segnate. Imparare a percorrerle sarà senz’altro occasione carica di suggestione e sfida altrettanto affascinante.
“Non c’è che svegliare il nostro naturale e comune spirito “diomedeo”. Mettiamoci in rete, vediamoci, frequentiamoci, contaminiamoci, punzecchiamoci. Ci sarà da divertirsi davvero. Dopotutto l’Ulisse dantesco, senza dubbio più moderno di quello omerico, ce lo raccomanda da secoli: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtude e conoscenza”.
“Ciao. A presto. Antonio V. Gelormini”
Articolo tratto da PuntodiStella.it
Direzione del Dipartimento di Prevenzione della ex FG/1 di San Severo
Emergenza idrica ruolo dell’ASL
In data 30 ottobre, presso la sede del Dipartimento di Prevenzione della ex ASL FG/1,il Direttore dr. Luigi Urbano e il dr. Matteo Cannarozzi de Grazia, responsabile della Struttura Gestione Risorse Idriche, S.G.R.I., dello stesso Dipartimento, hanno incontrato i dirigenti dell’AQP per ribadire il ruolo della ASL nelle situazioni di emergenze idriche che necessariamente diventano a rischio igienico sanitario, invitando la stessa AQP a informare l’ASL di ogni situazione che possa compromettere in maniera significativa l’approvvigionamento idrico nei Comuni, nonché di essere coinvolti nelle fasi di gestione delle emergenze idriche e/o di approvvigionamenti alternativi.
Questa posizione della ASL, in uno spirito collaborativo e nel rispetto della normativa vigente, è tesa a garantire la cittadinanza sulla “qualità” dell’acqua erogata essendo l’ASL l’unico ente deputato a ciò sia in regime ordinario, così come puntualmente avviene con ripetuti controlli e ispezioni sull’intera rete idrica e soprattutto in regime di emergenze.
Durante l’incontro i dirigenti dell’ASL hanno anche evidenziato come la proposta del protocollo d’intesa sottoposta ai Sindaci da parte dell’AQP, per la procedura di intervento nei casi di interruzione del servizio idrico, non tiene conto del ruolo dell’ASL, previsto dalla legge, e pertanto la richiesta all’AQP di rivedere detto protocollo e di concordare le modifiche con la stessa ASL, essendone il “braccio operativo” anche dei Sindaci, massime autorità sanitarie locali, mettendo a disposizione professionalità e competenze della stessa S.G.R.I.
Di tanto il dr. Urbano ha dato comunicazione al Presidente della Giunta Regionale, all’assessore regionale politiche della Salute, all’Assessore regionale ai LL.PP., a S.E. il Prefetto di Foggia, al presidente dell’ATO Puglia, al Direttore Generale e al Direttore sanitario dell’ASL, al Presidente ANCI della Puglia.
San Severo, 31 ottobre 2008
Firmato
Dr. Luigi Urbano Direttore del Dipartimento di Prevenzione
Ex ASL FG/1 di San Severo
dr.Matteo Cannarozzi de Grazia – Responsabile S.G.R.I
Per Info: STRUTTURA GESTIONE RISORSE IDRICHE
Via Ponchielli, 29 – SAN SEVERO
Tel. 0882.240125 – fax 0882.225298
Sede Operativa: località Coppitella – VIESTE
Tel/Fax: 0884711235 – Tel.: 0884711224
ringrazio fuoriporta.info per la segnalazione
Potete vedere di seguito la versione integrale del convegno "Il Ponte
delle Isole Tremiti – Leggenda o Verità" tenutosi a Manfredonia il 18
Ottobre.La registrazione è a cura di corrieredelgargano.it.
Per scaricare il video
Cliccate qui (400mb circa)
Buona visione
Il 1° novembre tra falò, zucche, musica e tavole imbandite per strada: una tradizione antica
Qui si celebra la festa della luce, un evento agli antipodi del commerciale halloween
ORSARA DI PUGLIA (FG) – Ci saranno anche le telecamere di “Cult”, canale satellitare di Sky, a raccontare la notte del 1° novembre orsarese, quella che si accende al calore e ai colori dei “Fuca coste e cocce priatorije” (Fuochi e teste del purgatorio). Il Comune di Orsara e la Proloco, organizzatori dell’evento, hanno reso noto il programma della manifestazione. I visitatori avranno a disposizione gratuitamente il servizio delle guide turistiche per addentrarsi tra i segreti e lo splendore dell’Abbazia di Sant’Angelo, il Museo diocesano e il centro storico: visite dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, con informazioni allo 0881.964904. Il laboratorio delle zucche sarà aperto dalle 16.30 alle 18, davanti alla Fontana dell’Angelo. Dalle 18.30, sarà possibile ammirare i lavori realizzati dai partecipanti al concorso per “La zucca più bella”.
Momento magico alle 19: al suono delle campane della Chiesa Madre, contemporaneamente, saranno accesi tutti i falò del paese. Da quel momento, comincerà la lunga notte dei fuochi e delle teste del purgatorio. In piazza Padre Pio, gli artisti di strada dell’associazione Liubo cominceranno a volteggiare sui trampoli, tra mangiafuoco, dame, cavalieri e duelli. Dalle 20 alle 22, in diverse piazze del paese, gli spettacoli di musica popolare con i Cantori di Monte Sant’Angelo, i gitani del gruppo Sonuska e il concerto dei Tarantula Garganica.
A Orsara di Puglia, nella notte di “tutti i santi”, si celebra una festa antichissima. A pochi giorni dall’evento, le famiglie cercano di accaparrarsi le zucche migliori per i propri bambini. Saranno i più piccoli, con l’aiuto di nonni e genitori, a intagliare queste grandi “mongolfiere” arancioni per renderle “umane” e adeguarle a ospitare un lume al loro interno. Affinché la festa sia perfetta, occorre accatastare per tempo tutto il legname necessario a preparare un falò che faccia invidia a quello del vicino. E poi non bisogna dimenticare vino, carne, pane, patate e dolci tipici, cioè tutte le pietanze e gli ingredienti che saranno consumati quando, in ogni stradina del borgo medievale, si terrà un banchetto a base di piatti “poveri” ma gustosi e in tutto il paese saranno esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Orsara si trasforma, acquisendo le caratteristiche di un luogo magico. Davanti all’uscio di ogni abitazione si vedono grandi tavolate. Si mangia per strada, in una grande comunione collettiva che riempie il borgo di voci, risate, musica e allegria. E poi c’è il mistero di una notte che sembra davvero fare abbracciare due mondi: uno materiale e visibile, l’altro ultraterreno e impalpabile, ma pieno di suggestioni. La tradizione vuole che le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possano purificarsi attraverso il fuoco e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. E’ la festa della luce, dunque, non quella delle tenebre (come invece è per Halloween). Gli orsaresi, in questo periodo, si affannano a spiegare ai visitatori che la loro festa, il suo significato più profondo, non ha nulla a che fare con quella di “Halloween”, ormai diventata un appuntamento commerciale. L’evento che si celebra a Orsara di Puglia, al contrario, è ancora profondamente legato al culto dei defunti e rifugge decisamente dal “rito” consumistico del “dolcetto o scherzetto”. In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Un consiglio pratico per quanti hanno intenzione di andare a Orsara a godersi lo spettacolo: è meglio arrivare presto in paese, e comunque entro le 20, perché una volta esauriti i posti auto, diventa difficilissimo fare ingresso nel centro storico. La notte dei fuochi è un appuntamento da non perdere.
Info: 0881.964904 Concetta Terlizzi – concettaterlizzi@libero.it prolocorsara@virgilio.it
Foto di Orsara scaricabili gratuitamente su www.orsarainforma.blogspot.com
Tutto su “La notte dei fuochi”: http://orsarainforma.blogspot.com/searc … i%20fuochi
SCHEDA
Il senso vero di una festa antica
Un tempo, quando in quest’angolo di mondo non c’era il fragore dei media e il carattere profano dell’evento era ancora vivo, si usava porre dell’olio in una bacinella piena d’acqua e sopra si poneva un treppiede con una lampada (luce ad olio): alla fioca luce della candela, si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Un corteo senza nulla di pauroso ma che, al contrario, costituisce l’attimo di una ritrovata e misteriosa unione tra due mondi.
Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un falò. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi. E’ profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i fuochi ,”fuca coste”, si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E’ convinzione che le anime dei defunti, ritornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. E’ dunque un atto di cortesia per i defunti, un gesto d’amore per queste anime che ritornano , ma è un modo di esorcizzare l’atavica paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell’ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l’apporto di qualche fascina o d’alcuni tronchi a quello del vicino. Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone.