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Comuni garganici ammessi ai benefici economici per gli eventi calamitosi del 21 e 22 ottobre 2007

Lunedì 20 ottobre p.v., alle ore 11:00, nella sala consiliare del Comune di Carpino, si terrà un importante incontro tra gli agricoltori del piccolo centro garganico e i rappresentanti dell’Amministrazione provinciale di Foggia.

Interverranno, il Sindaco Rocco Manzo, il Consigliere Provinciale Rocco Ruo, l’Assessore all’agricoltura della Provincia, Nino Santarella e il Dirigente del Servizio Attività produttive della Provincia di Foggia, Ing. Spinello Rosaria Milena.
Ricordiamo che i comune di Carpino, Ischitella e Vico del Gargano sono stati ammessi ai benefici per il carattere eccezionale degli eventi calamitosi, verificatosi nei loro territori nel mese di ottobre di un anno fa.

Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 24/9/2008 che riporta il Decreto Ministeriale del 16 settembre 2008. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha dichiarato il carattere di eventi eccezionali le piogge torrenziali, verificatosi nelle campagne dei tre centri garganici fra il 20 ed il 21 ottobre del 2007, che causarono danni alle produzioni e alle infrastrutture connesse all’attività agricola, nonchè ad un intero quartire (zona 167) del Comune di Carpino.

La Settimana della Cultura Pugliese in Australia

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La Regione Puglia, Assessorato alla Solidarietà

in collaborazione con

Associazione Culturale Carpino Folk Festival & Federazione Pugliesi Australiani

e con il Patrocinio dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia

 

presentano

 

  La Memoria Storica della Puglia e dei Pugliesi nella Musica Popolare del Gargano

Moreland, Melbourne Australia dal 20 al 26 ottobre 2008

 

 

 

Oggi non si usa più cantare, ma cantare in passato svolgeva un’importante funzione umana tra le più normale e quotidiane.

Non si cantava solo davanti ad un pubblico per eseguire un brano. Cantavano un po’ tutti, dovunque e nelle più disparate occasioni: di mattina, di giorno e di notte; in casa, per strada e durante i lavori.

Innumerevoli sono le testimonianze di come sul lavoro, il canto aiutasse a supportare le fatiche. Spesso lo strumento di lavoro se di tipo percussivo, scandiva un ritmo musicale. Si pensi agli spaccapietre. I picconi formavano degli archi sopra le spalle dei cantori, il solista dava inizio al canto con il manico sul piccone che gli volteggia tra le mani e con l’acciaio che luccicava nel sole. Gli uomini grugnivano mentre i picconi mordevano le rocce, poi le voci si univano all’unisono.

Si chiamava “la voglia di cantate”, quello stimolo primordiale ad esprimersi vocalmente più o meno connaturale all’uomo. Quel qualcosa in forte vibrazione che partiva dalla fronte e coinvolgeva il naso, la mandibola, i denti, la gola e giù per il petto fino alla pancia. Tutto il corpo partecipava a questa emissione di suoni che tendevano a sublimarsi e che forse corrispondevano al canto dell’uccello o ai versi degli animali in genere, a loro quanto quei versi non erano dettati solo dai più immediati bisogni, ma erano l’espressione di tutta una serie di sentimenti.

Tutto veniva cantato, ogni espressione, ogni conoscenza, ogni avvenimento, ogni sentimento. Canti d’amore, canti di sesso (onnipresenti nei versetti anche se celati), canti di vino, di ebbrezza e di festa. Canti blasfemi, profani, di religione e pagani. Malocchi, scongiuri, magie, favole, credenze, miti e gesta epiche. E la natura quando è benigna e quando è maligna. E gli animali e la loro simbologia.

 

Scarica Programma

 

Antonio Basile

Ufficio Stampa

Associazione Culturale

Carpino Folk Festival

www.carpinofolkfestival.com

Mentre si girava “La Legge” a Carpino

Un ringraziamento speciale a Teresa Rauzino per avermi fatto conoscere questo video

Colpire la sclerosi multipla oggi è possibile anche a Carpino

Ritorna anche quest’anno a CARPINO la manifestazione nazionale di solidarietà, svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
La leggendaria Piazza del Popolo, infatti, sabato 11 e domenica 12 ottobre sarà una delle 3.000 piazze italiane per contribuire, con uno dei 320 mila sacchetti di mele, a sostenere la ricerca sulla sclerosi multipla ed a incrementare i servizi sanitari e sociali dedicati ai giovani con sclerosi multipla.
Invitiamo tutti i carpinesi ad essere generosi, come sempre, per incoraggiare la speranza.
La vendita dei sacchetti delle mele sarà effettuata a cura di VOLONTARI della Pro Loco e del Gruppo FRATRES di Carpino.
Grazie infinite per la disponibilità a postare questo messaggio.(www.aism.it)
Michele Simone

Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte?

Nello Biscotti: “I prodotti tipici del Gargano spariranno”

Mentre era in corso un convegno sul tema “Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea” per una due giorni a tema tra Monte Sant’Angelo e Peschici, Nello Biscotti dell’Associazione Nazionale Botanici a l’Attacco lancia un violentissimo j’accuse sulla retorica del marketing territoriale. Che non salva nessuno.
“Questi incontri non servono a niente”. Per lo studioso, che è anche componente del gruppo di ricerca dell’università delle Marche Italia Nostra “si parla e si parla ma non si arriva a nulla”.
E spiega perché: “Noi continuiamo a proporci affinchè il verde venga gestito. La natura non può più farcela da sola. Sul Gargano il problema della rinaturazione è palese. Con l’abbandono delle campagne si stanno avendo delle conseguenze disastrose. Se smetti di arare si forma una massa vegetale che noi chiamiamo “pioniera”, che crea un maggior rischio incendi perché la massa che si crea è altamente infiammabile. Le aree che prima erano adibite a pascoli oggi si strutturano in macchie.
Ma ora – ammonisce Biscotti -, diminuisce il bestiame, spariscono i contadini e intanto le superfici non boscate bruciano”. Lo studioso ritiene sia a rischio la biodiversità, consistente in tutte le forme, animali o vegetali, geneticamente dissimili presenti sulla terra e degli ecosistemi ad essi correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità genetica e eco sistemica. “Nonostante l’Unione Europea ci imponga di mantenere la biodiversità, non ci riusciamo. Molti non sanno nemmeno che l’80% del territorio del Gargano è area protetta.
Ed è per tutta questa serie di ragioni che dico che tutti questi convegni non servono proprio a niente. Dal Molise in su è già diverso”. Ma il discorso è molto più ampio.
Parlare di rimboschimento, prati, boschi e del pericolo incendi non serve a nulla se viene meno il sostegno all’agricoltura. “L’attività agricola è l’unica ad essere produttiva nel territorio ma nessuno vuole fare più questo mestiere.
E cosa succederà? Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte che da sempre vivono di agricoltura? E’ l’unica attività che produce reddito qui nel Gargano. Quale futuro può avere il territorio se i politici locali non fanno nulla per incentivare i giovani e non solo loro, ad entrare nel mondo dell’agricoltura?”.
Biscotti intende sensibilizzare le amministrazioni locali ha fare tutto il possibile per evitare la morte, che pare certa, del settore anche perché, dice: “Tra dieci anni i prodotti tipici saranno spariti. Oggi i politici si riempiono tanto la bocca con questi prodotti tipici ma non sanno che li stanno perdendo. Questo proprio perché non c’è più nessuno che vuole lavorare la terra né valorizzarla”.
Nonostante le parole di Biscotti, che intendono, come da lui spiegato, “sensibilizzare politici e opinione pubblica ad intervenire sul tema”, la due giorni con la “Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea” è andata in scena tra Monte Sant’Angelo e Peschici, nelle giornata di giovedì 9 e venerdì 10 ottobre. Nel mirino una serie di risultati dei diradamenti sperimentali in pinete d’Aleppo dopo i primi 30 anni di osservazioni, ma anche di opzioni colturali in fustaie di cerro in seguito a 20 anni di osservazioni.
Convegno patrocinato da Ente Parco, Università degli Studi di Firenze, Regione Puglia, Provincia di Foggia. La due giorni è partita giovedì 9 ottobre alle ore 8,00 dalla sede del Municipio di Monte Sant’Angelo per i campi sperimentali ubicati in località Bosco Quarto dove sono state tenute le relazioni di alcuni esperti. L’esordio è stato affidato a Orazio La Marca dell’Università di Firenze, poi a seguire gli altri interventi. Venerdì 10 ottobre la comitiva si è spostata nei campi sperimentali ubicati in località Baia delle Zagare in territorio di Mattinata.
Ed infine nelle pinete di Peschici attraversate dal fuoco nell’estate del 2007. Dopo il tragico incendio del 24 luglio 2007 Biscotti disse: “La catastrofe di Peschici può insegnarci a ridisegnare il nostro rapporto con lo straordinario paesaggio costiero del Gargano, sul quale si regge l’industria turistica. Un disegno che deve poggiare su principi scientifici. La scienza della vegetazione può dirci molto anche in merito agli incendi e aiutarci ad affrontarli e a gestirli”. L’area garganica infatti, può prestarsi come esperimento pilota a carattere nazionale per un nuova programmazione del verde, che si rivolga cioè alla pianificazione del territorio tutto e delle aree naturali in particolare, secondo logiche di rispetto della salvaguardia della vita umana, degli ambiti naturali e delle economie locali che incidono su detti territori. Ma chi, oggi, pensa davvero al verde?
Francesco Pesante de L’Attacco

I nuovi componenti sindaci eletti nel consiglio direttivo della Comunità del Parco

PARCO: ECCO I SINDACI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Angelo Iannotta (Mattinata), Giovanni Schiavone (Lesina), Peppino Calabrese (Isole Tremiti) per il centro destra, Gennaro Giuliani (San Giovanni Rotondo) e Nicola Tavaglione (Cagnano Varano) per il centro sinistra, sono i nuovi componenti sindaci eletti nel consiglio direttivo della Comunità del Parco riunitosi oggi pomeriggio a Montesantangelo.

Entro fine anno verranno nominati dal Ministero dell’Ambiente gli altri sette membri che andranno a completare l’organico insieme al presidente dell’Ente Parco, Giandiego Gatta. Alla riunione odierna hanno partecipato anche il presidente dell’Amministrazione provinciale di Foggia, Antonio Pepe, e il consigliere regionale Angelo Riccardi. Assenti i sindaci di Manfredonia, Apricena e San Nicandro Garganico.

Nella stessa riunione si è discusso delle dimissioni del direttore dell’ente, Filomena Tanzarella, accettate anche dal presidente Giandiego Gatta. E’ stato il presidente della Comunità del Parco, nonchè sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, a evidenziare che con la gestione Tanzarella, l’Ente ha subìto un brusco rallentamento nella gestione amministrativa.

“Da oggi si cambia registro – ha dichiarato il primo cittadino rodiano. – Il Parco del Gargano è stato per troppo tempo bloccato nei procedimenti burocratici. Dal punto di vista umano sono dispiaciuto, ma la Tanzarella in quasi cinque anni non ha prodotto nemmeno un atto. Gli enti hanno bisogno di burocrati pragmatici”.
Saverio Serlenga

SPORTELLO INFORMATIVO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE MASSERIE DIDATTICHE

E’ attivo, presso la sede della CCIAA di Foggia in via Dante n. 27 (7° piano), un nuovo servizio per il supporto alle aziende agricole che intendono avviare la pratica di riconoscimento di "Masseria Didattica".

Lo sportello informativo per il riconoscimento delle masserie didattiche, attivo presso la Camera di Commercio, offre i seguenti servizi:

  • assistenza e consulenza alle aziende per la compilazione della istanza di riconoscimento delle masserie didattiche così come previsto dalla Legge Regionale 2/2008
  • monitoraggio delle opportunità di finanziamento a valere sulle misure della nuova programmazione 2007/2013

La terra dei ricordi, dei racconti, dei campi, delle stagioni…
Le antiche masserie mostrano un pezzo della nostra storia quando essa si ricongiunge alle tradizioni dei saperi e dei sapori della nostra terra, alla naturalità dei movimenti, degli affetti, della convivialità.
La "didattica" nelle masserie responsabilizza la pratica agricola, assegnandole un ruolo pedagogico che valorizza e consolida la nuova era della multifunzionalità rurale: ad esse il compito di "fare scuola" a piccoli e grandi attraverso la promozione dei valori legati all’ambiente, all’alimentazione sana e consapevole, all’agricoltura ed allo spazio rurale.

La Legge Regionale n. 2 /2008 regola il riconoscimento, l’accreditamento e le attività del percorso didattico delle masserie didattiche. La procedura individuata dalla legge stabilisce criteri e caratteristiche che le aziende agricole devono possedere per richiedere il riconoscimento e lo svolgimento conseguente delle attività socio educative.
Lo sportello attivato presso la Camera di Commercio mira, in tal senso, a fornire assistenza e consulenza alle aziende.
L’iniziativa intende contribuire alla promozione e valorizzazione della natura polifunzionale delle attività che può svolgere un imprenditore agricolo e a rafforzare il dialogo tra il cittadino consumatore e fruitore dei servizi e delle attività ricreative e le strutture agricole che tutelano l’agro diversità e promuovono il turismo rurale.

Orari sportello: lunedì e mercoledì dalle 10,00 alle 12,00

Sede: 7° piano c/o Camera di Commercio di Foggia, via Dante 27

A chi rivolgersi

Hai visto un ecomostro? Segnalalo a Ecoradio

Tu insieme ad Ecoradio e all’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente per denunciare le violazioni e l’incuria che concorrono al degrado del nostro paese. Invia la tua segnalazione per dare voce al Pianeta.

Hai Visto un EcoMostro?“, la nuova iniziativa promossa da Ecoradio e l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente nasce dalla volontà di entrare in più stretta relazione con il territorio al fine di monitorare abusi, disservizi, violazioni e attività illecite che concorrono al degrado del patrimonio artistico e ambientale del nostro paese. L’iniziativa vuole sensibilizzare i cittadini e predisporre i mezzi tecnologici e d’informazione utili alla denuncia delle suddette situazioni di fatto.

Tuttavia Hai visto un EcoMostro? non vuole essere un’operazione isolata con fini sensazionalistici limitati ad un breve periodo d’attività, ma cerca anzi una continuità temporale in grado di raggiungere lo scopo di monitorare costantemente, grazie all’intervento consapevole e attivo dei cittadini, tutto il territorio nazionale. L’iniziativa non si ferma alla sola individuazione di quelle situazioni di fatto capaci di essere lesive di interessi diffusi, ma si pone come obiettivo anche la ricerca di una soluzione drastica ed efficace per l’annullamento degli effetti nocivi per il nostro patrimonio artistico ambientale, dall’albergo costruito proprio sulla costa alla pista ciclabile sotto casa invasa dai rifiuti.

Invia la tua segnalazione a mezzo foto o video con due righe di spiegazione di abusi, attività illegali e situazioni di fatto che ostacolano la conservazione del nostro ecosistema. Tutte le segnalazioni pervenute saranno esaminate e verificate per accertarne l’autenticità prima di essere pubblicate sul sito www.ecoradio.it

Per inviare la tua segnalazione scrivi a  ecomostri@ecoradio.it oppure a  onal@legambiente.eu

In alternativa puoi chiamare il NUMERO VERDE 800029727

Dalla Puglia – fanno sapere – è arrivata una denuncia, corredata da un ampio servizio fotografico, di “una serie di abitazioni dall’architettura obsoleta, dal cemento facile, prive di qualsiasi criterio di ecosostenibilità, edificate sul territorio del Parco Nazionale del Gargano”. Aspettiamo di vedere la pubblicazione per capire di cosa si tratti.

Una canzone poveredda, di poveriddi e per poveriddi …

‘LA SCORDANZA’ DI BEPPE LOPEZ
Editore
: MARSILIO
Pubblicazione: 09/2008
Numero di pagine: 378

articolo a cura di Antonio Basile

Niudd’ se le ricorda, mo, le ultime tre volte che invece si è mettuto a piangere, qualche mese apprima di venirsene qua.
La prima fu a Carpino. Sì a Carpino, sopr’al Gargano.
Quante volte che l’avevano sentuta insieme, lui e Saverin’, la Tarantella di Carpino, la canzone più bella, la melodì più accorata, la musica più addolorata, la voce più struggente, il ritmo più soave di cui rècchia umana abbia mai goduto. No, non quella della Nuova Compagnia di Canto Popolare o quella di Musicanova. No. Quella è robba di recupero. Ma proprio la Tarantella registrata dal vivo, il trenta dicembre del 1966, da Roberto Leydi e Diego Carpitella a Carpino (Foggia, Puglia): canto e chitarra battente di Andrea Sacco, più le due chitarre francesi di Michelantonio Maccarone e Gaetano Basanisi, e le castagnole di Rocco Di Mauro. Quel dì Andrea e i compagni suoi avevano semplicemente cantato e sonato, come cantavano e sonavano a ogni serenata, a ogni sponsalìzio, a ogni festa paisana. Solo che quel trenta dicembre del 1966 ci stava un registratore. E solo per questo fatto avvenette il miracolo. Quella che era stata per secoli una canzone poveredda, di poveriddi e per poveriddi diventò un monumento, una delle sette meraviglie del mondo che da sola giustificherebbe l’esistenza dell’Unesco, l’aria più celestiale, la ballata più ammagagnata, la poesì più misteriosa, le strofe più arabescate, il ritornello più strascicato, l’intonazione più affatturata che fantasì umana potesse immaginare e alla quale polmone, cannarile, lengua e bocca umana potessero dare fiato.
Il trentatré giri che la conteneva (I Dischi dell’Albatros, Vedette Record, Italia vol. 1, I balli, gli strumenti, i canti religiosi, antologia a cura di Roberto Leydi) era quello più strutto di tutta la collezione sua, che pure ne vantava di capolavori. Da quando Saverin’ teneva appena tre mesi, sino all’ultima volta che stette con lui, apprima di scìrsene a Bologna – che ne teneva oramà ventitré di anni – se la sono sentuta cento, mille, diecimila volte la Tarantella cantilenata da Andrea.
E che gli va a capitare, quando se ne stava già a solo a solo come una mummia dentro a quella grande casa di campagna? Gli va a capitare che un compagno, Alberto, l’ultimo che si ostinava a tentare di tirarlo fuori da quella depressione, gli domandò se volesse accompagnarlo a Rodi Garganico …

Beppe Lopez nato a Bari nel 1947 ha cominciato a scrivere sui giornali, da giovanissimo, nel 1963. E’ iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1968. E’ giornalista professionista dal 1976. E’ stato per vent’anni giornalista parlamentare. Si occupa in particolare di politica interna, di informazione e comunicazione, di progettazione e gestione editoriale, e di giornali locali.
Ha pubblicato inchieste, note e commenti sulle più importanti testate italiane, fra le quali (in ordine cronologico): l’Avanti! e Mondo Operaio diretti da Gaetano Arfè, Il Giorno diretto da Italo Pietra, Tempo illustrato e Affari economici diretti da Nicola Cattedra, Il Ponte diretto da Enzo Enriques Agnoletti, Il Mondo diretto da Antonio Ghirelli, Abc, il Corriere dello Sport, SettimanaTv (1974-75), la Repubblica, il Manifesto, l’Unità, Numero Zero, Galassia, Prima Comunicazione, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Sicilia, Liberazione, Left, ecc.
Negli prima metà degli anni Settanta, è capo ufficio stampa del Consiglio regionale pugliese per l’intera legislatura costituente (1970-75). Dirige Cronache delle Regione Puglia e dal 1973 al 1982, con Beniamino Finocchiaro, Politica e Mezzogiorno (La Nuova Italia Editrice). Cura la collana “Socialismo e cultura" della Dedalo.
Nella seconda metà degli anni Settanta, si trasferisce a Roma. Partecipa come cronista di politica interna alla fondazione di la Repubblica diretta da Eugenio Scalfari (1975-79). Fonda e dirige il Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto (1979-1981), realizzando una formula di successo che avvierà la modernizzazione dei giornali locali.
Negli anni Ottanta, è inviato ed editorialista del quotidiano Il Globo, diretto da Michele Tito (1982). Si dedica ad attività di consulenza e progettazione editoriale, con particolare attenzione al mercato regionale dell’informazione (tra il 1984 e il 1985 partecipa, fra l’altro, come direttore editoriale alla nascita di due nuovi quotidiani in Calabria e Campania).
Dal 1989 al 1997 dirige la Quotidiani Associati, la più importante agenzia italiana di servizi giornalistici (Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Sicilia, l’Unione sarda, Il Secolo XIX, Il Gazzettino, ecc.).
E’ fondatore e direttore del primo quotidiano lucano La Nuova Basilicata (1998-99). Fra il 2002 e il 2005 cura, per Liberazione, un osservatorio quotidiano di critica dell’informazione.

La ‘scordanza’ di Niudd e il ‘senza radici e senza memoria di se’ di un pugliese di Bari emigrato a Roma.
Niudd’ appartiene a una generazione di italiani, nati fra gli anni Quaranta e Cinquanta, che ha attraversato una esperienza storicamente inedita e irripetibile.

Una generazione che ha compiuto un primo passaggio epocale, attraverso il Sessantotto, da un Paese arcaico, innocente e autoritario, a un Paese moderno, in fase di smaniosa «liberazione individuale e collettiva». E poi un secondo, definitivo passaggio, negli anni Ottanta, da un Paese che aveva perso l’innocenza a una società in profonda crisi morale, sociale e politica. Senza radici e senza memoria di sé. Ubriaca di scordanza

Per inseguire i suoi miti e le sue ambizioni, Niudd’ emigra da Bari a Roma per fare il giornalista politico, partecipando a quel clima in cui la liberazione veniva vissuta in prima persona. Tanto per cominciare, nei rapporti professionali e nei rapporti d’amore e di sesso. In quel clima, dopo un paio d’anni dalla nascita di sua figlia Saverin’, Niudd’ sfascia, come da copione, il suo matrimonio con Iagatedd’, la ragazza che per amore lo aveva seguito nella capitale.

Nel 2000 torna nella sua città, nel Sud, nella casa in cui era cresciuto, in attesa di rivedere la figlia. È la seconda parte, "Ritorno": la delusione, la sconfitta, il dolore.
È un romanzo, pieno. Anche amaro. Scritto con una lingua anch’essa piena, di echi dialettali, di espressioni di gergo. Di passato. Una lingua che sa di antico.

Gli ulivi nell’arte

L’Accademia Internazionale “Il Convivio”, il “Consorzio Matinum”, col patrocinio del Comune di Mattinata, promuovono la 2.a edizione della Mostra-Concorso “Ulivi e olio del Gargano” con un concorso artistico a tema "Ulivi e olio” visti attraverso la cultura e l’arte, in tutte le sue sfumature. Per le categorie “Gargano” e la categoria “Regioni d’Italia”, possono partecipare rispettivamente adulti e studenti garganici e delle restanti regioni d’Italia. La manifestazione si svolgerà il 6 dicembre in occasione delle iniziative promosse dal Consorzio Matinum di Mattinata. L’Accademia Internazionale “Il Convivio”, sede di Mattinata, invita persone comuni e artisti a creare opere poetiche, dipinti, fotografie, disegni a tema “ulivi e olio” e tutto ciò che rappresenta questi elementi.

Categorie:
1) Cittadini di Mattinata e Gargano – con opere a tema “Ulivo e olio” del territorio di Mattinata e Gargano.
2) Cittadini del resto d’Italia. – con opere a tema “Ulivo e olio” del proprio territorio o di fantasia.

Quota Adesione: 10,00 euro (per spese di segreteria e organizzazione da inviare in contanti insieme alle opere; nessuna per soci del Convivio, cittadini di Mattinata e studenti fino a 18 anni. Sezioni: 1) Poesia; 2) Fotografia; 3) Dipinti; 4) Disegni. Per tutte le sezioni inviare da una a tre opere.

Copie da inviare per ogni opera presentata:
Dipinti – due fotografie dei dipinti; opere fotografiche – due copie (per i dipinti inviare una foto piccola e una formato A4, in caso di vincita il pittore può inviare, dopo accordi con gli organizzatori, il dipinto originale per la mostra); per le opere fotografiche inviare una copia piccola e una formato A4).
Opere di poesia: tre copie di ogni poesia di qualsiasi lunghezza, in italiano o dialetto (con traduzione), di cui una con i propri dati, le altre anonime.

Dopo selezione saranno scelte e premiate le opere più meritevoli. I Premi consistono in targhe, medaglie, diplomi; questi ultimi dovranno essere ritirati personalmente. Possono partecipare opere che hanno già vinto premi o sono state pubblicate. La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del regolamento. La Mostra verrà allestita con le opere più meritevoli. Premiazione e mostra sono previste per il 6 dicembre 2008.

Opere e quota devono essere spedite a: Concorso “Ulivi di Mattinata”, c/o La Torre Maria Cristina, Via Madonna Incoronata 103, 71030 Mattinata (Fg). Ulteriori informazioni: Maria Cristina La Torre, via Madonna Incoronata 103, 71030 Mattinata (Fg), tel.0884/552091. E-mail: m.cristina@ilconvivio.org – mattinata.ilconvivio.org

Roman Vlad tra i ricercatori che si sono occupati delle musiche del Gargano

Roman Vlad nel 1977

Un pomeriggio al telefono con Roman Vlad di Antonio Basile
A 50 anni dalle riprese de La legge / di Jules Dassin

Nel giugno 1956, uno scrittore in piena crisi ideologica trascorreva le sue vacanze nel Gargano, cercando la solitudine e la pace; nel giugno 1957, un romanzo di ambiente italiano “La Loi” compariva nelle librerie parigine; nel giugno 1958, Jule Dassin dava il primo giro di manovella al film che era stato tratto dal film. Interpreti del film sono Gina Lollobrigida, Pierre Brasseur, Marcello Mastroianni, Melina Mercouri, Yves Montand e Paolo Stoppa. Il luogo principale in cui viene girato il il film è Piazza del Popolo di Carpino.

Nel dicembre 2005 siamo venuti in possesso di un testo curato da Cecilia Mangini – La legge / di Jules Dassin ; a cura di Cecilia Mangini – Dal soggetto al film; Tratto dal romanzo [La loi] di Roger Vailland, Sceneggiatura di Françoise Giraud e Diego Fabbri, In copertina: Il romanzo di Roger Vailland e la nuova storia di Dassin, un paese a disposizione della “troupe” – in cui è presente un’intervista che potrebbe modificare la sequenza e l’elenco dei ricercatori che furono a Carpino e sul Gargano e che pertanto possono essere in possesso o possono essere d’aiuto al mondo accademico per l’individuazione di uno dei rari materiali sonori e video raccolto quando la televisione non aveva ancora contaminato completamente le tradizioni musicali dei nostri territori.

L’intervistato in questione nel raccontarci le difficoltà nella realizzazione delle musiche del film “La loi” di Jules Dassin afferma “In tutti questi paesi, radunavamo la sera, sulla piazza o in qualche casa, dei giovani e dei vecchi disposti a farci sentire i canti che sapevano”. “Tornai con ore di musica registrata della quale mi sarei poi ampiamente servito come della più preziosa e autentica fonte d’ispirazione”.

Come sappiamo molti sono gli studiosi che si sono recati nelle nostre terre per scopi più o meno nobili, in questo caso stiamo parlando del periodo 1957/1958 e di Roman Vlad, insigne intellettuale cosmopolita e motore artistico di tanti teatri, dalla Scala a Firenze.

Abbiamo contattato il maestro, che, gentilissimo, ci ha richiamato per telefono una domenica pomeriggio di questo autunno.

La telefonata è durata quasi un’ora, durante la quale Roman Vlad, emozionato e stupito della nostra trovata, ci ha raccontato di aneddoti, persone e paesaggi pieni di bellezza e schiettezza, di suoni, di sogni e di fatiche spesso indescrivibili e della veridicità di quanto riportato nell’intervista della Mangini.

Prima di chiamarmi, il maestro aveva già lavorato per noi cercando di recuperare il materiale.

Non era più in suo possesso e man mano che, pieno di gioia, per telefono ci parlava, gli venivano in mente quei lontani giorni a più di 40° gradi all’ombra e di quelle serate trascorse ad ascoltare e vedere danzare le musiche folkloristiche da giovani e anziani rigorosamente maschi.

Roman Vlad intraprese sul Gargano tre viaggi e la troupe di Dassin rimasse a Carpino per circa due mesi.

Secondo il maestro le musiche dovrebbero essere in possesso della Gite film – Monica film (dalle nostre informazioni risulta che le Musiche furono di Roman Vlad dirette da Marc Lanjean, il Fonico fu William R. Sivel, i Direttori di produzione sono stati Baccio Bandini – Luciano Perugia – Walter Rupp e la Produzione è quella di Maleno Malenotti e Jacquer Bar per la GESI cinematografia, la Titanus spa- Roma e Le Groupe des Quatres – Paris) due editori uno francese e uno italiano – e non si tratterebbe di solo materiale sonoro, ma anche video, anche se non raccolto per scopi scientifici nei territori di Carpino, Ischitella, Peschici, Rodi Garganico e Monte Sant’Angelo.

Questo vuole essere l’ennesimo grido di dolore per fare appello a tutti coloro che possono farlo di provvedere al recupero di questo materiale, anche perché ormai sono passati quasi 50 anni e le loro condizioni sicuramente necessitano di un urgente restauro.

Autore: Antonio Basile

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