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Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia al Carpino Folk Festival

Il tour con il coro di lavoratori del paese sulle pendici del monte Amiata

Cristicchi porta in scena i minatori
Canti e storie di mondi scomparsi

Canzoni e monologhi per recuperare il repertorio della tradizione locale
di RITA CELI da Repubblica.it

Cristicchi porta in scena i minatori Canti e storie di mondi scomparsiROMA – "Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia" è il titolo del nuovo spettacolo di Simone Cristicchi, costruito insieme al coro dei Minatori di Santa Fiora, 14 elementi tra i 19 e gli 81 anni, sul palco con lui nel tour estivo che nelle prossime settimane girerà l’Italia. Il cantautore che incantò il festival di Sanremo nel 2007 vincendo a sorpresa con Ti regalerò una rosa, brano scaturito dall’incontro con malati di mente e da ricerche sui manicomi, ora ha scoperto i minatori, le cui condizioni di lavoro hanno profondamente influenzato la vita e la cultura dei paesi intorno alle miniere. "La malattia mentale esiste da sempre, è stato duro emotivamente ma è stato facile trovare qualcuno che abbia vissuto in manicomio, mentre è raro trovare qualche minatore ancora vivo", sottolinea Cristicchi che, tra una data e l’altra del tour si chiude in studio per registrare il nuovo disco.

Lo spettacolo di Simone Cristicchi farà tappa il 31 luglio a Zevio (Verona), il 2 agosto a Santa Fiora (Grosseto), il 6 al Carpino Folk Festival (Foggia), l’8 a Prati (Torino), il 10 ad Ascoli Piceno, il 5 settembre a Dogliani (Cuneo). Quella in casa del 2 agosto sarà una serata speciale per il coro, che vedrà tra gli ospiti sul palco anche Andrea Camilleri, da anni frequentatore estivo della località, e Laura Morante, che invece è nata a Santa Fiora.

"Ho conosciuto il coro di minatori grazie a un amico che mi ha portato a Santa Fiora, paese sulle pendici del Monte Amiata – racconta il cantautore romano – La prima volta li ho sentiti cantare in una cantina: sono rimasto folgorato e mi è venuta subito l’idea di portarli su un palco vero davanti a un pubblico più vasto. Così è stato, abbiamo costruito insieme lo spettacolo cantando le loro canzoni alternate a monologhi sulle loro storie".
Cristicchi ha cominciato un lavoro di ricerca e di recupero di questo repertorio di canzoni tradizionali che vengono tramandate oralmente e che sono strettamente legate alla vita dei minatori. Contrariamente al buio e alla fatica delle loro condizioni di lavoro, i canti sono allegri e variopinti, come i giorni di festa in cui venivano eseguiti.

"Alla ricerca musicale si è affiancato il tema della memoria – prosegue – incontrando le persone e i parenti dei minatori, morti sempre troppo giovani. Alla fine è diventato uno spettacolo di teatro e canzoni, che ha acquisito un valore civile e sociale perché racconta lo sforzo dei minatori che hanno contribuito a ricostruire l’Italia nel dopoguerra".

"Ho incontrato molte persone, ho visitato altre miniere, anche in Sardegna" dice Cristicchi, diventato un esperto. "Il coro in particolare ha contribuito raccontandomi storie e aneddoti, ora riportati nei monologhi in cui cerco di dire al meglio e con le loro parole quello che era il loro mondo. Ho voluto che restassero così come li ho visti in quella cantina, perché hanno un modo naturale di stare sul palco, con una semplicità e una purezza che sono la forza dello spettacolo".

Giovanna Marini – Potrebbe essere nominata senatore a vita

Carissimi, mi sembra un’idea fantastica. Conosco Giovanna e la trovo una donna straordinaria. La cultura e le istituzioni del nostro Paese sarebbero migliori.
Aderisco convintamente alla vostra proposta.
Un caro saluto


On. DE BIASI Emilia Grazia

Intervista al regista Alberto Negrin che il 3 agosto sarà al Carpino Folk Festival

‘SENTITE BUONA GENTE’ AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2009 CON L’ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA

03 AGOSTO
a cura di Vincenzo Santoro

LA STRAORDINARIA CAPACITÀ DI FASCINAZIONE DELL’ALTRA MUSICA


Intervista al regista Alberto Negrin
Girando “Pane e libertà” ho scoperto giorno dopo giorno la bellezza della Puglia
A cura di Piero Giannini

Alberto Negrin, regista di fiction tivù come Perlasca – Un eroe italiano (2001) o Gino Bartali – L’intramontabile (2006), L’ultimo dei Corleonesi (2007) oppure del recentissimo Pane e libertà (2009), sta preparando in questi giorni per RaiUno un altro sceneggiato (un tempo si chiamavano così) sulla dolorosa storia di Anna Frank, la ragazza ebrea divenuta simbolo della Shoah per i suoi diari scritti durante le persecuzioni naziste, e sulla sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Martedì 3 agosto alle 22.00 il regista, nato a Casablanca e tornato in Italia a fine Seconda Guerra Mondiale, sarà sul Gargano al prestigioso appuntamento della XIV edizione del “Carpino Folk Festival” (festival della musica popolare e delle sue contaminazioni), per la proiezione inedita dello spettacolo intitolato “Sentite buona gente”, da lui girato 42 anni fa.
Per l’Associazione Culturale “Carpino Folk Festival” e l’Archivio Sonoro della Puglia sarà l’occasione di riportare in vita gli strepitosi gruppi di musicisti tradizionali che nell’inverno del 1967, al Teatro Lirico di Milano, dimostrarono con straordinaria capacità di fascinazione l’esistenza, anche in Italia, di “modi diversi di fare musica non scritta, ma non per questo meno valida". E per Negrin la possibilità di assistere alla proiezione di un filmato di cui non conosceva neanche l’esistenza. Lo rivela lui stesso nell’intervista che ci ha concesso.
Siamo nel 1967. Lei ha 27 anni. Giovane regista che si sta affacciando su un difficile palcoscenico – e non mi riferisco solo al Lirico – al quale chiedono di girare (a meno che non sia stata un’idea Sua) “Sentite buona gente”. Come e cosa accadde?
Ricordo di aver registrato lo spettacolo con registratore audio e di aver effettuato alcune riprese ma non ho memoria di chi possa aver filmato tutto lo spettacolo. A quell’epoca erano già quasi cinque anni che facevo l’assistente di Strehler.

Quali le Sue sensazioni nel trovarsi davanti a un “patrimonio intangibile” (attualmente vengono così definite le musiche popolari) che al tempo non era “protetto”, a differenza di oggi?
Confesso che è stata una sensazione bellissima leggere che esisteva un documento filmato di quello spettacolo. In effetti all’epoca non immaginavo assolutamente di stare facendo qualche cosa che sarebbe diventato ‘patrimonio intangibile’. Ho molte fotografie dello spettacolo, foto realizzate da un fraterno amico e fotografo, Luigi Ciminaghi, purtroppo deceduto alcuni mesi fa. Ciminaghi era il preziosissimo fotografo del Piccolo Teatro di Milano, colui che ha immortalato tutto il lavoro di Giorgio Strehler.

Prevede quale emozione potrà vivere la sera del 3 agosto rivedendo una sua creatura nata 42 anni fa?
Sarà un’emozione enorme e indicibile. è fantastico rivedersi 42 anni dopo. E’ come conoscere un nuovo amico o riscoprire un se stesso di cui si è perduta traccia.

Con quale stato d’animo attenderà questo momento.
Paura di aver fatto uno spettacolo ingenuo dal punto di vista professionale e nello stesso tempo felicità per qualcosa che in ogni caso ha lasciato traccia di sé e che a distanza di così tanti anni ha ancora la possibilità di essere condiviso dal pubblico che assisterà alla proiezione.

Di recente ha vissuto in Puglia un’esperienza che abbiamo seguito sui media: le riprese e l’anteprima a Cerignola del suo “Pane e libertà”, ritratto delle vicende umane e politiche del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio. Quale rapporto ha con la nostra regione.
Girando “Pane e libertà” ho scoperto giorno dopo giorno la bellezza di una regione che conoscevo pochissimo. Avevo già realizzato un lungometraggio nel 1972, “Volontari per destinazione ignota”, un film con Michele Placido protagonista che raccontava la Guerra civile spagnola vista dai braccianti pugliesi che si arruolavano volontari credendo di dover andare in Africa a lavorare la terra e invece ingannati dal regime fascista che li mandava a combattere in Spagna dopo essere state utilizzate come comparse per un film kolossal dell’epoca, “Scipione l’Africano”.

Scorrendo il suo palmares si nota una certa affezione professionale per i "grossi" personaggi: oltre Di Vittorio – facciamo alcuni nomi a caso – Perlasca (lo Schindler italiano), Nanà (eroina di Zola), Majakovskij (poeta e drammaturgo), Sonzogno (editore e giornalista, massacrato a coltellate il 1874 nella Roma umbertina), per non parlare di Gino Bartali (nostro personale mito, dopo Coppi) e i protagonisti del fenomeno mafioso. Ce la può spiegare?
E’ vero, ho speso la maggior parte della mia professione raccontando personaggi e fatti realmente vissuti e accaduti. Ne sono rimasto affascinato perché quasi sempre la realtà nasconde molte più “avventure” e “storie da film” che l’invenzione pura e semplice. La verità è talmente sorprendente che nessuna immaginazione potrà mai eguagliare, anche perché sapendo di assistere alla ricostruzione di fatti realmente accaduti il pubblico ne resta coinvolto moltissimo perché sa che sta vedendo una storia vera. Le emozioni hanno delle radici molto profonde e riescono a coinvolgere molto di più lo spettatore. La verità vince sempre sulla finzione.

A cosa si sta dedicando in questo periodo?
Sto ultimando un film per RaiUno dal titolo “Mi ricordo Anne Frank”. Come vede si tratta di un altro film su un personaggio realmente vissuto.

Appuntamento a Carpino il 3 agosto?
Farò di tutto per essere presente alla manifestazione… Anna Frank permettendo!

Conferenza stampa di presentazione del Carpino Folk Festival 2009

Invito per la Stampa

 

L’Assessorato alla Cultura e al Mediterraneo della Regione Puglia e l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

 

hanno il piacere di invitare la S.V. alla

Conferenza Stampa di Presentazione del

 

CARPINO FOLK FESTIVAL 2009

XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

 

 

COMUNICATO STAMPA

Foggia, Venerdì 24 luglio

 

 

CONFERENZA STAMPA

CARPINO FOLK FESTIVAL 2009

Dal 02 all’8 Agosto

XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

 

 

Giovedì 30 luglio, alle ore 11.30, Regione Puglia – Sala Stampa della Presidenza della Giunta, conferenza stampa di presentazione del Carpino Folk Festival 2009
[scarica invito .doc]

 Il primo evento internazionale per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali italiane che non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.

Per sette giorni il Gargano si trasformerà nel centro culturale della Puglia. Danza, teatro e musica riempiranno la piazza e le strade del piccolo centro di Carpino. Una città in festa, insomma, animata dalla cultura di una comunità magica, ricca di tradizioni ma non per questo chiusa in se stessa.

Carpino in Citta Aperte 2009

L’AUTORE DI “LA SCORDANZA” VUOLE GIOVANNA MARINI “SENATRICE A VITA”

Alla notizia che Beppe Lopez, giornalista – fondatore tra gli altri di “Repubblica”, nonché “inventore” del Quotidiano di Lecce – e scrittore (in calce la sua scheda), avrebbe presentato il suo romanzo “La Scordanza” nell’ambito della 14.ma edizione del Carpino Folk Festival (serata del 3 agosto), non ci abbiamo pensato due volte e l’abbiamo contattato chiedendogli un’intervista. Gentilmente ce l’ha concessa e ve la proponiamo.

Domanda – Dottor Lopez, se Le dico “storia orale cantata”, l’adrenalina dove La porta
Risposta – A me, complessivamente, interessa la storia: non quella dei sovrani e dei grandi eserciti, ma la storia vera degli uomini, delle comunità, della società, del genere umano, degli animali, dell’ambiente naturale. Insomma, la storia della vita vera. Sino alla modernità e in particolare sino agli ultimi decenni – quando ha cominciato a svilupparsi finalmente una certa attenzione per gli individui, i gruppi umani, le classi e le problematiche fino ad allora “senza voce” – a farsi carico della memoria è stata la "storia orale". E in particolare in Italia, terra di frontiera fra arcaicità e modernità, la storia orale cantata: la musica popolare che, grazie alle ricerche e alle iniziative sviluppatesi fra gli anni Cinquanta e Settanta, ha fatto delle nostre tradizioni musicali legate al lavoro, alle ingiustizie sociali e alle lotte politiche, un fatto "vivo" ancora oggi fra i giovani, non mero repertorio per artisti e intellettuali dai gusti raffinati.

D. – Tale excursus ci porta inevitabilmente a Giovanna Marini (foto del titolo; ndr), la più rappresentativa etnomusicologa (ma il termine è riduttivo) italiana. La sua figura “altisonante” cosa rappresenta per Beppe Lopez.
R. – Non solo "altisonante" e "alticantante", ma una delle più alte figure di intellettuali rimasteci. L’intellettuale è per definizione capace di comprendere e rappresentare la complessità: alto e basso, materiale e ideale, territoriale e universale, lavoro e "tempo libero"… Tutte categorie, come si sarebbe detto una volta, "borghesi". La realtà è una e complessa. Giovanna è tra i pochi italiani che per tutta la vita è rimasta fedele a questa semplice verità, coniugando altissima poesia e alta testimonianza civile.

D. – Pertanto – citiamo i critici della Marini – il “ruolo dell’intellettuale nella società” quale dev’essere e la musica, “sempre orientata alle problematiche sociali”?
R. – La musica è popolare, è cioè "cultura", se non è autoreferenziale, se non è artificiosa, se racconta la vita vera, se non è chiusa in una sfera definita di genere. Perciò non può essere rivolta esclusivamente alle problematiche sociali, ma anche all’allegria, all’amore, all’amicizia…

D. – Le cito un altro aforisma sulla produzione della Marini: “L’allegoria non è mai disgiunta dalla riflessione militante”. Come reagisce?
R. – Di primo acchito, male. Si tratta evidentemente di una estrapolazione teorica, che non va mai disgiunta, appunto, dalla pratica. Se poi significa che, quando ricorre alla musica (o al narrare o al recitare o al dipingere ecc.) e anche all’artificio retorico, un intellettuale serio non dimentica mai la sua "funzione" e la sua utilità per la società, e in particolare per i meno privilegiati, mi pare che sia il minimo che si possa dire di Giovanna.

D. – E tutto ciò ha portato Lei a rivolgere al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, un appello particolare (la richiesta di nominare la Marini “senatrice a vita”; ndr*). Ce ne parli.
R. – Io credo nella democrazia rappresentativa e nelle istituzioni parlamentari, nonostante lo scempio che se ne fa in Italia. Anzi, più esse sono sfregiate e umiliate, più cresce il mio attaccamento e la mia convinzione di fondo che in esse risieda ancora e per sempre il futuro di una umanità che non rinunci né alla libertà individuale e collettiva né alla giustizia sociale. E’ proprio ciò che vorrebbero gli sfregiatori e gli umiliatori: convincerci, con illusioni di "democrazia diretta" o iper-maggioritaria o presidenzialistica, che la democrazia moderna non possa più essere quella di una volta, quella che prevede delegati fortemente dipendenti (e controllati) dai deleganti. Nelle nostre Camere oggi ci sono solo "nominati" dagli oligarchi. Non mi faccio illusioni, nel breve. Ma non bisogna mollare. Continuare a votare per il "meno lontano" o il "meno peggio" e, intanto, se possibile, vederci rappresentati al Senato almeno da un "senatori a vita" che non siano necessariamente costruttori di automobili o solo intellettuali organici al sistema.

D. – Cosa ne pensa se si potesse rilanciare l’appello (che abbiamo sottoscritto con convinzione sul Suo blog) da un palco di tutto rispetto. Tanto per citarne uno: il “Carpino Folk Festival” che si tiene sul Gargano.
R. – Potrebbe essere una splendida idea. Io ho fatto quello che potevo con il mio sito. Ma se riusciamo ad aggregare, è meglio. L’individualismo è uno degli ostacoli principali che impediscono ai molti, che vogliono sinceramente cambiare le cose in Italia, di farlo. Manca appunto quello che sino agli anni Settanta c’era: l’istinto all’aggregazione, la convinzione che senza aggregazione non si va da nessuna parte.

D. – Passiamo al Suo impegno letterario: nel Suo secondo romanzo (il primo è stato “Capatosta”), “La Scordanza”, ha dedicato un cameo a Carpino. Prima di parlarne, però, ci confermi una nostra “impressione” sul libro: è “strettamente” autobiografico? E poi, quella maniera di stendere le frasi, tra lingua e dialetto, deve essere stata una faticaccia!
R. – Il libro è, più o meno strettamente, autobiografico. E usare quel linguaggio non è stata una faticaccia. L’ho già fatto in altri libri, a cominciare dal mio primo romanzo "Capatosta" nel 2000. E poi, quell’idioletto ha una sua intima coerenza e si basa su regole di intreccio fra italiano parlato, italiano formale e materiale dialettale pugliese che prevede automatismi. Mi è già capitato di dire che è una lingua che si è scritta da sola.

D. – Si torna a Carpino. Anzi: si ritorna a Carpino, visto che già s’è accennato al Folk Festival e al cameo che gli ha dedicato. Lei sa che la prima decade di agosto se ne svolge la 14.ma edizione: è la prima per Lei? Quale “peso” ha nella Sua formazione culturale il c.d. “patrimonio intangibile”.
R. – Sono venuto negli anni più volte a Carpino e nel foggiano per motivi, diciamo così, musicali. Un peso notevole nella mia "formazione" civile l’ha esercitato il corpus di recuperi/invenzioni popolari dell’apricenese Matteo Salvatore, che insieme ai Cantori, alla pizzica salentina e ai canti murgesi costituiscono un formidabile patrimonio culturale identitario per la Puglia.

D. – Inutile puntualizzare che a Niudd’ – il protagonista della “Scordanza”… cioè Lei – piace la musica che si suona al Festival. Basta rileggere una sola frase: “Piangette ininterrottamente per tutt’e tre le volte, una dopo l’altra, che Andrea Sacco cantò, ricantò e arricantò a furor di popolo quella nenia dolce e disperata”. Conferma?
R. – Confermo. Amo quella melodia da più di trent’anni. Conservo come una reliquia il vinile con la registrazione della Tarantella di Andrea Sacco effettuata da Roberto "sul campo", come si diceva una volta. Eh sì, ho pianto di gioia e di dolore quando mi è capitato, in un particolare momento della mia vita, di arrivare a Carpino e di sentire inaspettatamente la voce di Andrea che la cantava in piazzetta.

D. – Lasciamoci con un Suo commento a una frase della Marini (così chiudiamo questo bel circolo virtuoso): “E’ difficile essere una persona intellettuale, perché arrivi a un certo punto in cui la cultura non ti basta più e devi inventarti una vita”.
R. – Giovanna è generosa e molto severa con se stessa. Credo che in lei mai la persona e l’intellettuale siano state cose separate, che mai abbia dovuto "inventarsi una vita". La vita è complessa e una. Solo chi non ha la consapevolezza della complessità ha la necessità di dividere (la cultura e la vita, l’anima e il corpo, il maschio e la femmina, il bianco e il negro…) e non sa distinguere. E un intellettuale che non abbia la consapevolezza della complessità mi pare una contraddizione in termini.

Piero Giannini da http://www.puntodistella.it

* Appello a tutti coloro che ritengono giusto e per certi versi gratificante (per lei e per noi) che Giovanna Marini sia nominata “Senatrice a vita”: visitate il blog di Beppe Lopez (http://www.infodem.it/); in fondo alla homepage trovate la richiesta già presentata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e seguite le istruzioni. Oppure andate direttamente al link http://www.infodem.it/iniziative.asp?id=1449. Da questo momento vale!

Antonio Maccarone,un piccolo estratto dal film “Craj”

CARPINO FOLK FESTIVAL 2009

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
presenta

CARPINO FOLK FESTIVAL’09

XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni
Dal 1773 la Birra Dreher è sinonimo di tradizione, naturalità e genuinità

Foto di Tony Esposito

Arrivato alla quattordicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher continua a promuovere gli standard di eccellenza che hanno caratterizzato le ultime edizioni.

Una popolare e contemporanea avventura artistica
Fondato nel 1996 da Rocco Draicchio, il Carpino Folk Festival è senza dubbio il primo evento internazionale per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali italiane che non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.

Ogni anno nel mese di Agosto, Carpino diventa una città-teatro che accoglie decine di migliaia di amanti di musica tradizionale di tutte le età. Il suo leggendario spazio è "Piazza del Popolo", il cuore degli spettacoli all’aperto. Gli spettatori, spesso in vacanza e lontani da casa, trascorrono diversi giorni a Carpino per vedere gratuitamente i concerti in calendario; la maggior parte di loro partecipa alla performance dei propri idoli e balla con loro creando una originale alleanza.
Carpino Folk Festival è soprattutto uno stato d’animo, una festa popolare dove gli spettatori/attori per una settimana frequentano gli stessi eventi, discutono e condividono le loro esperienze di vita e di cultura.
Sul palco del festival del Gargano si sono esibiti i più grandi Cantori e Suonatori della Tradizione e i più grandi Artisti italiani della riproposta.
Eccone un elenco: Abbes Boufrioua -Al Darawish -Alfio Antico -Ambrogio Sparagna -Andrea Parodi -Angelo Branduardi -Angelo Pantaleo -Anna Cinzia Villani -Annamaria Bagorda -Antitodum Tarantulae -Antonello Paliotti -Antonio O’lione -Aretuska -Argento Vivo -Ariacorte -Assurd -Augusto Enriquez -Bag Ensemble -Bala Perdita -Balkanija -Bandabardo’ -Banditaliana -Beppe Barra -Beppe Barra -Bosio Big Band -Cantaiatra -Cantatrici Di Ischitella -Cantodiscanto -Cantori Di Carpino -Canzoniere Grecanico Salentino -Carlo D’angio -Carlo Faiello -Chilli Band -Collettivo Musicle Carpinese -Confraternita’ Delle Voci Di Vico -Daniele Sepe -Davide Conte -Dodi Ei I Monodi -Elena Ledda -Ensamble Of Soccavo -Ensemble Barocco Pugliese -Ensemble Popolare Della Notte Della Taranta -Ensemble Tradizionale Siciliano -Enzo Avitabile -Enzo Del Re -Enzo Gragnaniello -Eugenio Bennato -Faisal Taher -Fanfara Tirana -Faraualla -Flamenco Vivo -Folkabbestia -Gabin E Paul Dabiree -Gianluigi Trovesi -Gianni Amati -Gianni Coscia -Gianni Perilli -Ginevra Di Marco -Giuseppe Spedino Moffa -Gruppo Polivalente Di Mattinata -Gruppo Popolare Di San Giovanni Rotondo -I Cantori Di Carpino -I Suonatori di Ruoti e Avigliano -I Suonatori e Cantatori di Caggiano -I Suonatori e Cantatori di Colliano -I Suonatori tradizionali della Calabria -Il Parto Delle Nuvole Pesanti -Indaco -James Senese -Kebana -Kocani Orkestar -La Banda Improvvisa -La Bella Cumpagnia -La Compagnia Dei Musicanti -Largo Criminale -Li Santandunjree -Lino Cannavacciuolo -Lou Dalfin -Luca De Nuzzo -Lucilla Galeazzi -Malicanti -Massimo Ferrante -Matteo Salvatore -Maurizio Cuzzocrea -Medit.Azione -Municipale Balcanica -Musica Nova -Musicisti Di Montemarano -Nando Citarella -Nico Berardi -Novue’ -Nuova Compagnia Di Canto Popolare -Officina Zoe -Opa Cupa -Orchestra Tzigana Di Budapest -Otello Profazio -Paco Suarez -Phaleg -Pino De Costanzo -Pino De Vittorio -Pio Gravina -Pneumatica Emiliano Romagnola -Popularia Cilentana -Radicanto -Raffaele Inserra -Raiz -Riccardo Tesi -Rosapaeda -Roy Pace -Salvatore Russo -Sergent Garcia -Spaccanapoli -Stefano Zuffi -Stephane Delicq -Suoni del Pollino -Tabule’ -Tamburi Del Vesuvio -Tarantolati Di Tricarico -Tarantula Garganica -Tarantula Rubra Ensemble -Teresa De Sio -Terza Moresca -Tonino Zurlo -Tradere -Uaragnaun -Uccio Aloisi -Vinicio Capossela.

Questo anno, poi, non ci si è fatto mancare nulla con l’unione con gli altri festival maggiori della provincia di Foggia e la costituzione del Consorzio per la Promozione Culturale del Territorio. Con il 5FSS’09, infatti, il pubblico può godere di sinfonie, jazz, pop, rock, liriche, di ballate, danze e balletti, di spettacoli di varietà, spettacoli teatrali e musica da camera, ma anche di laboratori, convegni, tavole rotonde, workshop, presentazioni letterarie, cinema, insomma di un programma anche tecnicamente complesso, ma equilibrato, caratterizzato soprattutto per la sua varietà destinata per tutti i tipi di pubblico, senza però snaturare le formule delle singole rassegne.

Come sempre, la musica popolare è il momento clou del Carpino Folk Festival
In un momento particolarmente difficile per tutti, abbiamo voluto mettere su un programma risposta al degrado anche culturale che stiamo attraversando. Non abbiamo ricercato stili diversi e generi adatti ad ogni gusto, ma abbiamo voluto esaltare la qualità e l’integrità della musica popolare e la professionalità degli artisti coinvolti per trasmettere a tutti gli spettatori una vasta gamma di sensazioni ed emozioni profonde che solo la festa popolare del Carpino Folk Festival è in grado di far rivivere.

Quest’anno il programma si svolge in due aree festival: Piazza del Popolo e Largo San Nicola
E’ a Largo San Nicola che si svolge la parte più tradizionale della rassegna con la presentazione del libro "La Scordanza" di Beppe Lopez, la presentazione dell’Archivio Sonoro della Puglia, la proiezione del video/documento "Sentite buona gente", con la presentazione del libro "Il ritorno della taranta" di Vincenzo Santoro e il concerto acustico di Gianni Amati e Annamaria Bagorda. Ancora sempre a Largo San Nicola verrà realizzato il primo "Viaggio nella Chitarra Battente del Gargano" un meeting in cui si esibiranno per prima i suonatori del Gargano Roberto Menonna (Carpino), Marco e Giuseppe di Mauro (Carpino), Enrico Noviello (Manfredonia), Pio Gravina (San Giovanni Rotondo), Angela Castelluccia (Ischitella) e Nicola Sansone (Monte Sant’Angelo) a seguire tutti gli altri maestri della chitarra battente che accetteranno il nostro invito. Quindi la proiezione video di Andrea Sacco a cura di Giuseppe Michele Gala. Infine come da tradizione La Notte di Chi Ruba Donne e i Concerti della Tradizione con i Rareca Antica – Canzoniere vesuviano, Petriò mmia – Canti e saltarelli marchigiani e i Cantori di Carpino con Antonio Piccininno e le Serenate e le tarantelle alla carpinese.

Lo spettacolo della rassegna invece si svolge come tutti gli anni in Piazza del Popolo con “Terre Tumare” di Anna Cinzia Villani, Massimiliano Morabito, Davide Conte e Mauro Semeraro, con i “Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia” di Simone Cristicchi e Il Coro dei minatori di Santa Fiora. Quindi il primo Progetto Speciale Carpino Folk Festival 2009 di Guglielmo Pagnozzi & Voodoo Sound Club feat. Collettivo Musicale Carpinese special guest Teo Ciavarella. Il 7 Agosto è la serata degli omaggi del Carpino Folk Festival. Inizierà David Riondino con La Buona Novella di Fabrizio De’André e la straordinaria partecipazione della Banda del Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico diretta dal Maestro Giuseppe Spagnoli e del Coro Polifonico Stefano Manduzio di Sannicandro Garganico. Quindi Rita Botto che renderà omaggio alla Sicilia di Rosa Balistreri e al nostro pugliese Domenico Modugno. Ed ancora l’omaggio a Miriam Makeba e Roberto Murolo di Rosapaeda.
Infine, la serata finale, con tre spettacoli, che vedranno sullo stesso palco Giovanni Mauriello con “Da Parthenope a Medina”, Teresa de Sio con “Sacco e fuoco” e il concerto speciale dei Cantori di Carpino.

Prima di tutto ciò i Laboratori Didattici del Carpino Folk Festival 2009 e trasversalmente il Concorso Fotografico – Premio Rocco Draicchio.

Nato per omaggiare i Cantori del Gargano col fine di valorizzarne i suoni tramandati di generazione in generazione, le tecniche musicali sviluppate con attenzione e i ricordi vivi e sottili, spesso complessi, a volte epidermici… per preservare e trasmettere la conoscenza, rituale e tradizionale, incorporata nella memoria di quest’angolo di Puglia, il Carpino Folk Festival 2009 è dedicato alla memoria di Antonio Maccarone, cantore e suonatore di Carpino.

Foto di Tony Esposito : Vincitore Concorso Fotografico – Premio Rocco Draicchio 2008

PREMIO SPECIALE A 10 ASSOCIAZIONI DEL PROMONTORIO

NELL’EDIZIONE 2009 DI “RIGNANO CITTA’ APERTA – DUE NOTTI BIANCHE NEL PIU’ PICCOLO COMUNE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO” RICONOSCIMENTI AL CIRCOLO LEGAMBIENTE “FESTAMBIENTESUD”, AL GRUPPO “ARGOD”, ALL’ASSOCIAZIONE “IO SONO GARGANICO”, ALL’ASSOCIAZIONE “CARPINO FOLK FESTIVAL”, ALL’ASSOCIAZIONE “CALA LA SERA”, AI CIRCOLI ARCI DI SAN MARCO IN LAMIS E MONTE SANT’ANGELO, AL CENTRO STUDI PAGLICCI, ALL’ARCHEOCLUB DI APRICENA E L’ASSOCIAZIONE “SCHIAMAZZI” PER LA LORO INTENSA ATTIVITA’ NEL SETTORE CULTURALE, SOCIALE ED AMBIENTALE
RIGNANO GARGANICO. Il Gargano dell’associazionismo attivo sarà premiato a Rignano il prossimo 13 agosto in tarda serata nell’ambito dell’edizione 2009 di “Rignano Città Aperta – Due notti bianche nel più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano”. A renderlo noto i dirigenti del Nuovo Circolo Culturale “Giulio Ricci” e l’apposito Comitato organizzatore dell’evento, che hanno proposto un riconoscimento speciale a dieci associazioni del Promontorio di San Michele, le stesse che da anni si occupano, spesso a proprie spese, del recupero, della salvaguardia e della valorizzazione dei tesori archeologici, ambientali, culturali, artistici, ambientali e paesaggistici della Montagna del Sole. Ecco l’elenco dei sodalizi scelti per la quarta edizione di RCA:

1) Associazione “Carpino Folk Festival” di Carpino;
2) Circolo Legambiente “FestambienteSud” di Monte Sant’Angelo;
3) Gruppo Archeo-Speleologico “Argod” di Sannicandro Garganico;
4) Associazione “Io sono garganico” di Vico del Gargano;
5) Centro Studi Paglicci di Rignano Garganico;
6) Circolo Arci “Pablo Neruda” di San Marco in Lamis;
7) Circolo Arci “Nuova Gestione” di Monte Sant’Angelo;
8) Archeo Club di Apricena;
9) Associazione “Schiamazzi” di Cagnano Varano;
10) Associazione “Cala la sera” di San Giovanni Rotondo.

A tutte le associazioni sopra indicate sarà consegnato il Premio “Giulio Ricci”, dedicato romanziere e poeta verista originario di Rignano Garganico.

Per conoscere nei dettagli l’intero programma di “Rignano Città Aperta” visitate i siti internet www.rignanonews.com e www.rignanocittaaperta.com.

Il Comitato Organizzatore di RCA
Angelo Del Vecchio – Coordinamento
Giuseppe Del Vecchio – Direttore Artistico
Vincenzo Demaio – Settore teatro
Michele Caruso – Settore teatro
Annanunzia Del Vecchio – Logistica e segreteria
Antonio Orlando – Settore culturale e logistica

L’associazione “Carpino Folk Festival” vince il primo premio

NELL’EDIZIONE 2009 DI “RIGNANO CITTA’ APERTA – DUE NOTTI BIANCHE NEL PIU’ PICCOLO COMUNE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO” RICONOSCIMENTI AL CIRCOLO LEGAMBIENTE “FESTAMBIENTESUD”, AL GRUPPO “ARGOD”, ALL’ASSOCIAZIONE “IO SONO GARGANICO”, ALL’ASSOCIAZIONE “CARPINO FOLK FESTIVAL”, ALL’ASSOCIAZIONE “CALA LA SERA”, AI CIRCOLI ARCI DI SAN MARCO IN LAMIS E MONTE SANT’ANGELO, AL CENTRO STUDI PAGLICCI, ALL’ARCHEOCLUB DI APRICENA E L’ASSOCIAZIONE “SCHIAMAZZI” PER LA LORO INTENSA ATTIVITA’ NEL SETTORE CULTURALE, SOCIALE ED AMBIENTALE

RIGNANO GARGANICO (FG). Il Gargano dell’associazionismo attivo sarà premiato a Rignano il prossimo 13 agosto in tarda serata nell’ambito dell’edizione 2009 di “Rignano Città Aperta – Due notti bianche nel più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano”. A renderlo noto i dirigenti del Nuovo Circolo Culturale “Giulio Ricci” e l’apposito Comitato organizzatore dell’evento, che hanno proposto un riconoscimento speciale a dieci associazioni del Promontorio di San Michele, le stesse che da anni si occupano, spesso a proprie spese, del recupero, della difesa e della valorizzazione dei tesori archeologici, ambientali, culturali, artistici, ambientali e paesaggistici della Montagna del Sole. Ecco l’elenco dei sodalizi scelti per la quarta edizione di RCA:

1) Associazione “Carpino Folk Festival” di Carpino;

2) Circolo Legambiente “FestambienteSud” di Monte Sant’Angelo;
3) Gruppo Archeo-Speleologico “Argod” di Sannicandro Garganico;
4) Associazione “Io sono garganico” di Vico del Gargano;
5) Centro Studi Paglicci di Rignano Garganico;
6) Circolo Arci “Pablo Neruda” di San Marco in Lamis;
7) Circolo Arci “Nuova Gestione” di Monte Sant’Angelo;
8) Archeo Club di Apricena;
9) Associazione “Schiamazzi” di Cagnano Varano;
10) Associazione “Cala la sera” di San Giovanni Rotondo.

A tutte le associazioni sopra indicate sarà consegnato il Premio “Giulio Ricci”, dedicato romanziere e poeta verista originario di Rignano Garganico.

Per conoscere nei dettagli l’intero programma di “Rignano Città Aperta” visitate i siti internet www.rignanonews.com e www.rignanocittaaperta.com

Il Comitato Organizzatore di RCA
Angelo Del Vecchio – Coordinamento
Giuseppe Del Vecchio – Direttore Artistico
Vincenzo Demaio – Settore teatro
Michele Caruso – Settore teatro
Annanunzia Del Vecchio – Logistica e segreteria
Antonio Orlando – Settore culturale e logistica

MUSICA: ‘SENTITE BUONA GENTE’ AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2009 CON L’ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA

La straordinaria capacità di fascinazione dell’altra musica


Carpino, 15 lug. – (Ufficio Stampa Carpino Folk Festival) – Con la proiezione inedita dello spettacolo intitolato ‘Sentite buona gente’, il Carpino Folk Festiva e l’Archivio Sonoro della Puglia riporterrano in vita gli strepitosi gruppi di musicisti tradizionali che nell’inverno del 1967 al Teatro Lirico di Milano dimostrarono con una straordinaria capacità di fascinazione che “esistono, anche in Italia, modi diversi di fare musica, non scritta, ma non per questo meno valida”. Accadra’ Lunedì 3 agosto alle ore 22 nel Largo San Nicola di Carpino (FG), appuntamento della quattordicessima edizione del ‘Carpino Folk Festival’, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.

La manifestazione, prima in Italia a promuovere la tutela e la promozione delle ricchezze culturali immateriali, e’ promossa dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed è organizzata nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e con il sostegno della birra Dreher che dal 1773 è sinonimo di tradizione, naturalità e genuinità.

Proiezione del video/documento “Sentite buona gente”
Sentite buona gente. Prima rappresentazione di canti, balli e spettacoli popolari italiani.
A cura di Roberto Leydi con la collaborazione di Diego Carpitella, regia di Alberto Negrin.

Si tratta di una testimonianza straordinaria di strepitosi gruppi di musicisti tradizionali, al massimo del loro vigore espressivo e performativo.
Nel Programma dello spettacolo c’era scritto: “Le voci vive e vere dei contadini, dei pastori, dei montanari, degli operai di Carpino (Foggia), Ceriana (Imperia), Crema (Cremona), Maracalagonis (Cagliari), Nardò (Lecce), Orgosolo (Nuoro), San Giorgio di Resia (Udine) e Venaus (Torino), i loro balli, i loro strumenti, le manifestazioni della loro civiltà testimoniano della presenza attiva della cultura popolare nel mondo moderno. Ballate storiche, canzoni narrative, canti di lavoro, mutettus, stornelli, sos tenores, sunetti, la terapia musicale del tarantismo pugliese, la danza delle spade, il ballo tondo, la tarantella, la Resiana, launeddas, solittu, organetto, tamburello, violino, violoncello, chitarra, chitarra battente, triangolo”.
Lo spettacolo aveva una doppia finalità dichiarata da Leydi:
– avvertire il grosso pubblico che “esistono, anche in Italia, modi diversi di fare musica, non scritta, ma non per questo meno valida”
– far cadere il vecchio adagio sulla legittimità di portare “fuori contesto” le espressioni musicali tradizionali. Infatti la spettacolarità intrinseca dei cantori cosiddetti popolari è una spettacolarità “universale”, cioè valida anche al livello di altre classi sociali e diverse strutture economiche.
Le musiche degli autentici cantori e suonatori popolari dimostrarono in quella prima occasione del tutto decontestualizzata dal normale campo di azione, una forza comunicativa propria e una capacità di fascinazione tale da non richiedere la mediazione dei gruppi di riproposta. Da quel momento le strade del folk revival e degli spettacoli degli autentici informatori si dividero.

La Puglia era rappresentata da ben due gruppi, i suonatori di Carpino (Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo) e i musici di Nardò (Luigi Stifani, Pasquale Zizzari, Giuseppe Ingusci e Salvatora Marzo “Za’ Tora”).

Sentite Buona Gente – 1966-67 – Fotografia Ciminaghi Luigi
www.carpinofolkfestival.com

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