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Le bizzarre pecore di Carpino al parco giochi

E’ appena andato in onda il servizio di Striscia la Notizia sulle bizzarre pecore al parco giochi di Carpino.
Tutto sommato "tutto è bene quello che finisce bene".

Conoscete veramente Carpino?

Conoscete veramente Carpino? Conoscete tutte le sue Chiese esistenti (alcune ancora per poco) oggi (un tempo erano molte di più)? San Cirillo, San Nicola di Mira, la Santa Croce, Sant’Anna, San Giorgio (che non tutti conoscono)…ma questa che vedete in foto chi la conosce?

Come potete vedere è stato sottratta la cornice, sicuramente di un certo valore artistico, dell’ingresso…e non solo quella.

L’altare, le campane, le statue……non è rimasto nulla

Il 26 Luglio si festeggiava Sant’Anna anche a Carpino

Il 26 luglio di un anno non precisato di mezzo secolo fa a Carpino era festa

Il cammino dei carpinesi alla Chiesa di Sant’Anna nel piano sotto la calura del sole estivo era estenuante; di tanto in tanto ci si fermava all’ombra di qualche ulivo. C’erano tutti, dagli anziani ansimanti ai bambini euforici che finalmente potevano spendere i loro piccoli risparmi per comprare confetti, gelati ed i pochi dolciumi disponibili a quel tempo sulle bancarelle appostate intorno alla Chiesa.
Le donne si erano fatte belle, e gli uomini non avevano i vestiti sporchi della campagna…anche quell’imprecisato anno c’era stato il solito tira e molla tra il proprietario di un terreno adiacente all’edificio sacro ed i passanti per quel tratturo privato (o per lo meno ritenuto tale) che arrivava alla Chiesa. Comunque ora tutti erano a messa..la campagna diventa di nuovo silenziosa, si ode l’eco della voce di Don Agostino che recita l’omelia. Poi il suono della piccola campana, la celebrazione alla protettrice delle donne incinte era finita..qualche piccolo fuoco pirotecnico..e tutti a pranzo (un pò più ricco del solito per chi era fortunato).

La festa di Sant’Anna oggi a Carpino non esiste più…la Chiesa di Sant’Anna sta cadendo a pezzi e con essa la memoria di quella festa secolare e delle giornate dei braccianti carpinesi dettate dai rintocchi di quella piccola campana sparirà.

Domenico S. Antonacci

Antonio Maccarone,un piccolo estratto dal film “Craj”

ARGOD E SOCI VISITANO CALENA E COSA TI SCOPRONO?

articolo di Piero Giannini da puntodistella.it

“Crono” (al secolo Domenico Sergio Antonacci) è un cacciatore di immagini dal fiuto sopraffino.

Ma stavolta, probabilmente, non sa neanche lui lo spessore di quanto abbia scoperto nella sua recente visita alla peschiciana Abazia di Calena, condotta insieme al Gruppo Argod di San Nicandro Garganico. Lo sa benissimo invece il presidente del Gruppo speleologico sannicandrese, Giovanni Barrella, che ha indirizzato i ragazzi verso una scoperta interessantissima essendo da anni sulle tracce di una "certa" simbolistica. Comunque, tornando a Crono, braccio armato della mente presidenziale, padrone della macchina fotografica come pochi, soprattutto selezionatore sagace di ciò che intenda eternare, ha pubblicato su facebook – il network sociale che oggi va per la maggiore – 108 foto, la più parte delle quali raffigurante segni originali lasciati dai medievali scalpellini itineranti sulle pietre delle mura che erano chiamati a innalzare per dare corpo ai tanti luoghi di culto pronti a spuntare come funghi nel “tempo delle cattedrali” (siamo in epoca lontana da noi 6-700 anni).

Avendo imparato a conoscere il “fiuto” del nostro amico e adesso anche di altri personaggi come il presidente Barrella (un po’ meno, ma altrettanto valido, quello di chi l’ha accompagnato: Sara Di Bari, Vittorio Fusillo e Antonio Antonacci, oltre ovviamente ai componenti del Gruppo Argod), ci siamo piacevolmente lasciati attirare dal suo nuovo reportage fotografico, in cuor nostro sperando – non possiamo esimerci dal rivelarlo – di trovare fra le immagini la testimonianza di quanto ci sta assillando da vario tempo. E così, fra una lettera alfabetica e una sorta di firma, geroglifici e disegni di vario genere, frecce ghirigori e scarabocchi (anche), è saltato fuori, chiaro e netto, il “segno” che speravamo di trovare. Lo si può vedere nella foto del titolo: tre quadrati concentrici! (La differente colorazione gliel’abbiamo data noi per meglio risaltarlo.) Gli altri sono in calce all’articolo.

L’insieme apparirebbe come il divertissement di un artista del tempo se non rivestisse un significato che ha circoscritto gli studi dei ricercatori a due correnti di pensiero: la struttura geometrica – a volte raccordata da quattro segmenti perpendicolari, non presenti nella fattispecie, e da diagonali, talora anche da un foro centrale, nel qual caso sarebbe assimilabile a una meridiana, specie se si usi il cerchio al posto del quadrato, e alla quale con ogni probabilità ci si è ispirati nella invenzione del gioco del “filetto” presente sul retro di molte scacchiere; – la struttura, si scriveva, sarebbe il prodotto di un passatempo dell’artista, una sua estemporanea manifestazione ludica, ma potrebbe anche essere depositaria di un suggerimento simbolico.

Per la seconda soluzione propendono coloro i quali oppongono l’impossibilità di poter “giocare” in maniera verticale. Molto più semplice e giusto se il disegno si trovasse in orizzontale, non comunque sul soffitto di una grotta, come per il ritrovamento nella francese Larchens. Tra l’altro, in soccorso dell’uno o dell’altro sostenitore non viene neanche la possibilità di conoscerne l’epoca, in quanto la datazione è praticamente impossibile. L’incisione infatti potrebbe essere stata operata in contemporanea con l’edificazione del luogo in cui si trovi, ma anche successivamente o persino precedentemente, su pietre utilizzate in un secondo momento per una nuova costruzione, come si usava al tempo. Al di là di ogni possibile orientamento, tuttavia, il suo significato rimane ancora ambiguo, avvolto nel mistero della volontà di chi volle trasmetterlo ai posteri.

E non si può neanche affermare che sia lo scherzo di qualche burlone, poiché ne sono state trovate in molti luoghi, in genere chiese e abazie, ma anche in antiche strade di paese, in Italia (dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia al Lazio al Molise, dall’Umbria alla Puglia – Vieste, San Nicandro, Monte, Lucera, le più vicine a noi – fino alle Isole) e poi in Europa, Croazia, Turchia, Giordania, Egitto. E ovunque: su rocce rupestri, parapetti di chiese, chiostri, piazze, davanzali di castelli e abitazioni, usci di case, lastre riadattate a panchine, grotte sotterranee di epoca sicuramente storica o medievale, come suggerisce il sito internet duepassinelmistero.com cui rimandiamo per approfondire il tutto.

Non solo, ma anche per seguirne l’invito e segnalare ai curatori che lo richiedono il ritrovamento di Calena. Potrebbe costituire un ulteriore prova rientrante nell’ipotesi simbolistica. Cioè una sorta di cartello indicatore per viandanti e pellegrini a suggerire che il posto era ospitale e sicuro. E tutti sappiamo quale valenza abbia avuto l’Abazia peschiciana nei vari transiti dai santuari garganici di chi andava in Terrasanta. Questa soddisfazione, però, la lasciamo a Crono, al presidente Barrella e agli amici di Argod. Facciano loro il primo passo, loro che hanno scoperto questo “segno” forse legato all’esoterismo o molto più semplicemente ai… Templari!
Vai Domenico il Gargano è tuo, sarà la tua generazione a vivere una nuova stagione per queste terre.

L’acqua a sbafo ,27 prelievi illegali..anche a Carpino

Foggia – Rubare l’acqua è una delle pratiche più diffuse in agricoltura e attività… collaterali, accade purtroppo da tempo in numerose aree della Capitanata, sul Gargano hanno addirittura scoperto un’intera rete di tubazioni completamente illegale. I tecnici dell’Acquedotto pugliese hanno smantellato negli ultimi mesi sul promontorio 32 chilometri di reti abusive: ieri l’annuncio ufficiale dell’Aqp a conclusione della prima attività di individuazione degli illeciti, smantellamento delle condotte abusive e, speriamo ora, di controlli più ferrei.

 
I tecnici dell’Aqp hanno agito in questi mesi (l’azione è partita nell’autunno scorso) in collaborazione con le guardie della forestale, gli agenti di pubblica sicurezza, il coordinamento della prefettura e delle amministrazioni locali che hanno operato sul territorio finalmente all’unisono per scoraggiare (almeno così si spera) una delle pratiche più truffaldine che la cronaca registra nelle nostre aree rurali anche se generalizzare sarebbe un errore. 
Non è però una novità quanto viene oggi alla luce. Sul Gargano erano decine, forse centinaia coloro che si approvvigionavano dell’acqua potabile a sbafo, semplicemente infilando un tubo nella condotta principale. Da Carpino a Vieste, lungo i 142 pozzetti di sfiato, sono stati scoperti al termine delle indagini ben diciotto allacci completamente abusivi per complessivi 27 prelievi. Gli «utilizzatori», che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, agivano praticamente indisturbati. Chi sono? L’identità non viene resa nota dall’Aqp (per un reato così grave la semplice denuncia non sembra affatto la pena commisurata), ma l’arcipelago degli scrocconi è abbastanza variegato e attraversa trasversalmente un po’ tutti i settori trainanti dell’economica locale: agricoltori, allevatori, semplici cittadini. L’Acquedotto definisce «eclatante» il caso di una presa abusiva sul tratto di attraversamento della condotta del Fortore sul Vallone Caramanica che serviva una piccola "rete" di distribuzione interna nell’abitato della frazione di Macchia della Libera.  A via Cognetti non hanno dubbi che i disservizi dell’estate di un anno fa, quelli che lasciarono a secco i rubinetti di Vieste in piena estate, furono causati non dalle condotte troppo piccole per l’aumento di popolazione (come si disse all’epoca), ma a causa dei continui prelievi abusivi lungo tutta la rete. I prelievi avvenivano con modalità talmente indisturbate che nel corso del tempo (anni?) gli abusivi avevano provveduto a realizzare, sempre illegalmente, costruzioni nella fascia di pertinenza dell’acquedotto (12 casi di inglobamenti non autorizzati) proprio con l’obiettivo di impedire agli stessi tecnici dell’acquedotto di intervenire.
 

Fonte. La Gazzetta del Mezzogiorno

Edicola devozionale vuota in Corso Vittorio Emanuele

Ma che fine ha fatto la statua di San Michele Arcangelo che si trovava nella nicchia? E’ in fase di restauro? E’ in una delle chiese di Carpino? E’ stata rubata? Da quanto tempo non si trova più li?
Io la ricordo quindi non devono esser passato moltissimo tempo dalla sua rimozione.

Adesso:


Prima:

Motoraduno sul vecchio tracciato per Ischitella

Carpino – Tutto pronto per il terzo motoraduno carpinese (Primo interregionale) che si terrà a Carpino domenica prossima.La manifestazione, organizzata dal motoclub Biker’s Carpino, è accreditata dalla Federazione Motociclistica Italiana. La tappa, che percorrerà il vecchio tracciato Carpino–Ischitella prevede la presenza di diverse associazioni del sud Italia. I proventi della manifestazione saranno devoluti ai terremotati dell’Abruzzo.
 Il moto club Biker’s Carpino è nato dalla passione di un gruppo di amici tre anni fa. Il presidente è Pasquale Di Viesti con i dirigenti Francesco Gioffreda e Domenico Biasco. Gli altri componenti sono Michele d’Antuono, Michele Trombetta, Di Lella Gennaro, Di Lella Giuseppe, Di Perna Francesco, Scanzano Giuseppe, Iacubino Giuseppe. Il gruppo di motociclisti, porta già all’attivo ottime posizioni in classifica generale della Federazione Motociclistica Italiana classificandosi al terzo posto al motoraduno nazionale di Salandra (Mt) e al secondo posto al motoraduno nazionale di Morrovalle (Mc) svoltosi proprio giorni fa. Nonostante gli impegni lavorativi di tutti i componenti del gruppo, si appresteranno nelle prossime date a partecipare ad altre manifestazioni.

Fonte:newsgargano.it

Laura Drzewicka, la Barbie del Grande Fratello originaria di Carpino

"Si può sempre migliorare: se punti alla luna prima o poi arrivi alle stelle" e cosi dopo Bar Wars, il reality prodotto da Sky Vivo, dopo Casalotto sul circuito 7Gold e Scorie di Nicola Savino su Raidue, lunedi scorso Laura Drzewicka è approdata al Grande Fratello su Canale 5.

Laura è diplomata in ragioneria e parla 4 lingue. Fotomodella con la passione per lo shopping e per gli Swarovsky, Laura è una ragazza appariscente ed espansiva a cui piace prendere la vita con leggerezza ed entusiasmo.
Laura è per metà di origine polacca e per metà di origini garganiche, di Carpino.

Fino all’età di 10 anni ha vissuto ad Amburgo in Germania, con i genitori, proprietari di un ristorante.
Quando il ristorante è fallito nel 1996 lei e la mamma sono venute in Italia.
Laura, dopo la separazione dei genitori, da ormai
più di dieci anni non ha più rapporti con il padre, tant’è che non ha nemmeno il suo numero di telefono e non saprebbe nemmeno come contattarlo.
Invece con la madre ha un rapporto simbiotico, lei è il suo vero punto di riferimento.
Laura è single e ha deciso di prendere il GF “come una seduta psicologica!”. Le piace definirsi una Barbie e il suo motto è ”il mio mondo è rosa e essere Barbie è un complimento perché è di plastica, si piega ma non si rompe mai”.

Sul web i materiali integrali della pianificazione strategica di Area Vasta Capitanata 2020

Sul sito “www.capitanata2020.eu”, sono pubblicati integralmente il Metaplan integrato del Piano strategico di area vasta e il Piano Urbano della Mobilità “Capitanata 2020 – Innovare e Conettere”.
Sotto il titolo «Un Piano di sistema fino al 2020 per migliorare la qualità della vita di mezzo milione di cittadini» la visione della grande città metropolitana, di 4.773,68 chilometri quadrati di superficie, che intende migliorare in dieci anni la qualità della vita di mezzo milione di donne e uomini da Foggia ai Comuni di Apricena, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Cerignola, Chieuti, Foggia, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Ordona, Orta Nova, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, San Severo, Serracapriola, Stornara, Stornarella, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.

Ecco i progetti del Comune di Carpino classificati in base agli obiettivi di indirizzo ed ad una scala di priorità che va dal I al IV Livello. Nelle schede di dettaglio, raggiungibili cliccando sui link, tutti gli altri progetti.
RETI E MOBILITÀ
III Livello
Realizzazione di una circonvallazione di collegamento tra la strada provinciale SP50 e con la strada provinciale SP51BIS

GOVERNANCE E PROCESSI

PRODUZIONE E SERVIZI

AMBIENTE E SPAZIO RURALE
I e II Livello
Attrezzamento e messa in funzione del "campo pozzi" realizzato dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano per usi irrigui
III Livello
Lavori di mitigazione dello stato di rischio idrogeologico del territorio di carpino e del Lago di Varano

CITTÀ E SOLIDARIETÀ
II Livello
Carpino Folk Festival – il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni
III Livello
Struttura di accoglienza a supporto delle manifestazioni folcloristiche "Folk Festival"
Soggetti coinvolti: Provincia FG, Parco Naz Gargano, Comune di Carpino

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