Continua con “Hello, Mister Fogg!” l’esperimento della mostra permanente della Fondazione Giorgio Cini degli ascolti di musica rara e ‘ricercata’alle 17.30 di ogni sabato. Tali matinées sono organizzate quest’anno in una capricciosa successione di dislocazioni del punto di ascolto (da Berlino a Carpino, a New York, Rocky Mountains, da Parigi a Mahé, da Bologna a La Alberca, dal Dahomey a Montecatini ecc.) nel corso della quale si realizza il sogno del viaggio planetario del verneano Mister Fogg. Un viaggio tutto vissuto alla ricerca di monumenti, radici, fronde, oasi, arbusti, virgulti, talee, petali, archetipi, modelli, mostri, semi, grani, fragranze, umori della musica del mondo intero in un tempo storico tanto indefinito quanto reale.
Il 31 marzo 2007 fa tappa Carmelita Gadaleta in Folk Songs di Puglia e Lucania 1973, il secondo disco a parere dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, dopo Lo guarracino di Roberto De Simone e la Nuova Compagnia di Canto Popolare, in ordine cronologico contenente documenti di riproposta dei Canti dei pastori di Carpino e del Gargano.
Quella di Carmelita Gadaleta è una figura totalmente obliata dalla memoria di studiosi e appassionati. Eppure ha avuto, nella prima metà degli anni settanta, un successo relativo notevole, se risulta essere al secondo posto, come numero di concerti, fra i gruppi di «folk e ricerca popolare» (Tonelli 2012, p. 135) alle Feste dell’Unità: 34 concerti, numero ragguardevole rispetto ad artisti di largo seguito, come Rosa Balistreri (26 spettacoli), il Canzoniere del Lazio (21) (ibidem). Tratto da “La musica folk – Storie, protagonisti e documenti del revival in Italia” di Goffredo Plastino dove si parlara anche di un recital sul quale sarebbe bene indagare.
Anche nel recital di Carmelita Gadaleta, giovane e preziosa folk singer, le antiche melodie popolari della Lucania e delle Puglie si legano a nuovo canto di lotta. Nella sua nuova formazione è accompagnata da chitarra a dodici corde, violino acustico e a tasti, e da fiati e strumenti elettrificati. Li cafune sono ventisei elementi, presentano canti e danze del Gargano.
All’atto della presentazione discografica di questa raccolta, la Gadaleta si era così presentata, in prima persona: «Non è importante quando ho cominciato a cantare o come. Mi sembra invece importante la scelta che feci e la dimensione in cui mi trovai decidendo di cantare canzoni popolari dei miei paesi.
Venivo dalle Puglie, lasciate otto anni prima, ma le scoprii da fuori, quando già ne sentivo la distanza, e quando capitò di fare uno spettacolo di canzoni che descrivesse la condizione di sfruttato dell’uomo, io ebbi un quarto d’ora tutto mio in cui cantare le canzoni pugliesi, che erano quelle scritte o adattate da Matteo Salvatore. Con l’aiuto di Eugenio trovai un modo mio di cantarle, non con rassegnazione, come faceva Matteo, ma con rabbia.
La svolta decisiva venne con la conoscenza di Diego Carpitella che mi consigliò di staccarmi da un certo repertorio per accostarmi ad un altro, più autentico, e mi permise di attingere al suo rilevante materiale. Fu allora che nacque il desiderio di accostarmi in modo più vero e più profondo alla musica tradizionale.
Curare timbro ed emissione non mi sembrò sufficiente, così feci anch’io ricerche, senza pretese, semplicemente parlando e discutendo direttamente con i contadini, accettando i loro inviti e venni a conoscere i loro problemi e scoprii che nelle loro canzoni c’era molto di più di quello che veniva detto.
Al materiale messo a mia disposizione da Diego Carpitella ho aggiunto alcune canzoni da me raccolte, una di Cagnano che si chiama la bonasera e che dà il titolo al disco e l’altra, di Cerignola, stornelli cantati solitamente durante la raccolta delle olive, mestiere quasi completamente scomparso a livello bracciantile.
Con Eugenio abbiamo deciso di contenere al massimo gli interventi della chitarra in modo da mantenere, anche negli accordi, molte volte disarmonici, una rigida osservanza dei moduli popolari.
A volte, come in Maritenie e’ pastore, la chitarra deve assumersi il compito di sostituire il suono continuo della zampogna, altre volte, come le due ninna nanne e U tomu, la chitarra è stata esclusa, perchè nelle prime al massimo si concepisce l’accompagnamento ritmico di una sedia che dondola e nel secondo il fruscio del grano, visto che si tratta di richiami di donne durante la mietitura. In altri brani, come le tarantelle, abbiamo imposto un ritmo più vivace e colorito, e in tutti abbiamo rispettato al massimo i tempi e anche il modo di fare le pause degli esecutori tradizionali, interrompendo a metà la parola per riprenderla, smussata, nella battuta successiva.”
A questa nota, Roberto Leydi, direttore della collana discografica dell’Albatros aggiungeva:
«Il materiale che compone il repertorio di Carmelita Gadaleta è testimonianza di un’area geografica e culturale abbastanza omogenea e di grande interesse: la Puglia settentrionale e la Lucania orientale. I documenti si accentrano prevalentemente in due zone di quest’area: il Gargano (Cagnano Varano, Carpino, Sannicandro) e il Materese (Pisticci e Ferrandina). Completano il disco esempi di Cerignola e di Locorotondo. Nel quadro del revival italiano l’impegno di Carmelita Gadaleta si colloca nel filo di quel “ricalco” che costituisce il momento più valido del movimento revivalistico, cioè nell’ambito di un impegno di fedeltà ai modi della tradizione, pur con l’intervento critico di una sensibilità contemporanea e di una necessità di nuova comunicazione.
Il momento del “ricalco” non ha avuto, finora, una consistenza organica nel vasto e confuso quadro del “revival” italiano, ma certo può contare su alcuni interpreti che sono visti come la fase “sperimentale” del movimento, sganciati dalle seduzioni commerciali e dalle tentazioni canzonettistiche o divistiche. A questo gruppo di cantanti (e strumentisti) si aggiunge ora Carmelita Gadaleta, affrontando un repertorio che finora era stato in gran parte estraneo al “revival”, se si tolgono le interpretazioni, spesso molto intense e toccanti, ma anche molto personalizzate, di Matteo Salvatore. Abbiamo creduto opportuno, nelle note di presentazione dei vari brani, segnalare per ciascuno la diretta derivazione da una registrazione originale, citando anche quando queste registrazioni sono disponibili in disco. Così ciascuno potrà, volendolo, mettere a confronto quanto Carmelita Gadaleta ha ricavato dall’esecuzione originale, come l’ha saputa rendere e in quale modo si è realizzato il suo intervento, emotivo o critico che sia.»
I Brani del Concerto
1. La bonasera di Cagnano Varano
2. Fronni d’alia di Pisticci
3. Stornelli di Cerignola
4. Alla carpinese di Carpino
5. Ninna di Pisticci
6. O re o re, tarantella di Sannicandro
7. Le funtenelle di Sannicandro
8. U tomu di Locorotondo
9. Romanza di Sannicandro
10. Mariteme è pastore di Ferrandina
11. Ninna di Cerignola
12. Strelli strelli di Sannicandro
13. Saluti a li mura di Cagnano Varano
Riportiamo i testi dei brani proposti cosi come trascritti dalla stessa Carmelita Gadaleta
LA BONASERA Sonetti 1973
‘Na’ uagliona ci ha compiatire
si t’ammi disturbate dallu sonne lu zi’ nun ci vuleva da vinai
j’ e’ stat’ l’ amori chi ci l’ha fatti fa’
chi nun capisci l’ amor’ non capisci nent’ so quilli chi pparten’a la ‘gnuranza chi non capisci l’amor’ abbastanza
pricio’ ti ve saluta pe lu canti
ti preghi d’accitta’ ‘sta bonasera di bonasera ti ne lasci a mille
tenti alla mamma toia e tenti a tili.
Cantine li galli e li sparpagline l’iscell’
canta la gallina cu’ li penni a viulin’ la gallina nera che ti dici bonasera bonasera ti lasci prim’a te poi a li vicini vicini e vicinant’ bonasera a tutti quanti chiaiunque parla e dice bonasera a tutti l’amici chiaiunque parl’e sente bonasera a tutta la gente bonasera padrone di casa j’e’ arrivat’ la bocche riso
l’uocchie tui ‘mpise vonne sempe pazzia’ ‘bbascia la marina dda’ ci steve tu biondina di ser’ e di mattina lui ti vene a visita’ jive fresche fini nun’ci puteva sazia’ durmi cuntenta, durmi ninnella mia durmi bella mia durmi cuntenta chi a’ vo bene a tte, chi a’ vo bene a tte sta vigilante
voi siete figlie a Dio onnipotente siete nipote a lu Spirito Santi,
e di bellezze ci n’aviti na fonte
pe’ quanta frundi cot’ la lu vent’ da me no l’adda ‘ve’ nu tradiment’ comm’ha tradut’ Giuda a lu Padretern, tosi’ tradisc’ a voi pover’ amand’ pover’ amand’ e lla’ bonasera ch’ e’ fatt’ nott’ e nuje c’ jamma ritira’ .
FRONNI D’ALIA
Frammento di una canzone narrativa. Da una registrazione di Diego Carpitella ed Ernesto De Martino, effettuata a Pisticci (Matera) nel 1952 (CNSMP, raccolta n. 18).
Fronni d’alia attaccati li tricci ca lu tuo padri t’adda marita ‘Ah papa, papi, hai me maritare dimmi tu ci mi vuoi da’ ‘A Conte Maggio t’haia pigghia’ ‘La prima vota l’ agghie a ‘ iabba’ .
STORNELLI per la raccolta delle olive 1973
Che so beli’ i rose
e cchiu’ beli’ sond’ e vase du nammurat’ Aggie pers’a voce aggie perso bene e chi m’ha amat’
E ‘ ne vurptjell
t’ n”aj e fatt’ magna’ chine e pepe Anill anjiell
e tu t’hai ‘ mparat’ l’ art’ du crapariell che va vennenn’ o latt’ chi dong ae malat Sint’ me belle
ancora m’avisse abbanduna’ Ije nun t’abbandon’
anommen’ si v’ nnaria o re ‘ m’ person,
ALLA CARPINESE
Canto dei pastori di Carpino, nel Gargano. Da una registrazione effettuata, nel 1954, a Carpino, da Alan Lomax e Diego Carpitella (CNSMP, Raccolta n. 24B).
Pigliatella la palella e ve’ pe’ foto va’ alla casa di lu’nnammurate
pijate du’ore de passa joco
si mama si n’addonde di chieste joco dille ca so’ state faielle de foco
vule, die a lae, chelle che vo la femmena fa.
Luce lu sole quanne e’ buone tiempo luce lu pettu tuo donna galante ‘
in pettu li tieni dui pugnoli d’argentu chi li tocchi, belli ci fa santu ti le tocchi ije ca so l’amante im’ paradise ci ne iamme certamente.
NINNA
Da una registrazione effettuata a Pisticci (Matera), nel 1952, da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino
Hoi ninna nanna!
che cos’ e’ la ninna
e jie’ lu ripuoso, o figghie
e de suonno, ninna; e dormi, ninni oh beni di la mamma ninna ‘ddurmete ninne mie, e lu cuscine la mamma te l’ha chine di seta damaschine e dormi ninna.
U TOMU (Il covone)
Canto di lavoro (nell’originale a domanda e risposta) per la mietitura. Da una registrazione effettuata da Alan Lomax e Diego Carpitella nel 1954, a Locorotondo (Bari).
– ‘ Stu campe ce sta’ nunzi
ce passa riete
– Hoi tomu cu passa’riete – ‘Stu campe ce sta’nanzi – Tome belle
– Cu passe riete – E brave
– E ci l’ha seminate e cu se lu miete
– E commu’ na tomma tomma e’ amato tomma.
Grida a botta e risposta tra donne durante la mietitura e dove il covone assume il doppio senso di innamorato, e soddisfatto uno, ce n’e’ già un altro che aspetta.
ROMANZA
Da una registrazione effettuata, nel 1954, da Alan Lomax e Diego Carpitella a Sannicandro (Gargano).
Nicuola guardiano fuore steva sempre mattina e sera addiavulate nu juorno camminando era di maggio e Innanzi la truvo’ tanne l’amai.’Ch’a lu core non ‘rriverai
io porta tra li rrose la tua effige pur’ ca ti cunzigni la concime e mi cu’ la raffin’ de l′ inganne.
MARITEME E’ PASTORE (Mio marito è pastore)
Canzone di satira della condizione del pastore che ha dimenticato, vivendo in solitudine, come si fa l’amore. Da una registrazione effettuata a Ferrandina (Matera) da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino, nel 1952
Mariteme e’ pastore e se ne vene
a ogni quindicina vene da fora se mette a nu cantone di lu foto ‘Vieni, marite mie, venite a cucca’ chi agghie mise le bianche linzola’
‘Mugghiera mea, cuccati sola
chi jie me mette accanto a li muntona’
‘Maria quant’e’ crape lu pastore
ca crede cchiu’ a li muntona non l’amore’
NINNA 1973
Jeninn’ a li’ la ninna ninna nanne
jie la puccenenna mee
e la puccenenna mee e vo fe la nanna;
quandi so’ belli l’occhi e li capielli la canna d’oro ellu
la canna d’oro ellu ogendi lu petto oohh
jie ninna dilla ninna ninna vole li campanella di li campanella di San Nicola
San Nicola mee e vint’la pigghia
jie fammille bene tu
ie fammille bene tu pe l’fa dummille.
STRELLI STRELLI (Sciacqua sciacqua)
Stornelli, raccolti a Sannicandro (Gargano) da Alan Lomax e Diego Carpitella, nel 1954
Strelli, sto mucquatore a quattr’pi,
strelli, strelli, ‘stomucquatore a quattr’ pizz ‘sto mucquatore arrucamat’; so quinn’ce mesi che stoo dda
Hiore, hiore, quantanella dove si trove
hiore, hiore, quantanella dove si trov’? Si trove co’soldato quantanella e soldato vene, vene, vid’che aria ca tene vene, vene, vid’che aria ca tene
nu tomme de camicie e tutti li posti anna’mmeta’, hiore, hiore, quantanella dove si trove;
Quand’me nzore ji
ch’ bella festa c’ aj e a fa
e quanne me’nzore ji che bella festa c’ajea a fa, nu collo de camicie e tutti li polsi aie ammeta’
SALUTI LI MURA (Saluto i muri) 1973
Passa lu traturi
e prima d’arruari salut’ li mura saluta li pedimenti di ‘sta cas’je po saluta te
Cara zitelli e svegliete risvegliet’
ccha nun cchiu’ durmiri lu troppo durmiri dopp’ ti fa danni
,nei dormi quanni va d’amarti
U lett i viole v’ha da fari
lu matarazz e li ‘scini di seta li lenzuola sonni arricamati
La ‘mbuttitella j’e’ di vasilicol’
ha v’ nut’ lu zit’ toie
isse l’ha truat’ chi l’ha bene accumpagnatu.
Da oggi 7 marzo nella serie "Bikers, il gusto in movimento. Verso Sud", in onda su SKY Gambero Rosso Channel, canale 410, ci saremo anche noi garganici. Le puntate dedicate al Gargano saranno la quinta e la sesta.
"Bikers, il gusto in movimento. Verso Sud". E’ il programma che andrà in onda da mercoledì 7 marzo dalle ore 20.59 su Sky Gambero Rosso Channel – canale 410 Raisat .
Protagonisti della quinta puntata del 7 marzo: Fausta Munno, il botanico Nello Biscotti, la prof.ssa Teresa Maria Rauzino e i Cantori di Carpino, con il loro mitico leader novantatreenne Antonio Piccininno.
Nella puntata del 14 marzo visiteremo il ristorante da Carlo, il trabucco di Monte Pucci, Vico del Gargano, uno dei più antichi panifici di Monte Sant’Angelo e la masseria Bramante.
Tutto questo naturalmente in compagnia di quattro Bikers: El_Cini , Barbaraggiano, Topper e BoBo, quattro amici esilaranti e buongustai che, in sella alle loro moto, stanno guidando i telespettatori in un appassionante “itinerario del gusto” fra Abruzzo, Puglia e Calabria.
Una bella fetta d’Italia vissuta dalla prospettiva di una motocicletta, in un susseguirsi di incontri, battute e sapori inconfondibili. RaiSat Gambero Rosso vi farà vivere la gastronomia dal loro punto di vista: a spasso per la nostra bella Italia tra culture, strade e tradizioni.
Ecco alcune foto scattate durante le riprese effettuate dalla troupe della Cult Movie presso l’azienda agrituristica di Fausta Munno, in località Canneto, cuore dell’oasi agrumaria del Gargano.
Da garganopress.net
L’ottimo lavoro fatto fino a questo momento dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, specialmente su un versante, quello cioè dell’organizzazione di un grande evento, come quello del Carpino Folk Festival, che ha promosso nel mondo e non soltanto in Italia l’immagine del Gargano e delle sue “belle anime” ci ha spinto ad intraprendere con convinzione il versante della ricerca sul campo, che oggi, a differenza di decenni fa, si può fare e fare bene perché si hanno a disposizione tutta una serie di tecnologie che consentono di salvare quello che rimane del timbro, del ritmo, della fonicità dei nostri cantori.
Da questo lavoro di ricerca l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha dato vita al progetto delle Confraternite di Vico del Gargano. Come noto, la poesia popolare raggiunge una delle più alte espressioni nelle vicende che narrano la vita e la morte di Cristo, infatti tutti i linguaggi espressivi di una cultura, canto, poesia, teatro, si sintetizzano in questo dramma umano-divino, essenza stessa del divenire. In questi canti, che siano sardi, salentini, grichi, Garganici, calabresi, ecc. si contemplano gli ultimi istanti, della vita di Gesù, solo di fronte alla morte, solo nella condizione umana, con la propria responsabilità e tragica consapevolezza che l’essenza umana contempla la morte.
Il progetto delle Confraternite di Vico del Gargano non è un progetto che nasce isolato, anzi, esso, grazie alla rete che in questi anni l’associazione sta intelando con gli altri operatori culturali del Sud Italia, si colloca all’interno di una grande rassegna internazionale di musica legata ai riti della Pasqua che viene organizzata dall’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, dalla Regione Puglia, dall’Unione europea, dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto Diego Carpitella: I Canti di Passione.
Numerosi sono gli artisti professionisti e non che si esibirano nella sette giorni della rassegna e tra essi le Confraternite di Vico del Gargano a Calimera (il 30 marzo) e Martignano (il 31 marzo).
Il Festival di Sanremo, il Premio "Andrea Sacco", ecc.
Sono molti coloro che in questi giorni ci invitano a dire la nostra su argomenti diversi, ad es. Sanremo (ma cosa ci centriamo?) oppure ci invitano ad entrare di petto in polemiche pretestuose e a volte inutili, l’ultima in ordine di tempo sul Premio La Voce del Gargano "Andrea Sacco".
Non è detto assolutamente che l’associazione culturale carpino folk festival debba necessariamente dire la sua su ogni tipo di argomento.
Questa volta lo facciamo e cosi mettiamo un po di ordine.
Il Festival di Sanremo?
Per i temi trattati, ed è un giudizio personale, lo vincono due donne: tra i big, Tosca con "il terzo fuochista" e tra i giovani, Mariangela con la sua "ninna nanna". Entrambi, due testi tipici dei canti popolari su sfondi che riecheggiano la musica dei nostri contadini.
Polemica inutile.
Esiste oppure no una Tarantella del Gargano?
Certamente no.
Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival
La città di San Giovanni Rotondo, tra le mete principali del turismo religioso a livello mondiale, per garantire un’offerta più completa punta sul Carpino Folk Festival e sui suoi anziani cantori, testimoni di una tradizione lunga centinaia di anni e mai sopita dal volgere del tempo..
E’ uno dei pochi dati positivi registrati all’importante manifestazione milanese, dove la città di San Pio da Pietrelcina era rappresentata da un nutrito numero di operatori, capeggiati per l’occasione dall’assessore al ramo Giuseppe Siena e dal dirigente Antonio Puzzolante, autori di diversi studi statistici sulle presenze nel centro garganico e vero “deus ex machina” dell’azione turistica e progettuale di Palazzo San Francesco, sede della municipalità cittadina. Per Siena e Puzzolante, con dati alla mano, lo stand del Comune è stato visitato da migliaia di visitatori e soprattutto da centinaia di operatori del settore, che hanno chiesto e ottenuto le garanzie necessarie per portare i turisti nella cittadina cara al Santo del Gargano: migliore rapporto qualità-prezzo, destagionalizzazione e itinerari alternativi alla fede e alle realtà vicine a Padre Pio (archeologia, eno-gastronomia e ambiente).
Le chitarre battenti del liutaio rignanese Gabriele Orlando alla 27° Borsa Internazionale del Turismo di Milano, che avrà luogo nel capoluogo lombardo dal 22 al 25 febbraio 2007.
Un tempo la chitarra battente del Gargano era diffusa lungo tutta la Montagna del Sole, da Cagnano a Carpino, da Ischitella a Monte Sant’Angelo, da Mattinata a San Giovanni Rotondo, da Rignano a Peschici e via dicendo. da garganopress
Lunedì 26 febbraio, Teatro Mediterraneo, Napoli. "Suoni e rumori", un progetto di Carlo D’Angiò. Orchestrazioni di Antonello Paliotti. Direttore Gennaro Cappabianca. Ingresso libero.
CARPINO. Intesa tra la Comunità Montana del Gargano e il Touring Club Italiano per dotare della "Bandiera Arancione" i comuni garganici dell’entroterra. Tra i "nominati" risultano Rignano Garganico, Ischitella e Carpino. E’ quanto emerso l’altra mattina a Monte Sant’Angelo al termine di un incontro tra il presidente dell’Ente Montano Nicola Pinto e i delegati del TCI Enzo D’Onofrio e Severino Cannelonga. L’idea è quella di dare un sigillo di qualità e garanzia ai tre piccoli comuni, tutti dotati di specifiche peculiarità e rispettosi dell’ambiente che li circonda. La "Bandiera Arancione" è il marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra del Touring Club Italiano. Viene attribuita alle località che soddisfano criteri di analisi correlati allo sviluppo di un turismo di qualità. La valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici sono solo alcuni degli elementi chiave per ottenere il marchio. Il Tci da sempre opera per lo sviluppo del turismo di qualità e per la valorizzazione delle risorse e del patrimonio culturale e ambientale italiano. La BANDIERA ARANCIONE, è uno degli strumenti con il quale il Touring offre ai turisti una garanzia di qualità e alle località uno strumento di valorizzazione. Grotta Paglicci a Rignano, i Cantori di Carpino e le Cruedde di Ischitella saranno utilizzati come "bigliettino da visita" per la decisione finale, che non potrà prescindere dalle decisioni e dalle garanzie offerte da Enti sovraterritoriali come la Comunità Montana del Gargano e il Parco Nazionale del Gargano. Pinto si è detto soddisfatto per la decisione del TCI e ha offerto tutta la collaborazione dell’Ente da lui presieduto, che sarà presente alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano a fine febbraio.
Il Gruppo di Lavoro dell’Ufficio di Presidenza della Comunità Montana del Gargano
Il presidente della Comunità Montana del Gargano, Nicola Pinto, e stato ospite questa sera (13 febbraio 2007), alle ore 18.30, di Radiouno per presentare il Piano Strategico di Marketing Turistico del Gargano agli italiani per il rilancio turistico e d’immagine delle nostre terre e del loro patrimonio materiale e immateriale. Anche in questa circostanza il Presidente, sotto le note della mondanara, non ha perso l’occasione per invitare tutti gli ascoltatori al festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, il Carpino Folk Festival 2007. Ascolta l’intera intervista.
Magazine un programma di Claudio Mantovani dedicato ai viaggi, al costume, alle tendenze, alle anticipazioni sulle mode e sui comportamenti giovanili.
Il Comune di Alessano e la webcommunity Pizzicata.it in collaborazione con Res Tipica Srl – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – con il patrocinio della Provincia di Lecce organizzano ad Alessano (LE), per domani 2 febbraio 2007, il Convegno di Studi dal titolo Puglia terra di musica – A partire dalle ore 16.00, interverranno: