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‘Solarità’ di Domenico Di Lella

"Solarità" è il titolo della raccolta di poesie di Domenico Di Lella (Edizioni Giuseppe Laterza, 150 pagine) presentato ieri sera alle ore 18 presso l’auditorium di Palazzo dei Celestini di Manfredonia.



Di Lella, maestro elementare di Carpino, ora in pensione, vive a Manfredonia ormai da anni. Uomo di cultura e scrittore di poesie da anni, attraverso la poesia esprime pienamente il suo mondo interiore, ricco di sentimenti, sensazione e ricordi.



Con “Solarità” Di Lella ha raccolto degli scritti vecchi e più recenti su svariati temi dalla gioventù, all’amore verso la natura e il suo Gargano fino alla speranza di un mondo migliore. Il sole è assai spesso compagno dei suoi pensieri che, anche quando si soffermano sul passato, sono sempre soffusi di luminosità. Ogni zolla di terreno, ogni goccia di ruscello, ogni tramonto, ogni orizzonte, ogni volo di rondine apre le porte alla sua riflessione sul senso della vita, sull’amore, sulla consapevolezza di essere un puntino infinitesimale dell’universo.



Il lettore percorre con il poeta una sorta di cammino attraverso il tempo, un percorso che è quasi un’altalena tra passato e presente.



Alla presentazione, patrocinata dal comune di Manfredonia, è stata presente, insieme all’autore, Renata Laterza.

La Puglia e il Sud dimenticati da Industria 2015

Cos’è Industria 2015

È il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo Berlusconi il 22 settembre 2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007.

Industria 2015 stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato su:

  • un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie;
  • un’analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo (il 2015).

Sono stati ammessi a finanziamento 30 progetti di ricerca e innovazione sugli 86 presentati.
I progetti ammessi agli incentivi coinvolgeranno 234 imprese, 160 enti di ricerca e attiveranno circa 500 milioni di investimenti in attività di ricerca e sviluppo.
Ieri la presa di posizione della Gazzetta del Mezzogiorno

Puglia dimenticata da «Industria 2015»
di Gianfranco Summo
A forza di sentirlo gridare in televisione, si potrebbe finire per credere al proclama del Sud mangiasoldi e finanziato a discapito del povero Nord. Peccato che spesso, poi, i fatti raccontano tutt’altra storia. Prendiamo ad esempio il bando Industria 2015, un progetto del ministero dello Sviluppo economico del secondo governo Prodi, per il quale sono stati scelti 30 progetti sul tema dell’efficienza energetica in collaborazione con la ricerca pubblica.
I progetti ammessi agli incentivi coinvolgeranno 234 imprese, 160 enti di ricerca e attiveranno circa 500 milioni di investimenti in attività di ricerca e sviluppo. In media ogni progetto riceverà un contributo pubblico pari al 35% dell’investimento previsto. Ma quasi l’80% degli investimenti sarà realizzato al Nord, con  le piccole e medie imprese, che rappresentano il 54% del totale.
Anche nella scelta dei membri del Comitato non si è tenuto conto della presenza del Sud. Gli esperti sono 11 docenti e ricercatori, tre del Politecnico di Milano, uno della Bocconi, 4 di atenei romani, due dell’Università di Genova, uno del Politecnico di Torino.
Le poche imprese del Sud finanziate sono a Catania, Reggio Calabria e Napoli. Per la Puglia, pur essendo stati presentati progetti, nessuno ha trovato favorevole accoglienza.
Vale la pena evidenziare anche qualche altro aspetto. La procedura originaria prevedeva, per i «giudici» dei progetti, la nomina di esperti internazionali scelti dall’albo europeo, scelta poi negata dal governo Berlusconi che ha optato per una procedura nazionale. Non solo. I criteri di valutazione avrebbero dovuto privilegiare quelli ad alto tasso di integrazione Nord-Sud e con il maggior coinvolgimento possibile di piccole e medie imprese. Il risultato? Una delusione proprio per le imprese meridionali. Un’amarezza che traspare dalle parole di Vincenzo Ciccolella, presidente dell’omonima società florovivaistica quotata in Borsa, esclusa da Industria 2015. «Le imprese pugliesi stanno cercando di resistere alla crisi, cercando, quando è possibile, di evitare perfino la cassa integrazione – dice deluso –. Cerchiamo anche di non delocalizzare per non ridurre i posti di lavoro in un’area fortemente a rischio, ma il Governo privilegia le aziende del Nord. Ci chiediamo, allora, esiste un veto alla crescita del Mezzogiorno?».
L’azienda Ciccolella ha presentato un progetto denominato «Mare» (micro algae renewable Energy) che intende dimostrare la fattibilità e la sostenibilità della produzione di biodiesel per autotrazione e combustione a partire da una biomassa di seconda generazione: le microalghe. L’energia prodotta da tali impianti è classificabile tra le energie rinnovabili di natura solare. Al progetto partecipano  anche l’Enea, il Cnr e alcune università italiane, oltre al Centro studi Ricerca e sviluppo «Antonio Meucci».
«Le aziende del Nord ottengono sempre la fetta più consistente e migliore dei finanziamenti – aggiunge Ciccolella – mentre a quelle del Sud viene riservata la piccola progettualità. E anche alle aziende che vogliono fare autoproduzione di energia per le proprie esigenze, vengono creati mille ostacoli.  Eppure i privati investono anche senza l’aiuto dello Stato, come abbiamo fatto noi a Candela, dove i 72 ettari di serre sono stati realizzati tutti con i nostri mezzi, senza finanziamenti pubblici».
Quello di Ciccolella non è un caso isolato. Anche Vito Pertosa, fondatore della MerMec di Monopoli, azienda leader mondiale nella settore dei sistemi diagnostici ferroviari (si è appena aggiudicata una commessa di Trenitalia da 88 milioni, battendo concorrenti internazionali), esprime qualche perplessità. Un’azienda del gruppo ha avuto accesso ad un finanziamento ma in un raggruppamento di cui capofila è un’impresa napoletana, la Firema. Bocciata, invece, un’idea da 40 milioni di euro per la quale MerMec era capofila di una progetto al quale aveva aderito anche una società del gruppo Finmeccanica. «Posso solo constatare – allarga le braccia Pertosa – che il ministero dello Sviluppo Economico non ha più valorizzato e rispettato due criteri inizialmente considerati come premiali e cioé l’integrazione Nord-Sud nei progetti e il coinvolgimento delle piccole e medie imprese».
6/2/2009

TANTA PIOGGIA, EPPURE…

TANTA PIOGGIA, EPPURE…

da http://www.puntodistella.it

 Improvviso stop alla erogazione di acqua nelle abitazioni di alcune comunità del Gargano Nord, da Carpino – dove è avvenuta la “rottura” di una tubazione – a Vieste, passando per Rodi e Peschici. Il ripristino dell’erogazione, previsto per le 11-11.30 di questa mattina è slittato “a data da destinarsi” (si spera quanto prima) poiché, effettuato l’intervento risolutore all’altezza del paese dei Cantori, l’acqua non è riuscita a defluire oltre San Menaio. Si è praticamente fermata qui, consentendo il ritorno alla normalità solo per Carpino e Rodi.

I tecnici pensano a una bolla d’aria che ne ostruisca il normale deflusso. In queste ore stanno cercando di individuare il punto critico. Nel giro di poco tempo si potrebbe superare l’inconveniente. Vi terremo informati.

IL PARCO DEL GARGANO “INVASO” DAI BRACCONIERI

Il bracconaggio? In molte zone del parco del Gargano pare che sia un “esercizio” abbastanza diffuso nella più completa libertà in quanto gli organi preposti al controllo, in particolare le guardie forestali, si troverebbero nell’impossibilità di poter, come dovrebbero e vorrebbero, svolgere azioni di prevenzione ma, ancor più di vigilanza sull’area protetta per un’ef ficacia azione di contrasto, appunto, per impedire che possano avere via libera i bracconieri. Cacciatori con il fucile a portata e relativo cane sono stati fotografati in zone dove l’attività venatoria non è consentita. La denuncia viene da parte di associazioni ambientaliste per le quali «l’attuale assetto della vigilanza nelle aree umide del Parco nazionale del Gargano, così come delle riserve naturali di popolamento animale dello Stato, quale è Frattarolo, non è in grado di arginare l’annoso problema del bracconaggio». «Ormai – viene sottolineato – questi bracconieri cacciano impunemente di giorno, con a seguito cani e richiami vietati, in una zona “uno” del Parco tra le più famose a livello europeo». Recentemente su internet sono apparse foto di cacciatori in barchino nella riserva naturale orientale del lago di Lesina, anche qui in zona “uno” del Parco.Questo problema – ricordano gli ambientalisti – è in gran parte dovuto alla non omogenea distribuzione dei comandi stazione della Forestale». Un esempio su tutti: il comando stazione competente per le paludi sipontine è San Marco in Lamis, ad una distanza che è tale da vanificare qualsiasi possibilità di sorprendere in flagranza di reato quanti continuano a non rispettare il divieto di caccia. Tutto questo nonostante la “buona volontà” dei comandanti di stazione. Nei giorni festivi la situazione, se possibile, è addirittura peggiore perché, una volta segnalato l’abuso viene attivata la pattuglia reperibile che, come accaduto qualche giorno fa, gli uomini disponibili erano a Mattinata. Il risultato: ancora una volta i bracconieri l’hanno fatta franca, visto il tempo necessario per l’arrivo sul posto della pattuglia. Si sta tentando di risalire ai bracconieri grazie alle foto scattate da alcuni ambientalisti, immagini consegnate agli uomini della forestale. Ciò che più sconcerta è il fatto che tutto ciò viene registrato di giorno. È solo possibile immaginare cosa accada di notte nelle zone umide, magari in fase di luna piena, quando gli uccelli migratori si muovono. Oppure, chi controlla le mattanze che «addirittura vengono con disgusto denunciate sottovoce dagli stessi cacciatori» nelle riserve private, poco fuori il Parco? Gli ambientalisti ribadiscono, ancora una volta, la richiesta di istituire un presidio stabile della forestale presso tutte le zone particolarmente sensibili, in modo da tutelare questi importantissimi scrigni di biodiversità.

fonte:La Gazzetta del Mezzogiorno

ANCORA NESSUNA NOTIZIA DI ALESSANDRO

All’interno il servizio di "Chi l’ha visto?" Perché la maggior parte dei Montanari sono convinti che non si stia facendo veramente tutto il possibile per ritrovarlo? E’ la domanda che circola insistente nella Città dell’Angelo. Alessandro è un ragazzo di Monte Sant’Angelo di 17 anni iscritto all’Istituto tecnico industriale della città, alto 1.78 mt, di carnagione chiara ma bruno di capelli, avvistato per l’ultima volta domenica 11 gennaio alle 10 presso il Bar Byron. Indossava un giubbotto nero e un paio di normali jeans per quella che doveva essere un’ordinaria giornata con gli amici nella piazza adiacente al Bar dove soleva incontrare i coetanei con cui spesso condivideva i momenti più belli della giornata. Spesso rimaneva in campagna, a pranzo, dal suo fraterno amico Saverio e forse sua madre avrà pensato che anche domenica Alessandro era con Saverio in campagna, ma quel pomeriggio Alessandro Ciavarella non era in campagna e la sera non è rincasato. La famiglia non è una di quelle che, in casi di questo genere, possono pensare a un rapimento a scopo di estorsione, non navigando certamente nell’oro e sopportando difficoltà anche di altra natura, visto che il papà di Alessandro vive separato dai congiunti in Germania. Gli amici sono costernati e sperano che Alessandro si rifaccia vivo. La città, intanto, è sprofondata nell’angoscia mentre i carabinieri della locale stazione stanno cercando di ricostruire gli ultimi momenti della giornata domenicale del ragazzo montanaro che tutti definiscono gioviale e spensierato e che mai e poi mai si sarebbe allontanato volontariamente dai suoi cari per qualche ragazzata o disagio adolescenziale. Anche il sito web “il diario montanaro” si è mosso pubblicando il drammatico appello dei familiari affinché qualcuno dia notizie di Alessandro e contatti la redazione. Intanto le forze dell’ordine, dopo notevoli pressioni da parte dei familiari, hanno autorizzato alcune associazioni locali a collaborare per la ricerca di Alessandro: l’altro sabato mattina una trentina di giovani, coadiuvati dall’elicottero delle forze dell’ordine, hanno perlustrato la zona del "Gentile" sulla strada tra Monte e Mattinata. Le ricerche hanno purtroppo avuto riscontri negativi. La famiglia, intervistata da vari giornali e dal tg3 Puglia, ha mostrato il proprio rammarico per l’insufficiente attenzione mostrata dalle forze di polizia al caso in oggetto. Sperano e pregano, in attesa di una svolta delle indagini. Anche la nota trasmissione televisiva di RaiTre, "Chi l’ha visto?" , si è interessata in due puntate successive al caso. Chiunque abbia notizie, anche riportate, di Alessandro è pregato di contattare i seguenti numeri 3297325279 e 3486186056.

fonte:sanmarcoinlamis.eu

GARGANO FRANE E SMOTTAMENTI, TORRENTI A RISCHIO ESONDAZIONI

Gargano sotto la minaccia di continui smottamenti e frane a causa delle condizioni atmosferiche che, ormai da oltre tre mesi, stanno interessando l’intero promontorio, in modo particolare quelle aree dove lo stato dei luoghi è fortemente compromesso per tutta una serie di interventi che, non sempre, sono stati rispettosi del territorio. Le amministrazioni comunali da tempo dichiarano lo stato di calamità e chiedono consistenti finanziamenti per i primi, indispensabili interventi a Carpino a Rodi Garganico e Vico del Gargano, a San Marco in Lamis e Rignano, oggi è da Monte Sant’Angelo che le associazioni ambientaliste sollecitano gli enti preposti ad intervenire per mettere in sicurezza il Vallone “Vaccaro” della “Piana di Macchia”, una zona fortemente a rischio. E’ ancora vivo il ricordo di quanto accadde nel 1951, quando a causa dell’esondazione del corso d’acqua, trovarono la morte tre bambini; notevolissimi anche i danni ad abitazioni e terreni circostanti. Nel corso degli anni ci sono stati interventi di sistemazione idraulica, anche perchè, in più occasioni, sono stati sollecitati, anche con petizioni popolari da parte dei residenti, ma, visto quanto accaduto nei giorni scorsi, non sufficienti a garantire gli abitanti. A seguito delle piogge di queste ultime settimane, il pericolo che possa esserci un’esondazione è diventato concreto, perchè l’alveo del vallone si è intasato di materiali trasportati dalle acque. Tanto per dare un’idea: in alcuni punti i detriti hanno raggiunto lo spessore di due metri, coprendo quasi interamente i gradoni realizzati per diminuire la pendenza dell’alveo e rallentare la velocità delle acque; inoltre, hanno dimezzato la luce del ponte di via “Grottone”. L’amministrazione di Monte Sant’Angelo, dal canto suo, ha predisposto gli atti opportuni per sollecitare interventi immediati, finalizzati alla messa in sicurezza del vallone, anche perchè nell’arco di trecento metri, sia a destra che a sinistra, ci sono insediamenti turistici e abitazioni ed è necessario scongiurare ogni pericolo di esondazione.

In Consiglio regionale i problemi dei territori boschivi

Difendere la Foresta Umbra dagli incendi, da prevenire con la pulizia del sottobosco, ora trascurata. La commissione sviluppo economico del Consiglio regionale sollecita interventi e sentirà sul problema gli assessori regionali all’agricoltura e al personale. L’esame di un’iniziativa legislativa sull’albo delle imprese forestali si è trasformato in un confronto sullo stato del territorio boschivo pugliese, rappresentato al 70% da quello garganico. Consiglieri dauni di entrambi gli schieramenti hanno posto l’urgenza di una verifica della gestione dei boschi. Francesco Ognissanti (PD) ha denunciato ‘l’enorme carenza di attenzione e personale in un settore che può dare molto ma non dà niente, per mancanza di organizzazione e di intelligenze umane. Si rinuncia al reddito potenziale che potrebbe derivare, eppure si tratta di un comparto importantissimo per la provincia di Foggia’. Francesco Damone (La Puglia prima di tutto) ha chiesto un dibattito politico sulla condizione dei boschi in Puglia. Una seduta monotematica del Consiglio regionale dovrebbe affrontare il nodo delle risorse inutilizzate da sempre, in chiave imprenditoriale, turistica, occupazionale. ‘Il rischio incendi boschivi nel promontorio è enorme – ha detto – non sciupiamo occasioni per riflettere e intervenire: se dopo Peschici perdiamo la Foresta Umbra il Gargano lo possiamo chiudere’. E’ stato Nino Marmo (AN) a proporre un’audizione davanti alle commissioni: ‘l’assessore Russo dovrebbe relazionare sulla politica che vuole adottare e sulle somme che saranno a disposizione nel bilancio. Il servizio andrebbe esternalizzato, com’è avvenuto nelle altre regioni’. Su proposta del presidente della quarta commissione Dario Stefàno l’invito in audizione sarà esteso all’assessore Minervini, per le competenze del personale. Intanto, è passato al’unanimità il ddl che istituisce l’albo regionale delle imprese boschive. Con un articolo unico, la Puglia si adegua ad un decreto legislativo del 2001 e riconosce le aziende del settore, che potranno così partecipare a bandi di gara per lavori forestali e idrogeologici nelle aree boscate. Per effetto di un emendamento Marmo, sottoscritto dal presidente Stefàno, un regolamento fisserà modalità e requisiti per l’iscrizione.

fonte:ondaradio.it

San Valentino a Vico del Gargano

Comunicato Stampa

Il ‘Premio San Valentino’, giunto alla sua XII edizione, è divenuto ormai un consueto appuntamento invernale capace di riunire l’Amministrazione Comunale, l’ Associazione ‘NuovaVicoinArte’ e artisti italiani e stranieri che, sedotti dal fascino di Vico del Gargano, ne percorrono le vie scoprendone angoli nascosti ma soprattutto tracce che evocano la sua storica grandezza.
Il silenzio dei vicoli e la bellezza delle costruzioni architettoniche, infatti, immergono ogni visitatore in un’atmosfera suggestiva da cui traspare e rivive il passato di una città dall’altissimo valore storico-culturale.

Il ‘Premio San Valentino’ è inteso come omaggio artistico a Vico del Gargano ma è anche un invito rivolto agli artisti a scavare all’interno di se stessi e della propria spiritualità per rapportarsi con il territorio vichese e garganico.
Nel contempo vuole essere un motivo di unione e di continuità con le precedenti edizioni che hanno sempre visto nell’Amministrazione Comunale e in “NuovaVicoinArte” l’impegno profondo a far sì che il ‘Premio San Valentino’ venga davvero percepito come un appuntamento importante e di valore nel panorama artistico pugliese e, richiamando anche l’attenzione e l’interesse di artisti, critici, curatori provenienti da diverse regioni italiane, possa lanciare Vico oltre i suoi confini geografici.

Anche quest’anno gli organizzatori hanno voluto dare all’evento un carattere di internazionalità presentando una Sezione di artisti stranieri provenienti da Paesi europei, in particolare dall’est, ed extraeuropei a dimostrazione della vivacità e della contemporaneità dell’arte che anima questi stati. Il ‘Premio San Valentino’ sarà, quindi, una preziosa occasione per sviluppare intense riflessioni rese più stimolanti dal confronto tra le diverse nazionalità, tradizioni e culture degli artisti partecipanti.
Già nelle precedenti edizioni, infatti, la presenza della Sezione Internazionale ha portato un arricchimento non solo artistico, ma anche culturale permettendo l’incontro con abili e passionali artisti che, dotati di grande sensibilità pittorica oltre che di viva creatività, hanno dimostrato di possedere la padronanza necessaria a spaziare con disinvoltura attraverso svariate espressioni e linguaggi artistici.

Il Palazzo della Bella sarà la prestigiosa cornice della Mostra e contribuirà a creare uno scenario di grande suggestione facendo da sfondo allo svelarsi di un percorso che gli artisti avranno reso  ricco di variegate sensazioni e di vibranti emozioni.

New Punto di Stella anche nelle edicole di Carpino


E’ ON LINE (www.puntodistella.it) il NUMERO di FEBBRAIO di "new PUNTO DI STELLA". A giorni anche nelle edicole di: VIESTE, VICO, RODI, ISCHITELLA, CARPINO, CAGNANO, SAN GIOVANNI R., MONTESANTANGELO (a Peschici c’è già).

Clicca qui per scaricare il numero di febbraio

Benvenuti nella perla… cementificata del Gargano?

CENTRO STUDI “MARTELLA” (la presidenza) = Non c’è pace tra gli ulivi. Non c’è pace nella piana di Kàlena. Non bastava l’incuria assoluta di cui è vittima l’abbazia benedettina dell’872 d.C., monumento nazionale! Nessuno, di chi è preposto per legge alla sua tutela, ha sentito ancora il bisogno di dire “BASTA!”. Non bastava che l’abusivismo illegale (o legalizzato) dilagante, con l’avallo complice di chi è preposto, per legge, alla vigilanza del territorio, avesse già ridotto il territorio di Peschici a un coacervo di costruzioni senza stile e senza un minimo di armonia! Non bastava che le case coloniche con annessi magazzini, a Peschici come in tutto il Gargano, si trasformassero, come per un lieve tocco di bacchetta magica, in agriturismi con piscine semi-olimpioniche o in alberghi, ristoranti, dancing e pizzerie. Case … da corsa sorte, dalla sera alla mattina, sul suolo percorso dal fuoco, magari dietro la protezione di un recinto telato di verde.

Con la scusa della ricostruzione delle strutture andate in fumo, dopo l’incendio del 24 luglio 2007, sono raddoppiate le cubature. In mezzo alle pinete bruciate sono sorte tante villette nuove, come … funghi. Che volete che sia! Il turismo deve risorgere! Come l’araba fenice… Anzi, bisogna fare di più. Bisogna fare di meglio! Ad esempio, cosa c’è di meglio di una bella zona pianeggiante, ancora quasi tutta libera, da cominciare a lottizzare? Sì, proprio la bella piana verde e ulivetata di Kàlena. Lì è terreno franco! Non è zona Parco! Non ci sono vincoli! Possiamo fare quello che ci pare! Magari con la scusa della 167. Edilizia residenziale popolare. Chi volete che si opponga, di fronte alla pubblica utilità del progetto?

Ma a poche centinaia di metri c’è un monumento nazionale… bisogna tutelarne la “zona di rispetto”, la visibilità, la prospettiva da lontano! Lo prescrivono le leggi! Il Codice dei beni culturali e del paesaggio… Cavolate! Quando mai abbiamo ubbidito alle leggi? Che dire del Piano paesaggistico regionale appena varato? Cara Regione Puglia, carissimi Nichi Vendola e Angela Barbanente, potete varare tutti i piani paesaggistici che volete, presentarli in tanti convegni per sensibilizzare la cittadinanza attiva! Tanto qui a Peschici nessuno, mai e poi mai, li rispetterà! Resteranno sulla carta, come tante leggi della nostra bella Italia! Continueremo a fare come abbiamo sempre fatto, da cinquant’anni a questa parte.

Continueremo a distruggere il nostro territorio… le nostre peculiarità, le radici della nostra storia. A Peschici faremo questo ed altro! Importante è non fermarsi mai! Ma la piana verrà stravolta… E chi se ne importa! Bisognerà spiantare ulivi secolari… Che volete che sia! L’olio non si vende più… magari vendessimo gli ulivi spiantati a qualche industrialotto del Nord-Est che vuole abbellire la sua villa! Ma forse non vi rendete conto: la piana di Kàlena si allaga ogni volta che Giove Pluvio si degna di mandarci, tutta una volta, un po’ di acqua benedetta… E chi se ne importa! Ma la piena, quando arriva, si porta a mare i lidi beach… è successo alcuni anni di fila. Li ricostruiranno! Ma negli anni a venire, la piena, se arriva, allagherà i futuri 70 alloggi della 167. Sono case popolari… Che esagerazione! Basterà prendere una semplice precauzione: costruirle su una bella massicciata, rialzata fino ad arrivare al piano della strada!

Ma sarà costosissima! I peschiciani assegnatari degli appartamenti così spenderanno molto di più… Ma che volete che sia! Si rifaranno… affittando, appena pronte, quelle case ai turisti, o le rivenderanno, tra dieci anni, come qualcuno ha fatto per le case della prima 167, a prezzo di mercato! Il Centro Studi Martella, le Associazioni ambientaliste del Gargano protesteranno… Ma andassero …. a quel paese! Cosa dire agli ignari turisti che arriveranno in futuro a Peschici, attirati dai bei depliant che ne mostrano (soltanto) le bellezze? Benvenuti nella perla… cementificata del Gargano?
da http://www.puntodistella.it

Legambiente Puglia sulla lottizzazione di Kàlena a Peschici

Comunicato del 20 gennaio 2009

Decisa all’unanimità la lottizzazione della piana di Kàlena da parte dell’Amministrazione comunale di Peschici, sito sempre risultato inidoneo per gli alti costi di urbanizzazione e per i rischi di alluvioni

La soluzione dell’esproprio, rigettata per decenni, in pochi giorni appare la soluzione primaria per l’edificabilità del territorio

Ancora una volta nessuno si preoccupa della salvaguardia dei beni culturali come l’abbazia di Santa Maria di Kàlena, datata 872 d.C
Legambiente chiede alla Soprintendenza di assumersi le sue responsabilità

Opponendosi al ritardo delle istituzioni nelle iniziative di salvaguardia dei beni culturali, Legambiente ha lamentato più volte l’assenza della Soprintendenza nelle vicende dell’abbazia di Kàlena a Peschici, colpevole di aver lasciato mano libera ai comuni ed ai privati.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Peschici si è decisa una lottizzazione di edilizia popolare nella piana di Kàlena (in adiacenza della omonima abbazia).
La piana di Kàlena è una zona d’interesse storico paesaggistico caratterizzata dalla presenza dell’abbazia di straordinario valore storico ed artistico, annoverata fra le più antiche d’Italia, ma è anche una zona soggetta ad allagamenti e con alti costi per l’urbanizzazione dei servizi.
“La lottizzazione è una scelta scellerata, che viola il paesaggio, ma anche le regole minime del buon senso, visto che in quel posto si potrebbe costruire solo su palafitte.” – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. – “Appena qualche giorno fa, abbiamo sollecitato le istituzioni affinché il restauro dell’abbazia di Kàlena fosse considerata priorità assoluta nel piano strategico provinciale. Se questa è la risposta del consiglio comunale posso affermare che siamo completamente fuori strada”.
Legambiente sollecita la Soprintendenza della Puglia ad assumersi tutte le sue responsabilità apponendo il vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta sull’intera area.
La lottizzazione, secondo la maggioranza, dovrebbe essere realizzata allo scopo di dare un segnale forte contro l’abusivismo e mirare all’economicità del prezzo delle case, oltre al tentativo di creare lavoro ed affrontare la disoccupazione.
Legambiente invita la maggioranza a cambiare idea sull’individuazione del sito lasciando Kàlena incontaminata, attraverso la scelta di un’altro terreno.
“La lottizzazione prevede l’esproprio dei terreni dalla famiglia che è proprietaria anche dell’abbazia. Esproprio che da sempre è stato chiesto come la soluzione dell’annosa situazione per la tutela monumentale e paesaggistica di Kàlena.” – aggiunge Franco Salcuni, della segreteria regionale di Legambiente – “Per decenni nessuno ha voluto parlarne, e oggi si decide in modo estemporaneo per la distruzione di quell’angolo di paradiso garganico. Avevamo ragione quando affermavamo che sul Gargano si fanno miracoli per il cemento, ma assolutamente nulla per la tutela”.
L’ufficio stampa: 328 75 69 809

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