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Carpino/ Il Consiglio Comunale sostiene agricoltori e piccole imprese

Il  consiglio comunale a sostegno del mondo agricolo, in particolare, l’attenzione è nei confronti dell’olivicoltura, una se non proprio l’unica, vere risarsa per gran parte della popolazione.
La massima assise cittadina ha fatto proprio il grido d’allarme degli olivicoltori, le cui aziende sono sull’orlo del fallimento per i mancati guadagni delle ultime annate, con conseguenze pesanti sotto l’aspetto economico, sociale, occupazionale. Soprattutto i giovani, di fronte a questo stato di cose, abbandonano le campagne.
Alla base della crisi ci sono fattori che penalizzano gli agricoltori: le produzioni tipiche non sono – è stato spiegato – salvaguardate e tutelate; a questo s’aggiunge il crollo dei prezzi dei prodotti, non rapportati ai costi di produzione, sempre maggiori, con la conseguenza che il margine di guadagno è sempre più sottile, se non proprio sufficiente a coprire il costi.
Ci sono altri fattori che incidono negativamente: la perdita di competitività sui mercati per mancanza di sostegno al reddito e, quindi, agli investimenti e alla innovazione. Ciò che preoccupa maggiormente è che il Governo, non ha previsto, in bilancio, risorse aggiuntive a favore dell’agricoltura, per il fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, interventi previdenziali e di sostegno alle famiglie degli addetti ai lavori. Il consiglio, al termine del dibattito, ha votato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si chiede la moratoria di tutte le esecuzioni in danno delle aziende agricole limitata al tempo utile a risolvere la crisi; nel dettaglio: debitorie bancarie, previdenziali e assistenziali; l’attivazione dell’osservatorio sui prezzi di filiera dei prodotti agricoli, a tutela di un reddito minimo garantito per i produttori agricoli in base al costo di produzione e il giusto prezzo ai consumatori e contro ogni forma di speculazione. Punto qualificante, il controllo sulle importazioni di prodotti agricoli per la lotta contro le frodi e le sofisticazioni, a salvaguardia della tipicità, qualità e sicurezza dei prodotti locali.
Francesco Mastropaolo

Vico del Gargano: Segreti e interrogativi nel libro di Gianni Lannes

Cosa avvenne in quella notte del 4 novembre al motopeschereccio “Francesco Padre”, della flottiglia di Molfetta, mentre pescava nelle tranquille acque del mare Adriatico? Perché la barca affondò con tutto l’equipaggio e i corpi giacciono ancora in fondo al mare con tutto il carico di misteri e silenzi? Quella notte, nello stesso specchio d’acqua dell’Adriatico orientale, era in corso una operazione della NATO denominata “Sharp Guard”.

Perché su tutta questa vicenda vige un rigoroso segreto di Stato?

Sono questi gli interrogativi che si è posto il giornalista Gianni Lannes raccolti nel libro “NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre”.

Il libro verrà presentato a Vico del Gargano, sabato 30 gennaio, alle ore 18.30 nella sala consiliare.

Michele Angelicchio

Fonte: Argoiani

Ritorna il grande capo Estiquatsi

Come ormai i lettori più affezionati sanno già, Argo Iani, il blog del Gargano, può vantare la collaborazione esclusiva del Grande Capo Estiqaatsi, leader indiscusso della tribu’ Cherokee Shalakke, medico, sciamano, filosofo e pensatore, figlio del Grande Capo Sequoyah. Approdato in Italia alla fine del 2005 per far conoscere la saggezza Cherokee, in breve tempo e’ diventato uno dei piu stimati opinionisti. Noi abbiamo approfittato della Sua presenza-vacanza nel nuovo porto turistico di Rodi Garganico, dove è ormeggiato il Suo splendido kajak a tre piani, per porgli alcune domande sulla questione eolico-off shore Ischitella e per chiedergli se esistono alternative eco-compatibili per la produzione di energia. Dalla sua saggezza viene fuori una sorpresa che potrebbe rivoluzionare il futuro del piccolo centro garganico, e non solo. Ecco l’intervista realizzata per Argo Iani dal Maggiore della Cavalleria Luigi Palumbo, disobbediente e co-autore del blog.

– Allora Grande Capo, bentornato. Come mai di nuovo da queste parti, nel Gargano? Vacanze?
– Estiqaatsi!!! Venuto a Rodi con mia famiglia di cherokeeni per pescare triglie.

– Ma non è periodo, Grande Capo! Qui si vedono solo balene negli ultimi tempi…

– Estiqaatsi!!! Io sentito storia di capodogli. Sentito anche che Comune di Ischitella allestito cimitero monumentale per fare soldi.

– Eh si, ultimamente ad Ischitella ogni occasione è buona per speculare e razzolare qualcosina per rimpinguare le casse… come l’eolico a mare, al largo di Foce Varano.

– Estiqaatsi!!! Loro fare veramente girare le pale! Come fare io a pescare? Andare a sbattere contro torri con mia canoa!

– Vero, ma lo sa che lo stanno presentando addirittura come progetto turistico, dopo averlo ben tenuto nascosto, quasi?

– Estiqaatsi!!! Estiqaatsi!!!Estiqaatsi!!!

– Ma ci dica, voi in Colorado come producete l’energia per i vostri accampamenti?

– Noi scoperto biogas, funziona! Estiqaatsi se funziona!!! Io suggerire stessa cosa a ischitellani.

– In che senso? Ci dia più dettagli.

– Estiqaatsi!!! Allora biogas essere prodotto da digestione. Ischitellani mangiare loro caucione con cipolle e alici e da fermentazione batterica in anaerobiosi di loro cacca, e da putrescenza di liquami, formarsi gas metano da utilizzare in centrale.

– Caspita che invenzione. Ma la resa giustifica gli sforzi?

– Esiqaatsi!!! Con circa 1.000.000 metri cubi di merda o 60.000 m3 ogni anno, potere estrarre quasi 5,5 milioni di metri cubi di biogas all’anno (oltre 600 m3 ogni ora). Basta cagare di continuo, magari aggiungendo in loro dieta famoso yoghurt della Marcuzzi.

– Ma è sensazionale! Perchè non invia una proposta al Comune di Ischitella?

– Estiqaatsi!!! Perchè no! Essere ottima idea. Insieme regolarizzare intestino, pale non girare e energia pulita.

– Pulita, insomma. E la puzza?

– Estiqaatsi!!! Beh Estiqaatsi non avere soluzione a tutto, saggio si, ma questo problema essere vostro!

– Ve bene Grande Capo, come al solito la sua saggezza ci apre infiniti mondi inesplorati. Speriamo che qualcuno segua il Suo consiglio, che sembra davvero interessante. Grazie e alla prossima.
– Estiqaatsi!!!

Intervista realizzata dal Maggiore Luigi Palumbo
"Gendelissima Donna Chilina Nobile, noi ti fammo conoscere che ci avite mantare mille e due cento ducati subito domani matina alle ore doteci, e se voi non le mantate questi Denare sarete ammassagrate tutta la masseria delle vacche, e tutto ciò che tinite per la campagnia e mantate anco la spesa per due cento uomini, quartro barile di vine, dieci pare di casecavalli quartre tomoli di pane tre rotoli di tabacco, una dozzina di carta,e cinque baccotti di sicarii, e mantatelo per la stessa persona che vi porta la llettera e fate lo riscotto di tutto ciò che mantate e non altro da dirvi e sono il sig. Maggiore della Cavalleria Luigi Palumbo" Luigi Palumbo alias il "Principe"

Per approfondimenti sul biogas:
http://it.wikipedia.org/wiki/Biogas

Fonte: Argoiani

Vico del Gargano: Segreti e interrogativi nel libro di Gianni Lannes

Cosa avvenne in quella notte del 4 novembre al motopeschereccio “Francesco Padre”, della flottiglia di Molfetta, mentre pescava nelle tranquille acque del mare Adriatico? Perché la barca affondò con tutto l’equipaggio e i corpi giacciono ancora in fondo al mare con tutto il carico di misteri e silenzi? Quella notte, nello stesso specchio d’acqua dell’Adriatico orientale, era in corso una operazione della NATO denominata “Sharp Guard”.

Perché su tutta questa vicenda vige un rigoroso segreto di Stato?

Sono questi gli interrogativi che si è posto il giornalista Gianni Lannes raccolti nel libro “NATO: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre”.

Il libro verrà presentato a Vico del Gargano, sabato 30 gennaio, alle ore 18.30 nella sala consiliare.

Michele Angelicchio

Pon Ricerca e Competitività, alla Puglia 150 milioni di euro

In arrivo i fondi alla ricerca del Programma Operativo Nazionale (PON) Ricerca e Competitività.
L’invito del MIUR a presentare i progetti di ricerca industriale comparirà a breve sulla Gazzetta Ufficiale. Questo intervento riserva alla Puglia 150milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dal Fondo di Rotazione. Un pacchetto totale di 465milioni destinato alle Regioni della convergenza, tra le quali la porzione più rilevante è proprio quella toccata alla Puglia. Alla Calabria sono destinati infatti 80milioni di euro, 145 alla Campania e 90 alla Sicilia.
Non è un caso. È stata la Regione Puglia a volere quella dotazione finanziaria proprio sull’Azione “Interventi di sostegno della ricerca industriale”. A spiegarne le ragioni è la Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “La nostra è una Regione che ha puntato sulla ricerca, ritenendola un obiettivo davvero prioritario. Nel nuovo ciclo di programmazione regionale 2007-2013 abbiamo investito 1miliardo 762milioni di euro in ricerca e innovazione di cui 581milioni destinati alla promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività. Abbiamo inserito un bando ad hoc da 48milioni anche nella nostra manovra anticrisi. Lo facciamo perché crediamo che sia davvero questa la chiave di volta del futuro per un’economia sostenibile che guardi anche alla qualità della vita dei cittadini”. “Poi – continua – c’è il fattore fiducia. Su questa azione abbiamo voluto una dotazione più alta di quella delle altre Regioni perché crediamo davvero che le nostre aziende, come hanno già ampiamente dimostrato, possano presentare progetti di ricerca di altissima qualità”.
Il ruolo della Puglia nella storia del PON Ricerca e Competitività va anche oltre. Fu il presidente della Regione Nichi Vendola, infatti, a sollecitare, in tutte le sedi ufficiali e in tutte le trasmissioni televisive, lo sblocco delle risorse da parte del Governo nazionale. Dopo la firma dell’Accordo di Programma Quadro avvenuta il 31 luglio 2009, fu sempre la Puglia a sollecitare la costituzione di un tavolo tecnico e a chiedere che questa Azione del Programma Operativo Nazionale fosse legata alle politiche regionali per la ricerca e l’innovazione e che fossero valutati i legami tra i progetti di ricerca e i distretti tecnologici e produttivi. “Ecco perché – osserva Loredana Capone – l’uscita del primo avviso del Pon si può considerare a pieno titolo un successo strategico della Puglia”.
L’invito del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca si rivolge alle imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi, alle imprese che esercitano attività di trasporto, alle imprese artigiane di produzione, ai centri di ricerca promossi da questo genere di imprese, ai consorzi e alle società consortili, ai parchi scientifici e tecnologici. Le domande di agevolazione possono essere presentate dalle imprese anche congiuntamente con Università ed Enti di ricerca. I progetti devono prevedere lo sviluppo di attività di ricerca industriale (e di formazione dei ricercatori e dei tecnici) nei settori delle tecnologie ICT, dei materiali avanzati, delle energie e del risparmio energetico, della salute dell’uomo e delle biotecnologie, del sistema agro alimentare, dell’aerospazio e dell’aeronautica, dei beni culturali, dei trasporti e della logistica avanzata, dell’ambiente e della sicurezza. I progetti potranno essere inoltrati dal 10 febbraio al 9 aprile 2010 attraverso i servizi dello sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio).

Fonte: Regione Puglia

Gargano 9 Gennaio 2010: prove tecniche di condivisione

Ci eravamo lasciati con la comunicazione della giornata a Vico del Gargano dedicata al Turismo dal titolo “Gargano R-Evolution”, oggi, a distanza di qualche giorno dall’evento, proviamo a raccontarne le sensazioni scaturite da questo incontro pubblico che ha visto la forte partecipazione sia degli operatori turistici (pervenuti da tutte le località del Gargano), sia dei politici sensibili al territorio, sia della parte sociale, rappresentata in larga parte dall’Associazionismo Garganico, che proprio in questo giorno maturava il primo anniversario di condivisione sui temi sensibili al territorio.
Perché abbiamo atteso qualche giorno per il nostro comunicato?
Nella consuetudine, ci stavamo apprestando a pubblicare il nostro articolo “a caldo”, ma le stesse linee guida dell’evento, cioè ascoltare gli altri, concedendo i fatidici 3 minuti a tutti, ci hanno suggerito di attendere e ascoltare ancora, cosa che in questi giorni, una discussione attraverso i media (web e stampa) ha confermato un interesse comune sul tema da noi proposto: IL TURISMO.
Come è andata?
Le impressioni e le sensazioni sembrano positive, l’auditorium era gremito e la partecipazione ad intervenire è stata costante, al ritmo dei 3 minuti. Gli interventi, moderati dal giovanissimo Emanuele Sanzone, 19 anni di Cagnano Varano, sono stati scorrevoli e resi accattivanti dal “Count Down” che scandiva il tempo concesso, alternando operatori turistici, politici e parte sociale in modo sistematico. Mentre l’apertura dell’incontro, oltre ai saluti di rito, ha visto protagonista la presentazione del “Comitato in Difesa del Mare”, ben rappresentato nelle parole del suo presidente Michele Eugenio Di Carlo.
Ma qual era per noi il senso di questi 3 minuti?
Non certamente di pensare che potevano bastare 3 minuti per dire cose così importanti, ma sono indubbiamente bastati per comprendere l’interesse che c’è intorno al nostro Gargano e al Turismo, sono bastati per dare un esempio di alta condivisione e apertura al tema Turismo anche in forma sociale, sono bastati per vedere forse per la prima volta politici, operatori e parte sociale, provare a dialogare alternandosi, ognuno con la sua idea, rigorosamente legata ai 3 minuti, cittadini, operatori turistici, politici… per tutti è stato lo stesso. Dai commenti letti c’è chi invece voleva trovare tutto il senso dell’incontro proprio nei 3 minuti espressi da ciascuno, ma non poteva essere così. La cosa che per noi aveva più senso era provare a mettere insieme più parti interessate attraverso un metodo chiaro, trasparente, libero, simbolicamente rappresentati da quei 3 minuti, una sorta di “prove tecniche di discussione”, null’altro che questo, per restare umili, perché così è nata la forza dell’associazionismo un anno fa, creando uno “spazio zero” dove tutti abbiamo parlato, dove il motivo dell’incontro era solo di conoscerci e vedere se c’erano sensibilità all’ascolto. Del resto quante volte abbiamo visto carrozzoni con tanto di linee guida, primi attori dietro i secondi, e via via, quante volte abbiamo urlato che nel Gargano non si riesce a coordinarsi, quindi niente di così speciale o originale, abbiamo solo riproposto lo stesso modello dello scorso anno, con metodi diversi e questa volta allargandoci al mondo degli operatori turistici e rappresentanti delle istituzioni.

Ma continuiamo con le perplessità di qualcuno che seppur gradendo molto la serata, ha lamentato “la mancanza di sintesi”. Ok, mi ripeto, non c’era nessuna linea guida prevista, nessuno che preventivamente voleva già lanciare “l’idea”, nessuno che attendeva al varco qualcuno, per mettersi già lì al timone indicando strade e percorsi. Questo perché forse non si è capita quale può essere la vera rivoluzione per il Gargano.

Provo a spiegare meglio. In questi giorni ho letto anche di analisi e fotografie del territorio ben delineate, puntuali, interessanti, ma poi, aldilà del fatto che abbiano creato interesse intorno al Turismo cosa altro resta? Cioè vogliamo ancora pensare che nel Gargano ciò che manca è qualcuno che sappia ben fotografare il territorio?
No, non la penso così poiché di persone che hanno fatto “ottime analisi” ne abbiamo avute già 40 anni fa. Vincenzo D’Onofrio chi lo conosce? Bene, questo signore ha scritto un piano territoriale turistico nel 1970 e se domani qualcuno mi dicesse di ripartire dai suoi scritti mi sentirei 20 anni avanti. Non dimentichiamo neanche Carlo Nobile che ci riprovò 8 anni fa a scrivere una nuova pagina con il sistema turistico del Gargano, prima di lui il dott. La Marca che diede un notevole slancio all’economia del turismo con i suoi mandati istituzionali a Vieste, mentre prima e dopo di lui, fino ai nostri giorni, è Ninì delli Santi che ha sempre dato notevoli spunti ed analisi territoriali, certamente la persona più preparata ad analisi turistiche-sociologiche. Molte volte Ninì è stato considerato un profeta, altre volte un sognatore, ma personalmente credo sia una persona preparata in materia che ha saputo indicare le direzioni future, sebbene mai troppo riconosciute dagli altri nei meriti.
Il punto è: in questa nuova fase occorrono davvero queste buone analisi, la preparazione, la conoscenza, le giuste strategie se poi nessuno o pochi le ascoltano, le seguono? A cosa serve la ricetta se non abbiamo gli ingredienti?
Ecco il senso dei nostri 3 minuti, cioè cercare i giusti ingredienti, apprezzarne semmai solo il sapore, cercar di comprendere quali possono aiutare per fare il piatto migliore, il più gustoso. Comprensibile che lasciarsi dopo aver tastato degli ingredienti non sarà il massimo della sintesi, ma a qualcuno forse è sfuggito che abbiamo registrato tutto, attraverso i questionari, l’audio e i video. Noi crediamo fortemente che sia questa la grande rivoluzione, non le analisi “perfette” ma LA CONDIVISIONE.
Cosa si vorrebbe fare quindi?
Nel tempo di qualche settimana chiamare tutte le persone che hanno partecipato, quindi operatori, istituzioni, associazioni, chiedendogli se vorranno partecipare al primo Tavolo di Consulta sul Turismo, non negando una sedia a chiunque vorrà essere presente.
Con quali accortezze?
Semplice, dove non esiste nessun primo attore o secondo, nessuno che penserà di sedersi considerandosi un guru piuttosto che un inesperto, nessuno che dovrà portare il suo peso, il suo io o ciò che rappresenta, nessuno con il suo peso politico, nessuno che non abbia innanzitutto un amore espresso verso questo territorio. Tutti invece a rappresentanza di se stessi, con le proprie competenze, con i propri ruoli.  Un “luogo” dove non ci saranno sedie in prima fila ed in seconda, ma nel caso un tavolo più grande, con una sedia in più per chiunque desidererà sedersi e portare valore aggiunto. Un posto forse dove non abbiamo ancora provato a sederci tutti insieme e ragionare per il nostro turismo, per il nostro Gargano. Sarà il tempo, l’impegno di ciascuno, la volontà e le buone idee a dire chi saranno i primi attori ed i secondi, quindi solo per scelta dei secondi e continuare così con le “prove tecniche di condivisione”.

Concludo rispondendo a “quei pochi” che hanno voluto alludere ad una passerella politica. In un mio intervento di quella sera ad un certo punto ho detto: “Per il mio Gargano vorrei 100 Sindaci come D’Anelli, 100 Sindaci come Squeo, 100 Assessori come Vascello, 100 Onorevoli come Cera… ora qualcuno mi spiegasse cosa c’è di politico in questa affermazione, considerando la loro appartenenza a partiti opposti. C’è MOLTO DI GARGANICO INVECE. Non facciamo confusione.
Anzi, visto che siamo in tema, vorrei proprio sapere che fine hanno fatto tutti gli altri politici invitati, con una mia lettera a cuore aperto, a cui non si sono nemmeno preoccupati di rispondere, quando poi avrebbero avuto la stessa accoglienza di tutti gli altri.
Mettiamo pure la discussione sul politico, visto che a qualcuno piace, a chi dovremmo votare noi del Gargano? A chi è venuto e ci ha dato rispetto e considerazione o a chi se n’è fregato di un anno di associazionismo non trovando nemmeno il tempo per una telefonata o due righe?
Oltre all’Onorevole Angelo Cera, erano presenti i Sindaci Costantino Squeo (San Nicandro Garganico) e Carmine D’Anelli (Rodi Garganico), il Sindaco Luigi Damiani, Michele Pupillo, Matteo Cannerozzi De Grazia, Nicolino Scoscio (Vico del Gargano), l’Assessore Annamaria Agricola di Ischitella, l’Assessore Vincenzo De Nettis di Peschici, l’Assessore Provinciale Nicola Vascello, il Consigliere Raffele Vigilante, il Consigliere Regionale Giannicola De Leonardis.
Mentre abbiamo ricevuto solidarietà da parte del Presidente del Parco che purtroppo ci comunicava la sua impossibilità per impegni precedentemente intrapresi. Giandiego ci ha chiamato 4 volte. Stessa cosa Nicola Rosiello Assessore di Vieste, fino all’ultimo ci ha contattato per provare a raggiungerci, ma anche lui impossibilitato. A questo si aggiungono i saluti dell’Assessore Lauriola di Monte Sant’Angelo, scusandosi per non poter raggiungere Vico per via di altri impegni, mentre non so se registrare la presenza del Consigliere Ruo, considerando che è rimasto all’entrata, a far un po’ di chiacchiere da bar.
Gli altri dov’erano? Cosa gli ha fatto credere che potevano snobbarci così dopo avergli dimostrato la massima attenzione? O forse è questa la gente che noi dovremmo votare? Dopo che è un anno che ci stiamo impegnando su tanti temi sociali e loro neanche rispondono? La prossima volta che li invitiamo, nella lettera metteremo anche un euro, così la telefonata gliela paghiamo noi.

Lettera inviata ai comuni

Comunicato stampa: PROGETTO “RIFIUTATI”

Comunicato stampa.
Con Preghiera di diffussione

 
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.
Fabrizio de Andrè

La Comunità terapeutica di riabilitazione psichiatrica “Oasi” di Vico del Gargano, in collaborazione con l’ Associazione Culturale Carpino Folk festival, organizza RIFIUTATI: laboratorio per la costruzione di strumenti musicali riutilizzando oggetti e materiali destinati ad essere scartati e buttati via.

Il progetto “RIFIUTATI” nasce dall’esigenza di prevenire il disagio e dalla necessità di lotta allo stigma, richiamando l’attenzione e l’impegno dell’intera collettività, delle istituzioni, della società e dei singoli cittadini sulla malattia mentale e sul disagio psicologico, attraverso l’organizzazione di saggi, di dimostrazioni, di mostre e documentazioni fotografiche, tecniche, storiche e geografiche per ogni strumento.

In un percorso terapeutico riabilitativo gli obiettivi che il laboratorio intende raggiungere sono diversi: favorire, con la lavorazione di materiali poveri, lo sviluppo della creatività degli utenti; accrescere la loro abilità manuale e la fiducia nelle proprie capacità; contribuire alla diffusione di una pratica concreta di riuso e riciclaggio di oggetti e materiali, che rappresenta il primo passo per il sorgere di un atteggiamento attento e responsabile verso le sempre più attuali questioni dell’ecologia e del rispetto per l’ambiente. Infine si vuole far in modo che gli utenti possano avere una prima conoscenza degli strumenti musicali e imparino a riconoscerli dal timbro, dalla forma e dal modo in cui vengono suonati. Il laboratorio di costruzione degli oggetti sonori offre inoltre molti spunti all’attività interdisciplinare: oltre alla musica il corso coinvolge anche l’educazione artistica (gli strumenti, infatti, potranno essere dipinti o decorati), ma anche la storia e la geografia, perché di ogni strumento sarà indicato il paese di provenienza e il periodo in cui è nato.

La Comunità “Oasi” è una struttura residenziale di riabilitazione psichiatrica, rivolta a persone con disturbi mentali e comportamentali per le quali si ritiene necessario un sostegno nel percorso di autonomia, di inserimento o reinserimento sociale; essa offre ospitalità e assistenza a un nucleo di convivenza di tipo familiare a carattere temporaneo, composto da un numero di circa 14 utenti, inviati dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Foggia.

RIFIUTATI è un progetto dell’Associazione culturale Carpino folk Festival, che intende così allargare il proprio ambito di azione sul territorio anche a collaborazioni con istituzioni, quali le Comunità terapeutiche per la riabilitazione psichiatrica, che possono sembrare dei luoghi di chiusura e di abbandono della personalità umana ma che invece rappresentano una grande opportunità di crescita per tutti gli operatori del settore culturale.

Il progetto rappresenta una nuova sfida per l’Associazione, che con entusiasmo ha accettato l’invito della Comunità terapeutica “Oasi” di Vico del Gargano ad una collaborazione per offrire ai propri ospiti nuove attività formative ed esperienze riabilitative.

L’Associazione culturale Carpino folk Festival, nata nel 1996, oltre a curare l’organizzazione del Festival omonimo, giunto alla quindicesima edizione, promuove un complesso progetto di tutela del patrimonio artistico culturale della musica popolare del Gargano.

Proprio dalla decennale esperienza nel settore della cultura e dello spettacolo non solo musicale (decine i progetti attuati e le collaborazioni sia con enti pubblici che privati), l’Associazione ha tratto spunto per il progetto RIFIUTATI: per entrare nel circuito primordiale della musica quale strumento di comunicazione universale, per condividere un percorso di crescita personale e di gruppo, per intuire la magia di far nascere dalle proprie mani un oggetto che “si esprime”, che suona, non serve altro che uscire, guardarsi intorno, chinarsi a raccogliere un RIFIUTO, modellarlo e aspettare che da esso nasca la vita.

E pertanto persone in un certo senso RIFIUTATE dal mondo possono scoprire che, anche dai rifiuti, possono nascere la magia e la meraviglia.

Associazione Culturale Carpino Folk Festival

300.000 EURO L’ANNO VALE IL TRAMONTO DI FOCE VARANO?

Si sperava che almeno il tesoro principale della Provincia di Foggia, il Gargano, già pesantemente martoriato da incendi, speculazione edilizia, abusivismo e navi affondate con relativi carichi di veleni, fosse lasciato in pace dalle società che, con gli impianti eolici industriali, hanno devastato il territorio della Capitanata.
Purtroppo non è così e la lobby eolica, non contenta della distruzione operata sulla terraferma, è passate all’attacco della costa garganica richiedendo, a diversi comuni, concessioni demaniali per l’installazione di impianti eolici nelle loro acque.
E’ il caso dei comuni di Rodi Gargano e di Ischitella che si sono visti indirizzare da una società valdostana, S.E.V.A. s.rl, una richiesta per installare circa 80 pale per un potenza nominale complessiva di circa 300 Mw.
La società S.E.V.A.è pressoché sconosciuta nel panorama eolico italiano, non sembra avere all’attivo nessun impianto eolico in Puglia e addirittura si fa difficoltà a rintracciarne un sito web: situazione impensabile per una società che vuole realizzare opere di questa portata economica.
C’è forse il rischio che anche sugli impianti off-shore assisteremo al solito film già visto sulla terraferma con società che, una volta trovata la strada “burocratica“ giusta, ottengono le autorizzazioni e le rivendono alle multinazionali del settore?
La competenza per l’autorizzazione questo tipo di impianti è dello Stato e ai Comuni è richiesto un parere che comunque non è vincolante per l’autorizzazione ai lavori.
Questo non significa che i Comuni non possano bloccare queste iniziative: gli istituti di credito, non finanzierebbero mai progetti di questa portata economica senza che ci sia il consenso delle amministrazioni e della popolazione residente.
L’Amministrazione di Rodi Garganico, si è opposta al progetto perché l’area interessata, oltre che essere inserita nel Parco Nazionale del Gargano è anche di particolare pregio turistico e naturalistico.
A pochi chilometri di distanza, l’Amministrazione del Comune di Ischitella, che comprende tutto il comprensorio di Foce Varano e parte del lago di Varano, ha effettuato una valutazione opposta a quella di Rodi Garganico e, in un Consiglio Comunale convocato in pieno solleone (19 agosto), ha dato parere favorevole al progetto.
La scelta dell’amministrazione, che vede nel Sindaco un convinto assertore, ha provocato violente proteste nei cittadini di Ischitella e in quelli dei paesi limitrofi, che oltre a non capire l’urgenza di convocare un Consiglio Comunale in pieno periodo estivo, si sono sentiti esclusi da una scelta che impatterà su tutta la costa garganica e non solo sul demanio di Ischitella.
Sul sito Garganonews.it, riferimento importante per la popolazione garganica, si legge di “diaboliche iniziative di alcuni comuni, pronti a risolvere i loro problemi di bilancio…” e si accusa il consiglio comunale di Ischitella di aver deliberato “qualcosa di davvero scandaloso per il territorio, aggiungiamoci vergognoso per l’etica e mancanza totale di chiarezza”.
Parole pesantissime che illustrano egregiamente il clima che si è creato su questa vicenda che interessa tutti i cittadini della Provincia di Foggia e non solo l’Amministrazione di Ischitella, che evidentemente pensa poter disporre di un bene che è un patrimonio di tutti a proprio piacimento.
La situazione è resa ancora più scandalosa perchè al Comune sono stati offerti (non si capisce a che titolo!), dalla società valdostana, la miseria di 300.000 euro l’anno.
A fronte di un possibile utile annuo, per la società privata, di circa 120 milioni di euro (240 miliardi di lire!) al Comune è stato offerto appena lo 0,4% e scandalosamente questa miseria è stata ritenuta congrua dal primo cittadino e dalla sua amministrazione!
Una miseria che non ha eguali in Italia e in Provincia di Foggia, dove le società eoliche non sono state certo di manica larga con i Comuni dove hanno realizzato gli impianti.
Un’offerta del genere dovrebbe indignare e offendere l’intero territorio garganico ed è veramente incredibile che un’amministrazione che dovrebbe preservare il suo territorio, gia in pesante sofferenza, prenda in considerazione proposte simili.
Naturalmente sono stati offerti anche posti di lavoro ma ovviamente senza spiegare, il come, il dove e il quando essi dovrebbero nascere.
Selve di pale eoliche hanno prodotto non più di 40-50 posti di lavoro a tempo indeterminato in tutta la Provincia di Foggia. Non si capisce che posti di lavoro può produrre un impianto off-shore dove la manutenzione è praticamente inesistente.
Il Sindaco di Ischitella, accusato da molti di non avere mai coinvolto la cittadinanza su questo tema, ha partecipato ad un incontro organizzato da un circolo politico di centro destra che lo sostiene politicamente.
L’incontro pubblicizzato (in maniera improvvida secondo qualcuno) sul gruppo che su Facebook si oppone al progetto, ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini, dei rappresentanti di numerose associazioni garganiche, tra le quali il Comitato per la tutela del mare garganico e di “Io sono garganico”.
Dalla registrazione dell’incontro (ascolta) è possibile rendersi conto che non è stato facile per il Sindaco Colecchia e per il suo vice, Leonardo La Malva, tenere testa alle critiche e ai dubbi di tutti coloro che vedono in questa decisione un atto scellerato teso a deturpare irrimediabilmente il territorio e di cui tra l’altro, viste le offerte fatte, non se ne comprendono i reali motivi.
Molto bello e toccante l’intervento di un giovane garganico: Pio Speraddio
Farò sentire sempre la mia voce perchè amo la mia terra meravigliosa e soffro nel vedere di quanto siamo incapaci di gestirla e valorizzarla. Sono favorevole all’energia pulita però il nostro Gargano, Sig. Sindaco, non è il posto giusto per questo progetto."
E d’altronde come dargli torto, le collanine offerte ai nativi da Cristoforo Colombo quando conquistò l’America, erano una fortuna se paragonate alle trecentomila euro offerte dalla società valdostana all’amministrazione di Ischitella.

Pasquale Trivisonne
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Leggende marinare: Il corvo di Manuela

Si racconta che tanti anni fa, al trabucco di Manaccora (Vieste),  c’era un corvo che non se ne andava neppure venendo cacciato a sassate. I trabucchisti gli si affezionarono e cominciarono a trattarlo come uno di loro, dandogli pane, acqua dolce e, a fine giornata una porzione del pescato: u ciambuttill (anche lui lavorava). Ed infatti lo consideravano un trabucchista a tutti gli effetti: se ne stava tutto il giorno sull’antenna più alta della vedetta fermo a fissare il mare e non si spostava mai neanche quando pioveva; muoveva le ali solo quando avvistava sotto l’acqua la sagoma scura del banco di cefali. I pescatori avevano imparato che quello era il momento giusto per sollevare le reti. In paese si cominciò a parlare di questo strano corvo che, al contrario degli altri uccelli, invece di librarsi in volo restava lì fermo per tutto il giorno a scrutare il mare. Sicuramente era un corvo diverso da tutti gli altri! Un vecchio del paese si ricordò di una storia sentita quando era bambino. C’era una volta una ragazza bella come il sole di nome Manuela. La famiglia era poverissima e per questo il padre decise di darla in sposa ad un vecchio ricco. Manuela però amava perdutamente Domenico, un giovane trabucchista di Manaccora. Ai due giovani fu precluso vedersi e parlarsi. Il padre non perdeva mai di vista Manuela. Tra rimpianti e sofferenze arrivò per lei il giorno fissato per le nozze con l’uomo che non avrebbe mai amato. Domenico, alle prime luci dell’alba, andò al trabucco per non vedere e sentire, sof friva troppo, inutile aggiungere sofferenza a sofferenza! Manuela, da parte sua, subì come un automa il peso di quell’interminabile giornata: quando potè, mentre gli invitati festeggiavano ancora, scappò via e, rubato dalla stalla del marito un asino per fare più in fretta, corse a casa di Domenico. Non trovandolo, si diresse al trabucco, ma vi erano soltanto i suoi vestiti. Non ci mise molto ad immaginare quel-lo che poteva essere accaduto, e, senza pensarci due volte, si buttò anche lei in mare. Fino a quattro o cinque anni fa, chi andava al trabucco di Manaccora poteva ancora vedere un corvo. Ed il vecchio diceva a tutti: «Quell’uccello non può essere che Manuela. Trasformata in corvo, guarda fisso il mare per scorgere fra le onde il suo grande amore».

Il racconto è tratto da “Il trabucco tra storia e leggenda" ,di Angela Campanile

Bachna ae haseeno,il film indiano girato sul Gargano

Un film indiano è stato girato sul Gargano l’anno scorso. Nel trailer di presentazione si possono vedere le bellissima falesie di Vieste e Mattinata; ho tagliato il video ma per chi fosse interessato a vedere tutto il trailer basta cliccare qui.
http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=B60zgr-Phc4&start=109&end=170&cid=46044

Fedele deceduta nella grotta di San Michele a Cagnano V.no

«A nome mio, dell’Amministrazione comunale e della città di Cagnano Varano esprimo tutta la vicinanza al dolore che ha colpito la famiglia Colombaro». Parole di grande partecipazione sono state espresse dal sindaco Nicola Tavaglione ai familiari della donna deceduta, a causa di un malore improvviso, mentre visitava la Grotta di San Michele a Cagnano Varano. La donna, Angiolina Colombaro, 57 anni, era originaria di San Salvo in provincia di Chieti. Durante il recente ricovero presso Casa Sollievo della Sofferenza aveva più volte sentito parlare dell’antica Sacra Spelonca cagnanese e così in compagnia del marito aveva deciso di visitarla. Mentre era in preghiera, davanti all’altare, ha avuto un malore; allertato prontamente il 118, il personale sanitario accorso sul posto ha cercato di rianimarla, anche con l’aiuto di un defibrillatore, ma ogni tentativo è risultato vano. «Si è trattata di una tragica fatalità che ha colpito tutti noi – afferma ancora il sindaco Tavaglione – Abbiamo dato la nostra piena disponibilità ai familiari della donna. I nostri uffici e il nostro personale si sono messi a completa disposizione per venire incontro alle esigenze del caso e alle richieste dei familiari. In questo senso voglio ringraziare i carabinieri, i vigili urbani, il personale comunale e sanitario per la professionalità e la sensibilità dimostrata in un contesto tragico come quello avvenuto nella Grotta di S. Michele».

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