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Il Consiglio del Parco del Gargano difende il suo presidente

Il Consiglio del Parco del Gargano difende Gatta

«Gatta non si tocca»: insorgono i componenti del consìglìo direttivo del Parco del Gargano contro il paventato commis­sariamento del Parco da parte del ministro Pecoraro Scanio. Non ci stanno i membri del Consiglio a subire l’attacco di Legambiente e ad attendere passivamente il minacciato provvedi­mento di revoca della nomina a pre­sidente di Giandíego Gatta e dì scio­glimento del consiglio direttivo da par­te del ministro, avvenuto con lettera notificata il 20 di­cembre scorso pro­prio presso la sede dell’Ente di via S. Antonio Abate e passano al contrat­tacco.

«È chiaro co­me la luce del sole che le critiche di Legambiente fun­gono da apripista ad un provvedi­mento di vera e proprìa epurazione ideologica da parte del ministro Pecoraro Scanio», afferma Franco Tavaglione, sindaco di Pe­schici e vicepresidente dell’Ente Parco, che aggiunge: «si tratta di un cumulo di addebiti pretestuosi e strumentali mossi ad un parco tra i più dinamici e virtuosi e alla cui presidenza vi è un uomo, Giandìego Gatta, che ha l’unico torto di essere schierato politicamente con il centrodestra, e pertanto inviso al ministro in carica, che non gli perdona l’attacco sferratogli all’indomani del disastroso incendio di Peschici». «La verità è che prima di morire politicamente – gli fa eco Peppino Calabrese, sindaco delle Isole Tremiti e componente della giunta esecutiva del Parco – questo governo vuole di­sfarsi degli oppositori politici. È da aprile del 2005 che la dirigenza del Parco è letteralmente sotto assedio politico. Non vi,sono mai state risposte adeguate alle nostre richieste di avere più fondi, più personale, più mezzi. Il Parco del Gargano e la riserva marina delle Tremiti sono stati letteralmente abbandonati dagli ambienti ministe­riali».
Neanche il sindaco di Lesina, Gio­vanni Schiavone, si risparmia: «vor­rei sapere cosa ha fatto questo governo ed il ministro dell’Ambiente per il territorio lagunare. L’unica politica per la valorizzazione dei prodotti la­gunari e per la divulgazione delle nostre eccellenze naturalistiche è stata svolta dall’ente parco. Non ricordo di associazioni ambientaliste che si siano prese cura di promuovere mai il nostro territorio». Luigi­na Totaro, altro componente della giunta esecutiva del Parco aggiunge che «prima dell’in­sediamento di Gat­ta alla presidenza del Parco del Gar­gano, questo Ente era un pianeta sco­nosciuto a tutti. Oggi è conosciuto dappertutto, anche all’estero. Non im­porta se Gatta ha lavorato bene. È la logica dell’eliminazione dell’avversa­rio scomodo. E Gatta ha poi la "colpa" di avere dimostrato che si può fare del bene per l’ambiente anche da cen­trodestra, demolendo impietosamente un luogo comune che voleva il va­lore-ambiente appannaggio culturale solo della sinistra rosso-verde. Spero che il presidente Gatta voglia dare battaglia, come è nella sua indole. Avrà tutto il nostro incondizionato soste­gno».
Anche il presidente provinciale dell’associazione ambientalista «Am­biente è vita», Primiano Schiavone, altro membro del consiglio direttivo del Parco, preannuncia battaglia con­tro la paventata ipotesi di comrnis­sariamento dell’ente.
Intanto Gatta tace, e prepara scritti difensivi. «Parlerò, parlerò, figuriamo­ci se mi faccio massacrare ingiusta­mente. Questa volta la partita la gio­cheremo fino alla fine», dice il pre­sidente.
Fonte Ondaradio.info

Finalmente arriva il vincolo integrale per l’abbazia di Càlena

Ieri, 27 dicembre 2007, la Soprintendenza ai Beni Culturali della Puglia ha notificato ufficialmente al Comune di Peschici che l’abbazia di Càlena è stata sottoposta a vincolo integrale. E’ una notizia che attendevamo da tempo, visto che eravamo stati proprio noi del Centro Studi Martella insieme a Italia Nostra, a chiedere questa misura, facendo sottoscrivere l’istanza in primis all’arcivescovo Domenico D’Ambrosio e  a vari Enti, Istituzioni e studiosi che parteciparono al Convegno “Insieme per Kàlena” svoltosi il 26 febbraio scorso a Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia.

Un passo senza dubbio importantissimo nel difficile iter che vede da dieci anni la nostra Associazione in prima fila per la risoluzione dell’annosa questione.

Lo stato attuale dell’Abbazia, di proprietà della famiglia Martucci, è così descritto nella nostra ultima comunicazione  (del 16 settembre scorso) al Soprintendente Ruggero Martines : «Càlena, lo abbiamo verificato l´8 settembre 2007, unico giorno dell’anno in cui è aperta al pubblico per la festa della Madonna, sta cadendo proprio a pezzi. E’ sempre più soggetta a vandalismi e a furti: lo stemma del portale del lato sud, chiuso e interrato, mostra segni abrasivi sui simboli dei Canonici Lateranensi; è appena sparito, nella chiesa nuova, quella con la campata principale en plein air, il lastrone di pietra che chiudeva l’ipogeo della cripta. Se non si agirà nel più breve tempo possibile, la copertura lignea dell’abside crollerà (una trave di legno è in bilico); il campanile a vela, che ospita un prezioso bassorilievo di Madonna orante risalente al 1393 è completamente ricoperto da vegetazione invasiva e sta letteralmente sgretolandosi. La chiesa antica, risalente all´XI secolo, segnalata da Emile Bertaux all´inizio del Novecento per una rarissima tipologia di cupole in asse, divisa in due ambienti separati, continua ad “ospitare” attrezzi agricoli».

E’ dal 1997, anno della sua istituzione, che il Centro Studi “Martella” sta  sensibilizzando l’opinione pubblica al recupero dell’antica abbazia dell’872 d.C. Si è fatto portavoce di un forte movimento di opinione che chiede di “salvare dalla lunga agonia di pietra” questa importante testimonianza della cultura della Capitanata e del Sud Italia. Un movimento che ha raggiunto una dimensione nazionale, come hanno dimostrato le migliaia di adesioni alle varie petizioni “Pro Kàlena”, giunte anche via Internet da tutta Italia.

Vari convegni,  giornate di studio e il libro/denuncia del Centro Studi Martella “Salviamo Kàlena. Un’agonia di pietra”, hanno posto all’attenzione di tutti  la storia millenaria dell’abbazia, dando una visione d’insieme alle varie problematiche, per sensibilizzare le varie Istituzioni alla tutela del monumento, affinché cercassero, tutte insieme, le soluzioni concrete e più opportune per il restauro di questa notevole struttura architettonica.

Per realizzare un sogno: che finalmente Càlena sia restituita alla fruizione collettiva non soltanto dei residenti, ma dei numerosi cittadini del mondo che scelgono il Gargano come meta preferita delle proprie vacanze non solo per il mare incontaminato e lo splendido paesaggio, ma per l’originale storia e cultura di cui è stato protagonista nel corso dei secoli.

 
Il presidente del Centro Studi "Martella"

prof.ssa Teresa Maria Rauzino

Capitanata 2020: la convenzione e’ stata ratificata da tutti i 31 comuni tra cui Carpino

“Un ulteriore tassello che si aggiunge ad altri importanti strumenti per comporre quello scenario di programmazioni necessarie ad attivare una serie di finanziamenti e ridare slancio all’economia di una estesa area sovracomunale”.
Così il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, ha commentato l’atto di ratifica della convenzione firmata da 31 municipalità (tra cui il Comune di Foggia, ente capofila), oltre a Provincia, Parco e Comunità montana del Gargano, sulla pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020”, approvato a maggioranza nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale. Dopo il sigillo di tutti i 31 consigli comunali, può avviarsi il processo di pianificazione che riguarderà un’area della provincia di Foggia che si estende su 4.691,45 chilometri quadrati di superficie e che è popolata da 541.925 abitanti.
L’ obiettivo è ottimizzare le politiche di investimento pubblico e privato e ridurre le situazioni e le condizioni di sviluppo ‘frammentato’ che caratterizza la Capitanata, nonché garantire una forma di sviluppo sostenibile, ossia attento agli aspetti sociali ed ambientali, oltre che economici. La pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” coinvolge le città di Apricena, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Cerignola, Chieuti, Foggia, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Ordona, Orta Nova, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, San Severo, Serracapriola, Stornara, Stornarella, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.

Sangillo, il Pittore della nostalgia di SANTA FIZZAROTTI

Splinder (26/12/2007) L’opera di Domenico Sangillo analizzata  dalla  critica d’arte Santa Fizzarotti Selvaggi in una pubblicazione dell’Università degli Studi Bari interamente dedicata al grande artista di Rodi Garganico, insignito del “Sigillo d’argento” dell’Ateneo barese   Leggi ancora

Dopo Legambiente anche Lipu e WWF per le dimissioni di Gatta

A seguito dell’avvio da parte del Ministero dell’Ambiente della destituzione del Presidente del Parco del Gargano, le sezioni di Foggia di LIPU e WWF, al fine di evitare una lunga agonia dell’area protetta già in drammatica crisi, auspicano che Gatta rassegni subito le proprie  dimissioni, rinunciando alla preannunciata guerra ad oltranza contro la decisione ministeriale.
I gravissimi addebiti del Ministero alla gestione Gatta e le pesanti illazioni del Presidente sfiduciato su manovre politiche dell’organo di controllo contro la sua persona,  sono, infatti, segnali inconfutabili di un’insanabile frattura. La legge quadro sulle aree protette (394/91) e il comune buon senso richiedono al contrario, per poter sperare in risultati positivi, la piena intesa e cooperazione fra i due protagonisti istituzionali della gestione del Parco.
Se dalla torre di controllo (Ministero) viene ripetutamente affermato che la rotta seguita è errata e che si concluderà con un disastro, si immagina un pilota (Gatta) che la cambia o che atterra per salvare l’aereo (Parco) con tutti i passeggeri. Le bellicose dichiarazioni di Gatta non fanno, invece, prevedere nulla di buono. Continuare a voler gestire il Parco in questa situazione, potrebbe essere interpretato da un’opinione pubblica, già per altre vicende nauseata, come un ulteriore poco dignitoso conflitto, motivato dal solito attaccamento alle poltrone ed ai relativi compensi e benefici. Per LIPU e WWF, il presidente Gatta, per fugare interpretazioni del genere, dovrebbe dignitosamente rassegnare le proprie dimissioni, risparmiando così al Parco gli inevitabili guasti di un conflitto istituzionale, tra cui un ulteriore periodo speculativo a vantaggio di lobby che hanno tutto l’interesse a mantenere la programmazione dell’area protetta nel limbo di un Piano che non arriva mai.
Entrando nel merito della rimozione del presidente del Parco, LIPU e WWF osservano che la decisione del Ministero dell’Ambiente conferma quanto da tempo denunciano sull’inquietante dinamica che sta interessando l’area protetta. Le associazioni si riferiscono, in particolare, all’abusivismo edilizio e all’assenza di provvedimenti repressivi nonostante i finanziamenti ministeriali vecchi e nuovi per gli abbattimenti pronti da tempo per essere spesi. La mancata adozione del Piano del Parco. Le numerose richieste dei comuni di riduzione del perimetro del Parco. Proposte di PIRT (Piani di recupero territoriale) e varianti urbanistiche che spesso sono strumenti per conseguire condoni generalizzati. Proliferazione di grandi interventi edilizi sulla costa. Preoccupante disponibilità dell’Ente verso la caccia senza alcun obiettivo sulle politiche di gestione venatoria. Continua aggressione al territorio, come dimostrano i quattordici capitoli del Dossier “Emergenza Gargano”, realizzato da LIPU e WWF con le segnalazioni dei cittadini.
Ma il procedimento Ministeriale di destituzione del Presidente del Parco svela nuovi inquietanti aspetti che ovviamente le associazioni non potevano conoscere: diffuse irregolarità amministrative, contabili e finanziarie nella gestione dell’Ente rilevati dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato.
Le risposte di Gatta? Le solite TRE. Ogni volta che si interviene sulle carenze dell’attuale gestione del Parco, evidenziano LIPU e WWF, piuttosto che entrare nel merito delle questioni sollevate, la prima tesi che viene utilizzata è quella dell’attacco “politico” nei suoi confronti. Per quanto riguarda le associazioni ambientaliste, viene sottolineato che le stesse non hanno alcun interesse “di partito” ma solo quello della difesa dell’ambiente. Per convincersene basta considerare le battaglie condotte dalle stesse associazioni: non  sono stati fatti sconti a nessuno, indipendentemente dal colore politico o dall’orientamento ideologico dei protagonisti. Al contrario, sottolineano LIPU e WWF, Gatta non ha mai smesso di fare politica, il dirigente di partito, il comiziante, e questo in contrasto con il suo ruolo istituzionale che non deve, invece, essere di parte. Proprio questo, infatti, è il senso della nomina ministeriale del Presidente del Parco: renderlo libero dai condizionamenti della politica e del consenso elettorale e dai vari “interessi” e “umori” della gente.
Una seconda maldestra manovra diversiva è quella di prospettare associazioni risentite nei suoi confronti per contributi non ricevuti dall’Ente.  Per quanto riguarda LIPU e WWF, l’asserzione è assolutamente falsa e, anche se altre Associazioni  avessero ottenuto qualche “patrocinio”, non si è mai riscontrato che per questo si siano lasciate “condizionare” nelle attività e nelle denunce in difesa del Gargano. La realtà è che, al contrario, le Associazioni con la propria capacità progettuale hanno sempre fatto ottenere al Parco finanziamenti.
Il terzo argomento di Gatta è quello della mancanza di risorse umane e finanziarie. A questo proposito ci si è sempre chiesti: perché allora il Parco non fa quello per cui i fondi e gli uomini già ci sono, come gli abbattimenti delle costruzioni abusive? Oggi l’ispezione della Ragioneria dello Stato sembra in ogni caso invalidare del tutto  tale giustificazione del Presidente in quanto ha fatto emergere da parte dell’Ente “una sostanziale incapacità di spesa”, della serie i soldi ci sono ma non vengono impiegati.
In questa situazione gravissima, LIPU e WWF, auspicano in ogni caso, con l’arrivo del nuovo anno, un ragionevole ripensamento da parte di Gatta che dimettendosi eviti un conflitto istituzionale al nostro splendido “Parco verde e blu”,  creando così la necessaria premessa per un nuovo percorso che si spera migliore.

Bando di gara del Comune di Cagnano Varano x interventi di sistemazione idraulico forestale della laguna di Varano

INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALE ESTENSIVE CON TECNICHE DI INGEGNERIA NATURALISTICA PER IL RIPRISTINO DELLA VEGETAZIONE DUNALE E CONTRO L’EROSIONE EOLICA DELLA PREDUNA DEL LAGO VARANO

Obiettivo principale dell’intervento : contrastare fattori di degrado di natura meteorica e biotica, nonché di natura antropica, con le finalità di: ricostruire l’integrità del corpo delle dune e della loro efficacia; – difesa dei complessi turistici e dei coltivi a ridosso dei cordoni dunosi dalla minaccia dell’azione eolica; – riqualificazione dell’area dal punto di vista paesaggistico ed igienico-ricreativo; contenimento dell’arretramento della linea di costa.

Importo: € 335.105,86 – scarica bando

IL GARGANO CHE AUSPICHIAMO di FRANCESCO MASTROPAOLO

L’anno, l’ottavo del Terzo millennio, che sta per far sentire il suo primo vagito, dovrà rappresentare una svolta per il Gargano, se non vogliamo che la forbice tra sviluppo e perdita di posizioni, si allarghi sempre di più. Sviluppo al quale dobbiamo guardare con la consapevolezza che è legato a opportunità che, fortunatamente, sono ancora alla nostra portata ma che se non sapremo cogliere diffi cilmente potremo recuperare nel futuro immediato il terreno che, oggi, sta scivolando sotto i nostri piedi.
L’equazione è presto fatta. Se altre realtà viaggiano a “velocità della luce” e noi, al contrario, siamo ancora affezionati ai tempi scanditi da orologi “d’epoca”, continueremo a non comprendere il perché di una svolta da sempre auspicata ma ancora di là da venire. Siamo troppo legati ad un modello di sviluppo che, in parte, ha deluso le aspettative di quanti auspicavano una crescita in termini di cifre pesanti per le popolazioni della “Montagna del sole”. Purtroppo, quel modello trovava la sua centralità in una proposta che aveva più punti deboli che pilastri solidi.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un turismo che consuma e si consuma nell’arco di tempo di pochi mesi. Una vacanza “mordi e fuggi” che ha penalizzato un territorio, ferendolo proprio in quelle che erano (e sono) le sue peculiarità. Parliamo di un ambiente unico; di una costa tra le più apprezzate; di un entroterra da sogno; di una vegetazione che soltanto menti distorte possono voler cancellare, con i suoi colori e i suoi profumi; di un patrimonio culturale mai abbastanza valorizzato, se non proprio seppellito sotto l’indifferenza.
Tutto questo ha fatto sì che per il Gargano si spegnesse quella luce di speranza che per tanti ha rappresentato il punto di partenza per un percorso virtuoso. Oggi, siamo a leccarci le ferite inferte al nostro patrimonio, senza che si sia fatto nulla perché ciò non accadesse.
Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e “ridisegnare” un nuovo modello di sviluppo. Per far questo è necessario che si esca dall’improvvisazione. Diversamente, si commetterebbe l’ennesimo errore che, già in partenza, consumerebbe qualsiasi idea e risorsa. Occorre ritornare alle radici della nostra storia per ripensare al nostro patrimonio come ad un “unicum” al quale guardare con rispetto sì, ma anche con molta concretezza.
Torniamo a ripetere che abbiamo risorse ed energie per risollevarci da una sorta di indifferenza, come se tutto ciò che ci ruota attorno non ci appartenesse o, ancora peggio, che non ci toccasse più di tanto. E’ vero esattamente il contrario. Non crediamo che, dal 24 luglio a questa parte, cioè a distanza di ben sei mesi, le cose siano cambiate più di tanto, nonostante promesse e garanzie date con tanta generosità, da quanti, in quei giorni, s’avvicendavano sul palcoscenico dei media. Ma non possiamo neppure sottacere che, da parte di amministrazioni comunali, ente parco, comunità montana e, chi più ne ha più ne metta, siano state fornite testimonianze tali da far ritenere che la “lezione” sarebbe servita a far sì che si creassero le sinergie da sempre invocate. In poche parole, che, fi nalmente, si parlasse una “sola lingua” e che, tutti insieme, si adoperassero per gettare le basi per la nascita di un nuovo “Progetto Gargano”.
Vorremmo continuare a credere che ciò che, fi nora, non c’è stato, possa concretizzarsi nel prossimo anno. Se così fosse, sarebbe il più bel regalo per il Gargano e le sue comunità.
da Il Gargano Nuovo

Carpino: aperti i cancelli dello stabilimento sciistico con tanto di skypass. Si annuncia un’ottima stagione invernale!

Le temperature scenderanno oggi fino a meno sette sul Gargano, zero gradi invece lungo la costa. Non accenna ad allentare la sua morsa il gelo che in queste ore ha colpito la Puglia. Per oggi si prevede cielo nuvoloso con neve soprattutto nelle zone interne. Forti venti dal nord est.
«Le temperature scenderanno ancora al di sotto della media stagionale soprattutto a Monte Sant’Angeto sul Gargano», spiega Antonio Laricchia, colonnello dell’ufficio metereologico dell’aeronautica di Gioia del Colle. I primi miglioramenti si cominceranno a vedere da domani mattina: continueranno le piogge su tutta la regione con temperature molto basse, ma terminerà l’emergenza neve anche nelle zone più interne.
Secondo le previsioni, il bel tempo tornerà a partire da mercoledì prossimo e durerà almeno fino al week end. «Si preannunciano – conclude Laricchia – ampie schiarite su tutta la regione almeno fino a sabato».

A Carpino aperti i cancelli dello stabilimento sciistico con tanto di skypass direttamente dalla piazza principale. L’unico stabilimento del Gargano, aperto subito dopo le ultime elezioni amministrative, è preso d’assalto fin dalla prime ore del mattino per la gioia dei grandi e dei piccini.
Proprio un ottima inziativa, mai si erano visti tanti turisti da queste parti. Il tragitto preferito dagli habitué dello stabilimento è quello lungo 9 km da un manto bianco morbidissimo che parte dalla località “Lardicchia” e attraversando tutto Pastromele porta le migliaia di sciatori in soli 27 secondi in località Marasciallo per un breve rallentamento in una zona calda e accogliente e poi, dopo la dovuta visita alla caratteristica chiesetta della Santa Croce ci si infila nella via che porta fino a Piazza del Popolo. Qui vi aspettano i Cantori con le loro arcaiche tarantelle.
Ma la parte del tragitto più tortuoso inizia a questo punto quando si prende la discesa detta di “Sciaquett” dove tra locande e ristori vari si viene tentati dalle mille leccornie natalizie locali, fino alla fontana di “Sgrambin”.
La discesa termina in località “Piano” dove gli scavi del 1953 portarono alla luce le terme e la necropoli altomedievale della villa romana di Avicenna.
Cosa consigliamo per questa stagione invernale? Naturalmente, una bella ed economica settimana bianca per sciare, per godersi il sole caldo del Gargano, per ammirare il panorama incredibile dei nostri laghi.
Un soggiorno all’insegna delle tradizioni culinarie, del confort e del relax in un elegante hotel di Carpino è quello che vi occorre per ritrovare la carica e iniziare con grinta il nuovo anno che è alle porte.

Carpino è diventata, senza ombra di dubbio, una delle mete più gettonate dei turisti che amano le vacanze sulla neve. Nota a tutti per essere “il paese dei cantori” e la “porta nord del Parco Nazionale del Gargano”, Carpino vi aspetta con il suo mercatino di Natale, il Presepe e per sciate indimenticabili lungo le pendici di Pastromele.

Ma il Sindaco di questo piccolo paese, contrariato da questo successo tutto suo, intima “La dovete finire di attribuire a me questa tragedia, – poi rivolto ai singoli visitatori – la gente di Carpino sale tutta sul Comune a protestare ed è da questa mattina che non riesco a fare null’altro. Siete in un luogo dove il silenzio è sacro e dove tutti devono rispetto“. Da sindaco che non si lascia passare neanche una mosca sotto il naso dà ordine e disciplina alle 5 lunghissime fila di Snowboards. Contestualmente rivolgendosi a noi giornalisti ci invita a scrivere di far sapere agli italiani di rimanere a casa e di non mettersi in viaggio per Carpino in quando “il pane e pomodoro è ormai finito e il companatico rimasto è solo per i paesani che vivono nel paese. Sono loro i miei elettori e per loro metterò al bando chiunque disturba la nostra quiete pubblica“.

Incredibile a credersi, questa cittadina, famosa per le sue tradizioni popolari, oggi si trova a combattere con il turismo di massa e i suoi problemi. Nessuno lo avrebbe detto solo qualche mese fa, neanche l’attuale amministrazione artefice di questo progetto, ma siamo convinti che non si deve assolutamente perdere questa nuova occasione per il benessere e l’economia di tutta la Capitanata, almeno cosi la pensano i colleghi Sindaci di Monte S. Angelo, San Giovanni Rotondo, Peschici e Vieste che assistono da lontano questa inaspettata ondata di turisti : siamo solidali con i cittadini di Carpino e non li lasceremo soli, per la prossima stagione invernale effettueremo tutti gli investimenti necessari per svuotare Carpino da questi vandali della neve, anche perché questa ridente cittadina non è proprio adeguata a questo tipo di sviluppo.

Promesse d’aiuto arrivano anche dal presidente del Parco del Gargano. Con tutti gli investimenti che stiamo operando a Vieste e Manfredonia, non doveva proprio accadere quello che si sta verificando a Carpino. E’ una vera sciagura. Carpino e i Carpinesi non sono preparati, troppo legati alle tradizioni per poter sopportate questo tipo di turismo. Adesso speriamo solo che questa gente non si riversi nei paesi immediatamente vicini, penso a Cagnano, Vico, Ischitella. Il progetto di Carpino si è mostrato vincente, ci ha mostrato come il Gargano può competere con le alpi e gli appennini per il turismo invernale ed allora dobbiamo esportare lo stabilimento a Peschici e poi a Vieste fino a Mattinata. Per questa stagione quello che possiamo fare è organizzare altri grandi eventi lontano da qui. Ormai si pone il problema del riflusso dei turisti dall’entroterra al mare, bisogna riequilibrare la situazione nel più breve tempo possibile. Il Governo e la Regione Puglia ci devono dare una mano è da tempo che dico che abbiamo bisogno di Canader, se ne fossimo dotati potremmo spostare tutta questa gente in poco tempo e in un tempo ancora minore potremmo far sciogliere tutta questa neve.
Ancora una volta siamo lasciati soli, conclude il sindaco di Carpino, adda veni baffone!

dal nostro inviato Saverio Seer Lenga : Buon Natale a Tutti

Un pezzo di Carpino, Roberto Mennona, alla quindicesima edizione del Concerto di Natale

La quindicesima edizione del tradizionale concerto di Natale quest’anno si è tenuta a Verona. Dopo le tredici edizioni svolte in Vaticano, nell’aula Paolo VI, e quella a Montecarlo dello scorso anno, quest’anno è stata la volta di Verona.
Il 9 dicembre, al Teatro Filarmonico, Roberto Mennona con Eugenio Bennato insieme ad artisti internazionali si sono esibiti interpretando brani della propria tradizione natalizia e del miglior patrimonio musicale mondiale; a dirigere l’orchestra dell’ Arena il maestro Renato Serio.
Il concerto, presentato dalla conduttrice Mara Venier e stato trasmesso su Rai2 ieri sera, 24 dicembre.
L’elenco degli artisti
Michael Bolton – Niccolò Fabi – Anggun – Eugenio Bennato (Roberto Mennona) – Massimo Ranieri – Ron – Mario Biondi – Giovanni Allevi – Francesco Malapena – Mika Kunii – Gerardina Trovato – Helena Hellwig – Lighea – Ornella Vanoni – Serena Autieri – Matia Bazar – Mattafix – RyanDan – Rev.do Everett Jenkins and The Virginia Gospel Choir – Coro Summertime – I Piccoli Musici – Coro di Voci Bianche "A.d’A.MUS" di Verona diretto dal Maestro Marco Tonini

Roberto Mennona, ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, Andrea Sacco.
Nei concerti di Eugenio Bennato e nei corsi che dirige al Carpino Folk Festival il suo compito è quello di trasmettere le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del gargano.

Antiche tradizioni garganiche e pugliesi

Natale com’era…
di TERESA MARIA RAUZINO
Atmosfere natalizie Erano anticamente molto più suggestive di quelle di oggi. Ce ne accorgiamo leggendo Usi, costumi e feste del popolo pugliese (1930) di Saverio La Sorsa e Folklore garganico (1938) di Giovanni
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Tradizioni pugliesi degli anni Cinquanta

Natale a Peschici
di TERESA MARIA RAUZINO
Come in tutta la Puglia, per tutto il tempo di Natale, le case di Peschici erano allietate da canzoni sul tema, intonate a varie riprese, da tutti i componenti della famiglia, e in particolare dai bambini. Oggi se ne ricordano quattro, in particolare.
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