
Al festival di Sanremo i sapori, i suoni e gli umori della musica popolare saranno rappresentati da Eugenio Bennato con ‘Grande Sud’
Io scopro subito le mie carte "faccio il tifo per lui" – appena possibile pubblicherò il testo della sua canzone.
Ecco i nomi e i titoli dei brani in gara.
EUGENIO BENNATO Grande sud
LOREDANA BERTÈ Musica e parole
SERGIO CAMMARIERE L’amore non si spiega
TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine
FINLEY Ricordi
FRANKIE HI NRG Rivoluzione
MAX GAZZÈ Il solito sesso
GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
L’AURA Basta!
LITTLE TONY Non finisce qui
PAOLO MENEGUZZI Grande
MIETTA Baciami adesso
AMEDEO MINGHI Cammina cammina
FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
ANNA TATANGELO Il mio amico
TIROMANCINO Il rubacuori
TRICARICO Vita tranquilla
MARIO VENUTI A ferro e fuoco
MICHELE ZARRILLO L’ultimo film insieme
di Matteo Palumbo
SIPONTO. “Di questo passo San Leonardo non andrà avanti. La Chiesa non è in pericolo, ma il convento corre grossi pericoli e se cadesse, questo complesso non avrebbe più alcun senso d’essere”.
Dure le parole che giungono all’unisono da Rosmary Valenti, presidente della Pro Loco Manfredonia, e dall’architetto Antonello D’Ardes dell’associazione culturale Gugliemus, sull’ effettivo stato di salute dell’Abbazia di San Leonardo di Siponto. L’allarme era scattato qualche giorno fa grazie ad una lettera diffusa a mezzo stampa da Rosmery Valenti, che denuncia lo stato di incuria della preziosa e significativa Abbazia sipontina. L’Attacco, con l’ausilio speciale dei due relatori, ha effettuato un sopraluogo, ed ha constatato il vergognoso stato in cui versa un simile patrimonio. La Chiesa di fatto versa un buona stato, anche se come dice D’Ardes ha bisogno di un rifacimento del tetto, causa infiltrazioni piovane,è pulita, ordinata ed affascina molto il visitatore che rimane in visibilio dinnanzi al ‘miracolo’ del solstizio d’estate. Ma è varcando l’uscio di una entrata secondaria della Chiesa che lo scempio, senza preavviso, si presenta. Il cortile che da accesso a quello che resta del convento che ospitava secoli fa i frati, è pieno di erbacce e calcinacci, e le mura vengono sostenute a stento da puntellamenti rudimentali fatti qualche anno fa dai volontari dell’associazione Guglielmus, che invano hanno cercato di portare decoro in questa struttura, ma puntualmente il loro lavoro è stato guastato dall’incuria, dal menefreghismo e dal vandalismo. “Qualche hanno fa avevamo pulito tutto il cortile dalla erbacce, riportando alla luce lo stupendo pavimento esistente- dice Rosmery Valenti a L’Attacco- Stiamo cercando di salvare il salvabile. Ma pochissimi sono a conoscenza di questo scempio e addirittura dell’esistenza di questo convento”. Nonostante ciò però questi volontari si impegnano e faticano per tenere in sesto questa secolare Abbazia, che è un’importante meta per la via francigena. L’Attacco è riuscito ad entrare nella parte superiore del convento, dove ci sono i resti di quelle che erano le cellette dei frati. Dappertutto ci sono erbacce rigogliose, umidità, muri in decadenza, ruderi, calcinacci e addirittura reti per letti in alluminio e sedie in legno, segno che qualcuno qui ha trovato un riparo di fortuna. Ma non è tutto perché oltre a questo degrado nell’ala antistante a quella delle cellette il solaio è in gran parte crollato e di fatto è andato a rendere inaccessibile l’ingresso alle cantine sotterranee dove i frati decantavano un vino pregiato in grosse vasche. Ma gran parte di queste strutture murarie sono in stato avanzato di decadimento e rendendo rischioso l’accesso a questa storica area. Altro già crollato e ad alto rischio crollo è il comignolo che ha una grande valenza storico artistica. Il suo crollo, inoltre, andrebbe a rendere ancor più inaccessibile l’area conventuale. “Su ogni celletta c’erano decori ed insegne artistiche, ma sono state trafugate per assenza di guardiania- dice D’Ardes- Inoltre quei pochi reperti che restano dei tre grandi altari della Chiesa sono in continuo pericolo di furto. Basti pensare che più volte ignoti hanno sfondato uno storico muro per portarli via, ma hanno desistito causa l’eccessiva dimensione dei reperti- e aggiunge- Negli anni ’90 sono crollati i solai del piano superiore e nel 2004 un fulmine ha colpito il comignolo danneggiandolo gravemente. Se crolla il comignolo, il suo peso porterebbe dietro di sè mezzo convento. L’area conventuale ha bisogno urgentemente di un preciso e strategico puntellamento e una messa in sicurezza”. Queste operazioni, che sembrerebbe richiedano una cifra non faraonica ma di 30/40 euro, dovrebbero interessare la Regione Puglia, IL Parco nazionale del Gargano e la Curia sipontina. “San Leonardo alla fine del 1700 aveva l’ospedale più attrezzato e frequentato dell’epoca-di ce Rosmery Valenty-Poi gli Ospedali Riuniti di Foggia, che ne erano proprietari di questa struttura, hanno deciso di chiudere tutto, portandosi (come narrano le cronache storiche) 25 carretti pieni di roba, che nessuno ha mai più rivisto- e aggiunge- Nel 1809 tutta la struttura fu abbandonata e chiusa e solo un secolo e mezzo dopo, grazie a Don Silvestro Mastrobuono ci fu il ritorno al culto con la festa dell’Ascensione, e negli anni ’80 la Curia dovette riacquistare tutto il terreno, che nel frattempo era finito in mani private. Ciò che noi vorremmo è che qui ritornasse la vita, così come è accaduto a Pulsano, a pochi chilometri di distanza da qui. Anzi lì i volontari hanno dovuto ricostruire quasi ex novo, ed invece qui basterebbe tirare su le pietre che ora giacciono ammassate una sull’altra. Ma ci rendiamo conto che a Pulsano il discorso è diverso, lì c’è e c’è sempre stato un forte attaccamento alla fede molto vivo”. “Non sembra esserci nulla all’orizzonte, e le beghe burocratiche sono il delitto peggiore- afferma D’Ardes- Il Parco si è giocato 1.5 milioni di euro, che erano stati chiesti all’epoca di Fusilli. Noi della Guglielmus è da 5anni che ci battiamo per la salvaguardia e lo sviluppo di S. Leonardo, ma sembra che lottiamo contro i mulini a vento”.
Si rincorrono i nomi del successore di Gatta alla poltrona più ambita del Gargano. In pole position Gianfranco Pazienza, Ciro Pignatelli, Antonio Trombetta, Franco Salcuni e Mimmo di Gioia. Naturalmente è solo politica e interessa anche la presidenza degli altri parchi del Bel Paese. Era inevitabile.
La lettera di sfiducia inviata dal ministro all’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio al presidente dell’ente Parco Giandiego Gatta, ha innescato il toto- presidente. Chi sarà nominato a sostituire l’attuale presidente? È l’interrogativo che tutti si pongono. Secondo glie sperti la sostituzione di Gatta avverrà in un turn-over generale dei diversi presidenti dei Parchi nazionali. L’ennesima operazione politica, insomma, che nel nostro territorio potrebbe aver bisogno di un periodo di commissariamento per far decantare tutti i guasti che sarebbero stati provocati dalle gestioni precedenti per poi provvedere alla nomina del nuovo presidente. Per il dopo Gatta è già pronta una lista di nomi. Tutti esponenti autorevoli del mondo ecologista e della sinistra ambientalista. In pole position ci sarebbe il nome di Gianfranco Pazienza, leader dei Verdi sul Gargano, già segretario del senatore Franco Carella ed ex-assessore al turismo del Comune di San Giovanni Rotondo, con un’esperienza di consigliere dell’Ente durante la presidenza di Matteo Fusilli. Candidatura di tutto rispetto anche per il curriculum, ma che viene smentita proprio da Pazienza. "La mia candidatura è assolutamente infondata- dichiara a l’Attacco -. Ho una visione differente del Parco fuori dalle logiche della politica. Credo, però, che il Parco non vada commissariato, ma rimesso in sesto per non perdere nuovamente le opportunità di rilancio utili al territorio e non alle lottizzazioni della politica", conclude l’esponente verde. Al secondo posto compare un altro storico ambientalista garganico: Ciro Pignatelli. Segretario del parlamentare Edo Ronchi (padre della legge in materia di rifiuti), capo della segreteria del vice-ministro all’Ambiente Giancarlo Piatti, tra i fondatori e ideologi del Parco Nazionale del Gargano. Un nome che potrebbe rientrare benissimo negli equilibri tra i partiti, dopo essere passato dai Verdi alla Sinistra ecologista e dunque al partito democratico. Altra candidatura politica, potrebbe essere quella dell’ex sindaco di Lesina Antonio Trombetta. La sua lunga esperienza come consigliere dell’Ente Parco potrebbe essere una ottima carta vincente, se poi si va ad aggiungere che Trombetta è il referente provinciale dell’area ambientalista del Pd. Cade, invece, la candidatura dell’ex presidente del Parco, Matteo Fusilli. La nomina a presidente della Federazione Nazionale dei Parchi è, per il predecessore di Gatta, una situazione di assoluto vantaggio. Non gli con verrebbe affatto fare un passo indietro, al massimo potrebbe essere nominato commissario in attesa del nuovo presidente. Chi se la potrebbe giocare è Franco Salcuni coordinatore garganico e membro della direzione nazionale di Legambiente, tra i massimi accusatori di Gatta. Quattro nomi visti con favore dal ministro Pecoraro Scanio che potrebbe però lanciare un quinto nome: quello dell’animatore storico del mondo ambientalista foggiano, Mimmo Di Gioia. Leader storico e fondatore dei Vas (Verdi Ambiente e Società), sempre in prima fila nelle battaglie ecologiste Di Gioia non dispiacerebbe al presidente dei verdi. Dal canto suo, anche Mimmo di Gioia smentisce, affermando di "aver presentato, diverso tempo fa, la sua candidatura come esponente dei Vas". Ovviamente il centrodestra non sta a guardare e fa quadrato attorno al leader della destra sipontina Giandiego Gatta. "Ne sapremo di più subito dopo l’Epifania, anche perché la fretta è tanta, vista l’aria di maretta che si respira nel Governo Prodi – si legge in una nota di Andrea Piano esponente di An a San Giovanni Rotondo -. Lo stesso Ministro potrebbe ritornarsene presto a casa, prima di nominare un nuovo presidente. Non abbiamo nessuna difficoltà ad immaginare l’imbarazzo del ‘poveretto’ (il ministro Pecoraro Scanio, ndr), di avere sotto la sua gestione un Presidente del Parco del Gargano di Alleanza Nazionale, per di più stimato e riconosciuto per le sue capacità e per il lavoro svolto sul territorio; è davvero troppo! Se poi, lo stesso Presidente ha denunciato le inadempienze del tuo ministero in occasione degli sciagurati incendi di quest’anno, allora la misura è colma. Non sappiamo se alla fine Pecoraro Scanio possa riuscire nel suo intento, tutto dipenderà da quanto tirerà ancora a campare il Governo Prodi", aggiunge Piano: "a noi rimane solo il dovere morale, ancor prima che politico, di difendere una persona coraggiosa e sinceramente amante del Gargano, come il Presidente Gatta, da accuse pretestuose e palesemente infondate".
l’Attacco
Procedura aperta per l’appalto dei lavori di ristrutturazione immobile e sistemazione area esterna in località “CHIESA DEL CROCIFISSO” – ISCHITELLA (FG) nell’ambito del P.O.R. Puglia 2000-2006 – Progetto Integrato Settoriale

Sembra un passa parola voluto, mentre è una sorte di sentimento avvertito, non solo tra le redazioni degli “strumenti” d’informazione della nostra provincia ma anche tra i comuni cittadini. La parola chiave del 2007 è ATTESA.
La città capoluogo e la nostra provincia attendono ancora dalla classe politica e dal mondo delle imprese uno scatto d’orgoglio.
La politica è tristemente piegata su se stessa, alla ricerca di una squadra che non c’è, nell’Unione e in quel che resta della Casa delle Libertà. Sempre in attesa di elezioni, di candidati presentabili, sempre con in mano le pedine di un nuovo organigramma da creare o da distruggere.
Le imprese, dal canto loro, sembrano incapaci di volare alto, di crescere, di diventare grandi, sempre pronte a lamentarsi della politica che non programma.
La politica e l’imprenditoria dovrebbero prendere piena consapevolezza del loro ruolo rimediando all’impoverimento di risorse e opportunità del territorio. Nella Città Gargano si è vissuto un altro anno spogliato di slanci.
Ed i cittadini attendono, attendono un riscatto, attendono una classifica migliore, un “Turismo allungato”, una casa a buon prezzo, un lavoro vero che declini dignità e sicurezza, un vocabolario nuovo dove le attese siano spiegate, e buoni maestri che insegnino come le attese si realizzano. La parola chiave del nuovo anno deve essere Concretezza. Finalmente mettersi intorno a un tavolo per cercare e concretizzare nuove situazioni. Un nuovo modo di promuovere il nostro territorio. Inventarsi scambi di promozione territoriale con realtà della Montagna. Cortina D’Ampezzo che scende sul Gargano in estate per promuoversi e il Gargano che sale a Cortina in inverno per fare altrettanto, il tutto concretizzarsi nello slogan: “Mettiamo le vele ai vostri sci”. Nuovi eventi che siano veri e propri strumenti di comunicazione del Gargano nel mondo. Non si capisce, a tal proposito, a chi si aspetta a dare slancio al Carpino Folk Festival. Decidersi di affidare il nostro marketing ad agenzie specializzate che muovono “flussi” e non “gruppi”. Smetterla di vendere soli posti letto e decidersi a vendere “bellezze ed emozioni”. Passare ad un turismo “responsabile”, cioè a un turismo che si decida a spalmare con più raziocinio l’economia. Concepire il nostro Gargano come una vera e propria CITTA’. L’allungamento della stagione turistica, è ora ficcarselo bene in testa, passa dalla definizione di “sistema”. Il 2008 dovrà essere soprattutto questo: l’anno della riscoperta del senso di “comunità”. Sarà un anno importante, dove sarà possibile il passaggio dall’attesa alla concretezza, dalle parole ai fatti. Ma abbiamo bisogno della buona politica e della buona impresa. Dobbiamo crederci, tutti insieme, se vogliamo uscire dalla logica dell’attesa, del mugugno e della rassegnazione.
Buon Anno… da OndaRadio
ninì delli Santi
Ucciso a colpi di pistola in un agguato in pieno centro di Orgosolo. Peppino Marotto, 82 anni, era un poeta, un fine autore di canzoni popolari, un uomo impegnato nella politica e nel sociale. Gli hanno sparato in pieno giorno: sei colpi di pistola alle spalle. Un delitto inspiegabile o, forse, spiegabile solo con il fatto che Marotto, nella sua attività sociale, potrebbe aver toccato qualche interesse di cui non doveva sapere o che avrebbe potuto mettere in pericolo.
Marotto era noto in tutta la Sardegna. A Orgosolo era una specie di saggio conosciuto da tutti, rispettato anche dai nemici politici. E’ stato freddato intorno alle 10:30, il killer (o i killer) lo ha raggiunto da dietro mentre entrava in edicola, come faceva ogni giorno. L’assassino è fuggito a piedi facendo perdere le tracce nei vicoli del paese. Allo stato non risulta che qualcuno l’abbia visto, anche se la cosa sembra incredibile.
Alla sua età, Marotto era responsabile dello sportello pensionati del patronato Inca della Cgil. Si occupava degli anziani del paese ma è possibile che, attraverso di loro, si sia dato da fare anche per i giovani. In questo ambito potrebbe essere venuto a conoscenza di qualche traffico, per esempio di droga, che rappresenta il problema più grave per i ragazzi di Orgosolo e dintorni.
Marotto ha fatto parte del coro a tenores Supramonte di Orgosolo. Tra le sue opere ci sono "Su pianeta ‘e Supramonte", 1996, "Testimonianze poetiche in onore di Emilio Lussu", 1983, "Cantones Politicas Sardas", 1978. Ha anche dedicato un canto alla Brigata Sassari al ritorno dalla Prima Guerra Mondiale. La scheda sul sito della casa editrice Condaghes, che ha pubblicato "Su pianeta ‘e Supramonte", lo descrive così: "Le sue convinzioni di giustizia sociale e la sua caparbietà barbaricina gli son valse la galera e il confino. Il suo desiderio di comunicare gli ideali di emancipazione e di libertà lo hanno portato a cantare nelle piazze della Sardegna e del mondo."
Fino a ieri Peppino Marotto prestava il suo impegno nell’azionismo sindacale e conduceva nel suo paese una Camera del Lavoro".
di Angelo Del Vecchio
PARCO NAZIONALE DEL GARGANO. E ci risiamo. Chi di spada ferisce, di spada perisce! Vi ricordate le vicende relative all’allontanamento di Matteo Fusilli? La storia si ripete e questa volta a finire nella "rete" è Giandiego Gatta, presidentissimo della riserva naturale e mammasantissima di Alleanza Nazionale in quel di Manfredonia.
Le associazioni ambientaliste, e prima di loro addirittura il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, hanno chiesto la testa di Gatta. Qualche anno fa, sotto il Governo Berlusconi, accadde la stessa cosa: via Fusilli (quota Ds) e dentro Gatta (quota An), fedelissimo dell’allora Ministro Altero Matteoli, pure lui finiano di ferro. Anche all’epoca ci furono proteste a non finire per difendere l’esponente nativo di Monte Sant’Angelo, attuale presidente della Federazione Nazionale dei Parchi. Le polemiche contro Matteoli furono pesantissime, ma alla fine vinse il Ministro e Gatta prese il posto di Fusilli. Non si è assolutamente maghi o megere se si prevede oggi uno scenario del tutto simile a ieri: per Gatta è imminente una promozione, magari alla guida di una federazione creata "ad hoc"! E a nulla serviranno i ricorsi alla legge ordinaria e straordinaria. Anche in questo caso a vincere sarà il Ministro che di motivazioni (atte a rimuovere Gatta), giuste o ingiuste che siano, ne ha trovate tante. Garganopress.net non vuole entrare nel merito del provvedimento prossimo di Pecoraro Scanio, ma chiede al Ministro di chiarire nell’immediato la questione, per non allungare i tempi di una possibile agonia e soprattutto per non danneggiare progetti e finanziamenti in atto o prossimi alla realizzazione.
Se Gatta deve essere rimosso lo si faccia subito, se deve restare si operi perché ritorni la serenità in un Ente importante per le popolazioni garganiche, già vessate da secoli di sfruttamento e di sottomissioni ai potenti del momento.
Chi siederà al posto di Gatta? Noi prevediamo quattro possibilità:
1) Matteo Fusilli (Presidente Federparchi, 10% delle possibilità – Proviene da Monte Sant’Angelo);
2) Gianfranco Pazienza (Ambientalista della prima ora, 30% delle possibilità – Proviene da San Giovanni Rotondo);
3) Franco Salcuni (Coordinatore Legambiente Gargano e membro della direzione nazionale del "Cigno Verde", 20% delle possibilità – Proviene da Monte Sant’Angelo);
4) Ciro Pignatelli (anche lui Ambientalista della prima ora e sostenitore della nascita del Parco fin dagli Anni ’80, 40% delle possibilità – Proviene da San Marco in Lamis, anche se abita e lavora fuori sede – Attualmente è capo della segreteria del Senatore Piatti, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente).
Questo è tutto, mentre al Parco continuano le guerre intestine tra colombi, aquile e cuculi!!!
Fonte Garganopress.net
Conferenza di fine anno del presidente della Giunta regionale: «Dopo due anni e mezzo la regione è uscita dal tunnel. Nel Sud siamo in testa». Due brutti ricordi: gli anziani morti nell’ospedale di Castellaneta e gli incendi sul Gargano
Nichi Vendola BARI – Dopo due anni e mezzo di governo della Giunta Vendola la Puglia è uscita dal tunnel. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha affermato durante la conferenza stampa di bilancio del 2007 elencando alcuni dei principali fattori di novità e di miglioramento prodotti dalla sua azione di governo. «È l’insieme di questi fattori – ha spiegato – che ci fa dire: siamo usciti dal tunnel» perché «tutti i dati dicono che la Puglia è alla testa di tutte le regioni del Mezzogiorno» anche grazie alla stabilità della giunta regionale: «non c’è nessuna regione d’Italia – ha sottolineato il presidente – che possa vantare questo livello di tenuta della maggioranza». «Credo – ha detto Vendola rispondendo ad una domanda – sia il quadro di più forte stabilità del Paese», a fronte delle crisi che hanno vissuto «tutte le regioni italiane».
Secondo Vendola c’è «una Puglia che può guardare al futuro. Che sta cambiando che è già una Puglia migliore». La Puglia – ha aggiunto – «può uscire, sta uscendo, è uscita fuori dal tunnel». La strada, secondo il presidente, è ancora tutta in salita però «quella del 2007 è una Puglia dove troupe cinematografiche girano coproduzioni internazionali. È una Puglia che sta traendo investimenti da tante parti del mondo che sta diventando regione leader nelle energie rinnovabili, che ha abbattuto del 30% la disoccupazione, che vede il proprio prodotto interno lordo tornare a crescere, mentre prima era stato mortalmente bloccato. È una Puglia – ha continuato il presidente Vendola – che finalmente fa i parchi, tanti: 12 parchi. Cioè sottrae porzioni di territorio alla speculazione. È una Puglia che si occupa della messa a norma nelle scuole, negli ospedali, che prova a civilizzare le proprie strutture, che vede crescere il traffico passeggeri negli aeroporti, come in nessun altra regione: Bari nel 2007 fa + 22% e di Brindisi il +12%, cifre record in Italia».
• «Che cosa mi ha fatto più gioire nel 2007? Tante piccole cose, ma tra tutte la lettera di un precario che mi è giunta nei giorni scorsi. Un padre di tre figli che mi ha scritto che questo è il primo Natale, dopo tanti, in cui sente di poter garantire un futuro ai suoi figli. Questo mi ha fatto pensare: ne valeva la pena» ha poi detto il presidente Vendola.
«Quello che mi ha fatto maggiormente soffrire – ha aggiunto – sono stati due fatti: gli otto anziani morti nell’ospedale di Castellaneta, anziani che volevano guarire e invece hanno trovato la morte, e gli incendi che hanno sfregiato il Gargano».
“Una Provincia capace di raggiungere vette di eccellenza, di dare un volto nuovo alla Capitanata e di rafforzare la concertazione sul territorio”. Con queste parole il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha sintetizzato gli obiettivi raggiunti dalla Provincia di Foggia nel periodo 2003-7 nel corso della conferenza stampa di fine anno alla quale hanno partecipato anche tutti gli assessori e i dirigenti dell’Amministrazione.
Stallone ha ricordato con commozione il momento del suo insediamento, il 3 giugno 2003: “Lo dico con la franchezza che credo mi sia universalmente riconosciuta, non avevo compreso fino in fondo ciò che mi attendeva. Non credevo che le mie giornate sarebbero diventate, da quel momento, di quindici ore filate di lavoro. E, soprattutto, non credevo di poter amare questa terra più di quanto già la amassi. E invece è stato così. Il lavoro non mi ha mai spaventato, io appartengo a quella categoria di persone per le quali l’inattività, anche solo di poche ore, si traduce in noia. Quanto all’amore per questa terra, quella sì, è stata una scoperta di rara intensità. Ho lavorato credendo fino in fondo in ciò che stavamo facendo, ho lavorato con ardore e passione per questa nostra bellissima Capitanata”.
Passando all’analisi dei risultati conseguiti, il Presidente della Provincia di Foggia ha rimarcato come “La Provincia di Foggia ha più di un primato a livello nazionale. Abbiamo raggiunto punte di eccellenza che hanno portato la nostra Amministrazione a svettare tra gli enti intermedi italiani. Siamo stati il primo ente in Italia ad istituire la figura del garante dei minori, siamo la prima Provincia in Italia in materia di servizio civile, la prima in Puglia e la quarta in Italia ad aver stabilizzato un numero così elevato di precari, abbiamo una Biblioteca provinciale che, per moltissimi aspetti, oggi può considerarsi tra le migliori in Italia, prima in assoluto in molti settori”.
Proseguendo Stallone ha sottolineato che la Provincia di Foggia è “stata il secondo ente in Italia ad avere la certificazione di qualità per alcuni nostri settori rilasciata dal colosso americano “Perry Johnson”. Siamo la prima Provincia in Puglia ad aver ottenuto da Moody’Investor service il rating “A2” con prospettive stabili; la prima nel mezzogiorno ad aver emanato un bando per il collocamento mirato dei disabili; la prima in Puglia ad aver avviato corsi di formazione dei dipendenti nell’ottica del trasferimento di deleghe dalle Regioni agli enti intermedi”.
“Inoltre, con i corsi in materia di programmazione negoziata abbiamo fatto della scuola di Pubblica Amministrazione “Francesco Marcone” il punto di riferimento per i percorsi formativi del personale di tutti gli enti locali pugliesi. Abbiamo ottenuto risultati di eccellenza in materia di politiche ambientali, dissesto idrogeologico, rimboschimento e abbiamo trasformato una delega tradizionalmente considerata di serie “C”, come l’agricoltura in una delega di serie “A”. Abbiamo implementato un percorso virtuoso di riforma della tecnostruttura e di riqualificazione del personale. Il Gargano e l’Appennino Dauno sono diventati il cuore pulsante della nostra programmazione grazie ad un’inversione di tendenza che non ha precedenti qui in Capitanata”, ha aggiunto Stallone che ha quindi sottolineato come in quattro anni e mezzo non sia mai stato aumentato il livello delle imposte locali che resta fermo ai parametri del 2003”.
Tra i risultati di grande rilievo raggiunti Stallone ha ricordato “l’assegnazione dell’Authority sulla sicurezza alimentare, l’avvio del percorso per l’istituzione della sede distaccata della Corte d’Appello, lo sblocco dei finanziamenti per il completamento della strada a scorrimento veloce del Gargano, la Padesubappenninica e la Pedegarganica. Così come è stata la Provincia di Foggia a dare il là al percorso di lungo termine che, iniziato con la difesa dei livelli occupazionali dello zuccherificio, è sfociato nella progettualità presentata dalla Sfir per la realizzazione della piattaforma integrata della Capitanata per logistica e servizi”.
“E oggi – ha proseguito Stallone – mi sento di dire che le promesse fatte agli elettori sono state mantenute. Oggi mi sento di dire che, tra un paio d’anni, la nostra provincia avrà un altro volto”. A tale proposito il presidente ha evidenziato “con il global service, abbiamo posto le condizioni per il superamento delle logiche emergenziali e per l’implementazione di una programmazione che avrà i suoi punti di forza nella manutenzione di arterie di interesse regionale, negli interventi per il rimboschimento e per il contenimento del rischio idraulico”.
Sul tema delle infrastrutture per Stallone “la Provincia di Foggia ha saputo costruire un disegno virtuoso di sviluppo. Con pazienza abbiamo posto tasselli di alto spessore e valenza strategica: l’accordo di programma quadro, la pianificazione strategica, il piano territoriale di coordinamento, i progetti integrati territoriali e settoriali, i piani agricolo e ambientale. Infrastrutture strategiche come il porto di Manfredonia, l’aeroporto, il raccordo di frattarolo, l’area Asi di Borgo-Incoronata e tutte le aree produttive della Capitanata, hanno trovato una nuova meritoria collocazione dentro questo ambizioso disegno. Un disegno che punta a valorizzare le vocazioni del territorio e che oggi può vantare risultati notevoli”.
Affrontando una riflessione politica, il Presidente ha rimarcato come “questi quattro anni e mezzo hanno dimostrato in particolare che esiste ancora una politica buona e virtuosa. Una politica che è in grado di produrre risultati concreti per il bene del territorio e dei suoi cittadini”.
Per il Presidente “La Provincia di Foggia ha sfruttato nella migliore delle maniere possibili le prerogative costituzionali di ente intermedio. Uno dei dati salienti è l’inversione di tendenza nel rapporto con l’Amministrazione Regionale. La Capitanata ha ottenuto grandi risposte e notevole considerazione dalla Giunta Vendola. Risposte che sono il chiaro riconoscimento della forza delle nostre progettualità e della nostra capacità di svolgere un ruolo di rappresentanza di tutto il territorio e a tutti i livelli istituzionali”.
Quanto agli investimenti complessivi, il presidente della Provincia ha illustrato che “in quattro anni e mezzo sono stati calamitati, attraverso le nostre progettazioni, investimenti regionali, statali ed europei per 259 milioni di euro. Più di cinquanta milioni di euro (100 miliardi di vecchie lire) all’anno”. Risultati che, secondo il Presidente, sono stati raggiunti “attraverso la capacità di confrontarsi con la Regione e con gli enti locali e di tradurre in orientamenti operativi le istanze del territorio”.
Sulla stabilità dell’Amministrazione Provinciale uscente, il Presidente della Provincia di Foggia ha fatto notare come “l’Ente ha vissuto, qualche banale momento di fibrillazione. Ma, nel complesso, la solidità polita c’è stata. Nel complesso, si può dire che questa sia stata l’unica amministrazione targata centrosinistra a non aver registrato mai autentiche crisi o battute d’arresto. Qui, a Palazzo Dogana, il centrosinistra nella sua interezza ha dato il meglio di sé producendosi in uno sforzo progettuale non comune. Qui in Provincia di Foggia ha saputo tradurre in risposte concrete la necessità di un cambiamento e di una profonda trasformazione virtuosa del territorio e delle sue forze rappresentative”.
Sul riassestamento delle forze di centrosinistra , Stallone ha rimarcato: “Siamo certi che il Pd, così come la costituente socialista e la federazione della sinistra, daranno l’impulso decisivo alla riduzione della frammentazione del quadro politico italiano e al completamento dei processi di riforma e di modernizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione italiana.
Tutto questo, è ovvio nel rispetto, delle formazioni cosiddette minori che qui, a Palazzo Dogana, sono state parte di tutti i più importanti processi decisionali e hanno dato un contributo fondamentale alla realizzazione degli obiettivi di governo”, ha quindi aggiunto Stallone.
Concludendo il presidente della Provincia ha affermato: “Siamo certi di aver ben governato. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche e a continuare e migliorare il buon lavoro svolto in questi anni. Siamo pronti a confrontarci e a raccogliere il contributo di tutti. Siamo pronti a trasformare le speranze più ottimistiche in nuovi obiettivi da raggiungere insieme”.
Stallone ha, infine, ringraziato tutti i suoi collaboratori, gli assessori, i dirigenti e il personale di Palazzo Dogana.
Le ultime notizie che interessano le sorti dell’area protetta più importante della Puglia (una delle più rappresentative dell’intera Italia), evidenziano ciò che da lungo tempo, il Centro Studi Naturalistici Onlus e Pro Natura avevano predicato, era inevitabile che il Ministero dell’Ambiente ponesse attenzione sullo stato di abbandono delle risorse ambientali del Gargano, gli episodi piccoli e grandi occorsi in questi ultimi anni hanno dimostrato la incapacità, ma anche la non volontà a gestire in maniera oculata un parco nazionale.
La diminuzione di unità nel CTA (coloro che devono controllare il territorio), l’abusivismo edilizio, l’illegalità diffusa (dal bracconaggio al taglio del legname), la sostanziale assenza di gestione naturalistica, lo stato di abbandono del Centro Fauna Selvatica, evidente anche solo a vederlo (con casi di illegalità di ordine sanitario vedi la mancata adozione di misure anti influenza aviaria), gli immani incendi che hanno quasi completamente distrutto le uniche pinete italiane pure di Pino d’Aleppo, e poi la mancanza di dialogo e concertazione con le associazioni ambientaliste (come fa un’area protetta a vivere senza il confronto con la società civile, le associazioni ambientaliste, etc.), la mancata adozione del piano come strumento fondamentale per la gestione di un’area protetta, l’immondizia che ormai invade ogni angolo più remoto, i milioni di euro per progetti di conservazione della fauna da liquidare nel giro di qualche mese (è evidente che scientificamente nonchè praticamente, tali progetti non avranno alcun risultato se non quello di spendere soldi), ma l’elenco è troppo lungo per essere descritto in questa sede.
Quello che ci preme è il fatto che, sebbene attualmente il Parco del Gargano è come se non esistesse, la volontà nostra, come associazione che per prima in Italia (Pro Natura) si è occupata della conservazione della natura, sarà tesa a sperare in un nuovo Gargano, dove la natura sia al primo posto, dove non si spendano soldi per sagre (l’ultima gaffe evitata in extremis dal parco prevedeva una serata con cena a base di folaga!!!) o manifestazioni canore fini a se stesse, dove i progetti di conservazione della natura vengano realizzati limpidamente e realmente (vedi lo stato attuale dei progetti PIS sulla conservazione della Fauna a pochi mesi dal loro termine e non ancora realmente attivati e se verranno attuati comporteranno l’ennesimo sperpero di denaro pubblico, quasi 2.000.000 di euro da spendere in meno di sei mesi per ricerche scientifiche, che visto l’esiguità del tempo non saranno affatto scientifiche.
Avevamo più volte chiesto di bloccare tale sperpero è convertilo in azioni di maggiore utilità come l’acquisto di terreni in modo da esercitare una vera azione concreta di salvaguardia. Ma ovviamente, la risposta non si è mai avuta….
Ora ci si aspetterebbe che, da persone responsabili, i vertici del parco rassegnassero le dimissioni, noi non sappiamo che decisioni prenderanno, ma di una cosa siamo sinceramente convinti che questa gestione passerà alla storia per essere stata i peggiore per questa importantissima area protetta e che le azioni intraprese o non intraprese dalla gestione Gatta richiederanno un duro lavoro per essere sanate.
La candidatura sarà presentata il 9 gennaio con altre 5 città Conto alla rovescia per l’ufficializzazione della candidatura di Monte Sant’Angelo nell’elenco dei luoghi considerati patrimonio mondiale dell’Unesco. Si punta a far diventare la cittadina dell’Arcangelo, una città di storia e cultura e per fare ciò, si è intrapreso un percorso comune con altre cinque città: Benevento, Brescia, Cividale del Friuli (Ud), Castelseprio (Va), Spoleto, che come Monte conservano preziose testimonianze della cultura longobarda in Italia. Il progetto è denominato Italia Langobardorum. Centri di culto e di potere (568-774 d.C.. Si tratta dunque una candidatura seriale ed è già stato elaborato un logo comune per le sei città.
La data storica da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 9 gennaio 2008, è infatti prevista per quel giorno la firma dell’intesa istituzionale per ufficializzare la candidatura.Fra poco meno di un mese, tutto il Gargano che conta, in termini di istituzioni e rappresentanti di enti locali (saranno presenti il Direttore Regionale della Puglia, il Presidente della Regione Puglia, quello della Provincia di Foggia, il sindaco del Comune di Monte SanfAngelo, il Rettore della Basilica di San Michele Arcangelo, il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, l’ente montano e il Direttore del Centro di Studi Micaelici e Garganici) sarà a Roma per la firma. La candidatura sarà formalizzata i19 gennaio ma la procedura si concluderà presumibilmente nel mese di luglio del prossimo anno, quando si riunirà a Parigi il Comitato del patrimonio mondiale per le proprie determinazioni. Il complesso preso in considerazione è quello della Basilica di San Michele Arcangelo ed il centro storico del comune garganico. Per sostenere tale candidatura il Comune di Monte, assieme agli altri soggetti istituzionali competenti sul territorio, si impegnerà alla tutela, conservazione, valorizzazione e gestione del monumento e alla creazione di una fascia di protezione attorno ad esso. Una intesa era già stata perfezionata in una precedente riunione tenutasi a Benevento. Per potersi presentare deve avere determinati requisiti: parcheggi, miglioramento del centro storico, qualità dei servizi. «E’ una grossa opportunità per aggiornare e riqualificare la storia di Monte Sant’Angelo», spiega il sindaco Andrea Ciliberti. «La città potrebbe avere un ritorno non solo di immagine, ma anche economico. Le possibilità ci sono. Monte dopo Alberobello e Castel del Monte, anche la Puglia ne guadagnerebbe. C’è stato già un sopralluogo e abbiamo avuto degli incontri- incalza Andrea Ciliberti- Adesso dobbiamo recuperare il tempo perduto. Ma abbiamo la consapevolezza e che Monte Sant’Angelo, rispetto ad altri centri dispone di maggiori riferimenti sui longobardi. Tutto ciò che di micaelitico c’è nel mondo è successivo a San Michele, la cui costruzione della basilica risale al 492 dopo Cristo. Oltre quindici secoli. Infatti nel 92 abbiamo festeggiato il quindicesimo centenario. Dopo le apparizioni».