
Si riuniranno a Vico del Gargano, mercoledì 13 febbraio alle ore 16.00, i Comuni pugliesi del Club Borghi più Belli d’Italia. Nella sala consiliare siederanno i Sindaci di: Alberona, Bovino, Cisternino, Locorotondo, Otranto, Pietra Montecorvino, Roseto Valfortore, Specchia, Vico del Gargano, convocati per il coordinamento.
Seguirà il convegno:” I Borghi più Belli d’Italia. Nuove prospettive per un turismo di qualità”.:
Intervengono:
Massimo OSTILLIO; Assessore Regionale al Turismo
Giuseppe M. de LEONARDIS; Assessore provinciale al Turismo
Fiorello PRIMI; Presidente Nazionale “Club Borghi più Belli d’Italia”
Umberto FORTE; Direttore Nazionale “Club Borghi più Belli d’Italia”
Michele LAMACCHIA; Presidente A.N.C.I regionale
Nicola VASCELLO; Commissario straordinario A.P.T. Foggia
Luigi DAMIANI; Sindaco di Vico del Gargano
Matteo CANNAROZZI de GRAZIA; Consigliere delegato al Turismo.
Modera:
Ernesto TARDIO; Giornalista.
Il club de “I Borghi più Belli d’Italia” è nato nel marzo del 2001 per iniziativa della Consulta del Turismo dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Lo scopo del club è quello di valorizzare il grande patrimonio di Storia, Arte, Cultura, Ambiente e Tradizioni dei comuni.
In Italia, i comuni facente parte del club, sono 160. In Puglia sono 9.
Ciao a tutti e tante grazie per i tanti messaggi di auguri che mi avete inviato, con ogni mezzo.
Mi presento:
Giulia Basile, nata il 23 gennaio 2008.
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L’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, sulla base dell’istruttoria espletata dall’Ufficio Credito Agrario e Avversità atmosferiche, confermata dal dirigente dello stesso Ufficio e dal Dirigente del Settore Agricoltura, riferisce quanto segue:
Il Decreto Legislativo n.102 del 29/03/2004, ha stabilito la nuova disciplina del Fondo di Solidarietà Nazionale abrogando la legge 185 del 14/02/1992.
L’art. 6 del citato decreto fissa le procedure per l’emanazione del decreto di declaratoria della eccezionalità di eventi avversi al fine del riconoscimento, agli aventi diritto, dei diversi tipi di provvidenze previsti dal decreto stesso. In particolare stabilisce che a conclusione degli accertamenti dei danni e della delimitazione delle aree interessate dall’evento avverso, la Giunta regionale deliberi la proposta di declaratoria entro il termine di 60 giorni dalla cessazione dello stesso evento (con eventuale proroga di 30 giorni). Con lo stesso provvedimento devono indicarsi le provvidenze da concedere, comprese fra quelle previste dall’art. 5 dello stesso Decreto Legislativo.
Nei giorni 21 e 22 ottobre 2007 nella Provincia di Foggia, a causa delle piogge alluvionali, si sono verificati gravi danni alle produzioni agricole, alle strutture aziendali e interaziendali negli agri dei Comuni di Carpino e Ischitella.
L’Ufficio Provinciale dell’Alimentazione di Foggia, effettuati i necessari sopralluoghi per rilevare il tipo, la natura e l’entità del danno, ha accertato che sussistono le condizioni per formulare la proposta al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per l’emanazione del decreto di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento avverso, come riportato nella relazione acquisita agli atti dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari in data 10/01/2008 prot. n. 28/468, di cui si allega copia conforme, parte integrante del presente provvedimento.
Infatti, rapportando il valore del danno della produzione agricola inficiata dalle piogge persistenti al valore della produzione lorda vendibile ordinaria si ottiene un’entità del danno superiore al limite previsto dalla normativa vigente (20% nelle zone svantaggiate e 30% nelle zone non svantaggiate) che consente di dar corso alla richiesta di declaratoria.
Inoltre, in detta relazione, sono riportate le previsioni della spesa occorrente per la concessione delle provvidenze previste dall’articolo 5, comma 2 lett. a, b, c e d e commi 3 e 6 del Decreto Legislativo n. 102/04.
Per quanto sopra detto, è necessario ed urgente accogliere la proposta da trasmettere al suddetto Ministero per richiedere l’emanazione del decreto di declaratoria, dalla cui data di pubblicazione, scatta il termine di 45 giorni per la presentazione delle domande di concessione delle provvidenze da parte dei conduttori delle aziende agricole che hanno subito danni di entità non inferiore al 20% del valore della produzione lorda vendibile nelle zone svantaggiate e del 30% nelle zone non svantaggiate.
DELIBERA
di prendere atto di quanto riportato nelle premesse; di approvare l’esito degli accertamenti effettuati dall’Ufficio Provinciale dell’Alimentazione di Foggia successivamente al verificarsi delle piogge alluvionali nei giorni 21 e 22 ottobre 2007, come si evince dagli allegati, parte integrante del presente provvedimento, con i quali vengono delimitati i territori danneggiati dall’evento avverso in questione che ha determinato gravi danni alle produzioni agricole, alle strutture aziendali e interaziendali negli agri dei Comuni di Carpino e di Ischitella; di incaricare l’Ufficio Credito Agrario ed Avversità Atmosferiche dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari di trasmettere la proposta al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per consentire l’emanazione del decreto di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento avverso (giusto quanto prescritto dall’art. 6 del Decreto Legislativo n. 102/04) e per concorrere al riparto delle disponibilità finanziarie recate dal Fondo di Solidarietà Nazionale per la concessione delle provvidenze alle aziende agricole che hanno subito danni di entità non inferiore al 20% nelle zone svantaggiate e del 30% nelle zone non svantaggiate del valore della produzione lorda vendibile, esclusa quella zootecnica. di pubblicare il presente provvedimento sul BURP, ai sensi della lettera a) dell’art. 6, della L.R. n. 13 del 12/4/1993.
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
Dr. Romano Donno
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA
On. Nichi Vendola
FF.SS! Sì, proprio così, e non è il film targato anni ’80 (sottotitolo, “Cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene”) di Renzo Arbore, ma l’acronimo di “Five Festival Sud System”, ovvero la summa di cinque festival che daranno il nome al cartellone estivo dauno.
Nato da un’idea della Provincia di Foggia, è stato presentato in una conferenza stampa riscuotendo il favore dei gruppi coinvolti. Questi i magnifici cinque: “Suoni in Cava” (Apricena), “FestaAmbienteSud (Montesantangelo), “Orsaramusica” (Orsara di Puglia), “Carpino Folk Festival” (Carpino, il paese degli uomini con la cappa) e “Apuliae” (Festival d’arte itinerante).
Cinque strutture che ormai da anni, e ogni anno, sprigionano l’autentico potere di richiamare d’estate sul Gargano e nella Capitanata tutta gli aficionados di certa musica etnica, popolare, folklorica, senza dimenticare i fans del jazz ma anche gli appassionati di teatro, cinema ed enogastronomia. Si vuole così unificare le cinque manifestazioni e farne un unico grandioso evento al centro di un solo appuntamento, fissato tra luglio e agosto, con la partecipazione prevista di 250 artisti ed esecutori. Ma Provincia e Comuni interessati hanno fatto le cose in grande: il programma del “Five Festival” sarà presentato alla prossima Bit milanese trasformandolo in un fattore trainante di promozione turistica.
da Quotidiano di Puglia
Il Sindaco Zuccarino illustra il percorso che porterà alla nona edizione dell’evento
Prime indiscrezioni di “Suoni in Cava”. Il Sindaco VITO ZUCCARINO illustra il percorso che porterà alla nona edizione della manifestazione.
“Quest’anno – commenta il primo cittadino di Apricena – saremo “costretti” ad anticipare la programmazione di “Suoni in Cava” per poter efficacemente aderire all’importante iniziativa della APT (Agenzia di Promozione Turistica) e della Provincia di Foggia mirante a realizzare una rete dei cinque più importanti eventi con lo scopo di proporsi alla Bit di Milano. Tentativo questo già cercato negli anni passati ma che con il coinvolgimento di questi enti sopracomunali potrà finalmente realizzarsi e creare quelle sinergie che proprio dal mondo della cultura e dell’arte possono diventare esempio per tutti gli altri settori di intervento economico-sociale”.
“Suoni in Cava” è ormai un evento particolare e affascinante dell’estate apricenese e dell’intera Capitanata. Dal 2000 la manifestazione musicale è diventata un appuntamento fisso che attrae l’attenzione di tanti musicofili e turisti provenienti, soprattutto, dai centri del Gargano e dalle province limitrofe. Un successo consolidato di edizione in edizione tanto che la kermesse è stata inserita tra i cinque Festival più importanti della Provincia di Foggia. “Five Festival Sud System”: è la rete che crea una sinergia integrata tra “Suoni in Cava”, “Carpino Folk Festival”, “FestaAmbienteSud””, Festival d’Arte itinerante “Apuliae” e “Orsaramusica”. FFSS si svolgerà tra luglio e agosto e vedrà coinvolti oltre 250 artisti. Un forte e variegato veicolo di promozione turistica che vede i Comuni interessati già in movimento per stilare il programma.
L’edizione 2008 di “Suoni in Cava” sarà la numero nove. “Il Comune di Apricena – prosegue ZUCCARINO – è direttamente impegnato nella programmazione della prossima edizione di “Suoni in Cava” per la quale si è prospettato e si tenterà di realizzare un coinvolgimento dell’Enel per la realizzazione dell’impianto di illuminazione della cava che possa massimizzare la suggestività del luogo autentica particolarità di questa manifestazione”.
Gran brutta sorpresa per gli alunni della scuola elementare "Padre Castelli" di Carpino. Ignoti, nella notte tra sabato e domenica, si sarebbero introdotti all’interno dell’istituto del centro garganico attraverso una finestra. Lì avrebbero divelto 20 armadietti, rovesciandone, poi, il contenuto sul pavimento.
Sono servite circa due ore al personale dell’istituto per ripulire i corridoi dell’edificio. Sul fatto indagano i carabinieri.
da Tatiana Bellezzi
Ritengo molto arguto il ragionamento sviluppato dal consigliere al turismo di Vico del Gargano pertanto ve ne propongo l’intervista video a scopo formativo.
Parla della Citta Gargano e dei Quartieri, parla della mancata Progettazione dei nostri territori, del rapporto tra pubblico e privato e di quali siano le usuali pratiche (definirei clientelari) per ottenere finanziamenti e creare sviluppo.
Ascoltatelo …
Questo racconto è per i miei paesani che continuano a cercare la luna e non si accorgono di vivere in un luogo dove è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale aspirano – Antonio Basile
Girando per valli e per monti di una splendida regione del Sud Italia, la Lucania, ci siamo spesso imbattuti in giovani che cantavano una truce litania:
"quanto siamo sfortunati, quanto siamo lontani dal mondo, quanto siamo poveri, quanto siamo arretrati, …"
"beati quelli che vivono nelle grandi città, beati quelli che hanno una connessione internet veloce, beati quelli che sanno cosa fare la sera, ecc…"
"vorrei fare la velina ma non posso, vorrei fare il calciatore ma non posso, vorrei fare la ballerina ma non posso, vorrei farmi la plastica al naso ma non posso…."
Tutti questi ragazzi – che abbiamo incontrato nel corso delle nostre "spedizioni" – hanno in comune una cosa: nessuno conosceva le risorse naturali, immateriali o materiali della propria città/paese/valle.
Spesso, inoltre, questi ragazzi e ragazze accompagnano la loro litania con abbondanti dosi di cannabis o alcol.
Poi abbiamo incontrato giovani che abbiamo definito "Quelli che ballano la Tarantella". Ossia ragazzi e ragazze che non conoscono affatto quella litania, ma in compenso conoscono tutto del loro paese (la storia, le tradizioni, le ricette, il dialetto, gli angoli più suggestivi, ecc…)
A questo punto gli antropologi presenti nel nostro gruppo – seduti al tavolino di un bar di un piccolo paesino lucano – si sono messi a dire cose strane, incomprensibili. Parlavano di "teoria delle finestre rotte", Gemeinschaft und Gesellschaft, crescita o sviluppo, ecc…
Ad un certo punto si avvicina un vecchietto piccolo piccolo e dice, in dialetto: "Voi non avete capito niente. I nostri giovani sono così depressi perchè hanno perso la Consonanza e l’Armonia".
Consonanza? Armonia? Ma certo! Pitagora, Ocello Lucano, Metaponto, Montescaglioso….
Ma tutto questo che c’azzecca con lo sviluppo?
C’azzecca, c’azzecca…..
A questo punto eravamo eccitatissimi, ma delle tesi di Pitagora avevamo solo vaghi ricordi liceali.
Tornati in sede abbiamo subito condiviso questa esperienza con i filosofi del nostro network, i quali ci hanno ricordato che si sa ben poco del grande pensatore vissuto in Lucania e che gran parte di quello che sappiamo ci arriva da suoi discepoli o dai suoi oppositori (politici o filosofici).
Ma alcune cose le sappiamo con certezza, ad esempio, sappiamo è che gran parte del suo pensiero si concentra sul rapporto tra uomo e natura e sul fatto che solo attraverso la conoscenza l’uomo di avvicina alla sua vera natura e all’Armonia.
Di qui tutti gli studi sulla matematica, la geometria, la musica, ecc…
Ecco le parole chiave: Conoscenza; Rapporto tra uomo e natura; Consonanza; Armonia.
Ma non finì qui.
Fummo invitati al concerto di un grande musicista lucano – Rocco De Rosa – che nel bel mezzo di composizioni minimaliste se ne esce con una roba incredibile: un suo componimento che si chiama STO.
Spiegò che aveva composto questo pezzo ispirato dall’atteggiamento filosofico degli anziani lucani.
Rocco un giorno si avvicinò ad uno dei suoi anziani concittadini, seduto su una panchina, con gli occhi persi nel vuoto delle nostre colline, e chiese:
Rocco: "Zì ‘ntò, che fai?"
E Zì ‘nto: "Sto!"
R: "Che vuol dire: stai?"
ZA: "Rocco, io non staio. Ho detto che Sto!"
R: "E che differenza c’è?"
ZA: "Ahhh, Rocchi, ma a te la capitale t’ha fatto male. Hai dimenticato tutto, pure gli Antichi"
R: "Antichi? Di che Antichi parli?"
ZA: "Marò! Sei diventato proprio un barbaro. Ti sei pure scordato la storia degli Antichi, quella di Achille e della tartaruga"
Achille e la tartaruga!!!!!
Porca miseria. Il vecchio parlava di Zenone, di Parmenide, della scuola di Elea.
Fummo portati a pensare che queste fossero casualità, ma presto ci accorgemmo che non era affatto così.
Dopo qualche mese ci invitano a tenere un seminario sul patrimonio immateriale in un piccolissimo paese del cuore della Lucania.
Con noi c’era Rasche, un tedesco stranissimo e coltissimo che si occupa di musica antica e musica religiosa medievale.
Stranamente la saletta del centro sociale era gremitissima. Cominciamo il nostro seminario e arriviamo a parlare di zampogna in Lucania.
Ad un certo punto il pubblico comincia a guardare con insistenza un vecchietto che ad un certo punto – non potendone più fare a meno, vista l’insistenza tacita dei concittadini – caccia da una borsa da pastore una stranissima zampogna, una via di mezzo tra una zampogna a chiave ed una surdulina, gonfia l’otre e comincia a suonare.
Rasche a questo punto sembra come impazzito. Ride, si agita sulla sedia, non riesce tener ferme le braccia, si alza si risiede, prende appunti, scrive formule matematiche,….
I "suoni" si placano, la sala è ammutolita.
Rasche si catapulta sul vecchietto e comincia a gridare come un ossesso frasi apparentemente senza senso: "…intervalli di quinta, intervalli di ottava, monocordo, logaritmi…."
Il vecchio lo guardava impassibile con un leggero sorriso, ma non rispondeva alle migliaia di domande di Rasche.
"Rasche calmati! Che è successo? Facci capire."
Rasche: "Questa zampogna è accordata su una scala pitagorica modificata. La scala pitagorica è stata in uso fino al medioevo e poi è stata sostituita da altre scale. Questa zampogna ci ha portato indietro nel tempo di almeno 800 anni se non addirittura di 2500. Quella musica la sentivano alla corte di Federico II e a Metaponto a Taranto ad Atene, a Roma a… a….. Ma vi rendete conto! Nooo voi non vi rendete conto. Quello strumento vale tanto quanto il Colosseo o la cappella sistina o la Pietà di Michelangelo. LO CAPITE?"
Silenzio.
Quello strumento è arrivato fino a noi, immodificato, semplicemente sulla base della trasmissione orale della conoscenza.
A questo punto il tedesco era scatenato, sale in cattedra e comincia a parlare di musica medievale, canto gregoriano, musica alchemica, musica pitagorica, musica federiciana, di musica celata nei simboli impressi sulle tele medievali o celata nelle architetture delle chiese, di Bach, di passacaglia, di scale musicali arcaiche, di tarantella, di parallelismo tra tarantismo tedesco, spagnolo, berbero e apulo-lucano, di discanto, ecc….
Noi eravamo terrorizzati. Temevamo che l’uditorio si spazientisse o si annoiasse. E invece no. Stavano tutti attentissimi e annuivano. Alcuni addirittura intervennero o fecero delle domande.
Uno spettacolo incredibile.
Alla fine del seminario, durato un’ora più del previsto. Si avvicina un prete, vecchissimo, e ci invita a seguirlo.
Ci porta in un archivio al quale ha accesso solo il clero e ci mostra degli antichi manoscritti miniati.
Su questi manoscritti c’era di tutto: studi storici, archeologici, demo-antropologici, trascrizioni di canti e musiche popolari, riproduzioni di strumenti musicali e passi di danza popolare.
Un tesoro, un vero immenso tesoro.
Il tedesco, a questo punto, era totalmente fuori dalla grazia di Dio, e rivolse al prete la fatidica domanda:
"Ma questo materiale è del tutto sconosciuto. Perché non lo pubblicate? Perchè non consentite agli studiosi di accedere a questa miniera di Sapere e di Conoscenza?"
Il prete sorrise e rispose così:
"Non è ancora giunto il tempo.
Questo materiale sta qui celato da centinaia di anni e molti anni dovranno ancora passare prima che esso veda la luce.
Se oggi lo pubblicassimo non ci sarebbero risorse a sufficienza, umane e monetarie, per studiarlo compiutamente e accadrebbe quello che è già successo in passato: qualcuno costruirebbe la sua carriera universitaria su queste antiche pagine senza dare niente in cambio, in termini di crescita culturale e sociale, a questo paesello dimenticato dagli uomini, ma non da Dio".
Aveva ragione. Aveva maledettamente ragione.
Ma io non mi arresi e dissi: "Padre, lei ha ragione, ma non si potrebbe far studiare queste carte ai giovani di questo Paese?"
E lui: "Ci ho provato, ma nessuno dei giovani di questo paese crede che queste siano cose importanti.
Tutti pensano che oggi sia importante l’informatica, le veline, viaggiare, scoprire il mondo, il Grande Fratello, bere acqua minerale francese, …
Tutti loro pensano che il mondo sia fuori da questo paese e non vedono che invece in questi luoghi è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale riusciranno ad accedere una volta andati via di qui."
Ezum Valgemom – …segue su http://raccontamiunafiaba.blogspot.com/
La ditta “I.CO.STRA. S.a.s.” di Teramo si è aggiudicata il bando di gara per i lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada provinciale 50 (Piano Canale – Carpino). Il bando è parte integrante delle azioni strategiche implementate dalla Provincia di Foggia per usufruire dei fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia per la manutenzione delle arterie di interesse regionale.
Importo complessivo del progetto: 238.448,75 euro. Nel dettaglio saranno realizzati interventi di movimento materie, demolizioni, rifacimento della pavimentazione con conglomerato bituminoso, lavori diversi, sottofondi stradali, installazione di barriere e altre opere di protezione stradale e di segnaletica orizzontale e verticale.
"La progettazione integrata alla quale abbiamo dato vita, quando, di concerto con i comuni, abbiamo deciso di competere con azioni di qualità e di respiro strategico agli obiettivi fissati dalla Regione Puglia tocca tutte le aree del territorio provinciale con particolare riferimento a quelle dove più forti sono i fenomeni di dissesto idrogeologico e le condizioni strutturali di disagio”, afferma il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone. “Con questi lavori possiamo dire di aver concretamente posto in essere un rinnovamento, una rivoluzione copernicana ma gentile della viabilità in Capitanata. Un impegno al servizio di tutto il territorio”, conclude l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Antonello Summa.
Esito di Gara Lavori di Adeguamento Impianto di Illuminazione Pubblica
Aggiudicataria dell’ appalto è risultata l’impresa I.T. S.r.l. – Innovazioni e Tecnologie – con sede alla Via S. Maria – 84030 San Pietro al Tanagro (SA).
L’importo di aggiudicazione dei lavori è risultato di € 275.816,11, oltre agli oneri per la sicurezza di € 7.779,00