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MOMENTI EMOZIONANTI AL PETRUZZELLI

Giornata indimenticabile per la rappresentanza dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento di Vico del Gargano che mercoledì 21 luglio, nell’ambito della conferenza stampa di presentazione della XV edizione del Carpino Folk Festival, al Teatro Petruzzelli di Bari, ha vissuto e fatto vivere ai presenti momenti emozionanti nel proporre alcuni dei “Canti della Passione” di Vico del Gargano. L’arciprete don Matteo di Conzo, con la sua apprezzata presenza, ha avuto modo di ringraziare e salutare affettuosamente tutti i presenti.

Piacevolmente sorpresi e interessati, fra le autorità presenti, l’assessore regionale Silvia Godelli e il sindaco di Bari Michele Emiliano. Ad autorità e giornalisti, a cura dell’Arciconfraternita, è stata consegnata una cartellina di informazioni sui riti della “Settimana Santa a Vico del Gargano”, che come si ricorderà è parte integrante del progetto regionale “Settimana Santa in Puglia”. Grande merito all’Associazione del Carpino Folk Festival, che da anni è impegnata a recuperare, conservare e promuovere tutte le forme di Canti tipici e tradizionali del Gargano contribuendo a far conoscere e apprezzare sempre più il nostro “magico” Gargano.

Il programma del Carpino Folk Festival 2010 prevede un’anteprima il 26 luglio a Lesina nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Anna. In questa data, ricca di appuntamenti, alle 20,30, le voci dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento, al completo, nella chiesa della SS. Annunziata, intoneranno “I Canti della Passione” tra cui in particolare, il “Miserere” e “Evviva la Croce”.

UNA MEMORIA CHE NON SI CANCELLA

A C R O S T I C O I T U S

Ruggisce l’onda ferendo la pietra…
Opera savia distratta dall’ansia…
Mistero maschio di scogli calciti…
Ancora sbuffano i carghi-tavuti…
Nuda nel bosco ammicca la “bella”…
Occhi smeraldo oltrepassano i muti…

Canta col vento la tua arpa eolia
Orma segnata da prefiche strida.
Ninna nel petto la costa giuliana
Verde risponde la tela capziosa
Ebbra di scheletri a imputridire.
Raschia nell’aura l’impronta terrena
Sosta riposa rilancia l’effetto
Anime incerte incupite dal mondo
Nuotano vaghe in memorie lontane:
Orbite scaltre di sante e puttane!

PESCHICI – Sono trascorsi 52 anni e il ricordo non si è cancellato. A sentire il nome di Romano Conversano non c‘è anima di Peschici che non vibri. Anche qualcuna appartenente all’ultima generazione, educata al rispetto dell’uomo e dell’artista da genitori e nonni. E’ il 1958 quando l’istriano di Rovigno – chissà come, chissà perché – si spiaggia su questo lembo marino di terra garganica e decide di acquistarne il Castello (o di quanto ne rimane) che presto diventa passaggio obbligato di artisti e intellettuali, italiani e stranieri, dando il via a quel fenomeno che diventerà turismo di massa fra meno di dieci anni. Un viatico che non si è esaurito nel tempo.

Alta sulla rupe a strapiombo (84 metri), l’ex fortezza eretta a contrastare gli assalti dei nuovi Fenici – saraceni e turcheschi, – esposta a due diverse direzioni di vento, gli offre il destro – dando seguito a una formidabile intuizione – di sentirne il fiato inserendo un bastone nella fessura di due pietre della parete esterna, sotto una finestra, dal quale lascia penzolare corde di chitarra che si trasformano nella sua “arpa eolia” e al soffio del gelido e violento grecale producono sibili pronti a diventare suoni rabbrividenti ma ben presto in grado di trasformarsi in armonie e composizioni ultraterrene.

Dopo qualche estate passata nella rimodernata magione, non volle più mettervi piede. Fatti suoi! Dovettero superarsi tantissimi anni prima che una voce a lui sconosciuta ma fornita di valido passaporto (un’altra voce, quella della donna sposata da chi scrive e di Conversano giovanissima modella nel periodo peschiciano, nonché amica della figlia Margherita) non lo convincesse a tornare con la “scusa” di una Personale nelle segrete ristrutturate del non più suo Castello.

E’ il 2002. Ed è in quella occasione che avemmo netta la sensazione di accompagnarci a un uomo indimenticato. A decine gli indigeni, nei cui cuori aveva lasciato un solco indelebile, che riconoscendolo – e come poterlo ignorare – lo fermavano, gli tendevano le braccia, lo arpionavano come piovre tentacolari in amplessi furibondi, lo baciavano, lo stringevano al petto, se lo allontanavano un istante per meglio godersi il volto di brigante “trampigno” e tornavano a stringerselo al petto. Anziani, donne e uomini indifferentemente, 40-50enni, 30enni, e giovani figli di costoro che ne avevano ascoltato in casa imprese e intraprese.

Un mito, per la gente, con alcune delle cui vite aveva intrecciato la sua senza badare a vacui formalismi e distinzioni di censo intellettuale. Una memoria incancellata per molti coi quali aveva intrapreso “frame” di cammini paralleli e divergenti mai interrotti, mai spezzati, neanche dal tempo, nemmeno dalla lontananza di chilometri. Una meteora mai frantumata e consumata dall’attrito di atmosfere diverse e contrastanti. Una figura stagliata nel vissuto di un popolo non ricco di beni materiali ma provvisto di una umanità sconfinata, modesto e umile. E lui, che di modesto e umile poteva avere ben poco, non per dna ma perché illuminato da fama e successo, diventava come loro, come lo era stato decenni prima. Un gigante dal cuore buono della cui magnanimità alcuni avevano beneficiato e mai approfittato.

Il periodo – quasi un mese, l’inizio di quella estate del 2002 – passato con chi racconta divenne così quasi un testamento spirituale. Dall’anima sua lievitarono memorie e ricordi, persone e lotte, avventure e peripezie, donne e amori. La “fuga” dall’Istria, la militanza partigiana, l’iniziativa culturale roveretana, le unioni, i figli, e l’intero coacervo di sensibilità artistica, autogestione ed elaborazione del successo che non aveva mancato di affacciarsi – e non poteva essere altrimenti – sul suo viaggio esistenziale. Le prime sconfitte, le prime soddisfazioni, le prime cadute, le favolose vendite delle sue opere, le quotazioni che toccavano picchi meritati… le delusioni e le illusioni. La sua vita! Tutto riportato in una serie di acrostici che la sua verve, la sua “joie de vivre”, ci stimolarono e sollecitarono.

Uomo degno di essere chiamato tale, artista degno di essere chiamato tale, sono tante le case peschiciane che gelosamente custodiscono una sua opera, donata, mai venduta, contropartita di un piccolo favore: un lavoretto di muratura, un piatto di pancotto, un assaggio di olio garganico, l’amore di una verdura locale, il frutto di un orto, una zuppa di pesce di trabucco… Il “trabucco”! Il suo soggetto preferito, minuziosamente “descritto” da un pennello magico, miniatura di uno spaccato di cultura marinara in cui ha profuso la linfa che l’ha sempre agitato e continua – ci scommettiamo – ad animarlo ancora oggi, ancora adesso che non è più fra noi.

E accanto al trabucco, temporalmente prima del trabucco, la fortunata vena creativa della sua “Puglia antica”. Opere “nebulose”, dove nulla è chiaro e distinto eppure tutto è chiaro e distinto. Nuvole di case addossate le une alle altre con sfumature pastello di colori che solo lui sapeva comporre sulla tavolozza. L’omaggio a una landa di cui si era innamorato e nella quale aveva lasciato alcune pileorize di qualche radice, altrimenti non sarebbe tornato quel 2002, dopo oltre quarant’anni di assenza. E “Ritorno a Itaca” fu appunto il titolo che demmo alla sua mostra, allestita e curata per lui e con lui.

Un “ritorno” di cui non riuscimmo mai a captare l’eventuale sofferenza o nostalgica malinconia, ma ritenendole esistenti e presenti, se non persistenti, tentammo di alleviare con una serie di accorgimenti che gradualmente partorirono una forma di affetto dimensionata dalla nuovissima conoscenza, dall’ignoranza l’uno dell’altro, i cui veli avevano cominciato a squarciarsi. Fino a sorprenderlo con la cerimonia istituzionale della “cittadinanza onoraria”. Mai sala comunale fu stracolma e ridondante di amorosi sensi. Nelle pieghe dell’aria che si respirò in quell’occasione – nuova per una Peschici diventata sonnolenta e apatica a cospetto delle emozioni – filtrarono sensazioni capaci di attanagliare le viscere.

Dall’insorgere di aneddoti mai persi nella sua memoria scaturì lo spaccato di un paese che ormai viveva solamente dentro di lui, non vissuto da tanti e violentato dalle moderne vicende caotiche in cui alcuni sono naufragati. E nelle menti di ognuno si formarono fotogrammi di un tempo abbandonato al tempo, scene medievali di rara bellezza, parole e motti stracciati dalle ore attuali, abitudini e modi di affrontare la vita ineffabili, resurrezione di storie sfilacciate dall’euro, dall’odierna crapula. Il nuovo “cittadino onorario” – primo nelle vicende cittadine – incantò la platea e per non smenti
rsi concluse la “sua festa” con un… “vaffa”, legato al saluto di una piccola “saracena” lanciato nel momento della sua partenza dal paese. Un “vaffa” che non era insulto, ma atto d’amore dichiarato da una bambinetta scalza e stracciata che vedeva allontanarsi il suo idolo. Un pagano e arabeggiante addio di chi lo aveva adorato da lontano, senza mai avvicinarlo, se non nel momento di vederlo con le valigie in mano.

Con lo stesso significato e sentimento, vorremmo rilanciargli oggi quel “vaffa”… ma il cuore è stracolmo di pena e dolore!

Piero Giannini

Il Carpino Folk Festival sul NATIONAL GEOGRAPHIC

Carpino Folk Festival
26 luglio – 10 agosto 2010
Centro storico città di Carpino
Uno dei più grandi festival dedicati alla valorizzazione e alla diffusione delle tradizioni della musica popolare pugliese. Concerti, mostre-mercato, eventi all'insegna della riscoperta delle radici e del concetto di viaggio.
Per maggiori informazioni
http://www.carpinofolkfestival.com(22 luglio 2010)

Il Petruzzelli tiene a battesimo il Carpino Folk Festival

Servizio sulla Conferenza Stampa del Carpino Folk Festival al Teatro Petruzzelli, TeleNorba

Il valore della terra, le storie antiche di uomini e donne, le cantate sono i filoni portanti delle musiche popolari della Puglia e il senso del Carpino Folk Festival, il Festival del Gargano.

Le parole dell'Assessore regionale alla cultura, Silvia Godelli, echeggiano nel tempio artistico del Teatro Petruzzelli di Bari.

Da qui parte la prima Mostra tuttogrande manifestazione alla sua XV edizione dedicata al recupero e la valorizzazione della musica popolare pugliese, a raccontare i segreti nascosti del Gargano, terra non solo di sole e mare.

Tg ANTENNASUD 21.07.10 Bari, presentazione Carpino Folk Festival

Il valore della terra e le storie antiche di uomini e donne, ripercorse attraverso le musiche popolari. E' questo il senso della 15esima edizione del Carpino Folk Festival, l'evento che si svolgerà a Foggia dal 3 al 10 agosto.

Primo resoconto presentazione Carpino Folk Festival

Le tradizioni garganiche al teatro Petruzzelli

Al Teatro Petruzzelli della città di Bari è appena terminata la conferenza stampa per la presentazione della XV edizione del Carpino Folk Festival. Durante la conferenza hanno parlato Michele Emiliano, Presidente della Fondazione del Teatro e Sindaco di Bari, Silvia Godelli Assessore alla Cultura, Turismo e Mediterraneo della Regione Puglia, Rocco Ruo consigliere della Provincia di Foggia, Nicola Vascello commissario dell'APT di Foggia, Michele Ortore presidente dell'Associazione e Luciano Castelluccia il direttore artistico che ha presentato il programma della rassegna che sivolgerà dal 03 al 10 a Carpino, con due anteprime gustose al Lesina il 26 Luglio e a San Marco in Lamis il 30 Luglio.
'Il Gargano è animato da molti festival, tra teatro e musica, ed è un polo turistico fondamentale per la nostra terra. Coniuga – ha spiegato l'assessore – realtà di attrattività diversa dal mare a grandi tradizioni artistiche e culturali. Tra questo ed il prossimo anno contiamo di lanciarlo al massimo sui grandi itinerari internazionali'. 'Queste quindici edizioni del Festival – ha aggiunto – sono la verace tradizione della nostra terra. Abbiamo ancora cantori e riusciamo a comunicare i sensi profondi delle storie della capitanata e della Puglia'.
Di seguito gli auguri di Silvia Godelli e gli auspici di Riccardo Noury – Portavoce di Amnesty International per l’Italia.

Il valore della terra, le storie antiche degli uomini e delle donne, le cantate solitarie e quelle collettive volte a rappresentare i temi universali della condizione umana. Questi i filoni portanti delle musiche popolari della Puglia, questo il senso del Carpino Folk Festival, il festival del Gargano.

 

Un luogo di carnale coinvolgimento, ma anche di sognante simbolicità: questa piccola penisola protrusa nell’Adriatico, frastagliata da una scogliera di fascino, ricoperta di boschi e zone umide, punteggiata da borghi antichissimi di civiltà contadina, nelle sere d’estate che dalla calura cedono alle brezze del mare si anima delle voci pregnanti e delle martellanti sonorità del festival.
Voci celebri e anziani cantori locali si alternano sugli strumenti della tradizione a evocare le storie e i desideri, la gioia e il dolore di un popolo della terra che riassume in sé alcuni tra i più importanti significati della Puglia, in dialogo con altre terre e altre musiche della nostra regione, ma poi guardando oltre di sé, alla musica world, ai tanti altri messaggi musicali dei popoli del mondo.
Tanti auguri al Carpino Folk Festival, al Gargano, ai musicisti emozionanti e commoventi che reinterpretano la nostra storia e guardano dal passato verso il futuro.
Tanti auguri a queste antiche e civilissime popolazioni, testimoni di Puglia e delle sue radici più profonde.

Silvia Godelli
Assessore alla Cultura, al Turismo e al Mediterraneo della Regione Puglia

Sono estremamente felice di iniziare, quest’anno, la collaborazione col Carpino Folk Festival. Felice perché è un’iniziativa di qualità e di valorizzazione della tradizione musicale di una terra straordinaria (così come sono straordinari gli attivisti e le attiviste di Amnesty International della Puglia!).
Il tema dell’edizione 2010 ha molto a che fare con l’azione che, ormai da 50 anni, svolge Amnesty International. Il "Viaggio verso il mondo dietro il sole" è, per noi, anche la scoperta e la denuncia di ciò che non si vede, non si racconta. Una zona oscura, certo, nella quale imperversano impuniti e indisturbati i governi che torturano, che arrestano, che uccidono chi compie un’azione oggi sempre più pericolosa: dissentire, mostrare la diversità delle idee, dell’origine, della fede, dell’identità e dell’orientamento sessuale.
Ma “dietro il sole” c’è anche tanto coraggio. Il coraggio delle persone che ovunque nel mondo sfidano la repressione, le intimidazioni, le telefonate anonime, le minacce esplicite di morte per denunciare le violazioni dei diritti umani. Il coraggio di chi difende la sua dignità come il vestito che mai potrà essere strappato. Il coraggio di chi sfida un aguzzino guardandolo dritto negli occhi. Sono quelle persone che consentono ad Amnesty International, alle sue attiviste e ai suoi attivisti, di portare avanti le sue campagne.
Sono certo che il Carpino Folk Festival ribadirà quello che la storia di Amnesty International ci ha raccontato sin qua: che la musica è un mezzo straordinario per parlare di libertà, giustizia e diritti umani.

Riccardo Noury
Portavoce di Amnesty International per l’Italia

Scarica manifesto
Scarica programma
 

Il Carpino Folk Festival è cofinanziato dall'UE-PO PUGLIA FESR 2007-2013 ASSE IV AZIONE 4.3.2
Un festival speciale, in una location speciale, in una terra speciale.

Domani la presentazione del Carpino Folk Festival al «Petruzzelli» di Bari

Youssou N’Dour ospite d’onore
al Carpino folk festival
Domani la presentazione della manifestazione al «Petruzzelli» di Bari

IL 25 LUGLIO SI CORRE A CARPINO (FG)

La gara organizzata dal neo nato gruppo podistico locale “ CARPINO RUNNERS” coadiuvato dal GS STRACAGNANO, vuole essere l’inizio delle molte iniziative che si prefigge di realizzare il gruppo nel futuro.
La gara partirà ed arriverà nella centrale Piazza del Popolo  su un circuito di km. 12,00  tra strade cittadine e strade interpoderali tra gli oliveti che hanno dato a questo paese l’appellativo di Città dell’olio.
Il ritrovo è fissato alle ore 16,30 in Piazza del Popolo.
La partenza alle ore 18,30.
Tutti gli atleti regolarmente iscritti riceveranno il pacco gara che comprende:
–    Sacca tipo zainetto
–    Maglietta celebrativa della manifestazione
–    Confezione di fave di Carpino da gr. 250
–    Bottiglia di olio di Carpino di cl. 250
–    Una confezione di biscotti
–    Una pagnotta di pane da kg. 1
–    Una bottiglia di integratore da mezzo l.
Saranno premiate le prime tre donne e i primi tre uomini giunti al traguardo con trofei e confezioni di prodotti tipici.
Saranno premiati i primi cinque di tutte le categorie maschili con confezioni di prodotti tipici.
Le donne saranno tutte premiate quelle giunte regolarmente al traguardo con confezioni di prodotti tipici.
Saranno premiate le prime cinque società con il maggior numero di atleti giunti al traguardo.
A fine gara, gustoso ed abbondante Pasta Party a base di prodotti tipici del posto.
Le iscrizioni vanno inviate al N. Fax: 0884.80275  entro e non oltre  le ore 20,30 del 23 luglio.
Il contributo di iscrizione è di € 5,00.
Si accetteranno in via straordinaria iscrizioni il giorno della gara con  una  maggiorazione di € 3,00.
Possono partecipare alla gara tutti gli atleti in regola con le normative vigenti in norme sanitarie.
La gara è omologata FIDAL.
                                                                                   X il comitato organizzatore
                                                                                              Pasquale Giuliani

Invito per la Stampa – CONFERENZA STAMPA CARPINO FOLK FESTIVAL 2010

L’Assessorato alla Cultura, al Turismo e al Mediterraneo della Regione Puglia e l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con il Comune di Bari e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari

hanno il piacere di invitare la S.V.
alla Conferenza Stampa di Presentazione de

XV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

CONFERENZA STAMPA
CARPINO FOLK FESTIVAL 2010
XV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

IN VIAGGIO VERSO IL MONDO DIETRO IL SOLE
per cui né alba né tramonto possono più indicare non solo la meta, ma neppure la direzione

Mercoledì 21 luglio, dalle ore 11.00, al Teatro Petruzzelli della città di Bari conferenza stampa/evento di presentazione del Carpino Folk Festival 2010 (www.carpinofolkfestival.com).

Dal 03 al 10 agosto nel Gargano il primo grande festival dedicato al recupero e alla valorizzazione della musica popolare pugliese giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione. Il Carpino Folk Festival, promosso ed organizzato da Regione Puglia, Provincia di Foggia, Azienda di Promozione Turistica di Foggia, Consorzio 5FSS, Parco del Gargano, Comune di Carpino, Comune di Orsara di Puglia e Associazione Culturale Carpino Folk Festival sarà anticipato da due anteprime: il 26 luglio con il "ballo di Sant'Anna" a Lesina e il 30 Luglio con "le tarantelle del Gargano" a San Marco in Lamis.
Per dieci giorni il Gargano si trasformerà nel centro culturale della Puglia.

Introduce e coordina:
ORTORE PIO MICHELE, Presidente dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival
CASTELLUCCIA LUCIANO, Direttore Artistico del festival

Interviene:
Silvia Godelli – Assessore alla Cultura, al turismo e al Mediterraneo della Regione Puglia
Maria Elvira Consiglio – Assessore alla Cultura della Provincia di Foggia
Michele Emiliano – Sindaco del Comune di Bari
Rocco Manzo – Sindaco del Comune di Carpino
Stefano Pecorella – Commissario del Parco Nazionale del Gargano
Nicola Vascello – Commissario APT di Foggia
Antonella Marino – Responsabile Amnesty International Puglia

A seguire …
Dimostrazioni ed interventi delle musiche e dei canti tradizionali del Gargano:
– Alexina (Lesina) – Cantori di Carpino (Carpino)
– Le voci dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (Vico del Gargano)
– Progetto Cala la Sera (San Giovanni Rotondo)
– I Cantori di Monte Sant'Angelo (Monte Sant'Angelo)
– Duo cameristico Pizzarelli – Leggieri

Ospite ANTONIO PICCININNO – Cantore e suonatore di Carpino

Chitarre battenti un grande raduno dei costruttori sul Gargano

Tra ricerche e nuove soluzioni
Carpino Folk Festival sul Gargano dal 03 al 10 agosto

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