Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Bisogna assolutamente risvegliare dal torpore la popolazione del Gargano. Bisogna ribaltare e trasformare la tragedia del fuoco in uno stimolo forte allo sviluppo sostenibile. Non possiamo piangerci addosso, l’economia garganica è per lo più turistica e questa è la sua stagione migliore.
Ripartiamo dalle nostre tante risorse che vengono da lontano e che da sempre fanno ricca la terra del Gargano!
Il Carpino Folk Festival 07 è pronto a fare la sua di parte.
Avevamo progettato la XII edizione come un grande spot per il patrimonio culturale immateriale del Gargano affinché fosse incluso nella lista dell’Unesco dalla Commissione ad hoc costituita dal Ministro Rutelli.. Dopo questa tragedia siamo ancora più determinati di prima a voler mettere in mostra le belle anime della nostra terra.
Lo faremo, come programmato, a partire dal 04 di agosto quando prima con Giulia Marra e poi con la Mira Production renderemo omaggio alla nostra identità spirituale con la presentazione del libro dal titolo "Dalla Festa Popolare al Moderno Folk Festival – come un angolo del sud diviene il centro del mondo grazie alla sua feconda forza creatrice" e con la proiezione in anteprima nazionale del Film-Documentario "I Cantori di Carpino", i principali rappresentanti della tradizione della musica popolare di tutta la comunità del Gargano.
La musica del Gargano resterà poi il filo conduttore di tutte le serate della rassegna, da Antonello Paliotti, alla Banda Improvvisa, agli Uaragnaun… dal 03 all’11 Agosto quando saranno protagonisti Antonio Piccininno e Antonio Maccarone (appena premiati alla carriera a Loano e in partenza per la notte della taranta di Melpignano) con lo stesso Angelo Branduardi che ci ha promesso grandi sorprese.
Non c’è paese del Gargano che non abbia i suoi canti, i suoi costumi e le sue leggende, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Uno stornello, un proverbio, un gioco, un indovinello, una cerimonia sacra o profana che nasconde l’intera storia di un popolo: i suoi affanni, le sue speranze, le paure e la gioia della vita, l’incanto della bellezza e della giovinezza.
Nella serata del 06 agosto metteremo in mostra tutto ciò con tre progetti speciali, due rivolti alla nostra terra e uno di solidarietà nei confronti di un angolo del mondo dei più martoriati dalla guerra.
"I Balconi dei Poeti Popolari"
Interpreti:
Carlo Trombetta detto Lavëronë. Cuntë e Canti popolari di Carpino.
Michele Ciccone detto Pezzafinë. Cuntë e Canti popolari di Mattinata.
"Le Anime Belle del Gargano"
Gli anziani cantori del Gargano incontrano le nuove generazioni per promuovere nuovi talenti. L’idea è quella che un importante strumento di diffusione, qual’è la musica popolare, generi un circuito virtuoso che possa poi, attraverso ricerche sul territorio volte a recuperare nuovo repertorio, arricchire il patrimonio culturale delle nostre terre per consentire di realizzare altri e nuovi progetti simili.
Interpreti:
-Cala la sera con Salvatore Russo e Francesco Crisetti cantori di San Giovanni Rotondo
-Tarantula Garganica con Michele Diurno e Giovanni Notarangelo cantori di Monte Sant’Angelo
-Alexina con Matteo Trombetta cantore di Lesina
"Le anime belle del Mediterraneo" – “Una goccia per la pace in Medioriente” in collaborazione con il Gal Gargano e il Byblos International Festival
A dieci mesi dalla fine del conflitto con Israele è di nuovo guerra. La realtà politica, sociale e religiosa del Libano in un contesto regionale che resta caratterizzato dalla guerra e da una continua corsa al riarmo, dalla violenza e da crescenti tensioni spinge l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con il Gal Gargano a fornire il proprio contributo alla costruzione della pace in Medio Oriente attraverso la realizzazione del progetto "Le anime belle del Mediterraneo". Per far divenire la festa popolare del Carpino Folk Festival un valido contributo alla costruzione della pace in Medio Oriente interverranno due importanti rappresentanti della cultura musicale popolare del Libano.
-Carla e Jeannie Ramia
Verrano allestiti stands del progetto LeaderMed per la presentazione del percorso mediterraneo di valorizzazione dei prodotti tipici delle aree montane e collinari attraverso il cammino ideale che lega i due paesi: la "via Appia". Vi sarà la presenza della delegazione e degli operatori libanesi per un intera giornata della musica del Carpino Folk Festival dedicata al tema della pace e del popolo libanese quale segno concreto di solidarietà e cooperazione.
Arrivato alla dodicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione è promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano e in collaborazione con il GalGargano e l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia.
Sponsor ufficiale della manifestazione Birra Peroni.
MediaPartner : OndaRadio – La radio che serve al Gargano
Dodicesima edizione della manifestazione di musica popolare. Quest’anno tra il 3 e l’11 agosto si esibiranno gruppi interpreti delle più importanti tradizioni folk nazionali e internazionali. Una grande realtà nell’estate garganica di: Andrea Strippoli
Venerdì mattina a Palazzo Dogana ha avuto luogo la presentazione del ricco programma di una delle realtà più belle della nostra cultura e del nostro folklore. Promosso e organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in cooperazione con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano, e in collaborazione con il Gal ‘Gargano’, l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e lo sponsor Birra Peroni, la dodicesima edizione del festival si prospetta ricchissima.
Partecipazione dell’Ensemble Popolare della Notte della Taranta il 7 agosto all’apertura della sezione concertistica
FOGGIA – Nella Terra della Chitarra Battente – si legge in una nota stampa – si narra sull’esistenza di esseri, di canti e di suoni antropomorfi e immortali, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali e modificando il mondo con il loro intervento. In Piazza del Popolo, luogo sacro del Carpino Folk Festival, il passato diventa presente, ciò che accadde accade ancora, una nuova vita si acquista e il mondo ri-nasce dopo un anno di mortificazioni. Non mancare, perderesti l’occasione – si legge ancora – di purificare il tuo corpo e la tua anima, basta che rinunci a portare, in questo luogo sacro, i residui del mondo profano. Ecc.Ecc
MUSICA/ DAL 3 AGOSTO IL "CARPINO FOLK FESTIVAL 2007"
Roma, 20 lug. (Apcom) – Al via il "Carpino Folk Festival 07", uno dei più importanti festival folk d’Europa. La 12.ma edizione della manifestazione sarà caratterizzata dallo scambio musicale delle due aree geografiche Gargano-Salento, con la partecipazione dell’Ensemble Popolare della Notte della Taranta il 7 agosto all’apertura della sezione concertistica del "Carpino Folk Festival" e dei Cantori di Carpino all’apertura della serata conclusiva della "Notte della Taranta" il 25 agosto. Il festival, che si svolgerà nel piccolo comune del Gargano dal 3 all’11 agosto, vedrà la partecipazione di oltre 150 musicisti impegnati a coniugare innovazione e tradizione.
Con l’accelerazione del mutamento sociale e con la globalizzazione della comunicazione e del commercio le tendenze all’omologazione diventano sempre più dominanti, in quando non c’è più il tempo per l’uomo di adattarsi alle nuove culture e questa mancanza mette profondamente in crisi le diversità esistenti nelle culture tradizionali.
Per garantire la continuità culturale e il rafforzamento delle identità sociali regionali e nazionali, ma anche per promuovere la coesione sociale e il dialogo interculturale l’UNESCO si è fatta promotrice della Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.
Per garantire la continuità culturale e il rafforzamento delle identità sociali regionali e nazionali, ma anche per promuovere la coesione sociale e il dialogo interculturale l’UNESCO si è fatta promotrice della Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.
Questa convenzione finalmente disciplina un settore sinora scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come “cultura tradizionale”, “folclore” o “cultura popolare”.
In particolare la Convenzione mira a salvaguardare, promuovere e condurre attività di ricerca sulle forme di espressione culturale tradizionali quali la musica, il teatro, le leggende, la danza nonché il sapere tradizionale relativo all’ambiente e alle tecniche artigianali, ponendo al centro dell’attenzione l’importanza della trasmissione orale e la pluralità globale delle forme tradizionali di espressione culturale.
A questo proposito l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival pone al centro di tutti coloro che possono incidere sui lavori della commissione istituita ad hoc dal Ministro Rutelli per l’inserimento all’interno della Lista italiana del Patrimonio Culturale Immateriale il Patrimonio Culturale Popolare del Gargano.
L’associazione ritiene che godano di tutti i requisiti disposti dalla Convenzione i numerosi Cantori e Cantautori del Gargano, ad es. quelli di Carpino sono stati di recente nominati Testimoni della Cultura, i canti che si ostinano a tramandare anche ad età molto avanzata, la funzione che questi canti avevano in passato, come quella di portare la serenata, lo strumento principe usato per accompagnare questi canti, ossia la chitarra battente e quindi le tecniche artigianali per la loro costruzione, e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestesana e la mundanara, senza dimenticare la particolarità del ballo delle nostre terre.
Gli obiettivi specifici della Convenzione sono la salvaguardia e la promozione delle espressioni, delle pratiche e delle conoscenze specialistiche della cultura tradizionale nella loro pluralità creativa.
La Convenzione vincola gli Stati contraenti ad adottare a livello nazionale le misure necessarie per garantire la sopravvivenza del proprio patrimonio culturale immateriale e li esorta a collaborare a livello sia regionale che internazionale in vista di questo obiettivo.
Le misure di salvaguardia previste dalla Convenzione comprendono l’identificazione, la documentazione, la ricerca, la salvaguardia, la tutela, la protezione, la valorizzazione, il trasferimento e la rivitalizzazione dei diversi aspetti del patrimonio culturale immateriale.
La Convenzione invita gli stati membri a collaborare strettamente con i portatori del patrimonio culturale immateriale ai fini del rafforzamento della consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale immateriale.
I principali strumenti previsti dalla Convenzione al raggiungimento di tali scopi sono:
• la stesura di una “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” e di una “Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato”;
• l’istituzione di un “Fondo per il patrimonio culturale immateriale“, alimentato dai contributi degli Stati contraenti della Convenzione e da altre fonti, per supportare e finanziari gli Stati stessi nell’adempimento dei loro obblighi.
Ai sensi della Convenzione s’intendono per “patrimonio culturale immateriale” le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, oggetti, manufatti e spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi ed in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.
Anche l’Italia, recentemente, è stata invitata dall’UNESCO a definire quali sono i beni immateriali più importanti ed interessanti delle culture tradizionali da inserire nell’elenco mondiale e come sappiamo il Ministro Rutelli ha istituito una commissione di esperti ad hoc.
Sarà quindi questa commissione a decidere quale realtà del ricco patrimonio culturale tradizionale italiano rientrerà nei beni immateriali mondiali da tutelare, salvaguardare e promuovere.
Commenti ai singoli articoli della Convenzione
La Convenzione è composta da un preambolo e da quaranta articoli.
Preambolo
Nel preambolo viene sottolineato complessivamente l’importanza del patrimonio culturale immateriale e la necessità della sua salvaguardia. La Convenzione viene posta inoltre nel suo contesto giuridico.
Riallacciandosi alla Raccomandazione dell’UNESCO per la salvaguardia della cultura e del folclore tradizionali del 1989, alla Dichiarazione dell’UNESCO sulla diversità culturale del 2001 e alla Dichiarazione di Istanbul del 2002, il patrimonio culturale immateriale viene considerato nel suo ruolo di “fattore principale della diversità culturale e garanzia di uno sviluppo duraturo”. Nel contempo, si ricorda che “i processi di globalizzazione e di trasformazione sociale, assieme alle condizioni che questi ultimi creano per rinnovare il dialogo fra le comunità, creano altresì, alla stregua del fenomeno dell’intolleranza, gravi pericoli di deterioramento, scomparsa e distruzione del patrimonio culturale immateriale”. Tenuto conto dell’attività svolta con successo dall’UNESCO a tutela del patrimonio culturale, si richiede pertanto che gli strumenti giuridici internazionali esistenti per il patrimonio culturale e naturale vengano arricchiti e integrati da nuove disposizioni in materia di patrimonio culturale immateriale. Già nel preambolo trova espressione anche l’idea fondamentale del ruolo centrale dei creatori, dei portatori e degli utilizzatori del patrimonio culturale immateriali nella salvaguardia di quest’ultimo.
Norme generali
Le norme generali sanciscono gli obiettivi e il campo di applicazione della Convenzione. Viene inoltre descritto il concetto centrale di “salvaguardia” e disciplinato il rapporto della Convenzione con altri strumenti giuridici internazionali.
Gli obiettivi della Convenzione sono elencati all’articolo 1. Si tratta di a) salvaguardare il patrimonio culturale immateriale; (b) assicurare il rispetto per il patrimonio culturale immateriale delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati; (c) suscitare la consapevolezza a livello locale, nazionale e internazionale dell’importanza del patrimonio culturale immateriale e (d) promuovere la cooperazione internazionale e il sostegno.
Il campo di applicazione della Convenzione viene circoscritto all’articolo 2 per mezzo di una definizione articolata in due parti del patrimonio culturale immateriale. Secondo la prima parte (art. 2 cpv. 1) il patrimonio culturale immateriale comprende prassi, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e capacità nonché gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali ad esse collegati che
• le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte dei loro beni culturali;
• vengono trasmessi di generazione in generazione;
• sono costantemente ricreati dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia;
• danno loro un senso d’identità e di continuità.
Si precisa espressamente che ai sensi della Convenzione trova riconoscimento unicamente il patrimonio culturale immateriale che “è compatibile con gli strumenti esistenti in materia di diritti umani e con le esigenze di rispetto reciproco fra comunità, gruppi e individui nonché di sviluppo sostenibile”. Escludere cosi le pratiche disumane spesso giustificate dalla tradizione, come ad esempio la circoncisione femminile.
La seconda parte della definizione è costituita da un elenco non esaustivo di manifestazioni del patrimonio culturale immateriale (art. 2 cpv. 2). Di conseguenza, il patrimonio culturale immateriale riguarda i seguenti settori:
• tradizioni ed espressioni orali, ivi compreso il linguaggio in quanto veicolo del patrimonio culturale immateriale (esempi: saghe, fiabe, canti epici e proverbi);
• arti dello spettacolo (esempi: spettacoli musicali o teatrali, balli mascherati, teatri di marionette o rappresentazioni di gruppi circensi);
• consuetudini sociali, eventi rituali e festivi (esempi: rituali stagionali, processioni e cortei, usanze carnevalesche, stili di vita tradizionali);
• cognizioni e prassi relative alla natura e all’universo (esempi: conoscenze mediche o agricole tradizionali, spesso di rilevanza fondamentale per lo sviluppo sostenibile);
• conoscenze specialistiche in materia di artigianato tradizionale (esempi: la lavorazione del legno, della terra, dei metalli, del cuoio, del vetro, della carta, tecniche di tessitura tradizionali o della cosiddetta Bauernmalerei, preparazione tradizionale di alimenti).
La nozione di salvaguardia (art. 2 cpv. 3) è di ampio respiro e comprende in particolare: l’identificazione, la documentazione, la ricerca, la preservazione, la protezione, la promozione, la valorizzazione, la trasmissione e il ravvivamento. Tutte queste misure hanno lo scopo di garantire la “vitalità” del patrimonio culturale immateriale nel suo carattere dinamico e mutevole e di impedire una musealizzazione di singoli elementi. La Convenzione si concentra dunque sulle condizioni contestuali in cui il patrimonio culturale immateriale può essere praticato, utilizzato e tramandato a lungo termine. Di conseguenza, le misure di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale comprendono in ugual misura diversi ambiti della politica culturale, quali la salvaguardia e la promozione culturali, la mediazione culturale, la formazione culturale, lo scambio culturale e la garanzia dell’accesso alla cultura.
Per quanto concerne la relazione con altri strumenti (art. 3), si stabilisce che “nulla nella presente Convenzione potrà essere interpretato nel senso di pregiudicare i diritti e gli obblighi degli Stati contraenti derivanti da qualsiasi strumento internazionale correlato ai diritti della proprietà intellettuale o all’uso di risorse biologiche ed ecologiche di cui sono parte (…)” (art. 3 lett. b).
Conseguentemente, nel testo della Convenzione non vengono menzionati in alcun punto presupposti e giustificazioni per ingerenze nella garanzia della proprietà in caso di diritti di proprietà intellettuale. Inoltre, la formulazione della riserva al presente (“tout instrument international […] auquel ils sont parties”) rende evidente che non sono comprese unicamente le convenzioni già stipulate, bensì anche le future regolamentazioni internazionali concernenti la proprietà intellettuale e lo sfruttamento delle risorse biologiche ed ecologiche.
La lettera a definisce la relazione con la Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale del 1972 (v. sopra).
Organi
L’organizzazione istituzionale creata con la Convenzione è minima. Essa comprende l’Assemblea generale degli Stati contraenti della Convenzione e il Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
Quale organo sovrano della Convenzione funge l’Assemblea generale degli Stati contraenti della Convenzione (art. 4 cpv. 1 ) che si riunisce ogni due anni in una seduta ordinaria. Il Comitato intergovernativo (art. 5) assicura l’attuazione degli obiettivi della Convenzione ed elabora direttive operative per la sua attuazione che vengono approvate dall’Assemblea generale. Tra i suoi compiti (art. 7) figurano in particolare la gestione di una Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale nonché di una Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato nonché l’esame delle candidature. Il Comitato intergovernativo risponde del proprio operato all’Assemblea generale; esso è tenuto a fare rapporto a quest’ultima in merito alle sue attività (art. 8 cpv. 1). Il Comitato è composto da rappresentanti competenti in materia di 18 Stati contraenti alla Convenzione; il loro numero viene tuttavia aumentato a 24 non appena avranno aderito alla Convenzione 50 Stati (art. 5, art. 6 cpv. 7).
Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale a livello nazionale
Gli Stati contraenti della Convenzione si impegnano ad adottare le misure necessarie per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale presente sul loro territorio (art. 11 lett. a). Con il riferimento al principio di territorialità si intende sottolineare che per uno Stato contraente della Convenzione non deriva alcuna misura di salvaguardia al di fuori del proprio territorio sovrano.
Ai fini di una salvaguardia e di una promozione mirate, ogni Stato membro identifica i diversi elementi del patrimonio culturale immateriale sul proprio territorio sovrano e redige una o più liste d’inventario che devono essere aggiornate regolarmente (art. 11 lett. b, art. 12 cpv. 1). Per tutte le sue misure di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, in particolare nella sua identificazione, ogni Stato contraente si impegna a favore di una partecipazione possibilmente ampia delle comunità, dei gruppi ed eventualmente degli individui che creano, gestiscono e tramandano questo patrimonio (art. 11 lett. b, art. 15).
La Convenzione raccomanda quindi una serie di ulteriori misure volte a salvaguardare il patrimonio culturale immateriale (art. 13): di conseguenza, gli Stati contraenti dovrebbero tener conto della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale nelle loro politiche culturali, designare uno o più servizi specializzati, promuovere la ricerca nel campo del patrimonio culturale immateriale, creare opportunità di formazione adeguate, istituire centri di documentazione e assicurare l’accesso a tali centri.
Nel campo dell’educazione dovranno essere intrapresi sforzi volti a sensibilizzare la società riguardo al patrimonio culturale immateriale, ai pericoli che lo minacciano e alla necessità di salvaguardarlo e a informare, adottando inoltre a tale scopo opportune misure di formazione e di valorizzazione nella società (art. 14 lett. a-b). Gli Stati contraenti dovranno altresì impegnarsi nella tutela degli spazi naturali e dei luoghi della memoria la cui sopravvivenza è necessaria ai fini dell’espressione del patrimonio culturale immateriale (art. 14 lett. c).
Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale a livello internazionale
Per promuovere la visibilità del patrimonio culturale immateriale, la consapevolezza della sua importanza nonché il dialogo interculturale, il Comitato intergovernativo redigerà, su proposta dei rispettivi Stati contraenti, una “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità”, aggiornandola e pubblicandola regolarmente (art. 16 cpv. 1). Per la predisposizione di misure appropriate volte a preservare le tradizioni minacciate da scomparsa viene utilizzata una “Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato”, d’intesa con gli Stati contraenti interessati (art. 17 cpv. 1). Il Comitato elabora inoltre criteri per la gestione di entrambe le liste (art. 16 cpv. 2, art. 17 cpv. 2).
Per la salvaguardia del patrimonio gli Stati contraenti possono presentare al Comitato programmi, progetti e attività. Il Comitato esamina e sceglie le proposte accompagnandone l’attuazione attraverso lo sviluppo di best practices (art. 18).
Cooperazione e assistenza internazionali
Gli Stati contraenti riconoscono che la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è d’interesse generale per l’umanità. Essi si impegnano pertanto a cooperare a livello bilaterale, subregionale, regionale e internazionale secondo le finalità della Convenzione (art. 19 cpv. 2; v. art. 1 lett. d).
Gli Stati contraenti possono presentare singolarmente o congiuntamente richieste di assistenza internazionale – di regola solo sussidiaria – per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale sul proprio territorio sovrano (art. 23 cpv. 1 e 2, art. 24 cpv. 2). Il sostegno può essere accordato per mezzo di diverse forme di assistenza finanziaria e tecnica (art. 21). Le richieste vengono esaminate dal Comitato (art. 22; v. art. 7 lett. g). L’assistenza internazionale può essere concessa tra l’altro per le seguenti finalità: salvaguardia del patrimonio elencato nella “Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato”, stesura di liste d’inventario nazionali, sostegno a programmi, progetti e attività per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (art. 20).
Fondo per il patrimonio culturale immateriale
Con la Convenzione viene istituito un “Fondo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale” (art. 25). Gli Stati contraenti si impegnano a versare almeno ogni due anni un contributo al fondo, la cui entità viene calcolata in base a un coefficiente unitario valido per tutti gli Stati e stabilita dall’Assemblea generale, ma che non può superare l’1 per cento del contributo regolare di uno Stato contraente al bilancio preventivo regolamentare dell’UNESCO (art. 26 cpv. 1). All’atto del deposito del suo certificato di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, uno Stato aderente alla Convenzione può chiedere l’esonero da tale obbligo di versamento di contributi per mezzo di una dichiarazione (art. 26 cpv. 2).
Oltre ai contributi obbligatori degli Stati contraenti, i mezzi del fondo sono costituiti da: contributi facoltativi degli Stati contraenti; fondi stanziati a tal fine dalla Conferenza generale dell’UNESCO; contributi, donazioni o lasciti di Stati che non aderiscono alla Convenzione, di organizzazioni e programmi del sistema delle Nazioni Unite (in particolare del programma di sviluppo delle Nazioni Unite), di altre organizzazioni internazionali nonché di organismi pubblici o privati e di persone fisiche; dagli interessi maturati sui capitali del fondo; da fondi ottenuti mediante raccolte di fondi e derivanti da eventi organizzati a favore del fondo (art. 25 cpv. 3, art. 26-28).
Rapporti
Gli Stati contraenti presentano al Comitato intergovernativo, secondo le modalità e con la periodicità previste da quest’ultimo, rapporti sulle norme legislative e amministrative emanate nonché in merito ad altre misure adottate per l’attuazione della Convenzione (art. 29, v. art. 7 lett. f). I rapporti devono contenere informazioni significative sulle liste d’inventario nazionali (art. 12 cpv. 2).
Sulla base di questi rapporti e delle sue attività, in occasione di ogni seduta il Comitato intergovernativo sottopone all’Assemblea generale un rapporto che viene sottoposto anche all’attenzione della Conferenza generale dell’UNESCO (art. 30, v. art. 8 cpv. 1).
Antonio Basile
Associazione Culturale Carpino Folk Festival
L’idea che sottende al Carpino Folk Festival è quella della storica festa di paese, che rivive in una rassegna dai grandissimi numeri, ma dallo spirito semplice. Nel 2006 infatti da Carpino sono passati 50.000 spettatori, per vedere gli spettacoli di 70 artisti. L’edizione è da ricordare soprattutto per la qualità delle perfomance musicali degli artisti che improvvisano sulle griglie degli accordi e dei temi dei sonetti e dei ritmi di Carpino, mettendo alla prova la loro abilità. L’edizione 2007 sarà dedicata alla musica dell’Italia intera, ampliando il raggio d’azione anche in rapporto alla recente dichiarazione del canto del gargano come patrimonio intangibile dell’umanità da parte dell’Unesco.
È stato presentato questa mattina a Palazzo Dogana il cartellone della XII edizione del Carpino Folk Festival, la kermesse della musica popolare e delle sue contaminazioni, che si svolgerà dal 3 all’11 agosto nella cittadina garganica. Alla conferenza sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Provincia, Carmine Stallone, Luciano Castelluccia, direttore artistico del Festival e Nicola Vascello, commissario dell’Apt di Foggia.
Portare la musica popolare del Nord, Centro e Sud Italia a Carpino. Nasce con questo intento la 12^ edizione del Carpino Folk Festival, la kermesse musicale dedicata ai Cantori di Carpino, in grado di ospitare artisti di livello nazionale. Angelo Branduardi, con la sua tarantella “muntanara”, chiuderà il caratteristico festival del paese delle fave, che si svolgerà quest’anno dal 3 all’11 agosto. Nove le date del festival che si snoderà la sera – fino a notte fonda – nel piccolo comune del Gargano. Oltre 15 i gruppi che interverranno per un totale di circa 150 musicisti impegnati a coniugare innovazione e tradizione, tre le esibizioni dei Cantori di Carpino, tre i laboratori didattici per giovani musicisti di tutta Italia, 4 i progetti speciali nati come produzioni originali del festival: il maestro Antonello Paliotti terrà a battesimo il Collettivo Musicale Carpinese, una sorta di Banda della Musica Popolare che farà rivivere un repertorio musicale “contadino” a rischio di estinzione; la notte del 6 agosto sarà la volta dei “balconi dei poeti popolari” in cui protagonisti saranno gli anziani che narreranno stornelli, proverbi, indovinelli legati alla tradizione; “Le anime belle del Gargano”, con la “tarantula garganica” stimoleranno invece l’incontro tra gli anziani cantori e i nuovi talenti. E ancora. La terza edizione de “La notte di chi ruba le donne”, quest’anno è dedicata alla Sicilia: decantando sonetti e serenate si girerà per il paese per fare innamorare le “donne alla finestra”. È questo anche l’anno della collaborazione dei due eventi più conosciuti nell’ambito delle tradizioni popolari: L’Ensamble Notte della Taranta del Salento aprirà il 7 agosto la sezione concertistica del Festival di Carpino mentre i Cantori apriranno la serata conclusiva della Notte della Taranta del 25 agosto.
Sponsor ufficiale della manifestazione è la Birra Peroni.
Foggia – Riparte il Carpino Folk Festival – Dal 3 all’11 agosto, la dodicesima edizione della rassegna di musica popolare (20/07/2007) Non è estate sul gargano senza Carpino Folk Festival, e infatti la rassegna di musica popolare, giunta alla 12° edizione, ripartirà il 3 agosto, per terminare poi il sabato successivo. Questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione, il presidente della Provincia Carmine Stallone, ha sottolineato l’importanza della rassegna musicale: “E’ un enorme risorsa per il territorio, che unisce le varie generazioni. Anche se abbiamo poche risorse, cerchiamo sempre di dare il massimo per la nostra provincia”. Il festival è promosso ed organizzato dall’Associazione culturale Carpino Folk Festival con la regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano e in collaborazione con il GalGargano e Azienda di promozione turistica, rappresentata oggi in conferenza dal commissario dell’Apt, Nicola Vascello. La manifestazione rappresenta un evento denso di musica popolare, e infatti tra il 3 e l’11 agosto si esibiranno oltre 150 musicisti di Carpino, ma anche di altri paesi del gargano e del resto d’Italia accomunati dalla passione di canti e suoni popolari. Tra i musicisti più illustri, oltre ai sempre presenti Cantori di Carpino, che si esibiranno il 5,7 e 11 agosto, ci saranno artisti del calibro di Lou Delfin e Sergent Garcia, fino ad Angelo Branduardi che si esibirà nella serata finale. Altra peculiarità di questa edizione, le esibizioni di alcuni poeti popolari, che reciteranno versi, proverbi e detti popolari dai balconi del paese.
La presentazione del Carpino Folk Festival del Direttore Artistico Luciano Castelluccia
La presentazione del commissario dell’APT di Foggia Nicola Vascello
La presentazione dell’Assessore al Turismo della Provincia di Foggia De Leonardis
Da Ondaradio – La Radio della XII Edizione del Carpino Folk Festival 07
L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
presenta
Carpino Folk Festival 07
Nella Terra della Chitarra Battente si narra sull’esistenza di esseri, di canti e di suoni antropomorfi e immortali, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali e modificando il mondo con il loro intervento. In Piazza del Popolo, luogo sacro del Carpino Folk Festival, il passato diventa presente, ciò che accadde accade ancora, una nuova vita si acquista e il mondo ri-nasce dopo un anno di mortificazioni. Non mancare perderesti l’occasione di purificare il tuo corpo e la tua anima, basta che rinunci a portare, in questo luogo sacro, i residui del mondo profano.
Arriva quest’anno alla dodicesima edizione il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano e in collaborazione con il GalGargano e l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia. Sponsor ufficiale della manifestazione Birra Peroni.
Carpino Folk Festival 07 è, senza dubbio, uno dei più importanti festival folk d’Europa. Da quando nel 1996 fu inaugurata la prima edizione del Festival infatti si sono esibiti a Carpino i più grandi artisti italiani del genere. Come sempre più ricca e densa di musica popolare, di eventi e di progetti speciali la rassegna di quest’anno.
Probabilmente la XII edizione si caratterizzerà per la forte, inevitabile quanto voluta impronta che deriva dalla presenza dell’ensemble più carismatica della scena musicale popolare degli ultimi anni. Il 2007, infatti, è l’anno della collaborazione dei due eventi più conosciuti sul territorio nazionale nell’ambito delle tradizioni musicali popolari, e soprattutto dello scambio musicale delle due aree geografiche Gargano – Salento con la partecipazione dell’Ensemble Popolare della Notte della Taranta il 7 agosto all’apertura della sezione concertistica del Carpino Folk Festival e dei Cantori di Carpino all’apertura della serata conclusiva della Notte della Taranta il 25 agosto.
Ma il Carpino Folk Festival 07 è molto, molto altro ancora: nove le date del programma del festival che si snoderà nel piccolo comune del Gargano ogni sera fino a notte fonda dall’3 al 11 agosto, oltre 15 i gruppi per un totale di circa 150 musicisti impegnati a coniugare innovazione e tradizione, 4 i progetti speciali nati come produzioni originali del festival, 3 le esibizioni dei Cantori di Carpino, 3 i laboratori didattici per i giovani musicisti che arrivano a Carpino da tutta l’Italia e anche dall’estero, 2 le produzioni che vedono come protagonista il Festival e i Cantori di Carpino, -20% la richiesta rivolta agli operatori della ricettività, ancora mostre fotografiche e presentazioni letterarie, escursioni per far conoscere le bellezze del Gargano, prodotti tipici e una goccia per la pace in Medio-Oriente.
Per tutte le informazioni www.carpinofolkfestival.com