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di Angelo Del Vecchio da Garganopress
SAN GIOVANNI ROTONDO. E’ nato nel 1908 il cantore popolare sangiovannese Francesco Crisetti ed è ancora in attività. Il nostro personaggio, che il prossimo 15 febbraio compirà 100 anni suonati, non sa né leggere e né scrivere ed ha avuto dalla moglie Carmela De Mita (classe 1915) ben 19 figli, dei quali 6 ancora in vita, e 40 nipoti e pronipoti. Nella sua lunga esistenza Francesco ha svolto vari mestieri legati al mondo della pastorizia e dell’agricoltura. Morto il papà quando aveva appena 4 anni, fu inviato dalla madre a fare il "pastorino" alla masseria Paglicci, in territorio di Rignano. Passò l’infanzia e l’adolescenza senza mai andare a scuola, in un periodo dove i bambini venivano impiegati nel lavoro per sostenere i bisogni economici familiari. Grazie ad uno zio e al patrigno Nicola, Francesco imparò l’arte del canto; così, divenne animatore di tante serenate in una San Giovanni Rotondo che contava negli anni Trenta circa 9000 abitanti. La serenata sangiovannese si apriva sempre con un sonetto iniziale: "Bellà mo’ më në venghë chianë chianë / dretà la porta tójë m’avvëcinë / tróvë la porta apertë e më në traskë / tróvë la siggiulèlla e më rëposë / cë në vânë la padrona dë ‘sta casa / giuvënottë che va’ fa’ ‘nturnà ‘sti rosë / jé so’ vënutë pë’ darëtë onôrë / se tu më dà’ figghjëtë te chiamë mamma / se no të chiamë ‘cifërë dëll’Infernë". In questo modo l’uomo chiedeva in sposa la ragazza amata alla suocera. Se questa acconsentiva il matrimonio era cosa fatta e lo sposo poteva chiamare "mamma" la suocera; in caso contrario, apostrofava la donna con l’appellativo di "Lucifero dell’Inferno". I canti per l’innamorata potevano cambiare di caso in caso, a seconda di chi ci si ritrovava di fronte. Anche alla sua amata Carmela Francesco aveva in mente di dedicare una lunga serenata, ma non la inscenò mai, per paura della reazione dei suoi genitori; infatti, i genitori di Carmela erano contrari al "parentato", perché benestanti e non volevano assolutamente che la loro figliuola sposasse un pastore analfabeta. Alla fine, però, Francesco riuscì a sposare Carmela a 23 anni. Da allora visse nella località "Valle dell’Inferno", apochi chilometri dal paese. Qui, nei lunghi anni che lo videro a "padrone" o come libero pastore, riuscì a metter su una piccola fortuna, formata da 520 pecore, 50 capre e 40 vaccini (mucche da carne e da latte). In un giorno, a piena attività, riusciva a produrre fino a 12 kg di ricotta, 20 kg di formaggio e tantissime mozzarelle e caciocavalli. Per questioni legate al furto di alcuni capi di bestiame fu anche imprigionato e passò otto lunghi mesi tra le sbarre. Lui si è sempre dichiarato innocente. Si trattava, a suo dire, di una vendetta ordita ai suoi danni da un suo ex-dipendente. Accadde tutto durante il fascismo. Per fortuna, però, anche questa volta gli andò bene. Infatti, la moglie, che sapeva leggere e scrivere, sentito il parere del podestà sangiovannese (in realtà trattò con la consorte del capo fascista), inviò una missiva direttamente a Benito Mussolini, chiedendo la grazia per suo marito. Il Duce, stando alla versione di Crisetti, firmò l’atto di scarcerazione dopo alcuni giorni e lui fu subito libero di ritornare a casa ad accudire i figli e l’amata Carmela. Per l’accaduto pensò di confessarsi da Padre Pio. La prima volta il futuro Santo del Gargano rifiutò di accoglierlo, perché stanco o perché occupato con altri fedeli. La seconda volta, invece, lo fece accomodare al confessionale accogliendolo con tanta allegria, come fossero amici fraterni. San Pio gli disse di non lamentarsi per aver passato quei mesi in galera da innocente, perché anche Cristo fu crocifisso senza peccato. Soddisfatto se ne ritornò a casa. Tornando alle serenate, la scena canora, accompagnata il più delle volte dalla sola chitarra battente o anche da tamburello, armonica e "bughëdëbù" (tamburo a frizione: un strumento tipico della tradizione popolare pugliese e meridionale, fatto con un recipiente in creta o in metallo e una pelle ben tesa e dotata di un foro centrale, attraverso cui veniva issata un’asticella, la stessa che, fatta vibrare con un movimento sussultorio, produceva un tipico suono cupo dalle basse tonalità), veniva chiusa con un canto di "bona sera": "Iammëcë a rëtërà iè fattë notta / li bellë ci stannì aspëttannë / allà fënästra cicata dë sônnë / tu donnë che sta’ fa perdë sônnë / jì quannë vaj’a casa e jabb’ a mamma / ritornë alli tuo fianch’a farëmë nu sônnë / më vurria fa nu sônnë alli toi fianchë / se ji më putèssë rëpusà / la vucëlla indë la macchia / volë e zompë ‘m pèttë a te / vajë a casa e lu dichë a mamma / quannë më ‘nzorë më pigghj’a té / bonasera padronë dë ca’/ cë vulimë a ié rëtërà / lu bonasera e ijé lu lascië a tuttë / lu padronë dëlla casë chiù dë tuttë". Con questa "strapuletta conclusiva" l’uomo agurava ogni bene alla cara amata e al padrone di casa, sempre nella speranza che quest’ultimo decidesse di dargliela in sposa. "Per chiedere in sposa mia moglie – ci spiega Francesco – le ho regalato una ‘palma penda’ (un rametto d’ulivo lavorato e intrecciato a mo’ di cuore) e un anello d’oro. Il papà non l’ha gradito, così me l’ha rispedito indietro. Prima di me l’ha chiesta in sposa un altro pretendente, ma questa volta è stata Carmela a rifiutarlo, perché il suo cuore mi era già stato promesso. Infatti, dopo alcuni giorni, diede un ultimatum alla madre e al padre. Chiese loro di sposarmi o di avere il permesso di farsi suora. Fu così che i suoi decisero di concedermela". Non sempre le serenate avevano uno sfondo amoroso. Alcune "strapulette di sdegno" (i sonetti di scontro) venivano inscenate in disprezzo di qualcuno. Spesso le si metteva in scena semplicemente per scherzare o per sbeffeggiare il "cornuto" di turno, tradito dalla moglie e incapace di reagire. E le tarantelle? "Di tarantelle ne ho ballate tante – ricorda Francesco – da giovane salivo a piedi la montagna per venire qui a San Giovanni a casa di qualche amico; lo facevo per passare qualche momento in spensieratezza, soprattutto dopo ore e ore, giorni e giorni, passati a spaccarmi la schiena tra campi, formaggi e animali. Venivo in paese ogni quindici giorni. Ne approfittavo anche per rifornire la mia famiglia di viveri e vettovaglie necessari al sostentamento quotidiano". Francesco ama stare tra ragazzi per insegnare la sua cultura: crea vere e proprie opere d’arte in legno. La sua abitazione è degna di un museo: qua e là per la casa si trovano cornici, piccoli altarini, edicole per santi, pesci, cavalli, collane, bastoni fatti a mano. Ma l’oggetto più sorprendente è senza dubbio il cosiddetto "segna pane", una sorta di timbro utilizzato per distinguere le pagnotte. Finemente intarsiato, è certamente il suo più bel capolavoro: rappresenta un uccello che sormonta una gabbia, realizzato a punta di coltello. "Prima quando si trombava il pane in casa e lo si cuoceva nei forni comuni – conclude il nostro interlocutore – per distinguere le pagnotte, ogni famiglia aveva il suo segno di riconoscimento. Il nostro era questo, semplic
e ma, senza ombra di dubbio, unico nel suo genere". La città di San Pio, cosciente dell’importanza di avere ancora in vita una simile "enciclopedia umana", vuole rendere omaggio a Crisetti in occasione del suo centesimo compleanno, il 15 febbraio 2007, omaggiando il cantore con un riconoscimento particolare. Forse l’ultimo della sua vita terrena.
Il progetto che era già stato incluso nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche della Provincia di Foggia, sarà finanziato per il 50% dalla Regione Puglia attraverso i fondi individuati nella legge regionale "Lo sport come strumento di sviluppo e crescita del territorio”. Così Carmine Stallone, presidente della Provincia di Foggia illustra le prerogative del progetto presentato dalla Provincia di Foggia per la realizzazione di una nuova palestra nel Comune di Carpino. “Un intervento di importanza strategica ai fini del miglioramento della qualità della vita, della riqualificazione e dell’incremento della pratica sportiva”. Così Marianna Anastasia, assessore provinciale allo Sport, e Antonello Summa, assessore provinciale ai Lavori Pubblici, illustrano i contenuti del progetto realizzato dalla Provincia di Foggia e candidato ai finanziamenti della legge regionale sullo sport per un importo di 165mila euro. Il progetto in questione riguarda la realizzazione di una palestra annessa al Liceo scientifico statale di Carpino. La nuova palestra avrà una superficie di 23×31 metri quadrati, sarà realizzata con una struttura geodetica e svolgerà le funzioni di polivalente sportivo. La palestra sarà realizzata su suolo appartenente al Comune di Carpino. “Grazie alla sensibilità e allo spirito di cooperazione del sindaco di Carpino, Rocco Manzo, abbiamo potuto realizzare un progetto che consentirà, una volta implementato, di svolgere allenamenti e partite di tennis, pallavolo, calcetto e tutte le altre attività previste per una struttura polivalente realizzata secondo le più moderne tecnologie e nel più totale rispetto delle norme di sicurezza”, aggiungono Summa e Anastasia che rimarcano come “questo intervento sintetizza alla perfezione lo spirito innovativo con il quale la Provincia di Foggia ha recepito gli orientamenti della legge regionale: concertazione e confronto con gli enti locali, capacità di coordinamento e di interazione soprattutto nei comuni più piccoli o meno abbienti”. Il progetto che era già stato incluso nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche della Provincia di Foggia, sarà finanziato per il 50% dalla Regione Puglia attraverso i fondi individuati nella legge regionale. “Di concerto con i comuni stiamo costruendo un percorso virtuoso che ci porterà a realizzare nuovi impianti sportivi in Capitanata e ad ottimizzare la gestione delle strutture esistenti”, conclude Anastasia.
30 NOVEMBRE – 1 e 2 DICEMBRE
Piedimonte Matese (Caserta)
presso : Teatro e sale della diocesi di S.Maria Maggiore P.zza Roma n°52 Piedimonte Matese
e sala dell’ Ecomuseo dell’Alto Casertano v. sala n°2 S.Potito Sannitico
“I Suoni e i Rumori del Parco”
Festival Nazionale della Ballarella
-I edizione-
L’Ente Parco del “Parco Regionale del Matese”
in collaborazione con i Centri di Educazione Ambientale di Valle Agricola e S. Potito Sannitico
organizza:
l’Incontro – il Confronto – lo Scambio
tra 4 culture unite dalla BALLARELLA
Quattro regioni coinvolte con la propria musica trazionale.
Oltre a rappresentanti del Matese campano, parteciperanno rappresentanti del Molise, dell’Abruzzo e del Lazio
SEMINARI, LABORATORI, CONCERTI
e Tanta Musica Tradizionale Locale
delle Comunità di Pietraroja, Cusano Mutri, Faicchio, Gioia Sannitica, S. Potito Sannitico, Piedimonte Matese, S.Gregorio Matese, S. Angelo d’Alife, Letino, Fontegreca, Valle Agricola, Prata S.
Gioia Sannitica con Antonio Mennillo
ballarella, canti di lavoro e d’amore
Faicchio con Andrea Petrillo
ballarella
Fontegreca con Gianfrancesco Domenico
ballarella
S. Potito Sannitico con il “Gruppo folk Bambini”
quadriglia e S. Silvestro e vestito tipico
Cusano Mutri con “zì Lorenzo Maturo” e “il Gruppo folk del S.Silvestro”
quadriglia, ballarelle e S. Silvestro e vestito tipico
S.Gregorio Matese con il gruppo folk giovanile “Novi Soles”
rielaborazione di brani tradizionali del comune di appartenenza e vestito tipico
Valle Agricola con il gruppo folk “I Quattu Pizzi”
riane, ballarelle e canti di lavoro e vestito tipico
Letino con gruppo folk “Gli Abitanti del Tino”
ballarelle, canti di lavoro e d’amore e vestito tipico
S. Angelo d’Alife con formazione estemporanea locale
ballarelle e canti tipici
Prata Sannita con formazione estemporanea locale
ballarelle, canti tradizionali d’amore e di lavoro e vestito tipico
……e tanti altri…
Riceviamo e pubblichiamo
Il Sindaco Rocco Manzo:" Fin’ora Regione Puglia e Provincia di Foggia hanno soltanto fatto promesse..non abbiamo ricevuto ancora un centesimo per risorare i cittadini dei danni patiti".
E’ seriamente preoccupato Il Sindaco di Carpino Rocco Manzo per le numerose richieste di danni che gli agricoltori e i residenti della zona 167 continuano a rivolgere al Comune. "L’assessore Regionale Elena Gentile e il suo collega dell’amministrazione Provinciale Antonello Summa avevano promesso interventi celere e fin’ora registro soltatanto una serie di riunioni senza che si sia cavato il classico ragno dal buco".
"il Comune ha affrontato diverse spese di somma urgenza per alloggiare gli sfollati della 167 nei vari alberghi del paese e per ripristinare la viabilità dei tratturi comunali…Ora non ci sono più risorse disponibili dal bilancio comunale". "Fate in fretta, aiutateci".
Il consiglio comunale di Carpino ha chiesto il riconoscimento di «eccezionale evento atmosferico» per gli ingenti danni subiti a seguito del violento nubifragio abbattutosi sul territorio comunale nelle scorse settimane. «Una comunità letteralmente in ginocchio», ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Mario Ortore. Le zone agricole dell’intero territorio comunale, coltivate ad uliveto ed ortaggi, sono state completamente devastate dalla violenza delle acque: letteralmente sdraricati un numero incalcolabile di alberi. La quasi totalità della viabilità rurale è stata resa impraticabile: gli strati bituminosi sono stati spazzati via dalla violenza delle acque meteoriche, tanto da compromettere seriamente il prosieguo della campagna olearia appena iniziata. La situazione più grave è stata accertata presso gli appezzamenti coltivati ad ortaggi ubicati nella "Piana di Carpino" ed in località "Orto e Paludi", dove le colture esistenti sono state completamente devastate e sommerse, compromettendo le coltivazioni anche future. Per quanto concerne il centro abitato, i primi accertamenti hanno riguardato la zona "167" e gli edifici dell’Istituto Autonomo case popolari, laddove erano stati segnalati pericoli imminenti per la pubblica e privata incolumità: una ventina le famiglie che sono state evacuate e fatte alloggiare presso gli alberghi della zona e presso parenti del luogo, nei giorni del maltempo. In pieno centro abitato la situazione più drammatica, in particolare in via Padre Pio, anche per la presenza di un canale per il deflusso delle acque piovane di competenza del Consorzio di Bonifica montana del Gargano: la inaudita violenza delle acque ha trasportato nel canale detriti di,ogni genere, alberi di pino d’aleppo e fango che hanno letteralmente ostruito ogni sbocco, provocando così la rottura degli argini e la fuoriuscita dell’acqua che ha raggiunto i piani terreni delle case circostanti.
Dal 16 al 24 novembre 2007 presso il Teatro del Fuoco, Palazzo Dogana e le sale cinematografiche della Capitanata
Al via la VII Edizione del Festival del Cinema Indipendente, che esordirà giorno 16 novembre ore 18 al Teatro del fuoco con le anteprime nazionali dei documentari: “A perdifiato – Storia di Michele Lacerenza” di Giuseppe Sansonna e “Strani migranti” di Angelo Casto, per proseguire alle ore 20.30 sempre presso il teatro del fuoco con la proiezione fuori concorso del film “L’ora di punta” di Vincenzo Marra e poi finire la giornata inaugurale alle ore 22.30 presso Moody Jazz Caffè (ex Cafeteria del Centro, in via Nedo Nadi) con la selezione dei cortissimi.
Il Festival, organizzato dalla Provincia di Foggia, si propone di valorizzare e promuovere la diffusione e la conoscenza del cinema indipendente italiano che non trova adeguati sbocchi nella distribuzione, favorendo la diffusione di nuove tecnologie digitali e la conoscenza del cinema dei Paesi dell’Unione Europea, promuovendo la crescita culturale, cinematografica nella Capitanata sostenendo anche iniziative di formazione rivolte agli studenti o ai giovani che desiderano avviarsi in questo particolare settore.
La manifestazione sarà articolato in cinque sezioni: lungometraggi, visioni in corto, i cortissimi, scuola&cinemae e i corti del territorio e finirà con la cerimonia delle premiazioni durante la serata finale il giorno 24 novembre alle 20.30 presso il Teatro del Fuoco.
Per informazioni:
http://www.festivaldelcinemaindipendente.it
Per eventuali chiarimenti e comunicazioni è possibile contattare la segreteria del Festival telefonicamente ai numeri 0881. 791.211 – 460 – 209, a mezzo fax 0881.791.212 o con posta elettronica cinefestival@provincia.foggia.it
Il grande cantautore, a cui la Rai dedica proprio in questi giorni un tributo, scrisse una canzone sulla nostra città di Maria Teresa Valente (13/11/2007)
la prima puntata della miniserie Rino Gaetano, ma il cielo è sempre più blu, con un bravo Claudio Santamaria, ha convinto 6 milioni 97 mila telespettatori conquistando il 26,69 per cento di share.
Approfittiamo di questo tributo che la Rai ha voluto fare al cantautore di origine calabrese per ricordare che proprio nel suo album d’esordio, Ingresso Libero, Gaetano dedicò una canzone a Manfredonia.
Nel brano Agapito Malteni il ferroviere vi è una storia di emigrazione. Agapito è Rino, questo è facile da capire… "La gente che abbandona spesso il suo paesello lasciando la sua falce in cambio di un martello ricorda nei suoi occhi nel suo cuore errante il misero guadagno del bracciante"… Malinconica ma bellissima. Rino Gaetano parlò di un tema delicato e d’attualità già nel 1974 e prese come esempio proprio Manfredonia.
A 27 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare anche noi di Manfredonia.net un autore di canzoni graffianti e appassionate, paladino del Sud e degli sfruttati. Un grande cantautore i cui brani di denuncia sociale sono ancora attualissimi, come quello che segue e che ha dedicato proprio a Manfredonia.
da Manfredonia.net
Nato nel novembre del 2006 con l’intendo di colmare l’assensa di laboratori giornalistici presso le Università che ospitano i corsi di laurea in Musicologia e Beni musicali, fin da subito si dimostra di interesse più ampio grazie anche all’interesse della stampa nazionali. Oggi musicaround è una delle poche realtà giornalistiche della musicologia del sud Italia.
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I Servizi del mese di Novembre
Luciano Berio o della comunicazione musicale – Pt.1 pag.5
Il Thelarmonium pag.11
They just play…e i Police ritornano in Italia pag.13
La new wave nel sangue intervista a G.Maroccolo e I.Gatti pag.15
Addio Luca, ultimo saluto al mandolino dei MCR pag.18
Musica nei rituali di possessione – Pt.1 pag.19
Intervista a Ninfa Giannuzzi pag.22
Archivio sonoro: Musica di tradizione della Puglia pag.25
Celebrazioni Scarlattiane – 250 anni dalla morte di D.Scarlatti pag.27
Divina Callas – A 30 anni dalla sua scomparsa pag.30
Inediti di Giuseppe Verdi pag.32
Festival Verdi – Ottobre verdiano a Parma pag.33
Gioconda De Vito pag.34
DUO – Dialoghi su musica teatro e realtà contemporanee pag.36
Altello: In esclusiva le immagini del nuovo alto diritto pag.37
Mondomusica 2007 – La grande fiera liutaria di Cremona pag.38
Sabina Guzzanti – Quanto costa la v[er]ità? pag.41
Hair spray: Un musical di Peso? pag.42
Conservatorio di Lecce – Sorpresa elezioni del nuovo direttore pag.43
APPUNTAMENTI & ANNUNCI OTTOBRE 2007 pag.45
Intorno alla musica persiana e alla passione per lo zarb, strumento a calice in legno usato soprattutto nella tradizione classica, è nato il gruppo ‘Sarawan tamburi dell’Iran’ votato alla ricerca delle radici musicali persiane che ieri ha aperto i battenti de "Le vie della seta". Il progetto culturale, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, ieri nell’auditorium dell’Amgas, ha preso il via con la musica ritmica dominata dal suono delle percussioni. Un concerto che è riuscito a far accantonare, per circa un’ora e mezza, l’idea e il ricordo di un Paese martoriato dalla guerra. Tanti infatti gli inni di pace da loro stessi lanciati con sonorità dal forte impatto emotivo. Sarà stato per la loro dimestichezza con gli strumenti, per il messaggio che portano; sarà per il fatto che i componenti hanno differenti origini culturali (curde, persiane, italiane, slovene), fatto sta che l’ensemble Sarawan è riuscita a stupire il numeroso pubblico de "Le vie della seta".
Marzia Campagna da Teleradioerre
“Valorizzare e tutelare la figura di Matteo Salvatore quale interprete di
primo piano della cultura folk e della civiltà contadina di Capitanata”. Così il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, illustra la decisione della Giunta Provinciale di sostenere le iniziative in ricordo del grande cantautore di Apricena scomparso nel 2005. La Provincia di Foggia, infatti, coorganizzerà gli eventi “Terzo Meeting Folk Matteo Salvatore Memories”, organizzato dall’associazione “Pruc°Nes° Artist° Company” di Apricena, che si terrà nel Comune di Apricena dal 9 all’11novembre e il Premio “Matteo Salvatore la leggenda del cantastorie solitario”, organizzata dall’associazione “Suoni dal mondo” che si svolgerà a Foggia a fine dicembre.
“Si tratta di un percorso articolato di particolare importanza, grazie al quale intendiamo dare vita ad una fase di ricerca e di approfondimento della produzione musicale di Matteo Salvatore connettendolo con la storia bracciantile ed agricola del Tavoliere e coinvolgendo l’Università e le scuole di Capitanata”, afferma il vicepresidente Franco Parisi.
“Con la scomparsa di Matteo Salvatore la Capitanata ha perso uno dei più fulgidi interpreti della sua più autentica identità-storico culturale. In questi anni, la Provincia di Foggia ha dedicato particolare attenzione alla tutela del patrimonio storico-culturale, della memoria e dell’identità di Capitanata. In questo ambito la figura di Matteo Salvatore, come quella di Andrea Sacco a Carpino, rappresentano risorse di primaria importanza rispetto alle quali il nostro impegno è quello di tutelarne e tramandarne la memoria fornendo ai più giovani le più appropriate chiavi di lettura non solo per imparare ad apprezzare la loro arte ma anche per cogliere i profondi collegamenti con una parte importante della nostra storia e delle nostre consolidate vocazioni produttive. In sostanza, l’arte si trasforma in strumento principale di conoscenza e di sviluppo del territorio”, conclude Stallone.