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Antonio Basile (Ufficiale)

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Hanno ucciso Peppino Marotto tenores di Orgosolo

Ucciso a colpi di pistola in un agguato in pieno centro di Orgosolo. Peppino Marotto, 82 anni, era un poeta, un fine autore di canzoni popolari, un uomo impegnato nella politica e nel sociale. Gli hanno sparato in pieno giorno: sei colpi di pistola alle spalle. Un delitto inspiegabile o, forse, spiegabile solo con il fatto che Marotto, nella sua attività sociale, potrebbe aver toccato qualche interesse di cui non doveva sapere o che avrebbe potuto mettere in pericolo.
Marotto era noto in tutta la Sardegna. A Orgosolo era una specie di saggio conosciuto da tutti, rispettato anche dai nemici politici. E’ stato freddato intorno alle 10:30, il killer (o i killer) lo ha raggiunto da dietro mentre entrava in edicola, come faceva ogni giorno. L’assassino è fuggito a piedi facendo perdere le tracce nei vicoli del paese. Allo stato non risulta che qualcuno l’abbia visto, anche se la cosa sembra incredibile.
Alla sua età, Marotto era responsabile dello sportello pensionati del patronato Inca della Cgil. Si occupava degli anziani del paese ma è possibile che, attraverso di loro, si sia dato da fare anche per i giovani. In questo ambito potrebbe essere venuto a conoscenza di qualche traffico, per esempio di droga, che rappresenta il problema più grave per i ragazzi di Orgosolo e dintorni.
Marotto ha fatto parte del coro a tenores Supramonte di Orgosolo. Tra le sue opere ci sono "Su pianeta ‘e Supramonte", 1996, "Testimonianze poetiche in onore di Emilio Lussu", 1983, "Cantones Politicas Sardas", 1978. Ha anche dedicato un canto alla Brigata Sassari al ritorno dalla Prima Guerra Mondiale. La scheda sul sito della casa editrice Condaghes, che ha pubblicato "Su pianeta ‘e Supramonte", lo descrive così: "Le sue convinzioni di giustizia sociale e la sua caparbietà barbaricina gli son valse la galera e il confino. Il suo desiderio di comunicare gli ideali di emancipazione e di libertà lo hanno portato a cantare nelle piazze della Sardegna e del mondo."
Fino a ieri Peppino Marotto prestava il suo impegno nell’azionismo sindacale e conduceva nel suo paese una Camera del Lavoro".

Ecco i nomi dei possibili sostituti del Presidente Giandiego Gatta

di Angelo Del Vecchio
PARCO NAZIONALE DEL GARGANO. E ci risiamo. Chi di spada ferisce, di spada perisce! Vi ricordate le vicende relative all’allontanamento di Matteo Fusilli? La storia si ripete e questa volta a finire nella "rete" è Giandiego Gatta, presidentissimo della riserva naturale e mammasantissima di Alleanza Nazionale in quel di Manfredonia.

Le associazioni ambientaliste, e prima di loro addirittura il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, hanno chiesto la testa di Gatta. Qualche anno fa, sotto il Governo Berlusconi, accadde la stessa cosa: via Fusilli (quota Ds) e dentro Gatta (quota An), fedelissimo dell’allora Ministro Altero Matteoli, pure lui finiano di ferro. Anche all’epoca ci furono proteste a non finire per difendere l’esponente nativo di Monte Sant’Angelo, attuale presidente della Federazione Nazionale dei Parchi. Le polemiche contro Matteoli furono pesantissime, ma alla fine vinse il Ministro e Gatta prese il posto di Fusilli. Non si è assolutamente maghi o megere se si prevede oggi uno scenario del tutto simile a ieri: per Gatta è imminente una promozione, magari alla guida di una federazione creata "ad hoc"! E a nulla serviranno i ricorsi alla legge ordinaria e straordinaria. Anche in questo caso a vincere sarà il Ministro che di motivazioni (atte a rimuovere Gatta), giuste o ingiuste che siano, ne ha trovate tante. Garganopress.net non vuole entrare nel merito del provvedimento prossimo di Pecoraro Scanio, ma chiede al Ministro di chiarire nell’immediato la questione, per non allungare i tempi di una possibile agonia e soprattutto per non danneggiare progetti e finanziamenti in atto o prossimi alla realizzazione.

Se Gatta deve essere rimosso lo si faccia subito, se deve restare si operi perché ritorni la serenità in un Ente importante per le popolazioni garganiche, già vessate da secoli di sfruttamento e di sottomissioni ai potenti del momento.

Chi siederà al posto di Gatta? Noi prevediamo quattro possibilità:

1) Matteo Fusilli (Presidente Federparchi, 10% delle possibilità – Proviene da Monte Sant’Angelo);

2) Gianfranco Pazienza (Ambientalista della prima ora, 30% delle possibilità – Proviene da San Giovanni Rotondo);

3) Franco Salcuni (Coordinatore Legambiente Gargano e membro della direzione nazionale del "Cigno Verde", 20% delle possibilità – Proviene da Monte Sant’Angelo);

4) Ciro Pignatelli (anche lui Ambientalista della prima ora e sostenitore della nascita del Parco fin dagli Anni ’80, 40% delle possibilità – Proviene da San Marco in Lamis, anche se abita e lavora fuori sede – Attualmente è capo della segreteria del Senatore Piatti, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente).

Questo è tutto, mentre al Parco continuano le guerre intestine tra colombi, aquile e cuculi!!!
Fonte Garganopress.net

Puglia : il 2007 di Nichi Vendola

Conferenza di fine anno del presidente della Giunta regionale: «Dopo due anni e mezzo la regione è uscita dal tunnel. Nel Sud siamo in testa». Due brutti ricordi: gli anziani morti nell’ospedale di Castellaneta e gli incendi sul Gargano
Nichi Vendola BARI – Dopo due anni e mezzo di governo della Giunta Vendola la Puglia è uscita dal tunnel. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha affermato durante la conferenza stampa di bilancio del 2007 elencando alcuni dei principali fattori di novità e di miglioramento prodotti dalla sua azione di governo. «È l’insieme di questi fattori – ha spiegato – che ci fa dire: siamo usciti dal tunnel» perché «tutti i dati dicono che la Puglia è alla testa di tutte le regioni del Mezzogiorno» anche grazie alla stabilità della giunta regionale: «non c’è nessuna regione d’Italia – ha sottolineato il presidente – che possa vantare questo livello di tenuta della maggioranza». «Credo – ha detto Vendola rispondendo ad una domanda – sia il quadro di più forte stabilità del Paese», a fronte delle crisi che hanno vissuto «tutte le regioni italiane».
Secondo Vendola c’è «una Puglia che può guardare al futuro. Che sta cambiando che è già una Puglia migliore». La Puglia – ha aggiunto – «può uscire, sta uscendo, è uscita fuori dal tunnel». La strada, secondo il presidente, è ancora tutta in salita però «quella del 2007 è una Puglia dove troupe cinematografiche girano coproduzioni internazionali. È una Puglia che sta traendo investimenti da tante parti del mondo che sta diventando regione leader nelle energie rinnovabili, che ha abbattuto del 30% la disoccupazione, che vede il proprio prodotto interno lordo tornare a crescere, mentre prima era stato mortalmente bloccato. È una Puglia – ha continuato il presidente Vendola – che finalmente fa i parchi, tanti: 12 parchi. Cioè sottrae porzioni di territorio alla speculazione. È una Puglia che si occupa della messa a norma nelle scuole, negli ospedali, che prova a civilizzare le proprie strutture, che vede crescere il traffico passeggeri negli aeroporti, come in nessun altra regione: Bari nel 2007 fa + 22% e di Brindisi il +12%, cifre record in Italia».

• «Che cosa mi ha fatto più gioire nel 2007? Tante piccole cose, ma tra tutte la lettera di un precario che mi è giunta nei giorni scorsi. Un padre di tre figli che mi ha scritto che questo è il primo Natale, dopo tanti, in cui sente di poter garantire un futuro ai suoi figli. Questo mi ha fatto pensare: ne valeva la pena» ha poi detto il presidente Vendola.
«Quello che mi ha fatto maggiormente soffrire – ha aggiunto – sono stati due fatti: gli otto anziani morti nell’ospedale di Castellaneta, anziani che volevano guarire e invece hanno trovato la morte, e gli incendi che hanno sfregiato il Gargano».

Foggia : il 2007 di Carmine Stallone

“Una Provincia capace di raggiungere vette di eccellenza, di dare un volto nuovo alla Capitanata e di rafforzare la concertazione sul territorio”. Con queste parole il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha sintetizzato gli obiettivi raggiunti dalla Provincia di Foggia nel periodo 2003-7 nel corso della conferenza stampa di fine anno alla quale hanno partecipato anche tutti gli assessori e i dirigenti dell’Amministrazione.
Stallone ha ricordato con commozione il momento del suo insediamento, il 3 giugno 2003: “Lo dico con la franchezza che credo mi sia universalmente riconosciuta, non avevo compreso fino in fondo ciò che mi attendeva. Non credevo che le mie giornate sarebbero diventate, da quel momento, di quindici ore filate di lavoro. E, soprattutto, non credevo di poter amare questa terra più di quanto già la amassi. E invece è stato così. Il lavoro non mi ha mai spaventato, io appartengo a quella categoria di persone per le quali l’inattività, anche solo di poche ore, si traduce in noia. Quanto all’amore per questa terra, quella sì, è stata una scoperta di rara intensità. Ho lavorato credendo fino in fondo in ciò che stavamo facendo, ho lavorato con ardore e passione per questa nostra bellissima Capitanata”.
Passando all’analisi dei risultati conseguiti, il Presidente della Provincia di Foggia ha rimarcato come “La Provincia di Foggia ha più di un primato a livello nazionale. Abbiamo raggiunto punte di eccellenza che hanno portato la nostra Amministrazione a svettare tra gli enti intermedi italiani. Siamo stati il primo ente in Italia ad istituire la figura del garante dei minori, siamo la prima Provincia in Italia in materia di servizio civile, la prima in Puglia e la quarta in Italia ad aver stabilizzato un numero così elevato di precari, abbiamo una Biblioteca provinciale che, per moltissimi aspetti, oggi può considerarsi tra le migliori in Italia, prima in assoluto in molti settori”.
Proseguendo Stallone ha sottolineato che la Provincia di Foggia è “stata il secondo ente in Italia ad avere la certificazione di qualità per alcuni nostri settori rilasciata dal colosso americano “Perry Johnson”. Siamo la prima Provincia in Puglia ad aver ottenuto da Moody’Investor service il rating “A2” con prospettive stabili; la prima nel mezzogiorno ad aver emanato un bando per il collocamento mirato dei disabili; la prima in Puglia ad aver avviato corsi di formazione dei dipendenti nell’ottica del trasferimento di deleghe dalle Regioni agli enti intermedi”.
“Inoltre, con i corsi in materia di programmazione negoziata abbiamo fatto della scuola di Pubblica Amministrazione “Francesco Marcone” il punto di riferimento per i percorsi formativi del personale di tutti gli enti locali pugliesi. Abbiamo ottenuto risultati di eccellenza in materia di politiche ambientali, dissesto idrogeologico, rimboschimento e abbiamo trasformato una delega tradizionalmente considerata di serie “C”, come l’agricoltura in una delega di serie “A”. Abbiamo implementato un percorso virtuoso di riforma della tecnostruttura e di riqualificazione del personale. Il Gargano e l’Appennino Dauno sono diventati il cuore pulsante della nostra programmazione grazie ad un’inversione di tendenza che non ha precedenti qui in Capitanata”, ha aggiunto Stallone che ha quindi sottolineato come in quattro anni e mezzo non sia mai stato aumentato il livello delle imposte locali che resta fermo ai parametri del 2003”.
Tra i risultati di grande rilievo raggiunti Stallone ha ricordato “l’assegnazione dell’Authority sulla sicurezza alimentare, l’avvio del percorso per l’istituzione della sede distaccata della Corte d’Appello, lo sblocco dei finanziamenti per il completamento della strada a scorrimento veloce del Gargano, la Padesubappenninica e la Pedegarganica. Così come è stata la Provincia di Foggia a dare il là al percorso di lungo termine che, iniziato con la difesa dei livelli occupazionali dello zuccherificio, è sfociato nella progettualità presentata dalla Sfir per la realizzazione della piattaforma integrata della Capitanata per logistica e servizi”.
“E oggi – ha proseguito Stallone – mi sento di dire che le promesse fatte agli elettori sono state mantenute. Oggi mi sento di dire che, tra un paio d’anni, la nostra provincia avrà un altro volto”. A tale proposito il presidente ha evidenziato “con il global service, abbiamo posto le condizioni per il superamento delle logiche emergenziali e per l’implementazione di una programmazione che avrà i suoi punti di forza nella manutenzione di arterie di interesse regionale, negli interventi per il rimboschimento e per il contenimento del rischio idraulico”.
Sul tema delle infrastrutture per Stallone “la Provincia di Foggia ha saputo costruire un disegno virtuoso di sviluppo. Con pazienza abbiamo posto tasselli di alto spessore e valenza strategica: l’accordo di programma quadro, la pianificazione strategica, il piano territoriale di coordinamento, i progetti integrati territoriali e settoriali, i piani agricolo e ambientale. Infrastrutture strategiche come il porto di Manfredonia, l’aeroporto, il raccordo di frattarolo, l’area Asi di Borgo-Incoronata e tutte le aree produttive della Capitanata, hanno trovato una nuova meritoria collocazione dentro questo ambizioso disegno. Un disegno che punta a valorizzare le vocazioni del territorio e che oggi può vantare risultati notevoli”.
Affrontando una riflessione politica, il Presidente ha rimarcato come “questi quattro anni e mezzo hanno dimostrato in particolare che esiste ancora una politica buona e virtuosa. Una politica che è in grado di produrre risultati concreti per il bene del territorio e dei suoi cittadini”.
Per il Presidente “La Provincia di Foggia ha sfruttato nella migliore delle maniere possibili le prerogative costituzionali di ente intermedio. Uno dei dati salienti è l’inversione di tendenza nel rapporto con l’Amministrazione Regionale. La Capitanata ha ottenuto grandi risposte e notevole considerazione dalla Giunta Vendola. Risposte che sono il chiaro riconoscimento della forza delle nostre progettualità e della nostra capacità di svolgere un ruolo di rappresentanza di tutto il territorio e a tutti i livelli istituzionali”.
Quanto agli investimenti complessivi, il presidente della Provincia ha illustrato che “in quattro anni e mezzo sono stati calamitati, attraverso le nostre progettazioni, investimenti regionali, statali ed europei per 259 milioni di euro. Più di cinquanta milioni di euro (100 miliardi di vecchie lire) all’anno”. Risultati che, secondo il Presidente, sono stati raggiunti “attraverso la capacità di confrontarsi con la Regione e con gli enti locali e di tradurre in orientamenti operativi le istanze del territorio”.

Sulla stabilità dell’Amministrazione Provinciale uscente, il Presidente della Provincia di Foggia ha fatto notare come “l’Ente ha vissuto, qualche banale momento di fibrillazione. Ma, nel complesso, la solidità polita c’è stata. Nel complesso, si può dire che questa sia stata l’unica amministrazione targata centrosinistra a non aver registrato mai autentiche crisi o battute d’arresto. Qui, a Palazzo Dogana, il centrosinistra nella sua interezza ha dato il meglio di sé producendosi in uno sforzo progettuale non comune. Qui in Provincia di Foggia ha saputo tradurre in risposte concrete la necessità di un cambiamento e di una profonda trasformazione virtuosa del territorio e delle sue forze rappresentative”.
Sul riassestamento delle forze di centrosinistra , Stallone ha rimarcato: “Siamo certi che il Pd, così come la costituente socialista e la federazione della sinistra, daranno l’impulso decisivo alla riduzione della frammentazione del quadro politico italiano e al completamento dei processi di riforma e di modernizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione italiana.
Tutto questo, è ovvio nel rispetto, delle formazioni cosiddette minori che qui, a Palazzo Dogana, sono state parte di tutti i più importanti processi decisionali e hanno dato un contributo fondamentale alla realizzazione degli obiettivi di governo”, ha quindi aggiunto Stallone.
Concludendo il presidente della Provincia ha affermato: “Siamo certi di aver ben governato. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche e a continuare e migliorare il buon lavoro svolto in questi anni. Siamo pronti a confrontarci e a raccogliere il contributo di tutti. Siamo pronti a trasformare le speranze più ottimistiche in nuovi obiettivi da raggiungere insieme”.
Stallone ha, infine, ringraziato tutti i suoi collaboratori, gli assessori, i dirigenti e il personale di Palazzo Dogana.

Anche dal Centro Studi Naturalistici di Foggia richieste di dimissioni per Gatta

Le ultime notizie che interessano le sorti dell’area protetta più importante della Puglia (una delle più rappresentative dell’intera Italia), evidenziano ciò che da lungo tempo, il Centro Studi Naturalistici Onlus e Pro Natura avevano predicato, era inevitabile che il Ministero dell’Ambiente ponesse attenzione sullo stato di abbandono delle risorse ambientali del Gargano, gli episodi piccoli e grandi occorsi in questi ultimi anni hanno dimostrato la incapacità, ma anche la non volontà a gestire in maniera oculata un parco nazionale.

La diminuzione di unità nel CTA (coloro che devono controllare il territorio), l’abusivismo edilizio, l’illegalità diffusa (dal bracconaggio al taglio del legname), la sostanziale assenza di gestione naturalistica, lo stato di abbandono del Centro Fauna Selvatica, evidente anche solo a vederlo (con casi di illegalità di ordine sanitario vedi la mancata adozione di misure anti influenza aviaria), gli immani incendi che hanno quasi completamente distrutto le uniche pinete italiane pure di Pino d’Aleppo, e poi la mancanza di dialogo e concertazione con le associazioni ambientaliste (come fa un’area protetta a vivere senza il confronto con la società civile, le associazioni ambientaliste, etc.), la mancata adozione del piano come strumento fondamentale per la gestione di un’area protetta, l’immondizia che ormai invade ogni angolo più remoto, i milioni di euro per progetti di conservazione della fauna da liquidare nel giro di qualche mese (è evidente che scientificamente nonchè praticamente, tali progetti non avranno alcun risultato se non quello di spendere soldi), ma l’elenco è troppo lungo per essere descritto in questa sede.
Quello che ci preme è il fatto che, sebbene attualmente il Parco del Gargano è come se non esistesse, la volontà nostra, come associazione che per prima in Italia (Pro Natura) si è occupata della conservazione della natura, sarà tesa a sperare in un nuovo Gargano, dove la natura sia al primo posto, dove non si spendano soldi per sagre (l’ultima gaffe evitata in extremis dal parco prevedeva una serata con cena a base di folaga!!!) o manifestazioni canore fini a se stesse, dove i progetti di conservazione della natura vengano realizzati limpidamente e realmente (vedi lo stato attuale dei progetti PIS sulla conservazione della Fauna a pochi mesi dal loro termine e non ancora realmente attivati e se verranno attuati comporteranno l’ennesimo sperpero di denaro pubblico, quasi 2.000.000 di euro da spendere in meno di sei mesi per ricerche scientifiche, che visto l’esiguità del tempo non saranno affatto scientifiche.

Avevamo più volte chiesto di bloccare tale sperpero è convertilo in azioni di maggiore utilità come l’acquisto di terreni in modo da esercitare una vera azione concreta di salvaguardia. Ma ovviamente, la risposta non si è mai avuta….
Ora ci si aspetterebbe che, da persone responsabili, i vertici del parco rassegnassero le dimissioni, noi non sappiamo che decisioni prenderanno, ma di una cosa siamo sinceramente convinti che questa gestione passerà alla storia per essere stata i peggiore per questa importantissima area protetta e che le azioni intraprese o non intraprese dalla gestione Gatta richiederanno un duro lavoro per essere sanate.

Monte Sant’Angelo, la richiesta : Noi patrimonio dell’Unesco

La candidatura sarà presentata il 9 gennaio con altre 5 città Conto alla rovescia per l’ufficializzazione della candidatura di Monte Sant’Angelo nell’elenco dei luoghi considerati patrimonio mondiale dell’Unesco. Si punta a far diventare la cittadina dell’Arcangelo, una città di storia e cultura e per fare ciò, si è intrapreso un percorso comune con altre cinque città: Benevento, Brescia, Cividale del Friuli (Ud), Castelseprio (Va), Spoleto, che come Monte conservano preziose testimonianze della cultura longobarda in Italia. Il progetto è denominato Italia Langobardorum. Centri di culto e di potere (568-774 d.C.. Si tratta dunque una candidatura seriale ed è già stato elaborato un logo comune per le sei città.
La data storica da cerchiare in rosso sul calendario è quella del 9 gennaio 2008, è infatti prevista per quel giorno la firma dell’intesa istituzionale per ufficializzare la candidatura.Fra poco meno di un mese, tutto il Gargano che conta, in termini di istituzioni e rappresentanti di enti locali (saranno presenti il Direttore Regionale della Puglia, il Presidente della Regione Puglia, quello della Provincia di Foggia, il sindaco del Comune di Monte SanfAngelo, il Rettore della Basilica di San Michele Arcangelo, il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, l’ente montano e il Direttore del Centro di Studi Micaelici e Garganici) sarà a Roma per la firma. La candidatura sarà formalizzata i19 gennaio ma la procedura si concluderà presumibilmente nel mese di luglio del prossimo anno, quando si riunirà a Parigi il Comitato del patrimonio mondiale per le proprie determinazioni. Il complesso preso in considerazione è quello della Basilica di San Michele Arcangelo ed il centro storico del comune garganico. Per sostenere tale candidatura il Comune di Monte, assieme agli altri soggetti istituzionali competenti sul territorio, si impegnerà alla tutela, conservazione, valorizzazione e gestione del monumento e alla creazione di una fascia di protezione attorno ad esso. Una intesa era già stata perfezionata in una precedente riunione tenutasi a Benevento. Per potersi presentare deve avere determinati requisiti: parcheggi, miglioramento del centro storico, qualità dei servizi. «E’ una grossa opportunità per aggiornare e riqualificare la storia di Monte Sant’Angelo», spiega il sindaco Andrea Ciliberti. «La città potrebbe avere un ritorno non solo di immagine, ma anche economico. Le possibilità ci sono. Monte dopo Alberobello e Castel del Monte, anche la Puglia ne gua­dagnerebbe. C’è stato già un sopralluogo e abbiamo avuto degli incontri- incalza Andrea Ciliberti- Adesso dobbiamo recuperare il tempo perduto. Ma abbiamo la consapevolezza e che Monte Sant’Angelo, rispetto ad altri centri dispone di maggiori riferimenti sui longobardi. Tutto ciò che di micaelitico c’è nel mondo è successivo a San Michele, la cui costruzione della basilica risale al 492 dopo Cristo. Oltre quindici secoli. Infatti nel 92 abbiamo festeggiato il quindicesimo centenario. Dopo le apparizioni».

Il Consiglio del Parco del Gargano difende il suo presidente

Il Consiglio del Parco del Gargano difende Gatta

«Gatta non si tocca»: insorgono i componenti del consìglìo direttivo del Parco del Gargano contro il paventato commis­sariamento del Parco da parte del ministro Pecoraro Scanio. Non ci stanno i membri del Consiglio a subire l’attacco di Legambiente e ad attendere passivamente il minacciato provvedi­mento di revoca della nomina a pre­sidente di Giandíego Gatta e dì scio­glimento del consiglio direttivo da par­te del ministro, avvenuto con lettera notificata il 20 di­cembre scorso pro­prio presso la sede dell’Ente di via S. Antonio Abate e passano al contrat­tacco.

«È chiaro co­me la luce del sole che le critiche di Legambiente fun­gono da apripista ad un provvedi­mento di vera e proprìa epurazione ideologica da parte del ministro Pecoraro Scanio», afferma Franco Tavaglione, sindaco di Pe­schici e vicepresidente dell’Ente Parco, che aggiunge: «si tratta di un cumulo di addebiti pretestuosi e strumentali mossi ad un parco tra i più dinamici e virtuosi e alla cui presidenza vi è un uomo, Giandìego Gatta, che ha l’unico torto di essere schierato politicamente con il centrodestra, e pertanto inviso al ministro in carica, che non gli perdona l’attacco sferratogli all’indomani del disastroso incendio di Peschici». «La verità è che prima di morire politicamente – gli fa eco Peppino Calabrese, sindaco delle Isole Tremiti e componente della giunta esecutiva del Parco – questo governo vuole di­sfarsi degli oppositori politici. È da aprile del 2005 che la dirigenza del Parco è letteralmente sotto assedio politico. Non vi,sono mai state risposte adeguate alle nostre richieste di avere più fondi, più personale, più mezzi. Il Parco del Gargano e la riserva marina delle Tremiti sono stati letteralmente abbandonati dagli ambienti ministe­riali».
Neanche il sindaco di Lesina, Gio­vanni Schiavone, si risparmia: «vor­rei sapere cosa ha fatto questo governo ed il ministro dell’Ambiente per il territorio lagunare. L’unica politica per la valorizzazione dei prodotti la­gunari e per la divulgazione delle nostre eccellenze naturalistiche è stata svolta dall’ente parco. Non ricordo di associazioni ambientaliste che si siano prese cura di promuovere mai il nostro territorio». Luigi­na Totaro, altro componente della giunta esecutiva del Parco aggiunge che «prima dell’in­sediamento di Gat­ta alla presidenza del Parco del Gar­gano, questo Ente era un pianeta sco­nosciuto a tutti. Oggi è conosciuto dappertutto, anche all’estero. Non im­porta se Gatta ha lavorato bene. È la logica dell’eliminazione dell’avversa­rio scomodo. E Gatta ha poi la "colpa" di avere dimostrato che si può fare del bene per l’ambiente anche da cen­trodestra, demolendo impietosamente un luogo comune che voleva il va­lore-ambiente appannaggio culturale solo della sinistra rosso-verde. Spero che il presidente Gatta voglia dare battaglia, come è nella sua indole. Avrà tutto il nostro incondizionato soste­gno».
Anche il presidente provinciale dell’associazione ambientalista «Am­biente è vita», Primiano Schiavone, altro membro del consiglio direttivo del Parco, preannuncia battaglia con­tro la paventata ipotesi di comrnis­sariamento dell’ente.
Intanto Gatta tace, e prepara scritti difensivi. «Parlerò, parlerò, figuriamo­ci se mi faccio massacrare ingiusta­mente. Questa volta la partita la gio­cheremo fino alla fine», dice il pre­sidente.
Fonte Ondaradio.info

Finalmente arriva il vincolo integrale per l’abbazia di Càlena

Ieri, 27 dicembre 2007, la Soprintendenza ai Beni Culturali della Puglia ha notificato ufficialmente al Comune di Peschici che l’abbazia di Càlena è stata sottoposta a vincolo integrale. E’ una notizia che attendevamo da tempo, visto che eravamo stati proprio noi del Centro Studi Martella insieme a Italia Nostra, a chiedere questa misura, facendo sottoscrivere l’istanza in primis all’arcivescovo Domenico D’Ambrosio e  a vari Enti, Istituzioni e studiosi che parteciparono al Convegno “Insieme per Kàlena” svoltosi il 26 febbraio scorso a Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia.

Un passo senza dubbio importantissimo nel difficile iter che vede da dieci anni la nostra Associazione in prima fila per la risoluzione dell’annosa questione.

Lo stato attuale dell’Abbazia, di proprietà della famiglia Martucci, è così descritto nella nostra ultima comunicazione  (del 16 settembre scorso) al Soprintendente Ruggero Martines : «Càlena, lo abbiamo verificato l´8 settembre 2007, unico giorno dell’anno in cui è aperta al pubblico per la festa della Madonna, sta cadendo proprio a pezzi. E’ sempre più soggetta a vandalismi e a furti: lo stemma del portale del lato sud, chiuso e interrato, mostra segni abrasivi sui simboli dei Canonici Lateranensi; è appena sparito, nella chiesa nuova, quella con la campata principale en plein air, il lastrone di pietra che chiudeva l’ipogeo della cripta. Se non si agirà nel più breve tempo possibile, la copertura lignea dell’abside crollerà (una trave di legno è in bilico); il campanile a vela, che ospita un prezioso bassorilievo di Madonna orante risalente al 1393 è completamente ricoperto da vegetazione invasiva e sta letteralmente sgretolandosi. La chiesa antica, risalente all´XI secolo, segnalata da Emile Bertaux all´inizio del Novecento per una rarissima tipologia di cupole in asse, divisa in due ambienti separati, continua ad “ospitare” attrezzi agricoli».

E’ dal 1997, anno della sua istituzione, che il Centro Studi “Martella” sta  sensibilizzando l’opinione pubblica al recupero dell’antica abbazia dell’872 d.C. Si è fatto portavoce di un forte movimento di opinione che chiede di “salvare dalla lunga agonia di pietra” questa importante testimonianza della cultura della Capitanata e del Sud Italia. Un movimento che ha raggiunto una dimensione nazionale, come hanno dimostrato le migliaia di adesioni alle varie petizioni “Pro Kàlena”, giunte anche via Internet da tutta Italia.

Vari convegni,  giornate di studio e il libro/denuncia del Centro Studi Martella “Salviamo Kàlena. Un’agonia di pietra”, hanno posto all’attenzione di tutti  la storia millenaria dell’abbazia, dando una visione d’insieme alle varie problematiche, per sensibilizzare le varie Istituzioni alla tutela del monumento, affinché cercassero, tutte insieme, le soluzioni concrete e più opportune per il restauro di questa notevole struttura architettonica.

Per realizzare un sogno: che finalmente Càlena sia restituita alla fruizione collettiva non soltanto dei residenti, ma dei numerosi cittadini del mondo che scelgono il Gargano come meta preferita delle proprie vacanze non solo per il mare incontaminato e lo splendido paesaggio, ma per l’originale storia e cultura di cui è stato protagonista nel corso dei secoli.

 
Il presidente del Centro Studi "Martella"

prof.ssa Teresa Maria Rauzino

Capitanata 2020: la convenzione e’ stata ratificata da tutti i 31 comuni tra cui Carpino

“Un ulteriore tassello che si aggiunge ad altri importanti strumenti per comporre quello scenario di programmazioni necessarie ad attivare una serie di finanziamenti e ridare slancio all’economia di una estesa area sovracomunale”.
Così il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, ha commentato l’atto di ratifica della convenzione firmata da 31 municipalità (tra cui il Comune di Foggia, ente capofila), oltre a Provincia, Parco e Comunità montana del Gargano, sulla pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020”, approvato a maggioranza nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale. Dopo il sigillo di tutti i 31 consigli comunali, può avviarsi il processo di pianificazione che riguarderà un’area della provincia di Foggia che si estende su 4.691,45 chilometri quadrati di superficie e che è popolata da 541.925 abitanti.
L’ obiettivo è ottimizzare le politiche di investimento pubblico e privato e ridurre le situazioni e le condizioni di sviluppo ‘frammentato’ che caratterizza la Capitanata, nonché garantire una forma di sviluppo sostenibile, ossia attento agli aspetti sociali ed ambientali, oltre che economici. La pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” coinvolge le città di Apricena, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Cerignola, Chieuti, Foggia, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Ordona, Orta Nova, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, San Severo, Serracapriola, Stornara, Stornarella, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.

Sangillo, il Pittore della nostalgia di SANTA FIZZAROTTI

Splinder (26/12/2007) L’opera di Domenico Sangillo analizzata  dalla  critica d’arte Santa Fizzarotti Selvaggi in una pubblicazione dell’Università degli Studi Bari interamente dedicata al grande artista di Rodi Garganico, insignito del “Sigillo d’argento” dell’Ateneo barese   Leggi ancora

Dopo Legambiente anche Lipu e WWF per le dimissioni di Gatta

A seguito dell’avvio da parte del Ministero dell’Ambiente della destituzione del Presidente del Parco del Gargano, le sezioni di Foggia di LIPU e WWF, al fine di evitare una lunga agonia dell’area protetta già in drammatica crisi, auspicano che Gatta rassegni subito le proprie  dimissioni, rinunciando alla preannunciata guerra ad oltranza contro la decisione ministeriale.
I gravissimi addebiti del Ministero alla gestione Gatta e le pesanti illazioni del Presidente sfiduciato su manovre politiche dell’organo di controllo contro la sua persona,  sono, infatti, segnali inconfutabili di un’insanabile frattura. La legge quadro sulle aree protette (394/91) e il comune buon senso richiedono al contrario, per poter sperare in risultati positivi, la piena intesa e cooperazione fra i due protagonisti istituzionali della gestione del Parco.
Se dalla torre di controllo (Ministero) viene ripetutamente affermato che la rotta seguita è errata e che si concluderà con un disastro, si immagina un pilota (Gatta) che la cambia o che atterra per salvare l’aereo (Parco) con tutti i passeggeri. Le bellicose dichiarazioni di Gatta non fanno, invece, prevedere nulla di buono. Continuare a voler gestire il Parco in questa situazione, potrebbe essere interpretato da un’opinione pubblica, già per altre vicende nauseata, come un ulteriore poco dignitoso conflitto, motivato dal solito attaccamento alle poltrone ed ai relativi compensi e benefici. Per LIPU e WWF, il presidente Gatta, per fugare interpretazioni del genere, dovrebbe dignitosamente rassegnare le proprie dimissioni, risparmiando così al Parco gli inevitabili guasti di un conflitto istituzionale, tra cui un ulteriore periodo speculativo a vantaggio di lobby che hanno tutto l’interesse a mantenere la programmazione dell’area protetta nel limbo di un Piano che non arriva mai.
Entrando nel merito della rimozione del presidente del Parco, LIPU e WWF osservano che la decisione del Ministero dell’Ambiente conferma quanto da tempo denunciano sull’inquietante dinamica che sta interessando l’area protetta. Le associazioni si riferiscono, in particolare, all’abusivismo edilizio e all’assenza di provvedimenti repressivi nonostante i finanziamenti ministeriali vecchi e nuovi per gli abbattimenti pronti da tempo per essere spesi. La mancata adozione del Piano del Parco. Le numerose richieste dei comuni di riduzione del perimetro del Parco. Proposte di PIRT (Piani di recupero territoriale) e varianti urbanistiche che spesso sono strumenti per conseguire condoni generalizzati. Proliferazione di grandi interventi edilizi sulla costa. Preoccupante disponibilità dell’Ente verso la caccia senza alcun obiettivo sulle politiche di gestione venatoria. Continua aggressione al territorio, come dimostrano i quattordici capitoli del Dossier “Emergenza Gargano”, realizzato da LIPU e WWF con le segnalazioni dei cittadini.
Ma il procedimento Ministeriale di destituzione del Presidente del Parco svela nuovi inquietanti aspetti che ovviamente le associazioni non potevano conoscere: diffuse irregolarità amministrative, contabili e finanziarie nella gestione dell’Ente rilevati dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato.
Le risposte di Gatta? Le solite TRE. Ogni volta che si interviene sulle carenze dell’attuale gestione del Parco, evidenziano LIPU e WWF, piuttosto che entrare nel merito delle questioni sollevate, la prima tesi che viene utilizzata è quella dell’attacco “politico” nei suoi confronti. Per quanto riguarda le associazioni ambientaliste, viene sottolineato che le stesse non hanno alcun interesse “di partito” ma solo quello della difesa dell’ambiente. Per convincersene basta considerare le battaglie condotte dalle stesse associazioni: non  sono stati fatti sconti a nessuno, indipendentemente dal colore politico o dall’orientamento ideologico dei protagonisti. Al contrario, sottolineano LIPU e WWF, Gatta non ha mai smesso di fare politica, il dirigente di partito, il comiziante, e questo in contrasto con il suo ruolo istituzionale che non deve, invece, essere di parte. Proprio questo, infatti, è il senso della nomina ministeriale del Presidente del Parco: renderlo libero dai condizionamenti della politica e del consenso elettorale e dai vari “interessi” e “umori” della gente.
Una seconda maldestra manovra diversiva è quella di prospettare associazioni risentite nei suoi confronti per contributi non ricevuti dall’Ente.  Per quanto riguarda LIPU e WWF, l’asserzione è assolutamente falsa e, anche se altre Associazioni  avessero ottenuto qualche “patrocinio”, non si è mai riscontrato che per questo si siano lasciate “condizionare” nelle attività e nelle denunce in difesa del Gargano. La realtà è che, al contrario, le Associazioni con la propria capacità progettuale hanno sempre fatto ottenere al Parco finanziamenti.
Il terzo argomento di Gatta è quello della mancanza di risorse umane e finanziarie. A questo proposito ci si è sempre chiesti: perché allora il Parco non fa quello per cui i fondi e gli uomini già ci sono, come gli abbattimenti delle costruzioni abusive? Oggi l’ispezione della Ragioneria dello Stato sembra in ogni caso invalidare del tutto  tale giustificazione del Presidente in quanto ha fatto emergere da parte dell’Ente “una sostanziale incapacità di spesa”, della serie i soldi ci sono ma non vengono impiegati.
In questa situazione gravissima, LIPU e WWF, auspicano in ogni caso, con l’arrivo del nuovo anno, un ragionevole ripensamento da parte di Gatta che dimettendosi eviti un conflitto istituzionale al nostro splendido “Parco verde e blu”,  creando così la necessaria premessa per un nuovo percorso che si spera migliore.

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