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Antonio Basile (Ufficiale)

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Riceviamo e Pubblichiamo Comunicato Stampa

Con Nicola Mitrione alla Provincia di Foggia dai un’alternativa al Gargano

Se le istanze, gli uomini, le questioni e le pulsioni territoriali che la politica dei grandi partiti e delle coalizioni forzate ha ignorato in tutti questi tempi (o ha fatto finta di cooptare solo nei momenti topici della loro stessa esistenza che sono poi i confusionari appuntamenti elettorali) in nome di logiche di potere e di opportunismo tattico, riescono a trovare spazio, dignità, voce e fortuna in una espressione pluralista, come quella della nascente Sinistra l´Arcobaleno, si fa un bene alla democrazia partecipata, si fa un bene al territorio e agli uomini che lo vivono e si getta una luce di speranza su un gran numero di elettori "non allineati", sfiduciati o disinteressati che nei luoghi marginali del Gargano attendono risposte dalla politica più di quanto si possa credere o immaginare.

La gente sente il bisogno di una Politica nuova, di una politica al servizio delle questioni, vicina alle ingiustizie, al precariato (non solo del lavoro ma anche esistenziale, fisiologico e di aspettative in genere); lancia l´allarme per una partecipazione non più passiva e ripiegata in una massa informe e muta nelle scelte determinanti sui temi sociali, civili, di salute che pregiudicano il futuro delle comunità; chiede fortemente che radici comuni, identitarie e di bisogni condivisi siano messi in agenda con urgenza (il "fate presto" di Pietro Ingrao lo si può leggere soprattutto così) per far sì che le aspettative di chi sta indietro, troppo indietro, nelle aree marginali, non sia giocato dai soliti contenitori vuoti e da chi svende in chiave autoreferenziale o per fini discutibili un largo (larghissimo, purtroppo) consenso. Si deve avere la forza di invertire questa tendenza, dunque.

È tempo di provare a costruire insieme una alternativa di società anche giù da noi, nelle aree periferiche del mezzogiorno e della nostra regione, è l’ora di altre ipotesi di sviluppo e di autodeterminazione e l’ora di dar vita a un´idea pasoliniana di progresso (la piena realizzazione dell´uomo cittadino e non dell´uomo-consumatore/elettore) che abbia dietro spinte e forze non più affidate a momenti occasionali e di indignazione emotiva. Un forte processo che parta dal basso, di discussione e di partecipazione attende quindi la Sinistra, anche garganica, alle porte di questa nuova fase politica che deve tenere la rotta su tematiche, idee e progetti che le si confanno, che la possano contraddistinguere.
In un momento in cui è chiaro, a leggere i programmi, quanto siano distanti i partiti mediatici dalle complesse sfide della globalizzazione in nome di un´idea di semplificazione e di modelli di sviluppo di chiara aggressione affaristica alle peculiarità dei territori e dell´ambiente. Bisogna capacitarsi che esiste un mondo dove il localismo rivendica con ansia risposte e regole non per inutile campanilismo ma per concreti bisogni di armonia sociale; occorre far fronte alla piena realizzazione delle categorie e dei meriti professionali perché si esca dalle solite scelte elitarie e dequalificate e si comincino a valorizzare forme di occupazione stabile, qualificata e le competenze.

Ecco perchè il mio impegno politico lo rivolgo:
– innanzitutto ai giovani del Gargano- molti di questi non andranno neppure a votare – che retrocedono rispetto ai padri perché non hanno un futuro di occupazione, di fiducia e di possesso davanti a loro.

– ai cervelli mortificati che restano (non ci sono solo quelli in fuga), costretti o a forme ignominiose di precariato che ne deprimono il loro talento o ad accettare, per impotenza, il vecchio malcostume della clientela per realizzarsi professionalmente. "Un giovane non vale per le amicizie che ha, ma per le qualità che possiede", ha detto il vescovo impegnato nella Locride contro la criminalità organizzata. Potrebbe diventare il motto anche di questa nostra comunità.

– a chi si è battuto in prima linea in questi anni sulle tante questioni vitali del nostro territorio, anche sul piano più squisitamente amministrativo o di minaccia per la salute: per uno sviluppo ecocompatibile, sano, armonico e contro l´affarismo politico-industriale e lobby di potere che hanno lottizzato persino l´aria che respiriamo, contro la privatizzazione dell´acqua, contro la gestione clientelare dell´amministrazioni pubbliche (comuni, Parco) e un certo sistema delle consulenze, degli sprechi, del privilegio, delle assunzioni non sempre limpide (usiamo un eufemismo) nelle partecipate.

– ai lavoratori precari, ai pendolari del lavoro (quelli che lasciano le famiglie per settimane intere), agli operatori turistici e agli agricoltori che per scelta e per tradizione lavorano in condizioni di marginalità svolgendo di fatto l´unico freno dello spopolamento, tutelano l´ambiente e trasmettono saperi, pur agendo in una forma di autoprecariato e subendo le stesse regole delle grandi imprese, senza l’ausilio di compensazioni sociali e senza uno specifico orizzonte politico e sindacale di riferimento.

– alle associazioni che a vario titolo operano nel sociale, nella cultura, nel volontariato, perché più che trovare un alleato capace che finanzi e sponsorizzi quello che fanno, più che affiancarsi al partito che comanda per vedersi valorizzato il proprio lavoro, si vedano riconosciuti professionalità, passione e merito.

Sono convinto che questa formula semplice e insieme autonoma fa sentire tutti partecipi e tutti sullo stesso piano, farà ricominciare la gente ad appassionarsi alla politica ma farà dubitare sull´individualismo sfrenato che sta minando la società odierna e che di fatto premia solo chi ha mezzi e furbizia; se riusciremo, a prescindere dall´esito elettorale, a ritagliarci un ruolo identitario nel panorama politico garganico elevando a dignità politica e programmatica i suoi uomini e le idee che esprimono più che la somma dei suoi apparati e dei suoi ceti, avremo vinto più di tutti.

Nicola Mitrione

Premio ANCI sulla tradizione musicale popolare

Per valorizzare gli studi sulla cultura locale l’ANCI bandisce il Premio “Memorie e Musiche comuni” rivolto alle ricerche che riguardano la memoria storica, individuale e comunitaria, e la tradizione etno-musicale.

Il Premio 2008, giunto alla sua quinta edizione, si articola in tre sezioni generali: la sezione memoria storica che contempla le ricerche condotte utilizzando metodologie di storia orale; la sezione tradizione etno-musicale che riguarda le indagini sulle espressioni musicali del mondo popolare, che permangono al nostro tempo o di cui è possibile rintracciare tracce documentali; la sezione minoranze linguistiche che comprende le pubblicazioni aventi come oggetto le lingue e le culture delle minoranze linguistiche storiche presenti nel nostro Paese; e una sezione speciale, dedicata alle ricerche condotte nelle scuole.

Per ogni sezione sarà conferito un premio di 1.500 euro, un premio particolare sarà invece conferito per la sezione speciale dedicata alle scuole, e consisterà in un buono libri di 500 euro.

Sul sito sarà pubblicato l’elenco dei vincitori, nominati entro il 15 ottobre da una Commissione di esperti incaricati dall’ANCI. Nel caso di candidati classificati ex aequo (non più di due) la Commissione potrà ripartire il premio, e potrà anche non conferirlo nel caso in cui non   fossero presentati lavori meritevoli.

Come è scritto nel Bando le pubblicazioni (libri, cd, dvd, video), edite nell’anno 2007, dovranno pervenire in triplice copia a: Segreteria Premio, presso l’Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, via dei Prefetti 46, 00186 Roma (tel. 06.68009242, email santoro@anci.it), entro e non oltre il 15 giugno 2008. Le opere devono essere accompagnate da una domanda di partecipazione al concorso, sottoscritta dal concorrente.

I porticcioli del Varano sotto sequestro

Là dove c’erano le salicornie e piccole insenature-approdo dei sandali… ora è un area di cantiere sottoposta a sequestro. Nella mattinata del 27 febbraio i pescatori del Varano – area di Cagnano – assistono ad un transito insolito di veicoli. Vedono scendere da detti mezzi di trasporto diversi funzionari, osservare qua e là, spostarsi, cingere di un nastro a strisce banche e rosse sia i mezzi meccanici in sosta sul lungo lago, sia le zone in cui sono in corso il lavori dei porticcioli. Guardano meravigliati, curiosi.
Raccolgo informazioni. Vengo a sapere che il cantiere dei lavori di sistemazione della strada lungo lago sull’istmo isola Varano è stato sottoposto a sequestro preventivo dall’ufficio circondariale di Rodi Garganico, unitamente all’ufficio circondariale marittimo di Vieste.
Sono in corso indagini sulla ditta appaltatrice CO. GE. MAR., compresi tecnici e direttore dei lavori, i nomi dei quali, insieme a quelli dei progettisti, dei responsabili della sicurezza e del procedimento – ciascuno può leggere sul cartello sistemato nei pressi del canale di Capojale.
Gli addetti all’ufficio marittimo di Rodi Garganico in data 27 febbraio 2008, si sono recati sul posto per accertare se tutto fosse in regola ed hanno appurato che i lavori non sono stati autorizzati da alcun ente preposto. Siccome gli accertamenti sono in corso non è dato saperne di più
I pescatori del Varano, intanto, respirano sollevati perché – come scrissi l’8 e il 27 dicembre scorso [vedi anche http://crisetti.spaces.live.com/%5D – il progetto dei porticcioli non è stato partecipato in fase di ideazione ed è stato male eseguito in fase di realizzazione, rendendo insicuri e molto poco funzionali gli approdi in questione.
Se si aggiunge che l’opera, co-finanziata da Comunità Europea e Regione Puglia, con i fondi POR 2000-2006, intende effettuare “Interventi per il potenziamento delle infrastrutture di supporto al settore turistico”, basta poco per capire che essa non ha centrato neanche l’obiettivo.
Se il turista volesse fare un giro nel sandalo, ad esempio, sarebbe sottoposto al primo ostacolo: come accedere e scendere dalla barca senza farsi male. E se volesse andare alla ricerca della flora naturalissima che fino a qualche mese fa ha caratterizzato questa parte dell’area perilacuale, ad esempio, delle gustose salicornie (li savezodde), non troverebbe che … “pietre di Apricena”.
Il turismo, inoltre, com’è stato di recente ribadito in un convegno sulla laguna di Varano- non deve porsi come attività alternativa ma integrativa a quella atavica della pesca, pertanto bisogna pensare soprattutto ai pescatori che devono poter svolgere l’attività in serenità e sicurezza, disponendo dello spazio necessario per entrare ed uscire dal “varcale”, e non sentirsi alienati e costretti ad incrementare il flusso migrante.
La logica vuole che un progetto nasca da un bisogno, la cui soddisfazione dovrebbe migliorare la qualità della vita delle persone, ma se quest’opera scontenta: pescatori, turisti, ambientalisti, ufficiali della Capitaneria di porto, che senso ha realizzarla?
Leonarda Crisetti

Un grande in bocca al lupo a tutti i candidati Garganici

articolo di Michele Lauriola

Eccoci qui, di fronte all’ennesima tornata elettorale. Oltre chiaramente ai tanti comuni chiamati a votare per il proprio paese, saremo anche chiamati a votare per il nuovo assetto politico provinciale.

Il nostro augurio è che per una volta il Gargano possa davvero venir fuori da protagonista, il nostro augurio è che sempre più rappresentanti del Gargano  occupino le poltrone di Piazza Settembre, anche perchè siamo assolutamente convinti che solo attraverso Noi Garganici possa davvero aver fine l’opportunismo e l’indifferenza delle federazioni centrali verso il nostro amato territorio.

Ci auguriamo pertanto che non accada anche questa volta di essere soggiocati e che noi Garganici facciamo il tifo onesto e corretto per i nostri candidati, che aldilà della loro diversa fede politica e bandiera, per noi tutti è sempre una vittoria avere qualcuno lì a rappresentarci.

Pertanto cari Garganici, ragionate con la vostra testa e soprattutto con il cuore Garganico, ricordando a tutti che qui nel Gargano c’è ancora una storia da scrivere, e noi, sinceramente non aspettiamo altro, anche perchè siamo stufi delle solite liti fratricidi.

Auguri a tutti i seguenti candidati, e ai tanti candidati degli altri collegi non menzionati, sempre rientranti nei comuni del Gargano:

Roberto Budrago, Michelangelo Di Candia, Nicola Mitrione, Michele Miceli, Nicola Tavaglione, Giampiero Protano, Gaetano Beverelli, Ortensia Pecorelli, Antonio Speradio, Michele Pupillo, Giuseppe Di Pumpo, Angelo De Vita, Michele Dionisio, Carmine D’Anelli, Maria Giannino, Giuseppe PiraccÌ, Rocco Ruo, Giovanni Maggiano, Michele di Fine, Domenico Prudenza, Nicola Apruzzese, Fabrizio Losito, Luigi Tricarico, Vincenzo Sciarra, Matteo Tricarico, Loana Mancini, Mariangela Niglio.

Gargano is Now…..

Torna il Cagnano Living Festival che diventa concorso musicale

Anche quest’anno Schiamazzi, giornale di Cagnano Varano redatto interamente dai giovani, promuove la musica emergente dei giovani artisti attraverso il “Cagnano Living Festival” che per la seconda edizione diventa concorso musicale.
La partecipazione al concorso è gratuita. Ogni gruppo e/o artista partecipante dovrà presentare quattro brani di cui uno necessariamente inedito. Le iscrizioni, valide solo utilizzando l’apposito modulo d’iscrizione, dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 12 del 30 Giugno 2008 all’indirizzo:

Schiamazzi c/o Studio Tecnico Sanzone – via Orti 5 – 71010 CAGNANO VARANO (FG)

oppure inviate tramite e-mail. Il tutto dovrà  essere presentato allegando il testo del brano (con relativa traduzione se in lingua straniera), una foto, una breve biografia di ogni artista partecipante.

Per leggere il regolamento, scaricare il modulo d’iscrizione; per informazioni visitare il sito CagnanoLivingFestival.com o rivolgersi presso la sede del giornale – vedi riquadrino.

Il Cagnano Living Festival vanta di essere l’evento per i giovani organizzato dai giovani. Tra le altre novità dell’edizione 2008 c’è il cambio di location (da piazza Bellavista a piazza A. Moro a Cagnano Varano) e la trasmissione dell’evento su Onda Radio di Vieste. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cagnano Varano.

E’ morto il regista de ‘La Legge’, Jules Dassin

Se ne è andato il 31 marzo, alla bella età di 96 anni, il regista americano Jules Dassin nella sua casa di Atene. Colpito dal maccartismo all’apice della sua creatività, crudo testimone di una società violenta, passato a ricreare il noir in Francia scoprì con Melina Mercouri una seconda patria, la Grecia, tra la lotta ai colonnelli e scoperta di una cultura
I suoi film, i noir americani «Forza bruta», «La città nuda», «I trafficanti della notte», i francesi «Rififi», «La legge», la Grecia di «Mai di domenica», «Fedra», l’humour di «Topkapi».
Nato negli Stati uniti, nello stato del Connecticut, figlio di un barbiere ebreo emigrato dalla Russia, Dassin muove i suoi primi passi in un teatro yiddish. Partecipa come aiuto regista nel film di Alfred Hitchcock "Il signore e la signora Smith" e conquista la scena internazionale con "Forza bruta" interpretato da Burt Lancaster.
L’attenzione sociale ai temi della detenzione e del carcere e il rifiuto di ogni strumento repressivo portano il suo nome sulla lista nera di Hollywood e, durante l’ondata maccartista degli anni ’50, lo costringono ad emigrare in Europa. Vive in Inghilterra dove realizza "I trafficanti della notte" con Richard Widmark e in Francia fino al ’59, quando sceglierà di vivere in Grecia insieme all’attrice Melina Mercouri che diventerà sua moglie. Con lei girerà a Carpino, nello stesso anno, "La legge" che vede protagonisti Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni e l’anno seguente vincerà il festival di Cannes con "Mai di domenica".
Dopo la morte della moglie nel 1994 Dassin aveva ricevuto la cittadinanza greca a titolo onorario grazie alla sua battaglia ingaggiata per la restituzione alla Grecia dei fregi del Partenone esposti al British Museum di Londra.
Nella foto Jules Dassin e Gina Lollobrigida in una delle scene del Film "La Legge".

Partecipate al sondaggio dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia

L’Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia ha deciso di installare alcuni “totem” informativi in città e luoghi turistici significativi della nostra regione.
Si tratta, in buona sostanza, di  pannelli interattivi dotati di un sistema informativo online e di uno schermo touch screen, di facile utilizzo.
Come un computer, potrà essere interrogato e consultato per ricerche legate al turismo e al territorio e consentirà ai visitatori di navigare (in modo totalmente gratuito) sul portale istituzionale del turismo pugliese http://www.viaggiareinpuglia.it.
In questo modo si potrà far conoscere a tutti, turisti e non, le bellezze della nostra terra fornendo una serie di informazioni del nostro territorio.

Personalmente ho indicato Carpino come sede opportuna per un’installazione anche solo mobile per il periodo di Agosto ed in particolare ho indicato il centro anziani situato allu Puzz di Sant Rocco.
Se siete daccordo con la mia indicazione partecipate al sondaggio.

Altra sede opportuna potrebbe essere il Palazzo Barone, in ogni caso deve essere il un luogo visibile e al tempo stesso sicuro.

Il folk, patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Testo di Luca Ferrari dal suo portale: http://www.lucaferrari.net
Devo alcune precisazioni a chi, soprattutto sul sito degli amici di Carpino (www.carpinofolkfestival.com), ha frainteso il senso della mia giocosa ‘polemica’ sull’appello degli organizzatori del festival pugliese a votare Eugenio Bennato a Sanremo: non siamo d’accordo con la strumentalizzazione della cultura popolare per fini commerciali e la presenza di Bennato, con quel pezzo decisamente scadente e per niente rappresentativo della musica folk (meridionale), crediamo avesse esclusivamente quello scopo. Restiamo quindi della stessa idea, nonostante riconosciamo di aver sottovalutato il significato che gli estensori dell’appello hanno voluto attribuire alla presenza in TV della chitarra battente: dietro quella presenza ci stava, in effetti, la riflessione che da tempo è in corso sui significati della “Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”, redatta dall’Unesco nell’ottobre 2003 (cfr. all’indirizzo http://www.unesco.beniculturali.it).
Nel fraintendere il senso di quell’appello, abbiamo rischiato di essere a nostra volta fraintesi, perché alcuni lettori hanno ricavato l’impressione che fossimo insensibili (se non addirittura ignari) della cosa. Tentiamo quindi ora una modesta riparazione.

Dall’ottobre del 2003 ad oggi, è indubbio si siano fatti grandi passi avanti anche in Italia sulla riflessione delle implicazioni che la convenzione dell’Unesco contiene: già nel 2001 e nel 2005, come si ricorderà, l’Unesco aveva riconosciuto l’Opera dei Pupi Siciliani e il Canto a Tenores sardo (area barbaricina) quali “capolavori del patrimonio immateriale dell’umanità”, inducendo il Parlamento italiano ad avviare la procedura per la ratifica della convenzione che, entrata in vigore nell’aprile 2006, è stata formalmente recepita (con atto depositato all’Unesco) il 30 ottobre scorso.

Per chi ancora non fosse a conoscenza dei contenuti davvero straordinari del testo, può scaricarne copia in originale (in lingua inglese) dal sito http://www.patrimoniounesco.it e approfondire anzitutto la definizione di “patrimonio culturale immateriale” – quell’insieme cioè di “pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale”.
“Tale patrimonio culturale intangibile” – recita il testo – “trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana” (art. 2 comma 1 – Definizioni).

Patrimonio, si precisa, costituito da “tradizioni ed espressioni orali, compreso il linguaggio quale veicolo del patrimonio culturale immateriale; arti dello spettacolo; pratiche sociali, eventi rituali e feste; conoscenza e pratiche che riguardino la natura e l’universo; artigianato tradizionale (art. 2 comma 2).

È facile comprendere quali potenzialità sono implicate dalla Convenzione, tenendo conto soprattutto dell’opera di impulso che l’Unesco dichiara di voler svolgere nei confronti dei paesi aderenti (cfr. l’elenco completo all’indirizzo: http://erc.unesco.org/cp/convention.asp?KO=17116&language=E#1), in particolare nei confronti di quei soggetti già preposti alla tutela e alla promozione per mandato istituzionale (enti locali, province, regioni, fondazioni…). Per questo è previsto un appuntamento internazionale nel settembre 2009 in cui verranno valutate le candidature delle esperienze proposte a tutela.

Come non pensare, quindi, per restare a uno degli ambiti che più ci appassiona, a straordinarie realtà del folk italiano – esclusive, irripetibili, profondamente radicate nella storia del nostro paese – come il trallalero, il canto di risaia, il repertorio dei cantori di Carpino, il Carnevale di Bagolino, la musica per piffero delle quattro province… che rischiano di scomparire per sempre con la scomparsa degli ultimi cantanti/musicisti?

Un’occasione importante, quindi, da presidiare e monitorare costantemente, come già stanno facendo da qualche tempo gli amici del festival di Carpino con iniziative significative come quella tenutasi lo scorso 30 marzo in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Etnoantropologia che ha visto la partecipazione di numerosi cantatori e suonatori tradizionali provenienti dal varie regioni italiane.
Per i curiosi qui trovate il casus belli e la relativa discussione.

SANTANIELLO: ‘AIUTEREMO IL CARPINO FOLK FESTIVAL’

Santaniello: “Il Carpino Folk Festival è un esempio virtuoso da sostenere e da imitare”

“Più a Sud della Capitanata, nel Salento della Pizzica, piovono fondi per la ‘Notte della Taranta’. Regione Puglia e Provincia di Lecce tentano di strapparsi il primato delle risorse dedicate, in una singolare asta di ‘beneficenza culturale’.

Il gemellaggio tra il nostro Carpino Folk Festival e l’evento della Grecìa salentina denota lungimiranza ed è sintomo di una cultura che pur non rinunciando alla propria identità non cede agli egoismi. La Regione Puglia mi pare non abbia colto questa importante caratteristica”. Lo dichiara Enrico Santaniello, candidato alla presidenza della Provincia di Foggia, a capo della coalizione di centro, che interviene in merito alla questione dello stanziamento in favore del festival di Melpignano.
“Il governo regionale e l’amministrazione provinciale di Foggia sono chiamati a sostenere il Carpino Folk Festival, che è un esempio virtuoso sia per la qualità della sua offerta culturale sia per il suo indubbio ruolo di attrattiva turistica. Da presidente della Provincia farò quanto è nelle mie possibilità per sostenere e valorizzare questa ed altre manifestazioni, cercando anche di stimolare intorno ad esse la nascita o la crescita del’offerta ricettiva. Una delle funzioni fondamentali della Provincia dev’essere quella di promuovere la cultura, che nel nostro territorio può felicemente coniugarsi con l’incentivo al turismo e allo sviluppo”.
Comunicato stampa ufficio stampa di Enrico Santaniello
Qui gli altri interventi sull’argomento

Diamo voce al Garganco …con Rocco Ruo

Care Amiche, Cari Amici,
sono Rocco RUO, nato a Carpino 39 anni fa, mi presento a tutti Voi per testimoniarVi le ragioni che mi hanno indotto ad accettare la candidatura alle prossime elezioni provinciali.
Mancano pochi giorni al 13 e 14 aprile quando sarete chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Foggia.

Sono Candidato Consigliere, nel collegio provinciale Carpino – Cagnano – Ischitella – Vico del Gargano, nella lista “La Capitanata prima di tutto”. Non cerco alcun vantaggio personale, mi muove solo uno spirito di servizio per cercare di migliorare il migliorabile nella qualità della nostra vita sul Gargano e, soprattutto, in riguardo alle nuove generazioni, per lasciar loro una “Città Gargano” migliore rispetto a quella attuale.
Sono funzionario INPS e presto servizio presso l’agenzia di produzione di Rodi Garganico.

Sono impegnato in politica nel comune di Carpino e sul Gargano sin dal 1994 e ho ricoperto diversi incarichi istituzionali.
Dal 1999 al 2006 ho ricoperto l’incarico prima di Assessore e poi di vice Presidente della Comunità Montana del Gargano. Attualmente rivesto l’incarico di Assessore al Comune di Carpino con delega all’urbanistica, al personale e ai servizi sociali.
Ho sempre cercato, nella vita, nella professione, nella politica, di dare concretezza a quei valori che considero cardini della società civile: giustizia, libertà, solidarietà.

Mi presento a Voi così, per chiedere il Vostro sostegno, in prima persona, perché, chi mi conosce lo sa bene, amo essere chiaro e diretto. E’ il mio modo di essere, un po’ per carattere, un po’ per formazione e, nelle cose che faccio metto passione, decisione e impegno. Ho affrontato in questo modo tutte le esperienze più importanti della vita.

Se anche Voi vi identificate in questi concetti, chiari e semplici, se ritenete imprescindibile la concreta uguaglianza di ogni cittadino rispetto ai diritti ed ai doveri, assolutamente senza clientelismi e/o favoritismi, allora sappiate che, se verrò eletto, Vi rappresenterò, su questi valori, ogni giorno senza alcun tentennamento o incertezza.

Se mi gratificherete del Vostro voto in modo che io sia eletto, Vi prometto che mi batterò con tutte le mie forze per DARE VOCE AL GARGANO ed in particolare a questa parte di Gargano dimenticata, umiliata dalle scelte che tutti i governi provinciali hanno posto in essere sino ad oggi.

Se Volete finalmente essere rappresentati da un garganico, il 13 e 14 di aprile, quando vi recherete alle urne per esprimere in maniera inappellabile il vostro voto, sulla scheda verde per le elezioni provinciali, tracciate un segno di croce sul simbolo della lista “La capitanata prima di tutto”.

Un Caro saluto,
Rocco RUO

ORSARA – Con il concerto di Steve Grossman Orsara e Bovino, gemellaggio primaverile nel segno del jazz

“Gemellaggio” Orsara-Bovino nel segno del jazz. A partire da aprile, sarà proprio Bovino a ospitare l’anteprima primaverile della ventesima edizione della Rassegna Jazz d’Autore organizzata ogni anno da “Orsara Musica”. Sono tre le date in programma al “Dizzy”, location bovinese con la vocazione a essere punto di riferimento per gli amanti della grande tradizione musicale rappresentata da Gillespie: il 12 aprile, concerto dello Steve Grossman Two Tenors Quintet, con Steve Grossman (sax tenore); Valerio Pontrandolfo (sax tenore); Alain Jean-Marie (pianoforte); Aldo Zunino (contrabbasso) e Sangoma Everett (batteria). Il 17 maggio, sempre al “Dizzy” di Bovino, sarà la volta di Andy Gravish Trio, con Andy Gravish (tromba); Luca Mannutza (organo Hammond) e Nicola Angelucci (batteria). Ultima data in calendario quella del 21 giugno, ancora a Bovino, con il quartetto jazz formato da Lucio Ferrara (chitarra); Andrea Pozza (pianoforte); Aldo Zunino (batteria) e Nicola Angelucci (batteria). L’associazione Orsara Musica è al lavoro per la programmazione del Festival e dei Seminari Internazionali 2008. Anche quest’anno il festival si svolgerà a cavallo fra la settimana finale di luglio e i primi giorni di agosto. Il 2008 è l’anno della XIX edizione della Rassegna Jazz d’Autore di Orsara Musica ed è anche l’anno in cui è nato F.F.S.S. (Five Festival Sud System) marchio promosso dall’APTdi Foggia che riunisce, in un’unica programmazione coordinata, 5 significative realtà della Capitanata: Festambiente Sud, Carpino folk festival, Suoni in Cava, Festival Apuliae e Orsara Musica. Già presentata alla Bit di Milano, l’iniziativa su base provinciale punta a creare un unico cartellone di programmazione artistica finalizzato allo sviluppo di un turismo culturale integrato ed esteso. Orsara Musica, forte della sua ventennale attività, sta lavorando a nuove e importanti collaborazioni internazionali e lancerà fra pochi giorni il programma dei Seminari Internazionali di Musica Jazz, ma è da sempre attenta alla collaborazione con le realtà che operano sul territorio pugliese.

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