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A TUTTI I NAVIGANTI!
29 agosto 2008: un giorno da ricordare. “Signori, ce l’abbiamo fatta!”: è nata l’Associazione Culturale “Punto di Stella”
29 agosto 2008: un giorno da ricordare. Uno di quei giorni in cui ti auguri che l’ispirazione ti stia accanto e si manifesti in forme tali da farti scrivere l’articolo dell’anno, sospingendoti verso la meta del premio giornalistico più importante della terra. E poi, molto semplicemente, non ti viene che annunciare, altrettanto semplicemente: “Signori, ce l’abbiamo fatta!” Il progetto che avevamo in testa da tempo è andato in porto: è nata l’Associazione culturale “Punto di Stella”!
Superando la terza parte della locuzione – facilmente riconducibile a testimonianze cartacee e mediatiche di recente costituzione e fra breve anche “ri”costituzione per cause non dipendenti dalla nostra volontà ma effetto di comportamenti lontani un milione di anni-luce dalle nostre ottiche di vita – soffermiamoci un attimo sulle prime due, “associazione” e “culturale”, entrambe divenute nel tempo ambigue, distorte dalla loro inflazione e dal loro ricorso a situazioni che non hanno nulla di associativo o associazionistico, e di culturale. Nel nostro caso, al contrario, l’intenzione è di riconquistarne il significato che compete loro perché le energie che sono in noi e in chi ha voluto costituire il sodalizio sono fuori discussione.
Anche se le mille 669 parole che compongono lo statuto (postato nella categoria ULTIME DAL PALAZZO, nel qual caso il “palazzo”… è il nostro; ndr) appariranno viete e di routine, pure dietro ciascuna di esse c’è una sofferta e ponderata misurazione e valutazione del vocabolo, dell’aggettivo, del verbo, finanche delle congiunzioni scelte e utilizzate. Ergo: nel momento in cui sono state vergate hanno riassunto il loro autentico significato, non solo, ma anche sintetizzato – ci auguriamo felicemente – l’obiettivo-principe, anzi “gli” obiettivi-principe della neonata “Punto di Sella”: valorizzazione del territorio, considerato nelle sue decine e decine di sfaccettature, finalizzata al recupero integrale delle tradizioni, e – tenetevi forte – “destagionalizzazione”!
“Destagionalizzazione”, altro sostantivo inflazionato, non dalla sua puntuale traduzione in fatti ed eventi, ma dalla sistematica impotenza a realizzarla, incapacità a vivificarla, indecisione a fornirla di linfa vitale. Le attività fondanti dell’associazione, infatti, saranno informate a richiamare – pur con il coacervo delle difficoltà logistiche e strutturali (di collegamenti e trasporto, viabilità e velocità di raggiungimento) di un territorio abbandonato a se stesso – i nostri vicini dell’entroterra subappenninico, dell’irpinate, delle aree murgiano-salentina e lucana, prima, poi dei flussi turistici organizzati provenienti da zone sempre più lontane, nelle fasce temporali “morte” di una stagionalità allargata. E creare così nuove “stagioni” per il nostro territorio che non siano più la sola estate o scampoli primaveril-autunnali, ma l’enfatizzazione di periodi altrettanto suggestivi e accattivanti, per l’offerta variegata di colori, profumi, attrazioni, festività, consuetudini, diversi e diversificati a seconda degli eventi aggreganti di popolazioni che sanno ancora stare insieme esaltando la personale abilità genetica a creare momenti di allegria e, perché no, nuove dimensioni.
Non sarà facile, lo sappiamo, ma per “forma mentis” miriamo alto per colpire a mezz’altezza; non sarà tutto scontato, ce l’abbiamo in preventivo, ma solo chi non fa non produce (… e non sbaglia!) e noi intendiamo produrre (… e, possibilmente, sbagliare poco!).
Piero Giannini
Ecco la festa che tutti i garganici doc aspettavano… ritorna la festa della Foresta Umbra, la festa della natura, delle tradizioni.. del folk.. del Gargano.. ricordiamo la prima edizione del Festival intitolato “Umbra Forest Folk”.. non poteva di certo mancare il folk.. che per questa occasione di sposta in foresta.. invitiamo quindi i membri di "Io sono Garganico" e tutti coloro che volessero venire, il 7 settembre, presso il piccolo laghetto… ad allietare la giornata prodotti tipici garganici.. con stand e grigliate.. allora: 7 settembre 2008.. ore 14.00.. laghetto UMBRA.. vi aspettiamo TUTTI… ps. IO sono GARGANICO e TU?
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Telenorba partner ufficiale 2008 del Carpino Folk Festival, è la tv fra le prime dodici TV Locali più seguite in Italia che copre l’intero territorio di Puglia, Basilicata e Molise, e parte di Calabria e Campania, per un totale di oltre 6 milioni di abitanti.
Lo speciale sarà incentrato sulla serata del 06 Agosto 2008 e su "Scusë Nënellë se lu cantenë a malë" il progetto musicale curato da Enrico Noviello
La serata comincia e finisce con rievocazioni sonore della figura del grande musicista tradizionale di Carpino, Andrea SACCO, cui alcuni dei musicisti erano particolarmente legati, e si snoda tra le principali forme di canto e di musica della regione pugliese.
Si alternano sul palco e si accompagnano reciprocamente vecchi e giovani suonatori e cantatori di diverse aree: Gargano, Salento, Murgia.
Caratteristica comune a tutti gli esecutori più giovani, e dunque non interni alla tradizione contadina, è da una parte l’amicizia con i più vecchi, dall’altra la vocalità e la affinità stilistica musicale: voci piene e non edulcorate, stili essenziali con arrangiamenti praticamente inesistenti.
Prodotto della serata, diverse ore di musica tradizionale eseguita all’antica, con una preponderanza delle voci gridate e dei ritmi da ballo di pizziche e tarantelle, per una sera proposti al pubblico senza rinforzi di batterie, bassi elettrici o tamburi estranei alla tradizione musicale pugliese.
Antonio Piccininno Cantatore e Raccoglitore dei Canti Popolari di Carpino

Antonio Piccininno, Piccëninnë, nasce il 18 febbraio 1916 a Carpino, in provincia di Foggia. Pastore e, contadino, con le sue novantadue primavere rappresenta, oggi come oggi, una delle personalità più interessanti, autentiche e complesse della tradizione musicale del Gargano. Cantatore eccellente, tra i più anziani del paese, porta con sé un bagaglio di conoscenze che lascia quale eredità culturale alle nuove generazioni. La sua testimonianza di vita, la sua interpretazione canora e la sua raccolta di canti sono punti di riferimento imprescindibili per un’adeguata comprensione della sua unicità. Il suo percorso si colloca in un ambito intermedio tra oralità e scrittura, frutto di stratificazioni in progress di apprendimento, dalla fase mnemotecnica orale del periodo giovanile, alla fase della partecipazione diretta ai riti collettivi delle serenate e dei balli (quando non ancora defunzionalizzati), alla fase dell’appropriazione autodidattica della scrittura per la raccolta dei canti popolari.
Questo libro vuole essere un omaggio di chi l’ha frequentato con amicizia per quasi un quarto di secolo. Al suo interno sono stati riportati i manoscritti originali della sua autobiografia e del suo ultimo quaderno di raccolta dei canti popolari di Carpino. Allegato un CD musicale con 38 brani della tradizione carpinese da lui interpretati tra cui la ninna nanna, sonetti d’amore e di disprezzo nelle varie forme di tarantella, il canto religioso del Venerdì Santo (in cui Piccininno canta e si accompagna con la chitarra francese).
BRANI CD
01. Ninnë ninnë ninnë ninnë nanno (2:48)
2. Accomë j’èja fa’ p’amà ’sta donnë (2:25)
03. Rosa roscë e culurita bellë (1:29)
04. Turtarellë che ha persë lu cumpagnë (1:34)
05. Lucë lu solë quannë iè bontempë (1:48)
06. Ejë camënatë lu munnë a palmë a palmë (1:38)
07. Cë sta ‘na donnë a qua fa li cavzettë (1:58)
08. Che stratë alluttë alluttë Nënnella bellë (1:50)
09. Donnë che sta’ ‘ffacciatë a ‘ssa fënestrë (1:44)
10. Tridëcë stellë portë la Puddarë (2:26)
11. Bellë che da Napëlë songhë vënutë (1:47)
12. Non m’importë che si’ piccolë ma si’ bellë (1:43)
13. Vurrijë dëvëntà nu pazziarillë (2:20)
14. Allu spuntà lu solë veji ‘na donnë (2:38)
15. J’èjë truatë la stratë dëlla fatë (2:07)
16. Nu jurnë më në jittë marë marë (1:43)
17. Fënestrë falla tu l’ammasciatorë (1:29)
18. Sopë a nu montë javtë jescë lu solë (1:30)
19. Mille bongiornë a te primë arruuatë (2:58)
20. Che dei Nënnellë che të vejë afflittë (2:23)
21. Stënuccë dëllu corë tu si’ l’affettë (1:43)
22. Nu jurnë andajë a caccià ‘na donna unestë (1:49)
23. Questë iè la stratë dëllu nobëlë fiorë (2:09)
24. Vidë quantë n’èji vistë ‘sta matinë (1:50)
25. Puntë songhë arruuatë a ‘stu palazzë d’orë (1:44)
26. Nënnellë che bellu sonnë songhë sunnatë (1:35)
27. Bella donnë che sta’ javtë a supranë (1:48)
28. Rëndënellë che spacchë lu marë (2:04)
29. Alla larghë alla larghë tuttë a qua ‘tturnë (1:47)
30. Vidë che bella lunë che belli stellë (1:20)
31. Occhji nerë capillë castagnazzë (recitato) (1:16)
32. Occhji nerë capillë castagnazzë (1:47)
33. Saccë nu sunettë alla traversë (1:39)
34. Vurrijë che chiuvessë maccarunë (1:59)
35. Nu jurnë andajë a caccià li cardillë (1:57)
36. E jè Vënardija Sandë (3:44)
37. Faccë dë rumungellë ‘ngiallanutë (1:22)
38. Omënë pë’ femënë ji songhë natë (2:06)
Per contatti:
Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata
Via Gioielli n.15 – 71010 Rignano Garganico (Foggia)
Cell. 333/2308282- E-mail: info@folkloregargano.com
E’ on line il Gargano Nuovo di Agosto, potete leggerlo o scaricarlo qui, in formato PDF:
http://files.splinder.com/a8da54d5bdd18fc231431917ce438e2b.pdf
“Caro Gargano Nuovo,
Tu non sei una cosa con i limiti materiali della carta che ti ospita! Non sei una cosa finita, come un giornale, un romanzo, un film, una vita! Tu trascendi tutto questo: sei l’amore del figlio per la propria madre, una fiamma che è destinata a splendere e scaldare nel tempo, oltre la vita del singolo, finchè questa terra avrà un figlio che si riconosce come tale, e non se ne vergogna!”.
Così Antonio Flaman, presidente dell’Associazione “Il Gargano Nuovo” racconta una storia centenaria iniziata a Monte Sant’Angelo con “Il Gazzettino del Gargano”, l’11 novembre 1900 per merito di Michele Flaman. Diretto da Filippo Ungaro, con la collaborazione di Ciro Angelillis, il quindicinale, venduto a 10 centesimi, si proponeva di “… conquistare ciò che spetta a questi luoghi, … per l’elevazione del nostro promontorio benedetto da Dio e dimenticato dagli uomini”. La pubblicazione, interrotta nel 1914, riprese nel 1950 col nome di “Gargano”, organo di stampa dell’Associazione “Rinascita Garganica”, grazie a Giuseppe D’Addetta, e durò fino ai primi anni Settanta.
Dopo qualche anno, nel 1974, alcuni giovani intellettuali vichesi raccolsero la “fiaccola”. Venne costituita l’Associazione “Il Gargano Nuovo” e ritornò in edicola il periodico omonimo, “quale mezzo di incontro, di dibattito e diffusione, per la crescita culturale e sociale … per sensibilizzare e per favorire la ricerca, gli studi, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnologico, ambientale e naturale del Gargano”.
Edito in Vico del Gargano, il giornale è stato sempre presente nei dibattiti, man mano accesisi, sul futuro del promontorio. Flaman ricorda con orgoglio l’epoca dell’impegno in difesa dell’ambiente e per l’istituzione del Parco Nazionale, che valse all’Associazione un premio di 500mila lire, conferito dall’allora presidente della provincia Kuntze e dall’assessore Matteo Fusilli. Erano i primi anni Ottanta, “… in questo campo c’era il vuoto. Oggi, proprio attorno al Parco, tanti ecologisti, naturalisti, opportunisti… Come può il Presidente Fusilli ricordarsi di noi?”
Ma il giornale, quasi ignorato da amministrazioni locali, professionisti, commercianti e operatori turistici, deve la vita all’amore per la propria terra degli uomini dell’Associazione, della redazione e ai collaboratori. Oltre alle “firme”, già citate delle prime due edizioni, Flaman ha ricordato gli attuali più assidui sostenitori della “identità garganica”: Filippo Fiorentino, Felice Clima, Enzo Lordi, Leonardo Augello, Francesco Ferrante, Giuseppe Piemontese, Giacomo Aliota, Teresa Rauzino e altri, sparsi per il Gargano e oltre.
Voci dal promontorio, che nelle sue pagine hanno profuso garganicità, mai campanilismo. Al caro Gargano Nuovo, mille di queste voci!
Silverio Silvestri (da puntodistella.it)
Oggi segnaliamo il sito della Marina di Rodi Garganico,dove possiamo vedere il plastico del porto ad oggi in fase di costruzione e scoprirne i dettagli tecnici ed i servizi che fornirà al suo completamento (tra i quali connettività internet wifi a banda larga).Inoltre il sito ci informa sulle tariffe degli affitti per le postazioni dei natanti.Un bel progetto,ma se ne sentiva veramente il bisogno?
CARPINO – Il Festival di Carpino chiude sotto un temporale che ha rovinato un po’ il concerto di Teresa De Sio e la festa. “Rovinato”? E perché rovinato! Quando dopo otto giorni di semina ti arriva una scrosciata d’acqua, quanto hai deposto nel terreno di coltura ha tutte le probabilità di germogliare a tempo debito e fruttificare, meglio e di più. Mettiamola così, senza parlare di delusione, come ha fatto qualcuno, o aspettative finali mancate, come qualche altro avrà pensato. Personalmente siamo sempre della corrente di pensiero del “bicchiere mezzo pieno”, il mezzo vuoto non lo vediamo proprio. Teresa, e con lei il Carpino Folk
Es wird wieder gerockt und das nicht zu leise! Gehört wird der Sound amliebsten live bei Open Airs in so spannenden Locations wie z.B. den Steinbrüchen bei Lecce, Cave di Cursi und Cava di Duca, oder in Musikkneipen. Die zwei angesagtesten Festivals sind das Salento Summer Festival, bei dem Ska-, Reggae-, Rock- und Hardrockgruppen aus ganz Italien aufspielen (www.salentosummerfestival.it) und das Carpino Folk Festival (www.carpinofolkfestival.com, Foto).Neben DJ-Sound gibt’s imClub Zenzero in Bari auch Livekonzerte (Traversa Colletta 12, (www.zenzeroclub.it). Jeden Donnerstag heißt es im Jack’n Jill (Salteno Via Vittorio Veneto 40, Cutrofiano) Ohren auf, denn der Club bietet angesagten Bands aus Apulien eine Bühne, auf der sie sich beweisen können.