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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

E’ ON LINE “IL GARGANO NUOVO” OTTOBRE 2008

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La Settimana della Cultura Pugliese in Australia

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La Regione Puglia, Assessorato alla Solidarietà

in collaborazione con

Associazione Culturale Carpino Folk Festival & Federazione Pugliesi Australiani

e con il Patrocinio dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia

 

presentano

 

  La Memoria Storica della Puglia e dei Pugliesi nella Musica Popolare del Gargano

Moreland, Melbourne Australia dal 20 al 26 ottobre 2008

 

 

 

Oggi non si usa più cantare, ma cantare in passato svolgeva un’importante funzione umana tra le più normale e quotidiane.

Non si cantava solo davanti ad un pubblico per eseguire un brano. Cantavano un po’ tutti, dovunque e nelle più disparate occasioni: di mattina, di giorno e di notte; in casa, per strada e durante i lavori.

Innumerevoli sono le testimonianze di come sul lavoro, il canto aiutasse a supportare le fatiche. Spesso lo strumento di lavoro se di tipo percussivo, scandiva un ritmo musicale. Si pensi agli spaccapietre. I picconi formavano degli archi sopra le spalle dei cantori, il solista dava inizio al canto con il manico sul piccone che gli volteggia tra le mani e con l’acciaio che luccicava nel sole. Gli uomini grugnivano mentre i picconi mordevano le rocce, poi le voci si univano all’unisono.

Si chiamava “la voglia di cantate”, quello stimolo primordiale ad esprimersi vocalmente più o meno connaturale all’uomo. Quel qualcosa in forte vibrazione che partiva dalla fronte e coinvolgeva il naso, la mandibola, i denti, la gola e giù per il petto fino alla pancia. Tutto il corpo partecipava a questa emissione di suoni che tendevano a sublimarsi e che forse corrispondevano al canto dell’uccello o ai versi degli animali in genere, a loro quanto quei versi non erano dettati solo dai più immediati bisogni, ma erano l’espressione di tutta una serie di sentimenti.

Tutto veniva cantato, ogni espressione, ogni conoscenza, ogni avvenimento, ogni sentimento. Canti d’amore, canti di sesso (onnipresenti nei versetti anche se celati), canti di vino, di ebbrezza e di festa. Canti blasfemi, profani, di religione e pagani. Malocchi, scongiuri, magie, favole, credenze, miti e gesta epiche. E la natura quando è benigna e quando è maligna. E gli animali e la loro simbologia.

 

Scarica Programma

 

Antonio Basile

Ufficio Stampa

Associazione Culturale

Carpino Folk Festival

www.carpinofolkfestival.com

Il Ponte delle Isole Tremiti – Leggenda o Verità

Mentre si girava “La Legge” a Carpino

Un ringraziamento speciale a Teresa Rauzino per avermi fatto conoscere questo video

Domenica 19 ottobre partecipiamo tutti alla Festa dei nodi EBN

Domenica 19 ottobre partecipiamo tutti alla "Festa dei Nodi EBN".

Il sito Argonauti.org si sviluppa intorno ad una community amante della natura in generale ma che si occupa in particolare di quella tra la Puglia e la Basilicata;noi ,da garganici ,dobbiamo essere orgogliosi che questo evento sia organizzato proprio nel nostro Gargano

Per la Festa dei Nodi 2008 abbiamo scelto le lagune di Lesina e Varano (Fg), la duna di Bosco Isola e la costa sabbiosa che si affaccia verso le Tremiti.
Il lago di Varano, insieme con quello poco distante di Lesina, è certamente il più conosciuto ambiente lacustre della Puglia. Si tratta di lagune costiere dove si mescolano le acque del mare con quelle delle sorgenti d’acqua dolce limitrofe.
In questo periodo lo spettacolo degli uccelli acquatici che passeranno l’inverno da noi é garantito! Il periodo è ancora ottimo per ‘beccare’ migratori e chissà 😉
La manifestazione, a cui sono calorosamente invitati anche familiari e amici, si terrà domenica 19 ottobre.

Partenza alle 8,00 da Bari, dal piazzale esterno dell’Ospedaletto dei bambini in via Amendola con mezzi propri.
Il costo della benzina da corrispondere a chi mette a disposizione l’auto è a carico dei partecipanti;
le prenotazioni vanno effettuate entro venerdì 17 ottobre presso:
cell. 3282496553 (Giuseppe Nuovo)
e-mail: argonauti@ymail.com
oppure rispondendo a questo post

Programma di massima:
Giro della laguna di Varano e di Lesina
Pranzo al sacco
Passeggiata lungo la duna e la costa sabbiosa con sea-watching
Tramonto in laguna (Lesina)

Consigliato abbigliamento comodo e non vistoso, adatto anche alle temperature del periodo, scarpe da escursione o stivali di gomma, binocolo, un manuale da campo per il riconoscimento delle specie e… qualsiasi macchina fotografica (anche quella del cellulare va bene!).
Cercheremo di fotografare tutte le specie avvistate per un resoconto visivo sul Forum.

Al termine della giornata, per chi vorrà, seguirà lal "pizza sociale": luogo da stabilire in base al numero dei partecipanti.
Presumibilmente tra Manfredonia e Margherita di Savoia.

L’auspicio è che moltissimi Argonauti, con amici, parenti e conoscenti, partecipino all’iniziativa.
La partecipazione è gratuita – obbligatoria la prenotazione

Buon bw a tutti

Giuseppe Nuovo
nuovo.giuseppe@fastwebnet.it

www.argonauti.org
Forum

Colpire la sclerosi multipla oggi è possibile anche a Carpino

Ritorna anche quest’anno a CARPINO la manifestazione nazionale di solidarietà, svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
La leggendaria Piazza del Popolo, infatti, sabato 11 e domenica 12 ottobre sarà una delle 3.000 piazze italiane per contribuire, con uno dei 320 mila sacchetti di mele, a sostenere la ricerca sulla sclerosi multipla ed a incrementare i servizi sanitari e sociali dedicati ai giovani con sclerosi multipla.
Invitiamo tutti i carpinesi ad essere generosi, come sempre, per incoraggiare la speranza.
La vendita dei sacchetti delle mele sarà effettuata a cura di VOLONTARI della Pro Loco e del Gruppo FRATRES di Carpino.
Grazie infinite per la disponibilità a postare questo messaggio.(www.aism.it)
Michele Simone

Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte?

Nello Biscotti: “I prodotti tipici del Gargano spariranno”

Mentre era in corso un convegno sul tema “Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea” per una due giorni a tema tra Monte Sant’Angelo e Peschici, Nello Biscotti dell’Associazione Nazionale Botanici a l’Attacco lancia un violentissimo j’accuse sulla retorica del marketing territoriale. Che non salva nessuno.
“Questi incontri non servono a niente”. Per lo studioso, che è anche componente del gruppo di ricerca dell’università delle Marche Italia Nostra “si parla e si parla ma non si arriva a nulla”.
E spiega perché: “Noi continuiamo a proporci affinchè il verde venga gestito. La natura non può più farcela da sola. Sul Gargano il problema della rinaturazione è palese. Con l’abbandono delle campagne si stanno avendo delle conseguenze disastrose. Se smetti di arare si forma una massa vegetale che noi chiamiamo “pioniera”, che crea un maggior rischio incendi perché la massa che si crea è altamente infiammabile. Le aree che prima erano adibite a pascoli oggi si strutturano in macchie.
Ma ora – ammonisce Biscotti -, diminuisce il bestiame, spariscono i contadini e intanto le superfici non boscate bruciano”. Lo studioso ritiene sia a rischio la biodiversità, consistente in tutte le forme, animali o vegetali, geneticamente dissimili presenti sulla terra e degli ecosistemi ad essi correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità genetica e eco sistemica. “Nonostante l’Unione Europea ci imponga di mantenere la biodiversità, non ci riusciamo. Molti non sanno nemmeno che l’80% del territorio del Gargano è area protetta.
Ed è per tutta questa serie di ragioni che dico che tutti questi convegni non servono proprio a niente. Dal Molise in su è già diverso”. Ma il discorso è molto più ampio.
Parlare di rimboschimento, prati, boschi e del pericolo incendi non serve a nulla se viene meno il sostegno all’agricoltura. “L’attività agricola è l’unica ad essere produttiva nel territorio ma nessuno vuole fare più questo mestiere.
E cosa succederà? Che fine faranno paesi come Carpino, Vico, Peschici, Monte che da sempre vivono di agricoltura? E’ l’unica attività che produce reddito qui nel Gargano. Quale futuro può avere il territorio se i politici locali non fanno nulla per incentivare i giovani e non solo loro, ad entrare nel mondo dell’agricoltura?”.
Biscotti intende sensibilizzare le amministrazioni locali ha fare tutto il possibile per evitare la morte, che pare certa, del settore anche perché, dice: “Tra dieci anni i prodotti tipici saranno spariti. Oggi i politici si riempiono tanto la bocca con questi prodotti tipici ma non sanno che li stanno perdendo. Questo proprio perché non c’è più nessuno che vuole lavorare la terra né valorizzarla”.
Nonostante le parole di Biscotti, che intendono, come da lui spiegato, “sensibilizzare politici e opinione pubblica ad intervenire sul tema”, la due giorni con la “Gestione sostenibile dei boschi in area mediterranea” è andata in scena tra Monte Sant’Angelo e Peschici, nelle giornata di giovedì 9 e venerdì 10 ottobre. Nel mirino una serie di risultati dei diradamenti sperimentali in pinete d’Aleppo dopo i primi 30 anni di osservazioni, ma anche di opzioni colturali in fustaie di cerro in seguito a 20 anni di osservazioni.
Convegno patrocinato da Ente Parco, Università degli Studi di Firenze, Regione Puglia, Provincia di Foggia. La due giorni è partita giovedì 9 ottobre alle ore 8,00 dalla sede del Municipio di Monte Sant’Angelo per i campi sperimentali ubicati in località Bosco Quarto dove sono state tenute le relazioni di alcuni esperti. L’esordio è stato affidato a Orazio La Marca dell’Università di Firenze, poi a seguire gli altri interventi. Venerdì 10 ottobre la comitiva si è spostata nei campi sperimentali ubicati in località Baia delle Zagare in territorio di Mattinata.
Ed infine nelle pinete di Peschici attraversate dal fuoco nell’estate del 2007. Dopo il tragico incendio del 24 luglio 2007 Biscotti disse: “La catastrofe di Peschici può insegnarci a ridisegnare il nostro rapporto con lo straordinario paesaggio costiero del Gargano, sul quale si regge l’industria turistica. Un disegno che deve poggiare su principi scientifici. La scienza della vegetazione può dirci molto anche in merito agli incendi e aiutarci ad affrontarli e a gestirli”. L’area garganica infatti, può prestarsi come esperimento pilota a carattere nazionale per un nuova programmazione del verde, che si rivolga cioè alla pianificazione del territorio tutto e delle aree naturali in particolare, secondo logiche di rispetto della salvaguardia della vita umana, degli ambiti naturali e delle economie locali che incidono su detti territori. Ma chi, oggi, pensa davvero al verde?
Francesco Pesante de L’Attacco

I nuovi componenti sindaci eletti nel consiglio direttivo della Comunità del Parco

PARCO: ECCO I SINDACI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Angelo Iannotta (Mattinata), Giovanni Schiavone (Lesina), Peppino Calabrese (Isole Tremiti) per il centro destra, Gennaro Giuliani (San Giovanni Rotondo) e Nicola Tavaglione (Cagnano Varano) per il centro sinistra, sono i nuovi componenti sindaci eletti nel consiglio direttivo della Comunità del Parco riunitosi oggi pomeriggio a Montesantangelo.

Entro fine anno verranno nominati dal Ministero dell’Ambiente gli altri sette membri che andranno a completare l’organico insieme al presidente dell’Ente Parco, Giandiego Gatta. Alla riunione odierna hanno partecipato anche il presidente dell’Amministrazione provinciale di Foggia, Antonio Pepe, e il consigliere regionale Angelo Riccardi. Assenti i sindaci di Manfredonia, Apricena e San Nicandro Garganico.

Nella stessa riunione si è discusso delle dimissioni del direttore dell’ente, Filomena Tanzarella, accettate anche dal presidente Giandiego Gatta. E’ stato il presidente della Comunità del Parco, nonchè sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, a evidenziare che con la gestione Tanzarella, l’Ente ha subìto un brusco rallentamento nella gestione amministrativa.

“Da oggi si cambia registro – ha dichiarato il primo cittadino rodiano. – Il Parco del Gargano è stato per troppo tempo bloccato nei procedimenti burocratici. Dal punto di vista umano sono dispiaciuto, ma la Tanzarella in quasi cinque anni non ha prodotto nemmeno un atto. Gli enti hanno bisogno di burocrati pragmatici”.
Saverio Serlenga

Il malocchio a Vico del Gargano: tra sacro e profano nelle formule magiche e nelle pratiche rituali

Sabato 11 ottobre 2008 alle ore 15,00 presso il MEAB – Museo Entografico dell’Alta Brianza – a Lecco, in occasione dei cent’anni della nascita di De Martino, il prof. Fabietti renderà  omaggio al padre dell’antropologia italiana e al suo saggio "Il mondo magico" con la presentazione di una ricerca sul malocchio in Puglia.

Al fianco del Prof. Fabietti, uno degli antropologi piu’ importanti d’Italia, interverrà la nostra concittadina Garganica Silvia Frigerio col tema "Il malocchio a Vico del Gargano: tra sacro e profano nelle formule magiche e nelle pratiche rituali"; che così commenta: "Avrò l’onore e il piacere di parlare ancora una volta della mia ricerca sul malocchio a Vico del Gargano, argomento che sono certa desterà molta curiosità e interesse" .

Un Convegno interessantissimo e senz’altro da non perdere, seguito da un Buffet offerto dall’Associazione Amici del MEAB.

Per Info: meab.parcobarro.it – tel. 0341240193
                 meab@parcobarro.it       

da fuoriporta.it
Intervista del direttore Michele Lauriola a Silvia Frigerio

Quando si parla di malocchio, spesso non si riesce a nascondere un sorriso ironico: questa parola, infatti, evoca un mondo così lontano dall’uomo moderno che il fenomeno finisce sempre con l’essere etichettato come una bizzarra tradizione, se non addirittura una superstizione. In realtà, dietro questa antica, ma tutt’ora presente, usanza si nasconde una realtà viva e piena di significati.
Ho incontrato la neo dottoressa Silvia Frigerio, che ha discusso la sua tesi di laurea in Antropologia con indirizzo linguistico cinese presso l’Università Milano-Bicocca dal titolo “Il malocchio a Vico del Gargano: tra sacro e profano nelle formule magiche e nelle pratiche rituali”. Il particolare argomento mi ha suscitato interesse e curiosità. Inevitabile la chiacchierata con l’autrice.

Innanzitutto, ci tolga una curiosità: come mai la scelta dell’argomento della sua tesi è caduta proprio sul tema del malocchio a Vico del Gargano?

L’idea di fondo di questa tesi nasce, a dir la verità, in modo del tutto casuale. Avendo il ragazzo che abita a Vico, sono solita trascorrere parecchio tempo in questo paese. Una volta, durante le vacanze estive, fui colta da un sordo dolore alla pancia che non accennava a diminuire nonostante le medicine. In quel momento mi venne proposto di vedere se per caso il dolore non fosse dovuto al malocchio e così mi ritrovai davanti ad un piatto d’acqua, nel quale vennero gettate delle gocce d’olio. La mia guaritrice mi disse che era proprio malocchio, me lo tolse e cominciai subito a sentirmi meglio. Non avendo mai vissuto prima l’esperienza di “malocchiata”, ho cominciato a pormi, ma soprattutto a porre domande alla gente di Vico. E così, piano piano è nata la mia tesi. Anzi, approfitto di quest’occasione per ringraziare la redazione di Fuoriporta che ha deciso di dedicarmi questo spazio e soprattutto tutti coloro che hanno reso possibile la mia ricerca: le persone che si sono prestate con pazienza alle mie interviste e i bibliotecari che mi hanno aiutato con solerzia nella ricerca di materiale bibliografico locale su questo tema. E naturalmente non può mancare un grazie speciale alla mia famiglia e alla famiglia Giuseppe Dattoli che mi hanno sempre aiutata e sostenuta.

Spesso attorno a questo fenomeno si hanno le idee poche chiare. Proviamo a dare una definizione del malocchio. Che cos’è?

Come dice la parola stessa, l’occhio è un elemento di centrale importanza: esso è sia l’organo da cui l’influsso nefasto parte, ma al tempo stesso è anche il suo destinatario. Il malocchio nasce da un desiderio smisurato, sia nel bene sia nel male. Può essere legato ad uno sguardo carico di invidia o, come accade nel caso dei bambini, ad uno sguardo carico di troppo amore. Nella maggior parte dei casi si malocchia involontariamente, non c’è da parte del fascinatore una reale volontà di far del male all’altro.

Secondo lei, da quanto emerso nel corso della ricerca, si può parlare di malocchio come di un’antica superstizione tramandata dal passato?

Per quanto mi riguarda, è riduttivo e scorretto etichettare questo fenomeno come semplice superstizione. È più corretto parlarne in termini di credenza, una credenza che non è affatto sciocca ma che trova i suoi riscontri anche nella moderna scienza occidentale. Il malocchio deve essere letto in chiave sociale: è un meccanismo che permette ad una società piccola, come appunto quella vichese, di affrontare gli inevitabili conflitti sociali, evitando di portarli alle estreme conseguenze. Quando la comunità è relativamente piccola, come spesso si dice, “tutti sanno tutto di tutti” ed è proprio per questo che è facile suscitare delle invidie. Riconoscere di essere stati malocchiati significa, allora, prendere consapevolezza di un malessere sociale che viene risolto prima che possa trasformarsi in qualcosa di più serio, tanto più che obiettivo del rituale non è individuare con assoluta certezza un colpevole contro il quale vendicarsi. Incontrare delle persone che provano nei nostri confronti invidia, rivalità o semplice gelosia ha delle ripercussioni sul nostro status psico-fisico, tanto che oggi la medicina occidentale riconosce le malattie psico-somatiche come delle vere malattie. Ed è per questo che, ancora oggi, queste pratiche continuano ad essere vive.

Abbiamo parlato del malocchio in generale, proviamo ad entrare ora nella specificità del rituale.

Innanzitutto, bisogna premettere che non esiste un rituale unico ma una molteplicità di rituali, a cui ogni singolo guaritore conferisce uno specifico significato. In generale, il rituale, nella versione più comune, ha sempre inizio con un segno della croce: il guaritore segna se stesso, il piatto e la persona malocchiata. Poi getta in un piatto pieno d’acqua, tre gocce d’olio: se l’olio, impattando con l’acqua, non si scompone, come dovrebbe essere viste la sua proprietà idrofoba, ma tende a formare un’unica grande goccia, ecco che allora non ci sono dubbi: è malocchio. Il guaritore dirà delle formule, inafferrabili all’orecchio del suo paziente, e poi ripeterà l’operazione per altre due volte. La terza volta, se l’olio si scompone in tante goccioline, vuol dire che il malocchio è stato tolto. Altrimenti è necessario “cambiar mano” e a distanza di qualche ora, sottoporsi nuovamente al rituale cambiando guaritore.

A proposito delle formule magiche, è stato facile ottenerle dai guaritori?

Le formule del malocchio, proprio perché dotate di un potere magico-religioso, che va ben al di là della loro semplice interpretazione letterale, vengono custodite gelosamente dai guaritori. Solo alcuni di loro hanno accettato di rivelarmi le loro formule. La paura più grossa è quella che queste formule finiscano nelle mani di persone senza scrupoli che le sfruttino per estorcere denaro a chi è in difficoltà. È bene ricordare che si può credere nel malocchio e allo stesso tempo condannare i ciarlatani come Don Nascimento e simili. Il vero guaritore aiuta la persona malocchiata senza voler niente in cambio, in stretta sintonia con l’insegnamento cristiano dell’ “ama il prossimo tuo come te stesso”.

Esiste un legame tra malocchio e religione? Come si pone la Chiesa nei confronti di questo fenomeno?

La Chiesa, a livello ufficiale, non solo non riconosce ma condanna queste pratiche come residuo di antiche superstizioni pagane, tanto che a partire dal Medioevo, ha dato vita a una dura battaglia contro quelle che definiva pratiche diaboliche ed eretiche Eppure, per i guaritori l’intero rituale è profondamente investito di significati religiosi: il rituale ha inizio con un segno della croce, le formule magiche contengono riferimenti continui al cristianesimo e le preghiere che le accompagnano, sono preghiere cristiane. “Sono cose di Dio” è l’espressione più ricorrente nel corso delle interviste. In questo modo i guaritori ribadiscono con fermezza la bontà della propria azione, tracciando una profonda linea di demarcazione tra sé e i, purtroppo sempre più numerosi, truffatori.

Infine, un’ultima curiosità: spesso quando si parla di malocchio e credenze simili si pensa che siano usanze solo del Sud Italia. Lei che viene da un paese del Nord (Lecco, ndr) ha riscontrato la diffusione di questo fenomeno anche dalle sue parti?

Quando si parla di malocchio non esiste alcuna distinzione geografica poiché esso è un fenomeno diffuso in tutto il mondo, dall’Europa, al Nord Africa, all’Asia… Anche in Italia, esso funge, se così si può dire, da filo di congiunzione tra le diverse regioni: è molto diffuso, oltre che al Sud, anche al Centro e al Nord. L’unica differenza riscontrata è che al Nord le persone sono fortemente restie a parlare di questi argomenti per paura di essere giudicati. Qui, invece, dopo un’iniziale e del tutto giustificata diffidenza, le persone hanno dimostrato una grande disponibilità nel raccontarmi un qualcosa di così delicato. La credenza nel malocchio continua ancora oggi a essere un fenomeno diffuso, anche se ben nascosto, proprio perché fornisce alle persone, ovunque esse si trovino, una risposta sempre attuale nei confronti della labilità dell’esistenza umana e della fragilità delle relazioni sociali. 

– Grazie, e buon ritorno sul Gargano.
Michele Lauriola

SPORTELLO INFORMATIVO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE MASSERIE DIDATTICHE

E’ attivo, presso la sede della CCIAA di Foggia in via Dante n. 27 (7° piano), un nuovo servizio per il supporto alle aziende agricole che intendono avviare la pratica di riconoscimento di "Masseria Didattica".

Lo sportello informativo per il riconoscimento delle masserie didattiche, attivo presso la Camera di Commercio, offre i seguenti servizi:

  • assistenza e consulenza alle aziende per la compilazione della istanza di riconoscimento delle masserie didattiche così come previsto dalla Legge Regionale 2/2008
  • monitoraggio delle opportunità di finanziamento a valere sulle misure della nuova programmazione 2007/2013

La terra dei ricordi, dei racconti, dei campi, delle stagioni…
Le antiche masserie mostrano un pezzo della nostra storia quando essa si ricongiunge alle tradizioni dei saperi e dei sapori della nostra terra, alla naturalità dei movimenti, degli affetti, della convivialità.
La "didattica" nelle masserie responsabilizza la pratica agricola, assegnandole un ruolo pedagogico che valorizza e consolida la nuova era della multifunzionalità rurale: ad esse il compito di "fare scuola" a piccoli e grandi attraverso la promozione dei valori legati all’ambiente, all’alimentazione sana e consapevole, all’agricoltura ed allo spazio rurale.

La Legge Regionale n. 2 /2008 regola il riconoscimento, l’accreditamento e le attività del percorso didattico delle masserie didattiche. La procedura individuata dalla legge stabilisce criteri e caratteristiche che le aziende agricole devono possedere per richiedere il riconoscimento e lo svolgimento conseguente delle attività socio educative.
Lo sportello attivato presso la Camera di Commercio mira, in tal senso, a fornire assistenza e consulenza alle aziende.
L’iniziativa intende contribuire alla promozione e valorizzazione della natura polifunzionale delle attività che può svolgere un imprenditore agricolo e a rafforzare il dialogo tra il cittadino consumatore e fruitore dei servizi e delle attività ricreative e le strutture agricole che tutelano l’agro diversità e promuovono il turismo rurale.

Orari sportello: lunedì e mercoledì dalle 10,00 alle 12,00

Sede: 7° piano c/o Camera di Commercio di Foggia, via Dante 27

A chi rivolgersi

Hai visto un ecomostro? Segnalalo a Ecoradio

Tu insieme ad Ecoradio e all’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente per denunciare le violazioni e l’incuria che concorrono al degrado del nostro paese. Invia la tua segnalazione per dare voce al Pianeta.

Hai Visto un EcoMostro?“, la nuova iniziativa promossa da Ecoradio e l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente nasce dalla volontà di entrare in più stretta relazione con il territorio al fine di monitorare abusi, disservizi, violazioni e attività illecite che concorrono al degrado del patrimonio artistico e ambientale del nostro paese. L’iniziativa vuole sensibilizzare i cittadini e predisporre i mezzi tecnologici e d’informazione utili alla denuncia delle suddette situazioni di fatto.

Tuttavia Hai visto un EcoMostro? non vuole essere un’operazione isolata con fini sensazionalistici limitati ad un breve periodo d’attività, ma cerca anzi una continuità temporale in grado di raggiungere lo scopo di monitorare costantemente, grazie all’intervento consapevole e attivo dei cittadini, tutto il territorio nazionale. L’iniziativa non si ferma alla sola individuazione di quelle situazioni di fatto capaci di essere lesive di interessi diffusi, ma si pone come obiettivo anche la ricerca di una soluzione drastica ed efficace per l’annullamento degli effetti nocivi per il nostro patrimonio artistico ambientale, dall’albergo costruito proprio sulla costa alla pista ciclabile sotto casa invasa dai rifiuti.

Invia la tua segnalazione a mezzo foto o video con due righe di spiegazione di abusi, attività illegali e situazioni di fatto che ostacolano la conservazione del nostro ecosistema. Tutte le segnalazioni pervenute saranno esaminate e verificate per accertarne l’autenticità prima di essere pubblicate sul sito www.ecoradio.it

Per inviare la tua segnalazione scrivi a  ecomostri@ecoradio.it oppure a  onal@legambiente.eu

In alternativa puoi chiamare il NUMERO VERDE 800029727

Dalla Puglia – fanno sapere – è arrivata una denuncia, corredata da un ampio servizio fotografico, di “una serie di abitazioni dall’architettura obsoleta, dal cemento facile, prive di qualsiasi criterio di ecosostenibilità, edificate sul territorio del Parco Nazionale del Gargano”. Aspettiamo di vedere la pubblicazione per capire di cosa si tratti.

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