CHIUNQUE ABBIA SUE NOTIZE NOTIZIE O ABBIA TROVATO LA SUA TAVOLA DA SURF PUO’ CONTATTARE LA FAMIGLIA E/O LE FORZE DELL’ORDINE
SAN GIOVANNI ROTONDO. Da una settimana e’ disperso in mare Pio Vinelli, 45enne di San Giovanni Rotondo,uscito con il suo windsurf in localita’ Capoiale (Gargano). Vane tutte le ricerche fino ad ora.Sono intervenuti in ns. aiuto la guardia costiera, guardia di finanza, familiari ed amici utilizzando ogni tipo di mezzo (motovedette-elicotteri-canadair).
Anche l’Onorevole Cera si e’ impegnato affinche’ fossero intensificate le ricerche. Purtroppo il tempo trascorso ci fa pensare al peggio; l’unica speranza ancora viva nei familiari e negli amici sta nel fatto che la tavola (matematicamente non affondabile) non e’ stata ritrovata. Pero’ potrebbe essere possibile che qualcuno l’abbia trovata e in una buona fede se ne sia appropriato.
Ci appelliamo a chiunque l’abbia potuta trovare, affinche’ ci indichino almeno il luogo e il giorno del ritrovamento, anche mantenendo l’anonimato. Potete capire la disperazione e la speranza forse vana di tutti coloro che pensano che il nostro caro Pio sia rimasto a galla sulla tavola ed arrivato chissa’ dove.
La tavola e’ una RDD 360 evolution(azzurra e bianca)
La vela e’ una Severn 5.3 arancione
Il luogo in cui potrebbe trovarsi la tavola e’,oltre che in mare, sulle coste dell’adriatico.
Vi prego di aiutarci. GRAZIE.
Luca Vinelli
Tel. 335/8441920
Michele Fiorentino
Tel. 333/3368866 – mail: mfiorentino1978@libero.it
Oltre al Gargano che tutti conoscono per le attrattive turistiche e la sacralità dei siti religiosi, esiste un altro aspetto di questa montagna meno noto. E’ il Gargano carsico, con le sue nude distese di bianche rocce calcaree, i caratteristici altopiani a doline ed il suo affascinante mondo sotterraneo.
Monte Spigno (Gargano).
Il promontorio del Gargano è costituito da un’impalcatura di rocce calcareo-dolomitiche riferibili principalmente all’Era Mesozoica. Lo sviluppo del carsismo ha caratterizzato il Gargano con una serie di morfologie epigee e profonde quali valli carsiche percorse da brevi corsi d’acqua a regime torrentizio, ampie conche carsico-tettoniche (denominate polje), estesi pianori a doline (superfici d’altipiano crivellate da centinaia di depressioni chiuse), campi solcati (aree contraddistinte da una moltitudine di solchi paralleli tra loro), grotte e voragini.
Doline in località Piana della Grava (S. Giovanni R.)
Oltre quanto ci è dato vedere alla luce del sole, i territori carsici celano nel sottosuolo un mondo sconosciuto e misterioso, talvolta molto suggestivo, sempre comunque in netta antitesi con l’ambiente esterno. Le grotte carsiche, infatti, sono caratterizzate da un paesaggio quasi del tutto minerale, immerso nel buio più assoluto, dove l’acqua che all’esterno scarseggia, si rinviene in abbondanza. Nel Gargano si conoscono attualmente oltre 700 cavità naturali comprese le grotte costiere. Le manifestazioni carsiche ipogee sono diffuse praticamente ovunque, ma le più interessanti sono ubicate nel settore centro occidentale del Promontorio, laddove il carsismo profondo è correlato alla presenza di estesi campi di doline. Tra le doline del Gargano quella di "Pozzatina" (a sud di San Nicandro Garganico) è senz’altro la più imponente e spettacolare. La conca, che misura un perimetro di circa 1.850 metri ed ha una profondità di oltre 100, è la più profonda dolina pugliese ed una delle maggiori d’Italia.
Dolina Pozzatina (S. Nicandro G.co).
La stragrande maggioranza delle grotte garganiche presenta un andamento prevalentemente verticale e si sviluppa in accordo con le principali lineazioni tettoniche che interessano il Promontorio. La più importante tra tutte è la Grava di Campolato (presso San Giovanni Rotondo), la cavità naturale più profonda sinora esplorata in Puglia. E’ costituita da un pozzo iniziale profondo 100 metri da cui si stacca un’alta e lunga galleria meandriforme intervallata da ampie sale, laghetti ed altri salti minori. La grotta s’inoltra nel sottosuolo per oltre un chilometro raggiungendo la profondità di
-303 metri dal piano di campagna.
Grava di Campolato (S. Giovanni R.). Sala alla base del P. 100 iniziale.
Nel territorio di San Nicandro Garganico si apre l’imbocco di una delle cavità più suggestive e spettacolari dell’intero Gargano: la grotta di Pian della Macina. Una galleria giunge alta su un’ampia caverna in cui si scende tramite un pozzo-scivolo profondo 15 metri. La sala è adorna di stupende concrezioni stalatto-stalagmitiche, colonne e drappi. Al termine della caverna, un angusto passaggio tra le concrezioni, consente di giungere nell’ultima parte della grotta: un autentico scrigno d’incomparabile bellezza, sia per la purezza delle concrezioni, sia per la tipologia (si tratta principalmente di stalattiti eccentriche e infiorescenze costituite da grossi cristalli di calcite)
Grotta Pian della Macina (S. Nicandro G.)
Presso San Marco in Lamis si apre la grava di Zazzano, maestosa cavità caratterizzata da un grandioso imbocco che sprofonda nel buio e che da sempre ha suscitato interrogativi e curiosità nei locali. Il grande pozzo è profondo 95 metri e immette in una galleria suborizzontale che prosegue per oltre 60 metri.
Grava di Zazzano (S. Marco in Lamis).
La grotta dei Pilastri, presso Rignano Garganico, è il relitto di un ben più esteso sistema sotterraneo cui apparteneva anche la vicina grotta Paglicci, l’importantissimo sito preistorico noto soprattutto per le sue pitture parietali paleolitiche. La grotta di Montenero, presso San Marco in Lamis è una della più famose e conosciute cavità naturali del Gargano.
Grotta di Montenero (S. Marco in Lamis).
Un’ampia descrizione di questa grotta risale ai primi dell’Ottocento. Ne la "Fisica Appula" (1806), Padre M. Michelangelo Manicone da Vico del Gargano scrive: "Evvi poi nella Difesa della regia badia di San Marco in Lamis una grotta che riesce gradevolissima agli occhi del viaggiatore. Chiamasi la grotta di Montenero. E’ lunga un miglio e mezzo in circa, è divisa in molti cameroni e si passa da un camerone all’altro per larghi buchi. Le volte e le pareti di detti cameroni sono rabescati di stalattitiche concrezioni le quali formano gallerie, cupole, teatri, mammelle, alberi ed altre bizzarre figure. Dentro quest’antro evvi una fresca e dolce acqua che distilla dai sassi, io la bevvi nell’arsa ‘state e, sovvienmi che riuscì gustosa al mio palato". E poi ancora l’abisso Cinese (-120 metri), il buco del Serpente (-160 metri ), la grava di Coppa Grande (-120 metri), l’abisso delle Volpi (-120 metri), nonché importantissime grotte archeologiche quali ad esempio la grotta Scaloria (Manfredonia). L’elenco è lungo ed ogni anno si arricchisce di nuove scoperte.
In questo contesto il Gruppo Speleologico Dauno ONLUS di Foggia opera da circa un trentennio, sempre animato da una grande passione e con obiettivi primari quali lo studio e la ricerca, la tutela dell’ambiente carsico, la denuncia di situazioni a rischio e, soprattutto, la diffusione della speleologia. Con pubblicazioni, mostre, convegni e corsi, il Gruppo Speleologico Dauno ha ottemperato e ottempera alla sua vocazione primaria di far conoscere, nel territorio del Parco Nazionale del Gargano ed oltre, le straordinarie bellezze e le peculiarità
fonte:http://digilander.libero.it/gsdauno/gsd/legrotte.htm
e noi andiamo alle grotte di castellana in gita….riflettere gente…riflettere!
Bando di Unioncamere Puglia, CCIAA di Foggia e Isnart
Un marchio che certifichi in Puglia la buona "Ospitalità Italiana". E’ un’iniziativa di Unioncamere Puglia e della Camera di Commercio di Foggia, in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ricerche turistiche (Isnart), nell’ambito di un progetto co-finanziato dal fondo di perequazione nazionale di Unioncamere. Possono concorrere a richiederlo hotel, masserie, ristoranti, agriturismi operanti nella provincia di Foggia.
Il marchio "Ospitalità italiana", nato nel 1997, ha l’obiettivo di valorizzare il settore turistico pugliese attraverso la conoscenza, la crescita e l’innovazione dei servizi offerti e conferisce all’imprese che lo ottengono un significativo ritorno sia in termini di immagine che di qualificazione delle strutture turistiche operanti sul territorio.
Copia integrale dei bandi e moduli di adesione al progetto sono disponibili sui siti: http://www.unioncamerepuglia.it e sul sito camerale http://www.fg.camcom.it.
Le adesioni possono essere presentate alle Camere di Commercio di competenza secondo le modalità contenute nei bandi entro e non oltre il 31 ottobre 2008.
A chi rivolgersi:
dott. Michele Tamburrelli
Via Dante Alighieri, 27 71100 Foggia,
fax n. 0881/726046, tel. 0881/797264.
email michele.tamburrelli@fg.camcom.it
Modulistica e documenti
* scheda adesione strutture agrituristiche (formato pdf)
* bando strutture agrituristiche (formato pdf)
* scheda adesione strutture alberghiere (formato pdf)
* bando strutture alberghiere (formato pdf)
* scheda adesione ristoranti (formato pdf)
* bando ristoranti (formato pdf)
Link ad argomenti correlati
* http://www.premiospitalita.it/2008/ita/index.htm
* http://www.isnart.it
AVVISO IMPORTANTE PER GLI AGRICOLTORI
IL SINDACO
RENDE NOTO
CHE SULLA G.U. N.224 del 24.09.2008 E’ STATO PUBBLICATO IL D.M. DEL 16 SETTEMBRE 2008 DI DECLARATORIA DELL’EVENTO CALAMITOSO (PIOGGE ALLUVIONALI) VERIFICATOSI IL 21 E 22 OTTOBRE 2008 SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI CARPINO.
DETTO DECRETO PREVEDE CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE E PRESTITI AD AMMORTAMENTO QUINQUENNALE IN FAVORE DEGLI AGRICOLTORI CHE HANNO SUBITO DANNI ALLE COLTURE ORTIVE MISTE E OLIVE DA OLIO , NELLE MISURE PREVISTE DALL’ART.5 COMMA 2 DEL DECRETO LEGISLATIVO 102/04.
LE ISTANZE, INDIRIZZATE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CARPINO, DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DI 45 GIORNI DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DEL DECRETO DI DECLARATORIA SULLA GAZZETTA UFFICIALE, E CIOE’ ENTRO L’ 8 NOVEMBRE 2008 , CORREDATE DELLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
-RELAZIONE DELL’UPA DI INDIVIDUAZIONE DEL TERRITORIO E DELLE COLTURE DANNEGGIATE;
-ATTO SOSTITUTIVO DELL’ATTO DI NOTORIETA’.
TUTTA LA MODULISTICA PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE POTRA’ ESSERE RITIRATA PRESSO L’UFFICIO AGRICOLTURA DI QUESTO COMUNE.
Dalla Residenza Municipale, lì 16 ottobre 2008
IL SINDACO
Prof.Rocco MANZO
Se da un lato meriti e vittorie televisive di Domenico Cilenti, lo chef che non conosce rivali, rilanciano nel mondo una ben definita (e positiva) immagine di Peschici, dall’altro c’è chi tenta di distruggerla. E come non è intimamente del paese il vanto di avere un cuoco meridionale emergente, televisivo, anche telegenico (!) e richiesto da più parti, perché è solo una questione di dna e gran voglia di emergere, così non riteniamo sia un demerito del paese avere cani che scorrazzano per le strade liberi fino ad accoppiarsi nel più naturale dei loro comportamenti, perché ciò è il prodotto di una forma d’abitudine consolidata – pochi sono infatti i veramente randagi, di cui sarebbe decisamente curioso sapere come lo siano diventati e “chi” li abbia fatti diventare randagi – e legata a una cultura contadina che vuole gli animali liberi da catene e legacci, da ‘qualcuno’ scambiata per crudeltà.
Lo stesso ‘qualcuno’ che adesso, obnubilato da falsi moralismi e assetato di inattendibili sentimentalismi, che con la solidarietà hanno poco a che vedere (ché se fosse autentica lo spingerebbe a non risparmiarsi nelle adozioni a distanza, e se vi abbia già provveduto vi si dedichi con maggior dispendio di energie), si lancia in una emergenza animalista che lascia il tempo che trova, degna di miglior causa, dedicandosi a una ignobile forma di ostracismo che lo porta a sobillare le menti con una volgare azione di plagio sfociante in esortazioni, per le quali si chiede spazio su siti web (vedi http://www.chiliamacisegua.org) e giornali (leggi “la Padania” del 1° novembre), del seguente tenore, in un delirio di punti interrogativi e esclamativi, e uno spreco di maiuscole atte a rafforzare il concetto e renderlo convincente perché alle sue stesse orecchie già non è tale:
«Perchè non seppellire il Sindaco e la sua amministrazione sotto le loro responsabilità, grazie a una pioggia di mail di protesta, ma anche di promessa a disertare la loro ‘RIDENTE’ località turistica per le prossime vacanze? Il testo della mail (con tutte le sue ‘smagliature’; ndr) è il seguente: “Sig. Sindaco: Il suo silenzio riguardo la questione di quei poveri cuccioli sollevata quest’estate da un turista, parla più di molte parole. A Lei a alla sua amministrazione cosa sarebbe costato dare una mano per poter salvare quei poveri cuccioli? Pochissimo, quasi niente. Le è stata data la possibilità di "LIBERARSI" di 4/5 di loro grazie all’aiuto di VOLONTARI, ha capito Signor Sindaco? VOLONTARI, Gente che LAVORA a GRATIS!!! Sa cosa vuol dire??? Perchè non ha fatto nulla??? Non si stupisca signor Sindaco se la prossima estate i turisti saranno un pò meno, non creda di vivere in una bolla protetta dove tutto viene messo a tacere. Certe cose indignano le coscenze delle persone civili, che poi si comportano di conseguenza. Molta gente è stata informata di queste crudeltà, perche di ciò si tratta, e molta altra gente ancora verrà a sapere.
P.S. fatemi sapere se vi può interessare l’iniziativa. Grazie a tutti fin da adesso.”
(Fate copia e incolla del testo e spedite all’indirizzo mail: sindaco@comune.peschici.fg.it)»
(In altra sede questo ‘qualcuno’ ha anche reso noto, in aperta violazione della privacy, il numero di cellulare del vicesindaco con cui aveva avuto uno scambio di vedute.)
Tale ‘qualcuno’, il Savonarola di turno, nella sua delirante sollecitazione a disertare una… ‘RIDENTE’ cittadina, si riferisce a un “branco” di cani che avrebbe accudito nel suo periodo di vacanza garganica. Un “branco” che non si muove senza meta ma ha trovato un rifugio, una persona che li alimenta e pensa a loro, forse un padrone cui affezionarsi. Un “branco” prodotto di salvataggi operati da una persona – nella patetica esortazione dichiarata “fuori di testa” (se il Savonarola la conoscesse come la conosciamo noi e ne scoprisse la sensibilità d’animo come l’abbiamo scoperta noi, farebbe meno il salvatore della patria canina! Ma come si permette di valutare gente che non conosce e non si è minimamente sprecato nel voler conoscere!) – che non ha fatto altro…
APERTA PARENTESI: non conosciamo le statistiche relative all’abbandono di animali e quindi le percentuali geografiche riferite a quanti settentrionali o meridionali si dedichino a questo maledetto sport, però un sospettino ce l’abbiamo. CHIUSA PARENTESI.
… non ha fatto altro, si scriveva, che rastrellare i cani abbandonati da altri, sfamarli con enormi buste di ossa, tranci di carne invendibile e frattaglie raccolte durante il quotidiano giro per le macellerie del paese al momento della chiusura. Altro che “tranci di pizza vecchia che raccatta dagli scarti delle panetterie, di resti di carne o pesce che raccatta nei ristoranti della zona, o di avanzi di pasta recuperati sempre non si sa bene dove” di cui farnetica il Nostro nelle sue esternazioni di basso profilo, solo per il gusto di sputare nel piatto dove ha mangiato nel periodo della vacanza.
Conosciamo il genere: non potendo rilevare e denunciare le manchevolezze dell’albergo dove ha alloggiato, altro sport cui si rivolgono altri ‘qualcuno’, si è ugualmente sfogato buttandosi a corpo morto su una situazione, lo ripetiamo, talmente consolidata in paese da considerare gli animali, cani in particolare, parte della famiglia, da trattare come componenti della famiglia e se vogliono uscire di casa, che escano, se vogliono farsi una passeggiata, se la facciano, e se vogliono fare sesso, vi si abbandonino. Aspetto, totalmente ignorato dal Nostro, che contrasta apertamente con una delle sue esilaranti affermazioni: “Sì perché qui la gente del luogo salvo rari casi non vuole molto bene agli animali”! Ci mancava, un altro San Vito (nella foto, statua lignea di Giuseppe Picano; ndr)!
Il “branco” ha trovato anche un rifugio. Certo, non è la suite di un 7 stelle, è una casa-grotta, ma sono decine le case-grotta in cui si vive in paese, antiche abitazioni rese abitabili, abbellite, allargate, rimodernate, provviste di ogni confort e, le assicuriamo esimio Savonarola, fornite di luce elettrica e impianti idro-fognanti, diventate caratteristiche e ricercate da turisti che vogliano investire. Ma cosa ne sa lo sprovveduto Savonarola di questo paese. Si è mai soffermato a parlare con qualcuno, ne ha mai sfiorato l’esistenza, carpito i secolari segreti, le usanze, i costumi, le leggende e i miti, ne ha visitato qualche ‘casa-grotta’ uscendone allibito? Cosa ne sa della sua storia, delle sue antiche miserie, della sua fame millenaria, della mancanza di lavoro, della sua povertà, che ha spinto molti a emigrare, a lasciare casa (-grotta, sì!) e famiglia per andare a finire in una città dove i cartelli “non si affitta ai meridionali” si sprecavano (oggi trasfigurati in “non si affitta ai negri”)?
Ce li abbiamo ancora in memoria fotografica quegli orrendi avvisi e ancora ne avvertiamo la vergogna, non per noi ma per chi li ha affissi alle proprie porte. Li abbiamo visti, letti e girammo la testa dall’altra parte. Non ce li siamo dimenticati, eppure li abbiamo cancellati con la nostra capacità di integrarci manifestando tutto il nostro “voler fare, voler impegnarci, voler costruire, voler progredire”, elevandoci a modello per tante generazioni dovunque un meridionale si sia portato, Italia o Europa, Americhe o Australia! Eravamo in quella città negli anni Cinquanta. Guarda caso la stessa da cui proviene il nostro Savonarola: Torino!
Chi è senza peccato scagli la prima pietra. E’ talmente noto l’aforisma che di certo lo conoscerà anche il Savonarola di turno. Solo che c’è pietra e pietra, destinazione e destinazione. All’epoca, al Nord, le pietre avevano per destinazione gli uomini, ed erano reali, vere, velenose. Oggi, al Sud, sono indirizzate ai cani, a sentir lui, ed è tutto da vedere se siano reali, vere, velenose. Non c’è niente di più agevole che scovare il peluzzo nell’occhio del prossimo, e non sentirsi la trave che rende orbo il proprio! E così vien facile consigliare al Nostro “impari a vivere”, perché farlo veramente non vuol dire cercare i difetti – ammesso e non concesso che si debba parlare di difetti – negli altri e degli altri, ma ridurre le distanze, avvicinarsi, capirsi le istanze, far proprie le altrui urgenze e, a monte di tutto ciò, guardarsi dentro e scoprire i propri, di difetti.
Piero Giannini (www.puntodistella.it)
L’associazione culturale e.laboratorio P.A.C., con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Apricena, organizza il quarto meeting Matteo Salvatore, poeta contadino e indimenticabile cantatore della fatica quotidiana della nostra gente.
Il meeting articolato su due serate, si svolgerà nei locali della parrocchia "Sacra Famiglia di Apricena" messi cortesemente disposizione dal parroco Don Paolo Lombardi ed avrà il seguente programma:
-sabato 15/11/08 ore 20,30: breve saluto degli organizzatori cui seguirà una serata dedicata ai suoni e canti garganici con i gruppi musicali "I Girolle°r" e "Rione Junno".
-domenica 16/11/08 ore 20,30: serata divisa in due parti; la prima dedicata al folk rock con il gruppo "Contrada Capiroska" e la seconda alla musica etnica salentina con i "Malicanti".
Per ulteriori informazioni nonchè sulla preventiva vendita degli abbonamenti (costo per le due serate 10 €) o dei biglietti per ognuna delle singole serate (costo 8 €) si possono contattare i nn. telefonici 3400532497 e 3493988247.
Le Voci dell’Anio – Musiche Tradizionali della Valle dell’Aniene di Ettore De Carolis
lunedì 10 novembre 2008 ore 18,30
Roma Auditorium Parco della Musica
MUSA – Museo degli Strumenti Musicali Viale de Coubertin, 30
Introduzione di Silvio Grazioli (Sindaco di Trevi nel Lazio)
Interventi di Maurizio Agamennone e Gioacchino Giammaria
CONCERTO
Alessandro Mazziotti – zampogne zoppe e a chiave, flauto di corteccia
Bianca Giovannini – Voce
Interverranno dei suonatori tradizionali della Valle dell’Aniene
Al volume " Le Voci dell’Anio" edizioni Squilibri, sono allegati due Cd audio con registrazioni sul campo effettuate da Ettore De Carolis dal 1972 al 2004. Si tratta della più imponente raccolta di documenti sonori sulla Valle dell’Aniene mai pubblicata prima. La parte musicale
e la selezione delle tracce audio è stata interamente curata da Alessandro Mazziotti. Il libro contiene oltre agli scritti di Ettore De Carolis e molte foto, degli interventi di Domenico Ferraro, Maurizio Agamennone, Alessandro Mazziotti, Gioacchino Giammaria.
In Merito al post “OGNUNO PERSO DENTRO I FATTI SUOI” del 31/10/2008 in questa stessa categoria, ci scrive Antonio V. Gelormini.
“Caro Piero, come non concordare con Berthoud, e sai quanto possa essere musica per le mie orecchie la sua analisi. Forse è il caso che le Associazioni sul territorio comincino a riempire i vuoti di cosiddetta sensibilità istituzionale, in maniera pro-attiva, e si facciano carico del lavoro di stimolo alla consapevolezza delle rispettive potenzialità di attrazione.
“Diventare attori protagonisti del nostro futuro, senza aspettare le risorse di un produttore che non si manifesta, potrebbe diventare motivo di nuova attenzione e forza gravitazionale per orbite non ancora segnate. Imparare a percorrerle sarà senz’altro occasione carica di suggestione e sfida altrettanto affascinante.
“Non c’è che svegliare il nostro naturale e comune spirito “diomedeo”. Mettiamoci in rete, vediamoci, frequentiamoci, contaminiamoci, punzecchiamoci. Ci sarà da divertirsi davvero. Dopotutto l’Ulisse dantesco, senza dubbio più moderno di quello omerico, ce lo raccomanda da secoli: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtude e conoscenza”.
“Ciao. A presto. Antonio V. Gelormini”
Articolo tratto da PuntodiStella.it
Condividendo in pieno il testo di quest’articolo lo faccio mio pubblicandolo sul nostro Blog.
Se ogni volta che si nomina Gargano continuerete a pensare di fare già la vostra parte con il sostegno al vostro comune, allora siamo belli che fregati e non c’è provincia o regione che ci sbriglierà da queste catene che logorano e basta.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra
Anche questa volta faccio difficoltà a trovare notizie in rete sul forum del 24 ottobre di Vieste, un forum dedicato al turismo, secondo appuntamento dopo quello di Pietra Montecorvino il 17 scorso.
Eppure trovo che anche questo sia stato un giorno da ricordare come a Pietra, un giorno che a un garganico come me non sembrava vero vedere l’eccezionale presenza di quasi tutta la giunta provinciale. Il presidente Pepe, la vice Consiglio, presidente del consiglio provinciale Santaniello, l’assessore Vascello, l’assessore Pecorella ed altri ancora che magari non conosco. Si è aggiunta anche la presenza (di altro schieramento) del consigliere regionale Pino Lonigro, da sempre sensibile al nostro Gargano, che dire… cosa volete di più dalla vita?
Il tema lo conosciamo, il turismo, mai era stata data tanta attenzione al Gargano in 15 anni che mi occupo di turismo, è la prima volta che vedo "scomodarsi" l’intera Provincia, incluso alcuni dirigenti, per parlare anche di ambiente e di cultura, tutti insieme e soprattutto insieme a noi.
Quindi senza ancora entrare nel merito delle discussioni, la notizia l’ho vista soprattutto in questa manifestazione di interesse verso il nostro territorio da parte della nuova giunta provinciale.
Ma attenzione però, attenzione perchè potremmo inevitabilmente commettere il solito errore, quello di far si che quest’interesse produca solo un atto propagandistico da parte di un’istituzione che, non vedendo nessuna politica progressiva, ma le solite polemiche, porterà comunque a casa il contentino della serie "noi vi abbiamo incentivato, se poi non vi sta bene niente non è colpa nostra!".
Perchè dico questo, lo dico per tirare dentro questo argomento i nostri sindaci del Gargano, come al solito "ognuno perso dentro i fatti suoi" come dice Vasco Rossi, e soprattutto, come quando da bambini si gioca a nascondino, sempre pronti a chiamarsi fuori pensando che poi la responsabilità, fin quando non si nomina il paese che si rappresenta, è indubbiamente di qualcun altro.
Invece non è così, e non è così che ne verremo fuori se voi sindaci continuate a "non" ragionare tra voi. D’accordo, a voi i voti li hanno dati i cittadini del vostro comune, ma ciò non toglie che fin quando penserete che il piano del parco non è un problema vostro, che le strade non sono vostra competenza, che l’ospedale se arriva bene diversamente non potevate fare di più, che Calena sia un problema di Peschici e che il porto appartenga a Rodi, ecco fin quando le istituzioni centrali saranno solo dei contenitori dove andare a "prendere" per il proprio comune mentre ogni volta che si nomina Gargano continuerete a pensare di fare già la vostra parte con il sostegno al vostro comune, allora siamo belli che fregati e non c’è provincia o regione che ci sbriglierà da queste catene che logorano e basta.
Fin quando l’aeroporto di Vieste sarà solo un’idea di molti di Vieste, l’aeroporto non ci sarà, fin quando chiunque voglia fare qualcosa, invece che amici trova solo nemici, anzi fratelli sordi, cari signori il nostro Gargano non andrà da nessuna parte.
Dico io, ma è possibile che con i tanti problemi comuni a tutti i paesi non si riesce a riconoscere quelli su cui siete tutti d’accordo e prodigarvi per una politica comune? Possibile che tra ospedale che non abbiamo, elisoccorso, aeroporto, strade, spazzatura, la natura, le coste, le spiagge, le attrattive culturali, la promozione, i porti e quant’altro, non ci siano almeno quelle 3 o 4 cose che condividete e sfruttate una volta per tutte la vostra visibilità? Perché di visibilità si tratta, per affrontare ed argomentare insieme dei piani progressivi di sviluppo di tutto il territorio, dove inevitabilmente ne guadagnerà anche la vostra comunità.
Niente, non ci si riesce, è questa la sensazione, la sensazione di sindaci logori di queste problematiche, stufi, rinunciatari e come accaduto a Vieste, aggiungerei anche presi dalla solita fretta e poco interessati.
Ma è davvero possibile tutto questo o è meno utopico pensare che non dovrebbe essere così? Come già detto potrebbe essere che l’istituzione, in questo caso la Provincia, possa comunque avere il suo tornaconto aldilà di tutto, ma mi rivolgo a voi sindaci del Gargano, non credete che sia comunque una grande opportunità avere in casa nostra così tanta presenza istituzionale? Possibile che alla fine tra le tante cose buone che si possono comunque ottenere, si trova motivo per polemizzare, per non dire niente, per fare gli ospiti occasionali?
Non un messaggio di aggregazione verso altri comuni, non una strategia condivisa almeno su un punto, niente di niente!
E poi l’intervento del presidente del Parco Gatta, assolutamente condivisibile, peccato però che le lacune che ha lamentato investono innanzitutto le istituzioni e anche qui i comuni.
Giandiego Gatta (per chi non era presente) ha lamentato la poca visibilità che viene data ai nostri eventi e peculiarità, ha lamentato di come restano nascoste e oscurate le tante iniziative che si svolgono nel nostro territorio.
Giustissimo, ma visto che l’argomento viene lanciato dall’istituzione, proviamo ad aggiungere perchè accade. Accade perchè ad iniziare dai comuni, gli uffici stampa non vengono dati a professionisti del settore, ad eccellenze della comunicazione presenti anche nel territorio, no cari signori, gli uffici stampa vengono dati al cugino, all’amico, al parente, in altri casi barattati con qualche redazionale autocelebrativo.
Parliamo di un coorporate grafico?! Bene, i comuni non sanno neanche cosa sia poiché la cura della stampa, della grafica, headlines, sottotitoli, impaginazione, pay-off, insomma progetti dove alla base ci dovrebbe essere un’immagine coordinata, vengono gestiti a dir poco alla carlona, anche qui il più delle volte assegnati a seconda di chi avanza un favore.
Poi però i nostri sindaci vanno alle fiere e si riempiono la bocca: "hai visto cosa fa il Trentino, avete visto la Sardegna?". Si care istituzioni abbiamo visto cosa fanno gli altri territori, stiamo solo aspettando di vedere quando vi deciderete a farlo voi.
Ma evidentemente c’è qualcosa che mi sfugge, qualcosa che si inceppa se poi Carmine D’Anelli che è il sindaco in carica da più tempo della costa, dopo avermi dato personalmente consigli e spunti per la nostra guida Tuttogargano, dopo circa 7 anni da Sindaco, Rodi continua a tirar fuori brochure di pessimo gusto, senza un’idea, senza un progetto, fatta con quei programmini per PC.
Al contrario, sulla Marina di Rodi Garganico, non solo Rodi ma tutto il Gargano viene fuori con un’immagine gloriosa e accattivante, anzi pochi sanno che lo stesso gruppo ha fondato un magazine trimestrale dal nome The Boat Village dedicato ai porti del Gargano distribuito anche all’estero. Ma parliamo sempre di privati.
Vogliamo parlare delle brochure di quest’estate di Peschici? Ma quale immagine, qui si continua a spendere denaro pubblico senza arte nè parte, semplicemente per inesperienza e perchè pensano che così si fa, quando invece basterebbe affidarsi a dei professionisti della comunicazione.
Tanto per fare chiarezza, sebbene lavoriamo nella comunicazione, non dico questo per interesse personale, se così fosse avrei fatto come tanti altri che si mettono in coda e stanno sempre a chiedere, noi invece lavoriamo sempre e non possiamo permetterci i tempi di chi non conosce neanche l’abc della comunicazione.
Veniamo a Vieste, non so se qualcuno ha visto i manifesti e le pubblicità della fiera del gusto, io si, ero dentro Foggia e sono stato aggredito da un 6 metri x 3 che se fosse stata notte avrei rischiato un tamponamento. Una foto dell’Architiello sbiadita, sgranata, senza luce nè sole, un’immagine autunnale dove capeggiava al centro una scritta gialla (tipo strisce stradali) con la scritta "Vieste: La fiera del gusto…. ".
Secondo le logiche di uno dei più grandi guru della comunicazione l’americano Ogilvy, una cattiva immagine equivale ad una perdita, mi spiego meglio.
Se non fossi stato del Gargano e qualcuno mi avesse detto che a Vieste c’era una fiera gastronomica, può darsi che avrebbe suscitato il mio interesse anche se non trovavo informazioni in giro, al contrario, vedere una comunicazione sbagliata, mi porta a ridimensionare la mia volontà. Sono leggi della comunicazione, del marketing e della promozione, dati non inventati ma statistiche definitive sulla psicologia della mente umana.
Altro esempio sono le tante manifestazioni, come la festa di Santa Maria a Vieste, Sant’Elia a Peschici, Madonna della Libera a Rodi, dove puntualmente troviamo pacchetti e offerte per soggiorni, ma attenzione, queste offerte le troviamo su tutti i siti personali degli operatori, ma un comunicato istituzionale che parli dell’evento, niente. Addirittura bisognerebbe affiancare direttamente all’evento l’accoglienza turistica, ma come dicevo prima, qui non si parla neanche dell’evento figuriamoci dell’accoglienza.
Cari sindaci quando vi deciderete a ragionare seriamente anche sulle cose apparentemente futili? Come pensate di creare un’immagine turistica forte in Italia e all’estero, con i vostri grafici dilettanti e con gli uffici stampa campati in aria?
Quando si finirà di dare in pasto la comunicazione a chi è più accondiscendente con voi con il risultato che continuerete a non capirne le potenzialità? Quando capirete che c’è bisogno di tecnici e che non è merce da appalto pubblico, dove chi offre di meno va bene?
Ad esempio c’è Ondaradio che spesso si prodiga per dirette e comunicati come ha fatto lo scorso anno in occasione del Peschici Jazz, peccato però che l’ufficio stampa viene dato a "Il Grecale" che a distanza di un anno ricambia nelle parole del suo direttore con un libro dal nome "Terra Bruciata" (Piero non prendertela, ma non ho apprezzato l’uscita del tuo libro destinato ai turisti).
Oppure parliamo un pò della riunione sugli incendi nell’ottobre 2007 in prefettura, dove tra sindaci e presidenti istituzionali, io per te e tu per me, alla fine il risultato è stato che abbiamo perso un’altra occasione per ottenere un referente comune.
Come i tanti soldi persi a inizio stagione sempre per gli incendi per una domanda formulata male dalla Regione alla comunità europea. Non so, forse toccava a me vigilare sulla correttezza della richiesta?!
Basta nominare invano e incolpare i vari presidenti e assessori centrali. Se certe cose non le fanno loro allora è chiaro che la vostra unione diventa determinante, un’unione che dovrebbe abbracciare tutti i sindaci del Gargano, da Lesina a Mattinata, da San Giovanni a Vieste, anche perchè i miei erano solo degli esempi di magagne che esistono in tutti i comuni del Gargano, nessuno escluso.
Vorrei saperle oggi queste risposte così mi regolo di conseguenza e mi chiedo definitivamente se è il caso di stare ancora ad aspettarci qualcosa.
Vorrei saperle oggi così ci mettiamo una pietra sopra e non incolpiamo più le istituzioni centrali se poi i nostri amministratori locali non hanno a cuore altro che il proprio comune.
Il Gargano ha bisogno di garganici, ha bisogno di sindaci che se vedono un’istituzione comunque presente, si impegnano per affrontare con più coraggio le proprie battaglie, ed insieme ad altri comuni perseguono tematiche che riguardano tutti, soprattutto il futuro dei nostri figli.
Non essere d’accordo su una cosa è anche normale, ma abbiamo così tanti punti in comune su cui crescere che ormai per Voi l’alibi è finito.