Un Incontro Garganico
articolo di Gaetano Berthoud
E’ fu così che un pomeriggio "qualsiasi" a Vico del Gargano, venerdi 9 gennaio 2009, come per magia, tra la nebbia e la pioggia, è riuscito a trasformarsi in un momento speciale, anzi, una giornata speciale, non solo vichese ma tutta garganica.
Come per magia, tutto quello speravamo, si è avverato, tutto quello che sembrava un rischio, si è rivelato una solida certezza; i garganici esistono e a darne una testimonianza concreta sono state innanzitutto le associazioni dei tanti paesi del territorio.
Già l’incontro del mattino, riservato alle associazioni e pro loco, ha evidenziato quanta voglia ci sia di conoscersi, di confrontarsi, di parlare e discutere insieme, di tematiche che riguardano il bene comune del Gargano, sempre restando nel proprio ruolo, cercando di essere da stimolo e di supporto per il territorio.
L’incontro di ieri ha dimostrato quanto sia importante continuare a vederci e confrontarci, importante seguire questo percorso con l’umiltà di aver fatto solo un piccolo passo, anche se storico, poichè è stata la prima volta che si sono dati appuntamento molte realtà associative del Gargano. L’ampia partecipazione, non solo un dato numerico, si è rivelata una quantità di "teste" che hanno mostrato solo interesse e curiosità, nessuno che abbia deciso di partecipare all’incontro tanto per, nessuno che non abbia "conquistato" gli altri. Tutti propositivi, tanti già con la voglia di proporre idee in sinergia, (come ad aver già saltato un passaggio,) sembravamo già tutti pronti a pensare e a guardare "insieme" al futuro del Gargano.
Ma ci sarà tempo anche per questo, per ora cogliamo ognuno le sensazioni, proviamo a radicarle nei nostri diversi percorsi, fermiamoci e riflettiamo su quanto sia sempre importante stare insieme ed incontrarci, parlare delle nostre idee. Anche andando solo insieme al bar per un caffè, conoscendosi ancora e sempre di più, perchè questo aiuti a dare un segnale più incisivo alle nostre volontà comuni.
Nulla è facile e nulla lo sarà, ma poniamoci nuove domande così da cercare nuove risposte.
L’incontro del pomeriggio è stato una vera "rimpatriata" garganica e il Palazzo della Bella era lì come la sua cornice ideale. La Piazza, il Cinematrografo, i Circoli Culturali e Sociali, la Cantina, le immagini itineranti che accompagnavano gli ambienti.
E’ poi il "banditore", il cantastorie carpinese "Zi Carl".
Ringraziamo tutte le associazioni che hanno partecipato: Legambiente Gargano, Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" di Rignano Garganico, Associazione "La Pagnotta" di Ischitella, Associazione Carpino Folk Festival, Associazione "Obiettivo Gargano" di Monte Sant’Angelo, Giacche Verdi di Vico del Gargano, Associazione Genitori di Vico del Gargano, Gruppo "Argod" di Sannicandro Garganico, Associazione "Punto di Stella" di Peschici, Centro Studi "Martella" di Peschici, Guardie Verdi di Peschici, Associazione "Cala la Sera" di San Giovanni Rotondo, Centro Studi Paglicci, Associazione Presepe Vivente di Rignano Garganico, l’Associazione "Schiamazzi" di Cagnano Varano.
Ringraziamo l’Istituito Comprensivo “M. Manicone” e la Direzione Didattica "F. Fiorentino" per aver sensibilizzato i bambini a scrivere un messaggio dal tema "Gargano" sulle cartoline regalate ai partecipanti dell’evento, il Liceo Classico "Virgilio" per aver messo a disposizione le bellissime realizzazioni video, con protagonisti gli stessi studenti, inoltre i tanti affezionatissimi del forum Io Sono Garganico e gli amici del gruppo facebook ISG.
Ringraziamo infine (ma non per importanza), tutti i media per aver raggiunto Vico e seguito l’evento, nonostante pioggia e nebbia, le televisioni: Rai 3 e Teleblu, i quotidiani: La Gazzetta del Mezzogiorno e L’Attacco, l’emittente radiofonica Ondaradio e le tante redazioni internet presenti, per aver dato spazio non solo a noi organizzatori ma a tutte la realtà associative, garantendo così l’informazione a quanti per varie ragioni non hanno potuto essere presenti. Alla prossima, certamente in un nuovo centro del Gargano.
RadioL(u)ogoComune, podcast libero e indipendente, ha origine dalla passione per la musica, l’arte, la cultura, il libero pensiero…. il desiderio di esprimersi e comunicare. Desiderio che la nostra Puglia ha, ma che non trova spazi per liberarlo.
Da questa esigenza nasce Festival Fuori Dal Comune, concorso dedicato ad artisti e musicisti pugliesi emergenti.
Alla sua prima edizione, Festival Fuori Dal Comune sarà suddiviso in due sezioni, Arte e Musica.
Il Festival si propone di dar la possibilità agli artisti in gara di essere valutati da una giuria di esperti del settore tra cui Luca Masseroni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Enrico Berto (Amari), Caparezza, Lino Sinibaldi (docente di storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari), Giuseppe Bellini (galleria BluOrg), Mariantonietta Bagliato (NoDo), e di poter ottenere una maggiore visibilità tramite prestigiose collaborazioni come la Sala Murat, gli Itaca Recording Studios, l’Olivia Records ed il Giovinazzo Rock Festival.
Per Info:
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di GLORIA INDENNITATE
LECCE – Una locandina modulata su quella di Indiana Jones e sullo sfondo l’Ipogeo di Torre Pinta a Otranto. Due giovani donne, un’archeologa pugliese ed un’agente del nord che lavora nei servizi segreti, a bordo di un «Maggiolone» vanno alla caccia di un tesoro dell’umanità nascosto nel Tacco d’Italia. Poi un megalomane miliardario che si mette sulle loro tracce, un finale folle e inaspettato, e nel mezzo le immagini mozzafiato di coste, uliveti, chiese, centri storici di un luogo ricco di bellezze che non finisce mai di stupire. È una divertente e scanzonata docu-fiction quella che stasera (8 gennaio) sarà presentata alle 20 nella Multisala Massimo di Lecce dal titolo: Il segreto del Salento, con la regia di Leandro Castellani, 73 anni, autore televisivo di lungo corso (L’affare Dreyfus e Le cinque giornate di Milano).
Sorta di road movie in salsa meridiana girato la scorsa estate, rientra in un progetto più ampio, «Puglia Terra Madre», prodotto da Casting Production con il supporto dell’Apulia Film Commission in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce e Quarta Caffè. Il progetto – dal costo complessivo di circa due milioni di euro – prevede la realizzazione di nove puntate in tre anni (50’ minuti ognuna in alta definizione digitale), nelle quali le interpreti sveleranno luoghi e segreti della Puglia.
Rita Statte, salentina di Castrignano dei Greci, è l’archeologa protagonista dell’intera serie. Con lei, Maria Cristina Heller, Clive Riche e Nino Fuscagni, tutti a caccia di bellezze naturali e artistiche del Salento. Sarà un buon viatico, magari, per allontanare i fantasmi di un periodo critico che sta attraversando questa terra? «L’obiettivo principale – risponde Rita Statte – è quello di far conoscere la Puglia nel mondo, quindi un potenziale supporto per richiamare i flussi turistici».
Ci spiega il progetto in dettaglio?
«Quello che sarà proposto stasera, e che sarà proiettato il 16 gennaio al Festival del cinema di Bari, è il primo episodio di una collana destinata ad una larga diffusione: festival specializzati, sale cinematografiche, televisioni nazionali ed estere, pubbliche e private, tramite i più importanti mercati internazionali come il prossimo Mip-Tv di Cannes. Saranno utilizzati anche i nuovi mezzi di comunicazione, dai dvd ad internet, alla telefonia mobile. Coordinatore dell’intero progetto è Carlo Fuscagni, già presidente della Rai e di Cinecittà Holding».
Cosa vedranno gli spettatori?
«Un’ironica docu-comedy, nuova idea per raccontare la Puglia, nella quale andremo ricerca di un tesoro, partendo da Otranto col suo spettacolare mosaico e l’ipogeo di Torre Pinta, dalla grotta della Zinzulusa di Castro alle campagne di Calimera, dalla Pietra forata di San Vito fino al menhir di Martano, da Torre dell’Orso alla Notte della Taranta di Melpignano».
Dove saranno girati i prossimi episodi?
«Il secondo ad Ostuni, Alberobello, Fasano e nelle Grotte di Castellana, e con me ci sarà Alessia Agrosì. Il terzo si prevede a Bari, il quarto a Lecce, Brindisi e probabilmente Taranto, il quinto ed il sesto nel Gargano, il settimo a Gallipoli, toccando il versante jonico salentino, l’ottavo è da decidere».
Alcuni pugliesi doc faranno da «ciceroni», giusto?
«Lungo l’itinerario del primo episodio ci sono Al Bano che parlerà di olio e vino, Lino Banfi della pizzica ed il capo dei Gr Rai Antonio Caprarica illustrerà le delizie culinarie salentine. Nelle prossime puntate parteciperanno Vittorio Sgarbi, e altri attori italiani, tra cui forse Franco Nero».
LE ASSOCIAZIONI GARGANICHE SI SONO “ANNUSATE” MA NON SI SONO “MENATE”
Nella sede della Associazione vichese “Io sono Garganico”, organizzatrice dell’incontro, si è tenuto a Vico il primo summit dei sodalizi più rappresentativi e attivi del nostro Promontorio. Erano presenti presidenti e portavoce delle realtà associative di San Nicandro, Vico, Rignano, Montesantangelo, Ischitella, Carpino e naturalmente Peschici con "Punto di Stella" e "Rimboschiamo Peschici" (assenti per vari e giustificati motivi altri movimenti).
La discussione è entrata subito nel vivo quando, prendendo spunto dalla motivazione che ha sollecitato gli organizzatori a intraprendere tale iniziativa esternata dal moderatore Michele Lauriola (“Fuoriporta”, Vico), supportato dal presidente di “Io sono Garganico”, Gaetano Berthoud, ha preso la parola il presidente della peschiciana Associazione Culturale “Punto di Stella”, Piero Giannini, sintetizzando il documento che segue, messo agli atti del convegno.
“Io comincerei con la definizione del termine ASSOCIAZIONISMO. E per farlo chiedo aiuto al Ministero delle Politiche Sociali, che recita: “L’associazionismo è l’espressione delle attività di partecipazione, solidarietà e pluralismo per il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale, di ricerca etica e spirituale, promosse dai cittadini costituiti in forma associativa”.
“Ho scelto questo tipo di esordio perché la definizione mi serve a estrapolare tre termini che, personalmente, ritengo fondamentali:
– PARTECIPAZIONE
– SOLIDARIETA’
– PLURALISMO.
“Mi sembra pleonastico aggiungere che la relativa spiegazione sia superflua e che se solo uno di tali parametri portanti venisse a mancare, il sodalizio associante andrebbe a farsi friggere. Detto ciò – e detto come pro-memoria per ciascuno di noi – mi chiedo: a cosa serve la mia associazione? A cosa servono le vostre associazioni? La risposta ce l’avete tutti sulla punta della lingua: “Vatti a leggere gli statuti, nel caso tuo vattelo a rileggere!”
“Giusto. Bene. Ma se la carta canta, i fatti quali sono? Li riassumo in un solo vocabolo: NICCHIE! Nicchie nelle quali, PARTECIPAZIONE SOLIDARIETA’ PLURALISMO, lentamente, gradualmente, inesorabilmente, sono destinati a inaridirsi, a seccarsi, privati di quella stessa linfa che all’inizio appariva inesauribile, ricca, preziosa. Non dico nulla di nuovo o di debilitante se affermo che tutti abbiamo visto nascere e morire, più o meno subito, tantissime associazioni!
“Nicchie, inoltre, e arrivo al nòcciolo della mia tutta personale disamina, in cui NESSUNO ha il diritto di metterci il naso, perché considerate inattaccabili, inossidabili, MIGLIORI di tutte le altre. Quando tutti, o almeno coloro che non vivono di presunzione, sappiamo benissimo che ciò è impossibile. E oltre che impossibile, autolesionistico.
“Nicchie, ancora, che vivendo di vita e luce propria, in perfetta solitudine, in dorata solitudine, posseggono uno spessore relativo, molto relativo, non hanno forza, energia per contrastare quanto di negativo le circondi, per combattere lotte socioculturali in nome di quei tre parametri precedenti. E se non sono depositarie di tali energie, figuriamoci se possono pretendere di vincere delle battaglie! Specialmente sapendo, non nascondiamoci dietro un dito, che girato l’angolo c’è un’altra associazione che ti sta facendo le scarpe, che vuole fagocitarti, che ritiene la propria nicchia superiore alla tua, che ti vuole fare fuori, vuole farti sparire o, volendo minimizzare, non ha nessuna intenzione di aver a che fare con te. Basta contare quanti gruppi nascono come funghi sul nuovo e frequentatissimo social network “Facebook” simili, per non dire uguali ad altri pre-esistenti, solo per il gusto di soddisfare il proprio individualismo quando sarebbe molto più logico aderire a uno già in rete.
“Al riguardo, anche per rafforzare il concetto, mi sovviene un episodio che avalla l’affermazione. Anni ’70. Partecipo a un corso di aggiornamento in cui il referente-principe è Giuseppe Pittano, giornalista bolognese, linguista e scrittore, autore di grammatiche italiane e dizionari, ora scomparso. Al termine del corso, salutandoci, gli chiedo un’impressione sull’esito della sua e nostra esperienza. Lapidaria e acuta la valutazione, senza confini o steccati. “Presi individualmente, voi uomini del sud non avete rivali, non vi batte nessuno. Ma siete incapaci di lavorare in équipe”. E torniamo alle nicchie.
“Nicchie, dicevo, che al loro primo apparire mettono in difficoltà il potere legale, perché partono sparate e, dall’altra parte, non capiscono bene dove vogliano andare a parare. Con ciò non voglio dire, ed entro per un attimo nello specifico, che gli amministratori comunali di Peschici ci temano, lungi da noi, temano cioè “Punto di Stella” (anche se abbiamo scelto appositamente una testata che potrebbe intimorire!), ma ci rispettano, sanno che noi siamo lì, sulla breccia, pronti ad azzannare.
“E’ vero, siamo nati da poco, anche se il cartaceo e il sito ci hanno preceduto rispettivamente di un anno, il primo, e sei mesi, il secondo, non abbiamo ancora dimostrato tutte le nostre potenzialità e se le possediamo veramente oppure siamo il classico fuoco di paglia, quindi attendono e nell’attesa ci considerano un possibile alleato o un probabile nemico, guardandoci con una certa… chiamiamola semplicemente curiosità. Quando capiranno che facciamo sul serio – ovvio, se riusciremo a dimostrargli che stiamo facendo sul serio – si guarderanno bene dal mettere a rischio per la seconda volta la pelle di uno sconsiderato (dico la prima cosa, banalissima, che mi viene in mente) che vada a giocherellare con una cassetta Enel di servizio al lampione della illuminazione pubblica lasciata aperta e coi fili scoperti, perché sa (e glielo abbiamo dimostrato) che i nostri associati hanno occhi e orecchie ben aperti, antenne sempre dritte e vibranti. Cosa che non ci è riuscita, per la verità, con la famosa fossa dell’ascensore per disabili all’interno del Comune, ma solo perché non ne abbiamo avuto il tempo materiale. E poi non siamo infallibili!
“Consapevole di quanto vado dichiarando, anche alla luce delle recentissime vicende facebookiane (un bene che siano sfociate ancor prima d’iniziare un certo percorso, anche se al DNA non si comanda, purtroppo; segui i link http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1581 e http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1584), non mi perdo in altre chiacchiere ed espongo subito il nostro progetto: scoperchiamo queste nicchie, accettiamo l’altrui presenza ed esistenza, usciamo dall’aureo isolamento nel quale ci crogioliamo – sì, ma per quanto tempo ancora? – e lottiamo INSIEME, perché questo, lo sento, partecipando la medesima sensazione dell’amico Antonio Basile, è il nostro momento!
“Ed ecco il progetto: una ALLEANZA di ASSOCIAZIONI, una SUPERASSOCIAZIONE che, nel rispetto delle singole autonomie, riunisca tutte o la maggior parte delle realtà associative garganiche e porti avanti un intento comune, individui di volta in volta una situazione e, unita nelle proprie componenti, si ponga come interlocutore SERIO POSSENTE DECISO INTIMORENTE con ciascuno dei mezzi informativi di cui disponiamo. E vedrete che i problemi (quanti ne ha il Gargano!), i soprusi, gli scippi (non voglio neanche elencarli), i furti, le promesse mancate, le dimenticanze, gli oblii, le prevaricazioni, la NON-CONSIDERAZIONE, diventeranno un lontanissimo ricordo. “L’interesse generale è l’insieme degli interessi particolari” suggerisce il Basile-pensiero, e io lo convalido.
“Portiamo dunque all’interno di questa nuova area progettuale – la SUPERASSOCIAZIONE e non un partito politico o una lista civica, sia ben inteso, da cui tenersi alla larga secondo le mie vedute altrimenti si combatterebbe contro se stessi – mettiamo insieme le nostre singole forze e da piccoli cacciatorpedinieri diventeremo una corazzata. Ovviamente, e capisco che questo possa diventare il fianco debole da non offrire MAI al metaforico nemico, mettendo da parte quelle che in un mio recente intervento, prima sul nostro sito, poi su FB, ho definito “humus che sa di faide intestine e rivalità” – lasciatemelo dire – becere e antiquate, da medioevo, del tempo in cui ci si vendeva a Longobardi o Bizantini (la Storia ce lo insegna), Angioini o Aragonesi, Spagnoli o Francesi, allo straniero insomma, per non allearsi col vicino di casa, di paese, di contrada, e finire sotto ben altro tallone. Non per questo siamo diventati Nazione solamente nel 1860”.
Ne è seguita una lunga e articolata discussione nella quale sono intervenuti il responsabile di Legambiente, Franco Salcuni, il presidente del Carpino Folk Festival, Michele Ortore, entrambi i moderatori, considerando la soluzione proposta dal presidente di “Punto di Stella” fattibile, perseguibile, ovviamente dopo attento esame delle modalità in cui dovrà svilupparsi e dei paletti entro cui dovrà muoversi. Sono seguiti gli interventi degli altri rappresentanti che hanno illustrato il lavoro svolto all’interno dei propri sodalizi e le attività finora portate a buon fine.
Dopo una necessaria quanto breve “pausa caffè”, il convegno ha avuto la sua suggestiva prosecuzione negli ambienti di Palazzo della Bella dove è stata “reinventata” la piazza dei paesi di un tempo, con il suo circolo culturale, il cinematografo, il circolo sociale, il negozietto e l’immancabile cantina. A disposizione dei visitatori una nutrita serie di materiali illustrativi delle diverse associazioni presenti e gli stessi loro rappresentanti.
NOTA DI COLORE – Non c’è stato presidente o portavoce che non abbia “annusato” il collega, ma non abbiamo registrato nessun pestaggio, nessuna scazzottatura, nessuna rissa (nemmeno verbale)… Insomma, “non si sono menati” (checché ne dica, o ne scriva, qualcuno)!
La Redazione di Punto di Stella
Anno nuovo vita nuova: le sfide di Legambiente, Arci e il diario Montanaro per cambiare Monte Sant’Angelo
Patto associativo per Monte Sant’Angelo
Arci, il diario Montanaro, Legambiente
"L’anno che verrà: passare per l’informazione per costruire partecipazione" è il titolo dell’incontro organizzato dal Patto associativo per Monte Sant’Angelo tenutosi il 29 dicembre 2008 presso il Museo Tancredi di Monte Sant’Angelo. Una sala affollata ha partecipato per quattro ore al confronto coordinato dal giornalista Piero Paciello e introdotto dai rappresentati delle associazioni promotrici, Domenico Prencipe, Nicoletta La Torre, Franco Salcuni. La politica locale era rappresentata dai capigruppo in consiglio comunale dei principali accorpamenti di maggioranza e opposizione, Pasquale Palumbo del gruppo del Partito Democratico e Giovanni Granatiero del gruppo di maggioranza Uniti per Monte.
Fame e sete di partecipazione, inadeguatezza di una visione politica centrata sul mattone e allergica al confronto, stanchezza per il declino inesorabile di Monte, determinazione e voglia di reagire, spazi per l’associazionismo, questi i temi emersi nel dibattito.
Il patto associativo ha chiamato i cittadini a informarsi e a discutere delle questioni principali che segneranno l’anno nuovo. Dando un segnale forte: se la politica pensa di poter decidere da sola questo non le sarà permesso.
Quattro le questioni principali messe sul tavolo della discussione:
Piano strategico provinciale. Il comune di Monte ha presentato le proposte progettuali per Capitanata 2020 senza discussione con l’opposizione consigliare, con le associazioni e con la città, presentando, a detta di tutti gli intervenuti, progetti vecchi, inopportuni e sicuramente non prioritari. Ad eccezione del progetto per il centro storico, che andrebbe in linea con la candidatura Unesco, gli altri sono progetti di infrastrutture che le associazioni ritengono inutili e devastanti, come il raddoppio della strada corta per collegare Monte a Macchia, la strada per la valle di Carbonara per collegare direttamente Mattinata con San Giovanni Rotondo, la "ristrutturazione della costa di Macchia" a dir poco sospetta dopo la vicenda Chianca Masitto. Addirittura ilarità nella platea ha suscitato la notizia che tra i progetti presentati ci sia una funivia da Macchia a Monte. Il capogruppo Granatiero ha assicurato che per la scelta delle priorità, visto che al massimo uno sarà il progetto finanziato, sarà resa protagonista la cittadinanza e saranno consultate le associazioni. Legambiente Arci e il diario Montanaro hanno manifestato il loro pensiero: l’unico progetto presentabile e plausibile è quello che riguarda il centro storico, però fatto con modalità conservative e non devastanti. Gli altri vanno ritirati, perché attualmente impresentabili.
Contratto di quartiere. Monte Sant’Angelo si è aggiudicata un finanziamento di cinque milioni di euro. La discussione è stata interessante perché si facevano notare due incongruità che fanno pensare al progetto montanaro come una truffa politica. La prima è che porta il nome del Rione Junno quando invece non prevede nessun intervento nel centro storico. L’altro è che per ottenere questi finanziamenti il comune deve obbligatoriamente autorizzare la costruzione di altri 70 appartamenti, peraltro in aree tipizzate a verde (le ultime non occupate da palazzi con l’artificio dell’articolo 51), in una città in calo demografico che negli ultimo quattro anni ha cantierizzato circa mille nuovi alloggi. Qualcuno faceva notare che quel denaro potrebbe essere utilizzato per finanziare il recupero del centro storico, vista la disponibilità manifestata dall’assessore regionale all’urbanistica a rivedere il progetto.
Piano Urbanistico Generale. Per quello che riguarda il futuro dell’urbanistica a Monte Sant’Angelo sarà fondamentale la discussione che maturerà per il nuovo Piano Urbanistico Generale. Legambiente ha denunciato la gravità del fatto che da tre mesi ha avanzato richiesta formale del documento preliminare che il prof. Karrer ha presentato al comune. Questa copia non arriva. Le tre associazioni si chiedono se questo gesto è la premessa della qualità della discussione che ci aspetta, con la politica che non solo non cerca il confronto, ma che addirittura cerca di ostacolare in qualche modo?
Ex cinema Piemontese. Per quanto riguarda l’intenzione da parte dell’amministrazione comunale di comprare l’ex cinema Piemontese, le tre associazioni manifestano la necessità di un confronto preliminare, per capire assieme alla comunità quali sono le reali esigenze della cittadinanza. Sicuramente va scongiurata una nuova speculazione edilizia, con la costruzione di appartamenti a un passo dalla Celeste Basilica.
Di questo e di altre questioni si è discusso. Granatiero ha dato segnali di apertura, peraltro convocando, in qualità di presidente della commissione consigliare ambiente Legambiente e Arci per un confronto continuo nella commissione da lui presieduta. Il Patto associativo apprezza la pacatezza e la disponibilità del consigliere Granatiero, ma si chiede due cose.
Queste apprezzabili aperture e disponibilità al dialogo sono condivise anche dal sindaco e dalla giunta? E poi, perché non audire anche il diario Montanaro con Arci e Legambiente?
I promotori dell’incontro hanno chiesto subito, entro gennaio, un segnale di disponibilità e apertura verso la partecipazione e una nuova politica, chiedendo di fare cinque cose concrete:
1. la prima è apporre, nel prossimo consiglio comunale, il vincolo di inedificabilità assoluta negli orti periurbani. Sarebbe assurdo, nell’anno della candidatura Unesco, tenere gli orti ancora edificabili come lo sono adesso.
2. La seconda è di far partire le ordinanze per il ripristino dello status quo ante nel centro storico, soprattutto li dove i tetti in coppi sono stati sostituiti con tetti in tegole. Anche questo sarebbe un bel segnale per l’unesco. Per testimoniare che davvero crediamo in un rapporto diverso con il centro storico.
3. Poi una richiesta banale: rispondere alle lettere di associazioni e cittadini è un obbligo di legge e va fatto entro trenta giorni. Perché una richiesta di informazioni e di atti avanzata da Legambiente tre mesi fa è rimasta ancora inevasa?
4. Bloccare i lavori di chiancamasitto che ancora vanno avanti con le ruspe e come se i cittadini non avessero detto nulla. Occorre sedersi attorno ad un tavolo per capire, con i cittadini, come mitigare gli effetti di quell’intervento.
5. Far capire alla cittadinanza ed alle associazioni le modalità di accesso all’auditorium delle clarisse e alla biblioteca comunale. L’auditorium è un bene pubblico? allora perché le associazioni devono pagare 200 euro per potersi riunire ed organizzare eventi? così si rischia di negare l’accesso della sala a cittadini e associazioni.
Queste le cose che le associazioni del Patto chiedono vengano fatte entro il mese di Gennaio.
Ringraziando Piero Paciello per aver coordinato i lavori, la cooperativa Ecogargano per aver concesso l’utilizzo della sala del Museo, Bernardo Bisceglia per aver messo a disposizione il service,
Legambiente Arci e il Diario Montanaro augurano ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni, agli organi di stampa un felice 2009
Il suo archivio racchiude la vera storia dell’identità garganica
di Teresa Maria Rauzino
“Caro Gargano Nuovo, tu non sei una cosa con i limiti materiali della carta che ti ospita! Non sei una cosa finita, come un giornale, un romanzo, un film, una vita! Tu trascendi tutto questo: sei l’amore del figlio per la propria madre, una fiamma che è destinata a splendere e scaldare nel tempo, oltre la vita del singolo, finchè questa terra avrà un figlio che si riconosce come tale, e non se ne vergogna!”.
Così Antonio Flaman, mitico presidente dell’Associazione “Il Gargano Nuovo” raccontava, alcuni anni fa, una storia centenaria iniziata a Monte Sant’Angelo con “Il Gazzettino del Gargano”, l’11 novembre 1900, per merito di Michele Flaman.
Diretto da Filippo Ungaro, con la collaborazione di Ciro Angelillis, il quindicinale, venduto a 10 centesimi, si proponeva di “… conquistare ciò che spetta a questi luoghi, … per l’elevazione del nostro promontorio benedetto da Dio e dimenticato dagli uomini”. La pubblicazione, interrotta nel 1914, riprese nel 1950 col nome di “Gargano”, organo di stampa dell’Associazione “Rinascita Garganica" di Giuseppe d’Addetta.
Vi collaborarono tutti gli intellettuali garganici più prestigiosi: Alfredo Petrucci, Michele Vocino, Ciro Cannarozzi, Michelangelo de Grazia, Michel’Antonio Fini, per fare solo alcuni nomi.
Dopo qualche anno, nel 1974, alcuni giovani intellettuali vichesi, tra cui Filippo Fiorentino, raccolsero la “fiaccola”. Venne costituita l’Associazione “Il Gargano Nuovo” e ritornò in edicola il periodico omonimo, “quale mezzo di incontro, di dibattito e diffusione, per la crescita culturale e sociale … per sensibilizzare e per favorire la ricerca, gli studi, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnologico, ambientale e naturale del Gargano”.
Da allora, il mensile è stato sempre presente nei dibattiti, man mano accesisi, sul futuro del promontorio.
Da ricordare l’epoca dell’impegno in difesa dell’ambiente e per l’istituzione del Parco Nazionale del Gargano, che valse all’Associazione un premio di 500mila lire, conferito dall’allora presidente della provincia di Foggia Francesco Kuntze e dall’assessore al turismo Matteo Fusilli.
Erano i primi anni Ottanta … in questo campo c’era il vuoto.
Oggi il giornale, quasi ignorato da amministrazioni locali, professionisti, commercianti e operatori turistici, deve la vita all’amore per la propria terra degli uomini dell’Associazione, della redazione e ai collaboratori.
L’attuale presidente delll’associazione “Il Gargano Nuovo” è Carla d’Addetta. Il mensile omonimo, diretto da Francesco Mastropaolo, viene stampato dalla Tipografia Di Pumpo a Rodi Garganico.
Fra gli attuali più assidui sostenitori della “identità garganica”, ricordiamo : Teresa Maria Rauzino, Silverio Silvestri, Leonarda Crisetti, Piero Giannini, Maria Antonia Ferrante, Pietro Saggese, Francesco Granatiero, Domenico Sangillo, Giuseppe Laganella, Francesco Bocale, Maria Teresa D’ Orazio, Leonardo Aucello, Giuseppe Piemontese, Matteo di Sabato, Felice Clima, Enzo Campobasso, Matteo Siena, Enzo d’Onofrio, Francesco Ferrante, Mimmo Aliota, Emilio Panizio, Angelo del Vecchio, Michele Eugenio di Carlo, Giuseppe Piemontese, Michele d’Arienzo, Antonio Basile, Antonio V.Gelormini, Angela Picca e tanti altri, sparsi per il Gargano e oltre.
Voci dal promontorio, che nelle pagine del “Gargano Nuovo” hanno profuso garganicità, mai campanilismo.
Al caro Gargano Nuovo, mille di queste voci!
Magari fossero le vostre!
Informazioni di contatto
Presidenza Associazione "IL GARGANO NUOVO" c/o Studio Notarile Carla d’Addetta
via Alcide de Gasperi, 5
Vico del Gargano, Italy
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Sui vecchi e nuovi media si gioca la scommessa della Città Gargano
Se è vero che siamo Garganici…
L’appuntamento di domani 9 Gennaio a Vico del Gargano
Cresce l’attesa per l’incontro del giorno 9 gennaio 2009 a partire dalle ore 17.00 presso il Palazzo della Bella di Vico, organizzato dall’Associazione Io Sono Garganico in collaborazione con il Comune di Vico del Gargano, per favorire la conoscenza tra chi ama questa terra e vuole spendersi per migliorarla e tutte quelle Associazioni culturali e ricreative che lavorano in questo contesto geografico.
In quest’occasione il Palazzo della Bella, edificio storico immerso nel suggestivo e labirintico centro storico della cittadina, rivivrà l’atmosfera di tempi passati, quando nel paese tutti si incontravano quotidianamente nella piazza centrale proprio per conoscersi, scambiarsi idee e pensieri.
Tutti i partecipanti saranno invitati proprio nella virtuale Piazza del Popolo a socializzare tra loro. In questo spazio fortemente aggregativo sarà possibile curiosare tra tutti gli amici, quelli del forum, quelli di facebook e quelli vicini all’Associazione; tutti saranno invitati a lasciare sul “libro delle idee” il proprio pensiero e nuove prospettive per lo sviluppo del Gargano.
Nel Circolo Sociale si incontreranno le molte Associazioni del territorio che saranno presenti all’evento, disponibili a dare informazioni sulla propria realtà associativa e sui progetti realizzati ed in itinere.
Nello stesso tempo non mancheranno i momenti per l’approfondimento culturale, sia grazie al Cinematografo che allo spazio dedicato al Circolo Culturale. Il Gargano storico, ricco della magia e della seduzione della realtà contadina, rivivrà nei filmati selezionati per l’occasione da Ferruccio Castronuovo e Lucia Russo. Sarà poi affidato all’esperto garganico Nello Biscotti un altro spazio di approfondimento culturale, in cui si rifletterà sul fuoco, elemento amico e nemico del nostro ambiente naturale, e su altre tematiche di carattere naturalistico e temi legati all’enologia.
Si potrà girare tra i vari ambienti, dall’Emporio all’immancabile Cantina, lasciandosi rapire da immagini fortemente evocative, di un Gargano di oggi non troppo dissimile dal Gargano di ieri.
Una occasione per riflettere, lanciare idee, far crescere progetti e, perché no, divertirsi in nome di quello spirito garganico che ci auguriamo sempre più forte. Vi aspettiamo.
– Luogo dell’incontro: Palazzo della Bella, Centro Storico Vico del Gargano (FG)
– Data dell’incontro: venerdì 9 gennaio 2009, a partire dalle ore 17.00
– Info: tel. 0884 993048 – stefania@garganonews.it

Il Centro Studi Giuseppe Martella si è costituito nel 1997 ed ha acquisito la personalità giuridica nel 1999. L’istituzione è nata per dare voce alle istanze culturali di Peschici e del suo territorio, la Capitanata. E’formata da studiosi locali e da docenti universitari esterni, che hanno avviato un programma di ricerche ad ampio spettro, interdisciplinare: ricerche storiche che consentano di tracciare i percorsi della poliedrica e plurisecolare storia dei luoghi, delle persone, delle istituzioni e delle tradizioni di popolazioni che, nel ciclico alternarsi delle vicende umane, hanno saputo percorrere la strada delle trasformazioni e dei mutamenti imposti dai tempi.
Il Centro ha organizzato giornate di studio, i cui atti sono pubblicati nella collana "I luoghi della memoria". Oltre alle ricerche di vasto respiro, collabora attivamente con le istituzioni scolastiche del territorio per una sempre maggiore sensibilizzazione dei giovani alle tematiche del patrimonio storico, culturale, artistico e naturale del quale diventare gelosi e fedeli custodi. Attraverso il lavoro del suo Presidente, il Centro Studi Martella svolge anche una corposa attività di informazione attraverso articoli e saggi pubblicati da quotidiani e riviste specializzate, locali e nazionali.
Notevole l’attività sul web, per estendere a livello internazionale i risultati della ricerca storica e la promozione dell’identità culturale della Capitanata.
Nel 2008, in particolare, il Centro ha svolto le seguenti attività:
– Pubblicazione del V volume dei “Luoghi della memoria”, dal titolo “Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco letterario “San Michele Arcangelo-Gargano segreto”, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, Edizioni Centro Grafico Francescano, 2008 Foggia.
– Presentazione del volume suddetto a Foggia (Palazzo Dogana), Rodi Garganico e Peschici.
– Ricerca presso gli archivi di Simancas e di Aragona di fonti documentarie sulla storia di Rodi Garganico per la redazione del VI volume della collana “I luoghi della memoria”.
– Valorizzazione identità e cultura garganica sulla stampa (Gargano nuovo, Punto di stella, L’Attacco), e sul web (“La memoria dimenticata. Microstorie” su http://www.storiamedievale.net e su http://www.microstorie.net; Peschici e dintorni e segnalazioni culturali su http://www.foggiaweb, http://www.culttime.it; http://www.garganopress.net., Uriatinon su splinder; Centro studi Martella, Peschici e dintorni e Ischitella nei groups msn del Centro Studi Martella.
– Partecipazione, in sinergia con il Centro Studi normanno svevi, l’Università di Bari e il Comune di Barletta, alla Giornata di studi “Puglia in/difesa II” svoltosi il 2 aprile 2008 a Barletta.
– Partecipazione il 19 gennaio 2008, presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Foggia, alla manifestazione “Assaggi di Musica, Arte ed Enogastronomia” organizzata dalla provincia di Foggia e dal Coro giovanile “U. Giordano” di Foggia.
– Organizzazione, in sinergia, con l’assessorato alla cultura del Comune di Peschici, di un convegno di studi su Giuseppe Martella.
– Partecipazione alla kermesse “Il Gargano tra natura e cultura” organizzata dalla casa editrice Il Rosone di Foggia e dal Comune di Rodi Garganico.
– Pubblicazione di 7 reportage dal titolo “Viaggiatori del Gargano” sul Corriere del Mezzogiorno-Corriere della sera.
– Presentazione, in sinergia con il Comune di Peschici, del volume “Memorie” di Angela Ventura.
– Una intensa campagna mediatica e di sensibilizzazione per il restauro e la valorizzazione dell’abbazia di Kàlena in agro di Peschici e per l’inserimento nella progettazione di “Area Vasta Capitanata 2020”.
Anche per il 2009 il Centro Studi Martella svolgerà una corposa attività di informazione sulla stampa e sul web, per promuovere la cultura della Capitanata. Oltre ad attivare significative sinergie con le Istituzioni di Capitanata e pugliesi, continuerà a collaborare con varie Associazioni culturali del territorio. Si prefigge di realizzare il seguente programma di massima:
– Pubblicazione VI volume della collana “I luoghi della memoria” sulla storia di Rodi Garganico.
– Prosecuzione campagna mediatica per il restauro e la valorizzazione dell’abbazia di Càlena in agro di Peschici.
– Varie serate culturali in sinergia con l’Assessorato alla cultura del Comune di Peschici.
– Pubblicazione del VII volume della collana “I luoghi della memoria” : “Lettere al Duce. La Capitanata nel ventennio fascista” di Teresa Maria Rauzino.
Peschici, 7 gennaio 2009
La Presidente del Centro Studi Martella di Peschici
prof.ssa Teresa Maria Rauzino
E’ la tesi di Basile, che nel diario del signorotto garganico ha colto strane coincidenzeCi sono teorie che solleticano gli ingegni più frizzanti, che concorrono a portare nel mondo emerso della cultura caratteri troppo subitaneamente catalogati. Come un processo che manchi delle prove scottanti e si limita a giudicare l’accusato fondandosi sulle mere testimonianze. Queste teorie, che spesso sono controcorrente, rimangono a lungo celate, adombrate dal tetro apparire dell’ufficialità. Sparare a salve, certo, è facile, spesso soltanto una forma di protagonismo non tenuto che esplode nella megalomania di individui senza volto che, come profetizzò Andy Warhol, vanno alla ricerca del loro “quarto d’ora di celebrità”.
Talaltre volte non è improbabile che in esse possa cogliersi il seme della verità, o del vero. Perlomeno del verosimile.
Ipotesi che aggiungono piuttosto che togliere. E, per questo, meritano l’approfondimento.
L’ultimo lampo viene da Carpino, sponda Carpino Folk Festival, l’associazione promotrice dell’omonimo festival che si consuma ne paesino garganico in estate. Qui pro quo l’ispirazione che ha animato Tomasi di Lampedusa nella composizione del suo celeberrimo “Il Gattopardo”.
Non che di tesi a proposito ne girassero poche. La critica letteraria moderna abbonda in quanto ad arditismo teorico.
Da chi ne fa un simbolo rivoluzionario, una bacchetta sulle mani dei costumi, a chi lo bolla come reazionario, fino a chi dubita della sua essenza di romanzo storico spremendone il succo religioso. Come non mancano i campanilisti che lo trasformarono in romanzo della sicilianità o chi, come l’accademico Luigi Russo scrisse dalle pagine del “Belfagor” che nel Gattopardo “fin dalle prime pagine si avverte il tono amaro e desolato dello scrittore, roso da un profondo ma anche elegante scetticismo”. Vena intimista.
Ma nessuno, fin d’oggi, si era spinto a tentare la stoccata finale.
Quella che porta all’individuazione piena e completa dell’ispirazione dei personaggi.
Uno svelamento complicato dal fatto che si è scelta un’indagine cristallizzata alla realtà sicula dell’Ottocento. Ed invece, a distanza di cinquant’anni dalla sua pubblicazione per Feltrinelli, la spinta propulsiva viene proprio dal Gargano. E, più precisamente, da ciò che Antonio Basile (capo redattore del sito web dell’associazione di Carpino) ha scorto nel diario di Francesco Brancaccio da Carpino, risalente al 1860. Appartenente ad un’antica casata presumibilmente originaria di Napoli che estese i suoi privilegi sulle terre di Cagnano e Carpino nel 1738 in seguito al matrimonio di Giovanni I con Felicia Vargas (Principessa di Carpino e Duchessa di Cagnano), Francesco Brancaccio visse, giovanissimo, per alcuni anni in quel di Palermo. Qui venne in contatto con alcuni altri intellettuali del Regno di Sicilia e, negli anni dell’impresa dei Mille, nutrì simpatie garibaldine.
Anche se, in definitiva, lo stesso Brancaccio scrive nel diario che “non ci interessavamo molto di politica e pensavamo solo a goderci la vita e divertirci”. Impossibile non scorgervi l’esteriorità briosa di Tancredi. Quel modo, ricorda Basile, “di fare la rivoluzione” più per spirito d’avventura e fascino violento che non per vocazione ideale. “Poca battaglia e niente disciplina”. Un’istantanea tipicamente nobiliare, non dissimile da quelle immortalate da altri autori che descrissero gli usi del tempo. Primo tra tutti Alexandre Dumas, che nel suo “Il Conte di Montecristo”, fotografa nobili oziosi presi da feste danzanti e garantiti da vitalizi lussuosi. Contatti letterari che creano soluzioni labirintiche, intrecci di società e storie che danno adito a teorie spesso ignorate. Punti di contatto trasversali che inducono Basile ad ammettere che “dalla lettura e dal diario e dei testi di altri autori si evince subito e in modo chiaro che Giuseppe Tomasi di Lampedusa prima di cominciare il suo libro lesse molte opere su Garibaldi ed i Mille in Sicilia e tra questi anche il diario di Francesco Brancaccio da Carpino”.
Effettivamente di punti di contatto ce ne sono. E di diversi.
Innanzitutto, lo scontro di famiglia. Il conflitto tra il Tancredi ed il Principe di Salina altro non sarebbe, secondo Basile, che il riflesso di quello che emerge, nel diario, tra “Brancaccio, orfano e liberale, e suo zio Francesco De Silvestri, il sostenitore borbone”.
Altro e secondo punto di raccordo è la figura stessa di Tancredi, “verosimilmente il Corrado Valguarnera di Niscemi” del diario del galantuomo carpinese.
A tal proposito sono tre gli elementi che lasciano presupporre questa identificazione.
Primo, “era un nipote di Lampedusa”; secondo, “sposò una ragazza plebea come Tancredi”; e, terzo, come il gattopardesco personaggio “fu un entusiasta sostenitore di Garibaldi”.
Tracce indelebili per chi ne vuol vedere forma e paternità, oscure o inesistenti per chi non vuole. Intanto son lì, a Carpino, in attesa di essere seguite.