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Antonio Basile (Ufficiale)

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Primo Resoconto di un incontro Garganico

LE ASSOCIAZIONI GARGANICHE SI SONO “ANNUSATE” MA NON SI SONO “MENATE”

Nella sede della Associazione vichese “Io sono Garganico”, organizzatrice dell’incontro, si è tenuto a Vico il primo summit dei sodalizi più rappresentativi e attivi del nostro Promontorio. Erano presenti presidenti e portavoce delle realtà associative di San Nicandro, Vico, Rignano, Montesantangelo, Ischitella, Carpino e naturalmente Peschici con "Punto di Stella" e "Rimboschiamo Peschici" (assenti per vari e giustificati motivi altri movimenti).

La discussione è entrata subito nel vivo quando, prendendo spunto dalla motivazione che ha sollecitato gli organizzatori a intraprendere tale iniziativa esternata dal moderatore Michele Lauriola (“Fuoriporta”, Vico), supportato dal presidente di “Io sono Garganico”, Gaetano Berthoud, ha preso la parola il presidente della peschiciana Associazione Culturale “Punto di Stella”, Piero Giannini, sintetizzando il documento che segue, messo agli atti del convegno.

“Io comincerei con la definizione del termine ASSOCIAZIONISMO. E per farlo chiedo aiuto al Ministero delle Politiche Sociali, che recita: “L’associazionismo è l’espressione delle attività di partecipazione, solidarietà e pluralismo per il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale, di ricerca etica e spirituale, promosse dai cittadini costituiti in forma associativa”.

“Ho scelto questo tipo di esordio perché la definizione mi serve a estrapolare tre termini che, personalmente, ritengo fondamentali:

– PARTECIPAZIONE
– SOLIDARIETA’
– PLURALISMO.

“Mi sembra pleonastico aggiungere che la relativa spiegazione sia superflua e che se solo uno di tali parametri portanti venisse a mancare, il sodalizio associante andrebbe a farsi friggere. Detto ciò – e detto come pro-memoria per ciascuno di noi – mi chiedo: a cosa serve la mia associazione? A cosa servono le vostre associazioni? La risposta ce l’avete tutti sulla punta della lingua: “Vatti a leggere gli statuti, nel caso tuo vattelo a rileggere!”

“Giusto. Bene. Ma se la carta canta, i fatti quali sono? Li riassumo in un solo vocabolo: NICCHIE! Nicchie nelle quali, PARTECIPAZIONE SOLIDARIETA’ PLURALISMO, lentamente, gradualmente, inesorabilmente, sono destinati a inaridirsi, a seccarsi, privati di quella stessa linfa che all’inizio appariva inesauribile, ricca, preziosa. Non dico nulla di nuovo o di debilitante se affermo che tutti abbiamo visto nascere e morire, più o meno subito, tantissime associazioni!

“Nicchie, inoltre, e arrivo al nòcciolo della mia tutta personale disamina, in cui NESSUNO ha il diritto di metterci il naso, perché considerate inattaccabili, inossidabili, MIGLIORI di tutte le altre. Quando tutti, o almeno coloro che non vivono di presunzione, sappiamo benissimo che ciò è impossibile. E oltre che impossibile, autolesionistico.

“Nicchie, ancora, che vivendo di vita e luce propria, in perfetta solitudine, in dorata solitudine, posseggono uno spessore relativo, molto relativo, non hanno forza, energia per contrastare quanto di negativo le circondi, per combattere lotte socioculturali in nome di quei tre parametri precedenti. E se non sono depositarie di tali energie, figuriamoci se possono pretendere di vincere delle battaglie! Specialmente sapendo, non nascondiamoci dietro un dito, che girato l’angolo c’è un’altra associazione che ti sta facendo le scarpe, che vuole fagocitarti, che ritiene la propria nicchia superiore alla tua, che ti vuole fare fuori, vuole farti sparire o, volendo minimizzare, non ha nessuna intenzione di aver a che fare con te. Basta contare quanti gruppi nascono come funghi sul nuovo e frequentatissimo social network “Facebook” simili, per non dire uguali ad altri pre-esistenti, solo per il gusto di soddisfare il proprio individualismo quando sarebbe molto più logico aderire a uno già in rete.

“Al riguardo, anche per rafforzare il concetto, mi sovviene un episodio che avalla l’affermazione. Anni ’70. Partecipo a un corso di aggiornamento in cui il referente-principe è Giuseppe Pittano, giornalista bolognese, linguista e scrittore, autore di grammatiche italiane e dizionari, ora scomparso. Al termine del corso, salutandoci, gli chiedo un’impressione sull’esito della sua e nostra esperienza. Lapidaria e acuta la valutazione, senza confini o steccati. “Presi individualmente, voi uomini del sud non avete rivali, non vi batte nessuno. Ma siete incapaci di lavorare in équipe”. E torniamo alle nicchie.

“Nicchie, dicevo, che al loro primo apparire mettono in difficoltà il potere legale, perché partono sparate e, dall’altra parte, non capiscono bene dove vogliano andare a parare. Con ciò non voglio dire, ed entro per un attimo nello specifico, che gli amministratori comunali di Peschici ci temano, lungi da noi, temano cioè “Punto di Stella” (anche se abbiamo scelto appositamente una testata che potrebbe intimorire!), ma ci rispettano, sanno che noi siamo lì, sulla breccia, pronti ad azzannare.

“E’ vero, siamo nati da poco, anche se il cartaceo e il sito ci hanno preceduto rispettivamente di un anno, il primo, e sei mesi, il secondo, non abbiamo ancora dimostrato tutte le nostre potenzialità e se le possediamo veramente oppure siamo il classico fuoco di paglia, quindi attendono e nell’attesa ci considerano un possibile alleato o un probabile nemico, guardandoci con una certa… chiamiamola semplicemente curiosità. Quando capiranno che facciamo sul serio – ovvio, se riusciremo a dimostrargli che stiamo facendo sul serio – si guarderanno bene dal mettere a rischio per la seconda volta la pelle di uno sconsiderato (dico la prima cosa, banalissima, che mi viene in mente) che vada a giocherellare con una cassetta Enel di servizio al lampione della illuminazione pubblica lasciata aperta e coi fili scoperti, perché sa (e glielo abbiamo dimostrato) che i nostri associati hanno occhi e orecchie ben aperti, antenne sempre dritte e vibranti. Cosa che non ci è riuscita, per la verità, con la famosa fossa dell’ascensore per disabili all’interno del Comune, ma solo perché non ne abbiamo avuto il tempo materiale. E poi non siamo infallibili!

“Consapevole di quanto vado dichiarando, anche alla luce delle recentissime vicende facebookiane (un bene che siano sfociate ancor prima d’iniziare un certo percorso, anche se al DNA non si comanda, purtroppo; segui i link http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1581 e http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1584), non mi perdo in altre chiacchiere ed espongo subito il nostro progetto: scoperchiamo queste nicchie, accettiamo l’altrui presenza ed esistenza, usciamo dall’aureo isolamento nel quale ci crogioliamo – sì, ma per quanto tempo ancora? – e lottiamo INSIEME, perché questo, lo sento, partecipando la medesima sensazione dell’amico Antonio Basile, è il nostro momento!

“Ed ecco il progetto: una ALLEANZA di ASSOCIAZIONI, una SUPERASSOCIAZIONE che, nel rispetto delle singole autonomie, riunisca tutte o la maggior parte delle realtà associative garganiche e porti avanti un intento comune, individui di volta in volta una situazione e, unita nelle proprie componenti, si ponga come interlocutore SERIO POSSENTE DECISO INTIMORENTE con ciascuno dei mezzi informativi di cui disponiamo. E vedrete che i problemi (quanti ne ha il Gargano!), i soprusi, gli scippi (non voglio neanche elencarli), i furti, le promesse mancate, le dimenticanze, gli oblii, le prevaricazioni, la NON-CONSIDERAZIONE, diventeranno un lontanissimo ricordo. “L’interesse generale è l’insieme degli interessi particolari” suggerisce il Basile-pensiero, e io lo convalido.

“Portiamo dunque all’interno di questa nuova area progettuale – la SUPERASSOCIAZIONE e non un partito politico o una lista civica, sia ben inteso, da cui tenersi alla larga secondo le mie vedute altrimenti si combatterebbe contro se stessi – mettiamo insieme le nostre singole forze e da piccoli cacciatorpedinieri diventeremo una corazzata. Ovviamente, e capisco che questo possa diventare il fianco debole da non offrire MAI al metaforico nemico, mettendo da parte quelle che in un mio recente intervento, prima sul nostro sito, poi su FB, ho definito “humus che sa di faide intestine e rivalità” – lasciatemelo dire – becere e antiquate, da medioevo, del tempo in cui ci si vendeva a Longobardi o Bizantini (la Storia ce lo insegna), Angioini o Aragonesi, Spagnoli o Francesi, allo straniero insomma, per non allearsi col vicino di casa, di paese, di contrada, e finire sotto ben altro tallone. Non per questo siamo diventati Nazione solamente nel 1860”.

Ne è seguita una lunga e articolata discussione nella quale sono intervenuti il responsabile di Legambiente, Franco Salcuni, il presidente del Carpino Folk Festival, Michele Ortore, entrambi i moderatori, considerando la soluzione proposta dal presidente di “Punto di Stella” fattibile, perseguibile, ovviamente dopo attento esame delle modalità in cui dovrà svilupparsi e dei paletti entro cui dovrà muoversi. Sono seguiti gli interventi degli altri rappresentanti che hanno illustrato il lavoro svolto all’interno dei propri sodalizi e le attività finora portate a buon fine.

Dopo una necessaria quanto breve “pausa caffè”, il convegno ha avuto la sua suggestiva prosecuzione negli ambienti di Palazzo della Bella dove è stata “reinventata” la piazza dei paesi di un tempo, con il suo circolo culturale, il cinematografo, il circolo sociale, il negozietto e l’immancabile cantina. A disposizione dei visitatori una nutrita serie di materiali illustrativi delle diverse associazioni presenti e gli stessi loro rappresentanti.

NOTA DI COLORE – Non c’è stato presidente o portavoce che non abbia “annusato” il collega, ma non abbiamo registrato nessun pestaggio, nessuna scazzottatura, nessuna rissa (nemmeno verbale)… Insomma, “non si sono menati” (checché ne dica, o ne scriva, qualcuno)!

La Redazione di Punto di Stella

Servono identità e mentalità tutte garganiche


Associazione e mondi vitali del Gargano si annusano e si menano…

Se la politica pensa di poter decidere da sola questo non le sarà permesso

Anno nuovo vita nuova: le sfide di Legambiente, Arci e il diario Montanaro per cambiare Monte Sant’Angelo

Patto associativo per Monte Sant’Angelo
Arci, il diario Montanaro, Legambiente

"L’anno che verrà: passare per l’informazione per costruire partecipazione" è il titolo dell’incontro organizzato dal Patto associativo per Monte Sant’Angelo tenutosi il 29 dicembre 2008 presso il Museo Tancredi di Monte Sant’Angelo. Una sala affollata ha partecipato per quattro ore al confronto coordinato dal giornalista Piero Paciello e introdotto dai rappresentati delle associazioni promotrici, Domenico Prencipe, Nicoletta La Torre, Franco Salcuni. La politica locale era rappresentata dai capigruppo in consiglio comunale dei principali accorpamenti di maggioranza e opposizione, Pasquale Palumbo del gruppo del Partito Democratico e Giovanni Granatiero del gruppo di maggioranza Uniti per Monte.
 
Fame e sete di partecipazione, inadeguatezza di una visione politica centrata sul mattone e allergica al confronto, stanchezza per il declino inesorabile di Monte, determinazione e voglia di reagire, spazi per l’associazionismo, questi i temi emersi nel dibattito.
 
Il patto associativo ha chiamato i cittadini a informarsi e a discutere delle questioni principali che segneranno l’anno nuovo. Dando un segnale forte: se la politica pensa di poter decidere da sola questo non le sarà permesso.
 
Quattro le questioni principali messe sul tavolo della discussione:
 
Piano strategico provinciale. Il comune di Monte ha presentato le proposte progettuali per Capitanata 2020 senza discussione con l’opposizione consigliare, con le associazioni e con la città, presentando, a detta di tutti gli intervenuti, progetti vecchi, inopportuni e sicuramente non prioritari. Ad eccezione del progetto per il centro storico, che andrebbe in linea con la candidatura Unesco, gli altri sono progetti di infrastrutture che le associazioni ritengono inutili e devastanti, come il raddoppio della strada corta per collegare Monte a Macchia, la strada per la valle di Carbonara per collegare direttamente Mattinata con San Giovanni Rotondo, la "ristrutturazione della costa di Macchia" a dir poco sospetta dopo la vicenda Chianca Masitto. Addirittura ilarità nella platea ha suscitato la notizia che tra i progetti presentati ci sia una funivia da Macchia a Monte. Il capogruppo Granatiero ha assicurato che per la scelta delle priorità, visto che al massimo uno sarà il progetto finanziato, sarà resa protagonista la cittadinanza e saranno consultate le associazioni. Legambiente Arci e il diario Montanaro hanno manifestato il loro pensiero: l’unico progetto presentabile e plausibile è quello che riguarda il centro storico, però fatto con modalità conservative e non devastanti. Gli altri vanno ritirati, perché attualmente impresentabili.
 
Contratto di quartiere. Monte Sant’Angelo si è aggiudicata un finanziamento di cinque milioni di euro. La discussione è stata interessante perché si facevano notare due incongruità che fanno pensare al progetto montanaro come una truffa politica. La prima è che porta il nome del Rione Junno quando invece non prevede nessun intervento nel centro storico. L’altro è che per ottenere questi finanziamenti il comune deve obbligatoriamente autorizzare la costruzione di altri 70 appartamenti, peraltro in aree tipizzate a verde (le ultime non occupate da palazzi con l’artificio dell’articolo 51), in una città in calo demografico che negli ultimo quattro anni ha cantierizzato circa mille nuovi alloggi. Qualcuno faceva notare che quel denaro potrebbe essere utilizzato per finanziare il recupero del centro storico, vista la disponibilità manifestata dall’assessore regionale all’urbanistica a rivedere il progetto.

Piano Urbanistico Generale. Per quello che riguarda il futuro dell’urbanistica a Monte Sant’Angelo sarà fondamentale la discussione che maturerà per il nuovo Piano Urbanistico Generale. Legambiente ha denunciato la gravità del fatto che da tre mesi ha avanzato richiesta formale del documento preliminare che il prof. Karrer ha presentato al comune. Questa copia non arriva. Le tre associazioni si chiedono se questo gesto è la premessa della qualità della discussione che ci aspetta, con la politica che non solo non cerca il confronto, ma che addirittura cerca di ostacolare in qualche modo?
 
Ex cinema Piemontese. Per quanto riguarda l’intenzione da parte dell’amministrazione comunale di comprare l’ex cinema Piemontese, le tre associazioni manifestano la necessità di un confronto preliminare, per capire assieme alla comunità quali sono le reali esigenze della cittadinanza. Sicuramente va scongiurata una nuova speculazione edilizia, con la costruzione di appartamenti a un passo dalla Celeste Basilica.
 
Di questo e di altre questioni si è discusso. Granatiero ha dato segnali di apertura, peraltro convocando, in qualità di presidente della commissione consigliare ambiente Legambiente e Arci per un confronto continuo nella commissione da lui presieduta. Il Patto associativo apprezza la pacatezza e la disponibilità del consigliere Granatiero, ma si chiede due cose.
Queste apprezzabili aperture e disponibilità al dialogo sono condivise anche dal sindaco e dalla giunta? E poi, perché non audire anche il diario Montanaro con Arci e Legambiente?
 
I promotori dell’incontro hanno chiesto subito, entro gennaio, un segnale di disponibilità e apertura verso la partecipazione e una nuova politica, chiedendo di fare cinque cose concrete:
 
1. la prima è apporre, nel prossimo consiglio comunale, il vincolo di inedificabilità assoluta negli orti periurbani. Sarebbe assurdo, nell’anno della candidatura Unesco, tenere gli orti ancora edificabili come lo sono adesso.
2. La seconda è di far partire le ordinanze per il ripristino dello status quo ante nel centro storico, soprattutto li dove i tetti in coppi sono stati sostituiti con tetti in tegole. Anche questo sarebbe un bel segnale per l’unesco. Per testimoniare che davvero crediamo in un rapporto diverso con il centro storico.
3. Poi una richiesta banale: rispondere alle lettere di associazioni e cittadini è un obbligo di legge e va fatto entro trenta giorni. Perché una richiesta di informazioni e di atti avanzata da Legambiente tre mesi fa è rimasta ancora inevasa?
4. Bloccare i lavori di chiancamasitto che ancora vanno avanti con le ruspe e come se i cittadini non avessero detto nulla. Occorre sedersi attorno ad un tavolo per capire, con i cittadini, come mitigare gli effetti di quell’intervento.
5. Far capire alla cittadinanza ed alle associazioni le modalità di accesso all’auditorium delle clarisse e alla biblioteca comunale. L’auditorium è un bene pubblico? allora perché le associazioni devono pagare 200 euro per potersi riunire ed organizzare eventi? così si rischia di negare l’accesso della sala a cittadini e associazioni.
 
Queste le cose che le associazioni del Patto chiedono vengano fatte entro il mese di Gennaio.
 
Ringraziando Piero Paciello per aver coordinato i lavori, la cooperativa Ecogargano per aver concesso l’utilizzo della sala del Museo, Bernardo Bisceglia per aver messo a disposizione il service,
 
Legambiente Arci e il Diario Montanaro augurano ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni, agli organi di stampa un felice 2009

RILANCIAMO IL GIORNALE PIU’ ANTICO DEL PROMONTORIO: IL GARGANO NUOVO

Il suo archivio racchiude la vera storia dell’identità garganica
di Teresa Maria Rauzino

“Caro Gargano Nuovo, tu non sei una cosa con i limiti materiali della carta che ti ospita! Non sei una cosa finita, come un giornale, un romanzo, un film, una vita! Tu trascendi tutto questo: sei l’amore del figlio per la propria madre, una fiamma che è destinata a splendere e scaldare nel tempo, oltre la vita del singolo, finchè questa terra avrà un figlio che si riconosce come tale, e non se ne vergogna!”.
Così Antonio Flaman, mitico presidente dell’Associazione “Il Gargano Nuovo” raccontava, alcuni anni fa, una storia centenaria iniziata a Monte Sant’Angelo con “Il Gazzettino del Gargano”, l’11 novembre 1900, per merito di Michele Flaman.
Diretto da Filippo Ungaro, con la collaborazione di Ciro Angelillis, il quindicinale, venduto a 10 centesimi, si proponeva di “… conquistare ciò che spetta a questi luoghi, … per l’elevazione del nostro promontorio benedetto da Dio e dimenticato dagli uomini”. La pubblicazione, interrotta nel 1914, riprese nel 1950 col nome di “Gargano”, organo di stampa dell’Associazione “Rinascita Garganica" di Giuseppe d’Addetta.
Vi collaborarono tutti gli intellettuali garganici più prestigiosi: Alfredo Petrucci, Michele Vocino, Ciro Cannarozzi, Michelangelo de Grazia, Michel’Antonio Fini, per fare solo alcuni nomi.
Dopo qualche anno, nel 1974, alcuni giovani intellettuali vichesi, tra cui Filippo Fiorentino, raccolsero la “fiaccola”. Venne costituita l’Associazione “Il Gargano Nuovo” e ritornò in edicola il periodico omonimo, “quale mezzo di incontro, di dibattito e diffusione, per la crescita culturale e sociale … per sensibilizzare e per favorire la ricerca, gli studi, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnologico, ambientale e naturale del Gargano”.
Da allora, il mensile è stato sempre presente nei dibattiti, man mano accesisi, sul futuro del promontorio.
Da ricordare l’epoca dell’impegno in difesa dell’ambiente e per l’istituzione del Parco Nazionale del Gargano, che valse all’Associazione un premio di 500mila lire, conferito dall’allora presidente della provincia di Foggia Francesco Kuntze e dall’assessore al turismo Matteo Fusilli.
Erano i primi anni Ottanta … in questo campo c’era il vuoto.
Oggi il giornale, quasi ignorato da amministrazioni locali, professionisti, commercianti e operatori turistici, deve la vita all’amore per la propria terra degli uomini dell’Associazione, della redazione e ai collaboratori.
L’attuale presidente delll’associazione “Il Gargano Nuovo” è Carla d’Addetta. Il mensile omonimo, diretto da Francesco Mastropaolo, viene stampato dalla Tipografia Di Pumpo a Rodi Garganico.
Fra gli attuali più assidui sostenitori della “identità garganica”, ricordiamo : Teresa Maria Rauzino, Silverio Silvestri, Leonarda Crisetti, Piero Giannini, Maria Antonia Ferrante, Pietro Saggese, Francesco Granatiero, Domenico Sangillo, Giuseppe Laganella, Francesco Bocale, Maria Teresa D’ Orazio, Leonardo Aucello, Giuseppe Piemontese, Matteo di Sabato, Felice Clima, Enzo Campobasso, Matteo Siena, Enzo d’Onofrio, Francesco Ferrante, Mimmo Aliota, Emilio Panizio, Angelo del Vecchio, Michele Eugenio di Carlo, Giuseppe Piemontese, Michele d’Arienzo, Antonio Basile, Antonio V.Gelormini, Angela Picca e tanti altri, sparsi per il Gargano e oltre.
Voci dal promontorio, che nelle pagine del “Gargano Nuovo” hanno profuso garganicità, mai campanilismo.
Al caro Gargano Nuovo, mille di queste voci!
Magari fossero le vostre!

Informazioni di contatto
Presidenza Associazione "IL GARGANO NUOVO" c/o Studio Notarile Carla d’Addetta
via Alcide de Gasperi, 5
Vico del Gargano, Italy

La mappa delle energie vitali e della cittadinanza attiva del Promontorio

Sui vecchi e nuovi media si gioca la scommessa della Città Gargano

Per chi vuole spendersi per migliorare il Gargano

Se è vero che siamo Garganici…

L’appuntamento di domani 9 Gennaio a Vico del Gargano

Cresce l’attesa per l’incontro del giorno 9 gennaio 2009 a partire dalle ore 17.00 presso il Palazzo della Bella di Vico, organizzato dall’Associazione Io Sono Garganico in collaborazione con il Comune di Vico del Gargano, per favorire la conoscenza tra chi ama questa terra e vuole spendersi per migliorarla e tutte quelle Associazioni culturali e ricreative che lavorano in questo contesto geografico.

In quest’occasione il Palazzo della Bella, edificio storico immerso nel suggestivo e labirintico centro storico della cittadina, rivivrà l’atmosfera di tempi passati, quando nel paese tutti si incontravano quotidianamente nella piazza centrale proprio per conoscersi, scambiarsi idee e pensieri.

Tutti i partecipanti saranno invitati proprio nella virtuale Piazza del Popolo a socializzare tra loro. In questo spazio fortemente aggregativo sarà possibile curiosare tra tutti gli amici, quelli del forum, quelli di facebook e quelli vicini all’Associazione; tutti saranno invitati a lasciare sul “libro delle idee” il proprio pensiero e nuove prospettive per lo sviluppo del Gargano.

Nel Circolo Sociale si incontreranno le molte Associazioni del territorio che saranno presenti all’evento, disponibili a dare informazioni sulla propria realtà associativa e sui progetti realizzati ed in itinere.

Nello stesso tempo non mancheranno i momenti per l’approfondimento culturale, sia grazie al Cinematografo che allo spazio dedicato al Circolo Culturale. Il Gargano storico, ricco della magia e della seduzione della realtà contadina, rivivrà nei filmati selezionati per l’occasione da Ferruccio Castronuovo e Lucia Russo. Sarà poi affidato all’esperto garganico Nello Biscotti un altro spazio di approfondimento culturale, in cui si rifletterà sul fuoco, elemento amico e nemico del nostro ambiente naturale, e su altre tematiche di carattere naturalistico e temi legati all’enologia.

Si potrà girare tra i vari ambienti, dall’Emporio all’immancabile Cantina, lasciandosi rapire da immagini fortemente evocative, di un Gargano di oggi non troppo dissimile dal Gargano di ieri.

Una occasione per riflettere, lanciare idee, far crescere progetti e, perché no, divertirsi in nome di quello spirito garganico che ci auguriamo sempre più forte. Vi aspettiamo.

– Luogo dell’incontro: Palazzo della Bella, Centro Storico Vico del Gargano (FG)
– Data dell’incontro: venerdì 9 gennaio 2009, a partire dalle ore 17.00
– Info: tel. 0884 993048 – stefania@garganonews.it

Attività 2008 e programma 2009 Centro Studi Martella

Il Centro Studi Giuseppe Martella si è costituito nel 1997 ed ha acquisito la personalità giuridica nel 1999. L’istituzione è nata per dare voce alle istanze culturali di Peschici e del suo territorio, la Capitanata. E’formata da studiosi locali e da docenti universitari esterni, che hanno avviato un programma di ricerche ad ampio spettro, interdisciplinare: ricerche storiche che consentano di tracciare i percorsi della poliedrica e plurisecolare storia dei luoghi, delle persone, delle istituzioni e delle tradizioni di popolazioni che, nel ciclico alternarsi delle vicende umane, hanno saputo percorrere la strada delle trasformazioni e dei mutamenti imposti dai tempi.
Il Centro ha organizzato giornate di studio, i cui atti sono pubblicati nella collana "I luoghi della memoria". Oltre alle ricerche di vasto respiro, collabora attivamente con le istituzioni scolastiche del territorio per una sempre maggiore sensibilizzazione dei giovani alle tematiche del patrimonio storico, culturale, artistico e naturale del quale diventare gelosi e fedeli custodi. Attraverso il lavoro del suo Presidente, il Centro Studi Martella svolge anche una corposa attività di informazione attraverso articoli e saggi pubblicati da quotidiani e riviste specializzate, locali e nazionali.
Notevole l’attività sul web, per estendere a livello internazionale i risultati della ricerca storica e la promozione dell’identità culturale della Capitanata.
Nel 2008, in particolare, il Centro ha svolto le seguenti attività:
– Pubblicazione del V volume dei “Luoghi della memoria”, dal titolo “Chiesa e religiosità popolare a Peschici. Itinerari del Parco letterario “San Michele Arcangelo-Gargano segreto”, a cura di Teresa Maria Rauzino e Liana Bertoldi Lenoci, Edizioni Centro Grafico Francescano, 2008 Foggia.
– Presentazione del volume suddetto a Foggia (Palazzo Dogana), Rodi Garganico e Peschici.
– Ricerca presso gli archivi di Simancas e di Aragona di fonti documentarie sulla storia di Rodi Garganico per la redazione del VI volume della collana “I luoghi della memoria”.
– Valorizzazione identità e cultura garganica sulla stampa (Gargano nuovo, Punto di stella, L’Attacco), e sul web (“La memoria dimenticata. Microstorie” su http://www.storiamedievale.net e su http://www.microstorie.net; Peschici e dintorni e segnalazioni culturali su http://www.foggiaweb, http://www.culttime.it; http://www.garganopress.net., Uriatinon su splinder; Centro studi Martella, Peschici e dintorni e Ischitella nei groups msn del Centro Studi Martella.
– Partecipazione, in sinergia con il Centro Studi normanno svevi, l’Università di Bari e il Comune di Barletta, alla Giornata di studi “Puglia in/difesa II” svoltosi il 2 aprile 2008 a Barletta.
– Partecipazione il 19 gennaio 2008, presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Foggia, alla manifestazione “Assaggi di Musica, Arte ed Enogastronomia” organizzata dalla provincia di Foggia e dal Coro giovanile “U. Giordano” di Foggia.
– Organizzazione, in sinergia, con l’assessorato alla cultura del Comune di Peschici, di un convegno di studi su Giuseppe Martella.
– Partecipazione alla kermesse “Il Gargano tra natura e cultura” organizzata dalla casa editrice Il Rosone di Foggia e dal Comune di Rodi Garganico.
– Pubblicazione di 7 reportage dal titolo “Viaggiatori del Gargano” sul Corriere del Mezzogiorno-Corriere della sera.
– Presentazione, in sinergia con il Comune di Peschici, del volume “Memorie” di Angela Ventura.
– Una intensa campagna mediatica e di sensibilizzazione per il restauro e la valorizzazione dell’abbazia di Kàlena in agro di Peschici e per l’inserimento nella progettazione di “Area Vasta Capitanata 2020”.

Anche per il 2009 il Centro Studi Martella svolgerà una corposa attività di informazione sulla stampa e sul web, per promuovere la cultura della Capitanata. Oltre ad attivare significative sinergie con le Istituzioni di Capitanata e pugliesi, continuerà a collaborare con varie Associazioni culturali del territorio. Si prefigge di realizzare il seguente programma di massima:
– Pubblicazione VI volume della collana “I luoghi della memoria” sulla storia di Rodi Garganico.
– Prosecuzione campagna mediatica per il restauro e la valorizzazione dell’abbazia di Càlena in agro di Peschici.
– Varie serate culturali in sinergia con l’Assessorato alla cultura del Comune di Peschici.
– Pubblicazione del VII volume della collana “I luoghi della memoria” : “Lettere al Duce. La Capitanata nel ventennio fascista” di Teresa Maria Rauzino.

Peschici, 7 gennaio 2009
La Presidente del Centro Studi Martella di Peschici
prof.ssa Teresa Maria Rauzino

E se Il Gattopardo narrasse di Brancaccio da Carpino?

E’ la tesi di Basile, che nel diario del signorotto garganico ha colto strane coincidenze
di Piero Ferrante

Ci sono teorie che solleticano gli ingegni più frizzanti, che concorrono a portare nel mondo emerso della cultura caratteri troppo subitaneamente catalogati. Come un processo che manchi delle prove scottanti e si limita a giudicare l’accusato fondandosi sulle mere testimonianze. Queste teorie, che spesso sono controcorrente, rimangono a lungo celate, adombrate dal tetro apparire dell’ufficialità. Sparare a salve, certo, è facile, spesso soltanto una forma di protagonismo non tenuto che esplode nella megalomania di individui senza volto che, come profetizzò Andy Warhol, vanno alla ricerca del loro “quarto d’ora di celebrità”.
Talaltre volte non è improbabile che in esse possa cogliersi il seme della verità, o del vero. Perlomeno del verosimile.
Ipotesi che aggiungono piuttosto che togliere. E, per questo, meritano l’approfondimento.
L’ultimo lampo viene da Carpino, sponda Carpino Folk Festival, l’associazione promotrice dell’omonimo festival che si consuma ne paesino garganico in estate. Qui pro quo l’ispirazione che ha animato Tomasi di Lampedusa nella composizione del suo celeberrimo “Il Gattopardo”.
Non che di tesi a proposito ne girassero poche. La critica letteraria moderna abbonda in quanto ad arditismo teorico.
Da chi ne fa un simbolo rivoluzionario, una bacchetta sulle mani dei costumi, a chi lo bolla come reazionario, fino a chi dubita della sua essenza di romanzo storico spremendone il succo religioso. Come non mancano i campanilisti che lo trasformarono in romanzo della sicilianità o chi, come l’accademico Luigi Russo scrisse dalle pagine del “Belfagor” che nel Gattopardo “fin dalle prime pagine si avverte il tono amaro e desolato dello scrittore, roso da un profondo ma anche elegante scetticismo”. Vena intimista.
Ma nessuno, fin d’oggi, si era spinto a tentare la stoccata finale.
Quella che porta all’individuazione piena e completa dell’ispirazione dei personaggi.
Uno svelamento complicato dal fatto che si è scelta un’indagine cristallizzata alla realtà sicula dell’Ottocento. Ed invece, a distanza di cinquant’anni dalla sua pubblicazione per Feltrinelli, la spinta propulsiva viene proprio dal Gargano. E, più precisamente, da ciò che Antonio Basile (capo redattore del sito web dell’associazione di Carpino) ha scorto nel diario di Francesco Brancaccio da Carpino, risalente al 1860. Appartenente ad un’antica casata presumibilmente originaria di Napoli che estese i suoi privilegi sulle terre di Cagnano e Carpino nel 1738 in seguito al matrimonio di Giovanni I con Felicia Vargas (Principessa di Carpino e Duchessa di Cagnano), Francesco Brancaccio visse, giovanissimo, per alcuni anni in quel di Palermo. Qui venne in contatto con alcuni altri intellettuali del Regno di Sicilia e, negli anni dell’impresa dei Mille, nutrì simpatie garibaldine.
Anche se, in definitiva, lo stesso Brancaccio scrive nel diario che “non ci interessavamo molto di politica e pensavamo solo a goderci la vita e divertirci”. Impossibile non scorgervi l’esteriorità briosa di Tancredi. Quel modo, ricorda Basile, “di fare la rivoluzione” più per spirito d’avventura e fascino violento che non per vocazione ideale. “Poca battaglia e niente disciplina”. Un’istantanea tipicamente nobiliare, non dissimile da quelle immortalate da altri autori che descrissero gli usi del tempo. Primo tra tutti Alexandre Dumas, che nel suo “Il Conte di Montecristo”, fotografa nobili oziosi presi da feste danzanti e garantiti da vitalizi lussuosi. Contatti letterari che creano soluzioni labirintiche, intrecci di società e storie che danno adito a teorie spesso ignorate. Punti di contatto trasversali che inducono Basile ad ammettere che “dalla lettura e dal diario e dei testi di altri autori si evince subito e in modo chiaro che Giuseppe Tomasi di Lampedusa prima di cominciare il suo libro lesse molte opere su Garibaldi ed i Mille in Sicilia e tra questi anche il diario di Francesco Brancaccio da Carpino”.
Effettivamente di punti di contatto ce ne sono. E di diversi.
Innanzitutto, lo scontro di famiglia. Il conflitto tra il Tancredi ed il Principe di Salina altro non sarebbe, secondo Basile, che il riflesso di quello che emerge, nel diario, tra “Brancaccio, orfano e liberale, e suo zio Francesco De Silvestri, il sostenitore borbone”.
Altro e secondo punto di raccordo è la figura stessa di Tancredi, “verosimilmente il Corrado Valguarnera di Niscemi” del diario del galantuomo carpinese.
A tal proposito sono tre gli elementi che lasciano presupporre questa identificazione.
Primo, “era un nipote di Lampedusa”; secondo, “sposò una ragazza plebea come Tancredi”; e, terzo, come il gattopardesco personaggio “fu un entusiasta sostenitore di Garibaldi”.
Tracce indelebili per chi ne vuol vedere forma e paternità, oscure o inesistenti per chi non vuole. Intanto son lì, a Carpino, in attesa di essere seguite.

I panni sporchi si lavano in famiglia, ma se la famiglia non esiste?

PREMESSA = I panni sporchi si lavano in famiglia, ma se la famiglia non esiste quei panni resteranno sempre sporchi e tutti noi “puzzeremo” fino alla nausea

Vi chiedo scusa se userò la prima persona (non è mio costume, non ritenendomi un Enzo Biagi o un Indro Montanelli) e se l’ho scelta per la riflessione che segue è solo per offrire alle mie valutazioni maggiore incisività. Non sono mai stato un “mediatore dell’ultim’ora” e quando il mio ex-direttore Mario Gismondi mi dette del “democristiano” nel corso di un tentativo di facilitare un incontro “difficile”, mi offesi a morte. Pertanto quanto sto per affermare non ha assolutissimamente il sapore della composizione di un “battibecco” e non va “assolutissimamente” preso come tale.

In data 1° gennaio ho pubblicato, ripreso poi da OndaRadio, un BUON ANNO un po’ diverso dal solito sollecitato da certe emozioni romane (http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1581). Tre giorni dopo, il 4, ho dato spazio a uno “sfogo” del presidente della Associazione vichese “Io sono Garganico”, Gaetano Berthoud (http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1584). Due post indiscutibilmente non “collegati” fra loro. Per rendersi conto dei temi trattati, di cui è indispensabile conoscere la sostanza, seguire i link fra parentesi.

Oggi trovo sulla emittente viestana, in coda al mio pezzo scritto in qualità di presidente della Associazione Culturale “Punto di Stella”, una chiosa del direttore Ninì Delli Santi il quale – voglio essere malizioso, ma simpaticamente – prendendo al volo l’occasione si lascia andare a una reazione, giustificata ma a mio parere esagerata, avverso i contenuti della esternazione del Berthoud. Reazione che pongo pari pari all’attenzione degli utenti.

“Nelle analisi e nei piagnistei siamo maestri, e quasi sempre finiamo anche per concordare. Più che di una ‘città’, abbiamo parlato anche noi di un ‘condominio’. L’inchiesta/sondaggio di OndaRadio aveva solo la finalità di accelerare i percorsi di risoluzione di quei problemi, troppi, che ci angustiano da decenni. Proprio perché le difficoltà nascono nel momento in cui questo nostro ‘condominio’ deve confrontarsi con le difficoltà di ogni giorno: ottenere servizi sanitari adeguati, dotarsi di un sito per lo smaltimento dei rifiuti, organizzarsi nella promozione economica, avere strade e infrastrutture adeguate…

“In questo ‘condominio’ ci sono comunità che si trovano da decenni a convivere con tematiche analoghe. Altre realtà del Promontorio hanno sicuramente le loro ma non sono spesso accomunate alle nostre. Altro che ‘voler spaccare il Gargano’! Con San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, ad esempio, non ci si ritrova assieme per l’emergenza rifiuti o sanitaria (ovvero per una discarica comprensoriale e un ospedale). Come spiegare ai Garganici, ad esempio, che l’Ato (Ambito territoriale di bacino per i rifiuti) è nato solo sulla carta ma che a diventare operativo ne passerà ancora di tempo? Così, con la discarica di Vieste ormai esaurita (in cui conferisce proprio quel nostro ‘condominio’ Gargano), si rischia di fare la fine della Campania, come già sta accadendo nel Salento.

“Tutto perché non si riesce a fare… una riunione di ‘condominio’. Motivo? I Garganici, per usare un eufemismo, faticano a stare assieme per discutere e confrontarsi. Di qui la nostra inchiesta/sondaggio che, partita da un riscontro ultradecennale con le difficoltà di dialogo tra Garganici, ha voluto porsi come punto di partenza per avviare un confronto vista la costante crescita delle varie emergenze. Così dopo trent’anni di attese per un ospedale del Gargano Nord ci si è lasciati scivolare addosso lo ‘scippo’ dell’eliambulanza! Fatti concreti dunque, e non fumo!

“E’ anche vero che non ci scandalizziamo più di tanto se poi alcuni dei nostri ‘condòmini’ non sanno granché proprio di quei problemi da cui il ‘condominio’ è afflitto. Sorprendono però talune levate di scudi (e non vogliamo pensare che siano originate dalla mancata paternità dell’iniziativa… perché altrimenti scivoleremmo davvero nel demenziale!) che, tralasciando la sostanza delle varie questioni, ambiscono solo alla mercificazione del Gargano… E così anche noi siamo costretti a dare un nome alle cose: c’è qualcuno che non sa più cos’è il Gargano…
Sicuramente “l’io garganico”, e sono sicuro caro Piero che concorderai, non è davvero vendita di gadgets!”

Fin qui la “reazione” di Ninì Delli Santi, qua e là farcita di opportuna resipiscenza, alla quale ho… “reagito” con un commentino del seguente tenore: “OK, OK, OK!!! Ma se cominciamo (o continuiamo?) a ‘beccarci’ fra noi, caro Ninì, di passi avanti ne faremo ben pochi e più che una ‘riunione di condominio’, anche accesa battagliata dialettica, scadremmo nella solita solfa impregnata di provincialissimo campanilismo. Ma io sono OTTIMISTA di natura!”

Potrei anche fermarmi qui, sarebbe sufficiente limitarsi allo spirito del commento che nella sua obbligata sintesi esprime “in toto” la mia personale ottica sulle modalità da rispettare in maniera da riuscire a muoversi coi dovuti accorgimenti e i debiti paletti. Eppure due “cosine” le aggiungerei volentieri.

PRIMO – Ciascuno di noi, comunicatori telematici o della stampa, all’interno del proprio piccolo grande cosmo, “deve” esperire tentativi drastici e perentori atti a estirpare quell’humus che sa di faide intestine e rivalità che hanno lasciato il tempo che trovano, e ormai non hanno più terreno fertile e valide motivazioni nemmeno nelle tifoserie più ultras e violente (dopo tutti i morti patiti).

SECONDO – Per costituire e realizzare un “condominio” funzionante e agevolmente gestibile occorrono “larga intelligenza” e apertura di vedute che vadano ben al di là del recinto innalzato a proteggere la personale coltivazione, tal che diventi fruibile a tutti e i cui prodotti vengano distribuiti senza parsimonia e senza speculazioni, non soggetti ad attacchi pseudocritici e devianti o valutazioni gratuite e maligne (della serie “siccome non l’ho fatto io, fa schifo”).

So benissimo che le mie puntualizzazioni – non scivolate, per scelta ponderata, nel merito delle rispettive posizioni assunte dai due “contendenti” – urteranno la suscettibilità di qualcuno e se ciò dovesse malauguratamente accadere, vorrà dire che ho solamente perso tempo a buttar giù le precedenti considerazioni, intese in tutta semplicità e modestia a superare gli “scontri” prediligendo gli “incontri”, a indicare una strada – sorta di sopraelevata – stesa al di sopra di ogni conflittuale interesse e diretta a un obiettivo programmato (o da programmare a breve) preciso, facilmente identificabile, chiaro, immanente, alieno da astrazioni, beceri concettualismi e da tutti gli “ismi” che punteggiano maledettamente certe questioni.
Piero Giannini

Un incontro Garganico – 9 gennaio ore 17 – Vico del Gargano

CHI E’ ASSENTE HA SEMPRE TORTO

Continuano i preparativi per l’incontro del giorno 9 gennaio 2009 a partire dalle ore 17.00 presso il Palazzo della Bella di Vico (n.d.r. l’incontro, in un primo momento previsto presso la sede dell’Associazione, si terrà per motivi logistici presso il Palazzo della Bella), promosso dall’Associazione Io Sono Garganico in collaborazione con il Comune di Vico, per incontrare le Associazioni del Gargano e tutti gli interessati a conoscere le realtà associative del territorio.

Tanti anni fa, tra le vie dei paesi del Gargano, si aggirava un banditore, che era colui che annunciava un evento e diffondeva una notizia. A presentare il luogo dell’incontro è proprio questa figura d’altri tempi, perché l’edificio storico del Palazzo della Bella aprirà le sue porte facendo immergere gli ospiti all’interno di uno scenario antico ma nello stesso tempo familiarmente garganico.

Non ci saranno palchi né microfoni, ma sarà possibile aggirarsi nei diversi ambienti, che rappresenteranno un unico grande paese.

Al centro l’immancabile Piazza, luogo d’incontro e relazioni. All’interno di questo spazio comune sarà possibile conoscersi e scambiarsi idee, diventare socio dell’Associazione ISG, condividere progetti; inoltre si invitano tutti gli interessati a portare il proprio curriculum vitae e consegnarlo al banco registrazione, in modo da poter costruire una prima banca dati delle professionalità del territorio.

In ogni piazza che si rispetti c’è il Cinematografo, spazio di sogni e ricordi. Un luogo in cui assistere a proiezioni sul Gargano di ieri, immagini di racconti e storie che ci ricordano le nostre radici.

E ancora lo spazio dedicato al Circolo sociale, il luogo di ritrovo. Qui saranno presenti i referenti delle Associazioni del territorio, disponibili ad incontrare e confrontarsi con il pubblico, e sarà disponibile del materiale informativo sulle stesse.

Il Circolo culturale sarà invece l’ambiente dedicato all’approfondimento di tematiche storico-culturali e soprattutto naturalistiche del territorio.

E nel “grande paese” non può mancare la Cantina per degustare vino e taralli locali! Quindi anche un’occasione per brindare insieme al nuovo anno e alla nostra “garganicità”. Vi aspettiamo.

– Luogo dell’incontro: Palazzo della Bella, Centro Storico Vico del Gargano (FG)
– Data dell’incontro: venerdì 9 gennaio 2009, a partire dalle ore 17.00
– Info: tel. 0884 993048 – stefania@garganonews.it

Monte Sant’Angelo piange la scomparsa del suo Cantore Cequétte

È scomparso oggi, 3 gennaio 2009, stroncato da un infarto nella prima
mattinata. Michele Totaro, in arte “Cequétte”, ha dedicato parte della sua
vita alla musica popolare di Monte Sant’Angelo. Con lui scompare un pezzo di
storia di Monte Sant’Angelo.

http://www.carpinofolkfestival.com/TarantelladiMonte.mp3

Fin da giovane, con gli inseparabili amici “Vairott” e “Giudecicchie” (anche
lui scomparso pochi anni fa), gira il mondo con il gruppo folkloristico “la
Pacchianella”, diventando così uno dei pionieri della nostra musica popolare.
Ce lo ricorderemo così: nell’ultima sua apparizione in pubblico, a Monte Sant’Angelo,
durante il festival “Storie di Musica Popolare”, quando ha allietato il pubblico
con acuti straordinari, ma soprattutto con battute esilaranti, facendo divertire
gli oltre cinquemila spettatori presenti.
Trasmetteva ai giovani la voglia di vivere, la voglia di sorridere. Gente come
lui ci ricorda i valori che accomunano la nostra storia e che ci rendono
orgogliosi di essere garganici, e soprattutto di essere Montanari… grazie
Michele, ci ricorderemo sempre di te. Con te, scompare un pezzo della nostra
storia, che i tuoi amici, “i Cantori di Monte Sant’Angelo” sapranno certamente
ricordare con gioia ed affetto.

La notizia ci perviene da Domenico Prencipe della redazione de “il diario
Montanaro”.

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