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Antonio Basile (Ufficiale)

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I dialetti d’Italia in versi ,bandita la VI edizione del Premio Nazionale

Il Comune di Ischitella (FG), in collaborazione con l’associazione Periferie, bandisce la VI edizione del Premio Nazionale di poesia in dialetto “Città di Ischitella-Pietro Giannone”.

Partecipazione e scadenza. Inviare una raccolta inedita (minimo 20 – massimo 40 pagine, max 30 versi per pagina) di poesie in dialetto (con in calce la traduzione in lingua italiana).

Spedire n. 10 copie dattiloscritte, con le generalità complete, il numero telefonico ed eventuale e-mail a: Comune di Ischitella – Segreteria del Premio nazionale di poesia in dialetto – via 8 settembre 71010 Ischitella (FG). Le copie dovranno pervenire entro il 31 maggio 2009 (fa fede il timbro postale).

Quota adesione. Nessuna. La partecipazione è gratuita.

PREMI:I Premio: soggiorno di 7 giorni nel Comune di Ischitella per 2 persone a spese della Amministrazione Comunale e pubblicazione del manoscritto in 500 copie, a cura delle Edizioni Cofine di Roma.
Il premio dovrà essere ritirato personalmente (pena l’esclusione) nel corso della Premiazione.
II Premio: soggiorno gratuito di 4 giorni per 2 persone.
III Premio: soggiorno gratuito per un week-end per 2 persone. Alcuni testi tratti dalle raccolte vincitrici saranno pubblicati sulla rivista di poesia “Periferie” e sul sito www.poetidelparco.it 

Premiazione. Avverrà il 13 settembre 2009 ad Ischitella, con la partecipazione del vincitore. I risultati saranno resi noti attraverso la stampa ed altri canali di informazione e sul sito www.poetidelparco.it 

La giuria è composta da: Franzo Grande Stevens, Presidente onorario, Dante Della Terza, Presidente, (Università di Harvard e Napoli), Rino Caputo (Università di Roma Tor Vergata), Giuseppe Gaetano Castorina (Università Roma La Sapienza), Franco Trequadrini (Università L’Aquila), Achille Serrao (scrittore e poeta), Cosma Siani (Università di Cassino), Francesco Bellino (Università di Bari), Franca Pinto Minerva (Università di Foggia), Vincenzo Luciani (poeta).

Patrocini: Comune di Ischitella, Regione Puglia, Provincia di Foggia, Ente Parco Nazionale del Gargano, Eurolinguistica Sud, Rotary Club “Gargano”.

Per informazioni ulteriori tel. 06-2253179; e-mail poeti@fastwebnet.it 

Bracconaggio nel Parco Nazionale del Gargano

Le foto allegate dimostrano come l’attuale assetto della vigilanza nelle aree umide del Parco Nazionale del Gargano non è in grado di arginare l’annoso problema del bracconaggio.

Foggia. Le foto allegate dimostrano come l’attuale assetto della vigilanza nelle aree umide del Parco Nazionale del Gargano, così come delle Riserve Naturali di Popolamento Animale dello Stato, quale è Frattarolo, non è in grado di arginare l’annoso problema del bracconaggio.

Bracconaggio ne Parco Nazionale del Gargano

Ormai questi “neri seguaci di Diana” possono cacciare impunemente di giorno, con a seguito cani e richiami vietati, in una zona 1 del Parco tra le più famose a livello europeo.

Recentemente su INTERNET (http://www.argonauti.org/forum/default.asp) sono apparse analoghe foto di cacciatori in barchino nella Riserva Naturale Orientale del Lago di Lesina, anche qui in zona 1 del Parco.

Questo problema è in gran parte dovuto alla non omogenea distribuzione dei comandi stazione dei Forestali.

Per esempio il comando stazione competente per le paludi sipontine è San Marco in Lamis, ad una distanza è tale da vanificare qualsiasi possibilità di prendere in flagranza di reato questi delinquenti, malgrado la buona volontà del Comandante della stazione.

Nei giorni festivi la situazione, se possibile, è addirittura peggiore: una volta segnalato l’abuso al 15.15 viene attivata la pattuglia reperibile che, nel caso di domenica 11/01/2009 era quella del Comune di Mattinata, con il risultato che ancora una volta i bracconieri l’anno fatta franca, visto il tempo necessario per l’arrivo in loco della pattuglia stessa.

I volontari del Centro Studi Naturalistici onlus hanno comunque provveduto a fotografare l’accaduto e ad inviare le foto alle autorità in modo da permettere l’eventuale riconoscimento dei bracconieri.

In ogni caso, ciò che ci preoccupa maggiormente è che se tutto questo avviene di giorno, cosa accade di notte nelle zone umide,  magari in fase di luna piena, quando gli uccelli migratori si muovono? Oppure, chi controlla le mattanze che “addirittura vengono con disgusto denunciate sottovoce dagli stessi cacciatori” nelle riserve private, Poco fuori il Parco?

Tutto questo non è degno di un paese civile, ribadiamo ancora una volta la richiesta di istituire un presidio stabile della  Forestale presso le Paludi Sipontine in modo da tutelare questi importantissimi scrigni di biodiversità.

Centro Studi Naturalistici ONLUS

Bracconaggio o non Bracconaggio per noi, Crono e Abasile, la caccia per divertimento costituisce comunque una barbaria – modifiche a cura di Antonio Basile

Zampogna 2009 all’anziano cantore garganico in rappresentanza di quella formidabile genìa dei Cantori di Carpino

Premio Speciale ‘la Zampogna 2009’ ad Antonio Piccininno

    Si rinnova a gennaio 2009 l’appuntamento con uno dei festival più importanti in  Italia nel panorama della musica popolare e world:

    La Zampogna – Festival di Musica e Cultura Tradizionale.

    L’appuntamento, giunto alla XVI edizione, coinvolge un numero sempre maggiore di studiosi, musicisti, liutai e pubblico, dimostrando quanto sia forte e in costante crescita, l’attenzione verso questo importante strumento della tradizione popolare italiana.

    Fitto è il programma delle attività che interessa diversi comuni dell’area del Sud Pontino (Maranola, Itri, Monte San Biagio e Lenola) dal 16 al 18 gennaio 2009.

    Tra gli ospiti e gli appuntamenti principali sono da segnalare la partecipazione straordinaria della Famiglia Boniface, storica famiglia di musicisti tradizionali valdostani, il focus sulle zampogne del versante appenninico, il concerto “Suoni sulle strade dei Briganti”, uno spettacolo originale commissionato e prodotto dal festival, e  il Premio Speciale “la Zampogna 2009” ad Antonio Piccininno, l’importante voce dei Cantori di Carpino. 

    Una vera e propria no-stop di tre giorni che vedrà avvicendarsi numerosi musicisti, giovani e anziani, italiani e stranieri, che animeranno i concerti, i seminari e gli incontri.

    Ma il Festival è anche l’occasione per avere un contatto diretto con alcuni tra i costruttori di strumenti musicali tradizionali più importanti della penisola. Una mostra-mercato di liuteria tradizionale sarà tra gli appuntamenti più rilevanti della rassegna, un’occasione unica in cui poter acquistare strumenti musicali, oggettistica tradizionale, attrezzi di uso contadino e pastorale.

    Nella serata di Domenica 19 gennaio sarà la volta del tradizionale Gran Concerto del Vespro “IL BORDONE SONORO” a Maranola (LT). A partire dalle 17.30, nella chiesa di SS. Annunziata, saranno in scena i musicisti dei Monti Aurunci, Ausoni e Mainarde,  e ancora tanti ospiti della tradizione. Sarà questa l’occasione in cui verrà consegnato ai CANTORI DI CARPINO il Premio Speciale “la Zampogna” 2009.

Aiutateci a ritrovare Alessandro Ciavarrella

Aiutateci a ritrovare Alessandro Ciavarrella

Monte Sant’Angelo – Non torna a casa da Domenica 11 Gennaio, quando uscì alle dieci del mattino per incontrare un amico. Quell’amico non l’ha mai incontrato.

Alessandro è un ragazzo di 17 anni di Monte Sant’Angelo. Alto circa 1,78 m. Indossava un giubbotto nero e jeans. È stato avvistato l’ultima volta verso le undici del mattino vicino al Byron Cafè di Monte Sant’Angelo.
Aiutateci a ritrovarlo: la sua famiglia lo cerca ormai da giorni, e si è appellata a noi.

Chiunque lo incontri o possa fornirci maggiori informazioni, è pregato di contattare:
ildiariomontanaro@gmail.com
329-7325279
348-6186056

Le energie vitali del Gargano, tra strofette e goliardia

L’incontro, promosso da "io sono garganico" apre nuove sinergie

Porticcioli Varano. Valutazione impatto ambientale in sanatoria?

Da archiviare secondo il PM Abuso d’ufficio in fatto d’impatto ambientale, per i lavori di sistemazione della strada lungo lago istmo di Varano. A giorni l’udienza al tribunale di Lucera

Il Pubblico Ministero chiede al GiP l’archiviazione del procedimento nei confronti del sindaco e del responsabile dell’U.T.C. di Cagnano Varano in merito ai “lavori di sistemazione della strada lungo lago istmo di Varano”, dopo che l’area e il cantiere sono stati sottoposti a sequestro circa un anno fa, a seguito dell’intervento dell’Ufficio circondariale marittimo di Vieste in collaborazione con l’Ufficio locale marittimo di Rodi G.co.
Motivi del sequestro: “occupazione e costruzione abusiva sul suolo demaniale marittimo e nella fascia di rispetto dei trenta metri dal limite demaniale marittimo senza la prevista autorizzazione rilasciata dell’autorità competente”; “deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi-invasione dei terreni-danneggiamento”; “opere eseguite in assenza di concessione, in zona sottoposta a vincolo paesistico, ambientale”; “violazioni di norme in materia ambientale”; “violazioni concernenti le prescrizioni minime di sicurezza e di salute nei cantieri temporanei o mobili”.
I lavori ordinati dal comune di Cagnano Varano, sono stati eseguiti a fine novembre 2007. Il progetto è stato avversato dai pescatori, ma soprattutto mancava dei pareri previsti dalla normativa ambientale per opere e manufatti ricadenti in area SIC (siti di importanza comunitaria), ZPS (zone protezione speciale) e aree naturali protette (Parco).
Mancano altresì il parere demaniale e le istanze motivate di esproprio, per cui alcuni pescatori hanno esposto denuncia nei confronti del committente (comune di Cagnano Varano).
In fase di esecuzione dei lavori, sono state violate le norme in materia di smaltimento rifiuti. Tantè che esiste una comunicazione trasmessa alla Procura della Repubblica di Lucera in cui si ravvisa un reato “… nella movimentazione del terreno e nei riempimenti di alcune zone del lago venivano impiegati [infatti] materiali di scarto di reti di plastica, legname, copertoni, materiale plastico di vario genere e rifiuti vari”. C’è chi dice di avere visto sotterrare nel lungo lago addirittura resti di amianto.
Il rilascio dei pareri previsti per la realizzazione di un’opera pubblica deve essere propedeutica alla sua cantierizzazione. Tra i pareri, meritevoli di attenzione: l’autorizzazione del Parco Nazionale del Gargano e la determina obbligatoria di V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) dell’assessorato all’ambiente. La V.I.A. è una procedura complessa, finalizzata “ad informare e a rendere partecipi i cittadini nei confronti degli interventi che interessano il territorio e le loro condizioni di vita. Essa prevede tra l’altro, il deposito presso il Comune, la Provincia e l’Assessorato all’ambiente del progetto e del S.I.A. (studio di impatto ambientale) dell’opera da realizzare; la pubblicazione su due quotidiani (uno nazionale e locale), sul Bollettino Ufficiale Regione Puglia a inizio e a fine istruttoria, potendo accogliere il parere dei cittadini. Un iter che richiede diversi mesi di tempo.
“Le procedure di V.I.A. hanno lo scopo di prevedere e stimare l’impatto ambientale dell’opera o intervento, di identificare e valutare le possibili alternative, compresa la non realizzazione dell’opera…”. Nel progetto di sistemazione della strada lungo lago di Varano, osteggiato da pescatori e residenti, tali procedure non sono state espletate preventivamente, come può, quindi, il PM sorvolare e chiedere di archiviare il caso, adducendo il motivo che non ci sono prove a supporto del rinvio a giudizio degli implicati (il responsabile del procedimento, il committente comune di Cagnano Varano e il direttore del cantiere)?
È vero che col tempo, l’Amministrazione di Cagnano ha ottenuto due autorizzazioni: a) la valutazione d’incidenza dell’Assessorato all’Ambiente Settore Ecologia della Regione Puglia (20 Marzo 2008, Modugno), a circa un mese dal sequestro, parere comunque insufficiente sulla base dell’art 4 comma 3 L.R. 11/2001 (a cui fa rif. l’assessorato all’ambiente nella valutazione d’incidenza prodotta), in quanto l’interverno ricade in area protetta; b) l’autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, sebbene condizionata da alcuni paletti, tra cui “che i materiali di risulta vengano conferiti in discariche autorizzate, a distanza di un anno dall’inizio lavori.
Ciò nonostante, come può giustificarsi la richiesta di archiviazione di un caso nel quale non sono rispettate le norme recepite dalla Regione e riconducibili alla CEE, che prevedono il rilascio dei pareri prima della cantierizzazione e non successivamente, quando impatti negativi sono stati già creati e l’habitat pregiudicato?
Di fatto, l’intervento di risistemazione e pulizia della strada lungo lago ha stravolto il delicato equilibrio costiero, minacciato da sesse, maree, venti e moto ondoso. Sono stati creati nuovi porticcioli affatto funzionali, rimuovendo quelli esistenti. Corposi sbancamenti di materiale allo scopo di allineare la strada, hanno prodotto una riduzione del livello di costa, causando l’inondazione dei terreni, l’erosione e l’impaludamento. In precedenti articoli, ho già evidenziato come l’opera non si sia dimostrata funzionale, peggiorando le condizioni dei frequentatori del lago, pescatori, turisti e altri fruitori occasionali, innescando problematiche di natura idrogeologica e contravvendo alle Direttive “Habitat”, recepite con il D.P.R. n° 357/1997. C’era, infatti, nell’area, un complesso sistema dunale, caratterizzato da vegetazione pioniera a Salicornia, che ora non c’è più (vedi blog Dina Crisetti). Un attento studio avrebbe potuto conservare tale complesso sistema, armonizzandolo con l’intervento oggetto di queste riflessioni.
In una nota, datata 4/12/2008, il responsabile U.T.C. del comune di Cagnano Varano, con sollecitudine dichiara “che i lavori devono essere completati e rendicontati entro il 31/12/2008, pena la perdita del finanziamento”, lasciando intuire che bisogna affrettarsi con l’istruttoria.
Finanziamenti, che giustificherebbero la fretta di iniziare i lavori – nonostante il parere avverso degli operatori -, ma che in realtà pare non esistano. Infatti l’allegato 3 POR Puglia 2000-2006 Misura 4.16 dice espressamente che il progetto “completamento strada lungo lago sull’istmo isola Varano” proposto dal Comune di Cagnano Varano non è coerente con gli obiettivi previsti nella comunicazione (Prot. 36/SP/1385 del 7/08/2007). Motivo di esclusione, il “non dichiarato avvio iter, né ottenimento di autorizzazioni ambientali, seppur necessarie”.
Il sindaco di Cagnano invece, nel disporre l’esecuzione dei lavori, dichiara che il nostro Comune “è titolare di un finanziamento da parte della Comunità Europea P.I.S. n°15 Misura 4.16”. Lo stesso finanziamento dal quale sarebbe [è] stato escluso?
I dubbi, a questo punto, sono diversi. Perché le autorizzazioni ambientali ritenute “necessarie all’istruttoria” da parte di chi ha visionato il progetto, escludendolo dal finanziamento, non sono considerate tali dall’Assessorato all’Ecologia, che, a un anno dal sequestro, rilascia una valutazione d’incidenza favorevole?
E soprattutto, perché un’Istituzione come quella comunale, ordina “opere abusive”, aprendo i cantieri, senza i preventivi pareri o autorizzazioni? Perché Ente Parco e Regione rilasciano pareri indispensabili, propedeutici all’intervento, soltanto ex post? Perché il PM chiede l’archiviazione del caso?

Leonarda Crisetti

Il Gargano ce la farà? Chi vivrà vedrà. La direzione da seguire mi sembra chiara

di Franco Salcuni, da "l’Attacco" del 9 gennaio 2009

Foto di Biagio Salcuni, classe 1994.
I tetti di Monte Sant’Angelo

Primo, evitare gli errori del passato. Il Gargano è stato devastato dalla speculazione edilizia. Il cemento non è la soluzione, nè il mezzo. Occorre esplorare altre strade. Partire, forse, dalla vitalità del cosiddetto privato sociale. Potrebbe essere un inizio, ma non basta. Per usare una metafora da new economy, occorre investire sul software, cioè sui programmi, e non solo sull’hardware, ovvero sulla macchina, sulle strutture o infrastrutture. E’ vero, le strade, gli alberghi, le case. Ma se tutta la politica si concentra solo su quello ci ritroviamo solo case, strade, alberghi. E ci perdiamo, l’ambiente, l’identità, la cultura, la coesione sociale, gli abitanti e i turisti.

E poi quali sono le vere infrastrutture di cui il Gargano ha bisogno? Il divario digitale l’abbiamo colmato? Il sistema della viabilità lenta, dopo anni di parco nazionale, a che punto sta? I servizi sociali e formativi in che condizioni sono? Il sistema culturale locale come è organizzato? A che punto è il sistema turistico locale? Il Parco nazionale del Gargano quanta strada deve ancora fare per dirsi una realtà vera, presente, capace di guidare il Gargano e non solo farsi guidare dalle dinamiche politiche consolidate? Anche queste sono infrastrutture. Qualcuno ci sta lavorando?

Occorre fermare l’emorragia dei garganici. Vanno via. Soprattutto i giovani. Vanno via per cercare un lavoro o per studiare. E poi non tornano. Quelli che restano spesso soffrono. E non investono sul territorio. Né energie, né attenzioni, né denaro. Capitale sociale esportato e mai più disponibile. Le associazioni, quelle che ancora resistono, lottano, producono idee, cultura e coesione sociale. Spesso sono sole e contro tutti. Le scuole formano i giovani, spesso affrontando il lavoro educativo con coerenza, correttezza, dedizione. Ma gli altri?

Le lobbies del cemento si sono impadroniti della politica. Si riesce solo a costruire. Anche se le procedure sono difficili, gli investimenti difficoltosi da mettere insieme, le dinamiche aggregative complicate da innescare. Le leggi contrarie. La politica lavora per superare tutte le difficoltà e fa i miracoli. Per il cemento.

Per le altre cose non si fanno miracoli. Ma neanche le cose minime. Quelle di buon senso, facili facili. Niente. Solo errori.

Basta guardare lo stato dei beni culturali. Sarebbe un errore assoluto (il male assoluto!) non dare priorità al restauro di Kalena sul piano strategico provinciale. Lo dico al sindaco di Peschici. Una persona che stimo. Peschici ha bisogno di ripartire da Kalena. Che sta crollando. Luogo simbolico della identità garganica. Della sua storia. Perchè Kalena è diventata, negli anni, un mistero più intricato dei segreti di Fatima? A me le cose sembrano semplici. Più semplice che costruire un porto, un aeroporto, l’ennesimo villaggio turistico. Kalena è la priorità.

Come lo è il centro storico di Vico del Gargano. Il centro storico è la ripartenza per quella comunità e per il Gargano intero. L’albergo diffuso, la cultura, l?identità di quel pezzo di territorio vale molto di più di un nuovo quartiere, di un nuovo albergo.

Lo è il centro storico di Monte Sant?Angelo, attenzionato dall’Unesco. Scommettiamo che sul Piano strategico provinciale il Comune di Monte Sant’Angelo dirà che per il futuro della città Dell’angelo è più importante la piana di Macchia che non il suo centro storico, i suoi monumenti, il suo santuario? Dopo i proclami della retorica Unesco noi aspettiamo la prova dei fatti. Che cosa sarà finanziato con i soldi di Capitanata 2020? Il centro storico o la piana di Macchia per creare i presupposti per una nuova ondata di cemento? L’ennesima, che allontana schifati i turisti e i giovani cittadini?

Le associazioni e la cultura del Gargano devono cominciare a parlare chiaro. La discussione nominale su cosa è Gargano e cosa non lo è, non mi appassiona. Piuttosto mi sembra una stupida perdita di tempo. Vorrei che il mondo del privato sociale, le donne e gli uomini di cultura, il mondo dinamico della informazione e della comunicazione, il sistema delle imprese della qualità, che sul Gargano non è maggioranza, ma esiste eccome in agricoltura e nel turismo, dica chiaramente a se stesso e agli altri se questo Gargano, governato con una mentalità vecchia, è pronto a voltare pagina.

Certo, a risvegliarci dal sogno di un Gargano diverso ci sono i morti ammazzati. Cui la codardia delle istituzioni locali non risponde neanche con una parola, chiara, semplice e gridata con forza. Di condanna. Solo un assordante e tragico silenzio.

IL MIO NOME E’ GARGANO… “GARGANO OLTRAGGIATO”

COMUNICATO UFF. STAMPA ASS. CULT. “PUNTO di STELLA”
di piero giannini

Riflessioni “in libertà” a margine dell’incontro del 9 gennaio completate da una pro-posta: organizzarne un secondo convocando quelle realtà associative sfuggite per un motivo o per l’altro al primo setaccio

Siamo stati convocati a Vico del Gargano, ospiti della “consorella” Io sono Garganico insieme a presidenti e portavoce di altre realtà associative garganiche attive sul territorio. Ci siamo conosciuti (qualcuno usa un verbo più colorito: “annusati”). Ci siamo stretti la mano (c’è stato anche chi si è scambiato un abbraccio). Ci siamo parlati. Ci siamo confrontati. Ci siamo guardati negli occhi man-cando di evitare gli sguardi inquisitori della serie “ma chi c… sei!”
   Qualche esponente di Associazione meno navigata ha già chiesto lumi e conforto (nel senso: dammi un’idea per la mia prossima iniziativa), qualche altro ha voluto “fare il maestro” (capita sempre, in un gruppo appena costituitosi, il personaggio che aspiri a diventare “leader del branco”, come per i lupi, tanto per dire, ma non accadrà nella circostanza in questione visto che nel dna dei presenti la leadership è sacra), qualche altro ancora ha voluto buttarla sul politico ma si è subito ri-preso (notando la scarsa accettazione della velata proposta) calando l’asso della alternatività alle i-stituzioni e non della loro sostituzione. Altri ancora hanno espresso la volontà di non voler morire e hanno chiesto aiuto. E altri, infine, hanno reso comuni le diverse “armi” a disposizione.
   Conclusione: nessuno ha taciuto, nessuno è rimasto all’ancora, nessuno si è messo nella scia, nes-suno si è posizionato al traino di questa o quella realtà associativa. E nessuno ha manifestato un per-sonale obiettivo che non sia stato possibile accomunare all’obiettivo degli altri. Un obiettivo che ha un solo referente: basta con la sopraffazione, basta con l’inerzia, finito il tempo di attesa della man-na, finite le decisioni a pioggia – scarse e tante volte inconcludenti – di chi sia chiamato a regolare il traffico, comportandosi poi da “vigile” poco accorto e sprecone.
   Ma su tutto l’ambaradan voluto e creato da “Io sono Garganico” spicca l’ultima (ma non definiti-va) considerazione: sembrava che la riunione si effettuasse fra gente che si conosceva da una vita, che sapesse le intenzioni del vicino e le avesse già esaminate con lui in decine e decine d’incontri. Un feeling apparso subito esaltante e provocatoriamente positivo avviato sulla corrente continua di un fil rouge che via via si è andato arroventando fino al punto da spingere qualcuno a saltare un passaggio e rivolgersi a soluzioni che necessariamente dovranno venire col tempo, quasi a voler bruciare le tappe di un percorso che per necessità sarà lento… ma inesorabile.
   Un vecchio detto sentenzia: “Chi vivrà, vedrà”, ma se il futuro nasce su un rendez-vous in cui si sono rivelate e rilevate una confluenza e una convergenza di intendimenti quali quelli del 9 gennaio scorso (data memorabile nella storia del Gargano, da inserire in quel particolare calendario che fra cent’anni scriverà cosa sia successo in questo giorno), ci sarà poco da… vedere. Quanto si doveva “vedere” lo si è visto il 9 gennaio: la voglia di “cambiare”, la volontà di interrompere e stoppare un processo di inaridimento apparso all’orizzonte con modalità subdole e rischiose, la ferma decisione di non subire.
   Cattive “politiche”, calamità naturali, mancati o errati ricambi generazionali, solchi perversi scelti per necessità e diventati “norma”, hanno favorito il processo di cui sopra. Ma ora sul suo avanzare si è frapposto un fusto di patriarca vegetativo caduto sulla strada per aver subìto l’onta di essersi vi-sto “bruciare” le radici, di aver assistito all’offesa del rogo delle proprie colonne portanti. Un tronco possente e straordinario, difficile da spostare, la cui imponenza abbattuta reclama giustizia. Ha an-che un nome questo patriarca: si chiama “Gargano Oltraggiato”.

Tutte le informazioni dell’incontro di ieri 9 Gennaio a Vico del Gargano

Un Incontro Garganico
articolo di Gaetano Berthoud

E’ fu così che un pomeriggio "qualsiasi" a Vico del Gargano, venerdi  9  
gennaio 2009,  come per magia, tra la nebbia e la pioggia, è riuscito a  
trasformarsi in un momento speciale, anzi, una giornata speciale,  
non solo vichese ma tutta garganica.



Come per magia, tutto quello speravamo, si è avverato, tutto  
quello che sembrava un rischio, si è rivelato una solida certezza; i  
garganici esistono e a darne una testimonianza concreta sono state  
innanzitutto le associazioni dei tanti paesi del territorio.


Già l’incontro del mattino, riservato alle associazioni e pro loco, ha evidenziato quanta voglia ci sia di conoscersi, di confrontarsi, 
di parlare e discutere insieme, di tematiche che riguardano il bene  
comune del Gargano, sempre restando nel proprio ruolo, cercando di essere da stimolo e di supporto per il  
territorio.



L’incontro di ieri ha dimostrato quanto sia importante continuare a vederci e confrontarci, importante seguire questo percorso con 
l’umiltà di aver fatto solo un piccolo passo, anche se storico, poichè è stata la prima volta che si sono dati appuntamento molte 
realtà associative del Gargano.

 L’ampia partecipazione, non solo un dato numerico, si è rivelata 
una quantità di "teste" che hanno mostrato solo interesse e curiosità, nessuno che abbia deciso di partecipare  all’incontro tanto per, nessuno che non abbia "conquistato" gli altri. 
Tutti propositivi, tanti già con la voglia di proporre idee in sinergia, (come ad aver già saltato un  
passaggio,) sembravamo già tutti pronti a pensare e a guardare  
"insieme" al futuro del Gargano.

Ma ci sarà tempo anche per questo, per ora cogliamo ognuno le sensazioni, proviamo a radicarle nei nostri diversi percorsi, fermiamoci e riflettiamo su quanto sia sempre importante stare 
insieme ed incontrarci, parlare delle nostre idee. Anche andando
 solo insieme al bar per un caffè, conoscendosi ancora e sempre di più, perchè questo aiuti a dare un segnale più incisivo alle nostre volontà comuni.



Nulla è facile e nulla lo sarà, ma poniamoci nuove domande così da 
cercare nuove risposte.

L’incontro del pomeriggio è stato una vera "rimpatriata" garganica e 
il Palazzo della Bella era lì come la sua cornice ideale. La Piazza, 
il Cinematrografo, i Circoli Culturali e Sociali, la Cantina, le immagini itineranti che accompagnavano gli ambienti.

E’ poi il  
"banditore", il cantastorie carpinese "Zi Carl".



Ringraziamo tutte le associazioni che hanno partecipato: Legambiente Gargano, Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" di Rignano Garganico, Associazione "La Pagnotta" di Ischitella, Associazione Carpino Folk 
Festival, Associazione "Obiettivo Gargano" di Monte Sant’Angelo, Giacche Verdi di Vico del Gargano, Associazione Genitori di Vico del  
Gargano, Gruppo "Argod" di Sannicandro Garganico, Associazione "Punto 
di Stella" di Peschici, Centro Studi "Martella" di Peschici, Guardie Verdi di Peschici, Associazione "Cala la Sera" di San Giovanni Rotondo, Centro Studi Paglicci, Associazione Presepe Vivente di Rignano Garganico, l’Associazione "Schiamazzi" di Cagnano Varano.



Ringraziamo l’Istituito Comprensivo “M. Manicone” e la Direzione  
Didattica "F. Fiorentino" per aver sensibilizzato i bambini a 
scrivere un messaggio dal tema "Gargano" sulle cartoline regalate ai partecipanti dell’evento, il Liceo Classico "Virgilio" per aver messo a 
disposizione le bellissime realizzazioni video, con protagonisti gli  
stessi studenti, inoltre i tanti affezionatissimi del forum Io Sono Garganico e gli amici del gruppo facebook ISG.

Ringraziamo infine (ma non per importanza), tutti i media per aver 
raggiunto Vico e seguito l’evento, nonostante pioggia e nebbia, le 
televisioni:  Rai 3 e Teleblu, i quotidiani: La Gazzetta del Mezzogiorno e L’Attacco, l’emittente radiofonica Ondaradio e le tante redazioni  
internet presenti, per aver dato spazio non solo a noi organizzatori 
ma a tutte la realtà associative, garantendo così l’informazione a quanti per varie ragioni non hanno potuto essere presenti. Alla 
prossima, certamente in un nuovo centro del Gargano.

Festival Fuori dal comune

RadioL(u)ogoComune, podcast libero e indipendente, ha origine dalla passione per la musica, l’arte, la cultura, il libero pensiero…. il desiderio di esprimersi e comunicare. Desiderio che la nostra Puglia ha, ma che non trova spazi per liberarlo.
Da questa esigenza nasce Festival Fuori Dal Comune, concorso dedicato ad artisti e musicisti pugliesi emergenti.
Alla sua prima edizione, Festival Fuori Dal Comune sarà suddiviso in due sezioni, Arte e Musica.

Il Festival si propone di dar la possibilità agli artisti in gara di essere valutati da una giuria di esperti del settore tra cui Luca Masseroni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Enrico Berto (Amari), Caparezza, Lino Sinibaldi (docente di storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari), Giuseppe Bellini (galleria BluOrg), Mariantonietta Bagliato (NoDo), e di poter ottenere una maggiore visibilità tramite prestigiose collaborazioni come la Sala Murat, gli Itaca Recording Studios, l’Olivia Records ed il Giovinazzo Rock Festival.

Per Info:
www.radioluogocomune.com/festivalfuoridalcomune.html
contatti@radioluogocomune.com

Puglia, terra dei ciack. Un progetto in nove puntate


di GLORIA INDENNITATE

LECCE – Una locandina modulata su quella di Indiana Jones e sullo sfondo l’Ipogeo di Torre Pinta a Otranto. Due giovani donne, un’archeologa pugliese ed un’agente del nord che lavora nei servizi segreti, a bordo di un «Maggiolone» vanno alla caccia di un tesoro dell’umanità nascosto nel Tacco d’Italia. Poi un megalomane miliardario che si mette sulle loro tracce, un finale folle e inaspettato, e nel mezzo le immagini mozzafiato di coste, uliveti, chiese, centri storici di un luogo ricco di bellezze che non finisce mai di stupire. È una divertente e scanzonata docu-fiction quella che stasera (8 gennaio) sarà presentata alle 20 nella Multisala Massimo di Lecce dal titolo: Il segreto del Salento, con la regia di Leandro Castellani, 73 anni, autore televisivo di lungo corso (L’affare Dreyfus e Le cinque giornate di Milano).

Sorta di road movie in salsa meridiana girato la scorsa estate, rientra in un progetto più ampio, «Puglia Terra Madre», prodotto da Casting Production con il supporto dell’Apulia Film Commission in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce e Quarta Caffè. Il progetto – dal costo complessivo di circa due milioni di euro – prevede la realizzazione di nove puntate in tre anni (50’ minuti ognuna in alta definizione digitale), nelle quali le interpreti sveleranno luoghi e segreti della Puglia.

Rita Statte, salentina di Castrignano dei Greci, è l’archeologa protagonista dell’intera serie. Con lei, Maria Cristina Heller, Clive Riche e Nino Fuscagni, tutti a caccia di bellezze naturali e artistiche del Salento. Sarà un buon viatico, magari, per allontanare i fantasmi di un periodo critico che sta attraversando questa terra? «L’obiettivo principale – risponde Rita Statte – è quello di far conoscere la Puglia nel mondo, quindi un potenziale supporto per richiamare i flussi turistici».

Ci spiega il progetto in dettaglio?
«Quello che sarà proposto stasera, e che sarà proiettato il 16 gennaio al Festival del cinema di Bari, è il primo episodio di una collana destinata ad una larga diffusione: festival specializzati, sale cinematografiche, televisioni nazionali ed estere, pubbliche e private, tramite i più importanti mercati internazionali come il prossimo Mip-Tv di Cannes. Saranno utilizzati anche i nuovi mezzi di comunicazione, dai dvd ad internet, alla telefonia mobile. Coordinatore dell’intero progetto è Carlo Fuscagni, già presidente della Rai e di Cinecittà Holding».

Cosa vedranno gli spettatori?
«Un’ironica docu-comedy, nuova idea per raccontare la Puglia, nella quale andremo ricerca di un tesoro, partendo da Otranto col suo spettacolare mosaico e l’ipogeo di Torre Pinta, dalla grotta della Zinzulusa di Castro alle campagne di Calimera, dalla Pietra forata di San Vito fino al menhir di Martano, da Torre dell’Orso alla Notte della Taranta di Melpignano».

Dove saranno girati i prossimi episodi?
«Il secondo ad Ostuni, Alberobello, Fasano e nelle Grotte di Castellana, e con me ci sarà Alessia Agrosì. Il terzo si prevede a Bari, il quarto a Lecce, Brindisi e probabilmente Taranto, il quinto ed il sesto nel Gargano, il settimo a Gallipoli, toccando il versante jonico salentino, l’ottavo è da decidere».

Alcuni pugliesi doc faranno da «ciceroni», giusto?
«Lungo l’itinerario del primo episodio ci sono Al Bano che parlerà di olio e vino, Lino Banfi della pizzica ed il capo dei Gr Rai Antonio Caprarica illustrerà le delizie culinarie salentine. Nelle prossime puntate parteciperanno Vittorio Sgarbi, e altri attori italiani, tra cui forse Franco Nero».

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