A distanza di cinquanta giorni torniamo su un argomento a cuore in tutti coloro che amano il Gargano, in particolare per chi faccia delle proprie esperienze personali un trampolino di lancio informato allo sviluppo “intelligente” di questo territorio. E nella intelligenza di tale sviluppo inseriamo le iniziative promosse da associazioni e simili al cui fondamento hanno “l’amore” (nel senso più lato del termine) verso lo Sperone. Una di queste è il concorso fotografico bandito, appunto 50 giorni fa, dal Carpino Folk Festival. Oggi lo riprendiamo per ricordarlo a tutti inserendo subito i recapiti cui è possibile rivolgersi: Associazione Culturale Carpino Folk Festival – email: info@carpinofolkfestival.com (bando di concorso, materiale pubblicitario e modulo di partecipazione sono scaricabili dal sito ufficiale del CFF: http://www.carpinofolkfestival.com).
Il 28 maggio, comunicando la notizia del concorso, scrivemmo: “Il CFF aggiunge un’altra perla alle sue produzioni” in quanto riteniamo la fotografia una documentazione indiscutibile della evoluzione di un costume, un paesaggio, un ordine delle cose, un tempo o un momento storico e, per chi la conosca e sappia apprezzarla, irrinunciabile nella sua essenzialità. Ecco perché non ci si può esimere dal tornare a parlare di una iniziativa che il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni organizza e bandisce, fra l’altro intitolandola a uno dei suoi più rappresentativi esponenti, quel Rocco Draicchio (nella foto) che ha operato il recupero del patrimonio musicale di Carpino e fondatore del gruppo degli “Al Darawish”, venuto a mancare troppo presto per un incidente stradale.
Il progetto ben rientra in quel patrimonio culturale “immateriale” da salvare, intendendo con tale locuzione – a seguire l’art. 2 della Convenzione Unesco per la sua salvaguardia – prassi rappresentazioni espressioni conoscenze abilità, come pure strumenti oggetti manufatti spazi culturali, che comunità, gruppi e in alcuni casi singoli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. “Trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in funzione del loro ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, e dà loro un senso di identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.
“Il Carpino Folk Festival e il Patrimonio Immateriale del Gargano – Premio Rocco Draicchio” è rivolto a fotografi professionisti e dilettanti di ogni provenienza in ossequio al tema del Concorso: “Attraverso la forza comunicativa della fotografia si vuole dare luce alla diversità delle bellezze storico-culturali e delle tradizioni del territorio garganico, dando particolare rilievo ai diversi aspetti e colori che caratterizzano il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, festival inteso quale principale attore dell’animazione culturale del Gargano, non solo, ma anno dopo anno strumento per promuovere e valorizzare tutte le risorse, dalle naturalistiche alle alimentari, dai beni intangibili al patrimonio storico e architettonico”.
E cosa c’è di più immateriale, a parte l’epidermico contatto cartaceo dell’istantanea, del volto di un cantore passato a esprimere la sua arte a ben più alti livelli e di chi ne perpetui classe stile vibrazioni repertori, o della sensuale anatomia di uno strumento che torna dal passato a inondare col suo suono “battente” una platea rievocando lo scroscio di una grondaia che esondi, oppure del movimento erotico di un passo di danza tarantata fissato nell’istante più fascinoso!
Per ammaliare gli amanti della fotografia, ma questo è a nostro avviso l’aspetto meno immanente, sono previsti anche premi: 500 euro al primo classificato e 300 al secondo. E per assegnare un crisma di autentica ufficialità, una giuria. E allora, cosa state aspettando?!?
Piero Giannini
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