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Indagine sulle condizioni abitative DEI CENTRI STORICI DEL GARGANO NORD

Foto di Crono88Articolo tratto da http://rauzino.splinder.com
Foto di crono88

Qualche anno fa, gli studenti dell’ITCG “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico effettuarono un’indagine sui centri storici dei Comuni del Gargano nord. 
I risultati,  pur con inevitabili limiti metodologici dovuti all’esiguità del campione, ci permettono di inquadrare la tipologia dei fabbricati e delle persone residenti. Risalta, in modo particolare a Ischitella ma anche a Vieste, Vico e Rodi, la presenza di edifici risalenti a periodi antecedenti al secolo XV e ad epoche più recenti, ma comunque secolari. Da questo punto di vista, Carpino e Peschici sono invece i paesi meno antichi.
I residenti appartengono alle fasce di età comprese fra i trenta e i novant’anni. La presenza percentuale degli anziani è alta nei quartieri  in cui più vecchi sono i fabbricati, quasi a significare che essi sono legati a quelle mura antiche e ne condividono un’agonia inosservata  dai più giovani. La romantica tesi precedente si rafforza se si considerano i dati relativi alle professioni, che indicano una costante prevalenza dei pensionati rispetto alle persone in età lavorativa. Queste ultime sono rappresentate soprattutto da agricoltori, artigiani, muratori e braccianti, mentre sono sporadici i lavoratori più qualificati e i professionisti.
Un altro dato emerso è la convivenza dei figli maggiorenni con i genitori, mentre coloro che costituiscono nuovi nuclei familiari preferiscono insediarsi nel nuovo abitato. Le motivazioni  si trovano tra le risposte alle domande circa le condizioni abitative delle unità immobiliari. Queste, pur avendo subito ristrutturazioni complete ed avendo un indice di affollamento basso, non sempre sono  dotate di servizi igienici efficienti.
La soddisfazione per i servizi esterni disponibili nelle vicinanze dell’abitazione è buona; le carenze sono individuabili  nelle dotazioni interne. In quasi tutti i paesi vi sono persone insoddisfatte per le condizioni di abitabilità.
Riguardo alle prospettive future sull’utilizzo, gli intervistati, nella quasi totalità proprietari della loro abitazione, si dichiarano favorevoli alla locazione stagionale  per usi turistici dei vani eccedenti alle loro esigenze, mentre sono decisamente contrari alla vendita.
Alla domanda: “Cosa potrebbe fare il Comune per rivitalizzare il Centro storico” si sono avute le seguenti tipologie di risposte, in ordine di citazione:

Vieste: più pulizia; restaurare le case; aprire un cinema;

Peschici:
· aumentare i servizi, introdurre negozi e attività commerciali; niente, è già  molto movimentato;
· vietare l’accesso e il transito alle automobili.

Cagnano: ristrutturare gli edifici e le vie dell’abitato; organizzare fiere, sagre e manifestazioni varie; aprire attività commerciali, per favorire l’afflusso dei turisti e degli abitanti del paese; curare segnaletica, illuminazione  e igienicità;

Rodi : aprire attività commerciali; curare l’igienicità e la pulizia delle strade; va bene quello che c’è;  migliorare l’illuminazione; costringere i proprietari a restaurare le case.

Vico: migliorare l’illuminazione; vivacizzarlo; migliorare la viabilità; più pulizia; dare incentivi ai proprietari per ristrutturare; migliorare l’abitabilità; creare nuove strutture; ristrutturarlo.

Carpino: creare del verde pubblico; migliorare lo stato attuale; migliorare la viabilità; potenziare l’illuminazione; dare incentivi ai nuovi residenti; istituire un servizio di accalappiacani; maggiore pulizia; ristrutturarlo.

Ischitella: organizzare mostre e sagre e varie iniziative turistiche; modernizzare il centro storico; restaurare l’esterno delle case; rendere migliore la viabilità.

Alla domanda “Vendereste la casa ubicata nel centro storico?” i garganici, tradizionalmente attaccati alla propria abitazione, si dimostrano restii a vendere, adducendo i seguenti motivi:
·      motivi affettivi, legati a ricordi d’infanzia e dalla consuetudine a vivere nella casa dei padri;
·      l’abitazione serve ai figli,  vista anche la difficoltà a costruire nuove case (ricordiamo che bisogna ricorrere all’abusivismo, visto che i Comuni non sono dotati di piani regolatori);
·      amano la tranquillità del centro storico;
·      per la comodità;
·      sono restii a cambiare abitazione in tarda età;
·      la casa è un dono di famiglia che non si può vendere in quanto è stato lasciata quasi “in affidamento”;
·      è molto difficile trovare casa;
·      è stata comprata già per un uso stagionale;
·      perché costituisce fonte di guadagno (ha risposto così un ristoratore);
·      perché una casa nel centro storico acquista sempre più valore;
·      perché il posto è bello.

Alla domanda “Quale monumento del Centro storico vorreste salvare dal degrado? ” hanno risposto così, in ordine di citazione:

Peschici: Chiesetta di san Michele Arcangelo; Recinto Baronale; Chiesa del Purgatorio.

Cagnano: Palazzo Baronale; la propria casa; il Casale; case signorili.

Rodi: Chiesa del Crocifisso; Castello; tutto il centro storico.

Vico: Castello normanno-svevo-aragonese; Palazzo Della Bella; Fontana Vecchia.

Ischitella: le chiese, in particolare quella del Purgatorio; le mura, la Portella; il centro storico tutto; i palazzi; la casa natale di Pietro Giannone.

Carpino: il Castello e le sue torri; le chiese; abitazioni private antiche; le case abbandonate; le vie.

I risultati dell’indagine  sono stati pubblicati nel volume dell’ITCG "Mauro del Giudice" di Rodi Garganico dal titolo Adottiamo i centri storici del Gargano Nord, progetto didattico a cura di Teresa Rauzino e  Carlo Manicone. 

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