//
you're reading...
Tutti i post

Restauro dell’abbazia di Pulsano, ora i lavori possono riprendere

Monte Sant’Angelo – In dirittura d’arrivo i lavori di restauro per la prestigiosa Abbazia di Pulsano che dista dalla città dell’Arcangelo circa nove chilometri ed è situata su un balzo che domina la sottostante pianura ed il Golfo di Manfredonia. E’ stata espletata la gara d’appalto.

I lavori sono stati affidati all’Impresa “Restauri Resta s.r.l.” di Bari. Il prezzo fissato è di euro 569.925 al netto del ribasso offerto del 24,5%. Sono pervenute, entro il termine stabilito, 32 offerte di cui 30 rimaste in gara. La ditta seconda in graduatoria è risultata la l’Associazione Temporanea d’Impresa – ditta ATHENA s.r.l. e ing. Antonio Resta di Bari con il ribasso del 24,20%. Il termine ultimo per la consegna dei lavori è di 120 giorni. Affidata anche la direzione dei lavori, appannaggio degli architetti Luigi Arciuolo e Carmela Gentile. Ricca la storia di questa abbazia. Secondo la tradizione, verso la fine del VI secolo, la comunità degli Equizi edificò nel medesimo luogo un monastero, passato poi ai Cluniacensi e distrutto dai Saraceni. Nel 1129 San Giovanni Salcione da Matera, dopo molte esperienze spirituali ed un lungo peregrinare, finalmente trovò la sua sede nell’antico e abbandonato monastero di S. Gregorio a Pulsano ribattezzandolo “Santa Maria di Pulsano”, lo ricostruì fondando la Congregazione benedettina degli Eremiti Pulsanesi. Nel XII secolo l’abbazia conobbe il momento di massimo fulgore divenendo uno dei monasteri più potenti dell’Italia meridionale, grazie anche alle cospicue donazioni dei benefattori, tra questi anche sovrani quali Ruggero II d’Altavilla e Federico II. Il monastero di Santa Maria di Pulsano fu sospeso nel 1806, conobbe un lungo periodo d’abbandono ma rifiorì quando il 20 dicembre 1997 si insediò una comunità monastica che è incardinata nell’arcidiocesi di Manfredonia ed è birituale, latina e bizantina, nell’espressione liturgica e spirituale. Nel 1966 il quadro della Madonna di Pulsano, un dipinto che secondo alcuni studiosi apparterrebbe alla scuola cosiddetta dei Ritardatari (fiorente in Puglia e Basilicata tra XII e XIII secolo), purtroppo fu rubato.

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Archivi