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ULIVI DI PUGLIA, AMBASCIATORI TRA I POPOLI

Nei giorni scorsi è avvenuta l’inaugurazione della

ulivi_ambasciatori_tra_popoliMOSTRA FOTOGRAFICA E PITTORICA

ULIVI DI PUGLIA, AMBASCIATORI TRA I POPOLI

 

ROMA 21-27 GENNAIO 2008

 SPAZIO ETOILE

 SCUDERIE RUSPOLI E RUCELLAI

La Puglia ospita oltre 50 milioni di alberi di ulivo, la metà dei quali secolari. Sono invece circa 4 milioni gli alberi che superano i tre secoli di vita. Alcuni di questi, in base a studi storici e a complesse tecniche scientifiche, sembrano databili a circa 2500-3000 anni di vita. Non vetusti alberi isolati, ma estese piantate, ancora oggi produttive, che rappresentano uno dei paesaggi rurali più antichi del Mediterraneo.
Riporto qui di seguito alcune riflessioni elaborate dalla dott.ssa Danielle Mazzonis Sottosegretario al MiBAC in occasione della mostra:

Non voglio rubare tempo agli interventi che seguiranno (Nichi Vendola, Sergio Rubini, Felice Laudadio), ma ci tengo a sottolineare il valore e il senso di questa mostra fotografica, perché contribuisce a sensibilizzare su un tema di grande importanza: la tutela del nostro patrimonio dell’ambiente e delle nostre piante secolari. Voglio limitarmi a sottolineare tre punti che qualificano gli ulivi come patrimonio culturale oltre che ambientale:

 

1) gli ulivi rappresentano un elemento imprescindibile delle nostre tradizioni enogastronomiche: la cucina mediterranea ha tra i suoi principali ingredienti e   tra i suoi sapori più intensi l’olio ricavato da queste antiche e preziosissime piante. Gli ulivi, i frantoi e gli strumenti utilizzati nella raccolta e spremitura delle olive e nella conservazione dell’olio, raccontano anche la storia del lavoro, gli usi e le tradizioni del nostro patrimonio demoetnoantropologico.

 

2) gli ulivi non sono importanti solo per i frutti e i prodotti che da loro si ricavano ma anche perché costituiscono, con la loro storia plurisecolare, una stratificazione eccezionale del tempo: non meno di uno scavo archeologico condotto secondo i principi rigorosi della stratigrafia scientifica, gli ulivi raccontano le trasformazioni del clima, del territorio e della salute delle piante.

 

3) gli ulivi sono infine anche belli in sé, con quel contrasto tra la pelle rugosa e attorcigliata dei tronchi e l’affusolata e aerodinamica forma delle piccole foglie argentate: sono come il simbolo del faticoso rapporto tra l’antico e il moderno, del dialogo tra un vecchio e un fanciullo. Sono tra le sculture più belle prodotte dalla natura, sono un lavoro di finissimo artigianato spontaneo che attraverso tempi lunghissimi ha plasmato infinite “variazioni sul tema”.

 

Voglio infine concludere con un augurio: che questa mostra sugli ulivi, pianta che da sempre simboleggia la pace, sia anche di buon auspicio per una risoluzione dei conflitti internazionali e delle tensioni che segnano molti dei rapporti tra i paesi e i popoli del pianeta.

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