Monte S.Angelo tra i luoghi in predicato di diventare patrimonio dell’Umanita’
Il Santuario di San Michele, come parte del sito seriale “Italia langobardorum. Centri di Potere e di culto”, è stata presentata come candidata alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Oggi, presso il Ministero dei Beni Culturali a Roma, alla presenza del Ministro Francesco Rutelli, è stata infatti siglata la firma dell’Intesa Istituzionale tra i soggetti promotori per la presentazione della candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco del sito “Italia langobardorum. Centri di Potere e di culto”.
I beni compresi nel Sito “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, sono i seguenti: a Cividale del Friuli (UD) l’area della Gastaldaga con il cd. Tempietto Longobardo, e il Complesso episcopale con i resti del Palazzo Patriarcale sottostanti il Museo Archeologico Nazionale; a Brescia il monastero di San Salvatore-Santa Giulia; a Castelseprio (VA) l’area del castrum con la Torre di Torba e la chiesa extra-moenia di Santa Maria foris portas; a Spoleto (PG) la Basilica di San Salvatore; a Campello (PG) il Tempietto del Clitunno; a Benevento il complesso di Santa Sofia con la chiesa e l’annesso chiostro, parte dell’abbazia che oggi ospita il Museo del Sannio;a Monte S.Angelo (FG) il Santuario di San Michele.
Le aree individuate per la candidatura, oltre alla generica condivisione della matrice longobarda, risultano profondamente diversificate tra loro nelle rispettive esperienze storiche, tradizioni ed ambienti naturali, nelle situazioni proprietarie e gestionali, talora anche in quelle normative.
Oltre a ciò, la stessa estensione territoriale del Sito, che va dal nord al sud dell’Italia, nonché la sua straordinaria articolazione, hanno comportato il coinvolgimento diretto nei lavori per la preparazione della candidatura di numerosissime istituzioni ed enti pubblici e privati: ben 5 Regioni, 6 Province, 8 Amministrazioni comunali, 1 Ente parco, 2 Comunità Montane, 3 Enti ecclesiastici, 2 Fondazioni pubblico-private, 2 Centri di studi, ben 19 Uffici territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali (Direzioni Regionali e Soprintendenze). Ciascuno di questi enti-istituzioni ha inoltre partecipato all’elaborazione del Piano di gestione, come poi collaborerà alla sua attuazione, con diversi settori e uffici.
La Provincia di Benevento era rappresentata dal Presidente on.le Carmine Nardone. La sigla dell’atto, per Benevento, "costituisce una vera e propria rete istituzionale di tutti i centri in cui si affermò la presenza straordinario di questo popolo che tanto profondamente ha segnato la vita politica, culturale, artistica del nostro Paese: il fine è quello di candidare l’immenso patrimonio lasciato all’Umanità dai Longobardi (tra cui spicca ovviamente un gioiello quale la Chiesa di S. Sofia, tra i tanti che sono custoditi dalla città di Benevento e dal Sannio) nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) che nasce dalla ferma volontà di tutte le Nazioni del mondo di considerare patrimonio intangibile per le future generazioni il patrimonio immateriale lasciatoci dalle antiche civiltà".
Commentando l’avvenuta sottoscrizione, il Presidente Nardone ha affermato il valore di un impegno, che è anche etico, alla tutela dei diritti transgenerazionali e, nel dare atto al Ministro per i Beni culturali Rutelli di essersi adoperato con grande rigore storico e scientifico al fine di dare spazio a tutte le diversificate realtà in cui è articolato il potere longobardo in Italia, ha espresso l’auspicio che con questo accordo il Sannio trovi la sua degna e meritata collocazione nel panorama mondiale delle terre di arte e cultura.
Il sindaco di Brescia Paolo Corsini ha dichiarato che l’atto siglato stamani istituisce di fatto una rete istituzionale tra nord e sud del Paese che irrobustisce il vincolo dell’unità nazionale e dà risalto al significato storico culturale, architettonico, urbanistico della presenza longobarda in Italia.
“Si tratta di traguardo importante” ha detto il Sindaco di Spoleto Massimo Brunini. “Abbiamo compiuto un eccellente lavoro di squadra che ci ha visto protagonisti, insieme al Ministero, alle molte Istituzioni e agli Enti coinvolti, in un progetto di grande respiro e di esemplare interesse culturale. Per la città è anche una sorta di ulteriore riconoscimento nei confronti di un grande patrimonio storico-artistico che istituzioni come il Centro Studi sull’Alto Medioevo o sedi illustri come il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto contribuiscono a far conoscere al mondo”.
Discussione
Non c'è ancora nessun commento.