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Progetto di installazione di un allevamento di gamberi nella laguna di Varano

La Regione Puglia esprime parere favorevole alla compatibilità ambientale per il progetto di installazione di un allevamento di gamberi nella laguna di Varano, nel comune di Cagnano Varano (Fg), proposto dal dott. Leonardo Grimaldi – Via Bari, 2B – Cagnano Varano (Fg).

Le tipologie di gambero previste in allevamento sono il "Penaeus Japonicus" ed il "Melicertus Kerathurus"; la prima è stata introdotta nelle acque italiane dal 1979 ed è utilizzata nella maggior parte degli impianti di gambericoltura italiani: la seconda è autoctona oltre ad essere ampiamente diffusa nel bacino del mediterraneo.

Entrambe le tipologie di gamberi si nutrono della flora e fauna bentonica presente in laguna e considerata la natura estensiva dell’allevamento (2,3 soggetti/mq), esse non comportano significative alterazioni delle dette componenti ambientali ; si precisa che essendo il bacino della laguna di Varano fortemente eutrofizzato ed essendo i gamberi organismi detritivori, questi svolgono anche una importante funzione relativamente al degrado delle sostanze organiche presenti.
Speriamo bene!!!

Discussione

Un pensiero su “Progetto di installazione di un allevamento di gamberi nella laguna di Varano

  1. Avatar di Sconosciuto

    L’anno 2007 addì 22 del mese di ottobre in Bari-Modugno, presso il Settore Ecologia,

    IL DIRIGENTE

    Dott. Luca LIMONGELLI, sulla scorta dell’istruttoria espletata dall’Ufficio V.I.A., ha adottato il seguente provvedimento:

    • con nota acquisita al prot. n. 4968 del 13.05.2004 veniva trasmessa, ai sensi della L.R. n.: 11/2001. la richiesta di compatibilità ambientale per il progetto di installazione di un allevamento di gamberi nella laguna di Varano, nel comune di Cagnano Varano (Fg), proposto dal dott. Leonardo Grimaldi – Via Bari, 2B – Cagnano Varano (Fg) -;

    • con nota prot. n. 6607 dei 28.06.2004 il Settore Ecologia invitava il proponente a provvedere al: deposito ed alla pubblicazione dell’annuncio dell’avvenuto deposito dello studio di impatto: ambientale cosi come disposto dall’art. 11 commi 1 e 2. L.R.n. 11/2001. Con la stessa nota: invitava le amministrazioni interessate (Amministrazione Provinciale: di: Foggia.

    Amministrazione Comunale di Cagnano Varano ed Ente Parco Nazionale del Gargano) ad: esprimere il parere di competenza (art. 11. comma 4. L.R. n. 11/01);

    • con nota acquisita al prot. n. 11478 del 04.10.2006 l’Ente Parco Nazionale del Gargano: esprimeva il parere favorevole condizionato relativamente alla sostenibilità ambientale: dell’intervento in questione. Veniva inoltre trasmessa nota datata 28.01.04: la quale il Tecnico Comunale di Cagnano Varano esprimeva “… in linea di massima, parere favorevole: all’iniziativa proposta, fatti salvi i pareri e nulla-osta prescritti dalle leggi vigenti…”;

    • con nota acquisita al prot. n. 12369 del 27.10.2006 l’istante dichiarava di non aver ancora adempiuto alle pubblicazioni di rito perché impedito da gravi motivi personali e che nel tempo intercorso, non era stata apportata alcuna modifica alla documentazione tecnica precedentemente presentata agli organi di competenza; quindi, con successiva nota acquisita al prot. n. 1113 del 17.01 .2007. trasmetteva copia delle pubblicazione effettuate sul Meridiano e Quotidiano di Foggia del 22.11.2006 e sul BURP n. 158 del 3011.2006,

    • il Comitato Regionale per la V.I.A., riunitosi nella seduta del 05.09.2007, esaminati gli elaborati progettuali, ha rilevato quanto segue:

    • Dallo Studio d’Impatto Ambientale. relativamente allo specchio d’acqua lacuale interessato

    • dall’allevamento estensivo di “Gamberi Peneidi” si evince lo stato iniziale delle condizioni ambientali, la tipologia progettuale e lo studio delle componenti ambientali interessate, in conformità a quanto previsto dall’art. 8 della L.R. n. 11/2001. Per quanto attiene lo stato iniziale. lo specchio d’acqua lacuale in questione. a forma rettangolare. é individuato dalle coordinate Gauss-Boaga dei quattro vertici:, ha un’estensione di ha 32.00.00 ed è ubicato a circa 2.700 m ad Est della Foce di Capojale ad una distanza media di m 50,00 dalla riva Nord: il suo fondale varia gradualmente da circa m 0.50 fino a raggiungere una profondità di circa m 2.50: i suoi sedimenti superficiali sono ricchi di detriti organici e la granulornetria è di natura sabbiosa (sabbia e sabbia molto line) con argille palustri; le acque, pur essendo relativamente lontane dalle foci, risentono del movimento delle maree, le cui escursioni raggiungono i 30 cm: dal punto di vista antropico. si evidenzia che dagli anni ottanta la pesca in laguna é stata abbandonata per una scelta di miticoltura in mare.

    Per quanto attiene il progetto, esso prevede la realizzazione di un impianto a forma rettangolare (in 800 x 400) recintato e suddiviso in tre moduli consecutivi al fine di ottimizzare la produttività: l’interspazio tra i detti moduli e di m 20; detto impianto é delimitato da una serie di boe di cui n. 6 dotate di segnali luminosi e posti precisarnente: quattro ai vertici dello specchio d’acqua rettangolare e due nei punti medi dei lati maggiori.

    Ciascun modulo é suddiviso a sua volta in tre compartimenti quali:

    – compartimento di acclimatamento, in cui si avrà anche lo svezzamento delle PL (post-larve) fino a raggiungere lo stadio di PL 25 ; esso é costituito da una gabbia di rete, a forma rettangolare (m 30x x 50), avente una maglia di 2 mm e sostenuta da pali in castagno del diametro di 60 mm, di altezza variabile di m 2.00 – 3.50. posti ad intervallo di m 2.00 e comunque emergenti di circa 50 cm dal pelo dell’acqua;

    – compartimento di preingrasso, in cui le giovani larve raggiungeranno un peso di 4-5 grammi nell’arco temporale di 40 giorni circa ; esso contiene il primo compartimento cd é costituito da una recinzione a forma rettangolare (m 80 x 100). avente rete con una maglia di 4 mm e sostenuta da pali aventi le stesse caratteristiche di quelle precedenti:

    – compartimento d’ingrasso. dove le giovanili permarranno per circa quattro mesi fino al raggiungimento della taglia di mercato ; esso contiene i precedenti compartimenti ed è costituito da una recinzione a forma rettangolare (ni 240 x 360), avente rete con una maglia di 8 mm e sostenuta da pali aventi le stesse caratteristiche di quelle precedenti.
    La realizzazione dell’impianto verrà effettuata manualmente e senza l’ausilio di tecnologie di significativo impatto ambientale, inoltre, verranno utilizzati materiali a basso contenuto tecnologico e quindi a basso impatto ambientale quali il legno e materiale sintetico adatto alla tipologia di attività che non rilascia sostanze tossiche nell’area interessata: per gli spostamenti in laguna verrà utilizzata la classica imbarcazione lagunare denominata “sandalo”.

    Le tipologie di gambero previste in allevamento é il “Penaeus Japonicus” ed il “Melicertus Kerathurus”; la prima è stata introdotta nelle acque italiane dal 1979 ed è utilizzata nella maggior parte degli impianti di gambericoltura italiani: la seconda è autoctona oltre ad essere ampiamente diffusa nel bacino del mediterraneo.

    Entrambe le tipologie di gamberi si nutrono della flora e fauna bentonica presente in laguna e considerata la natura estensiva dell’allevamento (2,3 soggetti/mq), esse non comportano significative alterazioni delle dette componenti ambientali ; si precisa che essendo il bacino della laguna di Varano fortemente eutrofizzato ed essendo i gamberi organismi detritivori, questi svolgono anche una importante funzione relativamente al degrado delle sostanze organiche presenti.

    Per quanto attiene la valutazione degli eventuali tipi e delle quantità delle emissioni inquinanti legate attività di allevamento in questione, nonché gli accorgimenti adottati per la loro attenuazione, si evidenzia che 1’impianto sia in fase di realizzazione che in fase di gestione:
    – non prevede immissioni di fonti inquinanti in atmosfera e nell’ambiente idrico, non comporta alcun tipo di variazione al microclima locale;
    – non comporta modificazioni geomorfologiche del sito;
    – non incide sui biotipi fioristici e faunistici della laguna;
    – non producendo microrganismi patogeni da sostanze chimiche e da componenti di natura biologica, non causerà alcun rischio per l’uomo:
    – per quanto attiene l’aspetto della componente visiva dell’impatto paesaggistico, considerata la non previsione di alcuna stabile modifica o alterazione di rilievo per la temporaneità dell’impianto e relativa alla presenza delle boe e delle teste dei pali fuoriuscenti dalla superficie lacuale, può ritenersi non significativo.

    Si evidenzia la previsione, da parte della ditta. di un monitoraggio periodico della qualità delle acque e dei sedimenti del sito mediante uso di un sistema automatico e manuale che rilevi alcune situazioni che possono evolversi negativamente sia per le componenti ambientali interessante e sia per la stessa attività di allevamento: tale monitoraggio è previsto sia nella fase di attuazione dell’impianto e sia nelle fasi di gestione dello stesso.

    Si evidenzia inoltre che le reti costituenti i moduli saranno rimossi, per manutenzione, al termine di ogni ciclo produttivo della durata di circa sei mesi e che il ripristino dello stato dei luoghi a fine attività consiste nella semplice rimozione delle dette reti. delle boe e dei pali. Il sito dello specchio d’acqua interessato rientra nel SIC “Isola e Lago di Varano’ cod. 1T9110001 e nella ZPS “Laghi di Lesina e Varano” cod. 1T9110037 e nel parco Nazionale del Gargano.

    A tale proposito l’Ufficio Parchi e Riserve Naturali presso l’Assessorato all’Ecologia si è così espresso:

    “L’intervento oltre che inserire una specie alloctona Penaeus japonica potrebbe determinare un eutrofizzazione e intorbidimento delle acque attraverso il deposito e la dispersione di nutrienti nelle acque del laguna, in quanto la supeifìcie interessata è rilevante ben 32 ha.

    Nello studio di SIA più volte si dichiara che essendo un allevamento estensivo “..non comporta nessuna emissioni di sostanze inquinanti di natura sia chimica, sia fisica per l’ambiente Giustificando queste affermazioni con la natura estensiva dell ‘allevamento, comportando una bassa densità di semina (2. 3 soggetto m/q) , consente di sfruttare con la massima efficienza il flusso di energia che gli escrementi dei gamberi innescano” … “in genere un allevamento estensivo si aulosostiene attraverso un equilibrio dinamico naturale, che gli consente di sfruttare al massimo tulle le risorse trofiche naturali dell’area. Da tali affermazioni e dalla mancanza di qualsiasi riferimento nei progetto e nel SIA sull’utilizzo di nutrienti immessi nell’allevamento, si ritiene che non si prevede l’utilizzo di nutrienti nell ‘allevamento in quanto i gamberi utilizzano esclusivamente i nutrienti naturali presenti nella laguna. Tale aspetto si ritiene importantissimo in quanto si ritiene che…

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    Pubblicato da festival | dicembre 8, 2007, 12:10 PM

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