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Reportage quarta serata Carpino Folk Festival ’07

6 Agosto 2007: 200 gli anni delle due anime belle del gargano che aprono i concerti del Carpino Folk Festival 07

Continua la rassegna canora della XII edizione del Carpino Folk Festival attraverso una lunga serata che ha visto esibirsi suonatori e cantori carpinesi a fianco a molti altri in rappresentanza di molti dei centri garganici limitrofi a Carpino, fino agli Alexina ed ai Tarantola Garganica. Serata di musica tradizionale, dunque, prima delle prossime che avranno invece in previsione un panorama rivolto alla riproposta, fino ad arrivare alle due serate finali.

Bella l’idea dei Cunte e Canti (stornelli, proverbi, giochi, indovinelli, cerimonie sacre e profane) proposti da due balconi di piazza del Popolo dai quali delle voci anziane ma forti ed estroverse hanno intrattenuto la prima parte della serata. Questa variante logistica in realtà non è soltanto una  nota di colore fine a se stessa ma porta con sé l’espressione di potenzialità comunicative intrinseche a questo tipo di espressione della cultura tradizionale dei centri garganici (e non solo), quella cioè delle popolazioni locali di interagire dinamicamente col discorso urbanistico dei centri storici di appartenenza, centri che a loro volta s’inseriscono nel contesto geografico-ambientale di riferimento.

Detto in altri termini: soltanto un’architettura rurale come quella che caratterizza i centri storici del meridione (e quindi a pieno diritto Carpino e quelli garganici) ha potuto consentire lo svilupparsi di un sistema comunicativo ritualizzato come quello della serenata e del racconto ad personam in cui a dialogare ed interagire non erano solo personaggi del paese (o più  semplicemente l’innamorato e l’innamorata) ma istanze architettoniche, espressioni di un’urbanistica spontanea che concentrava significativamente i momenti di aggregazione comunitaria intorno alle poche piazze ed alle principali vie di comunicazione, predisponendo un’edilizia residenziale tutta raccolta intorno al centro (rituale e funzionale) del paese che, nel caso specifico di Carpino, è posto significativamente in cima ad un promontorio dal quale dominava le campagne di pertinenza agricola disposte a raggiera tutt’intorno e fino al Lago di Varano.

Stando così le cose la concentrazione abitativa intorno ad un centro, materiale o immateriale che sia, consentiva quei dialoghi tra gli abitanti che, culturalizzati nel corso dei secoli, hanno dato poi forma alle serenate ed agli altri tipi di interazione comunitaria.

Ospiti d’onore della serata, infine, Carla e Jeannie Ramia dal Libano che con la loro musica sono stati i testimoni di turno del progetto Leader Med (che ha come finalità la valorizzazione comune delle aree rurali del Mediterraneo), nel segno di una comunanza geografica e culturale tra Puglia e Libano, simili per molti aspetti, due dei tanti territori che si affacciano sul medesimo specchio d’acqua, il Mar Mediterraneo, che sa dividere e unire tanti popoli e regioni che ad esso si rivolgono cercando la propria, sia pur eterogenea, identità.

Amedeo Trezza

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