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Il Belpaese inizia da OndaRadio e passa per il Carpino Folk Festival

“Un turista (Fabrizio Gatta) si ferma all’edicola e chiede il giornale locale (IL FARO settimanale), dopo averlo spulciato scopre l’indirizzo di OndaRadio, la contatta e si fa ospitare nel “Pomeriggio in Onda” per raccontarsi e raccontarci ai telespettatori di Rai International. Con la regia di Angelo Caseri, ieri si è registrato, presso gli studi dell’emittente garganica, l’inizio della trasmissione “Belpaese”. Un pomeriggio concitato ma particolarmente emozionante per la radio “che serve al Gargano”. Un modo originale di “Belpaese” per presentare le bellezze ed emozioni del nostro Gargano. Belpaese va in onda il lunedì su Rai International 1 alle 23.15 ora italiana; su Rai International 2 alle 10.00 ora italiana; su Rai International 3 alle 8.45 e alle 23.15 ora italiana. <<Ogni settimana Belpaese – racconta ai microfoni di OndaRadio, Maria Elena Fabi, una degli autori della trasmissione –  accompagna il telespettatore d’oltre oceano  in un luogo diverso, con viaggi ricchi di sorprese e tesori da scoprire>>.  <<L’itinerario scelto questa settimana – incalza il regista della trasmissione Angelo Caseario –  è Vieste e il Parco del Gargano. Abbiamo pensato, a questa “ospitata” in radio per partire con la messa a fuoco di alcuni di quei paesaggi umani che sappiamo essere speciali da queste parti>>. <<Attenzione – raccomanda, Anna Rita Di Francesco, aiuto regista – che siano storie universali e uniche. Come quelle di una tradizione popolare che salda il legame tra il territorio e chi lo abita>>. <<Avremo l’imbarazzo della scelta in fase di montaggio>> – confessa il conduttore della trasmissione Fabrizio Gatta, (già presentatore, tra l’altro di Miss Italia nel Mondo, Linea Verde, UnoMattina Estate, Millenium, Sabato Italiano ecc.) al termine della registrazione. <<Un plauso alla redazione di OndaRadio per la scelta degli argomenti tutti originali e dal taglio particolare, bravi i corrispondenti>>. Nel corso della due ore radiofonica sono intervenuti: dalla redazione di Fuori Porta di Vico del Gargano, Michele Lauriola, che ha parlato e presentato “I Canti della Passione”; da Manfredonia: Saverio Serlenga ha descritto e parlato del Lago Salso; Giovanni Ognissanti dell’Abbazia di S. Leonardo e di Ettore Fieramosca; da Carpino, il direttore del Carpino Folk Festival, Luciano Castelluccia, ha raccontato del festival e a invitato OndaRadio ad essere la radio della XII edizione, da Gioia del Colle il presidente dell’associazione “Pugliesi nel mondo” ha approfittato per inviare i saluti ai tanti pugliesi e garganici che dimorano nel mondo, oltre che descrivere le finalità dell’associazione. Non sono mancate altre chicche servite con maestria e arguzia da Gaetano Simone che insieme a Vincenzo Vescera hanno condotto le danze dagli studi.
L’intervista di Luciano Castelluccia è nei commenti.

Discussione

Un pensiero su “Il Belpaese inizia da OndaRadio e passa per il Carpino Folk Festival

  1. Avatar di Sconosciuto

    ONDARADIO – Il “Carpino Folk Festival” fin dalla sua prima edizione del 1996 è la prima manifestazione di massa a rilevanza nazionale della musica popolare italiana.
    Il Carpino Folk Festival è la dimostrazione di come un angolo del mondo possa diventare il centro del mondo grazie alle proprie radici culturali.

    A parlarci di questo festival abbiamo il suo direttore artistico: Luciano Castelluccia.

    Cos’è il Carpino Folk Festival?

    L.C. E’ il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, e il festival della musica che in gergo viene etichettata come la musica degli altri ossia delle classi povere, dei nostri contadini e dei nostri pastori che con i loro canti e i loro suoni ci hanno tramandato i segreti della nostra terra, dall’amore per le donne alla fatica del campi. Una musica che in genere è relegata ai margini della cultura ufficiale, ma che a Carpino assume una sua dignità autonoma tanto da coinvolgere migliaia di giovani, basti pensare che nelle ultime due edizioni sono state registrate rispettivamente 50 e 75000 mila presenze.

    ONDARADIO – Ma sembra di capire che il Carpino Folk Festival non sia una pura operazione commerciale ma che abbia qualcosa di più profondo?

    L.C. Certo il Carpino folk Festival fin dall’inizio si è caratterizzato come un rituale, un insieme di gesti ripetitivi che possono lasciar pensare tranquillamente al mito dell’eterno ritorno, ciò che voglio dire è che il Carpino Folk Festival è una manifestazione magica, un evento che si colloca nel mezzo tra un rito religioso e un rituale pagano, che mette insieme i riti delle feste tradizionali e l’atmosfera gioiosa e trasgressiva di un grande festival.

    ONDARADIO – Direttore ma ci dica la verità, qual’è l’obiettivo dell’associazione culturale carpino folk festival?

    L.C. E’ l’affermazione forte di una identità culturale che faccia del rapporto fra la Tarantella e il Gargano quello che in altre parti del mondo è il binomio flamenco-Spagna o fado-Portogallo, o ancora il Tango per l’Argentina, il reggae per la Giamaica e il Blues e il Jazz per gli Stati Uniti.
    Veda noi pensiamo che per il rilancio del Gargano si debba fare affidamento ad un nuovo turismo, un turismo che insieme a quello balneare, religioso e paesaggistico facciano compiere quel salto di qualità che da lungo tempo viene ricercato. Questo turismo non può che essere quello culturale.
    Noi riteniamo che la cultura in generale e la cultura popolare tradizionale in particolare possono sviluppare l’idea che quando si pensa al Gargano si pensino alle mille opportunità che esso offre: risorse storico-artistiche, culturali e ambientali, itinerari, luoghi di divertimento e tempo libero, trasporti, servizi di pubblica utilità, strutture ricettive e ristorazione.
    Per questa ragione confidiamo da tempo sul fatto che sempre più il Carpino Folk Festival diventi per la nostra comunità il vero “volano” di un nuovo modello di sviluppo che si fondi sull’idea semplice secondo cui “l’immenso patrimonio culturale è la forza più grande che abbiamo nel Gargano”.
    Non c’è paese del Gargano che non abbia i suoi canti, i suoi costumi e le sue leggende, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Uno stornello, un proverbio, un gioco, un indovinello, una cerimonia sacra o profana che nasconde l’intera storia di un popolo: i suoi affanni, le sue speranze, le paure e la gioia della vita, l’incanto della bellezza e della giovinezza.
    Tutto ciò è quello che noi mettiamo in mostra nella prima decade di agosto nella cornice del Carpino Folk Festival.

    ONDARADIO – Castelluccia ci dica in chiusura qual’è il prossimo progetto che state preparando?

    L.C. Veda a Ondaradio e Rai International possiamo dire che il prossimo progetto in cantiere è rivolto ai Pugliesi nel Mondo e se finanziato prevede la realizzazione di 3 “settimane di Pugliesi all’Estero”, due che si terranno all’estero, una in Argentina e l’altra in Australia, ed una in Puglia per rafforzare la cultura dell’internazionalizzazione, per trasformare le relazioni esistenti in fattori stabili e concreti e per consolidare i rapporti affettivi, culturali, tradizionali e socio-economici degli emigrati e dei loro discendenti.

    Ovviamente però tutti i nostri sforzi già da ora sono rivolti alla XII edizione del Carpino Folk Festival e quindi cogliamo l’occasione per invitare tutti gli ascoltatori a verificare di persona la magia del nostro festival che quest’anno si svolgerà dal 3 al 11 agosto.

    Ufficio Stampa
    Associazione Culturale
    Carpino Folk Festival

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    Pubblicato da festival | marzo 22, 2007, 10:47 am

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