//
you're reading...
Tutti i post

CRAJ Diventa un film

Dal palcoscenico al set. Diventa un film Craj («Domani»), lo spettacolo sul folk pugliese ideato e interpretato da Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti, con i Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e Uccio Aloisi.

Discussione

11 pensieri su “CRAJ Diventa un film

  1. Avatar di Sconosciuto

    Gianluca Arcopinto lo ha visto a Roma ed ha deciso di farne un film, così le gesta di Floridippo e Bimbascione, i personaggi di De Sio e Lindo Ferretti che accompagnano lo spettatore nel lungo viaggio nella musica popolare pugliese, diventeranno volti del grande schermo. Diretti dal giovane regista Davide Marengo, i protagonisti di Craj hanno già girato alcune scene sul Gargano, regno dei Cantori di Carpino, ma da questa settimana il cast si trasferirà nel Salento, la terra di Aloisi, per tornare poi in provincia di Foggia.

    «Le ultime scene – dice la produttrice dello spettacolo Maria Laura Giulietti – saranno girate ad Apricena, il paese di Matteo Salvatore». Come per i Cantori (già protagonisti di Chi ruba donne di Maurizio Sciarra), per Matteo Salvatore questa non sarà la prima volta al cinema: il cantastorie della vita dura dei braccianti foggiani affascinò il regista Giuseppe De Santis che lo volle accanto a Yves Montand in Uomini e lupi. E questo nuovo film potrebbe arrivare molto lontano, tanto per cominciare a Venezia, ma è presto per dirlo. Si sa invece che Craj, uno spettacolo fatto di 4 palcoscenici, 36 musicisti e il pubblico «nella scena», riprenderà il suo tour dal 6 al 20 settembre, con sei date che porteranno le sue canzoni e i suoi personaggi nei più importanti happening musicali, accanto ad artisti come Tracy Chapman e Franco Battiato. E sarà ancora uno spettacolo nello spettacolo vedere artisti anche ultranoventenni, come i Cantori di Carpino, esibirsi per un pubblico giovanissimo (com’è avvenuto al Leoncavallo di Milano) ed essere acclamati come divi del rock. Dopo l’esordio alla grande nel Salento e le tappe in varie città d’Italia, per Craj un solo neo: quello di non essere approdato in Capitanata, che è tanto presente nello spettacolo.

    Note: articolo di Anna Langone tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 25 Agosto 2004.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:29 am
  2. Avatar di Sconosciuto

    Gianluca Arcopinto lo ha visto a Roma ed ha deciso di farne un film, così le gesta di Floridippo e Bimbascione, i personaggi di De Sio e Lindo Ferretti che accompagnano lo spettatore nel lungo viaggio nella musica popolare pugliese, diventeranno volti del grande schermo. Diretti dal giovane regista Davide Marengo, i protagonisti di Craj hanno già girato alcune scene sul Gargano, regno dei Cantori di Carpino, ma da questa settimana il cast si trasferirà nel Salento, la terra di Aloisi, per tornare poi in provincia di Foggia.

    «Le ultime scene – dice la produttrice dello spettacolo Maria Laura Giulietti – saranno girate ad Apricena, il paese di Matteo Salvatore». Come per i Cantori (già protagonisti di Chi ruba donne di Maurizio Sciarra), per Matteo Salvatore questa non sarà la prima volta al cinema: il cantastorie della vita dura dei braccianti foggiani affascinò il regista Giuseppe De Santis che lo volle accanto a Yves Montand in Uomini e lupi. E questo nuovo film potrebbe arrivare molto lontano, tanto per cominciare a Venezia, ma è presto per dirlo. Si sa invece che Craj, uno spettacolo fatto di 4 palcoscenici, 36 musicisti e il pubblico «nella scena», riprenderà il suo tour dal 6 al 20 settembre, con sei date che porteranno le sue canzoni e i suoi personaggi nei più importanti happening musicali, accanto ad artisti come Tracy Chapman e Franco Battiato. E sarà ancora uno spettacolo nello spettacolo vedere artisti anche ultranoventenni, come i Cantori di Carpino, esibirsi per un pubblico giovanissimo (com’è avvenuto al Leoncavallo di Milano) ed essere acclamati come divi del rock. Dopo l’esordio alla grande nel Salento e le tappe in varie città d’Italia, per Craj un solo neo: quello di non essere approdato in Capitanata, che è tanto presente nello spettacolo.

    Note: articolo di Anna Langone tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 25 Agosto 2004.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:29 am
  3. Avatar di Sconosciuto

    CRAJ :Teresa De Sio & Giovanni Lindo Ferretti
    Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti e i mostri sacri del folk pugliese in uno spettacolo da non perdere
    di Federico Fiume
    Craj (che vuol dire domani in pugliese e napoletano) è uno spettacolo-concerto scritto da Teresa De Sio con Giovanni Lindo Ferretti, che mette insieme “mostri sacri” del folk pugliese come Uccio Aloisi, Matteo Salvatore e i Cantori di Carpino, tutti oltre le ottanta primavere. Un evento straordinario e affascinante che girerà l’Italia nelle prossime settimane.

    Entrati nel tendone da circo montato sull’aia della Masseria Torcito a Cànnole, nel magico Salento della pizzica, è subito chiaro che si sta per assistere a qualcosa di mai visto prima. L’area destinata al pubblico al centro del cerchio, quattro palchi equidistanti tutt’intorno e un’illuminazione da festa patronale, con centinaia di piccole lampadine montate su cavi che partono a raggiera da un pilone centrale adornato da altre centinaia di lampadine colorate disposte a forma di capitello. L’atmosfera onirica da film di Kusturika o di Fellini si accentua ancora di più quando entra Erma Castriota con il suo violino e percorre suonando il periplo del tendone, fino a raggiungere uno dei palchi dove l’attendono Teresa De Sio, il grande tamburellista salentino Pino Zimba, Puccia, fisarmonicista giovane e talentuoso e il chitarrista mandolinista Giuseppe De Trizio.

    Così parte la prima canzone di Teresa De Sio a cui fa eco in breve la voce di Giovanni Lindo Ferretti che entra su un cavallo bianco e percorre declamando l’intero cerchio del teatro. E’ l’inizio del viaggio da commedia dell’arte di Messer Floridippo (Ferretti) e del suo servo Bimbascione (De Sio) alla scoperta delle diverse anime della Puglia, interpretate dalle voci e dalla musica degli anziani protagonisti dello spettacolo, ognuno dei quali ha un palco a disposizione. Una sorta di Buena Vista Social Club tutto nostro, un patrimonio di cui andare fieri e che la De Sio ha messo insieme grazie alla sua credibilità artistica e all’approccio sincero e affettuoso nei confronti delle culture popolari del sud Italia che tutti le riconoscono.

    “L’idea – spiega – risale a più di un anno fa. Per realizzarla ho fatto molti viaggi in Salento, ho parlato con questi straordinari cantastorie, spiegato loro il progetto e pian piano li ho convinti. Fra loro in molti casi c’è un po’ di rivalità e, in diverse occasioni, si sono sentiti sfruttati da una certa ‘moda’ del folk pugliese esplosa negli ultimi anni. Per questo il primo ostacolo da superare è stata l’istintiva diffidenza con cui cercano giustamente di proteggersi ma è svanita quasi subito e alla fine si sono incuriositi e convinti. Il rapporto con loro è basato sulla fiducia e sul rispetto ed è questo che ha reso possibile tutto”.

    Nello stesso modo Teresa ha coinvolto nel progetto Giovanni Lindo Ferretti, da anni affettuoso frequentatore del Salento: “Non avevo materialmente il tempo per fare questo spettacolo – racconta Ferretti – ma l’ho trovato, come potevo rifiutare? E poi Teresa mi ha fatto un grande regalo facendomi stare a cavallo! Per me è tutto una meraviglia, un incanto, non ho nemmeno la capacità o la volontà di capire cosa stiamo facendo perché comunque io sento i Cantori di Carpino, Uccio, Matteo Salvatore (che non avevo mai sentito prima) e mi commuovo, mi sento parte di loro. La sera prima dello spettacolo l’ho passata al ristorante a ubriacarmi e stornellare con Uccio e i Cantori: cosa posso desiderare di più?”.

    Naturalmente anche la De Sio e Ferretti, oltre a fare da narratori e a dialogare in parti recitate, cantano, partecipando attivamente alla festa. Ferretti si cimenta addirittura, con pregevoli risultati, in una pizzica scritta da lui stesso e alla fine il pubblico applaude entusiasticamente per lunghi minuti, regalando un meritatissimo successo a un sogno realizzato con fatica che è anche un evento storico per la musica popolare italiana.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:33 am
  4. Avatar di Sconosciuto

    Leggendo il tuo articolo mi sono quasi commossa (e non sto esagerando!) … io ero al Leonkavallo quella sera … e non mi sono più ripresa! E’ stata un’esperienza unica, indimenticabile … uno spettacolo veramente fantastico …
    Grazie Teresa, grazie Maestri …
    mailto:niko_letta76@yahoo.it

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:33 am
  5. Avatar di Sconosciuto

    CRAJ :Teresa De Sio & Giovanni Lindo Ferretti
    Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti e i mostri sacri del folk pugliese in uno spettacolo da non perdere
    di Federico Fiume
    Craj (che vuol dire domani in pugliese e napoletano) è uno spettacolo-concerto scritto da Teresa De Sio con Giovanni Lindo Ferretti, che mette insieme “mostri sacri” del folk pugliese come Uccio Aloisi, Matteo Salvatore e i Cantori di Carpino, tutti oltre le ottanta primavere. Un evento straordinario e affascinante che girerà l’Italia nelle prossime settimane.

    Entrati nel tendone da circo montato sull’aia della Masseria Torcito a Cànnole, nel magico Salento della pizzica, è subito chiaro che si sta per assistere a qualcosa di mai visto prima. L’area destinata al pubblico al centro del cerchio, quattro palchi equidistanti tutt’intorno e un’illuminazione da festa patronale, con centinaia di piccole lampadine montate su cavi che partono a raggiera da un pilone centrale adornato da altre centinaia di lampadine colorate disposte a forma di capitello. L’atmosfera onirica da film di Kusturika o di Fellini si accentua ancora di più quando entra Erma Castriota con il suo violino e percorre suonando il periplo del tendone, fino a raggiungere uno dei palchi dove l’attendono Teresa De Sio, il grande tamburellista salentino Pino Zimba, Puccia, fisarmonicista giovane e talentuoso e il chitarrista mandolinista Giuseppe De Trizio.

    Così parte la prima canzone di Teresa De Sio a cui fa eco in breve la voce di Giovanni Lindo Ferretti che entra su un cavallo bianco e percorre declamando l’intero cerchio del teatro. E’ l’inizio del viaggio da commedia dell’arte di Messer Floridippo (Ferretti) e del suo servo Bimbascione (De Sio) alla scoperta delle diverse anime della Puglia, interpretate dalle voci e dalla musica degli anziani protagonisti dello spettacolo, ognuno dei quali ha un palco a disposizione. Una sorta di Buena Vista Social Club tutto nostro, un patrimonio di cui andare fieri e che la De Sio ha messo insieme grazie alla sua credibilità artistica e all’approccio sincero e affettuoso nei confronti delle culture popolari del sud Italia che tutti le riconoscono.

    “L’idea – spiega – risale a più di un anno fa. Per realizzarla ho fatto molti viaggi in Salento, ho parlato con questi straordinari cantastorie, spiegato loro il progetto e pian piano li ho convinti. Fra loro in molti casi c’è un po’ di rivalità e, in diverse occasioni, si sono sentiti sfruttati da una certa ‘moda’ del folk pugliese esplosa negli ultimi anni. Per questo il primo ostacolo da superare è stata l’istintiva diffidenza con cui cercano giustamente di proteggersi ma è svanita quasi subito e alla fine si sono incuriositi e convinti. Il rapporto con loro è basato sulla fiducia e sul rispetto ed è questo che ha reso possibile tutto”.

    Nello stesso modo Teresa ha coinvolto nel progetto Giovanni Lindo Ferretti, da anni affettuoso frequentatore del Salento: “Non avevo materialmente il tempo per fare questo spettacolo – racconta Ferretti – ma l’ho trovato, come potevo rifiutare? E poi Teresa mi ha fatto un grande regalo facendomi stare a cavallo! Per me è tutto una meraviglia, un incanto, non ho nemmeno la capacità o la volontà di capire cosa stiamo facendo perché comunque io sento i Cantori di Carpino, Uccio, Matteo Salvatore (che non avevo mai sentito prima) e mi commuovo, mi sento parte di loro. La sera prima dello spettacolo l’ho passata al ristorante a ubriacarmi e stornellare con Uccio e i Cantori: cosa posso desiderare di più?”.

    Naturalmente anche la De Sio e Ferretti, oltre a fare da narratori e a dialogare in parti recitate, cantano, partecipando attivamente alla festa. Ferretti si cimenta addirittura, con pregevoli risultati, in una pizzica scritta da lui stesso e alla fine il pubblico applaude entusiasticamente per lunghi minuti, regalando un meritatissimo successo a un sogno realizzato con fatica che è anche un evento storico per la musica popolare italiana.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:33 am
  6. Avatar di Sconosciuto

    Leggendo il tuo articolo mi sono quasi commossa (e non sto esagerando!) … io ero al Leonkavallo quella sera … e non mi sono più ripresa! E’ stata un’esperienza unica, indimenticabile … uno spettacolo veramente fantastico …
    Grazie Teresa, grazie Maestri …
    mailto:niko_letta76@yahoo.it

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:33 am
  7. Avatar di Sconosciuto

    bello bello bello
    condivido tutto.
    io ero al TPO di Bologna e mai nella mia vita avrei immaginato di vedere in quel posto le old star carpinesi. un’emozione unica.
    mailto:antomim@gsmbox.it

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:34 am
  8. Avatar di Sconosciuto

    bello bello bello
    condivido tutto.
    io ero al TPO di Bologna e mai nella mia vita avrei immaginato di vedere in quel posto le old star carpinesi. un’emozione unica.
    mailto:antomim@gsmbox.it

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | agosto 31, 2004, 11:34 am
  9. Avatar di Sconosciuto

    «Buena vista» all’italiana sulle orme di Wenders

    Tarante, pizziche e stornelli: vecchi musicisti pugliesi insieme in un film voluto da Teresa De Sio

    ROMA – Sono burberi e irrequieti. Hanno fra i 76 e gli 87 anni, ma una volta conquistato il palco non vogliono più scendere. Catturano e stordiscono gli spettatori con il loro repertorio di ninne nanne, serenate, tarante, pizziche e stornelli: Uccio Aloisi, Matteo Salvatore, i Cantori di Carpino, le coppole calate in testa, i volti segnati dalle rughe profonde, cantando e suonando rievocano secoli di stenti e miserie nel Sud d’Italia. «Sono dei maestri, ma non lo sanno», dice Teresa De Sio che li ha messi insieme per «Craj». Lo spettacolo sta attraversando l’Italia e arriverà a Vasto mercoledì 15 per la chiusura del festival «Cammini europei». La cantautrice napoletana ha coinvolto nel progetto pure Giovanni Lindo Ferretti, musicista di origini emiliane, che sul rock indipendente ha costruito la sua carriera. In passato con i Cccp e i Csi prima, oggi con i Pgr (acronimo di Per grazia ricevuta). «Craj», che in molti dialetti del Sud vuol dire «domani», sta per diventare anche un film.
    «Lo so – sottolinea la De Sio -, viene da fare il paragone con i vecchietti cubani di “Buena Vista”. È inevitabile, ma onorevole. Però le differenze ci sono, eccome: i protagonisti di quel film erano famosi e apprezzati in patria. A Ry Cooder e Wim Wenders va il merito di aver fatto ascoltare al mondo la loro musica meravigliosa. I nostri non sono così noti, pochi li conoscono in Puglia e quasi nessuno nel resto d’Italia».
    «Craj» sarà nei cinema nella primavera del 2005. «Vorremmo presentarlo in un festival, Cannes o Berlino», annuncia la De Sio. Prodotto da Gianluca Arcopinto, è diretto da Davide Marengo, autore di corti, video musicali e spot pubblicitari. «Stiamo ancora girando – spiega il trentunenne regista di Napoli -. Il film sarà diviso in tre parti: il concerto, le interviste e uno spezzone recitato da Teresa e Giovanni». Lindo Ferretti è messer Floridippo che si fa largo in mezzo al pubblico sul suo cavallo bianco, seguito dall’irriverente scudiero Bimbascione, la De Sio. «La storia di un padrone e del suo servo – racconta lei – è il filo rosso che unisce le musiche di questi antichi maestri che hanno sempre cantato la differenza di classe. Io sono soltanto la loro complice in uno spettacolo corale che è un concerto, una festa di paese, circo e teatro».
    L’idea per «Craj» è nata un anno fa. «La musica popolare è la prima che ho incontrato, quando ero ancora con i Musica Nova – ricorda la De Sio -. Fu una folgorazione, pensavo che in Italia si potesse fare soltanto del pop o emulare gli afroamericani: non mi interessava. Così scoprii il potere delle nostre radici. Un anno fa partecipai alla Notte della Taranta con Stewart Copeland e lì incontrai Aloisi, il grande vecchio del Salento. Pensai che avevo la maturità necessaria per rapportarmi a lui e ai suoi “colleghi”, ma prima ho dovuto convincerli che si poteva intraprendere questo viaggio insieme. Erano diffidenti, avevano paura di essere sfruttati, di essere messi al servizio dello spettacolo. E, invece, è vero il contrario: noi seguiamo i loro tempi e i loro ritmi. La loro musica è pura, incontaminata».
    Ammette la De Sio che «Craj» è uno spettacolo produttivamente «faticoso»: 36 musicisti in scena, quattro palchi, piazze e arene da addobbare con festoni e luminarie, i vecchietti a cui badare. E folle di migliaia di persone da far bere e mangiare ogni volta. «Perché la nostra è una festa – dice la De Sio, che sta per pubblicare i nuovo album “A Sud, a Sud” -, dove arrivano tanti giovani che non si accontentano di vivere con il modello servito dalla tv, dal consumismo e dall’accumulo di denaro. Noi raccontiamo una vita da braccianti e contadini. La pizzica e la tarantella hanno le radici sporche di terra e fango. Il nostro pubblico è fatto di ventenni e trentenni affamati e pieni di energia, incantati dalla forza della purezza».

    Sandra Cesarale

    Spettacoli

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | settembre 13, 2004, 12:17 PM
  10. Avatar di Sconosciuto

    «Buena vista» all’italiana sulle orme di Wenders

    Tarante, pizziche e stornelli: vecchi musicisti pugliesi insieme in un film voluto da Teresa De Sio

    ROMA – Sono burberi e irrequieti. Hanno fra i 76 e gli 87 anni, ma una volta conquistato il palco non vogliono più scendere. Catturano e stordiscono gli spettatori con il loro repertorio di ninne nanne, serenate, tarante, pizziche e stornelli: Uccio Aloisi, Matteo Salvatore, i Cantori di Carpino, le coppole calate in testa, i volti segnati dalle rughe profonde, cantando e suonando rievocano secoli di stenti e miserie nel Sud d’Italia. «Sono dei maestri, ma non lo sanno», dice Teresa De Sio che li ha messi insieme per «Craj». Lo spettacolo sta attraversando l’Italia e arriverà a Vasto mercoledì 15 per la chiusura del festival «Cammini europei». La cantautrice napoletana ha coinvolto nel progetto pure Giovanni Lindo Ferretti, musicista di origini emiliane, che sul rock indipendente ha costruito la sua carriera. In passato con i Cccp e i Csi prima, oggi con i Pgr (acronimo di Per grazia ricevuta). «Craj», che in molti dialetti del Sud vuol dire «domani», sta per diventare anche un film.
    «Lo so – sottolinea la De Sio -, viene da fare il paragone con i vecchietti cubani di “Buena Vista”. È inevitabile, ma onorevole. Però le differenze ci sono, eccome: i protagonisti di quel film erano famosi e apprezzati in patria. A Ry Cooder e Wim Wenders va il merito di aver fatto ascoltare al mondo la loro musica meravigliosa. I nostri non sono così noti, pochi li conoscono in Puglia e quasi nessuno nel resto d’Italia».
    «Craj» sarà nei cinema nella primavera del 2005. «Vorremmo presentarlo in un festival, Cannes o Berlino», annuncia la De Sio. Prodotto da Gianluca Arcopinto, è diretto da Davide Marengo, autore di corti, video musicali e spot pubblicitari. «Stiamo ancora girando – spiega il trentunenne regista di Napoli -. Il film sarà diviso in tre parti: il concerto, le interviste e uno spezzone recitato da Teresa e Giovanni». Lindo Ferretti è messer Floridippo che si fa largo in mezzo al pubblico sul suo cavallo bianco, seguito dall’irriverente scudiero Bimbascione, la De Sio. «La storia di un padrone e del suo servo – racconta lei – è il filo rosso che unisce le musiche di questi antichi maestri che hanno sempre cantato la differenza di classe. Io sono soltanto la loro complice in uno spettacolo corale che è un concerto, una festa di paese, circo e teatro».
    L’idea per «Craj» è nata un anno fa. «La musica popolare è la prima che ho incontrato, quando ero ancora con i Musica Nova – ricorda la De Sio -. Fu una folgorazione, pensavo che in Italia si potesse fare soltanto del pop o emulare gli afroamericani: non mi interessava. Così scoprii il potere delle nostre radici. Un anno fa partecipai alla Notte della Taranta con Stewart Copeland e lì incontrai Aloisi, il grande vecchio del Salento. Pensai che avevo la maturità necessaria per rapportarmi a lui e ai suoi “colleghi”, ma prima ho dovuto convincerli che si poteva intraprendere questo viaggio insieme. Erano diffidenti, avevano paura di essere sfruttati, di essere messi al servizio dello spettacolo. E, invece, è vero il contrario: noi seguiamo i loro tempi e i loro ritmi. La loro musica è pura, incontaminata».
    Ammette la De Sio che «Craj» è uno spettacolo produttivamente «faticoso»: 36 musicisti in scena, quattro palchi, piazze e arene da addobbare con festoni e luminarie, i vecchietti a cui badare. E folle di migliaia di persone da far bere e mangiare ogni volta. «Perché la nostra è una festa – dice la De Sio, che sta per pubblicare i nuovo album “A Sud, a Sud” -, dove arrivano tanti giovani che non si accontentano di vivere con il modello servito dalla tv, dal consumismo e dall’accumulo di denaro. Noi raccontiamo una vita da braccianti e contadini. La pizzica e la tarantella hanno le radici sporche di terra e fango. Il nostro pubblico è fatto di ventenni e trentenni affamati e pieni di energia, incantati dalla forza della purezza».

    Sandra Cesarale

    Spettacoli

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | settembre 13, 2004, 12:17 PM

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Archivi