Finalmente in Puglia si fa sistema! L’intera regione attende con interesse l’avvio del festival F.F.S.S..
Dopo la presentazione fatta da Renzo Arbore alla BIT si è creato un clima di attesa e di grande entusiasmo per il Five Festival Sud System, nato dall’unione delle principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.
L’iniziativa fortemente sostenuta e voluta dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dall’Azienda di Promozione Turistica di Foggia può diventare un fattore di sviluppo locale e di promozione turistica del Gargano, e non solo, proponendosi tra gli eventi culturali più importanti dell’intero centro sud.
Un unico festival di grande qualità, con ben due mesi di programmazione, luglio ed agosto, può attrarre molte migliaia di spettatori grazie agli oltre 250 artisti coinvolti negli spettacoli, diffusi su un territorio di venti comuni tra Gargano e Monti Dauni.
Mettendo i cinque eventi in sinergia come manifestazione unica con un cartellone unitario di alto profilo culturale e sociale ha garantito di evitare le sovrapposizioni di date tra i vari eventi e potrà sicuramente essere utilizzato da qui in futuro come laboratorio di sperimentazione e contenitore per un’offerta musicale complessa e completa: dal folk, alle tradizioni popolari, alla musica classica, al Jazz.
Ciao
Antonio sono Roberto. Non potevo non notare e apprezzare il tuo appello per
votare e far votare per Eugenio Bennato e quindi anche per me e la nostra
esibizione al festival di Sanremo. Ti scrivo per ringraziarti e per dirti che
nonostante il nostro decimo posto siamo orgogliosi di aver speso molte parole
per la tutela del nostro patrimonio in ogni circostanza che ci si presentava.
Per me in particolare è un onore portare avanti la voce e i suoni di Carpino e di una terra che
tante emozioni mi ha regalato e mi sta regalando. Emozioni indescrivibili se
penso che dal nulla e anche grazie a Eugenio sono arrivato sul palco
dell’Ariston cantando nel dialetto che mi appartiene. Ti mando tanti saluti, a
presto Roberto Mennona.
Questo gli era dovuto e non siamo contenti di averlo sostenuto con i nostri
mezzi.
Roberto tuttavia vorrei sinceramente augurarti di ritornare su quel palco ma
suonando questa volta la tua battente nello stile del nostro grande cantore
Andrea Sacco. Non ti nascondo il mio personale rammarico per aver fatto ballare
e poi fattoti baciare dalla Guaccero (che invidia, ahi,
guardate qua) per aver suonanto il
tamburello a pizzica piuttosto che a tarantella di Carpino. Non che non sia
meritevole la pizzica, anzi…ma perchè ritengo questo un segnale di debolezza
del nostro lavoro. Significa che non ancora siamo riusciti a rendere altrettando
meritevole suonare a tarantella i nostri canti.
Questo ovviamente ci spingerà a fare di più e meglio anche grazie al tuo aiuto.
Roberto Mennona, ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra
battente di Carpino affiancando il più grande suonatore e
cantatore del Gargano, Andrea Sacco di cui è meritevolmente considerato l’erede.
Nei concerti con Eugenio Bennato e nei corsi che dirige al Carpino Folk Festival
il suo compito è quello di trasmettere le tecniche e gli stili esecutivi della
chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del
Gargano.
MONTE SANT’ANGELO. Artigianato musicale, orti periurbani e memoria orale. A Monte Sant’Angelo si aprono tre cantieri di lavoro. Per una volta non si tratta di cantieri edili. Ma di tre laboratori di soft economy e di recupero culturale e sociale. Legambiente, Arci e Diario Montanaro mettono al centro dell’attenzione tre progetti concreti da avviare subito.
Il primo riguarda la creazione di un "laboratorio dell’artigianato musicale" che faccia piccola formazione non formale sulla costruzione degli strumenti musicali della tradizione della Capitanata e, al contempo, attivi iniziative concrete per la promozione del lavoro di quelli artigiani della provincia di Foggia che costruiscono chitarre battenti, tamburelli e piccoli strumenti in legno.
Il secondo, "fuori le mura", è un progetto che prevede la mappatura degli orti periurbani di Monte Sant’Angelo e successivamente, sotto la guida operativa dell’Arci nuova gestione di Monte Sant’Angelo, il recupero alla coltivazione di quelli incolti per produrre i prodotti tipici dell’agricoltura montana delle nostre zone.
Il terzo progetto ha valenza culturale e sociale ed è intitolato "il fuoco della memoria". Si tratta di un ciclo di eventi da realizzare nei quartieri di Monte Sant’Angelo per dare protagonismo a tutti coloro, anziani e non, che hanno da raccontare un pezzo di memoria passata. Una maniera per non perdere la memoria e per mettere le nuove generazioni di cittadini in contatto diretto, senza discutibili operazioni di mediazione, con la tradizione orale della nostra terra.
Questo ed altro è emerso nel corso di una due giorni di attività organizzata dalle associazioni che hanno siglato il "Patto per il rilancio di Monte Sant’Angelo a partire dalla sua Salvaguardia", con un convegno, intitolato IDEEsperienze per il centro storico di Monte Sant’Angelo verso l’Unesco in cui s’è discusso di come Monte Sant’Angelo possa cogliere l’obiettivo di entrare nel patrimonio mondiale dell’umanità; e con il primo appuntamento del "Fuoco della Memoria". I due eventi si sono tenuti nel centro storico della città dell’Angelo ed hanno visto la partecipazione di Franco Salcuni della direzione nazionale di Legambiente, Angela Bisceglia dell’Arci Nuova Gestione di Monte Sant’Angelo, Matteo Totaro de "il Diario Montanaro", Andrea Ciliberti, sindaco di Monte Sant’Angelo, Nicola Vascello, commissario dellAPT di Foggia, Franco Parisi, Vice Presidente della Provincia di Foggia, Ciro Pignatelli, commissario del Parco Nazionale del Gargano, Mario Simonelli, Sindaco di Orsara di Puglia, Luciano Castelluccia e Michele Ortore, del Carpino Folk Festival, Domenico Palena, Vito Tomaiuolo, Francesco Notarangelo, Giuseppe Guerra e tanti altri.
Grossi consensi per il cantante napoletano preso a simbolo con la sua chitarra battente dal Carpino Folk Festival per lanciare l’appello per la tutela del Patrimonio Immateriale del Gargano.
Mario Luzzatto Fegiz nelle sue pagelle sul «Corriere della Sera» ha elargito 7 e mezzo con la seguente motivazione
«Brano che illumina un nobile folk italiano […] Tappeto musicale esotico, stupenda fonè, orgoglio meridionale».
Erano 17 anni che Eugenio Bennato mancava dal Festival di Sanremo. Ritorna per questa cinquattottesima edizione con un brano di forte impatto, un motivo di grande melodia popolare, un racconto fatto diesperienze di vita che risce a contagiare anima e corpo. Scritto con lo stile inconfondibile che contraddistingue da sempre Eugenio, grande interprete e innovatore.
Questa canzone sarà il singolo apripista del nuovo progetto discografico che prende il titolo dalla canzone sanremese "GRANDE SUD", un album che conterrà inediti e brani del repertorio dell’artista"
L’album "GRANDE SUD" e’ infatti uscito in questi giorni prodotto da Italiapromotions e distribuito da Edel.
Eugenio Bennato ha studiato Fisica presso l’Università degli Studi di Napoli "Federico II" senza tuttavia portare a termine il corso di Laurea[2]. Dopo la parentesi con la Nuova Compagnia di Canto Popolare si iscrive all’Università di Carpino (FG) per un lungo apprendistato al seguito di Andrea Sacco e la sua magica chitarra battente, di seguito nel 1976 costituisce il suo nuovo gruppo, Musicanova, e pubblica Garofano d’ammore il suo primo LP, Philips-Phonogram, in cui con un ispirato Carlo d’Angiò omaggia la musica di Carpino (FG)
Grandi consensi ha ottenuto per l’esibizione con Pietra Montecorvino, e per l’inedita performance del dopo festival di una inconsueta O mia bella madunina con accompagnamento di tamorre e chitarra battente, strumenti della tradizione popolare musicale del Sud Italia.
Nell’esibizione sanremese Eugenio ha schierato una formazione multietnica :
Mohammed Ezzaime El Alaoui, dal Marocco Zaina Chabane dal Mozambico ed Esha Mbotizafi dall’isola del Madagascar. A completare la band due calabresi Francesco Loccisano e Stefano Simonetta e due pugliesi Roberto Menonna erede dello stile di suono della battente del Cantore carpinese Andrea Sacco e la ballerina Sonia Totaro. Erasmo Petringa ha diretto l’Orchestra.
Questo il tema del forum organizzato per domani alle ore 17 dalle associazioni il diario Montanaro, Arci Nuova Gestione e Legambiente nonché firmatarie del patto per il rilancio di Monte Sant’Angelo a partire dalla sua salvaguardia.
L’appuntamento è per venerdì 29 febbraio 2008 alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico “Giovanni Tancredi”. Si parlerà naturalmente anche di idee per la prossima meta di Monte Sant’Angelo ovvero l’iscrizione del sito nel patrimonio dei beni dell’umanità dell’UNESCO e per questo interverranno oltre che agli esponenti delle tre associazioni, anche rappresentanti istituzionali quali il sindaco di Monte Sant’Angelo, dott. Andrea Ciliberti, il commissario dell’APT (Agenzia Provinciale Turismo) di Foggia, Nicola Vascello, Mario Simonelli nonchè sindaco di Orsara di Puglia, il direttore artistico del Carpino Folk Festival, Luciano Castelluccia e poi concluderà il tutto il Vicepresidente della provincia di Foggia, Franco Parisi.
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Il percussionista è per l’occasione Roberto Menonna erede in realtà del stile di suono della battente del Cantore Andrea Sacco |
Perché votare la canzone di Eugenio Bennato a Sanremo? Semplice…perché ha portato la chitarra battente sul palco dell’Ariston. |
I primi documenti scritti sulla chitarra detta "battente" sono della metà del ‘600. Questo strumento, tutto italiano, si differenziava dalla chitarra spagnola (quella che comunemente chiamiamo ancora oggi chitarra) per avere i tasti fissi, ottenuti intarsiando delle sbarrette di metallo o avorio sulla tastiera, e perché il suo ponticello era mobile, tenuto in posizione dalla tensione delle corde. Queste caratteristiche fanno pensare che sullo strumento fossero normalmente montate corde di metallo (ottone o acciaio a bassa tempera).
La chitarra battente trae origine quasi sicuramente da quella barocca, tuttavia, col passare dei secoli, la chitarra barocca ha subito molte trasformazioni fino alla sua forma attuale, mentre la chitarra battente, salvo particolari trascurabili, è rimasta per lo più identica. Non a caso, la famiglia dei famosi liutai De Bonis, per la piegatura delle fasce, utilizza ancora oggi delle forme del 1700.
Strumento diffusissimo fino ai primi decenni del nostro secolo, attualmente è presente in Calabria, Cilento, Gargano, Campania, ma è stato relegato ad ambiti musicali sempre più ristretti, per cui i numerosi costruttori hanno quasi smesso di costruire questo antico strumento.
Chiediamo di votare per il suono della chitarra battente perché la riteniamo il simbolo delle tradizioni musicali italiane, tradizioni che attendono da molto tempo di essere tutelate e protette.
Questa tutela sembra essere ormai a portata di mano grazie alla Convenzione dell’Unesco in materia di Patrimonio Culturale Immateriale. Infatti la convenzione finalmente disciplina un settore sinora scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come “cultura tradizionale”, “folclore” o “cultura popolare”.
In particolare la Convenzione mirerebbe a salvaguardare, promuovere e condurre attività di ricerca sulle forme di espressione culturale tradizionali quali la musica, le leggende, la danza nonché il sapere tradizionale relativo all’ambiente e alle tecniche artigianali, ponendo al centro dell’attenzione l’importanza della trasmissione orale e la pluralità globale delle forme tradizionali di espressione culturale.
Ma è notizia degli ultimi giorni che l’Italia, come già accaduto in Francia, vorrebbe tutelare tutta una miriade di beni che la logica delle cose vorrebbe che venissero tenuti fuori dalla Convenzione sulla salvaguardia del patrimonio intangibile. Non che questi ultimi non siano meritevoli di tutela, ma poiché già giuridicamente abbondantemente protetti sarebbe bene privilegiare in questa circostanza un patrimonio che man mano che gli anziani portatori scompaiono è destinato altrimenti a scomparire con loro.
Ecco perché invitiamo tutti gli italiani e gli amanti della musica della tradizione popolare del nostro Paese a votare per Eugenio Bennato e la chitarra battente, la vera chitarra italiana.
IL SISTEMA DI VOTAZIONE SANREMO 2008
Il meccanismo di votazione sarà affidato ad una giuria demoscopica, diversa per ciascuna serata, dislocata nelle venti sedi Rai: la classifica definitiva di questa giuria, una per sezione, risulterà dalla media delle votazioni nelle diverse serate, per la definizione della canzone vincitrice con un peso uguale al 50%.
Da giovedì 28 febbraio (terza serata) si potrà votare anche attraverso il sistema del televoto: attraverso telefonia fissa e telefonia mobile (sms). La media dei risultati delle serate in cui sarà attivo il televoto avrà un peso del 30%.
Venerdì 29 febbraio e sabato 1° marzo, rispettivamente serata conclusiva della sezione Giovani e della sezione Campioni, è prevista una terza giuria: la giuria di qualità, nominata dall’Organizzazione e formata da esperti nel campo della musica, cultura e spettacolo che opererà in composizione diversa nella quarta serata (Giovani) e nella quinta (Campioni). Per la classifica generale conclusiva delle due distinte sezioni, i valori espressi peseranno il 20%.
NB: Per la tradizione popolare italiana il voto potrà essere dato giovedì e sabato.
Dalle rilevazioni di Repubblica.it i giochi non sono ancora decisi, anzi…
Il Testo della Canzone Grande Sud che Eugenio Bennato canterà al Festival di Sanremo 2008
| C’è una musica in quel treno che si muove e va lontano musica di terza classe in partenza per Milano c’è una musica che batte come batte forte il cuore di chi parte contadino ed arriverà terrone. C’è una musica in quel sole che negli occhi ancora brucia nell’orgoglio dei braccianti figli della Magna Grecia in quel sogno di emigranti grande come è grande il mare che si porta i bastimenti per le Americhe lontane (E chi parte oggi pe’ turnare crai(1) e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai). Grande sud che sarà quella anonima canzone di chi va per il mondo e si porta il sud nel cuore. Grande sud che sarà quella musica del ghetto di chi va per il mondo e si porta il suo dialetto. (None none none none Lieva la capa da lu sole Ca t’abbruciarrai lu viso Perdarrai lu tuo colore None none none none Piglia lu libro e va alla scola Quando te ‘mpari a legge e a scrive Tanto te ‘mpari a fa l’amore)(2) C’è una musica nei sogni di chi dorme alle stazioni negli antichi sentimenti delle nuove emigrazioni c’è una musica nel viaggio dalla terra di nessuno di chi porta nel futuro i tamburi del villaggio. |
(Zehey maro nandeha Nandeha ny lefa jialy Nmatsiaro anareo Matsiaro antanana).(3) Grande sud che sarà quella anonima canzone di chi va per il mondo e si porta il sud nel cuore. Grande sud che sarà (E chi parte oggi pe’ turnare crai(1) Grande sud che sarà |
(1) Domani (dialetto napoletano)
(2) Strofa in dialetto di Carpino (FG)
(3) Mettersi in cammino, per sfuggire la povertà, nell’anima chi ci ama e chi ci pensa (lingua malgascia del Madagascar)
(4) Quella luna che illumina, quella luna che illumina chi fa innamorare (lingua swahili del Mozambico)
(5) Mi ha tradito la mia lingua ma non lo farò mai, la vita è troppo amara e io non racconterò mai i segreti (lingua araba)
Allo stand della Regione Puglia, presso il padiglione 15, Oggi alle ore 12.00, si è tenuta la presentazione del Five Festival Sud System, la rete dei cinque più importanti festival della capitanata.
Sono intervenute le autorità politiche nelle persone di Giuseppe De Leonardis (Assessore al Turismo della Provincia di Foggia) e Massimo Ostillio (Assessore al Turismo e all’Industria Alberghiera della Regione Puglia).
E’ intervenuto il Commissario dell’APT (Azienda di Promozione Turistica) della Provincia di Foggia e a rappresentare i festival: Dino De Palma per il “Festival d’arte dei monti dauni”, il sindaco di Apricena Vito Zuccarino per “Suoni in Cava”, Rocco D’Antuono per il Carpino Folk Festival, Franco Salcuni per “FestAmbienteSud”.
Ospite d’onore e Testimonial del progetto il cantautore Renzo Arbore, che ha speso parole d’encomio per ogni festival del progetto.
Dopo gli interventi delle autorità politiche riguardanti lo sviluppo del turismo culturale sul Gargano, la parola è passata ai rappresentanti del progetto perché ciascuno esponesse il proprio contributo alla rete degli eventi della capitanata. Per il CFF si è ribadito l’intento di valorizzazione del patrimonio culturale e la diffusione della cultura popolare in genere; si sono spiegati gli eventi che caratterizzano il Festival di Carpino, le iniziative formative nel campo della musica popolare, in particolare quella di cercare di tramandare la tradizione della chitarra battente, le iniziative cinematografiche e letterarie. Si è poi ricordato l’importante ruolo dei testimoni viventi della cultura popolare e la loro presenza stabile nelle serate in cui si diffonde “la musica che si tramanda oralmente”.
La conferenza è stata allietata dai simpatici interventi di Renzo Arbore, riguardanti descrizioni suggestive del Gargano di quando era ragazzo, dei luoghi e della sua enogastronomia.
La sua presenza ha affollato lo stand della Regione Puglia e numerevoli sono le interviste da lui rilasciate ai molti giornalisti.
Il nostro inviato Rocco D’antuono
Arbore alla presentazione F.F.S.S. "il danno c’è stato, ma di danno non dobbiamo più parlare. Noi t’nim la capa tost" E’ stata inaugurata questa mattina la Borsa internazionale del Turismo, alla presenza, tra gli altri, di Francesco
Rutelli, vice presidente del Consiglio di Ministri uscente, e Letizia Moratti, sindaco di Milano. Per ciò che riguarda le cose "di casa nostra", l’importante rassegna fieristica è stata definita come il punto più importante per la promozione del territorio garganico, tanto flagellato lo scorso luglio. Sono tre gli eventi che l’assessorato provinciale al turismo ha deciso di presentare: i percorsi per il trekking sui monti dauni, la tappa del giro d’Italia con arrivo a Peschici e FFSS. Quest’ultimo ha avuto come testimonial d’eccezione Renzo Arbore, accorso gratuitamente in aiuto del promontorio garganico. Nel suo lungo intervento, ha confessato che gli incendi della scorsa estate lo hanno fatto sentito di nuovo vicinissimo a quei luoghi che sono stato teatro della sua gioventù. "Frequentavo il Gargano" ha detto Arbore "quando ancora bisognava chiedere il permesso ai contadini per accedere a quelle bellissime spiagge incontaminate". A proposito degli incendi, ha detto che "il danno c’è stato, ma di danno non dobbiamo più parlare. Noi t’nim la capa tost e, come noi, la natura che sta già reagendo facendo comparire il prato verde laddove fino a poco tempo fa c’era solo tanto grigio". Applausi e risate hanno fatto seguito al racconto di un aneddoto: "Con un amico di Foggia ho fatto numerosi viaggi intorno al mondo (Costa del sud, Costa Azzurra, Costa Brava, eccetera) e, ogni volta, lui commentava: Siamo venuti fin qui, ma nun è meglj u Garghen?!?" Dopo un lungo preambolo, Renzo Arbore ha commentato favorevolmente il Five Festival Sud System, ritenendolo un primo strumento di aggregazione volto a migliorare l’offerta turistica. "La musica è un’arte che tanto deve ringraziare la Puglia e la provincia di Foggia, per il contributo dato: dai Cantori di Carpino a Umberto Giordano passando per Matteo Salvatore, un caro amico le cui opere andrebbero ripubblicate". Arbore ha avuto parole di elogio per ognuno dei cinque festival ma non ha fatto alcun accenno ad una sua presenza in uno di questi eventi, la prossima estate. Al tavolo erano presenti, oltre ai rappresentanti di ogni rassegna musicale, anche l’assessore regionale al turismo, Massimo Ostillio, l’assessore provinciale De Leopardi e Nicola Vascello, commissario dell’APT di Foggia, che ha annunciato la possibilità di aprire l’iniziativa ad altre rassegne. "Al rientro a Foggia valuteremo la possibilità di inserire nel circuito anche il PeschiJazz che, oltre ad essere una rassegna ben affermata anche se ancora giovane, ci permette di aggiungere una location sul mare e di allungare a settembre la stagione concertistica, finora limitata ai mesi di luglio e agosto". Ad assistere alla conferenza stampa, tanti amici di Renzo Arbore: Antonio Stornaiuolo (ex partner di Emilio Solfrizzi nel duo Toti e Tata nonché spalla nella conduzione del recente "Speciale per me" trasmesso su RaiUno), il comico foggiano Pino Campagna e Silvia Annicchiarico, voce solista femminile dell’orchestra diretta dal maestro Mazza in "Quelli della notte"
Grazie a Ondaradio potremo seguire in diretta dal Blog (speriamo che il portale http://www.carpinofolkfestival.com attaccato dagli Hacker venga rimesso on line al più presto) la Conferenza Stampa del nascente F.F.S.S dalla Bit di Milano a partire dalle ore 12.00.
Sarà, come annunciato, Renzo Arbore il testimonial della nostra Provincia alla Borsa del Turismo 2008 di Milano. Da domani OndaRadio, per il terzo anno consecutivo, seguirà minuto per minuto in diretta via etere e via streaming, la kermesse milanese con uno proprio staff pilotato da Sandro Siena. Verranno trasmesse fino a sabato le manifestazioni più importanti che riguardano il nostro Gargano. Appuntamento a metà mattinata con il primo collegamento dai padiglioni della Puglia Imperiale.
Nel 1983 Renzo Arbore firmò il film "F.F.S.S.", una pellicola unica, inimitabile, una storia che porta i protagonisti della pellicola, dopo tanto girare e sperare, al Festival di Sanremo. A distanza di 25 anni la terra di origine dello show man foggiano sceglie quella strana, ma molto conosciuta sigla, "F.F.S.S.", per tornare a parlare di musica per un obiettivo sociale importante e in uno scenario straordinario, unico, i Monti Dauni ed il Gargano. Ed ecco nascere "F.F.S.S.", questa volta acronimo di Five Festival Sud System, con Renzo Arbore che il prossimo 21 febbraio alle ore 12,00 nello stand della Regione Puglia durante la BIT di Milano (fiera di Rho) potrà raccontare in conferenza stampa come la musica, dopo eventi negativi come gli incendi sul Gargano, possa essere il miglior mezzo comunicativo per lanciare messaggi positivi. Arbore testimonial, quindi, dei 5 festival che ridaranno una nuova veste al Gargano spazzando via le ceneri degli incendi e facendo scoprire gli straordinari Monti Dauni, portando oltre 200mila spettatori nelle serate della prossima estate. Ogni festival, assolutamente gratuito, ha una sua storia straordinaria ed è ambientato in luoghi unici, a volte incantati, altri lunari. Eccoli: il “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, il“Festival d’Arte dei Monti Dauni” e “FestambienteSud”. "Abbiamo tutti ancora in mente le scene devastanti degli incendi della scorsa estate, ha commentato Arbore accettando l’invito alla BIT, così come l’impegno della gente garganica che ha pensato ad aiutare a salvare prima i turisti in difficoltà a spese della propria auto o casa che in quel momento rischiava di andare in fiamme. Di quei drammatici momenti mi piace, però, ricordare solo il coraggio e l’altruismo della gente garganica". All’evento, organizzato dall’Apt e dall’Amministrazione provinciale di Foggia con il contributo della Regione Puglia, saranno presenti l’assessore regionale Massimo Ostillio, il Commissario dell’APT di Foggia Nicola Vascello, il Presidente della Provincia di Foggia Carmine Stallone e l’assessore provinciale al Turismo di Foggia Giuseppe De Leonardis.