Oggi ci lascia un grande della musica popolare. Italo Calvino disse di lui "Matteo è l’unica fonte di cultura popolare, in Italia e nel mondo, nel suo genere".
Al Carpino Folk Festival arrivò nel 1999 con la trilogia tipica delle sue ballate: canti d’amore, di miseria, ballate allegre e comiche, arricchite dagli aneddoti divertenti che racconto con singolare linguaggio e gestualità. Una serata indimenticabile.
E’ difficile parlare di lui come di un angelo, era difficile anche solo parlare con questo angelo, se puntualmente e improvvisamente egli appena smetteva di cantare come solo lui sapeva fare, passando con divina disinvoltura dai toni profondi al falsetto, e di suonare la chitarra, cioè di fare quello che voleva con la chitarra ti confonde e ti scoraggia opponendoti atteggiamenti, diciamo così, profanatori. Nel senso che profanano e quasi smentiscono quell’angelicità. Ma forse sta proprio qui la persistente grandezza di Matteo: nella sua irriducibilità, anzi nella sua imprendibilità. Così forse lui si è difeso per tutta la vita da un mondo che non è mai riuscito a capire. Matteo è’ rimasto quello di sempre: solo, disperato, intrattabile.
Un’altro grande della terra delle memoria del Gargano, Andrea Sacco in questa circostanza direbbe "chi suona e canta non muore mai". Ecco, Matteo nel salutarti siamo convinti che tu, la tua musica e le tue parole non morirete mai.
Disse ancora Italo Calvino di lui "le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare". Allora come può morire uno le cui parole debbono ancora essere inventate.
Scrivete nei commenti il vostro pensiero sul nostro artista scomparso.
State ascoltanto "lu bene mio".
Carpino Folk Festival chiude i battenti, grandi sono i numeri della Xª edizione
Carpino, 09 agosto 2005 – Oltre 75 mila le presenze complessive, piu di 20 gruppi con almeno 120 artisti, oltre 80 i volontari impegnati. Sono i numeri della 10ma edizione del Carpino Folk Festival, che sono stati forniti dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
L’edizione di quest’anno ha fatto registrare il "tutto esaurito" in tutte le sette sere del festival.
Un turbinio di emozioni partite con la presentazione del libro su Andrea Sacco da parte di Enrico noviello, continuate con la notte di ‘chi ruba donne’, la notte in cui si gira per il paese a “fare innamorare le donne alla finestra", la notte dei sonetti fatti a serenate e poi sfociate nelle serate dei concerti, per raggiungere il culmine durante l’esibizione di Antonio Piccininno e Antonio Maccarone e dei giovani cantori di Carpino.
"Tutto ciò in realtà – ha detto il direttore artistico Luciano Castelluccia – eleva il rischio di non riuscire a ripetere, o quanto meno a mantenere il successo della 10ma edizione anche per gli anni a venire!"
Per questo bisogna fare in fretta. Riallacciare i rapporti con le istituzioni, in particolare con la Regione Puglia e il presidente N.Vendola, affinchè insieme alla Provincia di Foggia, al Parco Nazionale del Gargano, alla Comunità Montana del Gargano e al Comune di Carpino si arrivi alla famosa Fondazione del Carpino Folk Festival oppure ad altra formula, che potrebbe essere un Consorzio pubblicoprivato, affinche si dia stabilità a questa manifestazione che con gli anni è riuscita come poche altre ha stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata. 
"Bisognerà ridiscutere di tutto! – ha detto la Presidente dell’Associazione Mattia Sacco- Ormai sono dieci anni che mostriamo di saperci fare, non è da tutti gestire cosi tanti eventi e artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna società di management e di produzioni culturali alle spalle".
"Ringrazio tutte le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, le migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino per festeggiare con noi il decimo anniversario, tutti i ragazzi che volontariamente hanno contribuito con il proprio lavoro, privandosi di una settimana di ferie, alla riuscita della manifestazione e infine a tutti gli artisti che dietro il solo riconscimento del rimborso spese hanno deciso si fare con noi una bella rimpatriata. Grazie, grazie a tutti."
Ora è il momento di rendere fattibile l’amobizioso progetto dell’associazione ossia creare un anfiteatro della musica popolare, un centro di documentazione; un archivio e una banca dati; una news-letter con distribuzione presso tutti gli enti, le associazioni e i comitati del settore; sviluppare un turismo sostenibile culturale legato ai siti di provenienza delle tradizione individuate; favorire progetti didattici per la conoscenza delle peculiarità culturali delle tradizioni popolari; sollecitare le istituzioni nazionali ad una maggiore attenzione nei loro confronti; mettere in rete il nostro progetto con altre iniziative nazionali ma soprattutto in un orizzonte che guarda alla nuova Europa.
Al Dott. Sandro FRISULLO, VICE PRESIDENTE della REGIONE PUGLIA che nella precedente legislatura fù il primo firmatario dell’iniziativa legislativa per la cultura e lo spettacolo in Puglia – "La Regione deve, a nostro avviso, riformare il settore anche in considerazione del grande progresso che le iniziative private e degli Enti Locali hanno segnato in queste materie: basti ricordare importanti iniziative teatrali a Bari ed a Lecce (Kismet, Koreja), eventi come La notte della Taranta a Melpignano ed il Carpino Folk Festival nel centro garganico nel campo della musica e dell’etno-antropologia musicale" – chiediamo di istituire un tavolo tecnico/politico per dare seguito alle sue affermazioni di modo da dare alla Puglia quello sviluppo culturale di cui tanto ha bisogno. Se la nostra tradizione musicale è un bene culturale, insieme alle politiche di valorizzazione occorre pensare alle politiche di tutela. Senza una adeguata tutela infatti, una valorizzazione massiccia come quella che è stata fatta in questi anni rischia di arrivare al risultato di distruggere l’oggetto culturale che si intende valorizzare.
In proposito altre Regioni già si sono mosse. In particolare, sembra interessante segnalare il caso del Piemonte, che ad oggi è l’unica ad avere una legge regionale specificamente dedicata alla musica popolare, che prevede forme di sostegno sistematico ai gruppi e alle associazioni che svolgono un lavoro continuativo, raggruppati in un albo regionale. Ma anche la Sardegna, la Calabria, il Friuli Venezia Giulia sono casi interessanti, anche perché spesso gli interventi sulla cultura locale sono connessi a quelli sulle lingue minoritaria.
Il Carpino folk festival 2005 e’ probabilmente destinato a restare nell’albo d’oro delle migliori edizioni di sempre del festival.
Poche volte in passato il programma ha allineato una così impressionante collezione di artisti della musica popolare.
Come tutti gli anni anche per il 10 anniversario la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunita Montana del Gargano e l’Ente Parco Nazionale del Gargano hanno garantito il loro appoggio all’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
Quest’anno in particolare la rassegna è patrocinata dall’Assessorato al Mediterraneo, Pace e Attivita Culturali ed è sponsorizzata dalla Banca Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo.
L’ultimo comunicato stampa.
Clamoroso Max Berrù degli Inti-Illimani al Carpino Folk Festival.
Nei "commenti" un elenco di Villaggi-Residence, Hotel-Bed & Breakfast non distanti da Carpino piu di 15 km.
Quello che la cultura popolare rappresenta nel mondo unico della globalizzazione coincide con un’idea di resistenza all’omologazione acritica ed indifferenziata, agli stilemi indotti dall’industria culturale di massa.
La cultura popolare, con la sua tenace vitalità, i suoi modi e i suoi tempi è sopravvissuta, in maniera carsica agli stravolgimenti indotti dalle trasformazioni spesso violente del modernismo, il recupero di questa voce è spesso il recupero della voce delle classi subalterne.
Carpino. La vita e le vicende canoro-musicali di Antonio Maccarone, uno degli ultimi cantori di Carpino, potrebbe presto finire in un video, edito da una nota società garganica in collaborazione con il Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, presieduto dall’etnomusicologo Salvatore Villani.
Quando mi hanno preso prigioniero a me, è venuto lo staff, ha detto che era stato a Rodi Garganico, lo staff, quello che comandava, era stato a Rodi Garganico, gli ho detto “e a Carpino non ci sei stato?” – “Sono stato, a Carpino!”, gli ho detto all’inglese “Lo sai che devi fare? Domani mattina, questi sono i soldi, comprami una chitarra” ha detto “i soldi non li voglio, e domani ti porto la chitarra”
Il giorno dopo stavano tutti intorno a me, le persone, stavano tutti intorno a me, io cantavo e suonavo, ho rotto due brande, venivano a sedersi tutti sulla branda mia, io sono stato sempre un compagnone, non sono stato mai solitario…
io quando ho fatto il soldato mi portavo la chitarra, come la porti tu mò in un fodero, e i cristiani facevano in faccia a me: che c’hai, la mitragliatrice, in questo fodero? Perché hai il moschetto, mò tieni questo fodero, perché, tieni la mitragliatrice nel fodero? Quella era la chitarra…
La splendida, la famosa Carpino, il piccolissimo paese in provincia di Foggia che resiste, che custodisce e trasmette ciò che di meglio la tradizione possiede…
Dagli straordinari cantori Sacco, Maccarone e Piccininno un solido ponte si è eretto. Solide basi edificate dagli abitanti, i quali credono che un mondo diverso è possibile, da chi ritiene che i devastanti processi globalizzanti e omologanti del mercato contemporaneo possono essere deviati e rispediti al mittente. Carpino non cederà, Carpino continuerà nel suo ineguagliabile lavoro di ricerca e di riproposizione di culture e musiche lontane che daranno un notevole contributo affinché si sia migliori, per un domani migliore.
L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival (www.carpinofolkfestival.com) in occasione del Carpino Folk Festival 2005 Xª Edizione
ORGANIZZA a CARPINO (Foggia)
dal 1° di Agosto 2005 AL 07 Agosto 2005
CORSO DI BALLO POPOLARE
CORSI DI MUSICA POPOLARE
Il progetto di quest’anno prevede un ampio spazio riguardo alla cultura scritta, con la presentazione di volumi e di dischi che ripercorrono alcune tappe fondamentali della ricerca sulle tradizioni popolari del Gargano e della Capitanata.
Andrea Sacco è nato quasi 94 anni fa a Carpino (FG), dove ha vissuto la sua vita, con l’eccezione della lunga parentesi della II guerra mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare. Decine sono le versioni della sua montanara più famosa, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, conosciuta impropriamente come Tarantella del Gargano.È stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese.
Domani all’Auditorium di Roma un’anticipazione del festival che si tiene ogni anno in Puglia
Concerti e corsi in tutta Italia, da Genova a Bologna a Milano
di ROSARIA AMATO