//
archives

tarantella del gargano

Questo tag è associato a 314 articoli.

Chitarra battente e danze folk stage e concerti sul Gargano

Anche il Carpino Folk Festival nella tela del ragno

Carpino, parte il festival folk

La Notte di chi Ruba Donne al Carpino Folk Festival

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

 presenta

“La Notte di chi Ruba Donne”

Sicuramente la memoria non è in salita, ma non è neanche tutta dritta. La memoria è piena di curve, senza attraversamenti pedonali e semafori che regolano il traffico.

Si potrebbe dire che la memoria, quando è collettiva, assomiglia a un ponte che ci unisce più che a una semplice strada, ma sarebbe riduttivo.
La memoria spesso divide perché non solo è roba personale, ma la persona stessa la cambia di continuo, la ricostruisce, la recupera e poi se la perde di nuovo, proprio come una strada di città senza indicazioni e riferimenti. E’ una via interrotta che dobbiamo ritrovare continuamente, è piena di lavori in corso. Ne percorri un pezzo e poi trovi il divieto di accesso, certe volte è un senso unico, ma molto più spesso è senza senso.
Poi ti trovi ad entrare nella memoria di un altro come in una strada privata, una di quelle che hanno i dossi per fartela attraversare pian piano. Tu pensavi di fare il furbo e passare per una scorciatoia e invece ti tocca stare attento a non rompere le sospensioni, quelle che ti fanno viaggiare comodo perché attutiscono i colpi sulle strade dissestate. Allora torni indietro, cerchi di muoverti seguendo l’istinto, ma come in una città anche nella memoria puoi distrarti e restare ingannato. Puoi perderti.
A quel punto di ritrovi a passare in un posto dove ti sembra di essere già stato e invece non è vero. E un’altra volta passi davvero su una strada che conosci e non te la ricordi.
La memoria è fatta anche di oblio. Non dobbiamo ricordare tutto come un archivio. Ma perdere la memoria è da criminali.

Dalle 21.30 di Lunedì 5 agosto si terrà la terza edizione de La Notte di chi Ruba Donne a Carpino – un grande evento, promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano e in collaborazione con il GalGargano e l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia.

Carpino vivrà dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di altre località italiane. Le scorse edizioni de La Notte di chi Ruba Donne hanno registrato un’eccezionale successo di pubblico dando vita ad un’esperienza collettiva unica che ha messo in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare di questo territorio.

La Notte di chi ruba donne è la notte in cui si gira per il paese a “fare innamorare le belle donne affacciate alla finestra", la notte dei sonetti fatti a serenate. "Notte di luna, notte di stelle, questa è la notte di chi ruba le donne, (a Carpino) chi ruba le donne non si chiama ladro ma si chiama giovanotto innamorato".

Notte di danze al ritmo di musiche lontane, perse nella memoria dei secoli e riattualizzate tanto da rendere il presente in diretto contatto con il passato; notte di canti e di strani incontri tra culture diverse, in una Carpino che guarda lontano.
 

In questa notte magica il tema portante è "Puglia-Sicilia andata e ritorno" quindi sarà la volta degli anziani cantori di queste due grandi tradizioni regionali a caratterizzare la III edizione della Notte di chi ruba Donne.

La serata sarà aperta dall’incontro/seminario : “Suoni e canti popolari dal cuore della Sicilia” a cura di Pino Biondo

Il Gal Gargano al Carpino Folk Festival

Il Gal Gargano, nell’ambito del Programma Leader Med, il progetto di cooperazione transnazionale che mira alla valorizzazione comune delle aree del Mediterraneo, è tra gli enti patrocinatori del “Carpino Folk Festival”, la kermesse musicale in programma a Carpino nei prossimi giorni.
A tal proposito, lunedì 6 agosto con inizio alle ore 20,30 in piazza del Popolo si terrà una conferenza stampa organizzata dal Gal Gargano, proprio per illustrare le finalità del progetto e per avviare una sorta di gemellaggio tra la città libanese di Byblos e quella garganica di Carpino. La tavola rotonda, coordinata dal direttore del Gal Gargano, Mario Trombetta, precederà il concerto di alcune band musicali libanesi che si esibiranno insieme ai cantori di Carpino e del Gargano.
Il Libano e la Regione Puglia sono legati, oltre che da caratteristiche territoriali e climatiche simili, anche da un cammino ideale: l’antica via Appia di epoca romana, che partendo da Roma termina a Brindisi per riprendere a Byblos (Libano).
In Libano si è tracciato un percorso comune tra il GAL Gargano e gli operatori libanesi nel campo dell’agroalimentare e della ristorazione, precostituendo le linee di ulteriori attività nell’ambito agricolo e in quello interculturale e turistico, lungo l’antica via Appia. Come si può intuire il progetto ha come finalità quella di mettere in mostra la parte bella del Gargano e del Libano e quando si parla di musica popolare, o in generale di tradizioni popolari, il connubio indispensabile è quello con le altre produzioni tipiche dell’agro-alimentare e del comparto artigianale.
Quella di lunedì sera sarà una manifestazione che mira a valorizzare tutte le produzioni tipiche del territorio garganico e libanese che, per il forte legame di natura socio-economica esistente, detengono un ruolo di primo ordine nella economia dei sistemi locali di produzione.
L’efficacia di una tale azione, tuttavia, è subordinata al grado di coinvolgimento fattivo e propositivo che si riesce ad instaurare fra gli operatori locali e in questa direzione, il ruolo del Gal, della Comunità Montana e del Parco Nazionale del Gargano, per la parte italiana, e delle istituzioni Libanesi è fondamentale per riunire tutti gli attori delle filiere interessate, stimolandone la partecipazione responsabile e consapevole per trasformare Carpino, durante tutto il Carpino Folk Festival, nella vetrina del Gargano e del Libano.

Carpino Folk Festival inizia questa sera il più grande evento musicale della nostra provincia

OndaRadio a partire dal giorno 6 seguirà in diretta tutti i concerti.

La dodicesima del Carpino Folk Festival, parte questa sera fino all’ 11 agogto, non potrà non as­sumere un significato partico­lare dopo le fiamme del 241u­glio. Il Carpino Folk non è mai stata una semplice manifesta­zione musicale. Carpino Folk è tradizione, fatta di canti e balli appassionati. È Storia, fatta di frutti della terra guadagnati con sacrifici e sudore. II festival po­trà contribuire alla rinascita del Gargano, facendo quello che ha sempre fatto egregiamente: diffondere la cultura popolare del Gargano in tutta l’Italia per poi arrivare in tutto il mondo. Una spinta verso l’allargamen­to dei confini che era già un obiettivo degli organizzatori. L’Associazione Culturale di Carpino ha messo in piedi un programma all’altezza delle precedenti edizioni, composto non solo di musica ma anche di iniziative in campo didattico, cinematografico e letterario. Dal 03 al 06 Agosto si terranno i Laboratori didattici "Suoni di passi" che prevedono corsi di chitarra battente, tamburello e ballo popolare. Da quest’anno, inoltre, i partecipanti ai corsi potranno effettuare escursioni per scoprire le bellezze natura­listiche delGargano.II3 e4Ago­sto sarà la volta delle presenta­zioni editoriali. Questa sera si parlerà dell’opera filmica "Sco­prire l’Italia. Inchieste e docu­mentari degli anni 50" di Mùko Grasso e del libro fotografico "Alan Lomaxin Salento», statu­nitense che negl’anni’50 ha ef­fettuato una ricerca sul campo in Salento. Domani invece verrà presentato il libro di Giu­lia Marra "Dalla Festa Popolare al Moderno Folk Festival". L’autrice è una studentessa di Torino, ma origini foggiane, che ha trattato nella sua tesi di lau­rea il fenomeno Carpino. Se­guirà poi nella stessa serata l’anteprima mondiale del do­cumentario, di produzione francese, "I Cantori di Carpi­no". I15 agosto dopo il semina­rio Suoni e canti popolari dal cuore della Sicilia", si parte con la musica. Prima ci sarà il con­certo di Tradizione "La notte di chi ruba Donne" che ripropone i sonetti e le serenate che un tempo venivano utilizzati per far innamorare le donne. Suc­cessivamente si esibiranno I Cantori di Carpino. Ricco di ap­puntamenti è la giornata del 6 agosto. Si potrà assistere all’e­vento "Il Balcone dei Poeti Po­polari’, nel quale Carlo Trom­betta detto Lavironè e Michele Ciccone detto Pezzafinè rac­conteranno tramite stornelli e proverbi la storia del popolo garganico . Sarà poi la volta di "Le Anime Belle del Gargano", progetto che vuole, attraverso l’incontro tra i cantori del Gar­gano e quelli tradizionali del Li­bano, creare un terreno di ri­cerca per la diffusione della mu­sica popolare e fare di questa uno strumento di pace per i po­poli mediterranei. La giornata del 7 agosto si aprirà l’esibizio­ne del"Collettivo Musicale Car­pinese" che vedrà impegnati la Banda Musicale del centro gar­ganico nella rivisitazione di tre opere tipiche della Tarantella di Carpino riproposte in collabo­razione con il compositore An­tonello Paliotti, punto di riferi­mento della produzione musi­cale dell’Italia Meridionale. Dopo toccherà all’appunta­mento clou della rassegna: il concerto che vedrà insieme 1’Ensemble della Notte della Taranta e i Cantori di Carpino. Due delle maggior tradizioni musicali del mediterraneo, la Pizzica salentina e la Tarantella carpinese, si incontreranno in un avvenimento che si prean­nuncia storico. II giorno dopo, la kermesse ospiterà il gruppo piemontese dei Lou Dalfin, esponenti della musica tradi­zionale occitana seguito dall’e­sibizione di Sergent Garcia, cantante e chitarrista cuba­no-parigino. Le due giornate successive continuano sempre nel segno di trent d’union tra le musiche tradizionali delle di­verse regioni d’Italia. Finale in grande stile l’11 con Angelo Branduardi che, accompagna­to sempre dai Cantori, inter­preterà a suo modo la "Munta­nara". Tutti i concerti (gratuiti) si terranno alle 21: 30 presso Piazza del Popolo, tranne quel­li del 5 Agosto che si svolgeran­no in Largo San Nicola.

Branduardi, i Cantori & c. l’estate della musica etnica

Gargano patrimonio dell’Unesco

Carpino Folk Festival dedicato al Gargano dopo i devastanti incendi degli scorsi giorni

Foggia, 29 lug. – (Adnkronos) – La dodicesima edizione del Carpino Folk Festival, tradizionale rassegna di musica popolare ed etnica, sara’ dedicata al rilancio di Peschici e del Gargano dopo i devastanti incendi degli scorsi giorni. E’ questo lo spirito che anima gli organizzatori della manifestazione che si terra’ dal 3 all’11 agosto a Carpino.

”Bisogna ribaltare e trasformare la tragedia del fuoco in uno stimolo forte allo sviluppo sostenibile – affermano gli organizzatori -. Non possiamo piangerci addosso, l’economia garganica e’ per lo piu’ turistica e questa e’ la sua stagione migliore. Ripartiamo dalle nostre tante risorse che vengono da lontano e che da sempre fanno ricca la terra del Gargano”.

In programma molta musica: quella del Gargano in particolare interpretata soprattutto dai rinomati da Cantori di Carpino. Ospiti della rassegna di quest’anno sono Angelo Branduardi, Antonello Paliotti, Banda Improvvisa, Uaragniaun, l’Ensemble popolare della Notte della Taranta, i Tarantolati di Tricarico, Riccardo Tesi. In programma anche la presentazione del libro ”Dalla Festa Popolare al Moderno Folk Festival – come un angolo del sud diviene il centro del mondo grazie alla sua feconda forza creatrice” di Giulia Marra e con la proiezione in anteprima nazionale del film-documentario ‘I Cantori di Carpino’ della Mira Productions. Un momento della rassegna e’ dedicato alla pace in Medio Oriente. Interverranno infatti due rappresentanti della cultura musicale popolare del Libano, Carla e Jeannie Ramia.

Al via il Carpino Folk Festival dedicato al rilancio del Gargano

Scoppia la CFF sul Gargano, migliaia le vittime

Nuova pagina 3


Dal 3 agosto i primi sintomi della Carpino
Folk Festival mania sul Gargano

 

Da circa
dodici anni almeno una parte dell’umanità è vittima di una terribile e
contagiosissima malattia: la CFF.  traduco: Carpino Folk Festival mania


Una
roba terribile, che colpisce sin da giovanissimi; pensate che si racconta di
individui contagiati già alla tenera età di quattro anni. La patologia ha
effetti devastanti e si conclama dopo pochi secondi di esposizione al suono
di una chitarra battente.

I
sintomi sono fra i più illogici che la moderna storia musicale ricordi.

Parlo di
ragazzini con magliette raffiguranti l’effige di un cantante ultranovantenne
che passano nottate accampati in attesa di un concerto di musica popolare.

Parlo di
gente di tutte le età e credi politici che affolla il festival della musica
popolare e delle sue contaminazioni con aria invasata. Parlo di padri di
famiglia che quando sentono un pezzo di Andrea Sacco abbandonano la guida
rilassata da impiegati per lanciarsi in pericolose gincane urlando “di preta
prizijosë e ori fine” mentre i figli stupiti osservano queste
trasfigurazioni condendole di improperi.

Potrei
farvi mille altri esempi per spiegarvi la CFF ma non è questo il punto. Il
punto è che ne siamo tutti afflitti. Tutti vittime di questa nuova malattia
sin da quando Alan Lomax scopri The Carpino Style, il 20 agosto 1954,
insieme ad un giovanissimo Diego Carpitella.


Per
più di quaranta anni ha covato sotto le ceneri fin al 1996 quando si è
manifestata in tutta la sua gravità.

Chi vi
scrive venne contagiato, prima, nel 1993, avevo solo ventuno anni. Colpa di
un ristretto gruppo di amici che per allungare il concerto di un rinomato
gruppo di musica etnica decisero di farlo aprire dagli anziani cantori del
paese. La CFF, non ancora conclamatasi, mi colpì all’istante e da allora non
mi ha mai abbandonato. Eh sì perché il problema è che dal folk non si
guarisce: impossibile. Come si spiegherebbero i vari gruppi di riproposta,
senza denari, senza fama e ai più sconosciuti, se esistesse anche una
piccola speranza di guarigione?

Temo che
anche voi che state leggendo siate già più che contagiati.

Recenti
studi, però, hanno mescolato un po’ le carte, mettendo in risalto come,
forse, la CFF possa portare anche dei benefici. Diverse sperimentazioni sul
campo hanno messo in evidenza che la gente di diverso colore, razza, credo
religioso e politico ai concerti non si fa la guerra ma balla e ascolta la
musica con un sentimento di fratellanza. Partecipa, si emoziona, si
abbraccia.


Per
quanto i politici si siano subito affrettati a smentire, la scoperta sembra
assolutamente fondata. Non so se sia vero, quello che so è che con un buon
canto di musica popolare che esce dallo stereo a me viene voglia di ballare,
muovermi, saltare e fare del buon sesso. Non certo di litigare con qualcuno.
E so che anche per altri contagiati è così. E allora mi sorge un dubbio: e
se fossero gli altri i malati? Parlo di quelli che non si emozionano mai,
che non si lasciano andare, che parlano con numeri e tabelline sempre in
bocca e non perdono occasione per puntare il dito contro chi è diverso da
loro.

Tutto
questo per dire che forse la musica popolare non salva la vita ma di sicuro
aiuta a vivere meglio.

Venite
pure nella Terra della Chitarra Battente, oramai ci siamo i primi sintomi
del 2007 dal 3 agosto.

 

La
manifestazione si apre con l’arrivo dei partecipanti ai corsi di Ballo
Popolare, di Chitarra Battente e di Tamburello, quindi con la partenza delle
escursioni per conoscere le bellezze naturalistiche del Gargano e in serata
le presentazioni editoriali a cura di Kurumuny edizioni – Calimera (Le)

 


“Scoprire l’Italia. Inchieste e documentari degli anni ’50” di Mirko Grasso
– filmati di Lino Del Fra (Fata Morgana) e di Gian Franco Mingozzi (Li mali
mistieri). Subito dopo la caduta del fascismo, l’Italia è tutta da scoprire
e da raccontare. Se ne incarica il cinema, soprattutto, con opere egregie, e
il Neorealismo riesce a dare, con storie di reduci, contadini, donne,
operai, un quadro delle reali condizioni dell’Italia e delle fasce popolari
più misere.

 

“Alan
Lomax in Salento”, AA. VV; Libro fotografico.

In
attesa delle pubblicazioni riguardanti Carpino e il Gargano, 22/23 Agosto
1954, viene presentato il Salento crudo come visto da Alan Lomax che insieme
a Diego Carpitella dal 12 al 17 agosto 1954 documentarono in oltre 170
registrazioni sonore e oltre 70 fotografie in bianco e nero, quasi tutte
riprodotte in questo volume.

 

Arrivato alla dodicesima edizione, il festival della musica popolare e delle
sue contaminazione è promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale
Carpino Folk Festival con la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il
Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del
Gargano e in collaborazione con il GalGargano e l’Azienda di Promozione
Turistica di Foggia.

Sponsor ufficiale della manifestazione Birra Peroni.

MediaPartner : OndaRadio – La radio che serve al Gargano

 

Tutti
gli spettacoli del Carpino Folk Festival sono rigorosamente gratuiti

Per
dettagli e maggiori informazioni http://www.carpinofolkfestival.com

Archivi