Vico del Gargano: tutto pronto per la 11ª Mostra-convegno “I Funghi del Gargano”
Quest’anno, come ogni anno, all’interno del parco nazionale del gargano, il Comune di Vico del Gargano organizza un week-end (Giovedì 1, 2 e 3 novembre) interamente dedicato alla micologia del Gargano, con la mostra mercato a Vico del Gargano e l’escursione naturalistica in Foresta Umbra.
Una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare gli appassionati a rispettare i funghi e soprattutto a seguire alcune fondamentali regole durante la raccolta. Ma non solo.
Ecco il Programma di massima:
– Giovedi 1 novembre
– Ore 17 presso “Palazzo della Bella” inaugurazione mostra della mostra sui funghi del Gargano, saluto delle autorità e dalle 19.30 nel “Trappeto Maratea” degustazione primo olio
– dalle ore 17,00 in Piazza San Domenico mostra mercato dei funghi e dei prodotti del bosco dei Parco Nazionale del Gargano.
– Momenti musicali con il gruppo “La Pacchianella”
– Venerdi 2 novembre
– Ore 9,30 Passeggiare per il bosco e andar per funghi, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e guidati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella” Incontro su temi ambientali e visita alla “Ecoteca” (piccola biblioteca itinerante)
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino novello e suoni e sapori in Piazza
– Sabato 3 novembre
– Ore 9,30 andare per castagne , in collaborazione con proprietari di castagneti accompagnati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella “ incontro con le scuole e premiazioni dei concorsi indetti su argomenti di natura ambientali in collaborazione con l’Associazione “Giacche Verdi” Sezione Gargano.
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino e olio novello, suoni e sapori in Piazza allietati da “I Cantori di Carpino”
Si potranno fare escursioni con fuoristrada in percorsi inediti e suggestivi del nostro territorio in collaborazione con Gargano Tour.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 22.
In serata in Piazza San Domenico di Vico del Gargano, continua la mostra mercato dei prodotti tipici.
Infine, la giornata di lunedì sarà riservata interamente a tutte le scolaresche della provincia che vorranno visitare la mostra dei funghi.
Info: Comune di Vico dei Gargano – Biblioteca Civica (te1.0884.994666)
biblioteca@comune.vicodelgargano.fg.it
Accrescere e qualificare le presenze turistiche nel territorio dell’Alto Tavoliere, attraverso innovative manifestazioni culturali ed artistiche. Potenziamento dell’offerta turistica mediante eventi culturali di rilievo. Valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali. Apertura di nuovi spiragli nei settori turistico e culturale.
Queste, in sintesi, le finalità principali del progetto “Autunno Barocco. I Tesori dell’Alto Tavoliere”, finanziato con fondi dell’Unione Europea nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000/2006 – PIS Barocco Pugliese – Polo Alto Tavoliere – misura 4.15 con lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Alto Tavoliere, attraverso attività di animazione territoriale diverse dalle già collaudate forme di animazione, costituite da sagre paesane e feste patronali.
Il progetto è stato redatto dalla Direttrice del Museo Civico di San Severo, Elena Antonacci, in collaborazione con Augusto Ferrara, Dirigente comunale dell’area Organi Istituzionali, l’Assessore alla Cultura Michele Monaco, l’Assessore al Turismo Antonio Villani ed il consulente per le politiche comunitarie Dante de Lallo.
L’iniziativa nasce dal Comitato di Coordinamento dei Sindaci dell’Alto Tavoliere con San Severo in veste di Ente capofila.
I centri di San Severo, Castelnuovo della Daunia, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, da venerdì 12 ottobre a domenica 11 novembre, per cinque week-end consecutivi, si animeranno e saranno collegati turisticamente tra di loro attraverso tre principali itinerari legati al Barocco dell’Alto Tavoliere: quello del culto mariano, quello degli ordini religiosi e quello dell’architettura profana dei palazzi del Settecento.
Sabato 10 novembre, ore 20,30 San Severo
In Collaborazione con l’Ass.Cult.Carpino Folk Festival
Concerto di musica popolare de I Cantori di Carpino in Piazza Municipio
Nei commenti l’intero programma della manifestazione
Si tratta di un gruppo folk nato “dall’oggi al domani”. “E’ davvero andata così”, rivela Lorenzo Vaira.
«Ho avuto richiesta dal Comune di Mattinata di suonare con i miei amici musicisti e cantori per la Festa degli Antichi Sapori, ad agosto. La richiesta mi era stata fatta due giorni prima e a dir la verità non ero neanche sicuro di formare un gruppo così velocemente. Ho contattato un pò di amici e fortunatamente sono stati tutti disponibili. Non è stato tanto duro perché la maggior parte di noi ha una passione per la musica folk, questo grazie al nostro maestro Nicola Mantuano, che ci ha tramandato questa passione: la maggior parte di noi ha partecipato al gruppo folkloristico scolastico “i cacchincidde ” per parecchi anni”.
Un gruppo alle prime esibizioni, ma già con notevole esperienza ed affiatamento: Luigi Bisceglia alla fisarmonica, Michele Mione alla chitarra, Lorenzo Vaira ai tamburelli, Lucio Morelli alle percussioni, Maria Grazia Guerra, Francesca Bisceglia, Maria Grazia Santamaria e Andrea La Torre alle voci. Quello che propongono al pubblico è un repertorio misto: brani tradizionali di Mattinata, brani che abbiamo appreso dal compianto maestro Mantuano, e, soprattutto, canzoni del gruppo di musica popola re di Monte Sant’Angelo, I Sammecalère. “Al debutto ” continuano i ragazzi “avevamo un pò paura del pubblico. Fortunatamente è andato nel migliore dei modi, con tantissima gente, tantissimi complimenti e, soprattutto altre richieste”.
Accogliamo con piacere la nuova nascita, ci auguriamo tuttavia che il nuovo gruppo riscopra le vere tradizioni locali attraverso la ricerca e l’affiancamento dei tanti cantori che sappiamo essere ancora presenti in quel di Mattinata e che quindi presto esca “dall’oggi al domani”.
Ardecore, Andrea Parodi/Elena Ledda, Têtes de Bois e Gianmaria Testa sono i vincitori delle Targhe Tenco 2007, gli storici riconoscimenti assegnati in base al voto di oltre un centinaio di giornalisti, la più estesa e rappresentativa giuria italiana in ambito musicale. Alle Targhe Tenco hanno concorso, come sempre, tutti gli album italiani di canzone d’autore della scorsa stagione (quindi, per questa edizione, quelli pubblicati tra l’agosto 2006 e il luglio 2007).
I quattro vincitori saranno premiati nel corso della 32a edizione del Premio Tenco che si terrà dall’8 al 10 novembre al Teatro Ariston di Sanremo.
Gianmaria Testa si è aggiudicato con “Da questa parte del mare” il premio per il miglior disco dell’anno con largo margine sugli altri finalisti, primo dei quali Morgan con “Da A ad A”. Seguono, in ordine alfabetico: Franco Battiato con “Il vuoto”, Simone Cristicchi con “Dall’altra parte del cancello”, Patrizia Laquidara con “Funambola”, Daniele Silvestri con “Il latitante”. Una vittoria, quella di Testa, che giunge a coronamento di un percorso importante e che sottolinea la qualità e il coraggio di un concept album dedicato al tema dell’emigrazione.
Ad Andrea Parodi e Elena Ledda con “Rosa resolza” è andata la Targa nella sezione “album in dialetto”, contrastati in particolare da “Sacco e fuoco” di Teresa De Sio. In corsa erano anche, sempre in ordine alfabetico, Enzo Gragnaniello (“L’erba cattiva”), i Lou Dalfin (“I Virasolelhs”) e i Sancto Ianne (“Mo’ siente”). Un riconoscimento, quello a “Rosa resolza”, che è anche un omaggio ad un musicista di vaglia come Andrea Parodi, scomparso lo scorso anno e che con grande caparbietà aveva portato a compimento questo suo ultimo, prezioso, lavoro discografico insieme a Elena Ledda, oggi riconosciuta come “la voce della Sardegna”.
La categoria “opere prime” è stata vinta dai romani Ardecore con “Chimera” che si sono battuti soprattutto con Gerardo Balestrieri (“I nasi buffi e la scrittura musicale”) e Giua (“Giua”). Tra i finalisti c’erano anche Germano Bonaveri con “Magnifico”, Pilar con “Femminile singolare” e Peppe Voltarelli con “Distratto ma però”. Per gli Ardecore si tratta del secondo album della loro discografia, ma il primo in cui sono autori dei brani pubblicati, come vuole il criterio di questa sezione. La Targa premia il valore della loro proposta ma anche implicitamente quello del mondo musicale “alternativo” italiano che sempre più si afferma in cima alle graduatorie delle Targhe Tenco.
I Têtes de Bois con “Avanti Pop” hanno avuto la meglio nella sezione riservata agli “interpreti” dopo un testa a testa con gli Avion Travel di “Danson metropoli”. In lizza erano anche Ginevra Di Marco con “Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre”, Mauro Ermanno Giovanardi con “Cuore a nudo”, Alessio Lega e Mokacyclope con “Sotto il pavé la spiaggia”, Petra Magoni & Ferruccio Spinetti con “Quam dilecta”. L’affermazione dei Têtes de Bois evidenzia, oltre all’intrinseco spessore artistico del disco, anche il valore progettuale di un’operazione complessiva dedicata al tema del lavoro.
Da notare la singolare circostanza che tutti gli album risultati vincitori sono stati pubblicati da etichette indipendenti, un segnale che attesta la difficoltà in cui versano le grandi case discografiche multinazionali (spesso condizionate da criteri di omogeneizzazione delle proposte) nel cogliere il valore di molti fenomeni artistici che si muovono nel nostro Paese.
Hanno complessivamente votato 120 giurati.
Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e la Rai promuovono insieme l’iniziativa MaratonArte, la maratona televisiva che si propone di raccogliere fondi per salvare opere e siti di rilevanza storica e culturale.
L’Italia possiede infatti ben il 70% dei capolavori artistici del mondo, riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Ma molte di queste opere che rendono grande il nostro Paese hanno urgente bisogno di cure per recuperare tutto il loro valore. Alcune di esse rischiano addirittura di scomparire per sempre.
Il progetto MaratonArte si propone perciò l’obiettivo di raccogliere fondi che sostengano la tutela, la salvaguardia e il restauro di questi beni, individuando sette opere a rischio. Con lo scopo di difendere le nostre risorse, salvarle dall’abbandono e restaurarle nel loro pieno splendore.
Perché per il nostro Paese l’arte non è solo bellezza, ma anche ricchezza, turismo e qualità della vita: la nostra maggiore risorsa.
MaratonArte, iniziativa di raccolta fondi per il restauro, il mantenimento e la fruizione dei beni culturali, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Rai. Il progetto consentirà a ogni cittadino di contribuire in prima persona alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, finanziando progetti di recupero e verificando in seguito il risultato raggiunto.
A sostenere l’iniziativa ci saranno volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura, da Claudio Baglioni a Luca Zingaretti, da Claudia Cardinale a Riccardo Muti: ciascuno di loro sarà testimonial di sette luoghi simbolo da salvare, raccontati in brevi filmati con le musiche di Ennio Morricone.
Per partecipare alla maratona, è possibile intervenire in diversi modi:
– inviando un Sms al numero 48545 (valore 2 euro)
– inviando un Sms al numero 48558 da telefoni Vodafone (valore 5 euro)
– con tutte le carte di credito, telefonando al numero verde di American Express 800.199.949
– con tutte le carte di credito, sul sito http://www.maratonarte.it
– con versamenti bancari al c.c. 10888810 di Maratonarte
– con carta Bancomat agli sportelli di UniCredit Banca
– acquistare le gift-card personalizzate (del valore di 3 euro), in vendita presso autogrill, distributori rete Agip, bar e ristoranti associati Fipe.
Per avere maggiori informazioni, è possibile inoltre consultare il sito dedicato alla maratona: http://www.maratonarte.it
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Intenso e brillante è stato il convegno dal tema “Ricerca delle strategie per uno sviluppo del turismo destagionalizzato legato alle nuove tendenze, orientate alla conoscenza dei territori che ospitano produzioni cinematografiche e televisive", svoltosi ieri pomeriggio nel suggestivo Trappeto Maratea a Vico.
L'incontro, organizzato dall'Ente Parco del Gargano, è stato moderato da Attilio Romita, volto noto nelle case degli italiani per essere uno dei "mezzi busti" del TG di RaiUno; con ironia e grande ritmo ha solleticato gli interventi degli ospiti seduti al tavolo con lui. Accanto al professor Pasquale Pazienza, docente di Economia del Turismo all'università di Foggia, e a Michele Patano, direttore del Cotup, c'erano Gaia del Laurentis in rappresentanza del mondo delle fiction televisive, Michele Placido per la cinematografia e Renzo Arbore per lo spettacolo.
Questo incontro è nato dopo aver riscontrato il successo turistico che stanno ottenendo i luoghi in cui sono state registrate le fiction di maggior successo, prima tra tutte "Il Commissario Montalbano". La domanda di base del convegno è stata "Visto che il Gargano è così bello, può essere usato come location per produzioni cinematografiche o televisive?"
Per Gaia De Laurentis (letteralmente impazzita per la paposcia) "questo territorio non ha bisogno della spinta del mondo del cinema per essere apprezzato", lei che è rimasta favorevolmente colpita dalla Foresta Umbra così incontaminata.
Michele Placido, che ha dato la sua disponibilità a tenere una serata in un comune del Parco nel corso della prossima stagione turistica, ha proposto l'apertura di ristoranti di cucina tipica garganica nelle grandi città italiane "per far sì che anche i nostri cibi possano essere un mezzo di promozione turistica". Poi ha posto l'interrogativo "il turista che viene in questi luoghi ed è contento delle bellezze che vede, è contento di come viene trattato tanto da voler tornare?", ponendo l'accento sulla qualità dell'accoglienza che, nonostante sia in netto miglioramento, vanta ancora lacune gravissime.
Arbore, nel corso dei suoi interventi, ha manifestato a gran voce l'attaccamento alla "Montagna del Sole", ricordando il calore che ha ricevuto e, con affetto, ricambiato in occasione del concerto tenuto a Sannicandro Garganico ad inizio mese. Anche da parte sua c'è stata la disponibilità a tenere una serata dalle nostre parti nel corso della prossima stagione turistica, preferibilmente nei periodi di bassa stagione per cercare di aumentare l'afflusso dei vacanzieri.
A conclusione, il presidente del Parco del Gargano, Giandiego Gatta, ha ricordato gli eventi finora organizzati dall'Ente e quelli che verranno curati nei prossimi mesi, a partire dal presepe vivente di Rignano Garganico. Con forza, ha ribadito che è "assurdo ed impensabile che il Parco del Gargano, uno dei più grandi di Italia, sia tutelato da sole 40 guardie forestali; di queste, se si escludono le 18 unità impiegate negli uffici e il comandante, restano solo 21 persone a bada di 120 mila metri quadrati di area protetta". Di questo problema, ha annunciato, ne ha discusso presso il Ministero competente qualche giorno fa, dove ha chiesto anche la presenza stanziale di un elicottero per il pronto intervento antincendio e l'uso della tecnologia satellitare per localizzare immediatamente i focolai.
Al dibattito hanno potuto assistere anche i tanti vichesi che hanno affollato la piazza antistante il trappeto grazie alla presenza di un maxi schermo; a loro è stata anche data la possibilità di porre domande per il tramite "dell'inviato" Saverio Serlenga.
Al termine del dibattito, gli ospiti hanno avuto modo di fare un breve giro nel centro storico di Vico del Gargano prima di andare a degustare i sapori tipici del nostro territorio.
Sandro Siena da OndaRadio
Ascolta:
Intervista a Renzo Arbore –
Intervista a Michele Placido –
Intervista a Gaia de Laurentis –
Intervista a Attilio Romita
Il Parco Nazionale del Gargano presenta “La notte di Naturalia alle Isole Tremiti”, un evento suggestivo nello scenario unico dell’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti.
L’importante iniziativa rientra nel progetto “Parco Nazionale del Gargano. Un’emozione per ogni stagione”, un articolato programma, finanziato con fondi dell’Unione Europea POR Puglia 2000/2006-PIS (Progetti Integrati Settoriali), nato con l’obiettivo di destagionalizzare l’offerta turistica e culturale di uno dei più importanti Parchi Nazionali d’Italia.
L’evento si svolgerà presso l’isola di San Nicola il prossimo 22 settembre a partire dalle ore 18.30 sino alle 24.00. L’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti, l’unica in Italia nella quale il mito, la storia e le suggestioni di un passato arcaico si fondono in maniera così profonda con i colori e la ricchezza di uno dei fondali più belli del Mediterraneo, si trasformerà nello scenario naturale dell’itinerario eco-culturale notturno di Naturalia. Alle musiche di artisti provenienti dall’ambito della World Music e delle tradizioni antiche e moderne della penisola italiana, alle parole del teatro di narrazione e alle voci e suggestioni profonde dell’Isola sarà affidato il compito di guidare i partecipanti in un viaggio onirico “Sulle tracce delle perdute ali delle Isole Tremiti” (vedi programma allegato).
Le Tremiti saranno il palcoscenico di attività diverse: i luoghi saranno raccontati attraverso la musica e il teatro. E per rendere l’evento ancora più suggestivo è prevista una ”immersione” di due giorni nelle isole del Gargano durante i quali i partecipanti potranno vivere le “Isole Diomedee” attraverso i linguaggi dell’arte e con attività sportivo – naturalistiche.
La prenotazione all’evento è obbligatoria in quanto i posti sono limitati.
Dopo l’esordio di successo di Renzo Arbore, a San Nicandro Garganico venerdì 7 settembre,-e il secondo appuntamento andato in onda domenica 9 settembre 2007 con il concerto del noto artista Nicola Piovani (in una affollata Piazza Marina Piccola a Vieste), il progetto Grandi Eventi, ovvero l’iniziativa finanziata grazie ai fondi Pis – Progetto Integrato Settoriale – della Unione Europea – POR Puglia 2000-2006 – del Parco Nazionale del Gargano, vede venerdì 14 settembre a Manfredonia il terzo ed ultimo appuntamento in programma della prima parte del calendario, che come si ricorderà, abbraccia anche altri mesi dell’anno.
Pertanto appuntamento a Manfredonia in Piazza Duomo dove ci saranno risate a gogò con gli spettacoli di Demo Borselli & Big Band, ed i cabarettisti Enrico Brignano e Dado, Max e Angelo.
“L’offerta turistica odierna, in Italia e negli altri Paesi” ha detto il numero uno dell’ente “risulta eterogenea e ricca di promozioni. Noi intendiamo invece, con la nostra proposta, far conoscere il territorio garganico e la stessa Puglia sotto un altro aspetto”. “La nostra idea” ha continuato il Presidente del Parco Avv. Giandiego Gatta, “ruota sui tre eventi principali di settembre, ma soprattutto sugli eventi collaterali legati alla cultura ed alle tradizioni del nostro territorio che si terranno anche nei prossimi mesi. Perché il nostro obiettivo finale” è stata la conclusione del presidente “è la destagionalizzazione dell’offerta turistica. Intendiamo, con tali iniziative, attrarre masse di turisti anche negli altri mesi dell’anno che non siano quelli strettamente estivi”.
Il progetto “Grandi Eventi” varato dall’Ente Parco mira infatti alla promozione turistica e culturale del territorio garganico, a suscitare l’interesse e l’intervento dei media e del pubblico per la Montagna del Sole. Dopo la infausta stagione caratterizzata dalla recrudescenza del fenomeno incendi, il Parco si mobilita per promuovere il Gargano, alla ricerca della “normalità perduta”.
Aiutati finalmente dal tempo clemente tutte le serate si sono svolte regolarmente e cosi si è potuto registrate un successo inaspettato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival anche in considerazione dei dati non confortanti del turismo sul Gargano dopo i noti fatti di Peschici.
Nove le date del festival, oltre 15 i gruppi per un totale di circa 160 musicisti che si sono impegnati a coniugare innovazione e tradizione, 4 i progetti speciali nati come produzioni originali del festival, 3 le esibizioni dei Cantori di Carpino, 3 i laboratori didattici per i giovani musicisti che sono arrivati a Carpino da tutta l’Italia e anche dall’estero, 2 le produzioni che vedono come protagonista il Festival e i Cantori di Carpino, -20% la richiesta rivolta agli operatori della ricettività, ancora mostre fotografiche, escursioni che hanno fatto conoscere le bellezze del Gargano, prodotti tipici e una goccia per la pace in Medio-Oriente.
“Siamo la parte sana del Gargano – dice il Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival Mattia Sacco –, mentre in altre località il turismo scema a causa di mille problemi strutturali, non ultimo il rogo di Peschici che ne evidenzia tutta la gravità, a Carpino si registra il tutto esaurito ormai da molti anni.
Con l’ennesima affermazione il Carpino Folk Festival si propone ancora una volta come volano di sviluppo attraverso il turismo culturale, quello legato alle tradizioni e ai prodotti tipici e dell’artigianato locale, per il rilancio del turismo tout court del Gargano e delle Puglie. Ma sono in molti ha smentire, ha storcere il naso e a non vedere di buon grado i nostri successi, e con lo stessa logica e lo stesso modo di fare (“se non è merito mio non deve esserlo di nessun altro”) che tiene fermo lo sviluppo economico del nostro territorio da ormai 20 anni. Mentre altri continuano con la logica dei campanellismi (addirittura notti bianche sui lidi organizzate e finanziate con soldi pubblici), noi proponiamo qualcosa che vada ben oltre il nostro territorio e si proietti su mercati nazionali e internazionali. Siamo nell’era della globalizzazione, ma molti pensano che una sagra (con tutto il rispetto per le migliaia di volontari che vi lavorano) sia un’adeguata azione di marketing territoriale o di promozione dei prodotti e delle aziende locali”.
Rocco Draicchio, fondatore del Carpino Folk Festival – primogenito di molte manifestazioni pugliesi – avviò e mise in corsa un treno sul quale molti continuano a mettere pietrucce sui suoi binari sperando di fermarlo. Mentre si continua a organizzare e a finanziare molti spettacoli poi smentiti, rinviati ed infine annullati che nulla lasciano e danno al nostro territorio, se non una serata di intrattenimento, il Carpino Folk Festival parla, fa parlare, canta e suona il Gargano e la Puglia, ricerca, tutela e valorizza un’identità e una cultura degna di essere rivalutata senza la quale non ci potrà mai essere accoglienza e inclusione ma solo esclusione, il contrario di ciò che serve ad un territorio che fa dell’ospitalità e del turismo la sua vocazione principale. Solo un territorio che ha un’identità forte e ben definita sa accogliere e includere il diverso, il visitatore, il turista e questo è uno degli obiettivi del nostro festival.
Sarà difficile uguagliare i numeri di questa edizione, ma le idee e le novità non ci mancano, ci auguriamo solo che gli operatori del nostro territorio si accorgano dell’opportunità che gli offriamo e la smettano di pensare che una volta accallappato il turista questo debba essere incatenato all’interno del proprio villaggio, camping o hotel per paura che possa spendere fuori.
Il Gargano è fuori da queste strutture, il Gargano è lunghe spiagge dorate, trabucchi, piccole baie e qualità alta delle acque, parco e foreste, salubre aria di montagna, sole, tanto sole, storia, antiche tradizioni, monumenti e chiese, opere d’arte, cultura, musica e molte altre sorprese a cielo aperto che se proposte in modo adeguato allora sì che possono far vivere una vacanza da sogno.
Nel deserto occorre costruire grandi alberghi e villaggi lussuosi, sul Gargano No!!!
Sul Gargano è sufficiente salvaguardare, tutelare e valorizzare quello che madre natura ci ha già donato. Non occorrono ne grandi santoni che vengano a emanciparci ne grandi cattedrali (il viaggiatore non sa cosa farsene e ne troverebbe di più belle e di più lussuose in altre località) che fanno salire i prezzi della vacanza, ma servizi, tanti servizi per equilibrare il rapporto qualità/prezzo a dire di tutti oggi molto sbilanciato sul prezzo. Ottima l’idea degli autobus del Gargano, ma ampliamo il raggio, il Gargano non è solo mare e non è solo Vieste e Peschici. Da sole queste due località hanno già raggiunto il loro picco, adesso per crescere anche loro debbono offrire dell’altro e per farlo debbono avvalersi dell’entroterra, quindi del cuore del Gargano.
“Il Carpino Folk Festival – Antonio Basile, ufficio stampa – vuole risaltare la storia, le tradizioni, la cultura, l’arte e i sapori del Gargano e vuole integrare e completare gli altri turismi già esistenti. Puntiamo ad un festival più nazionale e più pugliese, a promuovere la musica popolare e all’opportunità di fare innovazione in questa splendida terra.
Molti ci chiedono perché non siamo allo stesso punto della Notte della Taranta e non si accorgono che in realtà è il Salento nel suo complesso ad aver fatto molti passi avanti. Noi esattamente come loro organizziamo un evento (artisticamente diverso), certo dal punto di vista mediatico minore ma abbiamo anche molte meno risorse economiche e meno certezze. Il punto però è un altro. Intorno a quel evento, nel Salento, si è sviluppato tutto un indotto che nel Gargano è chiuso in se stesso secondo logiche egoistiche. Gli infopoint, la ricettività, l’accoglienza, i trasporti e tantissimi altri servizi non sono certo gestiti dagli organizzatori di quel evento, qui sul Gargano ci si aspetta che ad organizzarli ed a gestirli spetti all’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. Dal punto di vista artistico, molti sono gli eventi che vengono inclusi sotto il marchio La Notte della Taranta che fa da cassa di risonanza, qui da noi non solo devi stimolare i creativi ma apponendoci la professionalità da rispettare si viene a battere cassa. Continuo con degli esempi banali: come mai un gestore di un villaggio turistico nella settimana del festival non decide di mettere a riposo anche solo per una serata la propria animazione e di portare i propri ospiti al Carpino Folk Festival risparmiando cosi anche i costi della cena? Come mai enti addetti alla valorizzazione dei prodotti tipici e delle aziende di produzione locale e le stesse aziende non decidono di venire ad esporre al Carpino Folk Festival? Potrei continuare cosi ancora per molto. La risposta è sempre la stessa : lo d-o-b-b-i-a-m-o f-a-r-e noi!
L’inverno scorso in molte città italiane per la promozione del Salento, sono state organizzate serate musicali (di pizzica) con l’esposizione dei prodotti locali ma anche con la proposizione di pacchetti vacanza vantaggiosi. A noi, che organizziamo un evento che più di ogni altro ha saputo recuperare e salvare un identità che altrimenti sarebbe andata persa e che ha saputo porre al centro della cultura popolare italiana il patrimonio immateriale del Gargano (che anche Pasolini definiva “inesistente”), non ci è mai stato proposto. Questa primavera si è fatto un gran parlare di marketing territoriale, molti sono stati i riferimenti al nostro festival, ma ancora una volta non siamo mai, mai stati coinvolti. Molti territori italiani sono impegnati dall’inizio dell’anno a cercare di entrare nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco, nel mese di maggio abbiamo lanciato l’allarme, ripreso anche dal tg3, per sensibilizzare l’opinione pubblica e i membri della commissione di Rutelli circa il nostro territorio, i nostri cantori, i nostri motivi ritmici, i nostri canti e i nostri balli, ma siamo rimasti soli.”
“Sappiamo che nessuno ci regalerà nulla e quindi – dice Alessandro Sinigagliese, logistica ed editoria – tocca rimetterci al lavoro. Sono dodici anni che mostriamo di saperci fare. Non è da tutti gestire cosi tanti eventi e artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna società di management e di produzioni culturali alle spalle. Inizieremo subito nei prossimi giorni con una provocazione per aprire una discussione che coinvolga altre realtà locali.
Intanto ringraziamo le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, in particolare Silvia Godelli e Massimo Ostillio; le migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino e che ci seguono tutto l’anno; tutti i ragazzi che volontariamente hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione con il proprio lavoro e privandosi di un mese di ferie; Ondaradio – la radio che serve il Gargano – che veramente si è messa al servizio del festival con lo spirito giusto e per crescere insieme; tutti i giornalisti che hanno parlato di Carpino e dei suoi Cantori, una citazione particolare per Claudio Gabaldi che ci ha fatto diventare per un giorno il centro del mondo; ed infine tutti gli artisti che hanno accettato il nostro invito primo fra tutti Antonello Paliotti. Grazie, grazie a tutti."
Renzo Arbore e l’Orchestra italiana ieri sera alle ore 21.00, in Piazza IV Novembre a San Nicandro Garganico. Il primo dei tre appuntamenti inseriti nell’ambito del progetto "Grandi eventi", finanziato con i fondi dell’Unione Europea. La manifestazione è stata promossa dal Parco Nazionale del Gargano, in collaborazione con la Provincia di Foggia e l’Amministrazione comunale di San Nicandro. Il secondo appuntamento è fissato per domenica 9 settembre con il concerto del noto artista Nicola Piovani (a Vieste, Piazza Marina Piccola, alle 21), compositore di svariate colonne sonore di film di gran successo. Terzo ed ultimo appuntamento in programma a Manfredonia venerdì 14 settembre (Piazza Duomo, alle 21) con gli spettacoli di Demo Borselli & Big Band, ed i cabarettisti Enrico Brignano e Dado, Max e Angelo.
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Da OndaRadio: Sandro Siena
Rapporto Federculture: nel 2006 presenze in aumento, ma nonostante l’elevata remuneratività, alcuni studi parlano di entrate pari a 15/18 volte le spese sostenute (per ongi 100.000,00 di spesa si produce 1.800.000,00 di entrate), sono a rischio proprio gli investimenti nel Turismo Culturale.
Il Belpaese registra, nel 2006, un incremento del turismo culturale: 22 milioni di stranieri hanno visitato l’Italia, con un aumento del 7 per cento rispetto all’anno precedente. "Regina" delle città d’arte resta Roma, che si aggiudica un primato da 18 milioni di visitatori e batte la Berlino dei Mondiali. Va tuttavia segnalata l’altra faccia della medaglia, cioè l’impatto negativo del turismo di massa e la mancata tutela del paesaggio.